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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Due terzi dei dipendenti italiani lavorano senza straordinari retribuiti

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 luglio 2019

Il 30% degli italiani lavora tra le 6 e le 10 ore a settimana senza retribuzione. Questo uno dei dati che emerge dalla nuova ricerca di ADP “Workforce View in Europe”. Lo studio, che ha intervistato oltre 10.000 lavoratori europei e 1.400 in Italia, ha rilevato che gli impiegati europei lavorano in media quasi cinque ore (4 ore e 47 minuti) a settimana senza essere pagati.
ADP ha intervistato lavoratori in Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Spagna e Regno Unito, chiedendo quali sono le problematiche più attuali che devono affrontare sul posto di lavoro. La tematica dell’equilibrio tra lavoro e vita privata è al centro dell’attenzione da molti anni, eppure i risultati suggeriscono che i datori di lavoro ripongono ancora aspettative irrealistiche sui lavoratori, facendoli lavorare più a lungo del tempo previsto dal contratto e senza essere retribuiti.
Il 30% degli italiani ha dichiarato di lavorare “gratis” almeno 6-10 a settimana, un numero che su base mensile diventa di 24-40 ore, praticamente 3/5 giorni di lavoro in più al mese regalati. Il 20% dei lavoratori è più fortunato: solo 5 o meno ore in più a settimana. Vi è però anche un 7,3% che ha dichiarato di arrivare alle 11-15 ore in più a settimana, un numero davvero importante.Non vi sono particolari differenze tra i sessi, sia il 60% degli uomini che delle donne ha dichiarato di “regalare” ore di lavoro alla propria azienda.È la fascia 25-34 anni quella che fa più straordinari (66%), quella degli over 55 quella che ne fa di meno (55%).
Virginia Magliulo, General Manager Southern Europe Adp, ha commentato: “Nonostante l’importanza del benessere dei dipendenti sia stata più volte dimostrata, sembra che molti datori di lavoro non stiano neppure retribuendo equamente i dipendenti per le ore lavorate. È una tendenza preoccupante che rischia di esporre gli impiegati alla sindrome da stress lavorativo e a una diminuzione della motivazione, con impatti negativi a lungo termine sulla produttività e sulle prestazioni complessive”.

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