Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Archive for 24 luglio 2019

Tav. Mariani, sì a Tav e grandi opere, miglior volano di crescita e occupazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 luglio 2019

“Il governo con in testa il premier Conte ha finalmente espresso una posizione netta ed univoca sull’importanza del completamento della Tav Torino-Lione e delle infrastrutture in generale nel nostro Paese”. Lo ha dichiarato in una nota Bruno Mariani, vice segretario generale della Confsal, a proposito dell’okay dell’Esecutivo al rilancio della Tav e delle infrastrutture in generale.“Ci riteniamo davvero soddisfatti, perché le incompletezze di questo settore ci fanno perdere oltre 30 miliardi di euro all’anno di Pil. Il via alle grandi opere, come allo sblocco dei cantieri, rappresenta il miglior volano di crescita dell’occupazione e dell’economia”, sottolinea Mariani. “Da sempre come sindacato avevamo boicottato i ‘no’ infondati e sostenuto l’importanza delle opere pubbliche per l’economia del Paese: alla luce dei risultati, che non tarderanno ad arrivare, continueremo a farlo”.

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Russiagate. Ciriani (FdI): M5S non in Aula per stop a Tav?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 luglio 2019

“L’immagine di un Senato abbandonato dal partito di maggioranza relativa del governo, mentre parla il presidente del Consiglio dà il senso della situazione drammatica in cui versa questo governo. Se sono queste le condizioni politiche allora meglio tornare al voto”. Così il capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato, Luca Ciriani, sull’informativa del presidente del Consiglio dei ministri su presunte trattative tra esponenti del partito Lega-Salvini Premier e personalità di nazionalità russa.”Il presidente Conte dovrebbe sapere benissimo che significato ha questa assenza del M5S, da cui dovrebbe trarne le conseguenze. Se poi questa assenza è dovuta alla posizione espressa dal presidente Conte sulla Tav, il M5S piuttosto che uscire dall’Aula abbia il coraggio e la coerenza di votare la sfiducia a questo governo oppure si dimettano tutti. Queste carnevalate non servono a niente” conclude il presidente Ciriani.

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Il grande vecchio nel “mondo di mezzo”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 luglio 2019

Sorride compiaciuto. E’ sotto i suoi occhi il capolavoro che ha creato. Dalla plancia di comando vede la terra letteralmente intossicata dai veleni che ha diffuso nell’aria. Sono diventati una sorta di droga. L’essere umano non riesce a farne a meno pur consapevole che lo porterà ad una fine precoce. E’ stato un tocco geniale di un artista par suo. Ha trasformato ciò che poteva costituire un beneficio per l’intera umanità in qualcosa d’insidioso e malefico. Lo è il capitalismo con la sua impronta novatrice e progressista che ha trasformato milioni di suoi fan in spregiudicati cacciatori di ricchezza nella logica del “mors tua vita mea” ovvero l’egoismo sordido di chi guarda impietoso il sacrificio degli altri e su di esso costruisce i propri trionfi. E su questo filone s’intreccia la globalizzazione, anch’essa generata con intenti onorevoli per poi mutarla in un’arma a doppio taglio dove la ricchezza di pochi si crea con la distruzione dei diritti proclamati dai più deboli. Un altro tocco da maestro si fonda sul detto “crescete e moltiplicativi” portando negli ultimi due secoli un aumento innaturale della popolazione mondiale. Nel 2050 la terra avrà nove miliardi di abitanti per diventare inospitale per molti generando rivolte popolari, esodi biblici e scomposti con un crescendo di violenze incontrollabile. E’ l’Africa, nello specifico, ma non è il solo continente, è diventata suo malgrado e con le ricchezze che dispone, un laboratorio di malgoverno, di atrocità di ogni genere e di rabbia irreprimibile nei confronti di chi l’ha sfruttata e tiranneggiata e oggi continua con il neocolonialismo. Ma ciò che più sconcerta è che s’induce l’opinione pubblica a commuoversi e a gridare allo scandalo se una manciata di disperati e taglieggiati dai soliti negrieri ci lascia la vita per attraversare un lembo di mare che separa l’Africa dall’Europa, mentre si permettono genocidi di massa in altre parti del mondo e si lascia che una guerra civile in Siria duri da circa sei anni e in Libia non si riesce a fermare una sanguinosa contesa tribale e così in altre parti del mondo. Ci copriamo solo di ridicolo con gli ammonimenti delle Nazioni Unite nella sua totale impotenza d’intervenire considerato che i contendenti se ne impipano platealmente. E’ questo l’inizio della fine per l’umanità? Possibile che non riusciamo a rinsavirci in tempo? Possibile che non riusciamo a trovare un antidoto? (Riccardo Alfonso direttore Centro studi Fidest politici e sociali)

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Nasce in Fise Unicircular

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 luglio 2019

Si tratta dell’Unione Imprese dell’Economia Circolare, un nuovo settore denominato “Progetti e impianti innovativi per la Circular Economy”, destinato alle start-up che vogliono sviluppare idee e brevetti nell’ambito dell’economia circolare.
Della nuova aggregazione faranno parte aziende che hanno sviluppato, brevettato o realizzato particolari progetti o impianti che consentono il riciclo di prodotti o materiali che fino ad ora non hanno trovato un adeguato trattamento, terminando in discarica o in impianti di incenerimento.
La struttura di Unicircular offrirà le proprie competenze in termini di conoscenza del mercato, delle norme in essere e dell’eventuale percorso di implementazione normativa che consenta l’operatività delle innovazioni proposte.
Tra le prime aziende aderenti ne segnaliamo due di particolare qualità:
la ECOPLASTEAM SPA che, attraverso un innovativo processo brevettato consente la lavorazione del “pulper” derivante dal riciclo dei packaging in poliaccoppiato, oggi destinato alla discarica, e genera un nuovo materiale sotto forma di granulo plastico “glitterato” colorabile e perfettamente lavorabile per ottenere nuovi oggetti in plastica.
La Korec Srl che ha messo a punto e brevettato un innovativo processo di riciclo termochimico in grado di trattare la vetroresina, oggi destinata in massima parte a discarica ed incenerimento. Il processo consente di recuperare dai rifiuti in vetroresina (presente in scarti industriali, prodotti dei settori aerospaziale, automobilistico, camperistico, navale marino, chimico, edilizio, agricolo, elettrico, etc…), fino al 99% di fibra di vetro e fino all’85-90% di parte organica, sotto forma di liquido ancora in grado di polimerizzare e che, in quanto tale, può essere nuovamente immesso nella stessa filiera produttiva per la fabbricazione di nuovi manufatti in vetroresina.
Le aziende della nuova sezione si distinguono nel panorama internazionale per l’innovazione e la qualità dei brevetti e delle tecnologie e dimostrano l’esigenza indifferibile ed urgente di avere in Italia una normativa sull’End of Waste flessibile che consenta l’autorizzazione e la realizzazione degli impianti nati dalle innovazioni e dai brevetti, pena la fuga verso l’estero di significativi investimenti e la perdita di opportunità di migliorare gli aspetti ambientali della gestione rifiuti.
“Con questo nuovo settore”, dichiara Andrea Fluttero, Presidente di FISE Unicircular, “intendiamo sostenere al meglio i bisogni e le necessità delle aziende virtuose e innovative del riciclo e dare un contributo sostanziale alla transizione verso un modello di Economia circolare nel nostro Paese”. Il settore “Progetti e impianti innovativi per la Circular Economy” si affianca ai raggruppamenti già esistenti in Associazione, dei demolitori auto (ADA), dei produttori aggregati riciclati (ANPAR), delle piattaforme Recupero (ASSOPIREC), del recupero rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (ASSORAEE), del Consorzio Nazionale Abiti Usati (CONAU), dei recuperatori della gomma (UNIRIGOM).

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Il progetto per un mercato africano libero dai dazi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 luglio 2019

Domenica 7 luglio, a Niamey in Niger, il vertice straordinario dei capi di Stato dei paesi dell’Unione Africana ha sancito l’inizio della fase attuativa dell’Accordo continentale africano di libero scambio (AfCFTA l’acronimo in inglese) che mira ad abbattere progressivamente tutti i dazi e le altre barriere doganali all’interno dell’intero continente. Esattamente il contrario della politica delle barriere e dei dazi di Trump.
E’ un evento di portata epocale, che potrebbe presto incidere sugli assetti geopolitici e geoeconomici mondiali. La visione e lo spirito che muovono l’Accordo hanno radici profonde e prospettive di lungo periodo: il rinascimento dell’Africa e il panafricanismo .
Hanno firmato 54 dei 55 membri dell’Unione africana, fatta eccezione per l’Eritrea per le tensioni con l’Etiopia. Ha sottoscritto anche la Nigeria, che rappresenta il Paese più popoloso e potente dell’Africa. L’AfFCTA darà il contributo più forte per il superamento di 84.000 km di frontiere interne ereditate dal colonialismo. Lo scopo è l’integrazione, senza ridisegnare nuove frontiere. Eliminando i dazi sul commercio infra-africano, si crea un mercato di 1,2 miliardi di cittadini e di consumatori che potrebbe raddoppiare entro il 2050. Il commercio interno all’Africa rappresenta meno del 15% del totale delle esportazioni. Quello interno all’Unione europea è il 70% del totale e quello infra-asiatico è già del 50%. Perciò si prevede di portare il commercio fra i paesi africani almeno al 25% entro il 2023. La creazione della Zona di libero scambio e dell’unione doganale è il primo passo di un percorso ben programmato che prevede la realizzazione del mercato comune africano nel 2025 e l’unione monetaria nel 2030. I paesi africani si sono chiaramente ispirati all’esperienza dell’Unione europea, facendo tesoro delle difficoltà e degli errori commessi in Europa. Infatti, hanno messo l’unione monetaria alla fine del percorso. Indubbiamente si è tenuto conto anche dell’esistenza dei paesi BRICS, che hanno saputo costruire nuove alleanze e istituzioni indipendenti, capaci di giocare un ruolo incisivo sullo scacchiere economico e politico globale. E’ un disegno ambizioso. L’Italia e l’Unione europea non possono limitarsi a guardare per vedere se l’Africa riuscirà o no a realizzarlo. Sarebbe grave, a nostro avviso, se ci si soffermasse a valutare i comportamenti presenti e passati dei governi e delle leadership africane. C’è un Grand Design da realizzare. E’ una sfida anche per la cooperazione internazionale ed europea. Il tutto inizia, nel maggio 2013 ad Addis Abeba in occasione della celebrazione del cinquantesimo anniversario dell’Organizzazione dell’Unione Africana, quando si definì il programma Agenda 2063 per “un’Africa integrata, prospera e pacifica guidata dai suoi stessi cittadini e che rappresenta una forza dinamica sulla scena internazionale”.
L’Agenda 2063 dettaglia, infatti, una serie d’iniziative da realizzare in tutti i campi per trasformare l’Africa in un moderno continente sovrano, che prenda in mano il proprio destino.In primo luogo vi è la realizzazione di una rete integrata continentale di treni ad alta velocità. Le infrastrutture occupano un posto prioritario nella lista dei progetti, come già evidenziato nel Piano di Sviluppo delle Infrastrutture in Africa (PIDA). Senza infrastrutture stradali, ferroviarie, fluviali, portuali, aeroportuali, energetiche e della comunicazione, la Zona di libero scambio resterebbe una scatola “paralizzata” che bloccherebbe qualsiasi piano di sviluppo industriale, economico e civile.
Si prevede la formulazione di una “strategia africana sulle commodity” per rendere il continente più forte nella definizione dei contratti di sfruttamento delle materie prime con i partner internazionali, per evitare che rimanga solo una grande miniera a cielo aperto e un semplice fornitore di minerali per il resto del mondo. L’Africa legittimamente vuole promuovere l’industrializzazione e la creazione di manifatture per garantire lavoro e reddito per i propri cittadini. L’Africa, purtroppo, finora è stata oggetto di un crescente land grabbing: vasti territori accaparrati da grandi interessi privati, da società internazionali e anche da altri Stati. Il fine è lo sfruttamento agricolo e minerario intensivo per fornire prodotti per destinazioni fuori dal continente africano. Spesso la mano d’opera locale è sfruttata al massimo e pagata al minimo, minando anche il tessuto sociale tradizionale, stravolgendo l’ambiente e lasciando, poi,sacche di povertà e di abbandono. Purtroppo, com’è noto, la regione sub-sahariana è il bersaglio principale di tali spregiudicate operazioni, che si giovano anche della corruzione di potentati locali e dell’ignoranza di molti. Si stima che, di tutti i territori acquisiti attraverso il land grabbing a livello mondiale, oltre il 40% sia in questa regione. Per esempio, una ricerca di alcuni anni fa quantificava l’acquisizione di terreni nella sola Repubblica Democratica del Congo in 7,2 milioni di ettari. Un terzo dell’Italia!
9 su 10 paesi dell’Africa sub-sahariana sono “dipendenti dalle commodity”, perché oltre il 60% di tutto il loro export è dato dalle commodity. Ed è una tendenza in crescita anche a livello globale. La Banca Mondiale conferma, infatti, l’aumento del rapporto debito/export nella regione sub-sahariana che è passato dal 65% del 2011 al 136% del 2017. L’Agenda 2063 è ricca di altri progetti relativi alle nuove tecnologie, alla finanza e anche alla ricerca spaziale. Fondamentale è la previsione di costruire un “grande museo africano” per promuovere la cultura africana in linea con gli ideali del pan-africanismo. Si vuole preservare il patrimonio culturale, stimolare gli africani a scrivere la vera storia dell’Africa e mostrare la sua influenza artistica, scientifica e letteraria sulle varie culture del mondo. Il summit di Niamey ha dovuto comunque riconoscere che l’impegno assunto nel 2013 di far tacere tutte le armi entro il 2020 non è stato ancora realizzato. La pacificazione e il superamento degli attuali conflitti in alcuni paesi sono, però, la condizione per l’effettiva operatività della Zona continentale africana di libero scambio senza dazi e barriere. E’ una grande sfida. Così come lo è il superamento delle frontiere e l’emissione di un unico passaporto africano per il libero movimento delle persone, che dovrebbe essere operante già dal prossimo anno. (Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista)

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I buoni motivi per vivere l’estate nella Sicilia de Le Soste di Ulisse

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 luglio 2019

Una meta estiva che non può che mettere d’accordo tutti: la Sicilia. Che si voglia godere del dolce far niente di fronte a un mare scintillante o andare alla scoperta della sua antichissima storia, godere della natura mediterranea o della cucina isolana, la Sicilia è il posto ideale. Sono tantissimi i luoghi magici di quest’isola, distribuiti tra i suoi tre storici valli: Val di Noto, Val Dèmone e Val di Mazara. Visitarli scegliendo l’ospitalità delle strutture associate a Le Soste di Ulisse è un’occasione per completare l’esperienza nel modo più autentico, con la possibilità di organizzare il proprio Grand Tour all’insegna dell’ospitalità siciliana.Resort con viste mozzafiato, piscine e terrazze sul mare lungo coste e promontori caratterizzati da bellissime spiagge e scogli, o ancora, immersi nei tipici paesaggi dell’entroterra siciliano o sulle isole. Da qui godere del tramonto o di cieli stellati lontani dalle luci delle grandi città ha un sapore unico; un sogno per gli amanti del relax e di un lusso dal carattere mediterraneo. Terra ambita da fenici, greci, saraceni, romani, normanni, spagnoli e francesi, ogni angolo della Sicilia ha vicende da raccontare. Un crocevia di culture che si ritrova tra antichi insediamenti fenici, templi dorici o palazzi e chiese in stile Barocco. Il paesaggio siciliano, tanto bello quanto vario, offre aree interne brulle e quasi selvagge, parchi e riserve naturali, paesaggi vulcanici e isole incantevoli, tutti luoghi che racchiudono in sé i vividi colori e le luci del Mediterraneo. Bellezze storiche, artistiche e architettoniche, tradizione e folklore unici oltre a un’atmosfera e un’ospitalità tipica siciliana ben rappresentata in tutte le location de Le Soste di Ulisse. Per gli appassionati della cucina gourmet, del buon vino, della pasticceria siciliana, quest’isola è un ‘continente’ tutto da scoprire attraverso una ristorazione di altissima qualità, anche stellata. Piatti che hanno in sé tutto il carattere della tradizione, realizzati con materia prime di eccellenza da chef di altissimo livello. Possibilità di soggiornare in wine resort che uniscono la tradizione vitivinicola all’ospitalità autentica. Tutto questo contribuisce a rendere unica una visita in terra siciliana, creando un incanto indimenticabile e la voglia di non lasciare una terra che accoglie lo straniero e lo fa sentire a casa.Come ricorda lo chef bistellato Pino Cuttaia, Presidente de Le Soste di Ulisse, “il ruolo dell’Associazione rispetto al territorio siciliano è di portare e far tornare nella nostra terra sempre più ospiti, profondamente appassionati delle eccellenze di cui siamo artefici, comprese quelle artistiche, storiche, culturali e architettoniche”.

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Xiaomi per la prima volta entra nella “Fortune Global 500”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 luglio 2019

Xiaomi annuncia di aver conquistato un posto nella classifica “Fortune Global 500” del 2019, a soli 9 anni dalla sua iterazione.Il leader tecnologico globale con sede a Pechino risulta essere la società più giovane nella classifica Global 500 di quest’anno, posizionandosi al 468° posto con un fatturato di 26,443.50 milioni di dollari e un utile netto di 2,049.10 milioni di dollari nel precedente anno fiscale. L’azienda si posiziona inoltre al 7°posto nella categoria Servizi Internet e Vendita al dettaglio.L’azienda ha raggiunto la soglia di 10.000 milioni di RMB (circa 1.453,72 milioni di dollari) di fatturato nel 2012 e 100.000 milioni di RMB (circa 14.537,21 milioni di dollari) nel 2017.Xiaomi continua a dimostrare una sana brand equity dei consumatori e il suo forte potenziale di crescita, grazie all’esclusivo e potente modello di business “triathlon” dell’azienda e ai risultati della sua strategia dual-core “Smartphone + AIoT”.
Secondo l’organizzazione internazionale di ricerche di mercato IDC, a marzo 2019, Xiaomi è diventato il quarto brand di smartphone al mondo in termini di volume di vendita delle spedizioni, registrando una crescita del 32,2% rispetto all’anno precedente. E per l’organizzazione internazionale di ricerche di mercato Canalys, a marzo 2019, Xiaomi si è classificata tra le prime cinque aziende in più di 40 mercati in termini di spedizioni, ed è rimasta per sette trimestri consecutivi il più grande marchio di smartphone in India, con una quota di mercato del 31,4%.L’azienda, a meno di due anni dal suo ingresso ufficiale in Europa Occidentale, ha mantenuto anche qui un alto tasso di crescita, classificandosi al quarto posto in termini di spedizioni di smartphone. Inoltre, sta facendo grandi passi avanti nei nuovi mercati dell’Africa e dell’America Latina.

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“Fixed Income – Risvolto positivo per le obbligazioni denominate in renmimbi”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 luglio 2019

A cura di Cary Yeung Head of Greater China Debt di Pictet Asset Management. L’invecchiamento della popolazione cinese può diventare un problema per la seconda potenza economica mondiale, ma potrebbe contribuire a trasformare il mercato obbligazionario da 13000 miliardi di dollari in una classe di attivi internazionale. Per comprenderne le ragioni, occorre considerare la relazione tra demografia, risparmio e saldo della bilancia commerciale. In Cina, la proporzione di persone in età lavorativa, ossia compresa tra 15 e 64 anni, ha raggiunto il picco circa una decina di anni fa al 64% e scenderà al 52% entro il 2030, secondo le proiezioni dell’ONU.Di pari passo con l’invecchiamento della popolazione aumenta la sua spesa complessiva, soprattutto per salute e pensione. Infatti, la spesa pensionistica è cresciuta a un ritmo annuo più veloce rispetto al gettito pensionistico a partire dal 2012. E si prevede che il disavanzo mediano annuale del divario pensionistico cinese raggiungerà 1410 miliardi di RMB nel 2050, dagli attuali 50 miliardi di RMB. Per colmare questo divario, il Paese dovrà attingere ai propri risparmi, per i quali si prevede una flessione al di sotto del 40% del PIL entro il 2030, dal picco del 46%.Questo dato, associato a un aumento della spesa nazionale, significa che è solo una questione di tempo prima che la Cina si ritrovi a gestire un deficit delle partite correnti, consumando più di quanto produce. Si tratterà di un importante sviluppo per il mercato del debito del Paese.Perché quando ciò accadrà, la Cina dovrà finanziare quel deficit indebitandosi maggiormente con i Paesi esteri. In altre parole, si trasformerà da un esportatore di capitale ad un importatore. Consapevole di questa trasformazione all’orizzonte, Pechino sta attuando una serie di misure volte a liberalizzare i mercati finanziari e attrarre investimenti dall’estero. E cruciale per queste riforme è l’apertura del mercato delle obbligazioni onshore cinesi.
Dal lancio nel 2017 del programma “Bond Connect”, che consente agli investitori stranieri di negoziare a Hong Kong senza possedere conti onshore, le autorità cinesi hanno anche introdotto l’opzione di regolamento “Delivery versus Payment” che ha significativamente ridotto i rischi di regolamento. Pechino ha anche offerto agli investitori istituzionali esteri un’esenzione fiscale di tre anni sugli interessi generati dalle obbligazioni fino a novembre 2021. Inoltre, la People’s Bank of China intende ammorbidire le regole sulle operazioni repo e sui derivati per gli investitori esteri. Questi passi, oltre alle misure aggiuntive proposte per aprire ulteriormente il mercato, consentiranno alle obbligazioni in RMB di diventare una componente importante dei portafogli internazionali.L’importo di tali obbligazioni detenute da investitori stranieri è salita al livello record di 271 miliardi di dollari nel primo trimestre, dai 160 miliardi di fine 2018. Questo risultato è in parte dovuto all’anticipazione della decisione dei fornitori di indici globali di inserire le obbligazioni cinesi nei loro indici obbligazionari internazionali tradizionali. L’indice obbligazionario Bloomberg-Barclays’ Global Aggregate ha iniziato a inserire le obbligazioni cinesi in RMB ad aprile, una mossa che dovrebbe incoraggiare altri fornitori a seguirlo. Complessivamente, l’inserimento negli indici degli strumenti cinesi potrebbe generare flussi in entrata pari a quasi 300 miliardi di dollari nei prossimi anni. Gli investitori internazionali attualmente detengono poco meno del 3% della classe di attivi, ma la People’s Bank Of China (PBOC) prevede che questa cifra possa più che triplicare al 10-15% entro una decina d’anni.
Le obbligazioni denominate in RMB possiedono caratteristiche distintive, e per questo motivo il loro inserimento in un portafoglio a reddito fisso internazionale può modificare le sue dinamiche di rischio e rendimento. Come indica la Fig. 1, i rendimenti delle obbligazioni in RMB non presentano una forte correlazione con nessuna classe di attivi principale, sia essa obbligazionaria o azionaria.È chiaro che per gli investitori internazionali detenere nei portafogli diversificati obbligazioni onshore cinesi sta diventando fondamentale.

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Penny Market Italia: 70 milioni di investimenti sul mercato italiano

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 luglio 2019

Settanta milioni allocati per investimenti trasversali nel 2019 e 17 nuove aperture di punti vendita previste: sono questi i numeri che testimoniano la volontà di PENNY Market Italia, rappresentante nel nostro paese dell’eccellenza di business del gruppo tedesco REWE, di crescere e puntare sul mercato italiano.
Un piano di crescita condiviso che arriva fino al 2021, ponderato e orientato al futuro, un impegno verso i propri consumatori ma anche – e soprattutto – verso i propri collaboratori. PENNY Market, a livello di gruppo internazionale, ha fissato e riconosciuto tra i propri principali obbiettivi l’importanza di essere “vicino” al territorio in termini di “qualità” e “sostenibilità”.
Valorizzare i piccoli produttori locali e i prodotti a km zero, per portare sulla tavola degli italiani le eccellenze dei prodotti locali significa per PENNY creare occupazione sul territorio.Alla guida del neo insediato CEO Nicola Pierdomenico, primo CEO Italiano nei 25 anni di PENNY Market Italia, l’azienda ha già cominciato la sua crescita e il suo consolidamento in termini di business, valori, qualità e relazioni, mentre continuano le attività di modernizzazione dei negozi e le trattative di espansione tramite acquisizioni a livello regionale.www.pennymarket.it

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Partnership per la diffusione del Welfare Aziendale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 luglio 2019

E’ un servizio rivolto a Piccole, Medie e Grandi Imprese italiane impegnate in percorsi strutturati di Compensation & Benefit.Grazie ad Easy Welfare, ManpowerGroup allarga la suite di prodotti HR erogabili alle proprie aziende clienti. La piattaforma tech fornita dal provider è in grado di unire ben oltre 11.000 fornitori nazionali e locali: oltre ai classici servizi di rimborso effettuabili direttamente online, Easy Welfare mette a disposizione la più ampia gamma di flexible benefit (viaggi, hotel, card benzina, shopping, ticket cinema, ingressi termali & CO).Secondo i dati dell’Osservatorio Welfare di Easy Welfare il credito welfare medio disponibile nel corso del 2018 per il campione di beneficiari analizzato risulta pari a circa 780€ pro-capite, ovvero circa il +21% in più rispetto alle somme riferite al 2017.

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La Sapienza alla guida della nuova università europea Civis

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 luglio 2019

Il rettore Eugenio Gaudio è stato eletto presidente dell’alleanza che riunisce quasi 400.000 studenti e 55.000 tra docenti e personale tecnico amministrativo, recentemente selezionata per il finanziamento europeo per 5.000.000 di euro dalla Commissione europea.
Civis, con circa 400.000 studenti e 55.000 tra docenti e personale tecnico-amministrativo, è la più grande tra le 17 reti universitarie europee – di cui 11 partecipate da Atenei italiani – che hanno ottenuto il finanziamento dell’Unione europea a seguito della prima call Erasmus+ “European Universities”.Insieme alla Sapienza fanno parte della rete le università Aix-Marseille University per la Francia, l’università Ethniko kai Kapodistriako Panepistimio di Atene per la Grecia, Universitatea di Bucureșt per la Romania, Universidad Autónoma de Madrid per la Spagna, Eberhard Karls University di Tübingen per la Germania, Université libre de Bruxelles per il Belgio, Stockholms University per la Svezia.
All’avvio della presidenza del rettore Gaudio, nel mese di ottobre, alla Sapienza si terrà la prima riunione operativa che consentirà di avviare la fase di realizzazione del progetto, a cui parteciperanno tutti i Rettori delle otto università europee aderenti.
“Alcune attività sono già partite, come la Summer School riservata agli studenti di Civis, che ha consentito ai primi 20 ragazzi di seguire lezioni in archeologia e studi classici, fiore all’occhiello del nostro ateneo che proprio in Classics si posiziona al vertice delle classifiche internazionali” aggiunge il Rettore Gaudio “A ottobre si lavorerà poi per dare sempre maggiore concretezza alla rete universitaria, a partire da una student card unificata per le 8 università, che agevolerà la condivisione di servizi e di percorsi formativi”. Tra gli obiettivi dell’alleanza vi è la promozione del multilinguismo e della diversità culturale europea. Il progetto sarà affiancato da un cofinanziamento degli atenei partecipanti; questo consentirà di portare avanti un ampio programma di attività.
Gli studenti avranno la possibilità di svolgere il percorso universitario in mobilità nei diversi atenei aderenti, con rilascio di titoli congiunti, accedere a strumenti innovativi per l’apprendimento delle lingue e, attraverso la student card uguale per tutti gli iscritti dei diversi atenei, utilizzare servizi comuni.I docenti potranno realizzare attività di ricerca integrate, con accesso facilitato agli ambienti collaborativi europei per la realizzazione di partenariati, condivisione di pedagogie innovative, opportunità per disseminazione dei risultati scientifici.Molto importante è anche l’impatto dello scambio tra università e cittadini, i quali potranno partecipare attivamente alla definizione delle iniziative di ricerca dell’Alleanza, attraverso gli strumenti della Citizen Science, e conoscere i risultati della ricerca grazie alla strategia open science. Civis prevede anche il coinvolgimento nei laboratori di ricerca degli stakeholder presenti sul territorio, con la formula degli Open Labs.

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La guerra in Siria non è finita

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 luglio 2019

Tra le tante leadership mondiali, come al solito, è Papa Francesco a mostrare maggiore preoccupazione per il dramma del popolo siriano e del Medio Oriente in generale.
Aiuto alla Chiesa che Soffre accoglie con gioia la notizia dell’incontro di questa mattina a Damasco tra il Cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, accompagnato dal nunzio apostolico in Siria, il cardinale Mario Zenari, con Bashar Hafez al-Assad. Come informa la Santa Sede, durante l’incontro, il cardinal Turkson ha consegnato al presidente siriano una lettera del Santo Padre, «che esprime la profonda preoccupazione di Sua Santità Papa Francesco per la situazione umanitaria in Siria, con particolare riferimento alle condizioni drammatiche della popolazione civile ad Idlib».Nella riservatezza che doverosamente le attività diplomatiche impongono, Papa Francesco richiama l’attenzione del Capo di Stato siriano alle estreme sofferenze del suo popolo e al tempo stesso ricorda ai leader mondiali e a noi tutti che il conflitto in Siria è tutt’altro che terminato. Nonostante l’attenzione dedicata dai media internazionali e dell’opinione pubblica in generale vada drasticamente scemando, dopo otto anni di guerra la situazione rimane drammatica. E se in molte zone tacciono le armi, il grido disperato della miseria non si arresta. Se dalle bombe si può cercare riparo, nessuno sfugge alla gravissima povertà che, come notano numerosi esponenti delle Chiese locali, trova una colpevole aggravante nelle sanzioni economiche internazionali imposte alla Siria.
Nel Paese mancano le medicine, mentre nella provincia di Idlib i bambini muoiono. E il nostro pensiero va a quei sacerdoti coraggiosi che non abbandonano le aree in difficoltà. Come padre Hanna Jallouf, francescano della Custodia di Terra Santa, che si trova tuttora nel governatorato di Idlib dove opera a beneficio delle persone di ogni fede.Aiuto alla Chiesa che Soffre non si rassegna all’indifferenza e alla sempre minore attenzione mondiale al contesto siriano. E assicura che continuerà sempre a rispondere alle tante richieste di aiuto provenienti dal martoriato Paese mediorientale con iniziative concrete, quale la campagna di raccolta fondi lanciata pochi giorni orsono per donare pacchi viveri e medicine ad Aleppo e Damasco.

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Isapiens e CrossKnowledge: riconfermata la partnership tra Digital Learning Agency

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 luglio 2019

isapiens, realtà italiana di Learning per le aziende, ha confermato la propria partnership, unica in Italia, con CrossKnowledge, leader mondiale nella formazione aziendale.Presa consapevolezza del superamento del modello formativo tradizionale (deadlearning), le due aziende condividono la stessa vision: supportare e credere in un’evoluzione professionale attraverso l’offerta di corsi didattici che prevedono un approccio differente all’apprendimento. Questo metodo pedagogico viene definito Blended Learning, in quanto la classica formazione in aula viene sostituita con percorsi digitali e con il supporto fornito da un coach. La collaborazione tra le due aziende nasce dalla necessità di investire sulla rivoluzione digitale nelle persone per aumentare le competenze dei membri di un team, riscoprirne talenti e sviluppare nuove skills.
Se da un lato isapiens utilizza come modello pedagogico il marchio AliveLearning, utile a far emergere il lato umano anche in ambito digitale, Crossknowledge definisce il suo HILL Model, High-Impact Learning that Lasts. L’HILL Model, studiato da Filip Dochy – Professore universitario di Corporate Training and Development – si basa su un approccio scientifico, dinamico e pragmatico alla formazione. Si è potuto constatare come, seguendo i criteri cardine – Urgency, Action&Sharing, Hybrid Learning, Learner Agency, Collaboration&Coaching, Flexibility e Assessment as Learning – la percentuale di personale disposto a partecipare e a seguire tali percorsi formativi è passata dal 41% al 74%.
Entrambe le metodologie hanno lo scopo di motivare e orientare i dipendenti di un’azienda a scegliere un’esperienza di apprendimento integrata, personalizzata e supportata da una piattaforma che unisce l’intelligenza umana con quella digitale.
Un modello, quello di isapiens e di CrossKnowledge, che ha come mission il posizionamento delle persone al centro dell’organizzazione in cui lavorano.

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Zucchetti: La sfida dell’innovazione si vince con la matematica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 luglio 2019

Zucchetti fa un ulteriore passo avanti nel suo percorso d’innovazione grazie all’acquisizione della maggioranza delle quote di Moxoff, spinoff del Politecnico di Milano. Fondata nel 2010, Moxoff è oggi una realtà di eccellenza nello sviluppo di soluzioni matematiche avanzate. Conta su un team di 25 specialisti e un’esperienza maturata su più di 200 progetti per oltre 100 clienti, in diversi settori industriali.
L’operazione messa a punto da Zucchetti prevede anche un importante aumento di capitale, per permettere alla realtà milanese di accelerare nel proprio percorso di crescita e aumentare la sua penetrazione sul mercato. Zucchetti con questa acquisizione vuole non solo aumentare le competenze del gruppo su nuovi ambiti strategici quali l’Internet of Things e la Realtà Aumentata, ma anche realizzare software e soluzioni 5.0 che integrino avanzati algoritmi di machine learning e intelligenza artificiale.Alfio Quarteroni, presidente Moxoff: “Iniziare un nuovo percorso con il Gruppo Zucchetti è motivo di grande orgoglio per Moxoff. Le sfide della Digital Transformation che si delineano all’orizzonte richiedono nuova intelligenza, grande capacità di innovazione, una struttura industriale forte e dinamica, persone preparate e con spiccata attitudine a migliorarsi. Pur nel rispetto delle diverse specificità e dei diversi fattori di scala, penso che Moxoff e Zucchetti abbiano queste caratteristiche e un notevole potenziale sinergico. Non ho dubbi che Moxoff metterà in campo un impegno rinnovato e grandi motivazioni per fare sì che questa sua “seconda vita” sia di grande successo. Motivazioni che nel caso personale sono rafforzate dalla amicizia e dalla grande ammirazione nutrite nei confronti di Mino Zucchetti, una persona di grande sensibilità dal talento imprenditoriale straordinario”.
Antonio Grioli, presidente comitato direttivo Zucchetti: “Come Zucchetti ci ‘mettiamo a disposizione’ della tecnologia e diamo la possibilità a esperti di matematica di estendere ulteriormente i campi di applicazione dei loro progetti, che hanno già prodotto risultati concreti in termini di business per diversi clienti. Siamo, infatti, tutti consapevoli di questa rivoluzione digitale e dei nuovi scenari aperti da intelligenza artificiale e big data, ma spesso questi temi vengono affrontati dal mercato in modo confuso e pasticciato. Con questa acquisizione Zucchetti vuole diventare il protagonista di questa nuova era tecnologica, con un approccio chiaro e strutturato. Per noi la formula vincente è unire un produttore di software con un team di matematici con propensione alla data intelligence, per portare le competenze di entrambi al mondo delle imprese, creando una forma di collaborazione dove ognuno degli attori può portare il suo valore aggiunto”.
Moxoff SpA è una società spin off del Politecnico di Milano, costituita nel 2010. Il suo core business consiste nello sviluppo di soluzioni matematiche avanzate basate su data science, modellazione matematica e ottimizzazione, sviluppate su misura delle esigenze specifiche di business e del contesto in cui operano i suoi clienti. Moxoff è un team di 25 data scientist, modellisti e software engineers che sviluppano e implementano modelli matematici e software innovativi per applicazioni industriali, in un approccio di trasferimento tecnologico dal mondo della ricerca e cross-industriale.

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Export: un seminario in Cciaa a Udine

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 luglio 2019

Udine 25 luglio 2019 ore 9.30 in Sala Economia (ingresso da piazza Venerio) con Giulio Finzi, Senior Partner Netcomm Services e Segretario Generale del Consorzio Netcomm, il Consorzio del Commercio Elettronico Italiano con sede a Milano. Il web sta acquisendo sempre maggiore importanza per le imprese che vogliano svilupparlo, in particolare con l’orientamento all’export. Solo l’11% delle imprese italiane utilizza l’e-commerce per le vendite ai consumatori. Nel 2017, ha generato un fatturato di 35,1 miliardi di euro, valore superato nel 2018 con un ulteriore incremento del 18%. Margini di crescita e importanti opportunità, quindi, per le imprese esportatrici che siano interessate a sviluppare nuove strategie, rafforzare la propria presenza sui mercati e accrescere la competitività verso nuove aree geografiche grazie al digitale.Giulio Finzi è docente universitario di e-commerce e web marketing e co-autore di diversi libri sulla Digital Transformation. Sarà a disposizione anche per eventuali domande su diritto e tassazione, marketing, logistica ed esportazione.L’incontro è organizzato nell’ambito di EEn-Enterprise Europe Network, la più grande rete europea di supporto allo sviluppo delle pmi, di cui la Cciaa è sportello sul territorio.

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Master in “Giornalismo e comunicazione istituzionale della scienza”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 luglio 2019

Ferrara Fino al 4 novembre è possibile iscriversi alla diciannovesima edizione del Master universitario di I livello in “Giornalismo e comunicazione istituzionale della scienza”, attivato dall’Università di Ferrara con modalità didattica on-line e laboratori facoltativi in presenza.Il Master si rivolge sia a coloro che intendono esercitare una professione nell’ambito della comunicazione scientifica (giornali, media digitali, istituzioni ed enti di ricerca, URP, uffici stampa, aziende pubbliche e private, musei, case editrici, scuola), sia a persone già inserite nel mondo del lavoro che desiderano acquisire competenze e strumenti di comunicazione per promuovere o riqualificare la propria figura professionale.Tutta l’attività didattica on-line è seguita da docenti e tutor di classe e contenuto (elenco dei docenti e dei corsi nel sito dell’Università). Le uniche attività obbligatorie in presenza sono gli esami, che si svolgono sempre nel fine settimana. Le attività facoltative (seminari, laboratori, conferenze, spettacoli) sono organizzate in coincidenza con le sessioni di esame.Il Master, con più di 600 iscritti dalla sua fondazione, rappresenta non solo una delle iniziative più longeve in questo settore, ma anche l’unico percorso di formazione a distanza in Comunicazione della scienza nel panorama nazionale.Il Master è a numero chiuso: verranno accettate le prime 40 iscrizioni.L’attivazione è subordinata al raggiungimento di 30 iscrizioni.Le iscrizioni si possono effettuare esclusivamente on-line all’indirizzo https://studiare.unife.it/Home.do Le istruzioni per effettuare la preiscrizione si trovano alla pagina
http://www.unife.it/studenti/pfm/normativapfm/faq-1/faq I docenti delle scuole di ogni ordine e grado che intendono iscriversi possono utilizzare il buono messo a disposizione dal MIUR. Le istruzioni da seguire sono indicate alla pagina
http://www.unife.it/studenti/pfm/Cartadocente La tassa di iscrizione è pari a Euro 2.400,00. Chiusura delle iscrizioni: 4 novembre 2019.

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“Il battito del cuore”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 luglio 2019

E’ il titolo della campagna di Bayer di sensibilizzazione alla prevenzione delle malattie cardiovascolari, lanciata lo scorso autunno in occasione della Giornata Internazionale del Cuore. Una versione ancor più densa di significato, interpretata dall’artista bolognese insieme ad un coro d’eccezione, composto da alcuni membri dell’associazione A.L.I.Ce. Italia onlus, persone che hanno vissuto una grave malattia cardio-cerebrovascolare.
La campagna – supportata dal sito web http://www.ilbattitodelcuore.it e dalla pagina Facebook dedicata – è stata oggetto di grande visibilità ricevendo una menzione speciale nella categoria “Patient support program” del premio “Le Eccellenze dell’Informazione Scientifica e la Centralità del Paziente”. A nove mesi dal suo lancio, la campagna ha avuto grande successo e i video hanno superato il milione di visualizzazioni. Bayer rinnova anche quest’anno la volontà di sensibilizzare la popolazione sulla necessità di fare prevenzione per ridurre il rischio di malattie cardiovascolari; invita a rivolgersi al proprio medico di fiducia e sottolinea l’importanza della aderenza terapeutica.
C’è, infatti, ancora molto da fare, considerata la poca informazione sulla diffusione delle malattie cardiovascolari in Italia e nel mondo.
Secondo i dati del Global Health Observatory (GHO) pubblicati dall’OMS sulle stime dei decessi, le cardiopatie e gli ictus ischemici sono stati causa di 15,2 milioni di decessi nel 2016. Queste patologie sono rimaste le principali cause di morte a livello globale negli ultimi 15 anni.
In Italia circa 6 milioni di persone sono a rischio di malattie cardiovascolari e – dato ancora più allarmante – non tutti sono consapevoli di esserlo. Secondo l’ultimo dato di mortalità disponibile ISTAT, nel 2014 si sono verificati nel nostro Paese complessivamente oltre 220.000 decessi per malattie cardio-cerebrovascolari, come ad esempio infarto e ictus (circa 96.000 negli uomini e circa 124.000 nelle donne). Senza considerare che chi soffre di malattie cardiovascolari può avere conseguenze fisiche importanti, con un’aspettativa di vita ridotta di oltre 7 anni.
Partner di questa iniziativa di successo anche la Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa (SIIA) guidata dal Presidente Claudio Ferri che osserva: “Oltre a sensibilizzare la popolazione a ben controllare il rischio cardiovascolare, promuoviamo da sempre l’importanza di adottare uno stile di vita sano e la corretta aderenza alle terapie prescritte. La prevenzione, tuttavia, ha senso se ogni intervento è fatto in collaborazione, tempestivo ed attento alle terapie innovative e di avanguardia. Per questo, è molto importante che al primo coinvolgimento, quello dei pazienti, si aggiunga ora in questa campagna quello dei medici.”

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Iren denunciata all’Agcm per contratti non richiesti di energia elettrica e gas

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 luglio 2019

A seguito delle liberalizzazioni nel settore energetico, capita spesso di dover tutelare i cittadini da richieste di pagamento illegittime relative a contratti di fornitura di energia elettrica o gas. In questi giorni l’Associazione Codici ha inviato un reclamo a Iren Mercato S.p.a. per aver ritenuto perfezionati i contratti per la fornitura di energia elettrica e di gas naturale per il signor L. P. a seguito di un semplice contatto telefonico da parte di un operatore della società, senza aver preventivamente acquisito il consenso del consumatore, in assenza della sottoscrizione e di alcuna manifestazione di consenso. “Il 23 e 31 maggio scorsi – spiega il Responsabile di Codici Puglia Stefano Gallotta – il consumatore ha ricevuto una telefonata da un agente della Iren Mercato S.p.a., che lo informava di un’offerta, a suo dire estremamente vantaggiosa, per la fornitura di energia elettrica e gas presso la sua utenza residenziale e gli chiedeva un indirizzo di posta elettronica dove inviargli alcuni allegati utili a effettuare un confronto dei prezzi, evidenziando che all’interno di tale mail l’utente avrebbe dovuto cliccare alla voce ‘conferma indirizzo mail’ per consentire a Iren di verificare la possibilità di procedere a un eventuale subentro”.
Solo successivamente, dopo aver cliccato su tale voce, l’ignaro consumatore si è accorto che nella mail era riportato quanto segue: “la ringraziamo di aver scelto l’offerta di Iren Mercato e confermiamo di aver ricevuto in data 23/05/2019 (e 31/05/2019) la sua richiesta di contratto di somministrazione…”, senza aver potuto leggere neanche le condizioni dell’offerta e ricevuto o sottoscritto un contratto. Pur senza aver manifestato il proprio consenso e preoccupato da quanto letto nella mail, il consumatore è stato costretto a inviare immediatamente due raccomandate alla Iren per esercitare, a scopo cautelativo, il diritto di ripensamento e, nonostante ciò, pochi giorni dopo è stato contattato da un operatore del proprio fornitore di energia e gas Enel, che lo ha informato di essere divenuto cliente della Iren Mercato. Il consumatore è stato così costretto a stipulare nuovi contratti con il proprio gestore ed a rivolgersi all’Associazione Codici, che, tramite l’avvocato Stefano Gallotta, ha inviato immediatamente una lettera di contestazione alla Iren, diffidandola da addebitare qualsivoglia importo per l’illegittima procedura posta in essere e riservando di chiedere il risarcimento del danno e di segnalare l’accaduto all’Agcm che, già nel 2017, aveva sanzionato la stessa società.

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ICA vince il premio Visionary in Nevada

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 luglio 2019

Esistono scoperte che sembrano arrivate direttamente dal futuro, messe a punto dalla creatività di chi sa inventare il domani. Dopo essersi aggiudicata, due mesi fa a Colonia in Germania, alla più grande manifestazione al mondo per l’industria del mobile, l’ambito premio biennale “Interzum Award: intelligent material & design 2019”, X-MATT conquista anche gli States.La rivoluzionaria vernice antigraffio, anti-impronta e autoriparante, firmata da ICA, azienda leader mondiale di vernici innovative, si è aggiudicata “The Visionary New Product Awards by AWFS®”, durante l’esposizione di maggior prestigio internazionale nel comparto della wood – industry, la AWFS di Las Vegas.
L’impresa civitanovese della famiglia Paniccia è alla prima presenza, in modo diretto, al Las Vegas Convention Center, in Nevada, e proprio pochi mesi fa ha aperto la controllata ICA North America per svilupparsi sul mercato canadese e statunitense. Con la vittoria del “The Visionary New Product Awards by AWFS®”, riconoscimento mondiale, ICA si conferma avanguardia solida sia nell’ambito del “green environmental product development” che per il settore innovazione e tecnologia.

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“Il tempo per risolvere il problema della bolla del debito cinese sta per scadere”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 luglio 2019

A cura di Paul Smillie, Analista senior della Columbia Threadneedle Investments. Nelle ultime settimane, i timori di una guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina sono balzati alla ribalta delle cronache, spaventando gli investitori. Ciò è apparso particolarmente evidente in Cina, dove lo Shanghai Composite Index ha ceduto il 10% circa a maggio rispetto ai livelli di aprile in seguito al deteriorarsi delle trattative commerciali tra i due paesi.Considerate le minacce del Presidente statunitense Donald Trump di autorizzare una nuova tranche di dazi (pari al 25% sui restanti USD 300 miliardi di importazioni cinesi, mentre la Cina prende in esame eventuali contromisure), l’impatto negativo di una guerra commerciale sull’economia cinese potrebbe rivelarsi significativo.Il prospettarsi di un conflitto commerciale è sicuramente preoccupante, ma riteniamo che i mercati stiano sottostimando altri rischi sistemici potenzialmente più gravi per l’economia cinese, ovvero la rapida e preoccupante espansione del credito negli ultimi anni.La crescita cinese va indebolendosi ed attualmente è scesa al di sotto del 7% da oltre il 14% annuo registrato prima della crisi finanziaria, evidenziando una contrazione molto marcata per la seconda economia mondiale in termini di dimensioni. Le autorità cinesi hanno reagito aprendo i rubinetti del credito al fine di stimolare l’economia favorendo il ricorso a prestiti. Il problema è che quanto più si prolunga l’espansione creditizia, tanto meno efficace diviene questa strategia.Nel 2008, il rendimento sul credito, che misura l’efficacia del nuovo credito nello stimolare la crescita, si attestava intorno allo 0,75. Questo significa che ciascun CNY di credito generava CNY 0,75 in termini di prodotto interno lordo (PIL) nominale. Dal 2014, questo rapporto è sceso in media allo 0,25.
L’aumento dei rischi estremi è ancora più preoccupante. Comunque la si guardi, la massiccia espansione del credito cinese negli ultimi anni dovrebbe far suonare campanelli di allarme. I principali parametri della crescita del credito indicano non solo che l’attuale tasso di espansione è insostenibile, ma anche che causerà un forte aumento dei prestiti in sofferenza, che non mancherà prima o poi di avere enormi ripercussioni negative sui mercati obbligazionari e azionari cinesi.Prendiamo il rapporto credito/PIL, che misura il livello del credito rispetto alle dimensioni dell’economia. Includendo sia il credito a bilancio che quello fuori bilancio, alcuni stimano che tale rapporto sia salito al 300% circa dalla crisi finanziaria, partendo da una base di quasi il 150%. Ciò segnala a nostro avviso una chiara crisi del settore bancario cinese.
La buona notizia è che i livelli dei prestiti cinesi in valuta estera sono bassi, fatta eccezione per il settore aziendale. È quindi improbabile che in Cina si assista a una replica della crisi asiatica del 1997, innescata dall’elevato indebitamento in dollari.
Includendo tuttavia gli attivi fuori bilancio, i patrimoni bancari cinesi ammontano all’incirca a USD 45.000 miliardi. Secondo le stime, il paese detiene USD 3.000 miliardi di riserve valutarie, che potrebbero rapidamente esaurirsi in seguito a prelievi di capitale di entità anche contenuta. Qualora si rendesse necessario sostenere le banche, le autorità cinesi si vedrebbero costrette a ricorrere a provvedimenti più radicali. Il governo potrebbe ricapitalizzare il settore bancario, una mossa che, secondo i nostri calcoli, potrebbe far schizzare verso l’alto il rapporto ufficiale debito/PIL del paese, portandolo dall’attuale 48% circa a oltre il 70%. Tale livello sarebbe ancora in linea con quelli di molti governi occidentali, ma non si tratterebbe di una mossa di poco conto.
Cinque anni fa eravamo del parere che una rapida espansione del credito in Cina avrebbe potuto essere gestita senza causare gravi turbolenze sui mercati. Non siamo più di questo avviso.La Cina potrebbe diventare la prima nazione in grado di assorbire una tale espansione del credito senza accusare problemi, tramite un’abile riduzione dell’indebitamento in un contesto di rallentamento della crescita, svalutando la propria moneta o, più probabilmente mediante una costosa ricapitalizzazione del settore bancario. Non si può tuttavia escludere il rischio di un improvviso e doloroso scoppio della bolla del credito cinese, con gravi ripercussioni per la crescita globale data l’importanza del paese per l’economia globale.In ogni caso, gli investitori possono aspettarsi oscillazioni dei mercati azionari e obbligazionari ancora più marcate di quelle causate dagli attuali timori della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina.

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