Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Archive for 17 luglio 2019

Il WWF Italia ricorda Andrea Camilleri

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 luglio 2019

“Con Camilleri non scompare solo un grande narratore ma anche un grandissimo divulgatore della bellezza e della natura: dalla descrizione dei luoghi e dei paesaggi delle storie del commissario Montalbano traspare un amore senza eguali per la ‘sua’ Sicilia e per tutti i tesori che custodisce, dal punto di vista naturale, paesaggistico e culturale”. Con queste parole il WWF Italia ricorda Andrea Camilleri che si spento oggi a Roma e che in un’intervista rilasciata ad Ecomondo, un mensile curato dal WWF, nel 2009 diceva: «In Sicilia il paesaggio della mia giovinezza è stato inghiottito dal cemento. La Marinella che descrivo nei miei romanzi, oggi purtroppo è un succedersi di ville abusive».
“Ma l’amore per la natura e per il mare non è testimoniata solo dalla passione del commissario Montalbano per il nuoto. Camilleri si schierò apertamente prima per la campagna contro le trivellazione in Val di Noto e poi a sostegno del referendum contro le trivelle del 2016 – conclude il ricordo del WWF -. Andrea Camilleri mancherà tantissimo a tutti noi; ci mancherà la sua intelligenza, la sua capacità di sintonizzarsi con il presente anche quando raccontava storie del passato, il suo dono di raccontare emozioni senza tempo e anche il suo coraggio nell’andare contro corrente”.

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Nissoli (FI): Una maratona parlamentare per la cittadinanza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 luglio 2019

“Voglio davvero essere la voce degli italiani che hanno perduto la cittadinanza!”: Lo ha dichiarato l’on. Nissoli che, oggi, è intervenuta nell’Aula di Montecitorio per sensibilizzare i Colleghi su una tematica poco conosciuta: la perdita della cittadinanza italiana da parte di chi, nato in Italia, è, poi, andato a vivere all’estero.Quindi, nel suo intervento ha voluto fare appello al Governo affinché mostri concretamente attenzione agli italiani all’estero.“Per sensibilizzare Parlamento e Governo sulla questione della perdita della cittadinanza italiana – ha affermato l’on. Nissoli – ho bisogno anche del Vostro aiuto, di Voi, italiani all’estero, che avete perso la cittadinanza, di far conoscere le Vostre storie e, pertanto, Vi chiedo di scrivermi raccontandomi la Vostra storia in un minuto ed io sarò la Vostra voce, leggendola nell’Aula di Montecitorio! La mia email è: nissoli_af@camera.it.”

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Commissione difesa: audizione del Sindacato Aeronautica Militare-SIAM

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 luglio 2019

Si è tenuta ieri presso la Commissione Difesa della Camera dei Deputati l’audizione del Sindacato Aeronautica Militare-SIAM nell’ambito dell’esame delle proposte di legge in materia di associazioni sindacali. “Il testo presenta molte criticità e la ricerca della condivisione non è garanzia di una legge giusta, occorre una legge realmente efficace” afferma il Segretario generale del SIAM Paolo Melis. “Il testo in discussione è regressivo e pone limiti pericolosi per la libera attività sindacale e per questo va rivisto”, aggiunge il responsabile della Comunicazione Antonsergio Belfiori. “Rispetto a quanto sancito dalla sentenza della Corte Costituzionale, constatiamo la presenza di circolari ministeriali restrittive soprattutto per la gestione delle attività a livello locale e l’operatività dei sindacati” aggiunge il responsabile per i territori Alfio Messina.
“Importante è anche il tanto dibattuto aspetto della giurisdizione per le controversie e le attività antisindacali al giudice ordinario piuttosto che al TAR ma la modifica di questo unico aspetto non sarebbe sufficiente a renderlo un buon testo poiché, se così fosse, conclude il Segretario Melis, il resto della legge avrebbe tanti di quei limiti da rendere, di fatto, impossibile la reale operatività dei sindacati militari”.

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Autonomia – Castelli, “Importante contributo dalla Corte dei Conti”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 luglio 2019

“Apprendo con grande interesse il contenuto della relazione della Corte dei Conti sul tema dell’autonomia differenziata. I meccanismi di finanziamento dell’autonomia, come da noi più volte sostenuto, devono raccordarsi con la legge attuativa del federalismo fiscale e non possono sottrarsi alla perequazione interregionale.La Corte, in sostanza, ci dice che dobbiamo ripartire dalla piena attuazione del Decreto Legislativo 68/2011, ed io aggiungo, che è il momento di ripartire soprattutto dalla perequazione infrastrutturale”. Così il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, commenta quanto emerso dalla relazione della Sezione delle Autonomie della Corte dei conti, nel corso dell’audizione a Palazzo San Macuto, davanti alla Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale.

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Camilleri – Levi (AIE): “Perdiamo un protagonista del libro italiano”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 luglio 2019

“Andrea Camilleri con la sua scrittura, la sua passione, i suoi racconti ha regalato a tutti noi memorabili, straordinarie e uniche occasioni di lettura appassionante e mai banale. Il mondo del libro e la cultura italiana perdono una grande e specialissima personalità. La sua curiosità dell’uomo resterà viva attraverso le sue pagine sempre intelligenti e cariche di umanità”. È il ricordo di Ricardo Franco Levi, presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE).

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Morte Camilleri: Rojc, Italia perde vero intellettuale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 luglio 2019

“L’Italia perde uno dei suoi ultimi veri intellettuali, un uomo che leggeva e interpretava la complessa realtà contemporanea con gli strumenti creativi delle arti e della critica. Come tutti i grandi ha saputo creare un mondo e farne metafora universale. La potenza di Camilleri deve essere ancora recepita in tutta la sua coerenza, al di là delle opere che giustamente gli diedero larga fama di pubblico”. Lo afferma Tatjana Rojc, scrittrice, critica letteraria e senatrice del Pd, esprimendo cordoglio per la scomparsa di Andrea Camilleri.”La sua lezione civile – aggiunge Rojc – si è collocata nella grandissima tradizione dei Maestri del nostro Mezzogiorno, di cui ha definito la bellezza e le ombre, e da cui ha guardato il mondo cogliendone l’essenza tragica”.

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Camilleri: Il Cordoglio del Vice Ministro Castelli

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 luglio 2019

Roma – “Oggi ci ha lasciato uno dei più grandi scrittori italiani. A tutti noi mancheranno il suo indiscutibile genio letterario e la sua grande umanità. Le sue opere, invece, resteranno per sempre e continueranno ad accompagnare il nostro quotidiano. Grazie Maestro Camilleri”.Così il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, in un post su Facebook.

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Il Parlamento elegge Ursula von der Leyen Presidente della Commissione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 luglio 2019

Il 16 luglio, con un voto a scrutinio segreto, il Parlamento europeo ha eletto Ursula von der Leyen nuovo Presidente della Commissione con 383 voti a favore.La carica inizierà il 1° novembre 2019 per un mandato di cinque anni. Nella votazione ci sono stati 733 voti espressi, con uno solo non valido. 383 deputati hanno votato a favore, 327 contro e 22 si sono astenuti.Subito dopo l’annuncio dei risultati, il Presidente del PE David Sassoli ha detto: “Adesso inizia una fase molto importante per le istituzioni europee, dovremo prepararci alle audizioni dei commissari designati, che, come saprà, saranno molto scrupolose da parte dei componenti di questo parlamento. Ci aspettiamo che i temi di cui oggi ha parlato davanti all’Aula saranno approfonditi e seguiti anche dai componenti del suo collegio, durante le audizioni preso le commissioni competenti”.“I prossimi anni saranno molto importanti per il futuro dell’Unione e possiamo affrontarli con successo solo se ci sarà una stretta cooperazione tra le istituzioni”, ha concluso.
Il Parlamento europeo è composto attualmente da 747 eurodeputati, in base alle notifiche ufficiali ricevute dalle autorità degli Stati membri, per cui la soglia necessaria per l’elezione era di 374 voti, ossia il 50% dei deputati più uno. Il Presidente Sassoli ha annunciato formalmente il numero necessario prima della votazione. La votazione è stata effettuata a scrutinio segreto.
Il nuovo Presidente della Commissione invierà una serie di lettere ai capi di stato e di governo dei Paesi UE per invitarli a proporre i loro candidati a commissari. Le audizioni dei commissari designati si svolgeranno nelle commissioni parlamentari competenti, dal 30 settembre all’8 ottobre. Il collegio completo dei commissari dovrà inoltre essere confermato da un voto di fiducia del Parlamento, probabilmente nel corso della sessione plenaria del 21-24 ottobre.

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“Crimine sacro”, definisce Sofocle la trasgressione di Antigone all’editto di Creonte

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 luglio 2019

Vi fa da contraltare il detto latino: Dura lex, sed lex. Questi due aspetti sono presenti e condizionano sovente i comportamenti umani nel loro modo di agire e di correlarsi nei rapporti con i propri simili e con la stessa natura. Nella fattispecie pratica vorrebbe dire che nessun precetto normativo può esimersi da un giudizio di valore in conformità alla legge ma che può essere trasgredito in stato di necessità personale e nel rapporto con altri soggetti in determinate situazioni di pericolo. E’, ovviamente, un modus operandi in cui entra in gioco non solo il fatto in sé ma anche la sensibilità di chi è preposto ad interpretarne la gravità. Per dirla con Platone si tratta di una gerarchia delle idee-valori spirituali e materiali che mette in gioco le nostre sensibilità nel profondo come può essere, ad esempio, un amore sacro ed uno profano. Sono identità divisive, dicotomiche, tra l’eguale e il disuguale che non si escludono a vicenda ma che possono essere complementari. C’è, semmai, da ricercare un punto di sintesi.
Questa premessa si cala in molti casi della vita e ci obbligano, sovente, a scelte dolorose ed anche contra legem e che, per l’appunto, Sofocle le definisce dei “crimini sacri”.
Oggi se richiamo questi aspetti lo devo al fatto che i media tendono a trascurarli in alcuni casi o in altri ad enfatizzarli sino ad offrici una visione distorta dell’evento e a dare dei soggetti coinvolti un’immagine di sé deprivata dalle ragioni profonde che possono averle determinate o per contro attribuirne un’enfasi fuori luogo. Occorre, invece, che il cronista o si limita alla sola arida narrazione dei fatti o, se intende commentarli, di dotarli di maggiori elementi di valutazione per consentire a chi legge o vede, attraverso il piccolo schermo, di farsi un’idea influenzata dalle opinioni del reporter.
E’ che in molti di noi l’idea che si possa violentare, uccidere, seviziare un nostro simile per motivi futili o per passioni violente da tempo covate o per un raptus, ci lascia profondamente colpiti tanto che vorremmo essere nei pensieri del criminale per capire cosa ha originato questo scatenamento di aggressività e se è possibile esorcizzarle preventivamente. In altri termini è colpa del sistema di vita che abbiamo instaurato o deriva da una malformazione genetica dove i valori sono rovesciati e non si riesce più a distinguere il bene dal male? (Riccardo Alfonso)

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Van Gogh e il Giappone

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 luglio 2019

I prossimi 16, 17, 18 settembre (elenco sale a breve su http://www.nexodigital.it) la nuova stagione della Grande Arte al Cinema di Nexo Digital. Diretto da David Bickerstaff, il docufilm propone un viaggio tra le bellezze della Provenza, l’enigma del Giappone e le sale della mostra ospitata nel 2018 al Van Gogh Museum di Amsterdam.Grazie alle lettere dell’artista e alle testimonianze dei suoi contemporanei, questo commovente docufilm rivela l’affascinante storia del profondo, intenso legame tra Van Gogh e l’arte giapponese e il ruolo che l’arte di questo paese, mai visitato dall’artista, ebbe sul suo lavoro. Oltre a indagare la tendenza del japonisme, Van Gogh e il Giappone ci guiderà attraverso l’arte del calligrafo Tomoko Kawao e dell’artista performativo Tatsumi Orimoto per comprendere appieno lo spirito e le caratteristiche dell’arte del Sol Levante. Quando il periodo Edo terminò, nel 1868, e il Giappone si aprì all’Occidente, Parigi venne infatti inondata di tutto ciò che era giapponese sotto forma di oggetti decorativi e stampe colorate impresse con matrici di legno chiamate ‘ukiyo-e’ (letteralmente “immagini del mondo fluttuante”). Van Gogh rimase affascinato da tutti gli elementi di questa straordinaria cultura visiva e dal modo in cui potevano essere adattati alla ricerca di un nuovo modo di vedere. Lesse le descrizioni del Giappone, acquistò stampe per tappezzare la sua stanza e studiò attentamente le opere giapponesi soffermandosi sulle figure femminili nei giardini o sui bagnasciuga, su fiori, alberi e rami contorti: apprezzava di quei lavori linee e purezza compositiva tanto da farne una fonte d’ispirazione imprescindibile per la sua pittura.Nel 1888, del resto, Parigi era diventata per Vincent una città troppo frenetica. Per questo il pittore decise di partire per il sud della Francia, alla ricerca di nuovi spunti e di una vita a più stretto contatto con la natura. In Provenza, Van Gogh scoprì un paesaggio magnifico, una luce potente, una popolazione dai costumi tradizionali e per certi versi “esotici”, capaci di dialogare con la sua visione idealizzata del Giappone e con il suo “sogno” giapponese. Quelli che seguirono furono per lui anni prolifici, ma anche estremamente travagliati, che diedero linfa vitale ad alcune delle opere più iconiche della sua intera produzione, come I Girasoli e i suoi celebri ritratti.
Spiega il regista David Bickerstaff: “La cosa stupefacente nel lavorare a un film su Van Gogh è la ricchezza delle intuizioni che emergono dalle sue lettere o anche solo osservando da vicino le sue opere. Pensi di conoscerle, perché sono famosissime, ma ogni “visione” rivela qualcosa di nuovo. L’intensità del sentire di Van Gogh mentre lotta con la sua arte è messa a nudo con ogni segno che marca sulle tele. È la ricerca di una semplicità potente che ha attratto Vincent van Gogh verso l’arte del Giappone”.

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Il futuro della salute attraverso l’utilizzo della tecnologia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 luglio 2019

In un Paese dove l’aspettativa di vita è la seconda al mondo e in cui il Sistema Sanitario è alle prese con la gestione delle cronicità legate all’invecchiamento della popolazione, il futuro della salute rappresenta una delle sfide più importanti. E proprio sul futuro della salute è incentrata quest’anno la ricerca condotta dalla società Kantar Health per il Gruppo STADA, rappresentato in Italia da EG S.p.A. e Crinos S.p.A., uno dei primi 10 gruppi del mercato farmaceutico “retail” (fonte: dati IQVIA).
Secondo i dati della ricerca, il 58% dei 2.000 italiani intervistati si dice ottimista sul futuro della salute, ritenendo che il progresso scientifico permetterà di curare molte più patologie nei prossimi anni. Una visione positiva che è propria degli italiani che hanno un livello sociale e di istruzione più elevato, mentre il 20% mostra pessimismo, citando soprattutto le condizioni sociali e i problemi ambientali.Nonostante la scelta di Dr Google (44%) come fonte informativa su tematiche di salute, il 71% degli italiani continua a riconoscere il medico o il farmacista come referenti principali per parlare di salute.
Ai primi sintomi di malessere o di malattia non grave, circa un terzo degli intervistati (32%) si consulta con il farmacista, un dato ben superiore rispetto al 19% del resto d’Europa, mentre un altro terzo ha già le idee chiare su quale trattamento scegliere. Il farmacista si conferma anche il riferimento primario per il 58% degli intervistati in caso di acquisto di un nuovo medicinale: una dimostrazione questa dell’importanza che gli italiani attribuiscono all’aspetto consulenziale, che rappresenta una delle ragioni che porta gli italiani a preferire l’acquisto in farmacia (il 78% degli intervistati), ricorrendo in misura limitata alle proposte on line.In generale gli italiani continuano ad avere fiducia nella medicina convenzionale (66%), affidandosi al consulto con il medico o recandosi in ospedale. Ben due terzi affermano, infatti, come sia particolarmente importante la spiegazione dettagliata e approfondita che il medico può dare durante la visita.La relazione medico-paziente potrebbe però essere rivoluzionata dalla tecnologia: la metà degli intervistati afferma di poter valutare la possibilità di essere curato via webcam dal medico (per una malattia minore), soprattutto i più giovani. Una conferma in tale direzione arriva dal numero significativo di italiani (66%) che sarebbero disponibili a farsi operare con l’ausilio della chirurgia robotica e qui al contrario stupisce che il dato sia più elevato fra le persone più anziane.
In materia di prevenzione c’è molta sensibilità e attenzione: infatti circa la metà degli italiani intervistati afferma di sottoporsi ai test di screening per i tumori del seno, della pelle, del colon o della prostata e la maggioranza cerca di condurre uno stile di vita sano praticando esercizio fisico (51%) e cercando di seguire una dieta nutrizionalmente corretta (61%). Un dato confermato dal fatto che ben il 58% per cento (le donne soprattutto) affermano di aver paura di invecchiare. Gli italiani, inoltre, si dimostrano i più attenti in Europa alla qualità dei cibi, tanto che il 79% cucina pasti freschi ogni giorno.Tra le principali preoccupazioni degli italiani vi è infine l’aumento degli episodi di “burn out”, ovvero lo stato di esaurimento e di logoramento da lavoro che sempre di più caratterizza i paesi occidentali, e il 25% afferma di aver avuto un esaurimento o di essersi sentito molto prossimo a questo stadio.

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Telecomunicazioni: “Un’enorme opportunità”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 luglio 2019

A cura di Roger Wilkinson, Analista azionario senior, azioni britanniche ed europee di Columbia Threadneedle Investments. Il settore europeo delle telecomunicazioni presenta un consistente indebitamento netto, pari in media a più del triplo degli utili al lordo di interessi, imposte, deprezzamenti e ammortamenti (EBITDA). Con una crescita dei ricavi prossima allo zero e significativi progetti d’investimento all’orizzonte, riteniamo improbabile che i livelli di debito delle società europee di telecomunicazioni subiscano un calo, anche modesto.Non stupisce quindi la cautela, del tutto giustificata, esercitata dai nostri analisti di ricerca nei confronti del settore. Negli ultimi tre anni, la performance del settore è stata deludente e lo Stoxx Europe 600 Telecommunications ha ceduto quasi un quarto del suo valore (al 10 maggio 2019).Questo non significa che non sia possibile realizzare guadagni in quest’area; al contrario.La domanda di dati wireless, alimentata in particolare dai social media e dallo streaming di video, è innegabilmente vigorosa e in rapida crescita. Prevediamo che la crescita continui con il lancio delle reti 5G, che accorceranno ulteriormente i tempi di download e di latenza (ritardi di minore entità), uno sviluppo questo particolarmente interessante per il crescente numero di giocatori online.Un problema arduo da risolvere per gli operatori mobili è come monetizzare questa forte domanda. In Europa, l’eccessiva competizione tra le reti wireless ha posto un freno al potere di prezzo degli operatori.
Per contro, le società che possiedono e gestiscono le antenne/torri dotate delle attrezzature necessarie per trasmettere il traffico dati si sono contraddistinte mostrando una crescita dei ricavi e degli utili decisamente superiore a quella degli operatori mobili. Il gestore spagnolo di infrastrutture Cellnex (18,6x) e Inwit, tower operator di Telecom Italia quotato in borsa (21,99x), sono attualmente scambiati a più del triplo delle valutazioni di importanti operatori di reti mobili europei come Vodafone.
Negli Stati Uniti, gli operatori mobili hanno cominciato a cedere le divisioni torri una ventina di anni fa, ma in Europa molti operatori continuano a possedere molte delle antenne telefoniche usate per il loro traffico dati.
Vodafone sta valutando la possibilità di aggregare le sue torri in Italia con quelle di Inwit, menzionando la possibile vendita di CTIL, la joint venture di antenne telefoniche posseduta con la rivale O2 nel Regno Unito. Altri operatori mobili europei sembrano intenzionati a seguire tale esempio: in Francia, il gruppo di telecomunicazioni Iliad ha di recente acconsentito a vendere a Cellnex quasi 6000 torri in Francia e 2000 torri in Italia.Gli incentivi finanziari per gli operatori mobili possono essere molto appetibili. Vodafone potrebbe condividere 11.000 antenne con Inwit, una mossa che, stando ai nostri calcoli, potrebbe fruttarle EUR 2 miliardi in liquidità e una partecipazione del 30% in una società del valore di EUR 10 miliardi. Analoghe operazioni potrebbero essere perfezionate in Europa, soprattutto in Spagna e in Germania.
Pur essendo più ottimisti del mercato nei confronti della potenziale condivisione di torri di Vodafone, la persistente debolezza delle attività della società nel settore mobile europeo, soprattutto in Spagna e in Italia, mi tengono al momento alla larga da questo titolo. Opportunità come queste in ambito azionario alimentano la grande fiducia che riponiamo nella gestione attiva, che consente ai gestori di selezionare personalmente le azioni nei loro portafogli, avvalendosi di analisi settoriali e dei singoli titoli condotte da esperti.

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Nasce il primo rating “FinTech” per le PMI europee certificato a livello globale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 luglio 2019

Ai nastri di partenza il primo rating “FinTech” certificato a livello globale e dedicato alle PMI europee che nasce dalla partnership fra modefinance, la prima agenzia di rating FinTech d’Europa (certificata CRA e ECAI da ESMA nel 2015), e Wiserfunding, fintech londinese specializzata nella valutazione del rischio di credito delle piccole e medie imprese, fondata dal Professor Edward Altman, inventore, nel 1968, del modello Z-score, il primo modello per la valutazione del rischio di credito, e massimo esperto mondiale sulla modellizzazione del rischio delle PMI. Dall’unione delle due metodologie di analisi (quella tradizionale unita all’approccio FinTech basato su artificial intelligence e Big Data analysis) nasce il primo rating capace di valutare in modo innovativo circa 25 milioni di PMI in tutta Europa (sia società non quotate sia quotate). L’utilizzo dei Big Data e la loro integrazione con dati privati e con le considerazioni del team di analisti relative a fattori non valutabili quantitativamente permette di sviluppare modelli altamente predittivi e affidabili in grado di individuare potenziali fattori di rischio con oltre 24 mesi di anticipo.Questo nuovo strumento permetterà, per la prima volta, a un target così ampio di PMI europee di avere un rating certificato su scala globale, indipendente e tempestivo (i rating tradizionali esistenti valutano circa 1,5 milioni di società per singolo paese e, ad oggi, non esisteva un rating dedicato alle PMI su scala europea) proprio perché realizzato con un mix vincente di analisi tradizionale e approccio FinTech. L’automatizzazione dei processi di analisi che ne deriva e la scalabilità delle informazioni rendono, quindi, fruibili e trasparenti in tempi nettamente inferiori i processi di valutazione del merito di credito di una PMI.
Secondo un recente rapporto di Unimpresa, in Italia, nel 2018, i prestiti alle PMI si sono ridotti del 5% rispetto all’anno precedente. La restrizione del credito bancario ha colpito con forza i 141 distretti industriali presenti nel territorio italiano che costituiscono circa un quarto del sistema produttivo del nostro Paese. Nel periodo compreso tra il 2010 e il 2017, i finanziamenti alle imprese dei distretti italiani si sono ridotti complessivamente di 57 miliardi. Inoltre, la normativa Basilea 3 prevede che una Banca, per emettere un finanziamento a una azienda priva di rating, debba accantonare a riserva molto più capitale rispetto ad un finanziamento erogato nei confronti di una società con un rating ufficiale. È ragionevole quindi aspettarsi un ulteriore aumento del costo del credito bancario alla luce delle nuove regole. Le Banche che utilizzano il metodo AIRB saranno tenute a fissare un limite minimo (cosiddetto output floor) al di sotto del quale il loro capitale regolamentare non potrà scendere. Per agevolare la ripresa di finanziamenti verso le PMI (segmento meno fornito di rating esterni) e ridurre l’impatto dell’output floor, sarà dunque fondamentale che gli istituti finanziari si dotino di sistemi esterni, credibili ed efficaci, per la stima del rating su PMI.
È evidente, quindi, come questo nuovo strumento risponda in modo efficace a una palese esigenza di sostegno alle imprese di piccole dimensioni nel mercato europeo e ancor di più in quello italiano: per un istituto finanziario poter avere a disposizione un rating così innovativo, immediato e democratico per la valutazione del rischio di credito di una PMI rappresenta una svolta importante che potrebbe agevolare la riapertura delle linee di credito a favore delle imprese di più piccola dimensione maggiormente virtuose. L’obiettivo è inoltre duplice: permettere alle PMI di comprendere il loro profilo di rischio (e come analizzarlo in ottica di costante miglioramento) ed aiutare i soggetti interessati a offrire credito alle imprese più piccole (piattaforme di factoring e lending, banche tradizionali, ecc.), a ridurre costi e requisiti di capitale, in ottemperanza alle più avanzate regolamentazioni esistenti.

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Economia globale e tensioni sulla crescita

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 luglio 2019

Di Adrien Pichoud, Chief Economist e Head of Multi-Asset di SYZ Asset Management. Perturbando l’esistente catena di approvvigionamento mondiale, con l’imprevisto aumento dei costi di produzione per le industrie, e, cosa più importante, creando profonde incertezze riguardanti il contesto economico futuro, le sanzioni commerciali e i dazi sono stati un grosso ostacolo per gli investimenti societari e l’attività industriale. Data la recente escalation delle tensioni tra Stati Uniti e Cina, nonché la possibilità dell’applicazione di dazi sulle esportazioni messicane da parte degli USA, è improbabile che lo scenario commerciale e di crescita avverso migliori nel breve periodo.
Stati Uniti
• Il dissiparsi dell’effetto delle misure di stimolo fiscale pesa sull’attività interna. Il FMI ha recentemente rivisto al ribasso le stime di crescita per l’anno in corso al 2,3%, e all’1,9% per il 2020. Dopo un primo trimestre sorprendentemente solido, i diversi indicatori in tempo reale della crescita del PIL evidenziano un’espansione più debole per il secondo trimestre, con una crescita su base annua compresa tra l’1% e l’1,5%. Oltre alle tensioni commerciali, anche la politica fiscale interna sta avendo un impatto meno positivo sulla crescita. L’impeto fornito dal Tax Cuts and Jobs Act ha sostenuto la crescita del PIL lo scorso anno, ma l’impatto è svanito nel tempo. Difficilmente l’economia statunitense potrà accelerare senza ulteriori misure di stimolo fiscale e un ampliamento del deficit pubblico.
• Debolezza del settore industriale
La produzione industriale statunitense è in calo dell’1,2% rispetto all’inizio dell’anno e la creazione di posti di lavoro nel settore è sostanzialmente cessata. I nuovi ordini all’esportazione hanno smesso di aumentare, penalizzati dal rallentamento mondiale della crescita, degli investimenti, dei consumi e degli scambi commerciali. La flessione nel 2018 della serie di investimenti sostenuti dal taglio delle tasse e una domanda più debole sono risultati in un rallentamento della spesa in conto capitale. Quanto più durerà questa “bolla d’aria”, tanto più rischia di aver un impatto su tutta l’economia statunitense, in particolare se influisce sulla fiducia delle imprese e delle famiglie. Gli sviluppi dei negoziati con la Cina saranno fondamentali per il sentiment. Nel frattempo, intrattenere la prospettiva di un allentamento monetario è un modo per la Fed di sostenere la fiducia.
Europa
• Tassi – I tassi tedeschi ritornano in territorio negativo – al di sotto dei tassi giapponesi L’economia europea storicamente registra una convergenza strutturale verso uno scenario simile a quello giapponese. Sia la BCE che la BoJ hanno portato i tassi di riferimento a breve termine in territorio negativo nel 2016. Nel 2017 però, l’eurozona ha registrato una breve ma intensa accelerazione della crescita, che ha portato a una temporanea revisione al rialzo delle aspettative relative ai tassi, all’annuncio della normalizzazione monetaria e tassi dei bond a lungo termine ritornati ad aumentare. In Giappone invece, gli interventi della BoJ e il ridotto margine di una ripresa dell’inflazione e della crescita nominale hanno mantenuto i tassi dei titoli di Stato a lungo termine ancorati attorno allo zero. Dallo scorso anno però, la realtà ha iniziato a prevalere e i tassi in euro hanno ripreso a convergere verso i livelli giapponesi, accompagnati dalla crescita del PIL, dall’inflazione e dalla politica monetaria. A maggio i rendimenti del decennale tedesco sono scesi al di sotto di quelli del JGB decennale.
• Theresa May: atto finale Dopo un altro tentativo fallito di interrompere la fase di stallo della Brexit, negli ultimi giorni di maggio il primo ministro Theresa May ha deciso di dimettersi. Le probabilità di un mancato accordo sono ricomparse e la May sarà probabilmente sostituita da un “brexiteer”. Il tempo passa e restano solo sei mesi per risolvere la situazione. A farne le spese è stata soprattutto la sterlina, scesa a 1,26 nei confronti del dollaro. Nonostante un contesto caratterizzato da una crescita robusta, una banca centrale non accomodante e miglioramenti nei deficit gemelli, la sterlina continua a subire l’impatto della saga della Brexit.
Cina
• La crescita debole spinge a ricorrere a un ulteriore allentamento monetario. A maggio l’indice PMI manifatturiero della Cina ha registrato una contrazione, dal 50,1 al 49,4. La ragione del rallentamento è stata principalmente la debolezza della domanda globale, con nuovi ordini e nuovi ordini all’esportazione in diminuzione. La maggior parte degli indicatori (investimenti obbligazionari, produzione industriale e vendite al dettaglio) sono in calo e sono scesi al di sotto delle aspettative nel corso degli ultimi due mesi. Solo le vendite al dettaglio hanno registrato una ripresa a maggio, in parte per effetto delle vacanze. A meno di un rapido allentamento delle tensioni commerciali, le autorità cinesi potrebbero essere costrette ad adottare una politica monetaria e fiscale ancor più accomodante per sostenere la crescita.
• Materie prime – Il petrolio crolla sulla scia di una crescita potenzialmente più bassa. Dopo un rally costante quest’anno, a maggio i prezzi del petrolio hanno fatto segnare il primo mese negativo. Le crescenti tensioni tra Stati Uniti e Iran e il netto calo delle esportazioni di petrolio iraniane, in seguito alla decisione degli USA di non rinnovare le esenzioni, non hanno fatto altro che acuire i timori per la crescita mondiale che hanno penalizzato i prezzi dell’energia. L’indice PMI manifatturiero mondiale ha continuato a scendere in seguito all’ulteriore escalation della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina. Il prezzo del greggio è stato inoltre penalizzato dalle pubblicazioni di dati elevati relativi alle scorte di petrolio statunitensi.
• Cambi – Lo yen giapponese e il franco svizzero ritrovano la loro qualifica di bene rifugio Il trend rialzista degli attivi rischiosi, cominciato all’inizio del 2019, ha invertito la tendenza in seguito al ritorno sotto i riflettori della guerra commerciale, con la maggior parte dei mercati azionari e tutti i settori che hanno chiuso il mese di maggio in territorio negativo. D’altro canto, l’orientamento accomodante delle banche centrali ha contribuito al rally degli attivi non rischiosi come i titoli di Stato, l’oro e le valute come il franco svizzero e lo yen giapponese. Queste valute hanno ritrovato la loro qualifica di bene rifugio, guadagnando rispettivamente l’1,8% e il 2,9% nei confronti del dollaro USA in un contesto caratterizzato da mercati dei cambi poco volatili. In uno scenario in cui i mercati stanno scontando i tagli dei tassi d’interesse negli Stati Uniti e gli interrogativi su un indebolimento della crescita mondiale stanno facendo aumentare le probabilità di una potenziale recessione, le valute considerate beni rifugio potrebbero continuare a brillare
• Azioni – Sottoperformance dei settori europei dell’automotive e bancario Il famoso detto “vendi a maggio e scappa”, secondo il quale il mese di maggio sarebbe un mese nefasto per i mercati finanziari, si è rivelato vero per i mercati azionari, in particolare per i settori ciclici europei e per quelli sensibili ai tassi d’interesse come l’automotive e quello bancario. L’indice STOXX Europe 600 ha chiuso il mese di maggio al -5,7%, mentre i settori dell’automotive e bancario hanno perso rispettivamente il 13,7% e l’11,6%. Il settore automobilistico europeo non è rimasto immune al riemergere delle tensioni commerciali. Inoltre, anche le banche europee sono state sotto pressione, in seguito al taglio dei tassi d’interesse in Europa, con il Bund tedesco e le OAT francesi decennali che hanno perso rispettivamente 23 e 16 punti base.
• Le incertezze politiche rendono volatile il mercato Il tweet di Trump di inizio anno riguardante l’incremento dei dazi doganali nei confronti della Cina ha amplificato i timori di una continua stagnazione della crescita. Per ora le tensioni hanno riguardato essenzialmente gli Stati Uniti e la Cina, ma nei prossimi mesi le ritorsioni potrebbero estendersi ad altri beni, servizi o aree geografiche. Di conseguenza, i mercati hanno perso terreno, con l’indice MSCI World in valuta locale che ha ceduto il 6%, mentre il VIX è salito dal 13 al 19 sulla scia di questo mix tossico di crescita deludente e incertezze generate dalla guerra commerciale.

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Campidoglio: riapre il passaggio pubblico del Teatro di Marcello

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 luglio 2019

Roma. Dopo 3 mesi di lavori, riapre al pubblico il percorso pedonale ad ingresso libero del Teatro di Marcello, che mette in collegamento via Montanara con il Portico d’Ottavia. L’intervento di messa in sicurezza è stato promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.Nell’Area archeologica del Teatro di Marcello è stato realizzato, infatti, un nuovo percorso pedonale per consentire un transito più agevole e sicuro alle migliaia di visitatori e cittadini che da anni accedono all’area e la usano anche come attraversamento tra via Montanara e il Portico d’Ottavia. Il passaggio – costituito da un massetto in malta di calce e pozzolana ed isolato dal terreno sottostante tramite uno strato di “tessuto non tessuto”, per non interferire con le preesistenze archeologiche – è ora definito da nuovi margini, costituiti da paletti dissuasori e catenelle in metallo, che ridisegnano l’accessibilità all’area valorizzando l’esperienza della visita archeologica. Infatti, la nuova delimitazione degli spazi configurata dalla nuova recinzione permette di avvicinarsi maggiormente al Teatro per ammirare la maestosità dell’architettura romana, fino al limitare dei fornici. I lavori sono stati realizzati dall’Impresa C.L.C.&.C SRL, aggiudicataria della gara d’appalto, per un importo complessivo di € 101.393,49, sotto la Direzione Tecnico-Scientifica della Sovrintendenza Capitolina.

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Workshop “Le Camere di Commercio per la promozione del turismo”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 luglio 2019

Roma Venerdì 19 luglio alle ore 9.00 si svolgerà presso la Sala del Consiglio della Camera di Commercio di Roma l’iniziativa si inserisce nell’ambito del progetto Fondo di Perequazione “La valorizzazione del patrimonio culturale e del turismo” promosso da Unioncamere.Nel corso dell’evento saranno presentate e premiate le imprese che hanno risposto alla Call promossa da Unioncamere Lazio “Le avanguardie del Turismo nel Lazio”. Si tratta di imprese che si sono maggiormente distinte per attività di tipo innovativo, che abbiano apportato benefici sia al territorio che all’impresa stessa, tali da poter essere considerate best practice di avanguardia replicabile per lo sviluppo economico locale.

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Roma: a settembre licei e istituti tecnici senza banchi e sedie

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 luglio 2019

“Leggiamo con sgomento le dichiarazioni del presidente dell’associazione presidi del Lazio, il quale sottolinea che per mancanza nel bilancio provinciale di Roma di una voce specifica relativa agli arredi scolastici, molti lice, istituti tecnici e professionali a settembre riapriranno senza sedie, banchi e attaccapanni. Riteniamo che questa mancanza leda fortemente la dignità dei giovani studenti e della scuola intesa come vera e propria istituzione del nostro paese, siamo stufi di dover assistere alla costante rinuncia di ammodernamento dei nostri istituti scolastici per provvedere all’acquisto di elementi di arredo che dovrebbero rappresentare la base della base. La Raggi, anche nei panni di presidente dell’Area Metropolitana di Roma Capitale, dimostra la propria inadeguatezza anche su questo fronte, pertanto insieme al gruppo consiliare della Lega nell’Area Metropolitana di Roma Capitale avvieremo da settembre un dossier per la raccolta di segnalazioni e di criticità presenti nelle nostre scuole, al fine di ottenere il prima possibile nuove risorse per l’acquisto degli arredi richiesti dai vari istituti di Roma e Provincia” Così in una nota Marco Pietrandrea Coordinatore Lega Giovani Regione Lazio, Daniele Catalano Coordinatore Lega Giovani Roma e Giorgia Gonnelli Delegata Scuola Lega Giovani Regione Lazio

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Scuola: Concorsi inutili

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 luglio 2019

A poco serviranno le proroghe per non far decadere le graduatorie triennali: per colpa di regole sbagliate sul reclutamento, si procede, infatti, all’immissione in ruolo di poche centinaia di docenti l’anno, pur in presenza di diverse migliaia di posti vacanti e disponibili. Nel territorio campano, le procedure concorsuali per complessivi 17.299 posti nella scuola primaria, indicate nel decreto Miur del 23 febbraio 2016, procedono con una lentezza disarmante: dei 1.604 candidati vincitori più il 10% previsto, quindi dei 1.765 canditati collocati nella graduatoria di merito del 16 giugno 2017, a tutt’oggi ne risultano immessi in ruolo solo 413. Marcello Pacifico, presidente Anief: “Di questo passo, non si completeranno di certo le assunzioni di tutti coloro che dopo avere investito nel concorso, vincendolo, si ritrovano oggi ancora incredibilmente fuori dai giochi, pur in presenza di tante cattedre senza titolare. Nemmeno le proroghe, introdotte dal Governo per ‘calmare gli animi’, non serviranno per assicurare il ruolo a tutti. È una situazione incresciosa che si registra in Campania, in Sicilia e in diverse altre regioni e province italiane. Ecco perché secondo Anief bisogna immediatamente ricorrere al giudice del lavoro, in modo da ottenere l’assunzione a tempo indeterminato”. Più si scava e più scoprono le nefandezze della macchina di reclutamento del Miur: con 150 mila posti vacanti, due cattedre su tre destinate alle immissioni in ruolo che anche quest’anno andranno deserte e le regioni già in allarme perché decine di migliaia di posti andranno a precari senza esperienza, dal Miur ci si permette il lusso di non assumere nemmeno i vincitori ed idonei de concorsi pubblici. Anief lo aveva denunciato qualche mese fa, rendendo pubblici i numeri della Sicilia, dove oltre 500 docenti vincitori del concorso a cattedra, dopo essersi abilitati all’insegnamento e aver superato più prove concorsuali, non sono mai stati immessi in ruolo. Ed ora rischiano di ritrovarsi con un pugno di mosche in mano, a seguito del decadimento della graduatoria di merito. La stessa disavventura kafkiana si sta verificando in Campania, dove, sempre a seguito delle procedure concorsuali per complessivi 17.299 posti nella scuola primaria, indicate nel decreto Miur del 23 febbraio 2016, dei 1.604 candidati vincitori più il 10% previsto, quindi dei 1.765 canditati collocati nella graduatoria di merito del 16 giugno 2017, a tutt’oggi ne risultano immessi in ruolo appena 413. E siccome dalle stime dei sindacati locali sembrerebbe che anche le prossime assunzioni a tempo indeterminato non portino più di 200 immissioni in ruolo – anche per via del decreto legislativo 59/2017, conseguente alla Legge 107/2015, che, nel regolare le immissioni in ruolo dei vincitori del nuovo concorso a cattedra e ai precari attualmente non abilitati ha introdotto delle percentuali decrescenti di assegnazione dei posti vacanti, fino ad appena il 20% – ne consegue che dal prossimo mese di settembre rimarranno nelle graduatorie di merito campane ancora 1.100 vincitori di concorso.

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Istruzione: Gap competenze studenti Nord-Sud

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 luglio 2019

Il divario formativo Nord-Sud e la dispersione scolastica concentrata negli istituti del Meridione esistono da 40 anni: se si eccettua un leggero incremento di competenze al termine della scuola primaria, l’autonomia degli istituti, prodotta negli anni Novanta e sancita con il D.P.R. n. 275/1999, non ha migliorato questo processo. Lo scrive oggi la rivista Tuttoscuola, attraverso un focus su quella regionalizzazione che oggi il Governo, su forte spinta della Lega, cerca di far diventare legge dello Stato, dopo che per oltre settant’anni se ne parla senza arrivare a soluzione per via dei profili di incostituzionalità e di discriminazione che un provvedimento di questo genere potrebbe contenere. Marcello Pacifico (Anief): “Come potranno fare le regioni già oggi con minori risorse, servizi e strutture a trovare la forza, organizzativa e finanziaria, per allinearsi a quelle notoriamente più avanti da quando esiste la scuola pubblica in Italia? Chi spinge per l’autonomia differenziata deve rispondere con chiarezza a questa domanda, prima di dire che il Sud non perderà nulla rispetto all’attuale struttura formativa. Fino a quando non si chiarirà questo aspetto, noi rimaniamo del nostro parere, convinti che rivedere i parametri dei fondi assegnati dallo Stato e la loro redistribuzione tra le aree del Paese, affosserà di sicuro chi oggi è in ritardo. Il principio vale per la scuola, ma anche per la sanità e altri servizi che passerebbero alle regioni. Siamo davanti ad un pericolosissimo progetto di secessione mascherata che punta a disgregare l’unità d’Italia”. “Se vuoi istruirti, nasci al Nord. Potrebbe essere il titolo di copertina del Rapporto Invalsi sull’esito delle prove nazionali di quest’anno, presentato alla Camera lo scorso 10 luglio 2019. E invece era la conclusione cui era giunto il pedagogista Aldo Visalberghi già nell’aprile 1987 in un articolo pubblicato sul mensile ‘Il Regno di Napoli’ (titolo completo: ‘La scuola senza qualità. Se vuoi istruirti, nasci al Nord’), articolo che quantificava nel 25% il divario tra Nord e Sud per quanto riguarda le competenze (si direbbe oggi) in Italiano e Matematica-Scienze già a conclusione della scuola elementare e della scuola media, in aumento fino al 32-39% a conclusione degli studi secondari superiori”. A scriverlo è oggi Tuttoscuola.
È assodato che al Sud, dove di sicuro uno studente su tre iscritto al primo anno delle superiori non arriverà mai alla maturità, il ritardo sia notevole: c’è un abisso. “In terza media, per esempio, il 35% degli alunni non è in grado di comprendere un testo in italiano, ma in Calabria la percentuale sale al 50%. In inglese la quota di studenti che non arriva al livello prescritto (A2) è del 30% nel Nord Ovest, del 25% nel Nord Est, del 35% nel Centro, del 54% nel Sud e del 61% nel Sud e Isole. Nelle superiori se gli alunni deboli in italiano sono il 30% in media, in Calabria e Sardegna raggiungono il 45%. In Matematica il quadro peggiora”. Per concludere, in Italia, ci ritroviamo “una scuola non solo “colabrodo”, come un dossier di Tuttoscuola l’ha definita qualche mese fa per gli alti tassi di dispersione e gli sprechi che la caratterizzano, ma iniqua e penalizzante per il Sud, come Visalberghi denunciava già quarant’anni fa. Il problema era noto. Ci si deve chiedere perché le politiche scolastiche succedutesi in questi decenni con diverse parole d’ordine (partecipazione, qualità, autonomia, competenze) non abbiano saputo affrontarlo”.

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Il Sistema PCHS dimezza le infezioni ospedaliere e riduce i costi correlati del 75%

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 luglio 2019

La diffusione dell’antibiotico-resistenza negli ospedali può essere limitata da metodi igienico-sanitari, capaci di rimodulare il microbiota ospedaliero, portando a minori consumi e costi di antimicrobici. Questo è quanto dimostrato da un recente studio pubblicato su Infection and Drug Resistance, cui hanno collaborato l’Università Bocconi (per la parte relativa ai costi), l’Università di Ferrara e l’Università di Udine.
In particolare, lo studio condotto in cinque ospedali italiani che utilizzano il Sistema PCHS – il metodo di sanificazione a base microbica messo a punto da COPMA – coordinato dal centro di ricerca CIAS dell’Università di Ferrara (www.cias-ferrara.it), ha evidenziato una riduzione del 52% delle infezioni correlate all’assistenza (una tipologia di infezione che tende a mostrare una maggiore resistenza agli antibiotici rispetto alle infezioni contratte altrove), una riduzione del 60,3% del consumo di farmaci associati e una riduzione del 75,4% dei relativi costi. I reparti di Medicina interna degli ospedali che hanno fatto parte dello studio sono stati osservati per sei mesi mentre utilizzavano il metodo di sanificazione tradizionale, basato su sostanze chimiche tradizionali e, poi, per altri sei mesi mentre utilizzavano il Sistema PCHS, la metodologia di sanificazione che utilizza detergenti a base microbica, ecologicamente sostenibili, contenenti spore di tre specie di Bacillus. Lo studio ha coinvolto 12.000 pazienti e ha comportato l’analisi di oltre 30.000 campioni ambientali provenienti da superfici ospedaliere.Il sistema di sanificazione PCHS è stato associato ad una diminuzione media dell’83% dei patogeni rilevati sulle superfici ospedaliere e ad una significativa riduzione (70-99,9%) dei geni resistenti agli antibiotici. Nel caso dello Staphylococcus aureus (lo Staphylococcus spp. rappresentava fino al 90% del microbiota rilevato sulle superfici e lo Staphylococcus aureus, in particolare, svolge un ruolo importante nelle infezioni ospedaliere), gli isolati della fase post-intervento erano il 63,9-93,5% meno resistenti agli antibiotici, a seconda del tipo di antibiotico, e quelli resistenti a tre o più antibiotici sono diminuiti del 72,4%.Il numero di infezioni associate all’assistenza sanitaria è diminuito del 52% – come evidenziato anche con la ricerca SAN ICA pubblicata sulla rivista PLoS ONE 13(7): e0199616 – e il costo per episodio di infezione ospedaliera è diminuito del 45,6%, con le suddette riduzioni del 60,3% nel consumo di farmaci associati e del 75,4% nei costi correlati.

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