Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Archive for 8 luglio 2019

A Roma Summit internazionale sul diabete urbano

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 luglio 2019

Roma Scienziati, politici, amministratori e società civile riuniti nella capitale, oggi e domani, da Italian Barometer Diabetes Observatory (Ibdo) Foundation, Comitato Nazionale per la Biosicurezza, le Biotecnologie e le Scienze della Vita della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Health City Institute, I-Com Istituto per la competitività, Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane, Intergruppo Parlamentare “Qualità di vita nelle Città”, in occasione del quinto anniversario del progetto Cities Changing Diabetes.
Proposte e priorità del piano di azione delineato dal progetto Cities Changing Diabetes per affrontare il diabete nella città metropolitana di Roma; discussione preliminare sull’avviamento del progetto nell’area di Milano; stipula dell’accordo di collaborazione strategica tra le metropoli di Houston, Milano, Roma e Shangai, per un approccio condiviso alla sfida posta dal diabete urbano; firma del protocollo d’intesa tra l’Intergruppo Parlamentare “Qualità di vita nelle Città” italiano e il britannico All-Party Parliamentary Group for Diabetes, per lo sviluppo di una collaborazione istituzionale congiunta, presentazione della figura dello Health City Manager: sono alcuni degli aspetti salienti del summit internazionale “Creating the World of Tomorrow – At the Heart of the City” che si apre nel pomeriggio a Roma e convoglia nella capitale esperti, politici, amministratori ed esponenti della società civile per due giorni di dibattito sul tema del diabete.Secondo i dati resi noti annualmente dal rapporto dell’International Diabetes Federation, il diabete riguarda nel mondo 425 milioni di adulti, più di un milione di bambini; causa ogni anno oltre 4 milioni di decessi, costa all’economia globale, di sola spesa sanitaria, 727 miliardi di dollari, cioè il 12 per cento del totale. Sono oltre 352 milioni le persone a rischio di ammalarsi, il che porta al coinvolgimento complessivo con la malattia di 1 abitante del pianeta su 10, ma ciò che preoccupa maggiormente è il rapido trend di crescita, per cui nel 2045 si prevedono 629 milioni di malati, con una crescita del 48 per cento rispetto ad oggi.Di particolare rilevanza, il tema della diffusione epidemica della malattia nelle città e nelle aree urbane, in cui risiedono oggi quasi i due terzi delle persone colpite dal diabete; per questa ragione, nel 2014 ha visto la luce, promosso dall’University College London (UCL) e dal danese Steno Diabetes Center, con il contributo dell’azienda farmaceutica Novo Nordisk, in collaborazione con istituzioni nazionali, amministrazioni locali, mondo accademico e terzo settore, il progetto internazionale Cities Changing Diabetes che si propone di studiare il fenomeno, suggerendo possibili risposte e correttivi. Ad oggi ha coinvolto una ventina di metropoli nei cinque continenti, Roma sin dal 2017 e Milano, new entry 2019, per l’Italia.Proprio al progetto Cities Changing Diabetes e al diabete urbano è dedicata la prima giornata di lavori dell’incontro romano che vede lo svolgersi del 4th Health City Forum e 3rd Roma Cities Changing Diabetes Summit. Organizzato da Italian Barometer Diabetes Observatory (Ibdo) Foundation, Comitato Nazionale per la Biosicurezza, le Biotecnologie e le Scienze della Vita della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Health City Institute, I-Com Istituto per la competitività, Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni italiane e Intergruppo Parlamentare “Qualità di vita nelle città”, il summit sarà anche occasione per avere il punto di vista della FAO e dell’OMS, grazie alla partecipazione di Anna Lartey, Direttore della Divisione Nutrizione e Sistemi alimentari della FAO, e di Francesca Racioppi, Direttore del Centro europeo salute e ambiente dell’OMS.
nella giornata di domani, sarà siglato un protocollo d’intesa tra rappresentanti dei parlamenti italiano e inglese, che avrà l’obiettivo di studiare azioni politiche comuni. “La lotta e in particolare la prevenzione del diabete necessitano dello sviluppo di azioni coordinate tra mondo accademico, scientifico, e politico. Questo accordo di collaborazione interparlamentare con i colleghi di Westminster rappresenta un importante passo in tal senso. Il nostro obiettivo comune sarà di sviluppare politiche volte alla prevenzione primaria della malattia, alla prevenzione delle complicanze, all’identificazione di indicatori che permettano di misurare il fenomeno e valutare il successo degli interventi, che saranno sia in ambito educativo e culturale, sia organizzativo. L’aspetto fondamentale dell’intesa, tuttavia, rappresenta il tentativo di dare vita a un modello di alleanza politica sul diabete in Europa, che possa indirizzare le future politiche di contrasto alla malattia, le priorità di finanziamento della ricerca e, in ultima analisi, aiutino a invertire la rotta di crescita del diabete urbano”, dice Roberto Pella, co-Presidente dell’Intergruppo Parlamentare “Qualità di vita nelle città” e Vice Presidente Vicario ANCI. Infine, la nuova figura dello Health City Manager, un professionista in grado di migliorare il contesto urbano riguardo la salute, coinvolgendo i cittadini nelle scelte politiche e impegnando le amministrazioni nella promozione della salute dei cittadini, il tutto anche attraverso modalità di partenariato pubblico–privato. Un ruolo, già individuato nella Roma Urban Health Declaration siglata durante il G7 sulla salute del novembre 2017 e dal documento di indirizzo approvato dal Comitato delle Regioni dell’Unione Europea e auspicato dal Commissario Europeo per la salute Andriukaitis, ritenuto in grado di guidare il processo di miglioramento della salute in ambito urbano, in sinergia con le amministrazioni locali e sanitarie.

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Le sfilate di Alta Roma: Paola Emilia Monachesi

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 luglio 2019

Si presenta anche quest’anno sulla prestigiosa passerella di ALTAROMA con la sua personale collezione PRYVICE che prosegue il suo cammino con l’immagine oramai nota del suo stile e concetto.La parola che ha ispirato la collezione è “Tech Intencity”. I protagonisti che sfileranno sull’esclusivo CatWalk di ALTAROMA SS 2020, rappresenteranno l’ascesa metaforica verso le “Wuthering Hights”, prendendo dal mondo ispirazioni cosmopolite, avanguardia e futurismo che si mixano a volumi estremamente semplici, dove le applicazioni di materiali diversi e la luminescenza dei metalli compaiono per creare una narrazione di leggerezza e libertà di interpretazione day/night e capi trasversali.Incursioni maschili nel femminile per le “Persone” che non temono luminescenze e tonalità diverse tra loro che il Creative Artistic Director, Paola Emilia Monachesi, riesce a miscelare armoniosamente quasi facendole diventare un unico colore. Un crescendo di tensione non solo cromatica ma a tratti acceso da capi Pop-Tech, che mettono in evidenza la libertà di espressione e di creatività di una collezione fuori dalle righe che non vuole condizionamenti dal passato ma esprimere l’ingegno e la creatività del momento.
L’obiettivo ambizioso di è quello di trasformare e innovare il mondo della moda adottando nuovi approcci nella realizzazione di capi unici e futuristici in base ad un’alchimia compositiva basata sulla contaminazione materica. Metalli e materie create ex novo, unendo fibre insolite che non si possono disegnare,: organza che penetra nella pelle, chiffon che si fonde con la rete in una infinità di possibilità di colori, di stili e “stampe lettering” fatte a mano libera. Un nuovo modo di creare abiti quando possibile nel tutto rispetto della sostenibilità, coniugando comfort e creatività attraverso una trama concettuale che sfida quello che fino a ieri era impossibile o semplicemente utopico. Una firma estetica del progetto che trascende i confini di stile, tessuto e materia e si trasforma in simboli grafici irriverenti e pop, di ricami ad ultrasuoni e “Frisèe” , diamanti di vetro, applicazione di oggetti di metallo come gioielli che comunque pongono la funzionalità al centro del processo creativo celebrando ancora una volta il progresso, la ricerca, il divenire come unica risposta allo spirito del tempo. Abiti che non si limitano a contenere il corpo ma ne divengono l’epidermide esterna e la struttura protettiva. L’immaginario legato alla fantascienza, al futuro e al futuribile crea una nuova grammatica che viene declinata in una originale cosmologia reinterpretata dal brand con un nuovo approccio pionieristico ad alto tasso di creatività, attraverso un processo che include passaggi ad alto tasso di ingegnerizzazione e fasi assolutamente artigianali
Al concept, estremamente inedito, si affianca un’estetica minimal dall’Appeal Street: la palette spazia dalle cromie uniformi al ton sur ton; i materiali privilegiano tessuti tecnici, a tratti alternati da stampe tradizionali camaïeu e jacquard; i tagli portano a volumi leggermente strutturati. in equilibrio tra lusso e sperimentazione. il suo concept avveniristico. dall’alto coefficiente esperienziale, in sintonia con il concept del marchio. Non solo high tech ma high-chic: fibre di pregio – lavorate come se fossero oggetti di design, unite a trattamenti innovativi Non semplici collezioni di moda, ma vere e proprie esperienze emozionali, dove il nuovo lusso nasce da impulsi eclettici e eterodossi dando forma ad abiti che divengono oggetti di meraviglia mai visti prima, che dialogano con lo zeitgeist e lo spirito della società di oggi tra consuetudine e sperimentazione, tra ricerca e moda, tra innovazione ed eccellenza.

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Nuovo global technology services provider

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 luglio 2019

Bruxelles. La 106 edizione del Tour de France è iniziata il 6 Luglio 2019 da Bruxelles per celebrare i 100 anni del Yellow Jersey. Bruxelles è anche la casa di Eddy Merckx che vanta il record come ciclista che più volte ha indossato la maglia Yellow Jerseys. Il Tour finirà agli Champs-Élysées di Parigi, il 28 luglio 2019.
Il nuovo global technology services provider leader nel mondo e Amaury Sport Organisation (A.S.O.), organizzatore del Tour de France, hanno rinnovato la partnership, inaugurata nel 2015 con Dimension Data, fino al 2024. L’estensione di questo accordo consente a NTT di continuare a fornire dati in tempo reale sia per migliorare l’esperienza di fruizione visiva sia per attrarre le nuove generazioni di appassionati digitali.Quest’anno, verranno implementate e testate ulteriori funzionalità tecnologiche avanzate per migliorare l’esperienza visiva:
Grafiche TV migliorate – arricchimento delle trasmissioni televisive internazionali con nuove grafiche che includono dati approfonditi raccolti in tempo reale dal team NTT e mappatura 3D della situazione di gara dal vivo.
Sperimentazione della realtà aumentata – utilizzo della tecnologia per creare una visione in grado di modificare l’esperienza visiva e l’interazione future dei fan che seguono la corsa da casa.
“Le Buzz” – un nuovo modello di machine learning in fase di sperimentazione per la prima volta Tour de France 2019 che analizza i movimenti all’interno del peloton per pronosticare i potenziali momenti chiave, come la probabilità che si verifichi un incidente, uno spaccamento del peloton o un cambiamento delle dinamiche di gara.
“Catch the Break” predictor – l’#NTTPredictor è stato arricchito per meglio tenere conto delle differenti strategie di gara in atto nei diversi punti della tappa attraverso la creazione di modelli di machine learning individuali per ogni sezione di 10km della gara.
I favoriti delle tappe in tempo reale – le previsioni di gara possono ora essere aggiornate in tempo reale in base agli eventi che si susseguono durante la corsa.
Automazione della piattaforma cloud – tutte le soluzioni fornite al Tour De France saranno ospitate sul cloud di NTT e sviluppate e supportate da un team globale distribuito. Grazie alla combinazione di DevOps e dell’automazione cloud, gli ambienti produttivi possono essere estesi o ridotti velocemente sulla base della domanda degli utenti.
Servizi gestiti forniti attraverso piattaforma – potenziare l’innovazione dell’esperienza dei fan fornendo una piattaforma solida e affidabile.
Per il futuro, NTT e A.S.O. collaboreranno allo sviluppo di servizi connessi per gli spettatori lungo il percorso chiamato “Smart Outdoor Stadium”. Inoltre, si focalizzeranno sulla creazione di nuove tecnologie per innovare il futuro del ciclismo, in particolare attorno alle città intelligenti, così come continueranno il loro impegno per coinvolgere sempre più appassionati attraverso l’innovazione digitale.

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Bonus cultura – Levi (AIE): “Soddisfatti del ripristino delle risorse

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 luglio 2019

“Siamo lieti della ricostituzione delle risorse per il Bonus Cultura, la cosiddetta 18app”. Così il presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Ricardo Franco Levi alla notizia del ripristino dei 100milioni del Bonus Cultura destinati ai nati nel 2001 e precedentemente accantonati.“Siamo soddisfatti che, facendo seguito alle rassicurazioni autorevolmente date dal Ministro Bonisoli e dal viceministro Economia e finanze Laura Castelli, queste risorse siano state confermate – ha proseguito –. È una buona notizia per tutti: il sostegno alla domanda resta un elemento determinante per garantire solidità al mercato del libro e per sostenere i consumatori, le famiglie e soprattutto i giovani nell’accesso alla lettura”.

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Scuola: Precariato, Bussetti raccoglie la richiesta dell’Anief

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 luglio 2019

Il ministro dell’Istruzione chiederà l’approvazione in Consiglio dei ministri di un decreto legge ad hoc per realizzare l’accordo raggiunto coi sindacati. Il giovane sindacato chiede però di andare oltre a quanto pattuito a Palazzo Chigi a fine aprile: “per evitare che tra un mese le convocazioni per assegnare 58 mila immissioni in ruolo vadano deserte – spiega il presidente Anief, Marcello Pacifico – occorre riaprire le GaE a tutto il personale abilitato, oltre che consentire agli idonei e agli ex Fit la stabilizzazione in altre regioni, di confermare le assunzioni fatte con riserva e l’inserimento dei precari sempre avvenuto con riserva nelle ex graduatorie permanenti”.
Sul precariato scolastico si naviga più che mai a vista: il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti passa con disinvoltura da una decisione all’altra, dimostrando l’assenza di un progetto chiaro e definito. All’inizio del 2019 il titolare del Miur faceva sapere a tutti che da quel momento in poi l’unico canale per entrare in ruolo nella scuola sarebbe stato il concorsone pubblico e che era giunta al termine la stagione dei concorsi riservati e dei corsi abilitanti, perché rappresentavano solo “un salasso per i precari” che non portava a nulla; alla vigilia delle elezioni europee, spinto dalla necessità di scongiurare lo sciopero unitario della scuola in vista della tornata elettorale europea, assieme al premier Giuseppe Conte, ha espresso l’intenzione di aprire un canale diretto per assumere i precari con oltre 36 mesi; alcuni giorni fa, il ministro ha annunciato però che i tempi per l’avvio della procedura del secondo ciclo d’istruzione sarebbero stati più lunghi del previsto, assicurando l’avvio entro la fine dell’anno. In queste ultime ore, invece, in un’intervista al Corriere della Sera, Marco Bussetti dice che “entro luglio, intendo proporre un decreto legge per dare attuazione all’accordo con i sindacati per il concorso straordinario per la Scuola secondaria, riservato ai precari con più di tre anni di anzianità”.

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Diplomati magistrale: Anief chiede la conferma in ruolo sullo stesso posto

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 luglio 2019

A poche settimane dall’inizio delle procedure di immissione in ruolo, l’Anief chiede al Miur una soluzione ad hoc in favore dei diplomati magistrale già immessi in ruolo con riserva in caso di nuova individuazione dalle Graduatorie di Merito Regionali del concorso 2016 e di quello straordinario bandito ex DDG n. 1456/2018 per poter essere non solo utilizzati, ma riconfermati nella stessa scuola di attuale titolarità. Marcello Pacifico (Anief): soluzione indispensabile per la continuità didattica e il rispetto dei diritti dei lavoratori.Dopo la notizia dell’accordo raggiunto in Lombardia a seguito di contrattazione decentrata che permetterà ai docenti con diploma magistrale già immessi in ruolo con riserva di chiedere l’utilizzazione “sullo stesso posto, qualora individuati nuovamente in ruolo in base allo scorrimento delle graduatorie del concorso straordinario DDG n. 1456 del 7 novembre 2018”, l’Anief chiede non solo che tale procedura sia immediatamente estesa a tutto il territorio nazionale attraverso le relative contrattazioni decentrate regionali o esplicite indicazioni ministeriali, ma che il Miur adotti al più presto una soluzione univoca che consenta al docenti con diploma magistrale immessi in ruolo “con riserva” di scegliere direttamente, in caso di nuova individuazione per l’immissione in ruolo sullo stesso grado di istruzione e tipo posto da graduatorie del concorso 2016 o di quello straordinario 2018, quale nuova sede di titolarità la propria attuale sede di servizio.
Con le nuove procedure di immissione in ruolo, infatti, i docenti della scuola infanzia e primaria dovranno scegliere una sede di titolarità che sarà la loro sede definitiva con “blocco” nella provincia per almeno un triennio; negare loro la possibilità di optare per la medesima sede di attuale titolarità – essendo il posto formalmente occupato dallo stesso docente e non disponibile per le immissioni in ruolo – creerebbe non poche problematiche. “La soluzione da noi proposta – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – non solo eviterebbe il rischio di “balletti” di docenti costretti a cambiare sede di servizio anche in corso d’anno, ma consentirebbe ai lavoratori una più serena gestione della propria vita lavorativa con conseguenze che possono solamente essere positive sull’attività didattica. Il Miur deve garantire non solo la continuità dell’azione didattica, ma anche la sua efficacia attraverso il pieno rispetto dei lavoratori”.

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Asilo nido e scuola materna, iscrizioni in calo

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 luglio 2019

A spiegare i motivi del decremento di iscritti al nido o all’infanzia è stata in queste ore la rivista Linkiesta, secondo la quale “i posti messi a disposizione dai Comuni sono sempre meno delle richieste. Inoltre, sul fronte 0-3 anni c’è una preoccupante situazione di stallo, sebbene “alcuni anni fa si era arrivati, con le indicazioni dette ‘di Lisbona’ a quantificare nella percentuale del 33% il numero minimo adeguato di posti al nido in rapporto ai bambini nati”. Tra i bambini di 4-5 anni in meno di 10 anni si è passati dal 95,6% al 91,1%. Anief torna a chiedere l’anticipo scolastico almeno a 5 anni, con obbligo formativo sino alla maggiore età, attraverso il quale si andrebbe ad attaccare il 15% di dispersione, contro il 10% chiesto da Bruxelles. “La nostra proposta è supportata da studi scientifici di rilievo – spiega il presidente Marcello Pacifico – con prolungamento della scuola dell’obbligo fino a 18 anni, andando in questo modo ad incidere direttamente sulla lotta alla dispersione. Seguendo tale strada, nemmeno si aggraverebbero i costi per lo Stato. Inoltre, allargandosi gli organici nella scuola dell’infanzia, si andrebbero finalmente ad assumere quei maestri che la Buona Scuola ha dimenticato, sia a livello di piano di immissioni in ruolo straordinario sia di potenziamento”.
Mentre l’Europa ci chiede di incrementare il numero di giovani iscritti a scuola e diminuire il numero di abbandoni, l’Italia procede all’inverso: non solo si attesta poco al di sotto del 15% di dispersione, contro il 10% chiesto da Bruxelles, ma perde addirittura alunni nella scuola dell’infanzia. “Se si considera la fascia di età tra i 4 e i 5 anni l’Italia è passata dal 95,6% dell’anno scolastico 2007/08 al 91,1% del 2016/17”, scrive l’associazione Openpolis, riprendendo i dati Istat. Eppure, continuano gli esperti di scuola fino a 6 anni di età, “l’istruzione pre-primaria pone le basi per i futuri apprendimenti dei ragazzi”, perché “La sua funzione educativa, spesso sottovalutata, è fondamentale per lo sviluppo del minore. Frequentarla o meno infatti può fare la differenza sull’apprendimento successivo dei ragazzi”. La scuola dell’infanzia rappresenta quindi un momento di formazione fondamentale, per tutti i bambini. E lo è ancora di più per quelli nati in famiglie in difficoltà, per ridurre il bagaglio di disuguaglianze che spesso si portano dietro. Uno svantaggio che non è solo teorico, ma è testimoniato dalle analisi sui risultati nei test Invalsi. Anche per queste ragioni, alcuni paesi europei hanno deciso di rendere l’istruzione pre-primaria obbligatoria, anticipando l’obbligo scolastico prima dei 6 anni. Nella classifica europea, sui dati del 2016, ai primi posti spiccano Belgio (con una percentuale prossima al 99%), Svezia (96,6%) e Danimarca (95,9%). Agli ultimi posti, con il 60% o meno di bambini accolti in strutture pre-primarie, la Grecia e alcuni paesi dell’est (Polonia, Romania, Croazia). L’Italia è nona, e con il 92,6% di bambini tra 3 e 5 anni accolti in scuole d’infanzia supera pienamente il traguardo: solo che anziché incrementare il numero, si stanno perdendo iscrizioni; inoltre il numero di bambini che nel nostro Paese fruiscono del tempo pieno rimane basso. “Correva l’anno 2000 – scrive Linkiesta – quando venne sottoscritto questo obiettivo, nel corso di un Consiglio europeo: in quel momento la copertura, in Italia, stava sotto al 10%. Dieci anni dopo si era passati al 13-15%. Già all’epoca vi erano regioni più virtuose di altre: per esempio Emilia Romagna e Toscana. Entro in un lasso di tempo ragionevole tutti i paesi si sarebbero dovuti dunque adeguare, riuscendo a offrire su base nazionale almeno 33 posti al nido per ogni 100 bambini nati. Il paradosso è che siamo molto lontani ancora da questo obiettivo, in molte zone d’Italia”. Inoltre, sembrerebbe che le graduatorie dei bambini fino a tre anni in lista di attesa per l’accesso nelle strutture comunali “penalizzano le persone che lavorano part-time e soprattutto quelle disoccupate” e “molto spesso le famiglie extracomunitarie”, rendendo in quest’ultimo caso “più difficile l’integrazione”. Il problema è simile per la scuola materna, soprattutto nei grandi centri: a Milano, ad esempio, rimane fuori dal nido un bambino su quattro, perché “per i circa 31.500 bambini nella fascia di età 3-6 anni, invece, il Comune di Milano informa che sono circa 23.500 posti messi a disposizione: con una copertura quindi del 75% dell’utenza potenziale”. In conclusione, “bisogna investire il più possibile per mettere a disposizione tanti posti in asili nido e scuole materne quanti ne servono per accogliere chiunque ne faccia richiesta, a prescindere dallo status occupazionale”. Ecco perché, occorre “fare pressione perché vi siano più risorse economiche – e dunque più posti tout court – per i servizi all’infanzia. In tutta Italia”.
Anief raccoglie la richiesta e si fa portavoce della mancata scolarizzazione di tanti bambini fino a 6 anni che anche su questo fronte ci sta allontanando dall’Europa. “Un primo passo verso l’allargamento dell’utenza – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale del giovane sindacato – sarebbe quello di replicare in Italia quanto approvato l’anno scorso in Francia, dove l’obbligo formativo è stato anticipato a tre anni”. In Italia, invece, tutti i tentativi fatti in questa direzione sono andati a vuoto: ci provò l’allora ministro Luigi Berlinguer nel 1993, per poi però rinunciarvi per le difficoltà finanziarie e organizzative. Più di recente anche la ministra Stefania Giannini tentò di imporre l’anticipo con tanto di slogan “tutti alla primaria a cinque anni”, ma con lo stesso risultato nefasto”.

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Roma: Torna “Estate piccante”

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 luglio 2019

Roma. Il 12 luglio a partire dalle ore 19.30 al Circolo Sportivo T4 in Viale Rousseau, 80, a bordo piscina, tutti invitati alla V edizione della festa più piccante dell’anno, per degustare le eccellenze calabresi e del Lazio, parlare di peperoncino, arte, cultura, ballare la tarantella e poi… tutti insieme per il bagno di mezzanotte! Estate piccante è la manifestazione che IPSE DIXIT, la delegazione romana dell’Accademia italiana del Peperoncino, organizza, ormai da 5 anni per celebrare l’estate e promuovere, attraverso il peperoncino, il territorio calabrese e le sue eccellenze. E’ diventato un appuntamento irrinunciabile non solo per i soci dell’Accademia, ma anche per i calabresi che vivono a Roma, i romani appassionati del peperoncino e tutti coloro che amano il frutto piccante, sempre più utilizzato e ricercato nella Capitale. “Estate Piccante”, giunta alla sua V edizione, è la festa che chiude le attività di IPSE DIXIT a Roma e rappresenta un momento di incontro e convivialità anche per un saluto prima delle vacanze estive.
“Sono particolarmente fiero per come stiamo preparando la V edizione di Estate Piccante – ha affermato Antonio Bartalotta, presidente di IPSE DIXIT – questa V edizione si caratterizza per la realizzazione di sinergie ed alleanze con chi è impegnato nella valorizzazione del territorio, e in questo contesto non poteva mancare l’amico Luigi Salsini, presidente di Fare Calabria.
Una simpatica novità della serata è rappresentata da Sparktelini Bosca, l’azienda offrirà in degustazione spumanti aromatizzati alla frutta dal sapore fresco che ben si abbinano con gli aperitivi. Sempre presenti i Bibanesi al peperoncino, i grissini artigianali dell’azienda “Da Re Spa” di Treviso. Imperdibili le frittelle calabresi piccanti preparate da Emanuela Crescenzi, la “Chef in tacco 12”, consigliere di IPSE DIXIT, impegnata a coniugare le peculiarità della cucina del Lazio e della Calabria.
Alla festa più piccante dell’estate, ospite d’onore Arturo Rencricca, consigliere di IPSE DIXIT Campione Accademico italiano nel 2017 e 2018 anno in cui ha superato il suo stesso record mangiando oltre 1 Kg di peperoncino e Campione dei mangiatori di peperoncino a Silverstone [GB] nel 2018. Non mancheranno personaggi dello spettacolo e dell’arte. Prevista la partecipazione del grande astrologo Simon and the Stars, che si definisce “cintura nera di peperoncino”, l’attrice Luciana Frazzetto, Ambasciatrice del peperoncino, gli attore Alex Partexano e Pietro Romano, l’artista Maria Luisa D’Eboli e la Principessa Conny Caracciolo, quest’ultima grande amante del peperoncino. Allieteranno la serata i “Fint Floid” una cover band che interpreta in maniera perfetta le canzoni del gruppo storico britannico che ancora oggi appassiona giovani e meno giovani. Non mancherà però la tarantella calabrese che coinvolgerà tutti gli ospiti e per finire il DJ SET di TONI & Motivi trasmissione in onda ogni lunedì dalle 19,00 alle 21,00 su White Radio.
La delegazione romana dopo Estate Piccante, si trasferirà insieme ai suoi consiglieri, a Diamante per vivere ed essere partecipe alla organizzazione della 27esima edizione del Peperoncino Festival di Diamante che si terrà dall’11 al 15 settembre 2019.
Costo: All inclusive 30,00 Euro per i soci e amici piccanti, 35,00 Euro non soci
Sito web: http://www.peperoncinoipsedixit.it

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Scompenso cardiaco: poco conosciuto, ma molto diffuso

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 luglio 2019

Questo, in sintesi, il quadro italiano di una patologia cronica e progressiva che – nonostante sia la prima causa di ricovero tra gli ultra 65enni e la prima causa di morte tra le patologie cardiovascolari in Italia – rimane una delle meno considerate. Eppure, nel nostro Paese, quasi il 2% della popolazione soffre di scompenso cardiaco (circa 1 milione di persone)2. Inoltre, la prevalenza cresce in maniera esponenziale con l’età: meno dell’1% sino a 60 anni e fino al 20% dopo gli 80 anni3. Motivo per cui lo scompenso cardiaco è considerata una epidemia particolarmente concentrata nell’anziano. I soggetti con diabete sono particolarmente esposti a sviluppare scompenso e la loro prognosi è particolarmente grave. Circa il 40% degli scompensati ha il diabete e la maggior parte dei pazienti con scompenso soffre di molte altre condizioni associate che possono far precipitare le condizioni cliniche e aggravare una prognosi già grave. Ecco quindi l’importanza di un approccio multidisciplinare. Diventa fondamentale continuare ad accrescere la consapevolezza sull’importanza di una corretta prevenzione dello scompenso e di un trattamento tempestivo adeguato.
La campagna “Ogni Cuore Conta. Soprattutto il tuo” ha l’obiettivo di diffondere una maggiore consapevolezza dell’importanza e della severità di questa patologia. Riconoscere i sintomi, imparare a gestire al meglio la propria condizione di paziente non sottovalutando la progressione della malattia, confrontarsi in maniera aperta e proattiva con tutti gli specialisti della salute del cuore per le migliori opportunità terapeutiche in grado di migliorare la propria qualità di vita saranno alcuni dei temi affrontati nel corso dell’incontro medico-paziente che si è svolto giorni fa presso l’ Aula Magna I Clinica Medica del Policlinico Umberto I di Roma (Viale del Policlinico, 155).
All’incontro rtsno presenti il Prof. Francesco Fedele, Direttore UOC Malattie Cardiovascolari, Policlinico Umberto I, il Dott. Carlo Lavalle, Centro di Elettrostimolazione ed Elettrofisiologia, Policlinico Umberto I, il Dott. Paolo Severino, Assegnista di ricerca Dipartimento di Scienze.
La campagna “Ogni Cuore Conta. Soprattutto il tuo” ha l’obiettivo di diffondere una sempre maggiore consapevolezza dell’importanza e della severità di questa patologia. Riconoscere i sintomi, imparare a gestire al meglio la propria condizione di paziente non sottovalutando la progressione della malattia, confrontarsi in maniera aperta e proattiva con tutti gli specialisti della salute per le migliori opportunità terapeutiche in grado di migliorare la propria qualità di vita saranno gli asset portanti di questa nuova iniziativa di sensibilizzazione e informazione che, nel corso dell’anno, sarà incentrata sulla realizzazione di incontri ‘medico-paziente’ in 15 Centri ospedalieri.
Lo scompenso cardiaco colpisce l’1,7% della popolazione italiana, circa 1 milione di persone. In Italia causa circa 190.000 ricoveri l’anno, che generano una spesa totale di circa 3 miliardi €/anno. Lo scompenso cardiaco è un importante problema di salute pubblica e lo diventerà sempre più per l’invecchiamento della popolazione e il progresso del trattamento delle malattie cardiovascolari (coronaropatie e valvulopatie). Poco conosciuto in generale, lo scompenso cardiaco è la prima causa di morte tra le patologie cardiovascolari in Italia. La mortalità a 5 anni dopo un ricovero per scompenso cardiaco è del 40-50%, 1 paziente su 4 muore entro 1 anno dalla diagnosi.

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La curcuma? È una sostanza sicura?

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 luglio 2019

Mentre prosegue l’attività di verifica del Ministero della salute a seguito della segnalazione, da parte dell’Istituto Superiore di Sanità, dei casi di epatite colestatica acuta, non infettiva e non contagiosa, riconducibili al consumo di curcuma, crescono i timori degli italiani legati al consumo della sostanza.Secondo il Prof. Ludovico Abenavoli, Professore Associato di Gastroenterologia dell’Università Magna Grecia di Catanzaro si tratta di un allarme che non trova fondamento scientifico.
La sicurezza di curcuma e curcumina è riconosciuta anche dalle Linee Guida sull’epatite da farmaci, pubblicate nel mese di giugno 2019 dall’Associazione Europea per lo Studio del Fegato (EASL), che non inseriscono la curcuma ed i suoi derivati, come integratori determinanti effetti avversi epatici. Nel paragrafo dedicato all’uso di fitoterapici ed al rischio di sviluppare epatotossicità, in particolare, emerge la difficoltà di diagnosi nel determinare una relazione tra l’assunzione di integratori ed il realizzarsi dell’evento avverso che necessiterebbe di esami approfonditi come la biopsia epatica nella diagnosi di epatite da sostanze esogene, nella valutazione del danno del parenchima epatico, ma soprattutto per la diagnosi differenziale con altre possibili malattie epatiche ed in particolare quelle a genesi autoimmune.
La curcuma è una pianta perenne erbacea rizomatosa (Curcuma longa) della famiglia dello zenzero. La curcumina (1,7-bis (4-idrossi-3-metossifenil) -1,6-eptadiene-3,5-dione), chiamato anche diferuloilmetano, è il principale polifenolo naturale presente nel rizoma di Curcuma longa. La curcuma che rappresenta il componente principale del curry, miscela di spezie utilizzata in cucina per aromatizzare ed insaporire i cibi, e soprattutto un rimedio tradizionale il cui utilizzo in campo medico è documentato in scritti risalenti ad oltre 2000 anni fa. La curcumina in Giappone è servita nel tè, in Tailandia è usata nei cosmetici, in Cina viene usata come colorante alimentare ed anche nell’Unione Europea, dove è stata ammessa con la sigla E100, dopo una specifica valutazione di sicurezza. Negli Stati Uniti viene utilizzata nella senape, nel formaggio, nel burro e nelle patatine fritte, come conservante e come agente colorante. La curcumina è disponibile in diverse forme tra cui capsule, compresse, unguenti, bevande energetiche, saponi e cosmetici.
Tradizionalmente la curcumina è usata nei Paesi asiatici come medicinale per le sue proprietà antiossidanti, antinfiammatorie, antimicrobiche e antitumorali. La Curcuma è utilizzata per la prevenzione di numerose malattie ed in particolare malattie neurovegetative, steatosi epatica, patologie gastroenterologiche (malattie infiammatorie croniche intestinali, sindrome del colon irritabile, infezione da Helicobacter pylori), malattie cutanee (vitiligine, psoriasi, dermatite da radiazioni), disordini oftalmologici (congiuntivite, cataratta, xeroftalmia, condizioni degenerative), malattie neurologiche (morbo di Alzheimer, ansia, depressione), infezioni ricorrenti del tratto respiratorio e prevenzione cardiovascolare (effetto ipolipemizzante).

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Alex. La Pietra (FdI): ormai le Ong si beffano di nostra sovranità

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 luglio 2019

“Ormai le navi delle Ong si fanno beffa della nostra sovranità e fanno quello che gli pare mettendo in ridicolo e delegittimando l’autorevolezza della Nazione. È chiaro a tutti che soltanto il blocco navale al largo delle coste libiche può porre fine a questa situazione. A ciò si aggiunge anche la minaccia del governo libico di liberare circa 8mila persone dai centri di raccolta. Un chiaro segnale alle Ong. Blocco navale, quindi, ma anche un intervento internazionale che può tentare di calmieriare la situazione libica ormai allo sbando”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Patrizio La Pietra.

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Antiriciclaggio: Scadenza

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 luglio 2019

Entro il 23 luglio i Commercialisti devono applicare le Regole Tecniche. È ormai prossima la scadenza per Commercialisti ed Esperti Contabili per l’adeguamento ai nuovi obblighi previsti dalle Regole Tecniche CNDCEC (Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili), applicazione per la categoria di quanto previsto dalla IV Direttiva UE Antiriciclaggio e d.lgs.90/2017.Secondo quanto emerge dall’Analisi nazionale dei rischi di riciclaggio di denaro e di finanziamento del terrorismo elaborata dal Comitato di Sicurezza Finanziaria del Ministero dell’Economia e delle Finanze, il livello di comprensione di tali rischi è fortemente disomogeneo tra Banche, Notai e Commercialisti. Nel documento i professionisti sono chiamati a farsi parte attiva nella fase di prevenzione di queste attività illecite, indicando in particolare l’elevata sensibilità del loro ruolo, caratterizzato nel caso di Commercialisti e di Esperti Contabili da una “vulnerabilità molto significativa”.
Alavie è la prima società italiana strutturata per offrire la gestione completa della conformità normativa a professionisti ed aziende. Da 25 anni, una capillare rete di consulenti e piattaforme tecnologiche proprietarie costantemente aggiornate garantiscono ai clienti servizi per l’adozione e l’applicazione delle normative antiriciclaggio, privacy, modello 231, sicurezza, certificazioni, in maniera continuativa con un’unica interfaccia. Alavie eroga mediamente ai propri clienti oltre 4.000 giornate di consulenza all’anno e più di 15.000 ore di formazione, in aula e in modalità e-learning. Anche attraverso il proprio blog, fornisce ai professionisti uno strumento concreto per essere sempre aggiornati sullo scenario normativo italiano, gli organismi e le implicazioni per il mondo dei professionisti e delle aziende, attraverso spunti di discussione su tematiche professionalmente rilevanti e un costante stimolo al confronto con i colleghi.

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Il MIBAC acquista l’ex Chiesa di San Procolo a Firenze

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 luglio 2019

Su proposta della Soprintendenza fiorentina, il Direttore Generale Archeologia Belle Arti e Paesaggio del Mibac, Gino Famiglietti, ha disposto in data 29 maggio 2019 l’acquisizione a titolo di prelazione della Chiesa di San Procolo a Firenze per una somma di poco superiore ad un milione di euro.L’edificio – situato all’incrocio tra via dei Giraldi e via de’ Pandolfini, nelle immediate vicinanze del Bargello e della Badia Fiorentina- ha avuto una storia secolare conoscendo diverse trasformazioni. La chiesa, nota dalle fonti già dall’XI secolo, subì infatti nel tempo numerosi interventi fino ad assumere nel Settecento l’aspetto attuale, caratterizzato dalle rifiniture ad affresco a finte architetture. Nel 1778 fu soppressa come parrocchia, divenendo così sede di varie confraternite, fra cui quella di S. Antonio abate detta dei ‘macellari’, e qui negli anni Trenta del Novecento Giorgio La Pira diede vita alle Messe dei poveri. L’edificio, di proprietà della famiglia Salviati dal 1786, fu vincolato nel luglio del 1991 insieme alle opere d’arte in essa contenute; a seguito dei gravi danni subiti con il crollo della sua copertura nel 2005, è stato sottoposto ad un primo importante restauro strutturale.“Ringraziamo il ministro Bonisoli e il direttore generale Famiglietti – dichiarano il soprintendente Andrea Pessina e la direttrice del Bargello Paola D’Agostino– per aver immediatamente compreso l’importanza di procedere all’acquisto di questa prestigiosa struttura. Non solo restituiremo così alla pubblica fruizione un luogo carico di storia e d’arte, ma daremo anche al Museo Nazionale del Bargello la possibilità di disporre di nuovi spazi per le sue necessità”. Unitamente alla chiesa sono state acquisite anche tutte le sue opere d’arte, come le grandi pale d’altare di Matteo Rosselli e Gaetano Piattoli e una tavola raffigurante la Visitazione con santi, variamente attribuita al Ghirlandaio e a Piero di Cosimo, opere che -grazie al supporto del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Firenze- sono state nei giorni scorsi trasferite nei depositi della Soprintendenza.Martedì 16 luglio, alle ore 11,30 presso il Museo Nazionale del Bargello si terrà una conferenza stampa per illustrare ogni aspetto di questa importante acquisizione. Interverranno il soprintendente Andrea Pessina e la direttrice dei Musei del Bargello, Paola D’Agostino.

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56ª Stagione al Teatro Greco di Siracusa

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 luglio 2019

Le Baccanti di Euripide, Ifigenia in Tauride di Euripide e la commedia Le Nuvole di Aristofane sono i testi scelti per la 56ª stagione della Fondazione Inda che andrà in scena nel 2020. In tutti e tre si possono individuare verità nascoste, tema della Stagione 2020, scene e personaggi che si presentano in maniera opposta rispetto a quello che sono davvero. A partire dall’ ultima tragedia di Euripide, Le Baccanti, un mosaico impossibile da comporre, dove ogni verità adombra il suo contrario, a Ifigenia in Tauride, dove ogni realtà cui si credeva si rivela falsa, alle Nuvole, dove ogni fede in certe soluzioni, in certa “nuova cultura”, si rivela illusoria. Il presidente della Fondazione Inda Francesco Italia, il Consigliere Delegato Mariarita Sgarlata e il Sovrintendente Antonio Calbi hanno annunciato questa sera, prima dell’ultima replica di Lisistrata, le tre produzioni inserite nel cartellone 2020 delle rappresentazioni classiche al Teatro Greco di Siracusa. L’obiettivo dell’Istituto nazionale del dramma antico, che il 25 luglio chiuderà la Stagione 2019 con il concerto di Ludovico Einaudi, è consolidare il risultato eccezionale registrato quest’anno, con numeri da record nell’ultracentenaria storia dell’Inda, e continuare a muoversi tra tradizione e innovazione. Ifigenia in Tauride sarà messa in scena al Teatro Greco di Siracusa per la terza volta dopo le edizioni del 1933, regia di Franco Liberati con Maria Melato nel ruolo di Ifigenia, e del 1980 per la regia di Lamberto Puggelli e Anna Maria Guarnieri protagonista. Il testo di Euripide rappresentato per la prima volta probabilmente tra 414 e 412 avanti Cristo, racconta come, grazie all’intervento di Artemide, Ifigenia sia stata salvata durante il sacrificio compiuto dal padre, Agamennone. Trasferita in Tauride e divenuta sacerdotessa al tempio di Artemide, incontrerà il fratello Oreste, tormentato dalle Erinni dopo il matricidio, senza riconoscerlo. Agnizione, beffa ai danni del re locale, Toante, e fuga felice per mare rendono questa tragedia, chiusa da un lieto fine, alla pari di Elena e Ione, un caso unico nella complessa ed articolata storia della drammaturgia euripidea. Settimo allestimento per Le Baccanti dopo le edizioni del 1922 con Annibale Ninchi nel ruolo di Dioniso e la direzione artistica di Ettore Romagnoli, nel 1950 con Vittorio Gassman (Dioniso) e Arnoldo Foà (Cadmo) e la regia di Guido Salvini, nel 1980 per la regia di Giancarlo Sbragia e Michele Placido protagonista, nel 1988 con Walter Pagliaro alla regia e Paolo Graziosi nel ruolo di Dioniso, nel 2002 quando il testo di Euripide fu diretto da Luca Ronconi con Massimo Popolizio nei panni di Dioniso e nel 2012 con la regia di Antonio Calenda e Maurizio Donadoni protagonista. La tragedia, scritta da Euripide nel 405 avanti Cristo e rappresentata postuma, narra l’arrivo a Tebe, del dio Dioniso, che ha assunto forma umana per punire, travolgendone le menti, le donne tebane che hanno dubitato della sua nascita divina. Solo il re Penteo sembra deciso ad opporsi alla follia ispirata dal dio. Quando le donne si recano sul monte Citerone per celebrare i misteri bacchici, Penteo si lascia convincere dal dio a seguirlo, travestito da donna, sul monte. La madre di Penteo, Agave e le baccanti in preda al delirio dionisiaco lo scambiano per un leone e lo fanno a pezzi. Quando Agave torna in sé, riconosce con orrore il capo del figlio nel trofeo che credeva la testa di un leone La vendetta del dio è compiuta. Le Nuvole di Aristofane sarà messa in scena al Teatro Greco di Siracusa per la quarta volta dopo gli allestimenti del 1927, il primo anno in cui la Fondazione Inda decise di aprire alle commedie il proprio programma di rappresentazioni classiche, con la direzione artistica di Ettore Romagnoli, nel 1988 con la regia di Giancarlo Sammartano e nel 2011 quando a dirigere la commedia fu Alessandro Maggi. Le Nuvole fu rappresentata per la prima volta ad Atene, alle Grandi Dionisie del 423 avanti Cristo e racconta del contadino Strepsiade, perseguitato dai creditori, che decide di mandare il figlio Fidippide alla scuola di Socrate dove potrà apprendere come prevalere negli scontri dialettici. Davanti alle reticenze del figlio sarà lo stesso Strepsiade a recarsi al Pensatoio del filosofo dove però non capirà nulla di quello che gli viene insegnato. Il figlio Fidippide, incuriosito dai racconti del padre deciderà di seguire gli insegnamenti di Socrate, alla ricerca del modo migliore per prevalere nei duelli verbali, fino ad assistere al dibattito tra il Discorso Migliore e il Discorso Peggiore, e infine a picchiare il padre, dimostrandolo di avere il diritto di farlo e spingendo lo stesso Strepsiade a incendiare il Pensatoio di Socrate.

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Warren erede di Sanders?

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 luglio 2019

“L’agenda progressista è l’agenda dell’America”. Parole che sarebbero potute uscire dalla bocca di Bernie Sanders, senatore del Vermont e attuale candidato alla nomination del Partito Democratico. Infatti, le ha dette Elizabeth Warren, senatrice del Massachusetts, anche lei candidata alla nomination dello stesso partito. L’editorialista del New York Times Frank Bruni ha recentemente scritto che i due cantano la stessa canzone per conquistarsi i consensi della sinistra del Partito Democratico. Per Bruni, però, la Warren canta meglio.Sanders ha il merito di avere messo in evidenza l’agenda progressista nell’elezione del 2016, creando entusiasmo nell’ala sinistra del partito, specialmente tra i giovani. Adesso la Warren gli fa la concorrenza per gli stessi elettori e i presagi ci fanno credere che alla fine la senatrice avrà la meglio.Le idee di questi due senatori sono simili e includono una svolta a sinistra della politica americana verso un socialismo stile Canada o Paesi scandinavi anche se la Warren sta lontana dall’uso del termine socialista. La senatrice del Massachusetts eliminerebbe la sanità privata sostituendola con una statale, renderebbe l’università pubblica gratis, revocherebbe i debiti studenteschi, ridurrebbe i conglomerati di agricoltura e il quasi monopolio dei giganti tecnologici, investirebbe notevolmente sulle infrastrutture, e aumenterebbe il salario minimo. La Warren incentiverebbe le imprese a entrare nel mercato dell’energia rinnovabile e moltiplicherebbe gli investimenti pubblici nella ricerca. Un’agenda ambiziosa che verrebbe pagata da aumenti alle tasse dei ricchi, incluso una patrimoniale per i beni superiori a 50 milioni di dollari.Non si tratta solo di parole poiché la Warren, classica “secchiona”, ha un programma specifico per tutte queste iniziative. Ogni qual volta le viene fatta una domanda il suo ritornello viene a galla: “ho un programma per quello che mi chiede”. Difatti, la sua campagna si basa su programmi disegnati con notevole specificità. Si tratta di un’agenda in un certo senso populista che vede i poveri e la classe media da una parte e i benestanti dall’altra, quelli senza voce contrapposti alle corporation e i banchieri di Wall Street che controllano il sistema produttivo e finanziario.
La Warren ne sa qualcosa e la sua vita lo testimonia. Nata in Oklahoma da famiglia di modeste condizioni economiche, ricorda spesso in campagna elettorale gli stenti dei suoi genitori. Ricorda con frequenza il fatto che il padre subì un infarto cardiaco e per molti anni non potè lavorare. La madre, all’età di 50 anni, fu costretta a iniziare a lavorare per mantenere la famiglia ottenendo un posto di centralinista a Sears. Dopo non poche difficoltà la Warren riuscì a laurearsi e insegnò in una scuola pubblica del New Jersey. Conseguì la laurea in giurisprudenza alla Rutgers University alla quale seguirono l’insegnamento all’Università del Texas e eventualmente alla Harvard University. Un successo dovuto alle sue capacità ma anche al sistema americano che lei cita spesso con riconoscimento e gratitudine.La Warren vede però la situazione attuale di grande beneficio ai ricchi e quelli che contano. Nel recentissimo dibattito fra i candidati alla nomination del suo partito ha dichiarato, con il suo tipico stile battagliero, che l’economia attuale non funziona più per i lavoratori, i cui salari, tenendo presente l’inflazione, non aumentano dal 1978. Per l’1 per cento dei più ricchi, invece, ha continuato la senatrice, tutto va a gonfie vele. Ecco some si spiega il divario astronomico fra ricchi e poveri. L’attuale economia funziona per i ricchi e le corporation che spesso non pagano tasse federali come hanno riportato recentemente i media nel caso di Amazon. Se l’economia funziona solo per i benestanti si tratta realmente di “corruzione” pura e semplice, per la senatrice del Massachusetts.La Warren si è dunque dichiarata paladina dei poveri vedendo i nemici nelle corporation e Wall Street, alleati naturali del Partito Repubblicano. Ci vuole un nemico per creare entusiasmo nei candidati politici. Trump lo ha trovato negli stranieri che secondo lui invadono il Paese, commettono reati, e rubano i posti di lavoro agli americani. L’attuale inquilino della Casa Bianca ha attaccato questi nuovi arrivati, spesso di colore di pelle non bianca o religione diverse, dichiarandosi difensore dei valori americani “tradizionali”, cioè bianchi, facendo uso di pregiudizi che hanno sfociato in dichiarazioni di legittimità a gruppi suprematisti.
Trump divide i poveri, usando la classe, l’etnia e la razza, sostenendo di difendere i lavoratori, principalmente quelli bianchi. La Warren invece attacca i ricchi e sostiene di mantenere l’unione dei poveri e la classe media contro i veri nemici che controllano il sistema finanziario e produttivo. Crede nel sistema capitalistico ma solo quando non dimentica quelli meno fortunati come la madre che all’età di 50 ha dovuto trovarsi un lavoro per mantenere la sua famiglia. Si tratta di giustizia economica, per Warren. A coloro che hanno avuto successo in America lei ricorda che al di là della dovuta ammirazione per le loro capacità non dovrebbero dimenticare il loro dovere. Dopotutto, la Warren insiste, il successo ottenuto è stato possibile perché il Paese ha fornito strutture, mercati, strade, istruzione, trasporti, eccetera senza i quali nulla sarebbe stato possibile. Quindi lei vede questi contributi fiscali dei benestanti come patriottismo economico per offrire simili opportunità al resto della società.Al dibattito del Partito Democratico il trentottenne parlamentare californiano Eric Swalwell ha chiesto a Joe Biden, 76 anni, capolista nei sondaggi, di passare la torcia ai giovani. Biden ha detto di no, ma Sanders, 77 anni, ha risposto, che l’età è solo una delle caratteristiche da considerare nella scelta degli elettori. Ha ragione. I più recenti sondaggi che prendono in considerazione il recente dibattito riflettono un calo per Biden, e uno più lieve per Sanders. La Warren è in ascesa. Alla fine Sanders sarà costretto a passarle la torcia dell’ala sinistra del partito verso una vittoria per la nomination e la prima conquista della Casa Bianca da parte di una donna?
Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California. Alcuni dei suoi articoli hanno vinto premi della National Association of Hispanic Publications.

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Quello alla tiroide è il tumore del sistema endocrino più diffuso

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 luglio 2019

E’il sesto tipo di tumore, per frequenza, nelle donne, con un rapporto maschi/femmine di 3/1. Nel 90% dei casi origina dalle cellule follicolari tiroidee che sono le cellule che producono gli ormoni tiroidei (fT3 e fT4), e prende il nome di adenocarcinoma papillare o follicolare, caratteristiche che permetto no di definirlo come ” tumore differenziato”.“L’incidenza di tale neoplasia è in aumento principalmente a causa di due fattori: il miglioramento delle tecniche diagnostiche che permettono di riconoscere sempre più precocemente la presenza di noduli tiroidei anche di piccole dimensioni e la maggiore esposizione a fattori di rischio ambientali (inquinanti, agenti tossici, radiazioni ionizzanti)” illustra il Professor Andrea Giustina, Presidente della Società Europea di Endocrinologia e del CUEM.“In assenza di sintomi specifici e quando i noduli sono non palpabili e non rilevabili, la maggior parte delle diagnosi avviene in modo ‘incidentale’ ossia nel corso di indagini diagnostiche, come eco-color-doppler di vasi del collo, od ecografie del collo per sindromi aspecifiche. Anche in corso di PET/CT per altre patologie oncologiche non è raro riscontrare noduli ad elevato metabolismo”.
Il sospetto diagnostico viene generalmente risolto mediante l’esecuzione di esame citologico su agoaspirato. La questione centrale, in presenza di un nodulo tiroideo neoplastico è la sua ‘stadiazione’, ossia la valutazione della sue caratteristiche che portano alla scelta del relativo trattamento. A seconda del cosiddetto ‘profilo di rischio’ del nodulo si opta per la chirurgia (parziale o radicale) e l’eventuale stadiazione e/o trattamento a base di radioiodio (I131). Il trattamento con radioiodio ha tre obiettivi principali: 1) definire il profilo di rischio 2) distruggere eventuali foci di cellule tiroidee residue dopo l’intervento (sia non patologici che patologici); 3) localizzare e trattare eventuali localizzazioni di malattia, quali metastasi linfonodali e/o a distanza; 4) rendere il dosaggio della Tireoglobulina un marker idoneo per il follow-up.Riguardo all’indicazione all’ impiego dello I131, è presente un forte dibattito all’interno del mondo scientifico con punti di vista contrastanti, a seguito della pubblicazione di linee guida statunitensi (American Thyroid Association – ATA 2015).
In un recente studio del Gruppo di Medicina Nucleare dell’Università di Brescia condotto dal Dott. Domenico Albano e dal Prof. Raffaele Giubbini (“Possible delayed diagnosis and treatment of metastatic differentiated thyroid cancer by adopting the 2015 ATA guidelines” Eur J Endocrinol 2018;179:143-151) sono stati rivalutati circa 2500 pazienti sottoposti ad intervento chirurgico di rimozione della tiroide e trattamento con I131. In 140 pazienti (il 6% del campione) sono state individuate metastasi a distanza; secondo le linee guida dell’ATA 2015, 38 presentavano un profilo di rischio post-chirurgico elevato e quindi un’indicazione assoluta a ricevere terapia con I131, mentre ben 102 presentavano un rischio intermedio-basso o basso e quindi senza un’indicazione assoluta al radioiodio. Se questi pazienti non fossero stati valutati e/o trattati con tecniche di Medicina Nucleare vi sarebbe stato un ritardo nella individuazione delle metastasi e di conseguenza nel trattamento con impatto su prognosi e qualità della vita. Cosa significano questi dati? “Se fossero stati classificati con i criteri dell’ATA non avrebbero ricevuto l’ablazione del tessuto residuo con una diagnosi tardiva delle metastasi e un ritardo nel trattamento” spiega il Prof. Giubbini, “In altre parole l’assenza di una corretta stadiazione può portare i pazienti a non essere trattati tempestivamente e ad una peggiore prognosi”.
In fase post-chirurgica, anche nei pazienti a basso-intermedio rischio l’utilizzo del radioiodio e la successiva scintigrafia estesa a tutto il corpo riveste un ruolo cruciale nella corretta stadiazione di malattia andando, non solo a valutare l’entità del tessuto tiroideo residuo (che può restare in parte), ma a riconoscere eventuali lesioni metastatiche linfonodali ed a distanza (osso, polmone in primis) con un impatto significativo sul management del paziente.Le associazioni italiane di endocrinologia e medicina nucleare hanno redatto delle raccomandazioni al fine di garantire una gestione ottimale ed univoca di questi pazienti.
I pazienti a ‘basso rischio’ vengono trattati con l’asportazione della porzione di tiroide interessata dal tumore a cui deve seguire una terapia tiroidea sostitutiva con Levotiroxina. Per i soggetti con ‘rischio intermedio o intermedio-basso’ l’ attuale miglior standard di trattamento prevede l’asportazione della tiroide in toto, l’eventuale eliminazione di focolai residui con I131 ed il controllo del trattamento con la scintigrafia dopo I131 (tecnica in grado di rilevare metastasi a distanza e linfonodi con buona accuratezza soprattutto se associata ad uno studio tridimensionale SPECT). Il trattamento con 131 è oggi semplice e maneggevole: il paziente assume una compressa di radioiodio in un reparto di degenze protette e rimane in osservazione per circa 72 ore. Il trattamento generalmente viene effettuato una sola volta in assenza di metastasi, e può essere ripetuto nel caso che il tumore sia diffuso. Le forme ‘differenziate’ reagiscono molto bene alla terapia con radioiodio: i dati parlano di una prognosi favorevole a 5 anni nell’85% dei casi. In questa fase prevalentemente diagnostica risulta determinante la forma sintetica del TSH umano ricombinante: poichè il trattamento con I131 sia efficace infatti, occorre avere alti livelli di TSH nel sangue. In passato per ottenere questo effetto si sospendeva la terapia sostitutiva per almeno 30-40 giorni lasciando il paziente senza ormoni tiroidei e determinando uno stato di ipotiroidismo mal tollerato e complicato da alcuni rischi (quali astenia, affaticamento, aumento ponderale, intolleranza al freddo, comparsa di edemi, stipsi ostinata con forti limitazioni sulla qualità di vita e l’attività lavorativa). La forma sintetica del TSH invece permette di ottimizzare il trattamento senza disagi per il paziente in quanto si aumenta artificialmente il TSH senza causare sintomi e disturbi. In ultima analisi, un corretto approccio post-chirurgico nella gestione del paziente con carcinoma tiroideo differenziato prevede una ristadiazione (definita come “ablazione” del residuo), atto quasi esclusivamente diagnostico nei Pazienti con rischio intermedio basso di recidiva, un trattamento adiuvante con maggiori dosi di radioiodio nelle forme biologicamente più aggressive ed infine un trattamento di maggiore impegno nella malattia metastatica conclamata.

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Colesterolo, il ruolo delle proteine della soia sui livelli torna in discussione

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 luglio 2019

Da uno studio svolto all’Università di Toronto e pubblicato sul Journal of American Heart Association emerge un effetto di abbassamento del colesterolo per le proteine della soia, dimostrato da dati aggregati di dozzine di studi clinici eseguiti negli ultimi due decenni. «La riduzione si osserva sia per il colesterolo totale sia per la componente lipoproteica a bassa densità (LDL), ossia quella che può danneggiare il cuore» esordisce David Jenkins, professore di medicina e scienza della nutrizione all’Università di Toronto, che assieme ai collaboratori ha riesaminato gli studi sulla base dei quali la Food and Drugs Administration degli Usa sta valutando la possibilità di revocare agli alimenti a base di soia l’etichetta: “fa bene alla salute del cuore”. Alla base della revoca ci sarebbe proprio lo scarso effetto che l’alimento avrebbe sulla riduzione del colesterolo. «Ma l’effetto riduttivo è costante in tutti e 46 gli studi citati dall’FDA nel 2017, quando ha proposto di revocare l’indicazione sulla salute per la soia sulla base di studi da cui erano emersi risultati contrastanti. Dei 46 trials identificati dalla FDA, 43 hanno fornito dati per le meta-analisi. Di questi, 41 hanno fornito dati per il colesterolo LDL e tutti e 43 per il colesterolo totale» scrivono gli autori, che hanno eseguito una meta-analisi cumulativa, aggiornando i risultati della prima metanalisi condotta con quelli provenienti da un nuovo studio una volta terminato. Il metodo permette di capire in che direzione vanno i risultati e, cosa ancor più utile, consente di individuare una risposta statisticamente significativa appena questa evidente. «È importante notare che la riduzione del colesterolo della soia da sola è inferiore al 5%, ma l’effetto è molto più marcato associandola ad altri alimenti vegetali» spiegano i ricercatori, condannando l’iniziativa dell’FDA nei confronti della soia e spiegando che aziende come Beyond Meat e Impossible Foods hanno visto una crescita enorme quest’anno commercializzando alternative vegetali alla carne, e che Burger King ha in programma di offrire il suo hamburger a base di soia in tutti gli Stati Uniti entro la fine del 2019. «I nostri dati dimostrano che i produttori di alimenti a base vegetale, l’industria e i rivenditori hanno bisogno di tutto l’aiuto possibile per rendere i loro prodotti accessibili al pubblico» conclude Jenkins.J Am Heart Assoc. 2019. doi: 10.1161/JAHA.119.012458 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31242779 -fonte: doctor33)

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BERNHARD SCHLINK, Bugie d’estate

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 luglio 2019

Da Bernhard Schlink, l’autore di Olga e Il lettore, entrambi bestseller a livello internazionale, arrivano sette storie provocatorie e magistralmente calibrate. Un’acuta dissezione dei modi in cui giochiamo con la verità e la menzogna nelle nostre vite.
Bugie d’estate si configura palcoscenico ideale di delusioni, passioni, esplosioni di rabbia e giustificazioni a volte irrazionali che le persone mettono in scena relazionandosi con l’arte del mentire.
C’è un uomo che si innamora perdutamente di una donna che incontra sulla spiaggia ma, dopo aver scoperto la ricchezza di quest’ultima, lotta furiosamente contro il proprio senso di inadeguatezza.
C’è un figlio che cerca di mettere a tacere il suo risentimento verso un padre emotivamente distante proponendo un viaggio insieme, salvo poi rendersi conto che tutti i suoi sforzi per riconciliarsi con il genitore sono vani. Un commediografo fedifrago è accusato di infedeltà da sua moglie, ma le sue scuse sono solo un modo per allontanarsi ulteriormente.
Infine, un professore diventa complice – non del tutto inconsapevolmente – della fuga temporanea di un fuggitivo su un volo in ritardo da New York a Francoforte.
Con la prosa superba che lo ha reso il più importante autore tedesco contemporaneo, Schlink mette i suoi lettori dinnanzi a una inconfutabile realtà: «la verità può essere bella e orribile, può renderti felice e torturarti, ma è sempre liberatoria».Traduzione dal tedesco di Susanne Kolb Euro 17,00 288 pagine
Bernhard Schlink (Bielefeld, 6 luglio 1944) è uno dei maggiori scrittori tedeschi contemporanei. Ha esercitato la professione di giudice presso la Corte Costituzionale della Renania Settentrionale-Vestfalia sino al 2006. Nel 2006 è stato ordinato professore di Filosofia del diritto presso la prestigiosa Humboldt Universität di Berlino. È autore di una raccolta di racconti, Fughe d’amore (Garzanti 2002), e di numerosi romanzi tra i quali I conti del passato (Garzanti 2004), L’inganno di Selb (Garzanti 2005), L’omicidio di Selb (Garzanti 2004), La nostalgia del ritorno (Garzanti 2007), Il fine settimana (Garzanti 2010), Il lettore (Neri Pozza 2018) e Olga (Neri Pozza 2018).

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ALAIN DENEAULT, L’economia dell’odio

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 luglio 2019

Attraverso il suo lavoro di filosofo e sociologo, Alain Deneault analizza il mondo che ci circonda adottando un punto di vista critico che ci costringe a invertire le nostre prospettive, a guardare la nostra società con uno sguardo differente. Mettendo insieme diversi testi scritti nel corso degli anni sotto l’influenza teorica di Rancière e Simmel, Alain Deneault decodifica una «economia dell’odio».
Laddove veniamo spinti ad amare il denaro, ad amarlo a qualunque costo, non c’è odio per l’economia. Non c’è odio per l’economia, ma c’è un’economia dell’odio. Il punto è: rimuovere l’odio. Odiare senza che l’odio trapeli. È così che si aderisce alla sottomissione al denaro. Traduzione dal francese di Roberto Boi Euro 17,00 256 pagine
Alain Deneault è un docente e filosofo canadese. Ha scritto saggi sulle politiche governative, sui paradisi fiscali e sulla crisi del pensiero critico. Insegna Scienze Politiche presso l’Università di Montréal e collabora con la rivista Liberté. Con Neri Pozza ha pubblicato La mediocrazia (2017) e Governance. Il management totalitario (2018). (Neri Pozza editore)

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WILLIAM BOYD, L’amore è cieco

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 luglio 2019

Edimburgo, 1894. Brodie Moncur ha ventiquattro anni e da sei lavora per la Channon & Co., il quarto maggior produttore di pianoforti in Gran Bretagna. Valente accordatore, viene invitato un giorno da Ainsley Channon a trasferirsi nella sede di Parigi, dove i pianoforti Channon stentano a conquistare le simpatie francesi.
Nell’imponente negozio parigino, due grandi vetrine che si affacciano in avenue de l’Alma, Brodie abbraccia con entusiasmo la sua nuova vita, lontana dalla Scozia, soprattutto, lontana dal suo tirannico padre. Si rimbocca le maniche e concepisce un’idea brillante: ingaggiare un grande pianista, un virtuoso dello strumento, che suoni un Channon nei suoi concerti e dia, così, lustro all’azienda.
L’occasione per realizzarla gliela offre il Theatre de la Republique, in una serata in cui John Kilbarron, ex bambino prodigio e musicista di indiscusso talento chiamato Le Liszt irlandais, esegue la Sinfonia n. 3 di Čajkovskij e un poema sinfonico di Panin per la voce solista di Lydia Blum, soprano russa.
Capelli scuri pettinati all’indietro, profonde rughe che gli solcano le guance, Kilbarron sembra un individuo freddo, con un atteggiamento arrogante studiato apposta per le scene. La sua esecuzione, tuttavia, è a dir poco impeccabile: un uragano; probabilmente ciò che gli spettatori dovevano aver provato ai concerti di Liszt.
Alla fine della serata, Brodie si reca nei camerini degli artisti e, bussando a una porta, si ritrova al cospetto di una giovane donna. Capelli biondi mossi e arruffati, occhi azzurri e labbra rosee, una vestaglia sgargiante addosso a coprire un’evidente nudità, una sigaretta tra le labbra con qualche briciola di tabacco raccolta alla punta della lingua, Lydia Blum, la soprano russa, fissa i suoi occhi nei suoi, e una grossa bolla d’aria si fa largo, come un pugno, nel petto di Brodie Moncur, giovane accordatore scozzese.
Storia di un amore folle e cieco, intimo ritratto della vita di un uomo e, al contempo, lucido sguardo sullo spirito del tempo, L’amore è cieco è il nuovo, magistrale romanzo di uno dei più amati scrittori inglesi. Un romanzo di vertiginosa passione e brutale vendetta, in cui arte e vita si danno la mano dinanzi alle speranze e alle illusioni, alla potenza e alle crudeltà che l’amore puntualmente riserva. Traduzione di Laura Prandino
Euro 18,00 448 pagine.
William Boyd nato ad Accra, in Ghana, il 7 marzo del 1952, vive oggi a Londra. È considerato uno dei più grandi scrittori inglesi viventi. Il suo primo romanzo, A God Man in Africa (1981), vinse il Whitbread First Novel Award e il Somerset Maugham Award. Tra le sue opere si segnalano: An Ice-Cream War (finalista del Booker Prize 1982), Brazzaville Beach (James Tait Black Memorial Prize 1990), The Blue Afternoon (Sunday Express Book of the Year 1993, Los Angeles Times Book Prize 1996). Con Neri Pozza ha pubblicato Ogni cuore umano (2004), Inquietudine (2006), Le nuove confessioni (2007).(Neri Pozza editore)

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