Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Archive for 28 luglio 2019

Caro Governo del “Cambia-in-peggio”, ti riscriviamo…

Posted by fidest press agency su domenica, 28 luglio 2019

Lettera aperta promossa dal Coordinamento nazionale No TRIV e dal Campagna Stop TTIP/CETA Italia In occasione della marcia No TAV del 27 luglio a Chiomonte e da alcuni tra i movimenti sociali scesi in piazza a Roma lo scorso 23 maggio per il clima e contro le grandi opere inutili scrivono una nuova lettera aperta al governo del “Cambianiente”, rivelatosi, in pochi mesi “Cambia-in-peggio”. Nel testo, associazioni e movimenti  condannano gli “ingiustificabili passi indietro rispetto alle promesse elettorali”: dalla finta moratoria sulle trivellazioni in mare all’approvazione di tutti gli accordi di libero scambio su cui l’Italia è stata chiamata a rispondere dall’Europa, dal tradimento del referendum sull’acqua pubblica fino all’assenso a grandi opere controverse come il TAP e lo sdoganamento dei pesticidi. “L’inversione a U rispetto agli impegni presi – segnalano i firmatari – si è completata con il sì all’alta velocità Torino-Lione: un’opera che dovrebbe essere sospesa alla luce delle esigenze urgenti di riduzione delle emissioni climalteranti e del calo netto dei flussi commerciali sulla tratta”.La lettera si conclude con quattro richieste: una rivalutazione delle politiche strategie per l’Italia; un audit sul debito pubblico; la valutazione di impatto integrata degli accordi commerciali e la bocciatura di quelli in attesa di ratifica; il rispetto dell’Accordo di Parigi sul clima.
“Noi restiamo unite e uniti nel ribadire la necessità di una svolta radicale e di una riconversione ampia e profonda del sistema economico e sociale del nostro Paese, che intendiamo realizzare con tutta la forza di cui siamo capaci”, conclude il testo.

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“La lunga e silente serie di omicidi di Uomini dello Stato”

Posted by fidest press agency su domenica, 28 luglio 2019

Riceviamo e pubblichiamo quanto ci scrive, in una lettera pubblica, Luigi Avveduto, un rappresentante dei Carabinieri d’Italia: “Ennesima tragedia nel Bel Paese e nel cuore della Capitale. Un V.Brig. dei Carabinieri viene ucciso con 8 coltellate, una delle quali al cuore, per svolgere il Suo compito: il dovere!Come uomo e rappresentante di tutti i Carabinieri d’Italia desidero sfogare il mio e nostro dolore!
Siamo stanchi di dover operare ogni giorno in condizioni pietose, senza adeguati strumenti e con equipaggiamenti del tutto obsoleti se non addirittura quasi inesistenti. La formazione dei nostri giovani militari è ancora incentrata molto sulla teoria e poco sulla pratica, per non parlare del quasi dimenticato addestramento-aggiornamento, che dovrebbe essere costante e necessario per ogni uomo in uniforme, per poter offrire sicurezza ai cittadini, a coloro che si alzano la mattina per andare a lavorare onestamente, alle casalinghe, agli studenti, ai disoccupati e pensionati. Oggi più che mai i nostri militari hanno bisogno di maggiori strumenti di intervento e tutela! Alcune domande, quindi, sono d’obbligo: alla sicurezza di questi uomini in uniforme chi ci pensa? Chi si ricorda che anche noi siamo uno spaccato importante di questa società che soffre l’insicurezza ogni giorno? Lavoriamo come una squadra di calcio con pochi uomini in campo, questa la verità.Mancano le adeguate risorse umane, i nostri organici sono al di sotto della media europea e, quelle che dovrebbero essere il nostro fiore all’occhiello, le Stazioni, subiscono più di tutti, con Comandanti che quotidianamente devono arrovellarsi alla ricerca di soluzioni, per poter far fronte a tutte le richieste di servizio ed esigenze del territorio.Il tanto decantato taser non lo vediamo ancora indossato da tutti i nostri colleghi. Come mai? Mancano i soldi oppure la politica li investe per altro? Abbiamo Carabinieri impiegati, giustamente, anche negli uffici per lo svolgimento del lavoro burocratico, ma sono uomini che vengono a mancare sulle nostre strade. Lo stesso possiamo dire per tutti gli uomini impiegati nelle scorte, tribunali, Ministeri e Stati Maggiori.Perché non si assumono, ad esempio, gli ex ausiliari già formati a suo tempo? Perché non si riassumono i carabinieri congedati che, al di là dell’età, possono ricoprire ruoli burocratici all’interno dell’Arma? Perché non si bandiscono concorsi per 15.000 Carabinieri ogni anno? Perché non si bandiscono concorsi per istruttori di difesa personale, impiegandoli nelle scuole di formazione e in ogni Comando provinciale d’Italia? Perché mai la politica è assente, a parte qualche slogan durante le campagne elettorali? Perché alcuni governi hanno depenalizzato numerosissimi reati penali? Perché non si propone di eliminare definitivamente tutte le attenuanti generiche e non, assicurando la certezza della pena? Perché la vita di un carabiniere o di un poliziotto vale circa 87 euro, se un delinquente non si ferma ad posto di controllo? Perché se un carabinieri non chiede con gentilezza al delinquente di seguirlo in caserma, rischia di essere denunciato, forse arrestato e sbattuto sulle prime pagine dei giornali? Perché i governanti non risponderanno ai miei quesiti? Siamo forse solo poveri, umili e semplici servitori di questo Stato che si chiamano Carabinieri, nei secoli fedeli, che tutti amano ma che tutti dimenticano?! Adesso servono solo onori e preghiere per il collega Mario Cerciello Rega ed un sincero abbraccio ai suoi genitori e alla sua signora.”

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Scuola: Abuso di precariato, la Commissione UE apre la procedura d’infrazione

Posted by fidest press agency su domenica, 28 luglio 2019

La Commissione dell’Unione Europea, come si legge nel documento ufficiale, ha deciso di inviare una lettera di costituzione in mora all’Italia, “Paese in cui i lavoratori del settore pubblico non sono tutelati contro l’utilizzo abusivo della successione di contratti a tempo determinato e la discriminazione come previsto dalle norme dell’UE (direttiva 1999/70/CE del Consiglio)”. Attualmente la legislazione italiana, infatti, scrivono da Bruxelles, “esclude da questa protezione diverse categorie di lavoratori del settore pubblico”, tra cui gli insegnanti e il personale Ata. “L’Italia – spiega il presidente Pacifico – non ha predisposto garanzie sufficienti per impedire le discriminazioni in relazione all’anzianità di servizio maturata durante il periodo di precariato o in costanza di contratti a termine: i precari non hanno le progressioni di carriera; anche questa è una delle storiche battaglie portate avanti dal nostro sindacato e la Commissione ci ha dato ragione anche su questo punto”. La Commissione UE, quindi, “invita le autorità italiane a conformarsi pienamente alle pertinenti norme dell’UE. L’Italia dispone ora di due soli mesi per rispondere alle argomentazioni formulate dalla Commissione, trascorsi i quali la Commissione potrà decidere di inviare un parere motivato”.

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Carabiniere ucciso a Roma: se non spari sei morto, se spari vieni licenziato

Posted by fidest press agency su domenica, 28 luglio 2019

ROMA – (GRNET.IT) Mentre da ieri piangiamo la brutale uccisione del Vice Brigadiere dei Carabinieri Mario Cerciello Rega, per la quale sono accusati due ragazzi ventenni americani, in vacanza in Italia, non possiamo non sottolineare il clima di inquietudine e timore con il quale le nostre forze dell’ordine devono fare i conti durante il loro servizio. Paradossalmente coloro che pattugliano le nostre strade non hanno affatto paura di affrontare i delinquenti, ma di vestire i panni dell’accusato se per una malaugurata serie di circostanze dovessero essere costretti a far uso dell’arma in dotazione. Questo è il clima che si respira, e lo denunciamo da tempo. Queste erano presumibilmente le ansietà ed i timori che si portava dietro anche il Vice Brigadiere dei Carabinieri Mario Cerciello Rega prima di essere ucciso.
Esempi di carabinieri finiti male per aver usato l’arma in dotazione ce ne sono tantissimi, ma quella del Maresciallo Raffaele RUSSO, all’epoca effettivo al Comando Stazione Carabinieri Roma San Pietro e difeso dall’avvocato Giorgio Carta, è emblematica e vale la pena leggere la dinamica di ciò che gli accadde direttamente dall’ordinanza di archiviazione del GIP del tribunale militare di Roma, Elisabetta Tizzani, che lo ha assolto:
«…la mattina del 16.3.2018 personale della Compagnia CC Roma-San Pietro nel corso di attività investigativa delegata, effettuava un servizio finalizzato a bloccare alcuni soggetti dediti a truffe, estorsioni nei confronti di automobilisti. Verso le ore 18.00 in Via Federico OZANAM la pattuglia automontata intervenne per identificare gli occupanti di una autovettura Mini Cooper posizionandosi innanzi al mezzo. Il capo pattuglia in divisa usciva dalla autovettura e si avvicinava al conducente della Mini Cooper il quale, con improvvisa manovra di guida, cercava di darsi alla fuga tentando di investire il militare. Quest’ultimo si spostava dal margine verso il centro della carreggiata evitando l’investimento. A quel punto proveniva a piedi dall’opposto senso di marcia il Mar. Russo Raffaele in abiti civili. L’autovettura continuava la fuga e l’indagato per evitare di essere investito si spostava esplodendo un colpo di arma da fuoco in direzione dell’auto in fuga. Il proiettile attingeva una donna e sua figlia che viaggiavano a bordo di uno scooter nella stessa direzione di marcia della Mini in fuga. Le due donne venivano soccorse e portate presso l’ospedale San Camillo ove venivano ricoverate, la prima in prognosi riservata non in pericolo di vita per ferita di arma da fuoco alla spalla sx con lesione dell’arteria e del tendine ascellare e la seconda per lesione arto superiore sx da arma da fuoco».
Senza dilungarci oltre, precisiamo che nell’ambito del procedimento penale militare a carico del Maresciallo Russo, sia il Pubblico Ministero, che il G.I.P. hanno ritenuto legittimo l’impiego delle armi da parte del militare. Il Pubblico ministero militare Massimo Nunziata, nel chiedere l’archiviazione del procedimento a carico del Maresciallo ha argomentato che l’esplosione del colpo è avvenuta “al fine di vincere la resistenza opposta in occasione di forzamento di posto di controllo da soggetto resosi responsabile di resistenza e tentativo di lesioni a pubblico ufficiale. La condotta dell’indagato, nei termini di cui alla contestazione, va quindi ricondotta nell’uso legittimo delle armi atteso che pur se rivolta nei confronti di soggetto in fuga essa mirava ad evitare l’insorgere di pericoli per altre persone oltre che per gli operanti” poichè il guidatore della Mini Cooper “compiva atti idonei diretti in modo non equivoco a arrecare la morte ai pubblici ufficiali… in particolare lanciando contro i predetti l’autovettura in suo possesso senza riuscire nell’intento per cause indipendenti dalla volontà(schivamento del veicolo da parte dei due Carabinieri)”. La conclusione dell’intero procedimento a carico del Maresciallo Russo è però sconcertante: se da una parte il tribunale militare ha archiviato la sua posizione e quello ordinario ha condannato in primo e secondo grado i suoi aggressori per aver tentato di ucciderlo, adesso il militare si trova ad affrontare un procedimento interno finalizzato – nonostante la piena assoluzione – al suo possibile licenziamento dall’Arma dei Carabinieri.Questo è il clima di ansia e preoccupazione che appesantisce in maniera intollerabile il servizio delle forze dell’ordine ed è il medesimo – ne siamo certi – che respirava il povero Vice Brigadiere dei Carabinieri Mario Cerciello Rega il quale, se fosse stato più sereno ed avesse avuto in dotazione un semplice taser, forse oggi sarebbe ancora vivo. (GRNET.IT).

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Governo sovranista Lega-FdI?

Posted by fidest press agency su domenica, 28 luglio 2019

“Come si sa io lavoro per questo scenario e non ne ho fatto mistero. È sotto gli occhi di tutti che se oggi si andasse a votare, con i numeri che si profilano ci sarebbero un’altra maggioranza e un governo capace di durare cinque anni, coeso, compatto e sostanzialmente d’accordo sulle grandi questioni. A me sfugge perché si preferisca stare al governo con qualcuno che, come si vede ogni giorno, è distante anni luce dalle nostre idee invece che gettare il cuore oltre l’ostacolo e raccogliere quest’occasione che è storica. Speriamo che accada nei prossimi mesi, noi di FdI siamo pronti”.
Lo ha detto interpellata dai giornalisti a Cerea (Verona) il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni.
“A Forza Italia ho posto dei problemi politici di posizionamento, perché non si possono prendere i voti nel centrodestra per poi portarli in accordi col centrosinistra – ha spiegato – Ho posto questo tema anche alle elezioni europee e mi hanno detto che non sarebbe più accaduto, poi abbiamo visto Forza Italia sostenere la candidatura di un esponente del Pd alla presidenza del Parlamento europeo. Questi dunque sono nodi che per ora non sono sciolti”.

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I bandi suppletivi per i Programmi Erasmus+ SMS e Overworld “Overseas Student Exchange”

Posted by fidest press agency su domenica, 28 luglio 2019

Parma Entrambi i bandi consentono la possibilità di frequentare il secondo semestre del corrente anno accademico in una sede partner europea o internazionale. Il bando Erasmus+ SMS – Mobilità ai fini di studio permette di accedere ai finanziamenti per trascorrere un periodo di studio variabile da tre a dodici mesi in un’Università europea aderente al Programma e partner dell’Ateneo di ParmaIl bando Overworld “Overseas Student Exchange” sovvenziona le opportunità di studio e di mobilità verso gli Atenei non europei con un protocollo di collaborazione culturale e scientifica con l’Università di Parma.Possono presentare domanda di candidatura gli iscritti a uno dei corsi di studio di I, II e III livello presenti nell’offerta formativa dell’Ateneo, compresi i corsi interateneo (solo se con sede amministrativa all’Università di Parma).I due bandi offrono complessivamente circa 1.000 borse di studio per trascorrere il periodo formativo all’estero in prestigiose università europee ed extraeuropee.Tutte le attività di mobilità dovranno avere luogo nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2020 e il 30 settembre 2020.Gli studenti interessati troveranno i bandi, le guide e tutte le informazioni necessarie per poter partecipare alla selezione nella sezione Internazionalizzazione del portale web di Ateneo ai link:
Erasmus+: https://www.unipr.it/erasmusplus_sms_out_2019_2020
I candidati dovranno sostenere il Language Placement Test programmato per il 10 settembre 2019, dalle 14.30 alle 18.30 (iscrizione obbligatoria dal 21 agosto 2019) o rientrare in una delle categorie di esonero previste. Le informazioni in merito all’iscrizione al Language Placement Test e sulle categorie di esonero sono disponibili alla pagina http://www.unipr.it/LPT

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Ricerca Moneyfarm insieme alla School of Management del Politecnico di Milano

Posted by fidest press agency su domenica, 28 luglio 2019

Moneyfarm, società di gestione digitale di risparmio specializzata in investimenti a medio-lungo termine, ha realizzato in collaborazione con la School of Management del Politecnico di Milano, una analisi comparata sull’informativa sui costi e sugli oneri connessi secondo la direttiva MIFIDII prodotta da 20 fra i più importanti intermediari finanziari operanti in Italia, focalizzati su una clientela retail e ‘mass affluent’ – relativamente ai servizi di consulenza in materia di investimenti – di seguito anche “consulenza finanziaria” o “consulenza” – (offerto da tutte le case) e di gestione di portafogli – di seguito anche “gestione patrimoniale” (offerto da 16 su 20). Considerando che alla data del 30 giugno la maggior parte degli intermediari non avevano ancora provveduto alla rendicontazione “ex-post”, questa prima parte della ricerca è quindi focalizzata sulla analisi delle informative “ex-ante” fornite dal campione. La raccolta, condotta da febbraio a luglio 2019, è stata effettuata direttamente sulla rete Internet oppure attraverso richieste di contatto, senza menzionare la finalità (simulando quindi l’approccio di un normale investitore, per non condizionarne l’esito). Come previsto da MiFID II, l’informativa ex ante dovrebbe essere consegnata prima della stipula del contratto di intermediazione, in tempo utile e completa. In tal senso si è esplicitamente espressa Consob in data 28 febbraio 2019, attraverso il Richiamo di attenzione n.2/2019. Nell’analisi sono stati utilizzati i seguenti parametri di valutazione utilizzati (si veda la matrice riassuntiva in calce al comunicato):
· la disponibilità dell’informativa ex-ante sul web, a disposizione di tutti;
· la modalità di somministrazione dell’informativa a seguito del contatto da parte del potenziale cliente (cartacea, digitale, verbale);
· il formato della documentazione (su carta intestata ufficiale o no);
· il contenuto di merito delle informazioni rispetto ai costi, considerato sotto cinque aspetti: (1) l’esplicitazione delle spese ‘una tantum’, (2) delle ‘spese correnti’, (3) dei ‘costi per le operazioni’, (4), delle spese per i ‘servizi accessori’ e (5) dei ‘costi accessori’ (commissioni di performance);
· l’illustrazione degli effetti cumulativi dei costi e degli oneri sulla redditività dell’investimento (Articolo 50 par. 10 del Regolamento Delegato UE 2017/565) ad esempio attraverso simulazioni e ipotesi di scenario;
· l’indicazione dei costi non solo in percentuale ma anche in valore assoluto (Articolo 50 par. 2) sempre attraverso simulazioni e ipotesi di scenario.
I risultati relativi all’analisi dell’informativa ex ante sono significativi.
· Il 75% della documentazione relativa alla consulenza in materia di investimenti e alla gestione di portafogli non riporta la totalità delle informazioni raccomandate dalla disciplina MiFID II;
· In circa l’80% dei casi analizzati non si riscontra trasparenza dell’effetto cumulativo dei costi sulla redditività dell’investimento;
· I costi vengono esplicitati in valori assoluto nel 45% dei casi per la consulenza e solo nel 19% per la gestione di portafogli;
· Nel 60% delle richieste relative alla consulenza finanziaria la documentazione è stata consegnata solo in forma verbale, senza supporto documentale nonostante sia stato richiesto esplicitamente, mentre tale percentuale scende al 31% per la gestione patrimoniale;
· L’informativa è spesso carente rispetto ai costi per operazioni, alle spese per i servizi accessori e ai costi accessori. Le spese correnti e le spese una tantum sono più frequentemente dettagliati;
· Nella maggior parte dei casi è stato necessario recarsi direttamente presso le filiali per ottenere dai consulenti le informazioni relative ai costi applicati ai servizi offerti;
· Nonostante sia obbligo di legge fornire al cliente i costi prima di stipulare il contratto, è emersa una certa difficoltà nell’ottenerli e nell’interpretarli per via di una presentazione spesso verbale e generica.

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Nono Congresso annuale di PACE

Posted by fidest press agency su domenica, 28 luglio 2019

Praga. Qual è il ruolo delle lobby e del Public Affair oggi in Europa? E come influenza la democrazia? Questi i temi principali della nona riunione annuale di PACE– Public Affairs Community of Europe – svoltasi il 17 e 18 maggio scorso presso il Malostranská Beseda a Praga (Repubblica Ceca), ospiti dell’associazione residente CEC Government Relations.
Il network delle associazioni di lobbisti in Europa è stato creato per fornire alle organizzazioni aderenti un’identità europea solida e riconosciuta. Promotore della fondazione – nonché uno dei membri aderenti – è il Chiostro, trasparenza e professionalità delle lobby- associazione italiana da sempre interessata a promuovere la cultura, la pratica e la regolamentazione a tutela della trasparenza nella rappresentanza degli interessi.Durante il Congresso annuale PACE, Maria Grazia Persico è stata nominata Board Managing Director. Già vice Presidente del Chiostro e CEO e Founder della società di consulenza MGP&Partners, Maria Grazia opera nel settore del Public Affairs dall’inizio della sua carriera professionale, prima in ANIMA – Federazione della Meccanica di Confindustria – poi in Orgalime – Federazione Europea della Meccanica – e successivamente presso il Comune di Milano. “Il pay off di PACE – Trasparenza. Interessi. Democrazia” sostiene Maria Grazia Persico “dovrebbe aiutare a far comprendere come la difesa degli interessi è parte integrante del processo democratico, ed è forse per questo motivo che il nostro settore è in rapido sviluppo. Consapevoli di questo sarebbe necessario lavorare e impegnarsi per migliorare la reputazione dei lobbisti e cercare di individuare e concretizzare una legislazione che possa favorire una crescita costante e sostenibile di queste organizzazioni”.

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Confronto tra Fabio Rampelli di Fdi con Michele Gubitosa dei 5stelle

Posted by fidest press agency su domenica, 28 luglio 2019

Nel voto in Parlamento sulla Tav ci starebbe bene uno scherzetto: tutte le opposizioni che abbandonano Lega Nord e 5 Stelle al loro destino, affinché decidano autonomamente se affossarla o proseguirla. Stanno al governo insieme e dovrebbero trovare una quadra senza farsi risolvere i loro problemi all’opposizione.Restiamo tuttavia di stucco a pensare che le infrastrutture per i 5 Stelle siano raccordi, svincoli, tangenziali, spartitraffico… Per noi è fondamentale intercettare i mercati ricchi del nord Europa e del Mediterraneo. Dobbiamo portare la Tav da Lione a Palermo, fare il ponte sullo Stretto, consentire alle nostre eccellenze enogastronomiche, ai prodotti ortofrutticoli di Ragusa di arrivare in Francia in otto ore e in Ucraina in 16.
L’intenzione di Di Maio invece è quella di far approvare dal Parlamento la Tav senza sporcarsi le mani, perché così il governo può andare avanti e ciascuno mantenere le proprie poltrone. Il problema è che i grillini non sanno di cosa parlano: hanno avuto un mezzo ripensamento sulla Tav e un totale pentimento su Ilva e Tap perché non sanno di cosa parlano.Abbiamo votato no alla fiducia ma sì al decreto, ritenendolo un fatto tendenzialmente positivo, anche se migliorabile. Tra le misure importanti che già Fdi aveva presentato nel primo dl, la confisca immediata delle navi Ong che agiscono nell’illegalità e violano le acque territoriali italiane. Resta comunque da sottolineare ancora una volta l’incapacità della comunità internazionale nel contrastare questi fenomeni di disperazione gestiti da trafficanti di uomini e scafisti, gli uomini più ricchi dell’intera Africa. Questi migranti economici non vengono per istruirsi e svolgere un ruolo nella società che li ospita, né per essere soccorsi non essendo profughi e si trovano costretti a entrare nel circuito della criminalità organizzata o in quello del lavoro nero. La solidarietà verso i più deboli è doverosa, ma deve manifestarsi attraverso la cooperazione internazionale, realizzando infrastrutture e consentendo alle nazioni africane di liberarsi dal neocolonialismo di alcuni Stati europei e occidentali, meno evidente di quello ottocentesco ma più insidioso e cinico. L’Africa deve diventare autonoma.
È impensabile che in Italia esista qualcuno che ritiene possibile ospitare le decine di milioni di persone che dall’Africa vorrebbero trasferirsi qui domattina.

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BERNHARD SCHLINK presenta Bugie d’estate con Marilia Piccone

Posted by fidest press agency su domenica, 28 luglio 2019

Mantova domenica 8 settembre ore 12.15 Basilica Palatina di Santa Barbara. La trama: Che cosa resta quando una speranza, un’illusione vanno in frantumi? Perché non possiamo evitare di affidarci ad altre speranze e illusioni ancora? Perché ci è impossibile affrontare la vita senza dire e dirci menzogne? Nelle sette storie raccontate in queste pagine, non vi è nessuna parola di troppo, nessuna frase priva di senso. Con la sua impeccabile scrittura, Bernhard Schlink conduce il lettore al cospetto di protagonisti che, intrappolati nel loro ego, cercano di rammendare la propria vita con un tessuto di bugie e silenzi capace di velare passioni, soffocare sentimenti, celare piccoli e grandi conflitti.C’è Richard che, in Fine stagione, durante una vacanza al Capo, si innamora di Susan, una «personcina dagli occhi troppo piccoli, il mento troppo pronunciato, la pelle troppo sottile» e, tuttavia, una «personcina» capace di vedere in lui «ciò che lui stesso non vede». Richard ha la sensazione di doversi decidere, abbandonare la sua vecchia vita per la nuova. Una sensazione, però, che, nell’istante stesso in cui affiora, affievolisce immediatamente, diventa subito «stanca».
C’è il protagonista maschile che, nella Notte a Baden-Baden, vive una storia d’amore fatta di tradimenti consumati e non, e di piccole bugie che gli permettono di evitare i grandi conflitti. Il giorno, tuttavia, in cui emerge la verità su una sua notte a Baden-Baden, scopre che «senza la fede ingenua nell’altro l’amore non è possibile». C’è il giovane uomo che, in Johann Sebastian Bach sull’isola di Rügen, invita il padre al festival bachiano sull’isola di Rügen per trascorrere insieme due o tre giorni fatti di concerti e passeggiate sulla spiaggia, e venire in questo modo a capo di un rapporto che negli anni si è mostrato del tutto privo di ogni tenerezza e intimità. Durante il viaggio in auto verso Rügen, il padre, però, se ne sta seduto diritto, le gambe accavallate, le braccia appoggiate ai braccioli, le mani a penzoloni. Poi si addormenta, russando e biascicando.
Sette storie, sette bugie. Sette racconti in cui Schlink mostra la sua straordinaria capacità di penetrare nell’animo umano e di restituirne con precisione fragilità e disincanto.
Bernhard Schlink (Bielefeld, 6 luglio 1944) è uno dei maggiori scrittori tedeschi contemporanei. Ha esercitato la professione di giudice presso la Corte Costituzionale della Renania Settentrionale-Vestfalia sino al 2006. Nel 2006 è stato ordinato professore di Filosofia del diritto presso la prestigiosa Humboldt Universität di Berlino. È autore di una raccolta di racconti, Fughe d’amore (Garzanti 2002), e di numerosi romanzi tra i quali I conti del passato (Garzanti 2004), L’inganno di Selb (Garzanti 2005), L’omicidio di Selb (Garzanti 2004), La nostalgia del ritorno (Garzanti 2007), Il fine settimana (Garzanti 2010), Olga (Neri Pozza 2018) e Il lettore (Neri Pozza 2018).

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DAVID NICHOLLS presenta Un dolore così dolce con Marta Bacigalupo

Posted by fidest press agency su domenica, 28 luglio 2019

Mantova sabato 7 settembre ore 21.15 Palazzo San Sebastiano. Presentazione del libro di David Nicholls. È l’estate del 1997 a Londra, l’estate del New Labour, della morte di Lady Diana e della fine della scuola per Charlie Lewis. Cinque anni terminati in un batter d’occhio e suggellati dall’immancabile ballo nella palestra della scuola, coi professori alla consolle che azzardano persino Relax dei Frankie Goes to Hollywood o Girls and Boys dei Blur, i ragazzi che si dimenano selvaggiamente e le ragazze che ancheggiano con malizia. Cinque anni in cui Charlie Lewis si è distinto per non essersi mai distinto in nulla. Né bullo né mansueto, né secchione né ribelle, né amato né odiato, insomma uno di quei ragazzi che, a guardarli nella foto di fine scuola, si stenta a ricordarli, poiché non sono associati ad alcun aneddoto, scandalo o grande impresa.
Ora, però, per Charlie è giunta l’ora di definire la propria personalità, il che alla sua età è come cambiare il modo di vestire e il taglio dei capelli. Un’impresa di non poco conto, visto che, dopo aver cominciato a lavorare in nero alla cassa di una stazione di servizio per circa dodici ore la settimana, Charlie non sa che farsene di quella lunga estate. Per giunta, a casa le cose non vanno per niente bene. Sua madre se ne è andata e suo padre, un uomo mite, cade spesso preda della malinconia.
Un giorno, il giovane Lewis afferra Mattatoio n. 5 di Kurt Vonnegut, scelto giusto perché c’è la parola mattatoio nel titolo, e se ne va a leggere su un prato vicino casa. Qualche pagina letta e poi si addormenta all’aria aperta, per svegliarsi qualche tempo dopo intontito dal sole e dalla meravigliosa visione di una ragazza dalla carnagione pallida e i capelli neri. È Frances Fisher, detta Fran. Viene dalla Chatsborne, una scuola per ricchi che se la tirano da artisti e indossano vestiti a fiori vintage e magliette che si stampano da soli. Fran fa parte della cooperativa del Bardo, un gruppo teatrale di ragazzi come lei che vogliono mettere in scena «una storia di bande rivali e di violenza, di pregiudizio e amore»: Romeo e Giulietta di Shakespeare.
Charlie non è felice né indaffarato, e dunque si innamora perdutamente di Fran. Per stare con lei, tuttavia, deve affrontare una sfida improba: entrare a far parte della compagnia diretta da un tipo paffuto e con gli occhioni da King Charles Spaniel.
Commovente, incantevole e struggente, insieme, Un dolore cosí dolce è una commedia amara sull’impervio passaggio all’età adulta, sul potere vivificante dell’amicizia e sulla fulminea, bruciante esperienza del primo amore.
David Nicholls ha lavorato a lungo con la BBC realizzando adattamenti shakespeariani e numerose serie di successo, premiate con due nomination per i bafta Awards. Di recente è stato nominato per gli Emmy Awards per la sceneggiatura di Patrick Melrose, tratto dall’opera di Edward St Aubyn I Melrose. Tra i suoi romanzi Le domande di Brian (beat 2011), Il sostituto (beat 2012), Un giorno (Neri Pozza 2010), da cui è stato tratto un celebre film diretto da Lone Scherfig, con Anne Hathaway e Jim Sturgess e Noi (Neri Pozza, 2014; beat 2017).

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Telefono amico: Cinquantamila chiamate per chiedere aiuto

Posted by fidest press agency su domenica, 28 luglio 2019

L’organizzazione di volontariato, che da oltre 50 anni si prende cura delle persone che hanno bisogno di essere ascoltate, cerca nuovi volontari in 20 città italiane. «I mesi estivi sono molto delicati per le persone fragili, il nostro servizio è attivo 365 giorni all’anno dalle 10 alle 24, ma vogliamo renderlo ancora più capillare ed efficace».
Nel corso del 2018 Telefono Amico Italia ha raccolto circa 50 mila richieste di sostegno, offrendo quasi 9mila ore di assistenza telefonica e ascolto. «Molte persone – spiega Monica Petra – ci contattano per problemi legati all’area del sé, come la solitudine o il bisogno di compagnia, ma riceviamo anche migliaia di telefonate dalle quali emergono difficoltà legate alla sessualità, alle relazioni familiari e amicali, all’inserimento nella società (emarginazione) e a questioni più pratiche, come problemi economici, lavorativi e giuridici».
Telefono Amico Italia raccoglie 20 centri di ascolto telefonico locali distribuiti in tutta la Penisola. «Le regioni dalle quali nel 2018 abbiamo ricevuto più richieste di aiuto – aggiunge la presidente dell’organizzazione di volontariato – sono il Piemonte (8627 chiamate), la Lombardia (7558 chiamate), il Veneto (5880 chiamate) e il Lazio (2418 chiamate), mentre le città dalle quali sono arrivate in assoluto più chiamate sono Milano (2675 chiamate), Roma (1858 chiamate) e Torino (1431 chiamate)».
Attualmente Telefono Amico Italia può contare sul sostegno di 500 volontari, che mettono a disposizione gratuitamente il proprio tempo per ascoltare, in forma totalmente anonima, chi ha bisogno di parlare per sentirsi meglio. «Il nostro servizio di ascolto, raggiungibile attraverso il numero unico 199.284.284 o attraverso la compilazione di un form anonimo sul sito http://www.telefonoamico.it, è attivo 365 giorni all’anno dalle 10 alle 24, ma per renderlo più capillare ed efficace siamo sempre alla ricerca di nuovi volontari per i nostri centri locali in Campania (Napoli), Emilia Romagna (Modena e Parma), Friuli Venezia Giulia (Udine), Lazio (Roma), Lombardia (Bergamo, Brescia, Busto Arsizio, Mantova e Milano), Sardegna (Sassari), Sicilia (Palermo), Toscana (Prato), Trentino Alto Adige (Bolzano e Trento) e Veneto (Bassano del Grappa, Padova, Treviso, Venezia Mestre e Vicenza)».
I volontari di Telefono Amico Italia, in particolare, rispondono alle telefonate e alle e-mail delle persone che hanno bisogno di aiuto, offrendo supporto attraverso l’ascolto empatico, il dialogo e la valorizzazione delle risorse interiori. L’obiettivo è restituire benessere emozionale alle persone in difficoltà, senza mai esprimere giudizi e garantendo il totale anonimato. «L’attività dei nostri volontari – sottolinea la presidente di Telefono Amico Italia – è molto delicata, per questo è previsto un corso teorico-pratico obbligatorio di circa 6 mesi finalizzato a fornire a coloro che vogliono intraprendere questo percorso gli strumenti principali per instaurare e gestire una relazione di aiuto, sia nella dimensione dell’emergenza che in quella dell’abitualità».
TELEFONO AMICO ITALIA è una organizzazione di volontariato che aiuta a superare le tensioni emotive e a far ritrovare benessere nelle relazioni personali, promuove la cultura dell’ascolto empatico come fattore di salute emozionale e di contrasto alla solitudine. Offre un servizio anonimo, indipendente da ideologie politiche e religiose, nel rispetto delle idee e del disagio di chi chiama. È membro del comitato internazionale di Ifotes (International Federation of Telephone Emergency Service), l’organizzazione internazionale che riunisce le helpline in Europa e nel mondo.
IL NUMERO UNICO. Telefono Amico Italia è raggiungibile attraverso il numero unico 199.284.284 e risponde 365 giorni all’anno grazie a 500 volontari. Il servizio è gratuito e attivo in tutta Italia dalle 10.00 alle 24.00. A carico di chi chiama solo il costo della telefonata: da telefono fisso 0,06 euro alla risposta e 0.024 euro al minuto, Iva compresa. Per i cellulari il costo varia in funzione dell’operatore telefonico. È possibile accedere al servizio anche compilando un form anonimo sul sito http://www.telefonoamico.it.

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Fp Cgil Polizia Penitenziaria in piazza: risposte su contratto e riordino

Posted by fidest press agency su domenica, 28 luglio 2019

Niente sul rinnovo dei contratti, ancor meno sul riordino delle carriere. Per queste ragioni oggi Fp Cgil Polizia Penitenziaria e Silp Cgil hanno manifestato a Roma in piazza Montecitorio dietro le parole: #ContrattoSubito e #RiordinoSìMaNonCosì. “Polizia di Stato e Polizia Penitenziaria unite contro un governo bravo nella propaganda meno nel mantenere le promesse fatte”, denunciano le due sigle sindacali.A riassumere le ragioni della protesta, il responsabile della Fp Cgil Polizia Penitenziaria, Massimiliano Prestini: “Siamo scesi in piazza oggi per ricordare al Governo le promesse fatte e non rispettate alle forze di Polizia. Sul contratto non solo non c’è convocazione per definire la coda normativa del vecchio contratto ma non c’è traccia di risorse per il rinnovo, né tantomeno di convocazione, benché sia scaduto da oltre 200 giorni”.Quanto invece ai correttivi rispetto al riordino delle carriere, delega che scade il prossimo 30 settembre, fanno sapere i sindacati, “ad oggi lo stanziamento previsto è di appena 23 milioni per la Polizia di Stato e meno di 10 per la Polizia Penitenziaria: risorse insufficienti in modo assoluto per correggere una riforma costata 1 miliardo di euro”. Nello specifico per la Polizia Penitenziaria, aggiunge Prestini, “non c’è nulla per agenti assistenti, sovrintendenti e ispettori, ovvero il 98% del personale che manda avanti le carceri del nostro paese”. Da qui le ragioni della protesta oggi in piazza Montecitorio: “Contro la propaganda, contro le speculazioni elettorali fatte sulle nostre divise, per il riconoscimento dei nostri diritti”, conclude Prestini.

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Scuola: Concorso straordinario docenti secondaria, c’è la beffa del numero chiuso

Posted by fidest press agency su domenica, 28 luglio 2019

Stanno uscendo fuori i tanti limiti dei concorsi ordinari e riservati che il Miur sta goffamente organizzando per cercare di combattere il precariato scolastico: è notizia di oggi che il concorso straordinario secondaria di primo e secondo grado, il cui decreto dovrebbe essere all’attenzione del Consiglio dei Ministri la prossima settimana, prevede che l’abilitazione all’insegnamento per la classe di concorso considerata o la specializzazione su sostegno sarà conferita solo ai docenti che risulteranno “vincitori”, cioè coloro che rientreranno nel numero dei posti messi a bando, che dovrebbero essere circa 25.000. Considerando che la soglia di idoneità è stata ridotta a 6/10, si prevede un alto numero di precari reputati efficaci per l’insegnamento nella scuola media e superiore che rimarranno esclusi da tutto.
“Quella che sembrava un’apparente magnanimità – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – con il Miur che riduce la soglia di idoneità, alla resa dei conti va considerata una beffa. Perché tanti docenti precari verranno valutati positivamente, gli si dirà che hanno i crismi per insegnare, che sono più che sufficienti, per poi rifilargli la solita doccia fredda: per voi non c’è posto, riprovate e sarete più fortunati. Solo che è un copione già visto troppe volte. E noi, come i supplenti storici diretti interessati, siamo stufi di assistere ad artifizi concorsuali che servono a calmare la piazza, senza però risolvere il problema. Stando così le cose, chi si lamenta dei troppi ricorsi dei docenti danneggiati farebbe bene a tacere”.
I concorsi per entrare in ruolo come insegnante si rivelano sempre più pieni di insidie e regolamenti cervellotici. L’ultimo caso emerso è quella della selezione riservata ai docenti con almeno tre anni di servizio negli ultimi otto svolti nella scuola secondaria di primo e secondo grado.

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Scuola: Il Mef tiene sotto scacco le 58 mila assunzioni annunciate da Bussetti

Posted by fidest press agency su domenica, 28 luglio 2019

Mentre la Commissioni Europea alza la voce contro l’Italia per l’abuso di precariato che si continua a perpetrare nei comparti pubblici, ad iniziare dalla scuola dove sono tenuti sotto scacco 200 mila precari pur in presenza dei posti liberi per accoglierli, dando il la a una procedura d’infrazione alla quale lo Stato dovrà rispondere entro due mesi, il Miur continua a gestire le assunzioni con la solita flemma inefficace: martedì scorso, al ministero dell’Istruzione sono stati convocati i sindacati per illustrare loro le modalità di assunzione in ruolo dei 58.627 docenti, di cui 14.552 per il sostegno, annunciati da alcune settimane anche dal ministro dell’Istruzione Marco Bussetti. E siamo fermi lì, malgrado il tempo stringa e più giorni passano più aumentano i disagi in vista del nuovo anno scolastico, con il sostegno agli alunni disabili che rimane la prima emergenza, perché si rischia di assumere otto precari su dieci senza titolo specializzaziante. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “si stanno perdendo giorni preziosi, perché poi l’amministrazione scolastica regionale e provinciale, in ultima battuta i dirigenti scolastici tramite graduatoria d’istituto, sarà costretta a fare i salti mortali per convocare i supplenti e coprire le quasi 200 mila cattedre che rimarranno scoperte. Anche perché, ricordiamo, si prevede che due posti su tre deputati alle immissioni in ruolo andranno persi, esattamente come è accaduto dodici mesi fa. A meno che il Miur stavolta non ci sorprenda in positivo, andando ad approvare quel decreto d’urgenza che Anief chiede da un mese, recuperando in questo modo i precari oggi invece fuori dai ruoli senza la riapertura delle GaE, la riattivazione del doppio canale di reclutamento, l’assunzione degli idonei dei concorsi, anche fuori regione. E, allargando il discorso, recuperando da subito i 520 candidati risultati idonei dell’ultima procedura selettiva come dirigente scolastico, oltre che stabilizzare i 20 mila Ata sui posti già oggi vacanti e crearne altrettanti con il potenziamento”.
Cresce l’attesa per la stabilizzazione dei docenti della scuola: il problema è che rispetto ai messaggi ottimistici del titolare del Miur, dal ministero dell’Economia e delle Finanze non è ancora pervenuto il via libera necessario per far partire la complessa pratica amministrativa delle assunzioni a tempo indeterminato. E senza l’ok del Mef è tutto praticamente bloccato. Perché l’assenza del decreto ministeriale di autorizzazione alle assunzioni ha costretto alcuni Uffici Scolastici, come è accaduto ad esempio in Lombardia, a rimandare a data da destinarsi le convocazioni dei candidati al ruolo già programmate in questi giorni.

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Scuola: Alunni Dsa, crescita esponenziale

Posted by fidest press agency su domenica, 28 luglio 2019

È un aumento incontrollabile quello che riguarda gli alunni con disturbi specifici dell’apprendimento certificati: è di pochi giorni fa la comunicazione del Miur sui dati ufficiali del 2017/2018, in base ai quali risulta che gli alunni con Dsa frequentanti le scuole italiane sono stati 276.109, pari al 3,2% del totale. Nella scuola primaria la percentuale si è attestata intorno al 2%, alle medie si sale al 5,6% e nella secondaria di II grado al 4,7%. I numeri, quindi, ci dicono che le diagnosi non sono allineate con le indicazioni nazionali, in base alle quali la dislessia andrebbe verificata al termine dalla seconda primaria e la discalculia alla fine della terza. Nell’anno in corso, l’andamento è stato lo stesso: solo in Emilia Romagna si contano 29.812 casi, pari al 4,8% degli alunni: soltanto a Modena si sono contati 6.736 casi su 105.334 allievi, pari al 6,4%. Le stime per il futuro sono superiori al 10% di casi certificati di Dsa.
Marcello Pacifico (Anief): All’incremento dei numeri non corrisponde sempre un adeguamento della preparazione da parte delle scuole. Il Miur deve fornire maggiori opportunità di aggiornamento professionale. A questo proposito, l’Ente formativo Eurosofia trasmette nuovi approcci metodologici in più aree tematiche, attraverso corsi di aggiornamento professionale studiati per questo genere di necessità e di aggiornamento.
La crescita degli alunni con disturbi specifici di apprendimento non si arresta: nel 2017/2018 erano 177.212 gli alunni a presentare dislessia (disturbo nell’imparare a leggere), 79.261 disgrafia (disturbo nell’imparare a scrivere), 92.134 disortografia (disturbo nell’utilizzare il codice linguistico), 86.645 discalculia (disturbo nel calcolo matematico).Per tutti gli ordini di scuola il disturbo mediamente più diffuso è stato quello della dislessia: considerando nel loro complesso Primaria e Secondaria di I e di II grado, il 40,7% degli alunni con DSA aveva questa certificazione, il 18,2% disgrafia, il 21,2% disortografia, il 19,9% disgrafia.

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Medici italiani in Germania

Posted by fidest press agency su domenica, 28 luglio 2019

By Mauro Miserendino. Scandinavia, Francia e soprattutto Germania. Sono le nuove mete dei medici italiani dopo che la Svizzera è “full” e l’Inghilterra vive tempi di “Brexit”. È alta la richiesta di strutture estere verso nostri medici, e sale la tendenza di questi ultimi ad emigrare. Con il Decreto Calabria, l’Italia ha varato norme per assumere nel Ssn specializzandi all’ultimo e penultimo anno. Ma chi espatria cerca un “posto” o magari una diversa carriera? Il 50% delle strutture tedesche ad esempio, come dichiarato da un medico “emigrato” intervistato da Adnkronos, di fronte a un CV adeguato offre un colloquio e se va bene un contratto in prova. E se tutto fila liscio è possibile che dopo 1-2 anni il medico assunto -con una conoscenza della lingua tedesca migliorata – sia ricercato da un ospedale più importante per uno stipendio più alto. «Credo che la fuga dei medici italiani sia più un problema di stimoli professionali che di lavoro che non si trova o di contratti poco appetibili. Specularmente, il “quid” in più della Germania per un medico italiano non è tanto la disponibilità finanziaria delle strutture quanto il meccanismo di selezione che appare, e spesso si rivela, più meritocratico», dice Guido Broich, medico italo-tedesco, manager in Sanità già ai vertici della Sanità Pubblica e Privata ed ex direttore sanitario delle Aziende di Pavia e di Alta Valtellina, attento ai temi della formazione e alle due sanità. Che premette: «In Germania il sistema è per ampia parte privatistico, il medico firma un contratto con l’ospedale o con la catena privata che lo possiede, ci sono 3-4 grandi catene da un centinaio di ospedali cadauna; le strutture individuano tariffe negoziate da Land a Land con le mutue, le Krankenkassen. Lo Stato si limita a sorvegliare l’equità del sistema, affinché sulle coperture assicurative non vi siano discriminazioni a seconda delle condizioni e dell’età del paziente. In Italia il sistema è pubblicistico, i fondi per la sanità sono gestiti dallo Stato e non sono tratti dai premi pagati dai cittadini ma dalla fiscalità. A fine anni Ottanta quando gli esborsi crescevano, la tassa sulla salute che finanziava il Ssn anche più dei suoi bisogni fu sostituita da una meno “impopolare” (ma anche meno trasparente) quota dell’Irpef, e partì un percorso di razionalizzazione che non è ancora finito: tra il 2000 e il 2016 il gap dell’Italia sul finanziamento pubblico rispetto alla media Ue è raddoppiato, 20 anni fa era al 17%, nel 2016 la differenza in meno era del 31%». Un trend dove a preoccupare «non è ormai più tanto lo spreco quanto la mancata spesa». E che va di pari passo con commissariamenti regionali, blocchi del turnover e dei contratti, il boom del controllo dei conti e una esplosione dei costi della burocrazia. «In pratica perdiamo risorse, pure nel privato convenzionato, le cui entrate dipendono dal Ssn. Il giovane medico italiano si vede invecchiare in un sistema avaro di stimoli e perde ulteriormente fiducia nel sistema di selezione e formazione».
L’appeal del meccanismo di selezione in Germania sta in una definizione: competizione selettiva. «Il sistema tedesco mette alla prova (quasi) tutti; ponendo al 20% una quota fisiologica di curricula scartati perché fuori centro, in una selezione -mettiamo- uno su cento tutti gli altri 80 candidati vengono esaminati, una parte è messa alla prova con una selezione in profondità alla fine della quale chi sceglie non si sente in debito morale nel comunicare a 79 candidati che sono stati scartati. In Italia, paese meno “darwinista” e più cattolico, una selezione di questo tipo si presterebbe a mille ricorsi, ci si aspetta un comportamento più “inclusivo” e per chi opera la scelta sono guai. Ecco che la gran parte dei curricula viene “difensivamente” scartata in partenza (cosa che in Germania sarebbe vista come un errore!), e considerata semmai quando non ci sono candidati per un posto, il che da qualche tempo per i medici avviene più spesso. Per contro, perché si alzi l’attenzione del selettore, in Italia è più massiccio il peso del rapporto personale, il “suggerimento” dall’esterno. Chi non ci sta, chi chiede di essere messo alla prova, vede nel sistema tedesco, oggi antitetico al nostro, delle chance in più».
In Germania c’è una gerarchia -assistente > aiuto > primario -che noi abbiamo abolito istituendo il ruolo unico 25 anni fa – e si parte da assistenti. «In tutto il mondo resiste questa tripartizione», sottolinea Broich. «Da noi l’assistente era il “non specialista”, primo gradino, poi c’era l’aiuto che si era specializzato e il primario pescato tra gli aiuti con 5 anni di esperienza. In un primo tempo la legge varò due livelli dirigenziali, unificando assistenti ed aiuti; in un secondo momento fu abolito il secondo livello e sostituito da cariche passeggere come le direzioni di struttura complessa, mentre per gratificare gli ex aiuti proliferarono le direzioni di strutture semplici. All’epoca la novità fu accolta positivamente, smarcava l’ospedale da una selezione che arrivava anche da un’università “autoreferenziale”, ma alla fine ha riconsegnato l’apicale ospedaliero, medico di “prima linea”, a un meccanismo di selezione politico, anzi partitico: il responsabile di struttura complessa è pescato dal Direttore Generale, che è di nomina regionale, in una terna di suoi colleghi in genere “figlia” di nomine di DG precedenti. Un giovane dirigente, pagato anche bene -2500 euro netti al mese – si accorge subito che in Italia le sue chance di “cambiare il mondo” sono limitate, meno ancora di quelle di un medico di 30 anni fa che entrava con stipendio da caposala o inferiore. Tra l’altro anche dal punto di vista economico, veder firmare dopo dieci anni un aumento pari a 20 euro lordi per anno di vacanza contrattuale, non lo aiuta ad immaginare prospettive rosee. In ogni caso, il nostro medico emigra, ritengo, non tanto per guadagnare di più quanto perché, a pari sicurezza economica, sarà misurato per ciò che vale, non per sue”conoscenze”».Broich aggiunge un ulteriore fattore: «All’estero si cercano medici italiani da specializzare più che specialisti. Tanto bene è considerata la laurea italiana quanto meno adeguato è reputato un post-laurea che, gestito dal Ministero dell’Istruzione, contiene poca pratica rispetto ai canoni esteri. Il MiUr oggi chiede al neo-specialista un tot di interventi fatti, ma la richiesta si scontra con norme per l’accreditamento del SSN obsolete secondo cui un non specialista non può avere un ruolo attivo in sala operatoria e in altri contesti dell’ospedale. In un intervento complesso in cui è prevista la presenza di secondo operatore, un “tandem” chirurgo-specializzando ci sta; ma in uno di endoscopia dov’è previsto un solo operatore, se lo specializzando opera da solo si presentano i problemi citati, non superabili solo con protocolli e circolari privi di forza di legge. All’estero “ci guardano” e queste cose le sanno; e d’altronde i giovani medici italiani rivendicano le competenze dei colleghi stranieri. Il Decreto Calabria, ammettendo lo specializzando ai concorsi, pare affrontare in parte il problema, ma nella sostanza resta una toppa con effetti pratici dubbi su un sistema bisognoso di riforma organica che ripristini l’ex primo gradino di assistente ospedaliero. E, con esso, un minimo di meritocrazia reale». (fonte Doctor33)

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Il compleanno di una lingua parlata in tutto il mondo

Posted by fidest press agency su domenica, 28 luglio 2019

In questi giorni si festeggiano i 132 anni di vita di una lingua, per altro, in costante crescita: è l’esperanto, lanciato il 26 luglio 1887 dal polacco Zamenhof attraverso la pubblicazione di un opuscolo in russo a Varsavia. All’inizio, questa lingua non aveva nemmeno un vero nome. Il libricino si intitolava laconicamente “Lingua internazionale” e venne tradotto in francese, inglese, ecc. Sulla copertina c’era anche lo pseudonimo dell’autore “Dottor Esperanto”, il dottore che spera.La lingua da allora si è diffusa, nonostante i conflitti mondiali e le persecuzioni da parte dei totalitarismi, per offrire un fondamento neutrale sul quale gli uomini possano mettersi in comunicazione egualitariamente e fraternamente. Per abbattere le barriere dell’incomunicabilità tra persone di diversa cultura. Si può apprenderla con lezioni dal vivo presso i gruppi locali, studiandone un libro di grammatica oppure con internet. Oltre i corsi gratuiti offerti dalla Federazione Esperantista Italiana, c’è anche Duolingo.L’esperanto nella sua storia ha visto crescere autori di prosa e poesia che hanno dato sempre maggiore lustro alla lingua. Gli autori di riferimento nel mondo esperantista sono tanti: francesi (Waringhien), ungheresi (Kalocsay, Baghy), scozzesi (Auld) per citarne alcuni. Tanti scrittori provenienti da diverse parti del mondo e da diverse culture hanno creato una letteratura che si caratterizza per varietà di temi, di storie, di stili. La lingua internazionale esperanto è oggi una realtà viva della cultura mondiale, come anche testimoniato da due risoluzioni UNESCO (Montevideo 1954 e Sofia 1985).Una lingua vive non solo di letteratura ma soprattutto di comunicazione quotidiana e l’esperanto non è un’eccezione: la comunità esperantista è diffusa in tutto il mondo ed esiste anche circa un migliaio di persone che lo parlano come lingua madre. Durante l’anno, inoltre, si svolgono numerose manifestazioni rivolte agli esperantofoni: uno di questi è il congresso italiano, organizzato dalla Federazione Esperantista Italiana a Trieste dal 24 al 31 agosto 2019 con il tema “Multiculturalità e plurilinguismo oggi”.

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20th Annual KBW Community Bank Investor Conference

Posted by fidest press agency su domenica, 28 luglio 2019

First Internet Bancorp (the “Company”) (Nasdaq: INBK) announced today that David B. Becker, Chairman, President and Chief Executive Officer, Kenneth J. Lovik, Executive Vice President and Chief Financial Officer and Nicole Lorch, Executive Vice President and Chief Operating Officer, will participate in the 20th Annual Keefe, Bruyette & Woods 2019 Community Bank Investor Conference on July 30, 2019 in New York City.During the conference, the management team will hold a series of meetings with institutional investors. A copy of the investor presentation that will be used at the conference will be made available on the Company’s website.
First Internet Bancorp is a bank holding company with assets of $4.0 billion as of June 30, 2019. The Company’s subsidiary, First Internet Bank, opened for business in 1999 as an industry pioneer in the branchless delivery of banking services. The Bank provides consumer and small business deposit, consumer loan, residential mortgage, and specialty finance services nationally as well as commercial real estate loans, commercial and industrial loans, SBA financing and treasury management services. First Internet Bancorp’s common stock trades on the Nasdaq Global Select Market under the symbol “INBK” and is a component of the Russell 2000® Index. Additional information about the Company is available at http://www.firstinternetbancorp.com and additional information about the Bank, including its products and services, is available at http://www.firstib.com.

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Senseonics to Participate in the Canaccord Genuity Growth Conference

Posted by fidest press agency su domenica, 28 luglio 2019

Senseonics Holdings, Inc. (NYSE American: SENS), a medical technology company focused on the development and commercialization of a long-term, implantable continuous glucose monitoring (CGM) system for people with diabetes, today announced the company plans to participate in the upcoming Canaccord Genuity Growth Conference in Boston, MA.Management is scheduled to present Thursday, August 8, 2019 at 9:30am ET. Interested parties may access a live and recorded webcast of the presentation on the “Investor Relations” section of the company’s website at http://www.senseonics.com.Senseonics Holdings, Inc. is a medical technology company focused on the design, development and commercialization of transformational glucose monitoring products designed to help people with diabetes confidently live their lives with ease. Senseonics’ CGM systems, Eversense® and Eversense® XL, include a small sensor inserted completely under the skin that communicates with a smart transmitter worn over the sensor. The glucose data are automatically sent every 5 minutes to a mobile app on the user’s smartphone.

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