Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Scuola: Il requiem della Buona Scuola

Posted by fidest press agency su martedì, 9 luglio 2019

Il M5S si vanta di aver lavorato per cancellarla e di essere pronto a una nuova grande fase di ascolto, il Pd ammette gli errori fatti. L’Anief invita ad aprire il dibattito in Parlamento e ad ascoltare i migliaia di manifestanti che in questi anni hanno chiesto profonde modifiche e portato avanti istanze migliorative per una scuola giusta. La prima occasione è quella della riforma del sostegno all’attenzione delle commissioni parlamentari cui seguirà il decreto legge del Governo sul reclutamento. Bisogna passare dalle parole ai fatti. Parla la senatrice pentastellata Bianca Laura Granato: senza tema di smentita possiamo dire con orgoglio di aver disattivato tutti i dispositivi peggiori della legge 107. La nuova scuola, quella dei nostri sogni, la riscriveremo insieme a partire dalle consultazioni che inizieremo a fine mese”. Poi si rivolge “a tutti i colleghi che ci rinfacciano di governare con la Lega e di non aver fatto abbastanza o addirittura niente: questa è la risposta, se avessimo governato con il PD, ancora ancorato saldamente al modello Buona Scuola, oggi tutto questo non sarebbe mai stato possibile”.
Sulla Buona Scuola il sindacato Anief ha sempre espresso un pessimo giudizio. La scarsa attenzione per i lavoratori del settore scolastico, mai sentiti, nemmeno quando nel maggio del 2015 scese in piazza quasi un milione di lavoratori e cittadini per opporsi al folle disegno dell’entourage di Matteo Renzi, la dice lunga sulla valenza di una legge nata male e finita peggio. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, non basta fare annunci, ma passare dalle parole ai fatti. Da un anno, per esempio, la VII commissione cultura del Senato, presieduto dal leghista Mario Pittoni e di cui la Granato è componente, non ci ha mai convocato in audizione per ascoltare il parere di un sindacato, comunque, rappresentativo di 100 mila docenti e Ata, a differenza di altre commissioni parlamentari. Quindi, aspettiamo che il dibattito si sposti dai giornali, dalle piazze in Parlamento e siamo pronti a spiegare i motivi della nostra controriforma rispetto anche ai progetti dell’attuale maggioranza come della stessa legge 107/15 e dei suoi decreti delegati.

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