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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Tagli contributo Fus al teatro di Roma

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 luglio 2019

Il Teatro di Roma – Teatro Nazionale subisce un taglio di oltre 120mila euro nell’assegnazione dei contributi del FUS per l’anno 2019, notificati in data 12 luglio c.a. dalla Direzione Generale dello Spettacolo dal Vivo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.L’applicazione dell’attuale sistema di riparto dei trasferimenti statali assegna al Teatro di Roma un contributo di € 1.792.792, registrando una decurtazione di € 122.162 rispetto all’anno precedente. Così iI Teatro di Roma, nella categoria dei teatri nazionali, è risultato tra i più penalizzati con un taglio del 6,4% che va ad aggiungersi al precedente taglio di €31.000 subito nel 2018: in soli due anni il contributo si è pertanto ridotto da €1.945.000 a €1.792.792.Nonostante una valutazione complessiva che colloca il Teatro di Roma al terzo posto tra i Teatri Nazionali con 86,01 punti su 100, i criteri di riparto dei fondi FUS hanno decretato la riduzione delle risorse proprio in un momento nel quale si è impegnati nel rinnovamento delle storiche sale gestite (Argentina e India) e nel rilancio delle sale periferiche della capitale (i c.d. Teatri in Comune: Torlonia, Lido di Ostia, Silvano Toti Globe Theatre), affidate al Teatro di Roma dall’amministrazione capitolina circa due anni fa.È amara la constatazione del presidente Emanuele Bevilacqua, del direttore Giorgio Barberio Corsetti e della consulente artistica per Teatro India Francesca Corona, che denunciano il meccanismo perverso della ripartizione delle risorse del FUS: un riparto dei finanziamenti che dovrebbe riconoscere l’eccellenza qualitativa e quantitativa, incentivando il confronto e la cooperazione tra i Teatri Nazionali sul criterio meritocratico, ma che, al contrario, genera logiche competitive basate su valutazioni alterate, tanto da vedere attribuito a soggetti con punteggi inferiori un aumento dei contributi. Se da una parte il sistema richiede di incentivare sinergie produttive e di collaborazione tra Teatri Nazionali, dall’altra parte produce un meccanismo competitivo palesemente inefficace e distorto. I difetti del meccanismo sono stati più volte segnalati al Ministero che pur riconoscendo i chiari limiti del sistema non vi ha messo mano fino ad ora.Questo ennesimo taglio pesa sul Teatro di Roma che di fatto si colloca al centro del panorama teatrale nazionale, rivestendo un ruolo cruciale nella vita culturale e identitaria del Paese, e posizionandosi come imprescindibile istituzione produttiva e realtà di accoglienza e sostegno per artisti e stabili italiani e stranieri. Aspettiamo un confronto su questa situazione con gli organismi di categoria.

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