Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Archive for 23 luglio 2019

Costruire Resilienza: Le testimonianze del progetto Ponti

Posted by fidest press agency su martedì, 23 luglio 2019

Roma Mercoledì 24 luglio, dalle 9.30 alle 13, presso la Casa Internazionale delle Donne, in via della Lungara 19 si svolgerà l’evento Costruire Resilienza. Le testimonianze del progetto PONTI. Riguarda l’Inclusione sociale ed economica, giovani e donne, innovazione e diaspore, cofinanziato dal Ministero dell’Interno. E’ stato mobilitato un ricco partenariato, formato da 20 ONG italiane e internazionali, associazioni delle diaspore, organizzazioni di base e istituzioni locali, cooperative e GIE per contribuire a contrastare le cause profonde delle migrazioni in Senegal ed Etiopia, attraverso la promozione dell’occupazione delle donne e delle giovani generazioni e la valorizzazione del ruolo delle diaspore nella promozione dello sviluppo nei Paesi d’origine.
L’evento sarà l’occasione per ascoltare i protagonisti e le protagoniste dell’intervento e lo spunto per un dialogo più ampio su cooperazione, migrazioni, inclusione sociale e integrazione economica. I partner del progetto insieme a giornalisti ed esperti presenteranno esperienze e buone pratiche per una riflessione condivisa.A margine dell’incontro sarà possibile visitare la mostra del fotografo Giulio Di Meo sugli attori e le attrici del progetto Ponti

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Migranti dai penultimi agli ultimi

Posted by fidest press agency su martedì, 23 luglio 2019

“Sui migranti la sinistra continua a mistificare la realtà e a indirizzare la propria presunta solidarietà ai penultimi anziché agli ultimi. Chissà perché… Ci si dimentica degli anziani, dei bambini, delle donne, dei disabili che non sono sufficientemente ricchi da potersi permettere di dare soldi ai trafficanti né sufficientemente forti da poter affrontare la traversata del deserto e quella del Mediterraneo. La sinistra anticamente tanto sensibile alla giustizia sociale e alla povertà si benda gli occhi davanti alle persone più fragili per rivolgersi invece a quelli che hanno pagato il pizzo a trafficanti e scafisti, si rivolge a quei migranti tra i 18 e 30 che una volta sbarcati in Italia finiranno, in rilevante quantità, nei circuiti della criminalità organizzata, del lavoro nero e della finta accoglienza. A chi esprimete dunque, signori del Pd, la vostra solidarietà? Al capolarato, alla criminalità organizzata, alla mafia nigeriana, ai gestori di racket e prostituzione? Difendere gli ultimi – quello che non fa più la sinistra – significa anche tutelare gli interessi nazionali e quelli dell’Africa, che ha diritto di liberarsi dallo sfruttamento del neo colonialismo liberista di matrice occidentale per essere libera e prosperosa. Occuparsi non solo dei nuovi schiavi che subiscono la tratta ma anche di quei disperati che restano a soffrire nelle nazioni africane. Se i governi di sinistra, invece di foraggiare il modello della finta accoglienza, avessero trasferito quei 6 miliardi di euro in Africa avremmo potuto realizzare infrastrutture, ospedali, dighe, pozzi, portare soccorso, medicinali e pasti, garantendo il diritto delle genti a vivere nella propria terra”.E’ quanto ha dichiarato Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi, intervenendo in Aula in merito alla ‘discussione generale sul dl Sicurezza Bis.

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Le confessioni di un pentastellato

Posted by fidest press agency su martedì, 23 luglio 2019

Partiamo dal dato statistico che ha visto il movimento ottenere alle politiche dello scorso anno il 32% dei consensi e scendere l’anno successivo alle europee al 17%. Nel mezzo vi è l’esperienza di governo con i leghisti che sono riusciti ad ottenere un risultato elettorale opposto passando dal 17% al 34% e ora ci dicono sono già al 37% mentre i pentastellati cercano di contenere il tracollo sia pure con qualche affanno. Non credo che siano in pochi, tra gli elettori di ieri e quelli di oggi, a chiedersi cosa ha determinato questo tracollo e dove sono finiti i tanti voti persi. Qualcuno attribuisce il dato negativo al popolo astensionista ma questa ipotesi mi convince poco. Bisogna, invece, capire cosa ha rappresentato il movimento nell’immaginario popolare. Lo è stato sicuramente di protesta nei confronti dei partiti tradizionali che a tutt’oggi continuano a predicare bene e a razzolare male. Lo è stato la voglia di un cambiamento per un paese ingessato dove la giustizia per dirsi compiuta si realizza in tempi biblici, dove la corruzione sta diventando patologica, dove si perdono sistematicamente i valori fondanti della nostra società coltivando il dispregio per le istituzioni mentre le stesse non riescono a farsi rappresentare da figure valide e carismatiche, dove si rischia ogni giorno di dar credito agli imbonitori di turno inseguendo un miraggio di perbenismo che è solo di facciata e dove predomina il culto del parvenu senza arte né parte ma con la patacca addosso del “vincente”. Oggi va ad aggiungersi un altro aspetto non secondario della nostra società che è quello che non abbiamo più pazienza ad aspettare. Vogliamo i cambiamenti in tempo reale, vogliamo essere guidati da una mano sicura e decisionista che sappia porre freno alle pretese corporative e sappia imporre il rispetto per i più deboli, risvegliare l’orgoglio dell’appartenenza e garantire un’equa ridistribuzione delle risorse. In tutto questo i pentastellati hanno offerto una speranza che ora rischia d’infrangersi proprio sul terreno a loro più congeniale della protesta, della lotta per un mondo migliore, per un’Italia a “cinque stelle”. Se non ritorniamo ad essere quelli che eravamo non ci resta che recitare il de profundis.

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Salvate il soldato Gruber

Posted by fidest press agency su martedì, 23 luglio 2019

Vincenzo Olita, di Società libera, (www.societalibera.org) in un suo comunicato che mi ha inviato, tempo fa, mi faceva notare che: “A chi è capitato, nell’ultimo anno, di assistere, su La7, il programma quotidiano di approfondimento politico Otto e Mezzo non sarà sfuggito che la conduttrice Lilli Gruber, qualsiasi sia l’argomento trattato, non riesce a fare a meno di evocare Salvini con impressionante periodicità”. Da quel momento la circostanza mi ha incuriosito tanto da seguire la trasmissione come di solito non faccio, soprattutto per mancanza di tempo. Conosco la Gruber fin da quando era in Rai e poi è diventata parlamentare europea nelle file del PD fino a traghettare a la Sette nel regno dell’attuale patron Cairo. Mi è parsa, come giornalista, una persona corretta e professionalmente ineccepibile anche se da parlamentare europea si faceva vedere poco in plenaria (direi a scapito della sua supposta militanza). Ma ora l’accusa è diretta e particolareggiata tanto che Olita mi precisava che è stata “Assolutamente prevedibile nelle domande che tendono a riportare su Salvini qualsivoglia responsabilità, il più delle volte, apolitici e sentimentali i ragionamenti, le analisi e le considerazioni espressi in fase di interlocuzione e soggiungeva: “Un osservatore superficiale potrebbe valutare questo comportamento, ossessivo ma, fortunatamente, così non è, in quanto la giornalista esprime solo una forte e radicata militanza politica, ipersensibile all’attività dell’avversario politico”. A questo punto, a scanso di equivoci, il mio interlocutore ha ritenuto opportuno precisarmi che: “Non abbiamo particolare simpatia per Salvini (lo scrive anche a nome di Società libera) né come uomo di governo, né tantomeno come statista, ma allo stesso tempo non amiamo un’informazione militante e partigiana ammantata di pluralismo. La società aperta, a cui aspiriamo, contempla un giornalismo attento e parimente critico verso il potere e la sua opposizione, purtroppo professionalità rare in un Paese in cui l’informazione si connota sempre più come un sottoprodotto della lotta politica. Per poi giungere a questa amara riflessione: “La Gruber ne è un plastico esempio, avrebbe necessità di essere confortata da un sincero politologo, capace di intendere la dinamica politica, e da uno psicologo sociale capace, senza essere Gustav Le Bon, di intendere i primi rudimenti della Psicologia delle Folle. Con questo sostegno, forse, la volenterosa giornalista potrebbe riuscire a smettere i panni della militanza prendendo coscienza che il suo maldestro essere combattente per una causa produce solo un buon beneficio d’immagine alla controparte politica”. A questo punto lasciamo aperto il discorso invitando qualche nostro lettore ad esprimere un giudizio di merito in proposito soggiungendo solo che non è facile fare il giornalista, direi da sempre, se penso che sovente da cronista politico, decenni fa, mi vedevo consegnato alla fine di una conferenza stampa la famosa “velina” dove l’addetto stampa o il segretario del personaggio politico mi imponeva, in pratica, il “pezzo” che avrei dovuto scrivere. (Riccardo Alfonso)

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Malattia da streptococco, pubblicate le linee guida sulla gestione nei neonati

Posted by fidest press agency su martedì, 23 luglio 2019

Sulla rivista Pediatrics sono state appena pubblicate le linee guida per la gestione e il trattamento delle malattie da streptococco di gruppo B (GBS) nei neonati, firmate da Karen Puopolo della Perelman School of Medicine dell’Università di Philadelphia, e colleghi, che hanno aggiornato le raccomandazioni per la gestione dei bambini a rischio di malattia da GBS e il trattamento di quelli con infezione confermata da GBS. «L’insorgenza precoce della malattia da streptococco di gruppo B si verifica entro i primi sei giorni dalla nascita ed è più comune, e spesso letale, tra i neonati pretermine» scrivono gli esperti dell’AAP, ricordando che non esiste un approccio efficace per prevenire la malattia a insorgenza tardiva, che di solito si verifica tra i sette e gli 89 giorni di età. «Sappiamo che adottando misure preventive durante l’assistenza prenatale e trattando la madre con antibiotici durante il travaglio, è possibile prevenire l’infezione nei bambini, specialmente nei pretermine che devono affrontare rischi più elevati» afferma l’autrice, membro del comitato AAP su Feto e neonato, sottolineando che la somministrazione intrapartum di penicillina G, ampicillina o cefazolina è in grado di fornire un’adeguata profilassi antibiotica contro la GBS neonatale a insorgenza precoce. Per la forma precoce la valutazione del rischio dovrebbe seguire principi stabiliti, compresa la valutazione separata dei bambini nati ≥35 0/7 settimane e quelli nati ≤34 6/7 settimane, considerati pretermine e ad alto rischio di GBS. «L’infezione a insorgenza precoce deve essere diagnosticata con l’emocoltura o con la coltura del liquido cerebrospinale, mentre la valutazione della forma a insorgenza tardiva dovrebbe invece basarsi sui segni clinici di malattia» aggiungono gli autori. «Speriamo di identificare altri modi per prevenire queste infezioni, per esempio un vaccino che potrebbe essere usato in tutto il mondo. Nel frattempo, queste linee guida sono lo strumento più efficace attualmente a disposizione per proteggere i bambini e salvare vite umane» conclude Puopolo. (fonte: doctor33)

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CineTeatro L’aura – “FIGARO E…gli altri!”

Posted by fidest press agency su martedì, 23 luglio 2019

Roma Domenica 4 agosto alle ore 19 (inizio concerto) CineTeatro L’Aura Via Pietro Blaserna, 37 (Angolo Vicolo di Pietra Papa, 64 zona viale Marconi) ultimo appuntamento della stagione estiva “R-Estate con noi” al CineTeatro L’aura! Si chiude in bellezza con il concerto di musica lirica “FIGARO E… GLI ALTRI”. Le più belle arie tratte dalle più famose “opere buffe” interpretate dalle sublimi voci di Valeria D’astoli, Marie Luise Reinhard e Alberto Roccatani accompagnate al pianoforte da Giandomenico Gravina. Le note de La Serva Padrona di Pergolesi, Il Barbiere di Siviglia, L’Italiana in Algeri, La Cenerentola, L’Elisir d’Amore, il Don Pasquale, Le Nozze di Figaro e I Racconti di Hoffman (di Jacques Offenbach, che è considerato il padre dell’operetta)…. Per questa emozionante serata ci sarà un appetitoso aperitivo e a seguire un concerto estasiante (aperitivo +spettacolo costo 10 €)

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Surgital: Bilancio in crescita e nuovi mercati

Posted by fidest press agency su martedì, 23 luglio 2019

Surgital SpA, prima azienda italiana produttrice di pasta fresca surgelata, piatti pronti surgelati e sughi in pepite surgelati per la ristorazione, catering e canale bar, chiude il bilancio 2018 e presenta il piano industriale del prossimo triennio. Il fatturato di Surgital è passato da 72.200 mio nel 2017 a 76.700 mio nel 2018 – dei quali il 60% proviene dal mercato italiano. L’incremento è del 6%.L’Horeca e il Food Service rappresentano l’87% del fatturato totale; il restante 13% si riferisce alla gestione direzionale nei canali GDO, door to door e PL industriale.
Surgital SpA è la capogruppo del Gruppo Surgital, di cui fanno parte anche Surgital France sarl, Surgital America Inc., Ca’ Pelletti Retail srl. Il fatturato consolidato di Gruppo 2018 è di 81 mio di euro, +8% rispetto all’esercizio 2017.Recentemente il Consiglio di Amministrazione ha approvato un piano industriale di sviluppo triennale che punta a superare nel 2021 i 100 milioni di fatturato per tutto il Gruppo Surgital. Il focus sarà quello di ampliare il presidio in Europa, ma guardando da vicino i mercati target più interessanti come USA, Canada, alcune aeree del Far East (Singapore, Hong Kong, Giappone) e potenziando inoltre gli investimenti nella penisola araba (Arabia Saudita e Paesi Arabi).Previsto anche un ampliamento dello stabilimento di Lavezzola di circa 4mila metri quadri, tutti destinati all’area produttiva, dove saranno inserite nuove linee, per un investimento totale che supererà i 10 milioni di euro. Nel piano ci sarà anche l’introduzione di nuovo organico, dalle 20 alle 30 persone in tre anni. (segue completo in allegato)

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Il Coordinamento regionale dei giovani di Diventeràbellissima si è insediato a Palermo

Posted by fidest press agency su martedì, 23 luglio 2019

Avviene ad alcune settimane dal congresso di Milazzo che ha eletto gli organi dirigenti. Nel corso dei lavori è stato varato un piano di attività per i prossimi mesi, che comprende anche un corso di formazione politica ad ottobre, aperto a tutti e non solo agli aderenti al movimento che fa capo al presidente della Regione Musumeci. Ai giovani riuniti nel capoluogo, per l’occasione, è giunto un messaggio di buon lavoro dal coordinatore di Diventeràbellissima Gino Ioppolo. “Abbiamo deciso di dedicare questa nostra prima seduta- ha dichiarato Francesco Sicali, coordinatore regionale- alla memoria di Paolo Borsellino e degli agenti della scorta, uccisi dalla mafia. Nel loro ricordo comincia il nostro impegno per una Sicilia libera da ogni condizionamento interno ed esterno”.

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Campagna ProteggiLeEolie

Posted by fidest press agency su martedì, 23 luglio 2019

L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha aderito alla campagna informativa #ProteggiLeEolie volta a far conoscere il mare eoliano e a sensibilizzare i cittadini alla protezione dell’ambiente marino e della sua biodiversità.Le attività della Sezione di Palermo dell’INGV, in particolare, sono dedicate anche allo studio dei cosiddetti “sistemi idrotermali sottomarini”, tipici dei fondali dell’arco Eoliano e apprezzabili dai turisti in visita alle isole Eolie attraverso le caratteristiche “bollicine” che risalgono in superficie. Tali risalite in superficie di acque calde ricche di gas (principalmente anidride carbonica) sono accompagnate da variopinti depositi sui fondali composti da un’associazione di minerali (tra cui zinco e ferro) e batteri in grado di sintetizzare elementi chimici direttamente dalle acque termali, dando inizio alla catena della vita.“Appare del tutto evidente la delicatezza dei sistemi idrotermali sottomarini, da proteggere in modo assoluto, ed è importante ricordarlo in occasione di campagne informative come questa” spiega Francesco Italiano, Direttore della Sezione di Palermo dell’INGV. “I sistemi idrotermali sottomarini sono stati riconosciuti come i sistemi da cui può aver avuto origine la vita sulla Terra. Le scoperte della metà degli anni Settanta hanno mostrato, inoltre, come intorno ad essi si instaurino ecosistemi anche a profondità abissali, in assenza totale di luce”, aggiunge il Direttore, “Alterare tali sistemi significherebbe, quindi, interrompere qualunque ciclo vitale con conseguenze irreparabili sulla vita, non solo dell’ambiente marino”.La capacità di mantenere un ecosistema in equilibrio che, da un lato, consenta l’immissione di elementi utili alla sopravvivenza delle comunità microbiche che forniscono l’alimentazione primaria alle altre forme di vita e, dall’altro, garantisca lo sviluppo e il mantenimento di vere e proprie aree di riproduzione di numerose specie floro-faunistiche, dovrebbe essere alla base di qualunque programma di salvaguardia e tutela di questi ambienti particolari e poco diffusi.“L’instaurarsi di un sistema idrotermale sottomarino richiede come condizione primaria la presenza di una sorgente di energia termica (in genere magmi in raffreddamento) e la disponibilità di un trasportatore di materia ed energia verso la superficie”, prosegue Italiano. “Il trasportatore di energia è l’acqua di mare che, laddove le condizioni di permeabilità consentano di infiltrarsi in profondità, raggiungere i corpi magmatici in raffreddamento e circolare al loro interno, riesce ad estrarre calore ed elementi chimici dalle rocce. I sistemi idrotermali sottomarini sono quindi l’indice della disponibilità di un’importante risorsa per l’uomo, che può potenzialmente utilizzarne l’energia geotermica”.Insieme all’energia, utile per produrre elettricità e per numerosi altri scopi, i sistemi idrotermali sono noti per essere delle vere e proprie miniere. I depositi e i camini idrotermali contengono infatti numerosi minerali come rame, zinco, argento e manganese.
“Va ricordato che tali sistemi possono anche produrre effetti negativi per l’ambiente marino. Nel novembre del 2002, ad esempio, al largo di Panarea l’ingresso di fluidi magmatici all’interno di un serbatoio geotermico causò un’esplosione sottomarina. L’evento, naturale e non impossibile in un’area vulcanica attiva come quella delle isole Eolie, ha avuto un forte impatto sull’ambiente marino dell’area intorno al cratere, in cui, però, la vita è ritornata piuttosto velocemente”, conclude Francesco Italiano.La sfida, dunque, è trarre forza da un sistema come questo in continua evoluzione, per valorizzare e trasformare opportunamente queste potenti forme di energia potenzialmente in grado di dare un contributo significativo all’evoluzione socio-economica delle nostre isole.

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Alessandro Quarta 5tet e Roma Sinfonietta a Teatro Tor Bella Monaca

Posted by fidest press agency su martedì, 23 luglio 2019

Roma mercoledì 24 luglio alle 21 Teatro Tor Bella Monaca Via Bruno Cirino terzo e ultimo concerto della stagione estiva di Roma Sinfonietta. L’Alessandro Quarta 5tet (composto da Alessandro Quarta al violino, Franco Chirivì alla chitarra, Giuseppe Magagnino al pianoforte, Michele Colaci al contrabbasso e Cristian Martina alle percussioni) rafforzato dall’Ensemble Roma Sinfonietta suonerà musiche di due dei compositori più popolari del Novecento, Astor Piazzolla e Nino Rota. Del compositore argentino verranno eseguite alcuni dei tanghi più famosi e amati, tra cui Oblivion e Libertango. Dell’italiano sarà presentata una selezione delle più note musiche per il cinema, come Il Padrino, Amarcord, La dolce vita e Otte e mezzo.
Alessandro Quarta nasce come violinista classico e a lungo si è mosso ai confini tra classica e altre forme di musica. La sua personalità vulcanica e la sua creatività lo hanno indirizzato ad una grande varietà di progetti e ora il suo repertorio svaria dalla tradizione classica alle sperimentazioni nel blues, soul e nel pop. Ha suonato con Roberto Bolle, con “il Volo” a Sanremo, al Concerto del Primo Maggio in Piazza San Giovanni e ha collaborato con stelle della musica planetarie come Lenny Kravitz, Carlos Santana, Celine Dion, Robin Williams, Joe Cocker, Liza Minnellli, Dee Dee Bridgewater, Toquinho. Proprio con il suo cd dedicato a Piazzolla è stato candidato al Grammy. Nel 1994 la Siae lo ha riconosciuto “miglior talento italiano”. Nel 2013 la Cnn lo ha definito “Musical Genius”.

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Americani, tedeschi e inglesi, sono i primi a voler comprare casa in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 23 luglio 2019

Ai primi posti sempre la Toscana e la Puglia, ma si è registrato un boom di richieste per la Sicilia. Questo è il risultato del report semestrale che la Gate-away.com – il portale immobiliare italiano esclusivamente dedicato agli stranieri che vogliono comprare case italiane – presenta ogni anno a luglio. Dopo aver analizzato i dati dei primi 6 mesi del 2019 e averli messi a confronto con quelli dello stesso periodo del 2018, anche questa volta si può parlare di una crescita dell’interesse per l’Italia, da parte degli stranieri, che si attesta all’1,3%.“Ricordo che il mese di gennaio del 2018 lasciava presagire un anno record – commenta Simone Rossi, General Manager di Gate-away.com – registrammo un +44,89% rispetto a gennaio 2017. Ma poi, con l’instabilità di Governo e, soprattutto, il rischio Italexit, nel mese di maggio 2018 arrivammo a -7,31% (sempre rispetto al 2017). Il panorama di questo inizio 2019, invece, riequilibra di fatto l’andamento di crescita. Se nei primi mesi (gennaio, febbraio e marzo) abbiamo registrato un leggero segno meno rispetto alle cifre record di inizio 2018, da aprile a giugno le domande hanno ripreso a crescere, raggiungendo anche +28.9% a maggio”.Una prima novità di questi primi sei mesi del 2019 è la crescita di domande per regioni come la Sicilia (+43,96%), l’Abruzzo (+18,36%), l’Umbria (+31,46%) e la Calabria (+40,03%) che si posizionano rispettivamente al quinto, sesto, settimo e nono posto nella classifica delle 10 regioni più ambite, in cui da anni, spicca al primo posto la Toscana, che subisce una lieve flessione del 10,15%. Seguono Puglia, Lombardia (a cui fa da traino la zona del Lago di Como, che resta la più richiesta a livello italiano), Liguria, all’ottavo posto il Piemonte e al decimo la Sardegna.
Le nazioni da cui provengono più richieste sono gli Usa (17,97% sul totale); la Germania (13,04%), Regno Unito (12,42%), l’Italia, ovvero acquirenti esteri che inviano richieste dal territorio italiano, (8,22%) e Francia (6,83%).Anche se le case indipendenti sono preferite ad appartamenti, la richiesta di questi ultimi è cresciuta dell’11,06% rispetto allo scorso anno, offrendo più opportunità a coloro che hanno appartamenti da vendere. Oltre il 66% delle richieste riguarda abitazioni completamente ristrutturate o già abitabili, mentre sono il 13,63% quelle per case da ristrutturare. Il nuovo rappresenta il 8,67% delle richieste in arrivo su Gate-away.com.Nel primo semestre del 2019 crescono le richieste per immobili con un prezzo inferiore ai 100 mila euro e quelle sopra i 500 mila euro (settore lusso). Il valore medio degli immobili richiesti rispetto al totale delle istanze è pari a 353,885 euro mila euro.

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Scuola: Sostegno, nuovo record della vergogna

Posted by fidest press agency su martedì, 23 luglio 2019

I danni della politica disastrosa dell’amministrazione centrale si ripercuotono sulle regioni: soltanto il 40% dei posti autorizzati in Emilia Romagna è in organico di diritto mentre il restante è assegnato in deroga; ne consegue che l’80% degli insegnanti potrebbe insegnare senza specializzazione, nonostante il Tar Lazio abbia già dato ragione ai legali dell’Anief sulla necessità di ampliare il numero degli ammessi ai corsi universitari e abbia già annullato la circolare sugli organici siciliani che presentava le stesse falle. Ancora aperto il ricorso per costituirsi nei ricorsi di ottemperanza su posti Tfa sostegno e organici e costringere il Miur a dare serie risposte. Altro che lotta al precariato: le cattedre di sostegno libere ma assegnate solo in supplenze risultano in sensibile aumento. È di queste ore la notizia che in Emilia Romagna si registra un incremento del 28% dei posti in deroga sulle cattedre. In tutti, sono 10.219 i prof di sostegno che saliranno in cattedra. Ben 954 in più rispetto al 2018 che furono 9.265 (+10,3%). Solo a Bologna sono 2.101 i docenti 2019-2020 (+ 236), le deroghe passano da 549 a 796. Il problema, scrive Orizzonte Scuola, è che “le graduatorie sono quasi esaurite, il Miur ha autorizzato pochi posti per il Tfa sostegno, che è comunque partito da poco. I posti saranno occupati da supplenti di terza fascia non specializzati, chiamati dalle messe a disposizione”.
Invece di prendere in mano la situazione, il Governo e l’amministrazione scolastica hanno pensato bene di mettersi alla finestra. Pensando di cavarsela con un pugno di immissioni in ruolo, 14.552 su 58.627 totali annunciate dal Miur, ma possiamo dire in partenza che almeno due su tre non si effettueranno, perché ci sono diverse migliaia di specializzati che continuano ad essere mantenuti nelle graduatorie sbagliate. Come se non bastasse, continua a rimanere in vigore l’assurda norma approvata nel 2013 dall’allora ministra Maria Chiara Carrozza, la n. 128, che colloca in organico di fatto, la cosiddetta “deroga”, ben un terzo di tutte le cattedre di sostegno, condannando gli alunni al cambio continuo del loro docente di sostegno e colloca oltre 50 mila cattedre in un limbo né utile per i trasferimenti né per le immissioni in ruolo. L’Anief ha provato in più occasione a superare quella norma, anche chiedendo un emendamento all’articolo 28 dell’ultima Legge di Stabilità, ma non c’è verso: continua a fare troppo comodo al Governo di turno per mantenere bassa la spesa del settore, andando a speculare sui mesi estivi e sulle assunzioni che produrrebbero incrementi di stipendi e ricostruzioni di carriera con arretrati a debito per lo Stato. Per il futuro, inoltre, si prevede una riduzione della spesa per tutto il comparto dell’inclusione degli alunni disabili: si era parlato di 4 miliardi in tre anni. Probabilmente il risparmio sarà inferiore, ma di sicuro ci sarà: ad ammetterlo, qualche giorno fa, è stata la neo ministra della Famiglia e della Disabilità Alessandra Locatelli, la quale ha detto che in effetti “ci sono stati tagli un po’ lineari”.

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Scuola: se cade il Governo addio a decreto-legge sul precariato

Posted by fidest press agency su martedì, 23 luglio 2019

Crescono le possibilità di caduta anticipata dell’Esecutivo giallo-verde: il presidente del Consiglio e il vicepremier Matteo Salvini sono ai ferri corti e giovedì potrebbe essere la giornata decisiva. In tal caso, per la scuola si chiuderebbe un ciclo all’insegna del nulla di fatto. In un anno, non si è realizzato niente per onorare le tante promesse espresse in campagna elettorale. Il decreto dignità non ha risolto il problema delle 50 mila maestre con diploma magistrale inserite con riserva nelle GaE. Inoltre, i concorsi straordinari insieme a quelli ordinari hanno graduatorie strapiene di idonei all’insegnamento con migliaia di cattedre in ruolo andate vacanti. La proposta di legge presentata dal presidente della VII Commissione del Senato, sen. Mario Pittoni, della Lega, si è rivelata uno specchietto per le allodole. I ricorsi per risarcimento dell’abuso dei contratti continuano a fioccare. Di certo, in caso di elezioni, i 300 mila precari docenti e Ata punirebbero le mancate o sbagliate decisioni della politica.
Marcello Pacifico (Anief): Ribadiamo l’importanza dell’approvazione urgente del decreto senza se e senza ma, perché non si possono tradire i lavoratori e le famiglie per interessi di partito. Perché vanno subito riaperte le GaE, prevista la stabilizzazione dei precari attraverso l’estensione del doppio canale alle graduatorie d’Istituto, degli idonei presenti in quelle di merito e anche in quelle di merito regionali introdotte a seguito, oltre che le conferma dei ruoli degli immessi in ruolo con riserva, a partite dai maestri con diploma magistrale.Mentre il Governo si rivela in bilico, si scopre che la partita sulla regionalizzazione senza scuola non è affatto chiusa: i governatori del Lombardo-Veneto, Attilio Fontana e Luca Zaia, hanno infatti minacciato di non firmare l’accordo raggiunto il 19 luglio in Consiglio dei Ministri, che in linea teorica lascerebbe fuori l’istruzione pubblica dall’autonomia differenziata. In realtà, le regioni è vero che non potranno assumere docenti, ma comunque sembra che rimarrà in vita l’assurdo vincolo di permanenza di cinque anni per le nuove assunzioni dei docenti. Inoltre, ogni singola regione potrà legiferare un tempo di permanenza anche maggiore, andando a ledere diversi principi costituzionali, a partire dal diritto alla famiglia. In questa situazione, diventa ancora più importante approvare un decreto urgente, perché le 58 mila assunzioni programmate quest’anno dal Miur sono solo un terzo di quelle che servivano e ci sono 100 mila posti in organico di fatto in realtà liberi dal docente titolare. Inoltre, prevediamo che almeno il 70 per cento non si realizzeranno, superando il già altissimo numero di mancate risposte alle convocazioni per le immissioni in ruolo dello scorso anno, quando su 57 mila assunzioni ne saltarono quasi 33 mila. Il decreto chiesto da Anief, quindi, permetterebbe l’immissione in ruolo di tutti i docenti inseriti nelle graduatorie di merito e in quelle del concorso 2018. Nel computo dei precari papabili per le immissioni in ruolo andrebbero anche tutti i vincitori e idonei dei concorsi pubblici di altre regioni, oltre che i docenti abilitati dalle GaE e i precari con 36 mesi inseriti nelle graduatorie d’istituto. Il tempo però sta scadendo e tra un po’, senza provvedimenti d’urgenza, a settembre la scuola si ritroverà nel caos più totale.

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Dirigenti scolastici: In settimana informativa ai sindacati sulla procedura di assunzione di 2.900 vincitori

Posted by fidest press agency su martedì, 23 luglio 2019

Dopo l’ordinanza ottenuta dai legali di Udir che ha sospeso la sentenza del Tar Lazio, saranno resi noti i contingenti autorizzati dal Mef tra i 1.500 e le 2.000 sedi di presidenza scoperte. Poi l’assegnazione nella regione in base a preferenze e punteggi. Il sindacato invita tutti a controllare i titoli e a ricorrere contro errori o dichiarazioni incomplete o addirittura false. Rimane il mistero sulla sorte degli eventuali idonei oltre il contingente ripreso dalla legge. Il 17 ottobre udienza pubblica in CdS dove è necessario che tutti gli interessarti si costituiscano.
Dunque settimana calda per la dirigenza scolastica per le immissioni in ruolo. Martedì 23 luglio ci sarà un incontro coi sindacati e l’informativa sulle modalità di assunzione dei neo dirigenti in base ai posti autorizzati dal MEF. Il 26 dovrebbe esserci la pubblicazione della graduatoria e dei posti per regione. Tramite il sistema Polis, i DS dovrebbero essere assegnati alle regioni seguendo l’ordine delle preferenza, sulla base del punteggio riportato nella graduatoria nazionale. I vincitori poi dovrebbero essere convocati dal Direttore Generale della regione a cui sono stati assegnati per scegliere la sede. In attesa di aggiornamenti, il sindacato ricorda che la segreteria nazionale è a disposizione per consulenza via mail, all’indirizzo segreteria@udir.it, e telefonica, al numero 091 7098362.

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Scuola: 25 luglio, una nuova data storica: cadrà il Governo o la regionalizzazione?

Posted by fidest press agency su martedì, 23 luglio 2019

Sembra che il premier Giuseppe Conte in Consiglio dei ministri dopo gli attacchi volgari dei Governatori del Lombardo-Veneto spinga per l’approvazione definitiva dell’accordo raggiunto tra i ministri, anche quelli leghisti, questa volta alla presenza del vicepremier Matteo Salvini che deciderà se rompere con l’attuale maggioranza o zittire gli interessi dei maggiorenti del suo partito che vogliono una secessione mascherata. Marcello Pacifico (presidente Anief): Siamo certi che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nell’uno e nell’altro caso, saprà garantire l’interesse nazionale. Esiste una scuola autonoma che non può essere delle regioni, ma degli italiani.

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Scuola: Concorso ordinario primaria, in settimana esce il bando per 16.959 nuovi posti

Posted by fidest press agency su martedì, 23 luglio 2019

Sulla procedura selettiva in arrivo, il cui decreto è giunto in Gazzetta Ufficiale da pochi giorni, Anief contesta l’esclusione degli educatori, la mancata valutazione del servizio tra i titoli, il calcolo errato degli ammessi agli scritti dopo l’eventuale preselettiva e il limite del 10% degli idonei già impugnato negli altri bandi. Rimane l’amarezza di constatare che tra i posti messi a concorso ci sono quei 7 mila già dati in ruolo con riserva ai maestri con diploma magistrale che saranno licenziati pur avendo superato l’anno di prova. Le domande saranno presentate soltanto al Nord, in metà Paese, perché nell’altra metà ci sono ancora le graduatorie piene degli idonei.È in uscita il bando del concorso ordinario della scuola d’infanzia e primaria, per quasi 17 mila posti. Appena sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale, sarà impugnato dal sindacato Anief: tra le varie ragioni, oltre che l’esiguità dei posti, vi è la mancata presenza degli educatori, esclusi sebbene siano maestri di scuola primaria a tutti gli effetti, la mancata valutazione del servizio tra i titoli, il calcolo errato degli ammessi agli scritti dopo l’eventuale preselettiva e il limite del 10% degli idonei già impugnato negli altri bandi di concorso. Inoltre, c’è da valutare la posizione di coloro che sono posti nella condizione di riserva perché hanno ottenuto i titoli all’estero. Inoltre, i 17 mila posti scarsi messi in palio, dei quali oltre 6mila per il 2020/21, sono molti meno di quelli che servivano. All’appello mancano, inoltre, tantissimi posti di sostegno, perché considerati illegittimamente in deroga. Come non è prevista la stabilizzazione delle sezioni Primavera che da due anni fanno parte a tutti gli effetti del sistema ordinamentale dello Stato. Anief, pertanto, intende impugnare il bando, appena sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale. L’ammissione sarà riservata a chi è in possesso della laurea in Scienze della formazione primaria oppure del diploma magistrale con valore di abilitazione e diploma sperimentale a indirizzo linguistico, conseguiti presso gli istituti magistrali, o analogo titolo di abilitazione conseguito all’estero e riconosciuto in Italia. Il concorso si svilupperà su tre prove, una pre-selettiva (da svolgere però solo qualora il numero dei candidati superi di quattro volte i posti disponibili), una scritta e un orale, con valutazione titoli per coloro che saranno reputati idonei. I motivi del continuo rimandare dell’uscita del bando, annunciato assieme a un altro ordinario e uno riservato per la secondaria, secondo la rivista specializzata Tuttoscuola, vanno addebitati al Mef: “il ministro dell’Economia e Finanze, Giovanni Tria, in questi giorni ha ben altro a cui pensare e, per uscire dal capestro dell’Unione Europea, è sicuramente alla ricerca di risparmi e di tagli, anziché di nuovi impegni di spesa”. Quindi, “potrebbe essere questa la ragione vera del ritardo di pubblicazione del bando che trascinerebbe nelle spese altri 17 mila posti per il parallelo reclutamento (50%) degli iscritti alle graduatorie ad esaurimento”. La verità è che “i concorsi costano e di questi tempi di problematiche finanziarie quel costo potrebbe diventare un lusso per le esauste casse statali”.

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Il Ministero dell’Istruzione riduce le ore dell’alternanza “scuola -lavoro”

Posted by fidest press agency su martedì, 23 luglio 2019

“I dati del Miur pubblicati dal Sole 24 Ore dimostrano che la scelta del Ministero dell’Istruzione di ridurre le ore dell’alternanza “scuola -lavoro” stia penalizzando soprattutto gli studenti del Sud per i quali è sempre più difficile apprendere lavorando. Fratelli d’Italia esprime forte preoccupazione per questa situazione che, sommata al dato recente e preoccupante emerso dalle prove Invalsi, determina un ulteriore aumento del divario già esistente tra scuola del nord e scuola del sud”.
Lo dichiarano i deputati di Fratelli d’Italia Paola Frassinetti vicepresidente della commissione Cultura ed Istruzione della Camera ed Ella Bucalo responsabile FDI del dipartimento scuola.

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Farmaci: l’accordo Roche – Novartis per le vendite di Avastin e Lucentis

Posted by fidest press agency su martedì, 23 luglio 2019

Riceviamo e pubblichiamo: “Nel 2014 come Federconsumatori abbiamo seguito da vicino la vicenda dei farmaci per la maculopatia Avastin e Lucentis, invocando il reinserimento di Avastin nell’elenco dei farmaci rimborsabili dal Servizio Sanitario Nazionale per permettere a tutti i pazienti di accedere alle cure per una grave malattia. E’ stata una battaglia che ha dato i suoi frutti e dopo la nostra richiesta il medicinale è stato appunto incluso tra quelli a carico del SSN. L’argomento è tornato alla ribalta in questi giorni, poiché il Consiglio di Stato ha emesso una sentenza confermando la multa Antitrust alle case farmaceutiche produttrici, Roche e Novartis, per aver sostanzialmente “fatto cartello” al fine di indurre l’Agenzia italiana del farmaco a scegliere il costosissimo Lucentis (oltre 500 euro a puntura!) a scapito appunto di Avastin, in cui prezzo è compreso tra i 20 e i 30 euro. Si tratta, è evidente, di una condotta che non solo ha provocato enormi conseguenze economiche per la sanità pubblica ma che ha anche impedito a molti pazienti di accedere alle terapie di cui avevano bisogno: esprimiamo quindi soddisfazione per il pronunciamento del Consiglio di Stato.Vale la pena inoltre sottolineare come proprio Novartis abbia recentemente ottenuto l’autorizzazione a commercializzare negli USA (non ancora in Europa) il farmaco più caro al mondo: oltre 2 milioni di euro per il medicinale Zolgensma, necessario per curare l’atrofia muscolare spinale.La vicenda ci offre lo spunto per richiamare di nuovo l’attenzione su annose e gravi problematiche che affliggono il settore farmaceutico nel nostro Paese, in primis il costo di molte tipologie di farmaci, la scarsa concorrenza sul mercato e gli accordi “di cartello” tra le case farmaceutiche, che di fatto finiscono per ledere l’inviolabile diritto alla salute e alle cure dei cittadini.

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28 giorni, Adoc: rimborso anche per chi ha cambiato operatore o chiuso l’utenza

Posted by fidest press agency su martedì, 23 luglio 2019

A seguito del dispositivo di sentenza del Consiglio di Stato gli operatori telefonici dovranno restituire in fattura quanto pagato in più dai consumatori a fronte della fatturazione ogni quattro settimane rispetto a quella mensile.Per Adoc è una tardiva vittoria dei consumatori che lascia comunque l’amaro in bocca: “La sentenza del Consiglio di Stato mette finalmente fine ad una situazione iniqua e dannosa che è durata fin troppo – dichiara Roberto Tascini, Presidente dell’Adoc – a causa del lungo lasso di tempo intercorso tra i primi atti dell’Autorità e la decisione del Consiglio di Stato.” A fronte della sentenza, dunque, i consumatori hanno diritto ad essere pienamente rimborsati del mal tolto e questo, secondo l’ADOC, indipendentemente dal fatto che siano ancora clienti dell’operatore che ha – a suo tempo – modificato unilateralmente la fatturazione con cadenza a 28 giorni.“A nostro avviso – precisa Tascini – la sentenza è chiara ed esplicita e non può essere soggetta ad interpretazioni. La restituzione dei giorni erosi deve avvenire in maniera automatica e tempestiva. Anche chi nel frattempo ha cambiato operatore o ha chiuso l’utenza dovrà essere tutelato: esortiamo l’AgCom a definire quanto prima modalità di rimborso adeguate in favore di quei consumatori che non siano più clienti dell’operatore artefice della fatturazione a 28 giorni, che ad oggi versano in una situazione di totale incertezza.Resta inteso che la scelta in favore di soluzioni alternative – eventualmente proposte dagli operatori – rispetto alla restituzione automatica dei giorni di servizio non fruiti è rimessa alla autonoma ed esclusiva valutazione del consumatore, ma dovrà essere sempre proposta nel rispetto degli obblighi di trasparenza, chiarezza e completezza delle informazioni rese. Dovrà essere manifestata, altresì, attraverso un consenso esplicito reso in modalità opt-in. Dunque invitiamo i consumatori a riflettere attentamente prima di accettare la proposta alternativa, la quale comporterà la rinuncia alla restituzione automatica.” Esortiamo i consumatori, infine, a segnalarci eventuali atteggiamenti dilatori o ostruzionistici da parte dei gestori telefonici, per valutare ulteriori iniziative ed azioni in favore degli utenti danneggiati.

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Malattia di Crohn

Posted by fidest press agency su martedì, 23 luglio 2019

La cicatrizzazione della mucosa è uno dei traguardi più importanti per i pazienti con malattia di Crohn, patologia cronica dell’intestino che in Italia colpisce circa 100.000 persone. Uno studio appena pubblicato sulla rivista internazionale Gastroenterology dimostra l’efficacia di un farmaco (vedolizumab) nel cicatrizzare la mucosa, soprattutto nei pazienti con Malattia di Crohn che non sono stati mai trattati con farmaci biologici.
In genere, la malattia di Crohn si presenta nell’ultima parte dell’intestino tenue (ileo) e nel colon, ma può presentarsi in qualsiasi parte del tratto digerente, dalla bocca all’ano e persino nella cute intorno. Per la prima volta lo studio valuta in maniera innovativa l’effetto del farmaco oltre la mucosa intestinale tramite la Risonanza Magnetica. “I risultati dimostrano che il farmaco è in grado non solo di cicatrizzare a livello endoscopico la mucosa ma anche attraverso tutti gli strati della parete intestinale come evidenziato dalla Risonanza Magnetica, dal momento che la malattia interessa l’intestino a tutto spessore” – spiega il professor Silvio Danese, primo autore dello studio, responsabile del Centro Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali di Humanitas, coordinatore di Humanitas Immuno Center e docente di Humanitas University.
Per ottenere questi risultati, diagnosi e trattamento precoce sono di fondamentale importanza. “Questo studio rinforza il concetto che i pazienti con malattia precoce rispondono meglio ai farmaci biologici, non solo per quanto riguarda i sintomi ma anche per quanto riguarda il danno strutturale inteso come lesioni endoscopiche e come danno radiologico” – ha precisato il professor Danese.Lo studio di fase III, in aperto, ha incluso 110 pazienti con malattia di Crohn in fase attiva. Circa un terzo dei pazienti ha ottenuto la remissione endoscopica dopo 52 settimane di trattamento e due terzi hanno ottenuto una remissione istologica alla settimana 26.
Il Crohn è una patologia cronica, progressiva e disabilitante che causa un’infiammazione del tratto gastrointestinale e che può favorire lo sviluppo di restringimenti, fistole o ascessi che necessitano di intervento chirurgico in circa la metà dei pazienti entro dieci anni dalla diagnosi.La localizzazione più frequente è a livello dell’ileo e del colon e dunque i sintomi più tipici sono rappresentati da dolore addominale, diarrea e talvolta febbre. Quando la malattia interessa il tratto superiore dell’intestino è possibile avere anche nausea e vomito. Infine, nei pazienti con malattia perianale, di solito i sintomi sono il dolore in regione anale e talvolta gonfiore e secrezioni in quest’area. La diarrea è il sintomo più comune, cui si aggiungono dolori addominali e crampi, affaticamento, perdita di peso, sangue e muco nelle feci e a volte blocchi intestinali, fistole e ulcere. A causa di uno scarso assorbimento dei nutrienti, la malattia di Crohn può causare perdita di peso e sintomi correlati alla mancanza di vitamine e oligoelementi.

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