Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Il grande vecchio nel “mondo di mezzo”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 luglio 2019

Sorride compiaciuto. E’ sotto i suoi occhi il capolavoro che ha creato. Dalla plancia di comando vede la terra letteralmente intossicata dai veleni che ha diffuso nell’aria. Sono diventati una sorta di droga. L’essere umano non riesce a farne a meno pur consapevole che lo porterà ad una fine precoce. E’ stato un tocco geniale di un artista par suo. Ha trasformato ciò che poteva costituire un beneficio per l’intera umanità in qualcosa d’insidioso e malefico. Lo è il capitalismo con la sua impronta novatrice e progressista che ha trasformato milioni di suoi fan in spregiudicati cacciatori di ricchezza nella logica del “mors tua vita mea” ovvero l’egoismo sordido di chi guarda impietoso il sacrificio degli altri e su di esso costruisce i propri trionfi. E su questo filone s’intreccia la globalizzazione, anch’essa generata con intenti onorevoli per poi mutarla in un’arma a doppio taglio dove la ricchezza di pochi si crea con la distruzione dei diritti proclamati dai più deboli. Un altro tocco da maestro si fonda sul detto “crescete e moltiplicativi” portando negli ultimi due secoli un aumento innaturale della popolazione mondiale. Nel 2050 la terra avrà nove miliardi di abitanti per diventare inospitale per molti generando rivolte popolari, esodi biblici e scomposti con un crescendo di violenze incontrollabile. E’ l’Africa, nello specifico, ma non è il solo continente, è diventata suo malgrado e con le ricchezze che dispone, un laboratorio di malgoverno, di atrocità di ogni genere e di rabbia irreprimibile nei confronti di chi l’ha sfruttata e tiranneggiata e oggi continua con il neocolonialismo. Ma ciò che più sconcerta è che s’induce l’opinione pubblica a commuoversi e a gridare allo scandalo se una manciata di disperati e taglieggiati dai soliti negrieri ci lascia la vita per attraversare un lembo di mare che separa l’Africa dall’Europa, mentre si permettono genocidi di massa in altre parti del mondo e si lascia che una guerra civile in Siria duri da circa sei anni e in Libia non si riesce a fermare una sanguinosa contesa tribale e così in altre parti del mondo. Ci copriamo solo di ridicolo con gli ammonimenti delle Nazioni Unite nella sua totale impotenza d’intervenire considerato che i contendenti se ne impipano platealmente. E’ questo l’inizio della fine per l’umanità? Possibile che non riusciamo a rinsavirci in tempo? Possibile che non riusciamo a trovare un antidoto? (Riccardo Alfonso direttore Centro studi Fidest politici e sociali)

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