Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 276

Confronto tra Fabio Rampelli di Fdi con Michele Gubitosa dei 5stelle

Posted by fidest press agency su domenica, 28 luglio 2019

Nel voto in Parlamento sulla Tav ci starebbe bene uno scherzetto: tutte le opposizioni che abbandonano Lega Nord e 5 Stelle al loro destino, affinché decidano autonomamente se affossarla o proseguirla. Stanno al governo insieme e dovrebbero trovare una quadra senza farsi risolvere i loro problemi all’opposizione.Restiamo tuttavia di stucco a pensare che le infrastrutture per i 5 Stelle siano raccordi, svincoli, tangenziali, spartitraffico… Per noi è fondamentale intercettare i mercati ricchi del nord Europa e del Mediterraneo. Dobbiamo portare la Tav da Lione a Palermo, fare il ponte sullo Stretto, consentire alle nostre eccellenze enogastronomiche, ai prodotti ortofrutticoli di Ragusa di arrivare in Francia in otto ore e in Ucraina in 16.
L’intenzione di Di Maio invece è quella di far approvare dal Parlamento la Tav senza sporcarsi le mani, perché così il governo può andare avanti e ciascuno mantenere le proprie poltrone. Il problema è che i grillini non sanno di cosa parlano: hanno avuto un mezzo ripensamento sulla Tav e un totale pentimento su Ilva e Tap perché non sanno di cosa parlano.Abbiamo votato no alla fiducia ma sì al decreto, ritenendolo un fatto tendenzialmente positivo, anche se migliorabile. Tra le misure importanti che già Fdi aveva presentato nel primo dl, la confisca immediata delle navi Ong che agiscono nell’illegalità e violano le acque territoriali italiane. Resta comunque da sottolineare ancora una volta l’incapacità della comunità internazionale nel contrastare questi fenomeni di disperazione gestiti da trafficanti di uomini e scafisti, gli uomini più ricchi dell’intera Africa. Questi migranti economici non vengono per istruirsi e svolgere un ruolo nella società che li ospita, né per essere soccorsi non essendo profughi e si trovano costretti a entrare nel circuito della criminalità organizzata o in quello del lavoro nero. La solidarietà verso i più deboli è doverosa, ma deve manifestarsi attraverso la cooperazione internazionale, realizzando infrastrutture e consentendo alle nazioni africane di liberarsi dal neocolonialismo di alcuni Stati europei e occidentali, meno evidente di quello ottocentesco ma più insidioso e cinico. L’Africa deve diventare autonoma.
È impensabile che in Italia esista qualcuno che ritiene possibile ospitare le decine di milioni di persone che dall’Africa vorrebbero trasferirsi qui domattina.

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