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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Archive for 5 luglio 2019

Il Gran Galà dell’Opera incanta Trapani

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 luglio 2019

Trapani. Grande successo ieri sera nel centro storico di Trapani. Applausi per il viaggio tra i capolavori del melodramma italiano con le sinfonie, le arie e i cori che hanno fatto la storia dell’opera lirica.Dal Nabucco al Trovatore, dal Barbiere di Siviglia, a Cavalleria Rusticana, Carmen, La Traviata e Rigoletto. Solo per dirne alcuni. L’Orchestra e il Coro dell’Ente Luglio Musicale Trapanese hanno incantato il pubblico di Trapani. Magistrale esecuzione ieri sera nello splendido scenario del Palazzo Cavarretta per il concerto evento organizzato dal Luglio Musicale Trapanese, con il patrocinio del Comune di Trapani e della Presidenza del Consiglio Comunale di Trapani.Uno spettacolo appassionante con un coro lirico e quattro solisti di caratura internazionale, che si sono alternati in arie e duetti in un’emozionante sequenza.Il Luglio Musicale Trapanese con il Gran Gala dell’Opera ha aperto la 71a stagione lirica, in un’ottica innovativa, fuori dalle sue tradizionali sale, protendendosi idealmente verso la città.
Da luglio a settembre tanti gli appuntamenti del cartellone tra opera, concerti, danza.
La rassegna operistica a Trapani è incentrata su Opere del grande repertorio che andranno in scena al Teatro open air “Giuseppe Di Stefano”, all’interno della Villa Margherita, insieme ai “gioielli” rappresentati dalle camera al Chiostro di San Domenico.La Stagione lirica verrà inaugurata a Trapani il 14 luglio (replica il 16 luglio) con Carmen, opéra-comique di Georges Bizet, ispirata all’omonima novella di Mérimée, che descrive la storia della seducente e focosa sigaraia spagnola. Nuovo allestimento del regista Nicola Berloffa. Sul podio Laurent Campellone, alla guida dell’Orchestra del Luglio Musicale Trapanese.Il 28 e 30 luglio al Chiostro di San Domenico la travolgente ironia della piccola opera Orphée aux Enfers, firmata da Natale De Carolis, festeggerà il bicentenario della nascita di Jacques Offenbach.La Stagione prosegue il 29 e 31 luglio con il dittico Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni e Pagliacci di Ruggero Leoncavallo, compositore di cui quest’anno ricorre il centenario della morte. Il direttore Federico Santi e la regista Maria Paola Viano, per uno dei titoli tra i più amati dal pubblico. Sulle note di Henry Purcell, nell’orchestrazione di Piergiorgio Del Nunzio, in beatitudine mitologica e barocca il 10 e 12 agosto la regista Isa Traversi, con Dido and Aeneas, condurrà lo spettatore al tempo delle passioni della regina cartaginese e del celebre eroe troiano. Andrea Cigni firma gli ultimi due allestimenti in cartellone, nel segno della musica di Giuseppe Verdi.Seguendo rotte shakespeariane, l’11 e 13 agosto con Otello la gelosia sarà protagonista indiscussa. Sul podio, Andrea Certa. L’amore travolgente di Violetta Valéry e Alfredo Germont rivivrà invece il 19 e 21 agosto: La Traviata torna al Teatro “Giuseppe Di Stefano” dopo il grande successo del 2018.I concerti con l’Orchestra e il Coro dell’Ente Luglio Musicale Trapanese saranno un appuntamento fisso della Stagione. Due imperdibili concerti che vedranno protagonisti, al Parco Archeologico di Lilibeo, l’Orchestra e il coro del Luglio, con i solisti. In programma, tutto novecentesco, i Carmina Burana di Carl Orff il 18 luglio e la Rhapsody in Blue di George Gerhwin (al pianoforte Sinforosa Petralia) e il Bolero di Maurice Ravel il 14 agosto. Il chiostro di San Domenico farà da cornice ad un prezioso appuntamento cameristico del 19 luglio con il Quint’etto d’archi dell’Accademia Nazionale di “Santa Cecilia” di Roma. Ed ancora la musica incontra la danza al Teatro open air “Giuseppe Di Stefano” a Trapani: il 29 agosto, la NoGravity Dance Company con lo spettacolo di danza “Divina commedia– Dall’Inferno al Paradiso”, e domenica 1 settembre, il Balletto del Sud presenta uno dei titoli di maggior successo del suo repertorio: La Bella Addormentata, balletto in due atti con le coreografie di Fredy Franzutti sulle note di Pëtr Il´ič Čajkovskij.

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UE, le cariche proposte dal Consiglio, insediamento dell’Europarlamento

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 luglio 2019

Nel Consiglio europeo straordinario del 30 giugno-2 luglio a Bruxelles i leader europei hanno trovato un accordo sulle nomine delle massime cariche dell’UE. Nel frattempo anche l’Europarlamento riunito nella sua prima sessione plenaria che si è svolta dal 2 al 4 luglio ha previsto l’insedimento con la presentazione dei gruppi e le elezione delle massime cariche (Presidenza, vicepresidenza, questori). Per l’Italia la Presidenza dell’Europarlamento è stata affidata a David Sassoli, PD, candidato del gruppo socialista UE.
Charles Michel, ex primo ministro belga, liberale, è eletto presidente del Consiglio europeo per il periodo dal 1º dicembre 2019 al 31 maggio 2022. Il suo mandato, di due anni e mezzo, è rinnovabile una volta. Michel è nominato anche presidente del Vertice Euro per un mandato della stessa durata.Ursula von der Leyen, ministra della Difesa tedesca, vicinissima alla Merkel, è stata proposta quale candidata alla presidenza della Commissione europea. La candidata dovrà essere eletta dal Parlamento europeo a maggioranza dei membri che lo compongono nella prossima sessione plenaria prevista per metà luglio. Il Consiglio europeo ha inoltre preso atto dell’intenzione di Ursula von der Leyen di nominare Frans Timmermans e Margrethe Vestager quali vicepresidenti della Commissione di più alto grado. “Se verrà eletta, sarà la prima donna a guidare la Commissione europea” ha sottolineato il Presidente Donald Tusk in chiusura del Consiglio.
Un’altra donna, francese, Christine Lagarde, attuale direttrice del Fondo Monetario Internazionale è stata proposta per sostituire Mario Draghi alla Presidenza della Banca Centrale Europea. La nomina verrà formalizzata previa consultazione del Parlamento europeo e del consiglio direttivo della BCE.È stato inoltre nominato Josep Borell Fontelles, ministro degli esteri spagnolo ed ex presidente del Parlamento europeo, come candidato al posto di alto rappresentante dell’UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza. La nomina formale necessita dell’accordo della neoeletta presidente della Commissione. Il Presidente Tusk si è congratulato con il Consiglio per aver concordato l’intero pacchetto prima della seduta inaugurale del Parlamento europeo (alle scorsa legislatura il processo aveva preso 3 mesi) e per l’equilibrio di genere – due donne e due uomini per le quattro cariche principali.Presidente della Commissione, alto rappresentante e gli altri membri della Commissione saranno soggetti, collettivamente, ad un voto di approvazione del Parlamento europeo, prima della nomina formale da parte del Consiglio europeo. Il loro mandato sarà di 5 anni dalla fine del mandato dell’attuale Commissione fino al 31 ottobre 2024.Europarlamento, la Presidenza a Sassoli. Nella seduta del 3 luglio l’Europarlamento ha eletto Presidente l’italiano David Sassoli, candidato ufficiale del gruppo socialista con 345 voti al secondo scrutinio. Sassoli, 63 ann, giornalista, anche televisivo (conduttore, inviato e Vicedirettore TG1), ex vicepresidente dell’Europarlamento sotto la Presidenza Tajani, è stato rieletto nelle liste del Partito Democratico (gruppo S&D) nel maggio 2019. Eletto per un mandato di due anni e mezzo (metà legislatura), rinnovabile, guiderà il Parlamento almeno fino a gennaio 2022.
Il Parlamento nella sua prima seduta plenaria che si è svolta dal 2 al 4 luglio a Strasburgo si è costituito  in 7 gruppi politici (erano 8 nella precedente legislatura) oltre ai “non iscritti” in numero di 57.
Si ricorda che un gruppo politico deve essere composto da almeno 25 deputati europei eletti in almeno in quarto degli Stati membri (ossia almeno 7). I negoziati per la costituzione dei gruppi politici sono iniziati a valle delle elezioni, il 27 maggio: la composizione doveva essere notificata entro il 1° luglio per essere riconosciuti dal 2 luglio, anche se un gruppo politico può essere creato in ogni momento nel corso della legislatura. Con la costituzione di un gruppo, i deputati accettano per definizione di avere affinità politica. I gruppi politici, tranne quello dei non iscritti, hanno un ruolo importante nel definire l’agenda del Parlamento, hanno più tempo per parlare durante i dibattiti e contano su uffici, tecnici e fondi per il loro lavoro. Dei cinque partiti italiani che hanno eletto i loro rappresentanti all’Europarlamento, il M5S non fa parte di nessun gruppo non avendo trovato alcun accordo, il Partito democratico fa parte dei Socialisti, la Lega di Identità e democrazia, Forza Italia è nel Ppe e Fratelli d’Italia nell’Ecr. La Lega, all’interno del gruppo Identità e democrazia, 73 membri ha Matteo Zanni, eurodeputato leghista come presidente. Il movimento dei 5S al momento appare fra i non iscritti (53 membri). Il M5S ha tuttavia espresso un Vicepresidente dell’Europarlamento, Fabio Massimo Castaldo che già nella precedente legislatura aveva ricoperto la stessa carica ottenendo più voti della candidata della Lega per il Gruppo politico Identità e democrazia Mara Bizzotto.

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Le azioni europee possono ancora crescere

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 luglio 2019

A cura di Paul Doyle, Responsabile azionario per l’Europa di Columbia Threadneedle Investments. La corsa dei mercati nei primi tre mesi del 2019 ha rappresentato un’inversione di tendenza rispetto agli sviluppi osservati alla fine dello scorso anno. La riunione di marzo del Federal Open Market Committee (FOMC) statunitense ha confermato il mutato orientamento della Fed, non più impegnata a impedire lo sforamento del target d’inflazione bensì a contrastarne l’eccessivo calo a seguito della crisi finanziaria globale. La minaccia discussa lo scorso ottobre (il potenziale inasprimento della politica monetaria da parte della Fed malgrado l’incombere di una recessione) non rientra più nei possibili scenari per il resto dell’anno, uno sviluppo incoraggiante per tutti i mercati azionari, compreso quello europeo.
È vero che alcuni indicatori economici suggeriscono cautela. In particolare, il commercio globale va contraendosi, un trend che sembra destinato a protrarsi a causa delle relazioni tese tra Stati Uniti e Cina e dell’imposizione di tariffe da parte di entrambi i paesi. L’aggravarsi delle tensioni ha causato una correzione dei mercati azionari globali il 14 maggio, data in cui Pechino ha annunciato l’introduzione di dazi in reazione alle misure varate dal presidente Trump. Dati gli effetti ritardati di un inasprimento monetario, gli indicatori anticipatori dell’OCSE restano negativi, così come anche i PMI manifatturieri di tre delle quattro maggiori economie mondiali (Stati Uniti, Cina, Giappone e Germania). In ogni caso, i principali indicatori relativi a rendimenti obbligazionari a lungo termine, differenziali di rendimento delle emissioni societarie, prezzi del greggio e forza del dollaro USA non sono tali da destare eccessivo allarme. I rendimenti obbligazionari sono troppo bassi per frenare l’economia, e le quotazioni del greggio a 70 dollari al barile si aggirano intorno alle medie decennali. Non ci troviamo in una fase analoga a quella attraversata nel 2008, quando sia il petrolio che il dollaro USA subirono un’impennata. Si tratta semplicemente di un rallentamento temporaneo, a cui farà probabilmente seguito un nuovo irripidimento.
Quali sono le implicazioni di tutto questo per le azioni europee? La performance dei listini europei rispetto agli omologhi statunitensi dipende spesso dall’evoluzione del cambio EUR/USD. In Europa la crescita relativa degli utili rispetto agli Stati Uniti riflette il vigore sottostante delle sue economie, come mostrano gli indici PMI.
Gli utili del settore finanziario giapponese raggiunsero i massimi nel 1990 e sono ora pari alla metà di tale livello. Lo scoppio di una bolla del credito scoraggia i prenditori dall’accendere prestiti, un’attività fondamentale per il sistema bancario. Gli utili delle banche dipendono dalla leva finanziaria (l’ammontare di capitale proprio necessario a coprire i portafogli prestiti), dalla regolamentazione e dai margini d’interesse netti, tutti ambiti in cui le banche europee sono alle prese con enormi ostacoli. Un inasprimento normativo potrebbe creare problemi anche per il settore tecnologico statunitense, ma al momento sono le banche europee a soffrire. Un eventuale irripidimento della curva dei rendimenti (causato dall’aumento delle aspettative di inflazione) nella seconda metà di quest’anno non potrebbe spingere al rialzo le quotazioni dei titoli finanziari europei (e delle azioni cicliche)? Attualmente le valutazioni delle banche europee, calcolate in base al P/E relativo, sono prossime ai minimi dalla crisi finanziaria. La quota dei prestiti italiani in sofferenza in percentuale dei prestiti complessivi sta rapidamente diminuendo. Le banche italiane stanno risanando i bilanci, oppure sono oggetto di acquisizioni. La Spagna ha cominciato prima, ma l’iter è simile. Si prevede un’ulteriore fase di miglioramenti. Il settore assicurativo ha intanto sovraperformato in un contesto di rendimenti obbligazionari in calo e le valutazioni appaiono ora relativamente elevate. La domanda interna europea dovrebbe al contempo essere favorita da una politica fiscale più accomodante, che dovrebbe contribuire per lo 0,6% al PIL e far scendere i rendimenti obbligazionari, uno sviluppo quest’ultimo di cui dovrebbe in particolare giovarsi l’Italia. L’impennata dei rendimenti italiani osservata lo scorso anno è imputabile all’elezione di un governo populista dalla retorica incendiaria, che ha fatto precipitare il paese nella recessione. Ora che i rendimenti dei titoli di Stato italiani sono scesi di 100 punti base rispetto ai massimi, l’allentamento delle condizioni finanziarie dovrebbe favorire la ripresa economica.
Quasi tutti gli elementi responsabili della correzione di fine 2018 hanno invertito rotta: il rafforzamento del dollaro e il rallentamento dell’economia statunitense sfociato nello shutdown del governo federale hanno ceduto il passo a sviluppi di segno opposto. I rendimenti dei Treasury USA decennali sono scesi dal 3,2% di ottobre 2018 all’attuale 2,5%. La Fed ha posto fine all’inasprimento. Tuttavia, l’aggravarsi delle frizioni commerciali tra Stati Uniti e Cina creano un clima di incertezza e ostacoli alla crescita globale. L’Europa beneficia dell’accelerazione della crescita globale, ma soffre nella stessa misura quando la crescita rallenta o subisce una contrazione. Se le tensioni commerciali non comprometteranno la crescita globale, le revisioni degli utili societari invertiranno rotta mostrando un miglioramento. Gli utili superiori alle aspettative potrebbero spingere al rialzo le azioni anche dopo il recupero del 20% rispetto ai minimi di dicembre. Nel 2016, i mercati azionari cominciarono a salire a febbraio sebbene le revisioni degli utili sarebbero rimaste negative durante l’intero anno. I mercati possono continuare a segnare progressi anche quando l’espansione degli utili si interrompe. Se gli utili riprendono a salire, il rally può continuare. Molti si aspettano che l’indice S&P 500 raggiunga un picco di 3000 punti al termine del ciclo economico. Il rally dell’indice S&P 500 può risentire delle tensioni commerciali nel breve periodo, ma le prospettive a lungo termine sono ottime.

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“Notte di tango sotto le stelle di Roma”

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 luglio 2019

Roma Giovedì 11 luglio 2019, nella Capitale, presso la Terrazza del Palazzo dei Congressi si terrà “Notte di tango sotto le stelle di Roma”.L’evento nazionale dedicato al tango argentino organizzato dalla Associazione culturale TangoEventi, con Le Terrazze, patrocinato dall’Ambasciata Argentina, e dall’Ambasciata dell’Uruguay, Istituto Italo latino -americano e con la collaborazione di Tanguedia, El Arrabal, Baires en Roma, Bogartango, è giunto alla tredicesima edizione. Viene ideato e realizzato su scelta della Direzione artistica di TangoEventi, Fatima Scialdone, in un monumento nazionale ” Palazzo dei Congressi”, celebre opera di Adalberto Libera.Una kermesse che ogni anno vede la partecipazione di centinaia di persone tra ballerini professionisti ed appassionati da tutta Italia e dall’Europa danzare sulla pista di questo straordinario “teatro pensile” in marmo bianco.Una serata, con inizio alle ore 21.00, per ascoltare e ballare il Tango patrimonio dell’Umanità che, attraverso la musica, il ballo e le sue forme d’arte, concilia la cultura rioplatense e italiana. E’ un’occasione per avvicinarsi a questo fenomeno sociale, che nella storia vanta il 70% dei grandi compositori di Tango di origine italiana, e che unisce le popolazioni di tutto il mondo attraverso la sua danza, nel suo “Abbraccio Universale”.

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Come creare stabilità nel Sahel

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 luglio 2019

By Caroline Chaumont. La trasformazione economica delle aree rurali e la creazione di posti di lavoro per milioni di giovani che vivono in zone rurali sono indispensabili per garantire la stabilità nel Sahel. Questo è il messaggio che Gilbert F. Houngbo, presidente del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD), porterà al vertice G7 sullo sviluppo, che si terrà domani a Parigi.“Non può esserci stabilità dove ci sono povertà, fame e nessuna opportunità per milioni di giovani marginalizzati”, ha dichiarato Houngbo prima dell’incontro.Nel Sahel, il numero di giovani ha raggiunto livelli senza precedenti, con oltre il 60 per cento della popolazione sotto i 25 anni. Due terzi dei giovani vivono in aree rurali e sono più soggetti a povertà, mancanza di opportunità di impiego e di accesso a formazione, servizi finanziari e tecnologia rispetto alla popolazione adulta. Si stima che entro il 2050, il numero di giovani con età tra i 15 e i 34 anni aumenterà di 46 milioni.
“I giovani delle aree rurali sono in grado di guidare lo sviluppo economico delle loro comunità, se viene data loro l’opportunità”, ha detto Houngbo. “Ma per essere in grado di attuare ciò occorrono politiche e investimenti adeguati”.
Oggi, il settore alimentare rimane la spina dorsale dell’economia nel Sahel. È il settore che fornisce maggiori opportunità di impiego, generando circa l’80 per cento dei posti di lavoro in Burkina Faso, Mali, Niger e Chad. Di questi posti di lavoro, tre quarti sono impiegati in agricoltura.Secondo l’IFAD, la crescente domanda di generi alimentari, che si stima aumenterà del 60 per cento a livello mondiale entro il 2050, offre l’opportunità di creare nuovi posti di lavoro, non solo nell’ambito della produzione agricola ma anche in quelli relativi a trasformazione, confezionamento, trasporto, distribuzione e vendita al dettaglio dei prodotti.A Parigi, Houngbo parteciperà alla cena di lavoro del G7, incentrata sulla creazione di opportunità di lavoro dignitose per i giovani delle aree rurali nella regione del Sahel. Alla cena parteciperanno i ministri per lo sviluppo del G7 e i ministri del G5 Sahel. Il S., in senso geografico, si estende dall’Oceano Atlantico al Mar Rosso, per circa 2,5 milioni di km2.

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Demografia e decrescita: Sottovalutazione, ignoranza o incoscienza?

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 luglio 2019

Purtroppo come temevamo, le reazioni della politica e degli amministratori ai dati Istat che danno la popolazione italiana in calo dello 0,4% ha scaldato gli animi di tutti coloro che continuano a credere che sviluppo, libertà, progresso, prosperità e felicità siano legati alla crescita della popolazione. Retorica a vagonate, ognuno ricordando ciò che sta facendo per evitare questo disastro (per loro) e, sostanzialmente, una rappresentazione tragica delle loro incapacità (meno male) visto che in Italia si continua a fare meno figli.
Amministrazioni come quella di Bolzano che si vantano dei loro 800 euro al mese a chi fa un figlio, fino a quella di Firenze che dà un bonus di 2.000 euro. Solo alcuni esempi. Quel che colpisce e preoccupa è il legame che continua ad essere mantenuto tra crescita/decrescita della popolazione e servizi di assistenza all’infanzia. Nel caso fiorentino è tutto uno sciorinare di dati per asili, parcheggi riservati alle donne incinte, agevolazioni di vario tipo; sostegni che dovrebbero stimolare le donne a fare figli perché non dovrebbero sentirsi abbandonate dalle istituzioni… ma – per l’appunto – le donne continuano a fare meno figli. Collegare l’assistenza all’infanzia con gli appelli alla crescita della natalità è, a nostro avviso, un errore e una contraddizione. Ottimo che ci siano servizi “modello scandinavo” (magari!!) per i bimbi e le loro mamme, ma usarlo per stimolare la natalità crediamo sia solo un incremento del suicidio del Pianeta, quello che nel
2050 (dati ONU) arriverà a 9,7 miliardi rispetto agli attuali 7,7 miliardi. Dove si mettono tutte queste persone? Certo le crescite riguardano Asia, Africa e Usa… ma non è che il nostro Paese non abbia niente a che fare con questi continenti… non solo… ma chi fa appelli a fare più figli spesso è anche tra coloro che perorano maggiori politiche di accoglienza dei migranti che, visti i dati ONU, e viste le deficitarie politiche di benessere economico nei Paesi in cui questi numeri di crescita vanno alle stelle, non è fantasia pensare che queste persone si affolleranno ai nostri confini. E quindi? O sosteniamo, come alcuni nostri governanti (e non solo) che dobbiamo blindare le nostre frontiere e mandare o lasciare morire tutti coloro che cercano di forzarle, oppure ci organizziamo per accoglierli; con la consapevolezza che le politiche individuali di controllo delle nascite di molti di questi migranti sono ancora deficitarie (per cultura e/o ignoranza), quindi l’impatto crescita/decrescita con costoro non può che essere notevole. E il “lavoro” di educazione/informazione da fare è gigantesco. Questo, a nostro avviso, significa prendere atto della realtà e non navigare con stereotipi che nei secoli passati, hanno già dimostrato tutti i loro limiti distruttivi. Certo, sarebbe meglio che…. ma intanto i migranti arrivano, fanno figli a ripetizione e chiedono il nostro aiuto… qualcosa bisognerà pur fare se non siamo d’accordo nel far diventare la Penisola una sorta di fortezza in cui (A.D. 2019, culturalmente ed economicamente) finiremo per sviluppare solo forme acute di cannibalismo. Viviamo in questo modo e dobbiamo organizzarci per starci al meglio, con la consapevolezza che se nei Paesi subsahariani una donna fa mediamente una vagonata di figli, questo riguarda anche noi molto da vicino (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Scuola Concorso Dsga: Con la preselettiva non si misura il merito, pronti i ricorsi

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 luglio 2019

Anief ha deciso di tutelare i partecipanti alla preselettiva del Concorso Dsga che non sono stati ammessi agli scritti e rilancia i tre ricorsi al Tar del Lazio per permettere a loro di accedere alle prove successive. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ai microfoni di Italia Stampa, ha sottolineato come sia necessario dare agli esclusi la possibilità di affrontare le altre prove, a maggior ragione se hanno anche avuto esperienza come facente funzione. Per informazione sui ricorsi, clicca qui. Il presidente Anief, Marcello Pacifico, intervistato da Italia Stampa, ha parlato della questione del Concorso Dsga, affermando che “i risultati hanno dimostrato ancora una volta che le preselettive non funzionano così bene. In molti casi mettono da parte i candidati che svolgono già questo lavoro, come facente funzione. Non si capisce la loro esclusione, sorprende visto che magari per tanti anni hanno ricoperto questo ruolo. Con le preselettive non si misura il merito. Come Anief, riteniamo che chi abbia preso la sufficienza, svolto per almeno 36 mesi il ruolo di Dsga o si sia piazzato fra tre volte e quattro volte il numero dei posti banditi debba accedere gli scritti, perché il suo merito venga valutato. In tanti si stanno rivolgendo ai legali dell’Anief; sarà una settimana decisiva e poi presenteremo i ricorsi al Tar del Lazio”.

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Scuola: docenti e precari

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 luglio 2019

Il titolare di viale Trastevere ammette che la procedura non potrà essere bandita prima di fine anno. Per Bussetti la ragione sta negli approfondimenti in corso; per Anief, invece, l’allungamento dei tempi deriva dalla mancata volontà di approvare un decreto legge ad hoc. Risultano anche insufficienti i posti banditi per il Tfa sostegno, per i quali il Tar si pronuncerà a breve sul difetto di istruttoria. E sul personale Ata, sarebbe palesemente discriminatorio stabilizzare i soli collaboratori scolastici delle cooperative escludendo quelli assunti dallo Stato a tempo determinato: decisione contro la quale il sindacato è ricorso al Tar del Lazio. Altro che concorsi lampo entro l’estate: le procedure selettive della scuola secondaria, per individuare 48 mila nuovi insegnanti, slittano di almeno alcuni mesi, tanto che oggi il ministro dell’Istruzione ha parlato di uscita dei bandi entro dicembre. Intervistato da Orizzonte Scuola, Marco Bussetti ha detto che “i concorsi per la secondaria, ordinario e straordinario, arriveranno entro la fine del 2019”. Entrambi, erano e rimangono molto attesi, perché metteranno in palio 24 mila posti ciascuno. Quello aperto a tutti, anche a coloro che sono privi di abilitazione, sarà rivolto a tutti coloro che sono in possesso del titolo di accesso all’insegnamento, ovvero la laurea di secondo livello (specialistica o magistrale). Per l’accesso al concorso ordinario, però, serviranno i 24 Cfu previsti dal Decreto Legislativo n. 59/2017: si tratta di crediti formativi universitari riguardanti “discipline antropo-psico-pedagogiche e metodologie e tecnologie didattiche”. Si prevede la candidatura di tantissimi neo-laureati o laureati senza esperienza alcuna come docente. Per quanto riguarda, invece, il concorso straordinario, sempre con 24 mila posti da assegnare, questo sarà riservato al personale precario con 36 mesi di supplenze: l’importante è che abbiano svolto tre annualità di servizio (180 giorni minimi per ognuna) solo nella scuola statale negli ultimi otto anni ed almeno un’annualità dovrà obbligatoriamente riguardare la classe di concorso specifica per la quale si concorre. I partecipanti dovranno svolgere una prova scritto-pratica, computer based, per la quale sarà prevista una soglia di punteggio minimo, una seconda prova, orale non selettiva: la graduatoria finale si realizzerà dando anche adeguato rilievo ai titoli di servizio.
Nel corso dell’intervista odierna alla stampa specializzata, il ministro Marco Bussetti parla anche del “decreto che consente di far partire i corsi per i primi 14 mila posti. Proseguiremo – dichiara il titolare del Miur – nei prossimi due anni, con una precisa programmazione che mette al centro il bene della scuola e degli alunni con disabilità”.
Anche su questo punto, la stabilizzazione dei docenti di sostegno agli oltre 270 mila alunni disabili iscritti ad un corso della scuola statale, Anief ha più di qualcosa da ridire, ritenendo ampiamente non adeguato il numero di posti banditi per il Tfa sostegno: proprio su questo punto, il Tribunale amministrativo del Lazio si pronuncerà a breve, a proposito del difetto di istruttoria, dopo che il giovane sindacato ha denunciato al Tar l’irrisorietà numerica dei posti banditi, oltre che la pessima suddivisione dei pochi posti a livello regionale. La logica del risparmio e delle selezioni discriminanti che prevale su tutto al ministero dell’Istruzione, anche sul diritto allo studio e dei lavoratori, è la stessa che riguarda il personale Ata: vale per tutte la decisione di assumere nei ruoli dello Stato i soli collaboratori scolastici delle cooperative, ex Lsu, escludendo gli stessi dipendenti a tempo determinato che da anni operano per lo Stato a tempo determinato: anche in questo caso, Anief ha impugnato la decisione al Tar del Lazio, sempre in difesa di chi si ritrova senza prospettive di lavoro dopo avere investito tanto nella scuola pubblica.

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Scuola: Le “assunzioni” di Bussetti

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 luglio 2019

Il ministro annuncia trionfante 58 mila assunzioni, ma dimentica di dire che 3 su 4 non si faranno e che a settembre sarà record di supplenzeCome se nulla fosse, come se questi problemi fossero “bazzecole” e non macigni su un sistema organizzativo scolastico nazionale che già fa acqua da tutte le parti, dal ministro dell’Istruzione continuano a giungere dichiarazioni rasserenanti: “Stiamo lavorando – dice Marco Bussetti – per concludere con largo anticipo le procedure necessarie per avviare il nuovo anno. Abbiamo anticipato di un mese la mobilità degli insegnanti. Ora procederemo rapidamente con le assunzioni e, subito dopo, con le supplenze”.“Ma di quali assunzioni in ruolo parla il ministro?”, ribatte Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief. “Se l’anno scorso – prosegue il sindacalista – la maggior parte delle convocazioni degli Uffici scolastici andarono deserte, perché i candidati abilitati, selezionati e formati e pronti a sottoscriverle erano messi ai margini, collocati in graduatorie non utili per le collocazioni a tempo indeterminato, quest’anno potrà solo andare peggio. Prevediamo che 3 immissioni in ruolo su 4 non si realizzeranno e andranno ad aumentare il già altissimo numero di supplenze annuali, anche con ripercussioni negative sulla continuità didattica. Avere anticipato i tempi di qualche settimana non cambia la sostanza delle cose, perché quello che doveva essere fatto, riaprire le GaE e utilizzare anche la seconda fascia delle graduatorie d’istituto per il doppio canale di reclutamento, è rimasto lettera morta”.
Ha del paradossale la richiesta formulata al Mef dal ministro dell’Istruzione di assumere in ruolo 58.627 docenti per il prossimo anno scolastico, dei quali 14.552 di sostegno. Perché la comunicazione, giunta insolitamente via Instagram, arriva nello stesso giorno in cui lo stesso titolare di viale Trastevere rivela che i due concorsi per 48 mila posti della secondaria saranno banditi solo a fine 2019 e nelle stesse ore in cui il Tar del Lazio mina la credibilità delle procedure selettive organizzate dal Miur annullando l’ultimo concorso per dirigenti scolastici.“La verità – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – è che dilatandosi i tempi di uscita e attuazione dei concorsi, visto che anche quello doppio del primo ciclo – ordinario e riservato – risulta in alto mare, considerando la loro lentezza e difficoltà di attuazione, si sta andando dritti spediti verso il record delle 200 mila supplenze annuali, come ha sottolineato pochi giorni fa dalla Corte dei Conti. I numeri non ammettono repliche: già oggi vi sono oltre 64 mila posti vacanti e disponibili, ai quali vanno aggiunti oltre 50 mila di sostegno, più altre decine di migliaia di posti su disciplina, impropriamente e furbescamente collocati in organico di fatto ma in realtà anche questi liberi. Questi ultimi, tra l’altro, sarebbero stati calcolati a parte nella spesa triennale prevista dal Governo e risultano alla base delle proteste dell’opposizione politica per il taglio di 4 miliardi in tre anni alla scuola”.

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Commenti nomina Lagarde a Presidente BCE

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 luglio 2019

By Michael Browne, co-gestore della strategia Equity Long/Short di Martin Currie (gruppo Legg Mason): La nomina di Christine Lagarde – e quella di Ursula von Der Leyen a capo della Commissione – da poco annunciata significa che il rischio di una hard Brexit è aumentato.Queste nomine sembrano echeggiare la tesi che “il problema dell’Europa è il suo non essere abbastanza integrata”, e mi aspetto che la Gran Bretagna sarà tra i primi paesi a trovarsi in difficoltà in questo senso, dovendo rinegoziare la Brexit. L’Europa sembra infatti serrare i ranghi.I rischi di conflitto arriveranno anche dalle varie fazioni populiste, che nelle ultime elezioni sono andate bene ma che in queste nomine sono state ignorate. L’Italia e gli stati dell’Europa Orientale non hanno ottenuto i posti di vertice, e hanno quindi perso influenza. Il rischio di tensioni è palese, e crediamo che nei prossimi cinque anni il rischio di una crisi del debito italiano sia alto. Queste nomine devono ancora passare per il Parlamento europeo, in cui potrebbe emergere il risentimento da parte dei principali gruppi politici (oltre che da quelli populisti) che non saranno d’accordo con la fine del sistema degli “Spitzenkandidaten” – dove il partito più grande nel Parlamento Europeo nomina i suoi candidati per le principali posizioni.
Lagarde ha assunto la direzione del FMI nel giugno 2011 al culmine della crisi greca, sostituendo il francese Dominic Strauss-Kahn. Durante quel periodo ha dimostrato fermezza e ha svolto un ruolo di figura istituzionale, lasciando il lavoro di rinegoziare il debito greco ai tecnici della Banca Centrale.Venendo da una formazione giuridica, è riuscita a negoziare i problemi – anche se adoperando spesso un pugno di ferro in un guanto di velluto. Il ruolo della BCE è diverso, essendo tanto tecnico quanto “presidenziale”. Per la BCE questa è una scelta di continuità e, poiché l’incarico durerà otto anni, si tratta di una decisione importante. Il mercato l’ha certamente vista come pro-accomodamento monetario, e ha reagito favorevolmente.
Andreas Billmeier, research analyst di Western Asset (gruppo Legg Mason): Con Christine Lagarde al timone della BCE subentrerebbe a Mario Draghi un altro esperto comunicatore e gestore di crisi. Il suo background come ministro dell’economia francese potrebbe essere d’aiuto nel persuadere i suoi ex colleghi ad una politica di bilancio più espansiva, laddove appropriato, alleviando in tal modo il peso gravante sulla politica monetaria – un punto sostenuto più volte anche da Draghi nel recente passato. In merito alla politica monetaria, pensiamo che sarà analogamente accomodante, e certamente Lagarde non ostacolerà il riavvio del programma di acquisto di asset se il bisogno diventasse (più) ovvio. Speriamo che la sua mancanza di competenze istituzionali – Duisenberg, Trichet e Draghi avevano tutti guidato banche centrali nazionali prima di diventare presidenti della BCE, e conoscevano dunque bene le procedure europee – non porti ad una maggiore volatilità nelle comunicazioni – un rischio che abbiamo visto verificarsi recentemente con il mandato di Jerome Powell presso la Federal Reserve Bank.”
Francis Scotland, Portfolio Manager e Co-Director Global Macro Research di Brandywine Global (gruppo Legg Mason): Presto avremo persone che hanno studiato legge gestire tre delle maggiori banche centrali del mondo: la Banca del Giappone, la Federal Reserve Bank ed ora la BCE con la nomina di Lagarde. È un bene o un male? Chiedere ad un esperto di legge di gestire la politica monetaria è come chiedere ad un economista di esercitare la funzione di giudice alla Corte Suprema? Vedremo quale sarà il nuovo orientamento nella politica monetaria europea. Kuroda ha legato il proprio destino a quello del Primo Ministro Abe e ha comprato metà del debito nazionale del Giappone. Draghi ha ribaltato la stretta monetaria di Trichet e ha fatto rizzare i capelli ai rigidi sostenitori del denaro difficile comprando debito sovrano. Powell è partito lancia in resta con la normalizzazione prima di venir ridimensionato dai mercato a fine 2018. Lagarde era a capo di un’organizzazione che aveva il compito di imporre sobrietà fiscale ai paesi in cambio di piani di salvataggio. Potrebbe rivelarsi un’antagonista dei teorici monetari moderni che sostengono la necessità di un’elevata spesa pubblica finanziata dall’emissione di moneta.

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“Cristiani nel mirino: Cessino gli aiuti esteri ai Jihadisti”

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 luglio 2019

«Se si continuerà a non intervenire il risultato sarà l’eliminazione della presenza cristiana da quest’area e forse in futuro anche dall’intero Paese». Così afferma ad Aiuto alla Chiesa che Soffre monsignor Laurent Birfuoré Dabiré, vescovo di Dori, dopo l’ennesimo attacco anticristiano avvenuto in Burkina Faso.La violenza si è verificata il 27 giugno, ma soltanto nelle ultime ore si è diffusa la notizia. «È accaduto nella vicina diocesi di Ouahigouya – racconta il presule – mentre gli abitanti del villaggio di Bani si erano radunati per parlare tra loro. I fondamentalisti sono arrivati ed hanno costretto tutti i presenti a sdraiarsi per terra. Li hanno perquisiti. Quattro di loro indossavano delle croci. Li hanno uccisi perché erano cristiani». Dopo il massacro gli estremisti hanno intimato agli altri abitanti che se non si fossero convertiti all’Islam, avrebbero ucciso anche loro.Si tratta del quinto attacco anticristiano avvenuto dall’inizio dell’anno nel nordest del Paese, con un bilancio di 20 cristiani uccisi. Le violenze hanno colpito le tre diocesi di Dori, Kaya e Ouahigouya. Monsignor Dabiré riferisce come l’azione dei fondamentalisti si sia intensificata a partire dal 2015. «Prima agivano soltanto nelle zone di frontiera con il Mali e con il Niger. Pian piano sono penetrati nell’interno colpendo l’esercito, i funzionari e la popolazione. Oggi il loro obiettivo sono i cristiani e credo che vogliano scatenare un conflitto interreligioso».Se inizialmente si credeva che gli estremisti fossero stranieri, con il tempo si è scoperto che tra di loro non mancano i burkinabé. «Ci sono giovani che si sono uniti ai jihadisti per mancanza di denaro, lavoro e prospettive, ma anche elementi radicalizzati che partecipano a tali movimenti perché li ritengono espressione della loro fede islamica».Intanto cresce sempre più la paura all’interno della comunità cristiana. «È dal 2015 che siamo sotto questa pioggia di violenze», afferma il presule nella cui diocesi il 17 marzo scorso è stato rapito un sacerdote, don Joël Yougbaré. «Ancora oggi non abbiamo sue notizie – aggiunge – Il livello di insicurezza aumenta costantemente e ci ha costretti perfino a ridurre le attività pastorali». Monsignor Dabiré spiega infatti che vi sono zone alle quali è ormai impossibile accedere e che è stato costretto anche a chiudere due parrocchie per proteggere i fedeli, i sacerdoti e le religiose.Tra tanta sofferenza, feriscono anche la mancata azione a difesa delle comunità cristiane e soprattutto l’aiuto offerto dall’estero ai jihadisti. «Le armi che usano non sono fabbricate in Africa. Hanno fucili, mitragliatrici e tante munizioni, più di quante ne abbia a disposizione l’esercito burkinabé. Quando arrivano nei villaggi sparano per ore. Chi fornisce loro queste risorse? Se non avessero un sostegno dall’esterno si fermerebbero. Ecco perché mi rivolgo alle autorità internazionali. Chi ha il potere di farlo, ponga fine a queste violenze».

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Polizia: Risultati relativi alla sperimentazione del taser

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 luglio 2019

«Il Ministro dell’Interno Matteo Salvini commentando i risultati relativi alla sperimentazione del taser, ha citato i dati sulle aggressioni alle Forze dell’Ordine che il Sap ha raccolto nel mese di giugno, sostenendo che con questo strumento, tutti gli interventi sarebbero stati risolti senza alcun ferito».
Così Stefano Paoloni, Segretario Generale del Sindacato Autonomo di Polizia (Sap), in merito alla visita di Matteo Salvini a Nettuno, in occasione dell’esercitazione col taser svoltasi presso il centro nazionale di specializzazione e perfezionamento al tiro VIII Reparto Mobile.
«Solo a giugno abbiamo contato 40 episodi di violenza che hanno visto oltre 70 colleghi feriti. Il dato importante ottenuto in fase di sperimentazione del taser – prosegue – è che nell’80% dei casi, alla sola vista dello strumento, il malvivente ha desistito dal commettere violenza. Una funzione di deterrenza notevole che pone in sicurezza l’operatore e lo stesso soggetto fermato. Se il taser fosse stato dato in dotazione, non avremmo contato tutti questi feriti e non avremmo parlato di accoltellamenti. Auspichiamo – conclude – che tutti gli operatori delle Forze dell’Ordine possano quanto prima disporre di questo fondamentale strumento non letale che permette di immobilizzare il malintenzionato da una distanza di 7 metri, senza ricorrere all’arma di ordinanza».

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Mutui: richieste in aumento

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 luglio 2019

Secondo l’osservatorio congiunto di Facile.it e Mutui.it, realizzato su un campione di oltre 60mila richieste di mutuo, il primo semestre del 2019 è stato segnato dall’aumento della richiesta media presentata agli istituti di credito (132.603 euro, +4,2% rispetto al primo semestre 2018) e dall’aumento dell’importo medio effettivamente erogato (128.681 euro, +1%).Guardando all’offerta, invece, i primi sei mesi dell’anno sono stati caratterizzati dal calo degli indici di riferimento dei tassi di interesse, con l’Euribor e l’Irs che hanno fatto segnare nuovi minimi storici sul finire del semestre. A mitigare la riduzione dei tassi, però, hanno pensato gli istituti di credito che, soprattutto per i nuovi mutui a tasso fisso, hanno in molti casi scelto di aumentare lo spread, in una forbice tra i 10 e i 40 punti.

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CINA 2019 Presentazione X edizione Rapporto annuale

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 luglio 2019

Roma lunedì 8 luglio sarà presentata nella Sala delle Conferenze Internazionali della Farnesina la decima edizione del nostro Rapporto annuale “Cina 2019. Scenari e prospettive per le imprese”. Il Rapporto elaborato dal Centro Studi per l’Impresa della Fondazione Italia Cina (CeSIF) è il più importante outlook sulla Cina attualmente esistente in Italia: presenta gli scenari politici, economici e di accesso al business in Cina, con un approfondimento sui settori di maggior interesse per le imprese italiane in Cina e lo stato attuale degli investimenti cinesi nel nostro Paese. L’evento è organizzato in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

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David Sassoli alla presidenza del Parlamento Europeo

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 luglio 2019

Un italiano diventa il successore di un altro italiano alla presidenza del Parlamento europeo. In questo caso come si sono comportati i deputati europei italiani? Per il PD, il partito di appartenenza di Sassoli, non vi sono dubbi: al di là del “colore” politico bisognava votarlo unanimamente. E’ logico questo ragionamento? Non lo è per il Capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento Europeo Carlo Fidanza che rispondendo alle critiche di parte così obietta: “Ci vuole una bella faccia tosta ad imputare a Giorgia Meloni e a Fratelli d’Italia di non aver votato David Sassoli alla presidenza del Parlamento Europeo. A maggior ragione se certe farneticanti accuse arrivano dal Pd che ci ha più volte dimostrato, l’ultima volta proprio in queste ore, che non basta avere un passaporto italiano per essere dei buoni patrioti. Per amor patrio e rispetto delle istituzioni nessuno di noi ha denigrato Sassoli, ma certo sul piano politico ci sentiamo molto più garantiti dal nostro candidato. Jan Zahradil sarà pure della Repubblica Ceca (non sarà mica la sinistra a fare discriminazioni al contrario?) ma come noi vuole fermare l’immigrazione incontrollata mentre Sassoli vuole aprire le porte alle Ong, vuole difendere la famiglia naturale mentre Sassoli sostiene le lobby lgbt, vuole riportare al centro le sovranità nazionali mentre Sassoli vuole rafforzare il super Stato burocratico europeo. Tutto ciò basta e avanza per spiegare perché da italiani abbiamo convintamente votato per un non italiano che ci da più garanzie del Pd. Il Pd si faccia delle domande e cominci a darsi qualche risposta”.

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Aumenta dramma case all’asta

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 luglio 2019

“I dati diffusi in Senato nel corso della presentazione del Rapporto semestrale sulle aste immobiliari del Centro Studi Sogeea, evidenziano un quadro sempre più allarmante con un aumento delle case all’asta. E’ la spia di una crisi che Fratelli d’Italia da tempo denuncia e rispetto alla quale più volte ha solleticitato interventi. In particolare in Senato ho presentato un disegno di legge, che consenta ai titolari di prima casa posta all’asta di potersi riappropriare del bene con una procedura concordata con la banca. Si tratta di una soluzione pratica che, da un lato, risolve un dramma sociale e, dall’altro, consente alle banche di liberarsi di un patrimonio immobiliare che pesa negativamente sui propri bilanci. Per questo chiedo che sia rapidamente calendarizzato, per poter approvare in tempi brevi un provvedimento che gli stessi dati confermano che non è più rinviabile”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Adolfo Urso.

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Raggi: pieno appoggio a Cda Ama

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 luglio 2019

“Pieno appoggio al cda di Ama, screditato da un articolo di “Eco delle Città” che mi attribuisce frasi totalmente inventate e prive di qualsiasi fondamento. Spiace che in un momento importante per l’azienda, per i suoi dipendenti e per i cittadini romani ci sia chi provi a intralciare il percorso di risanamento di Ama e di miglioramento del servizio da offrire ai cittadini. Il nuovo cda di Ama, in queste prime intense settimane di lavoro, ha dato prova di capacità e particolare dedizione al progetto di rilancio”. Così in una nota la Sindaca di Roma Virginia Raggi.

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Governo – Roma capitale: Commissariare la Raggi

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 luglio 2019

Non ci sono soluzioni all’emergenza rifiuti a Roma se continua a governare l’attuale sindaca, Virginia Raggi. Occorre commissariarla, vale a dire che il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, per motivi di ordine pubblico, e la ministra della Salute, Giulia Grillo, per motivi igienici, devono, congiuntamente, nominare un commissario che si occupi della gestione dei rifiuti a Roma.Prima operazione da fare, dopo il commissariamento, è incrementare la raccolta di rifiuti dai cassonetti e aumentare la pulizia delle strade. Per fare questo occorre che l’Ama, l’azienda capitolina che si occupa di rifiuti, sia affiancata da altre società che incrementino e completino l’attività di rimozione e pulizia.Non si può attendere che passi l’estate con la Capitale d’Italia sommersa dai rifiuti. Se si vuole che l’emergenza igienica non si trasformi in emergenza sanitaria, che i cassonetti non “vadano a fuoco” e che i cittadini esasperati non se la prendano con gli addetti dell’Ama, occorre agire con la massima urgenza e determinazione.
(Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Members of the Civil Liberties, Justice and Home Affairs Committee

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 luglio 2019

Plenary approved on Wednesday the numerical composition of all parliamentary committees and subcommittees. The Civil Liberties Committee will have 68 full members, up from 60 in the last term. LIBE will hold its constitutive meeting on Wednesday 10 of July (tbc). MEPs will then elect the Committee’s bureau, formed by the Chair and Vice-Chairs. The first ordinary meeting is tentatively scheduled on 24-25 July.

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Stable credit market as property companies’ shares reach new high

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 luglio 2019

In the July issue of CREDI, the Main index increases from 50.3 to 50.8 indicating a slightly improved credit market. Property companies maintain a positive view of the credit market, while banks are increasingly pessimistic about the future.“This year’s second CREDI survey reflects a stable credit market, where improved access to credit and extended credit durations counteract expectations of higher credit margins. The CREDI Main index is boosted in particular by an improved perception of the current situation among banks. However, banks are increasingly pessimistic going forward as their Expectations index falls to its second-lowest point in the history of CREDI. Furthermore, the average interest rate of listed property companies increased slightly to 2.0 per cent, marking the end of the trend of decreasing interest rates that lasted for 21 quarters,” says Martin Malhotra, Project Manager at Catella.“The equity market has rebound strongly this year, with the total return of the Stockholm OMX 30 index being nearly 20 per cent. The main driver has been the U-turns of the major central banks and the expectation that we will see lower interest rates and more quantitative easing from the central banks going forward. The Swedish equity market is a reasonably good leading indicator of the CREDI Main index, and its development suggests that we will see stable credit sentiments during the coming quarters,” says Arvid Lindqvist, Head of Research at Catella.“The reduction in long-term interest rates has also been reflected in property companies’ preference shares, where the average dividend has fallen to 6.1 per cent since the turn of the year. Also, as the volume-growth of outstanding bonds continues to slow down, the bond market’s share of the listed property companies’ debt has remained at 28 per cent,” Martin Malhotra concludes.The Catella Real Estate Debt Indicator (CREDI) is attached and can also be downloaded from catella.com/en/news-and-pressreleases/research. CREDI consists of two parts: one is an index based on a survey of listed property companies and active banks, and the other a set of indices and analyses based on publicly available data.

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