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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Scuola: Concorsi straordinari docenti

Posted by fidest press agency su sabato, 13 luglio 2019

Costringere decine di migliaia di docenti precari storici a sottoporsi all’ennesimo concorso, al termine del quale verranno collocati all’interno di ulteriori graduatorie. Nell’attesa, che per la gran parte sarà di diversi anni, continueranno a fare supplenze su posti vacanti e disponibili, sui quali sarebbe fondamentale nominare invece a tempo indeterminato. È l’ultima “genialata” che i nostri governanti della scuola hanno escogitato, nell’intento, evidentemente, di mostrare di essere attivi sul fronte del precariato cronico scolastico. Ma, alla resa dei conti, tutt’altro che efficaci.
“Al Miur si scandalizzano quando i precari si ribellano a questo sistema assurdo e burocratico – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – ed alimentano il sistema delle impugnazioni in tribunale. Se però si voleva davvero ostacolare il “ricorsificio” bisognava usare la testa. E dare seguito a quello che Anief sostiene da anni: riaprire il vecchio doppio canale di reclutamento, esaurire le graduatorie dei vincitori degli attuali concorsi ordinari e straordinari e garantire a tutti gli abilitati l’inserimento dalle GaE o l’assunzione dalle graduatorie d’istituto, una volta che le prime risultano senza più candidati”. La dimostrazione dell’inutilità dei concorsi a raffica che il Governo ha deciso di organizzare, per gestire l’attuale fase transitoria di reclutamento, è nelle righe dell’articolo prodotto oggi da Orizzonte Scuola, nel quale si sottolinea che a seguito del Concorso straordinario infanzia e primaria, in via di conclusione, “anche chi ha preso zero alla prova sarà immesso in ruolo”. La procedura selettiva per infanzia e primaria, indetta con DDG n. 1456 del 7 novembre 2018, è infatti “alle battute finali in numerose regioni” e “per le immissioni in ruolo dell’a.s. 2019/20 potranno essere utilizzate esclusivamente le graduatorie pubblicate entro il 30 luglio nell’albo e sul sito internet dell’USR”. Ciascuna graduatoria – precisa il Miur – comprende tutti i soggetti ammessi alle procedure e sottoposti alla prova orale. Dunque, per stare in graduatoria bisogna aver svolto la prova orale non selettiva e avere avuto una valutazione, che in base alle griglie di valutazione, andava da zero a trenta su trenta. Alcuni Uffici Scolastici hanno già pubblicato le graduatorie o, come nel caso dell’USR Piemonte, l’elenco dei candidati con le relative valutazioni di prova + titoli. Spulciandole, è possibile evincere che le prove in linea generale sono state svolte in maniera coscienziosa dai candidati, che hanno colto l’occasione sia per dimostrare la propria professionalità che per assicurarsi una buona posizione in graduatoria. Sempre la rivista specializzata fa notare che “non mancano però voti bassi, ben al di sotto di quella che potrebbe essere considerata una soglia di sufficienza se la prova fosse stata selettiva.

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