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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Le malattie croniche nel 2020 si stima che rappresenteranno l’80% di tutte le patologie nel mondo

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 luglio 2019

Impegnano il 70-80% delle risorse sanitarie a livello mondiale. In Europa sono responsabili dell’86% di tutti i decessi e di una spesa sanitaria annua valutabile in 700 miliardi di euro; 24 milioni le persone che in Italia nel 2017 ne soffrono, quasi 67 miliardi di euro la spesa complessiva in Italia. L’Italia ha un Piano nazionale cronicità da settembre 2016, ma solo sedici Regioni lo hanno recepito, cinque ancora non danno segnali di attenzione e tra chi lo ha recepito solo quattro Regioni lo hanno fatto entro un anno, altre tre entro due e le altre sono arrivate fino ai 33 mesi della Calabria che tuttavia, a onor del vero, lo ha recepito subito dopo l’insediamento del commissario legato al “decreto Calabria”.L’analisi e la ricognizione sugli atti di recepimento di questo tassello importante per l’assistenza ai malati cronici sempre in aumento e sul territorio ancora sguarnito, l’ha fatta Tonino Aceti, portavoce della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche, la più numerosa d’Itala con oltre 450mila iscritti che fanno proprio dell’assistenza sul territorio – programmazione permettendo – il loro cavallo di battaglia.Il testo è pubblicato sul sito istituzionale della Federazione (www.fnopi.it) e Asceti sottolinea che “la mancata/ritardata attuazione e/o l’attuazione a macchia di leopardo da parte delle Regioni, di leggi e/o atti di programmazione sanitaria nazionale già approvati, continua a rappresentare una tra le principali criticità dell’attuale governance del Servizio Sanitario Pubblico, che contribuisce a minare la fiducia dei cittadini nelle Istituzioni e ad aumentare le attuali disuguaglianze che già esistono tra le Regioni”.Differenze quindi nei tempi di recepimento dove si passa dai 2 mesi della Puglia, ai 3 dell’Umbria, ai 7 dell’Emilia-Romagna, sino ad arrivare ai 33 mesi della Calabria. Ma anche nelle modalità. Ci sono recepimenti puramente formali come ad esempio quello del Molise e della Calabria e recepimenti più sostanziali con strategie e azioni puntuali per attuare concretamente i contenuti e il modello del Piano Nazionale della Cronicità. È il caso, solo per fare alcuni esempi, del Piemonte, dell’Umbria e del Veneto che lo ha recepito direttamente all’interno del proprio Piano sociosanitario regionale 2019-2023.Secondo Aceti ad aggravare questa situazione si aggiungono anche le pesanti carenze di personale, con particolare riguardo a quello infermieristico. Tra carenze ordinarie e straordinarie di Quota 100 e pensionamenti ordinari in Campania mancheranno 8.580 infermieri, in Calabria 3.516, in Sardegna e Sicilia rispettivamente 2.740 e 8.034 unità.

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