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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Archive for 29 luglio 2019

Overshoot day: WWF, oggi umanità ha esaurito “budget” annuale del pianeta

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 luglio 2019

Secondo i calcoli del metodo dell’Impronta Ecologica promosso dal Global Footprint Network (www.footprintnetwork.org), oggi, il 29 luglio l’umanità avrà utilizzato il budget di risorse naturali che il nostro Pianeta ci ha messo a disposizione per quest’anno. Secondo questi calcoli l’umanità sta attualmente utilizzando le risorse del pianeta come se disponessimo di 1,75 pianeti.Si tratta di un sovrasfruttamento che è reso possibile perché continuiamo, anno dopo anno, a consumare il nostro capitale naturale. La ricchezza del nostro capitale naturale costituisce anche la base del nostro benessere e del nostro sviluppo. Non imboccare la strada dello sviluppo sostenibile (come indicato dall’Agenda 2030 approvata nel 2015 da tutti i paesi del mondo in sede Nazioni Unite e da tutte le grandi convenzioni internazionali, come quelle sul cambiamento climatico, sulla diversità biologica, sulla desertificazione, costituisce un errore gravissimo per il nostro immediato futuro.Non possiamo avere uno sviluppo umano con un Pianeta saccheggiato e che ha sempre più difficoltà a provvedere alle capacità di rigenerazione dei sistemi naturali per le generazioni future. I costi del nostro sovrasfruttamento li constatiamo nella continua deforestazione, nell’erosione del suolo, nella perdita di biodiversità, nell’accumulo di gas climalteranti (in particolare l’anidride carbonica) nell’atmosfera.Secondo il calcolo dell’impronta ecologica nel 1970 il nostro consumo di risorse naturali era pari alla produzione sostenibile delle risorse sul pianeta: da allora si è andato erodendo fino a raggiungere, anno dopo anno, l’attuale 29 luglio, la data più anticipata mai registrata.In questi giorni le Nazioni Unite hanno inoltre presentato l’ultimo World Population Prospects 2019, il 26° rapporto di questo tipo che include gli avanzamenti sulle stime della popolazione mondiale dal 1950 ad oggi, con le proiezioni circa l’entità della possibile popolazione a partire da quest’anno sino al 2100, anno per il quale il report 2019 prevede una popolazione di circa 11 miliardi di abitanti (per l’esattezza 10 miliardi e 875 milioni).La popolazione mondiale che oggi è di 7,7 miliardi di abitanti crescerà di altri 2 miliardi nei prossimi 30 anni e diventerà di 9,7 miliardi nel 2050. La popolazione mondiale attuale risulta essere quasi 10 volte di più degli 800 milioni di persone che si stima vivessero nel 1750, data indicata come inizio della Rivoluzione Industriale, e continua a crescere a un tasso di circa 83 milioni di individui l’anno.Anche la popolazione urbana è cresciuta con grande rapidità. È passata dai 746 milioni di abitanti del 1950 giungendo quasi ai 4 miliardi del 2014. Si prevede che la popolazione urbana incrementerà di 2,5 miliardi nel 2050, sorpassando quindi in quel periodo i 6 miliardi. Alla metà di questo secolo avremo una popolazione urbana equivalente alla popolazione globale che era presente sul pianeta nel 2002.Le nuove proiezioni del Prospects 2019 indicano che la popolazione mondiale continua a crescere anche se i tassi di crescita sono molto diversi a secondo dei paesi e delle aree geografiche. Nove paesi faranno più della metà della popolazione globale prevista da qui al 2050 e sono, in ordine decrescente dell’incremento atteso, India, Nigeria, Pakistan, Repubblica Democratica del Congo, Etiopia, la Repubblica Unita di Tanzania, Indonesia, Egitto e Stati Uniti d’America. Per fare un esempio, l’Africa subsahariana passerà dagli attuali 1 miliardo e 66 milioni a 2 miliardi e 118 milioni nel 2050. Non possiamo continuare con la crescita della popolazione, la crescita dei consumi, la crescita della profonda ineguaglianza sociale ed economica che sta soffocando il nostro mondo. È fondamentale cambiare rotta e prima lo facciamo meglio è.L’intervento umano, come ci ha ricordato il recentissimo Global Assessment Report on Biodiversity and Ecosystem Services dell’IPBES, l’organismo delle Nazioni Unite che svolge per la biodiversità, il ruolo svolto dall’IPCC per il clima) sta rendendo almeno un milione di specie viventi in via di estinzione nei prossimi decenni, su di una stima delle specie esistenti ritenuta intorno agli 8 milioni. Il tasso totale di estinzione delle specie è già oggi a un livello che supera dalle decine alle centinaia di volte la media del livello di estinzione verificatasi negli ultimi 10 milioni di anni. E’ già stato sin qui documentato persino il rapido declino di diverse popolazioni di insetti in alcune aree e in diversi paesi, in particolare di molte specie impollinatrici fondamentali per il futuro della nostra alimentazione (gli studiosi ritengono valida una stima del 10% complessivo di specie di insetti minacciati globalmente di estinzione).L’intervento umano ha inoltre trasformato significativamente il 75% della superficie delle terre emerse, ha provocato impatti cumulativi per il 66% delle aree oceaniche ed ha distrutto l’85% delle zone umide. Questo sconcertante tasso di cambiamento globale della struttura e delle dinamiche degli ecosistemi della Terra, dovuto alla nostra azione, ha avuto luogo in particolare negli ultimi 50 e non ha precedenti nella storia dell’umanità. Le cause principali sono, nell’ordine, la modificazione dei terreni e dei mari, l’utilizzo diretto delle specie viventi, il cambiamento climatico, l’inquinamento e la diffusione delle specie aliene.Il WWF richiama l’attenzione sulla grande sfida per il 2020, anno in cui scadranno alcuni importanti target dell’Agenda 2030 con i suoi 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, approvata da tutti i paesi del mondo alle Nazioni Unite nel 2015, scadrà la strategia decennale (2010-2020) per la difesa della biodiversità mondiale in ambito della Convenzione ONU sulla Diversità Biologica e inoltre si rivedranno gli impegni volontari presi da tutti i paesi per concretizzare l’Accordo di Parigi del 2015 della Convenzione Quadro ONU sui Cambiamenti Climatici. Già sappiamo, dalle attente analisi sin qui svolte, che i contributi volontari dichiarati dai vari paesi, anche se fossero tutti concretamente realizzati, non basterebbero a mantenere la temperatura media della superficie terrestre sotto i 2°C di crescita rispetto all’epoca preindustriale.
Un’occasione unica per mettere a sistema un insieme di proposte operative e concrete mirate soprattutto allo sforzo senza precedenti necessario per la nuova strategia decennale futura (2020-2030) destinata a fermare la perdita di biodiversità nel mondo, che costituisce l’assicurazione fondamentale per la vita di noi tutti. Dovremmo cercare di proteggere almeno il 50% della superficie del nostro pianeta entro il 2030 avviando per questo anche un’ampia operazione di ripristino degli ecosistemi mondiali come annunciato dalle stesse Nazioni Unite che hanno lanciato nel marzo scorso l’avvio del decennio dell’Ecosystems Restoration.Per questo il WWF sta cercando di mobilitare governi, parlamenti, imprese, organizzazioni, cittadini per un grande Global Deal per la Natura e la Gente (Global Deal for Nature and People) affinchè tutti si impegnino concretamente a ristabilire un equilibrio tra natura e umanità.L’Overshoot Day ricorda a ciascuno quanto umanità e natura e siano interdipendenti e tra di loro connesse e proprio per raccontare questa connessione, il WWF lancia in occasione della giornata di oggi un nuovo video “Noi siamo Natura” scritto e diretto da Giacomo Cagnetti e Rovero Impiglia (www.jackandrov.com) raccontato dalla voce di Flavio Aquilone con musiche di Cristiano Corradetti.

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Per la decima volta, le ultime sei consecutive, l’Italia conquista il titolo di campione del mondo di volo in deltaplano

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 luglio 2019

delta-mondo-2019-podio-indAzzurre anche le medaglie d’oro e d’argento nell’individuale con Alessandro Ploner, pilota di San Cassiano (Bolzano), e Christian Ciech trentino trapiantato a Varese. Per Ploner è il suo terzo titolo mondiale mentre Ciech lo aveva vinto nel 2015. Aggiungendo i cinque titoli europei e le tante medaglie individuali, non si ricorda una disciplina sportiva nella quale una rappresentanza tricolore abbia vinto di più.
Gli azzurri hanno condotto i giochi fin dalle prime battute, mantenendo la testa delle classifiche durante tutte le nove task disputate, una al giorno. Annullate altre due per meteo avversa. Solo il tedesco Primoz Gricar è riuscito ad arginare lo strapotere italiano, finendo il campionato con un meritato terzo posto davanti allo svizzero Peter Neuenschwander e al francese Mario Alonzi. Nella delta-mondo-2019-task-10-voloclassifica a squadre seguono l’Italia Brasile, Austria, Germania e Giappone.Teatro del trionfo i cieli del Friuli e quelli delle vicine Slovenia e Austria dove talvolta sono sconfinati i percorsi assegnati ai 120  piloti in rappresentanza di 29 nazioni, 75 km il più breve, 200 il più lungo, distanze coperte sfruttando come “motore” le correnti d’aria ascensionali e l’efficienza delle ali. Direttore di gara il friulano Luigi Seravalli; addetto alle previsioni meteo l’istruttore vicentino Damiano Zanocco.
delta-mondo-2019-italiaGli altri azzurri in gara: Filippo Oppici di Sala Baganza (Parma) nono classificato, Marco Laurenzi di Veroli (Frosinone) undicesimo, Davide Guiducci di Villa Minozzo (Reggio Emilia), Tullio Gervasoni di Brescia, Suan Selenati di Enemonzo (Udine) e Manuel Revelli di Cervasca (Cuneo). Alle stelle il varesino di Castiglione Olona Flavio Tebaldi, storico CT della squadra, coadiuvato da Elia Piccinini di Castellarano (Reggio Emilia).
Centro operativo a Tolmezzo (Udine) che ha ospitato numerose manifestazioni collaterali oltre le cerimonie di apertura e chiusura. Valutate in 7000 le presenze giornaliere in media. Numeroso lo stuolo degli operatori sul campo, vera locomotiva senza la quale nessuna gara di volo libero potrebbe esistere, oltre 40 persone coordinate da Bernardo Gasparni, dal responsabile alla sicurezza Giovanni Rupil e da Aero Club Lega Piloti che hanno raccolto un’ennesima medaglia se mai si potesse così premiare la loro efficiente e unanimemente apprezzata organizzazione. Fondamentale il supporto della regione Friuli Venezia Giulia, di Promo Turismo FVG, del Comune di Tolmezzo e degli enti locali. (foto copyright vitali)

 

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Diana Pintaldi: Autoritratto

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 luglio 2019

Roma 30 luglio 2019 ore 18.00 2019 MACRO Museo d’Arte Contemporanea di Roma Via Nizza 138 – Via Reggio Emilia, 54 Sala Cinema. Dal 30 luglio al 4 agosto 2019 Diana Pintaldi presenta la sua ultima ricerca artistica all’interno dell’Atelier #2 del MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma. L’artista, durante il periodo di permanenza al MACRO, pone l’accento su quello che è il processo creativo delle sue opere: il suo lavoro, sviluppatosi negli anni in maniera molto spontanea, inizia con un supporto apparentemente statico, la tela, e con un soggetto apparentemente immobile, l’istante catturato da una fotografia o un fermo immagine. Attraverso sovrapposizioni temporali, cerca successivamente di riconsegnare all’istante il movimento che gli è stato tolto: l’obiettivo è riuscire a dipingere un mo(vi)mento in sospensione in cui tutto può ancora accadere, in cui lo spettatore può sentirsi padrone del tempo avvicinandosi al futuro dell’azione, poichè l’opera è il processo stesso. Partendo dallo studio degli strumenti di animazione basati sulla persistenza retinica, l’artista costruisce anche una sua versione di fenachistoscopio: il visitatore potrà così interagire con l’opera e diventare per qualche secondo padrone del tempo. Diana Pintaldi nasce in una famiglia di artisti a Roma nel 1988. Affascinata già da piccolissima dai fotogrammi che generano i filmati, impara a disegnare usando il fermo immagine. Dopo il Liceo Scientifico, la Laurea in Scienze Motorie le permette di approfondire l’anatomia e il movimento del corpo umano non solo a livello biomeccanico, ma anche come manifestazione armonica-espressiva dell’interiorità dell’individuo. Nel 2014 apre il suo studio per iniziare la ricerca del dinamismo sulla tela. Tra i principali progetti ed esposizioni: 2018 Open studio per Rome Art Week: “The first step”; 2018 Una pallottola nel cuore 3 – RAI in cui uno dei protagonisti è ispirato alle opere dell’artista; 2018 “Mimicry” progetto itinerante negli atelier di artisti; 2018 “Tu vieni dall’infinito”; 2017 “Continuità”; 2017 Open studio per Rome Art Week : “Retrospettiva da Incipit a oggi”; 2017 “Il colore Nascosto delle cose” Regia di Silvio Soldini dove appaiono alcune opere dell’artista; 2016 Progetto di Residenza: “Il Tevere nel MACRO”; 2016/2019 Progetto Fotografico: “Water world”; 2014/2016 “Proiezione“; 2015 Mostra collettiva “Creative Room Art Gallery”, Roma; 2015 Mostra Personale Creative Room Art Gallery, Roma; 2013 “Incipit”. Orari: martedì, mercoledì, giovedì, venerdì e domenica dalle 10.00 alle 20.00 Sabato dalle 10.00 alle 22.00www.museomacro.it

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Furti d’auto: dopo 5 anni tornano a crescere. Ecco la guida per difendersi

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 luglio 2019

Dopo 5 anni di costante, graduale calo, torna a crescere il numero dei furti d’auto in Italia. Secondo i primi dati elaborati dal Ministero dell’Interno, nel 2018 sono stati 105.239 gli autoveicoli sottratti, +5,2% rispetto ai 99.987 registrati nel 2017.
LoJack, da oltre 10 anni in Italia a supporto delle Forze dell’Ordine per contrastare questa piaga e leader nel rilevamento e recupero di auto rubate (oltre 2.500 veicoli recuperati ogni anno grazie alla tecnologia unica in radiofrequenza e a un team di esperti sul campo), ha stilato un decalogo di consigli pratici e utili indicazioni per limitare al massimo il rischio furto mentre si è alla guida, quando si parcheggia e nella quotidianità di tutti i giorni. Il vademecum annovera consigli che solo in apparenza possono sembrare banali e suggerimenti per contrastare le nuove modalità hi-tech di sottrazione:
Non lasciare l’auto accesa e con le chiavi inserite, nemmeno per pochi secondi (ad esempio mentre sei in doppia fila), potrebbero risultare decisivi per il furto.
Anche se fa caldo, prima di lasciare l’auto chiudi i finestrini e il tettuccio. Un pur piccolo spiraglio può rivelarsi un assist per i ladri, cui bastano pochi centimetri per aprire varchi, introdursi nell’abitacolo, mettere in moto e scappare.
Non lasciare l’auto di notte in parcheggi isolati o incustoditi. In simili casi potrebbe rivelarsi preziosa la funzione di “Geofence”, prevista da alcuni sistemi telematici a bordo della vettura, che attraverso un’App ti avvisano se l’auto esce dalla zona a rischio, mentre tu non sei a bordo.
Anche se, soprattutto nel periodo estivo, non usi quotidianamente l’auto, verifica ogni giorno che sia parcheggiata nel punto in cui l’hai lasciata. Denunciare con tempestività l’eventuale furto accresce la possibilità di ritrovare la vettura, soprattutto se questa è dotata di un dispositivo di rilevamento hi-tech. Secondo le statistiche LoJack dopo 48 ore dal furto le speranze di ritrovarla si riducono drasticamente.
Osserva con attenzione il luogo in cui parcheggi: se in terra ci sono cumuli di frammenti di vetro, è sinonimo di zona a rischio furto o vandalismo.
Non parcheggiare sempre nello stesso posto, le abitudini danno modo al ladro di organizzare al meglio il furto.
Attenzione alle truffe. Sempre più spesso i ladri utilizzano un escamotage come un finto incidente (con la tecnica dello specchietto, il lancio di piccole pietre sul fianco dell’auto o ancora un lieve tamponamento) per costringere i guidatori (soprattutto donne e anziani) a fermarsi, scendere dall’auto e sottrargliela.
Quando sei all’autogrill o nel parcheggio del centro commerciale e chiudi la vettura a distanza tramite una smart key, controlla sempre manualmente l’avvenuta chiusura delle portiere. Un ladro, appostato nelle vicinanze, potrebbe aver disturbato il segnale con un jammer per poi entrare indisturbato nel veicolo e approfittare della tua sosta.
Proteggi la tua auto con un sistema di antifurto meccanico, ma soprattutto con uno hi-tech. Il primo può scoraggiare i ladri meno attrezzati, il secondo (se efficace) può rivelarsi prezioso in caso di furto. Un sistema in radiofrequenza (non schermabile e attivo anche in situazioni critiche, come all’interno di container o nei garage sotterranei) raddoppia la possibilità di recuperare la vettura sottratta.
Proteggi la chiave della tua vettura, custodendola in un “card protector” che ne impedisca la clonazione o che blocchi la sempre più diffusa modalità di furto hi-tech “relay attack”, con la quale i ladri, utilizzando ripetitori in radiofrequenza, riescono a riprodurre la comunicazione tra l’auto e la sua chiave, anche quando questa è distante.

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Quattro professioni a bordo della nave

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 luglio 2019

Quando si pensa alle professioni tipiche a bordo di una nave da crociera, vengono in mente le figure del Comandante, dell’animatore o dello chef. Tuttavia, ci sono tantissime professioni a bordo di una nave, alle quali non si pensa mai, e tra queste ce ne sono anche di particolarmente curiose. Tra quelle che si possono trovare sulla flotta di Royal Caribbean, alcune sono decisamente non convenzionali.
1. GIARDINIERE
Il pollice verde non manca certo a bordo delle navi Royal Caribbean. Su tutte le navi della Classe Oasis c’è un bellissimo giardino all’aperto situato sul ponte 8, con oltre 12.000 specie di piante. Tutte le piante sono vere e per questo necessitano di cure e attenzioni quotidiane. Orchidee, gigli, bromelie, bambù e viti fino a sette metri fanno parte della ricca vegetazione a bordo. E ogni giorno ci sono gli specialisti dei giardini (non semplici giardinieri) che innaffiano lungo i sentieri, tagliano l’erba, potano i cespugli e piantano fiori colorati. Veri e propri designer del verde per ottenere un parco perfetto. Chi cerca un vero e proprio giardino in alto mare, può scegliere una delle tante crociere settimanali nel Mediterraneo a bordo di Allure of the Seas, a partire dalla primavera 2020.
2. UFFICIALE RESPONSABILE AMBIENTALE
Sostenibilità e rispetto dell’ambiente. Da una decina di anni, a bordo di ogni nave di Royal Caribbean, c’è un solido programma di gestione ambientale guidato da un responsabile dell’ambiente. Royal Caribbean è stata la prima compagnia di crociere a ricoprire questo ruolo nella propria flotta. Il responsabile ha molti compiti: verificare che il rischio di incidenti che danneggino l’ambiente sia sempre minimo, formare l’equipaggio sulla politica ambientale della compagnia e addestrarlo per adempiere alle proprie responsabilità in materia. Infine, tenere corsi di formazione per i nuovi arrivati.
3. MAGGIORDOMO
Un maggiordomo a disposizione. Conoscenza del protocollo e versatilità nelle relazioni pubbliche, ecco i due requisiti obbligatori per questo interessante lavoro, basato sull’assistenza personalizzata. I maggiordomi di Royal Caribbean assistono i passeggeri per qualsiasi necessità possano avere durante la loro permanenza a bordo. Tra le funzioni che svolgono quotidianamente, ci sono l’organizzazione delle suite assegnate prima del viaggio (che devono sempre essere fornite di tutto) la prenotazione dei posti nelle prime file durante gli spettacoli, consigliare su dove e cosa mangiare a seconda dei gusti di ogni ospite, proporre attività speciali per rendere unica la crociera. Conoscere i gusti di ogni ospite e avere qualità come discrezione, flessibilità e savoir faire sono indispensabili.
4. ISTRUTTORE SUBACQUEO
Sopra e … sott’acqua! Durante una crociera ai Caraibi, si deve assolutamente osservare il vivace mondo sottomarino che questo mare offre. Per questo, a bordo delle navi di Royal Caribbean, ci sono istruttori subacquei che coordinano e promuovono il programma PADI, durante gli scali sulle isole e nelle diverse escursioni a terra. E non è tutto perché propongono immersioni guidate agli ospiti e naturalmente si occupano del noleggio delle attrezzature per immersioni e snorkeling durante le escursioni.
Royal Caribbean International
Royal Caribbean International offre innovazione in mare da oltre 50 anni. Ogni classe successiva è una meraviglia di design e architettura, con nuove tecnologie ed esperienze per i viaggiatori avventurosi di oggi. La compagnia di crociere propone itinerari verso più di 270 destinazioni in 72 paesi in sei continenti, e nell’isola privata di Royal Caribbean alle Bahamas, Perfect Day at CocoCay, la prima della collezione Perfect Day Island. Royal Caribbean è stata anche votata “Best Cruise Line Overall” per 16 anni consecutivi nei Travel Weekly Readers ‘Choice Awards

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Punture di insetti e morsi di animali: cosa fare?

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 luglio 2019

Dai ragni alle zecche, dalle zanzare alle pulci, dalle cimici agli imenotteri, passando per le meduse e le tracine, fino ad arrivare alle vipere. Al mare come in montagna, in Italia come in Paesi esotici, in estate sono sempre più frequenti le punture di insetti e i morsi di animali che, se non curati correttamente, possono rappresentare un rischio per la salute. L’Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici (WAidid) fornisce, quindi, alcune raccomandazioni utili per affrontare incontri (non proprio desiderati) con insetti e altri animali.Qui di seguito le raccomandazioni di WAIDID per affrontare brutti con insetti e altri animali
RAGNI Sebbene il 98-99% dei loro morsi sia innocuo, nei casi restanti il morso comporta ferite necrotiche, tossicità sistemica e, più di rado, la morte. Se la lesione non causa sintomi troppo intensi, per limitare i disagi si possono attuare delle semplici manovre di pronto soccorso (es. applicazione di ghiaccio, riposo e sollevamento dell’arto). Nel caso in cui si sviluppi una reazione più grave (allergia o tossicità sistemica), è consigliabile richiedere l’intervento medico immediato. In Italia, le specie il cui morso è di importanza medica per l’uomo sono principalmente tre: Il Loxosceles rufescens, comunemente chiamato “ragno violino” per via di una macchia scura presente sul dorso a forma di violino (Sardegna, Sicilia e isole minori) ; Lycosa tarentula, o tarantola, ragno ricoperto di peli neri e marroni (si trova nel centro e sud italia); Latrodectus mactans, conosciuto anche come “vedova nera”(soprattutto nel Nord America) .
ZECCHE. La caratteristica della zecca è quella di inserirsi sottopelle. Per questo la prima cosa da fare è procedere con la sua rimozione attraverso una procedura ben precisa. E’ opportuno afferrare la zecca con una pinzetta dalle punte sottili. Il movimento volto ad estrarre il parassita non dovrà essere deciso, bensì continuo e rotatorio. In alcuni casi, potrebbe rimanere comunque qualche traccia della zecca che andrebbe rimossa, in tempi brevi, mediante un ago sterile. Una volta eliminata, è opportuno disinfettare l’area interessata dal morso e tenerla sotto costante osservazione per un mese. La puntura di zecca può trasmettere all’uomo malattie molto pericolose. Un esempio ne sono la malattia di Lyme (diffusa in Friuli Venezia Giulia, Liguria, Veneto, Emilia Romagna, Trentino Alto Adige) e la meningoencefalite da zecche (diffusa in Veneto e, in generale, nell’Europa settentrionale e centro orientale).
ZANZARA TIGRE Nel nostro Paese Aedes albopictus (zanzara tigre, caratterizzata dal corpo nero a bande trasversali bianche sulle zampe e sull’addome), attiva al mattino presto e al tramonto da marzo fino all’inizio di dicembre, è vettore di malattie come la febbre di Chikungunya e la Dengue, che possono manifestarsi con sintomi simil-influenzali o con manifestazioni neurologiche. La terapia è esclusivamente sintomatica.
PULCI Le punture delle pulci degli animali domestici (es. gatti e cani) nell’uomo provocano delle piccole lesioni di tipo eritemato-pomfoide che circondano il punto in cui la pulce ha morso l’ospite. Sembrano prediligere gli arti inferiori. Eventualmente, per ottenere sollievo, è possibile fare impacchi di ghiaccio sulle lesioni. Tuttavia, se i pomfi o le vescicole derivanti dalle punture delle pulci sono particolarmente fastidiose, possono essere utilizzati cortisonici per uso topico. In caso di reazioni allergiche sistemiche, si possono antistaminici per uso topico o sistemico. Fondamentale è la prevenzione con trattamenti antiparassitari negli animali domestici e, in caso di infestazioni da pulci in casa, è opportuna una adeguata disinfestazione effettuata da aziende specializzate.
CIMICI DA LETTO Comuni negli alberghi, si annidano in punti nascosti tra materassi e cuscini, ma talvolta anche in divani e poltrone. Causano punture molto fastidiose, anche se in pochi giorni spariscono. Chi soffre di allergia alla saliva delle cimici, può sviluppare bolle e lesioni difficili da guarire. Per eliminarle definitivamente, si raccomanda di fare una lavatrice di vestiti e indumenti vari a 90°.
IMENOTTERI Nel caso di punture di api, vespe e calabroni, se ancora presente il pungiglione, è necessario provvedere alla sua rimozione entro 20 secondi controllando che non rimangano residui. Impacchi di ghiaccio, da applicare per almeno 20 minuti, saranno utili per lenire il dolore e diminuire l’infiammazione. Lavare poi con acqua fredda. È utile anche identificare, se possibile, l’insetto responsabile. Nel caso in cui tali precauzioni non siano sufficienti, sarà necessaria la somministrazione di cortisonici per uso topico ed eventualmente antistaminici per via orale. Va valutata la possibilità di reazioni allergiche. Se il paziente presenta orticaria ed edema, potrà essere trattato solo con un ciclo orale di antistaminici e steroidi e dovrà essere tenuto sotto osservazione per almeno 4 ore. Se la situazione si presenta in modo più severo, ovvero con crisi respiratorie o dolori addominali, il farmaco di prima scelta è rappresentato dall’adrenalina.
VIPERA Le vipere italiane hanno un morso che risulta fatale soltanto nello 0,1% dei casi e quasi sempre la mortalità dipende da complicazioni collaterali come reazioni allergiche, infarti o ictus e non dall’effetto diretto del veleno. Le vipere del Trentino e quelle dell’Appennino tosco-emiliano generalmente hanno un veleno più concentrato. La persona morsa deve evitare qualsiasi movimento perché questo velocizzerebbe la distribuzione del veleno nell’organismo. Per questo, la posizione ideale è quella supina. La porzione di cute interessata deve essere lavata con acqua e sapone, poi disinfettata con soluzioni prive di alcol dal momento che questo aumenta la tossicità del veleno. Se il morso è localizzato nell’arto superiore, è consigliabile sfilare anelli e bracciali o orologi prima della comparsa del gonfiore. Deve essere poi applicato un laccio a circa 5-6 cm a monte della ferita per fermare la circolazione linfatica che veicola il veleno. Attenzione però a non stringere eccessivamente il laccio (deve poterci passare un dito) perché si corre il rischio di bloccare la circolazione sanguigna. Sulla zona del morso può essere applicato del ghiaccio. Si possono somministrare bevande eccitanti come the o caffè perché aiutano ad evitare un pericoloso calo pressorio. Indispensabile è il trasporto dell’infortunato al Pronto Soccorso (muovendolo il meno possibile!).
MEDUSA Le punture di medusa provocano bruciore e prurito intenso, mentre sulla pelle rimane una zona eritematosa ed edematosa con possibile formazione di una bolla. Dopo una puntura di medusa, è necessario disinfettare con acqua di mare e poi con bicarbonato medicando, poi, la parte con un gel a base di cloruro d’ alluminio. La stessa cura può risultare efficace anche in caso di contatto con le attinie o anemoni di mare. Non usare ammoniaca, limone, aceto, o alcol. Non strofinare o grattare perché si corre il rischio di mandare in circolo le tossine rilasciate. Non utilizzare pinzette per rimuovere eventuali frammenti di tentacoli perché la lacerazione di tessuti provocherebbe la fuoriuscita di tossine. Non disinfettare con acqua dolce, troppo fredda o ghiaccio.
TRACINA (O PESCE RAGNO) Tipiche dei fondali sabbiosi da 2 a 50 metri di profondità, può capitare che, passeggiando o giocando sul bagnasciuga, si poggi inavvertitamente una mano o un piede sui suoi aculei. Questi penetrano nella pelle e rilasciano una tossina che provoca un dolore immediato molto intenso, il punto di inoculazione del veleno si arrossa e si gonfia. Talvolta possono comparire formicolii, perdita di sensibilità nella parte interessata dalla puntura, nausea, vomito e febbre. Per alleviare il dolore bisogna sciacquare la parte colpita con acqua dolce. Procedere, eventualmente, con la rimozione degli aculei conficcati nella pelle. Poi, considerando che il calore distrugge il veleno e ne blocca la diffusione, è utile mettere il piede sotto la sabbia molto calda (o anche acqua calda): questo dona un’immediata sensazione di sollievo. Evitare assolutamente di applicare ghiaccio o ammoniaca. Il veleno della tracina non è considerato “pericoloso” per l’uomo, anche se il dolore intenso può sfociare in nausea, vomito e qualche linea di febbre, soprattutto nei più piccoli. (by GAS Communication)

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Crack di Veneto Banca

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 luglio 2019

In merito al crack dell’Istituto di Montebelluna, il PM Dott. Massimo De Bortoli ha annunciato ieri l’intenzione di rinviare a giudizio solo l’Amministratore Delegato Vincenzo Consoli, chiedendo invece l’archiviazione delle posizioni di Trinca (già presidente), Faggiani (già condirettore) e Bertolo (già responsabile dell’amministrazione centrale). Consoli resta quindi l’unico imputato. In questo modo la Procura procede ad una ulteriore riduzione di imputati e imputazioni – dopo il “taglio” effettuato in sede di conclusione delle indagini preliminari pochi giorni fa – e finisce così per sostenere che il fallimento di Veneto Banca sia sua esclusiva responsabilità di Consoli.I tempi si profilano però ancora lunghi per il processo, anche perché la Procura ha manifestato l’intenzione di avviare nuove indagini per il reato di bancarotta nel caso in cui il Tribunale delle imprese di Venezia il 26 settembre prossimo respinga l’opposizione dei legali di Consoli sullo stato di insolvenza di Veneto Banca al momento della messa in liquidazione. Si aggiungerebbe inoltre un separato troncone di indagini che valutino responsabilità ulteriori rispetto a quelle individuate dalle indagini condotte della Procura di Roma, prima che venisse nuovamente inviato a Treviso per competenza a celebrazione dell’Udienza Preliminare già avviata.
Desta in ogni caso forti perplessità l’ipotesi che il crack di Veneto Banca, che ha coinvolto 88 mila risparmiatori, possa essere esclusiva responsabilità di un solo uomo, e che a tale ipotesi si sia giunti solo ora senza che sia chiaro peraltro debba effettivamente svolgersi o meno. Il tutto avviene tra l’altro mentre la speculare vicenda di Banca Popolare di Vicenza ha già, non senza turbolenze, percorso buona parte del cammino procedurale per giungere alla sentenza di primo grado.Come Federconsumatori ci auguriamo che la Procura di Treviso proceda con la massima celerità alla conduzione di eventuali nuove indagini che portino all’individuazione delle responsabilità di eventuali altri dirigenti essendo inverosimile che la crisi dell’Istituto di Montebelluna sia stato generato dall’azione clandestina di un unico soggetto senza il contributo di nessun altro all’interno dell’alta dirigenza della banca.

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Rinnovabili: la Regione Lazio fa marcia indietro sul fotovoltaico

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 luglio 2019

Il nuovo Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR) della Regione Lazio, che andrà in discussione il 29 luglio prossimo in Consiglio regionale, rischia di essere la pietra tombale del fotovoltaico. Noncurante degli impegni assunti con l’Ue per allacciare alla rete elettrica nazionale circa 4 GW l’anno di nuovi impianti fotovoltaici fino al 2030, con il nuovo PTPR nel Lazio sarà molto più complicato fare fotovoltaico a terra, buttando così le basi per un non raggiungimento dei già limitati obiettivi per le rinnovabili. La notizia è un’anteprima del quotidiano online QualEnergia.it a firma del Direttore Sergio Ferraris.
Il documento, modificato rispetto alla sua prima versione, prevede una chiusura per gli impianti fotovoltaici a terra in tre diverse categorie di suolo (“agricolo”, “di valore” e “di continuità”) e prevede la possibilità di installazione degli impianti solo sulle serre e sulle pensiline per le aree di parcheggio.
Una cattiva notizia, vista la potenzialità della regione, che ha una superficie complessiva di 1.723.600 ettari dei quali 1.070.308 ettari di superficie agricola generale, di cui solo 648.472 di superficie agricola utilizzata.

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Picasso: la sfida della ceramica

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 luglio 2019

Faenza. Dal 1 novembre 2019 al 12 aprile 2020 al Museo Internazionale delle ceramiche in Faenza viale Baccarini 19 apertura: mar-ven ore 10-16, sab e dom 10-17.30 Ingresso: 14 euro intero, 10 euro ridotto, saranno in mostra 50 pezzi unici provenienti dalle collezioni del Musée National Picasso-Paris in una grande mostra dal titolo “Picasso, La sfida della ceramica” a cura di Harald Theil e Salvador Haro con la collaborazione di Claudia Casali. Un nucleo di inestimabile valore e un prestito eccezionale che affronta tutto il percorso e il pensiero creativo dell’artista spagnolo nei confronti dell’argilla. Nella mostra faentina verranno analizzate le fonti di ispirazione di Picasso, proprio a partire dai manufatti presenti nelle collezioni del MIC. La ceramica classica (con le figure nere e rosse), i buccheri etruschi, la ceramica popolare spagnola e italiana, il graffito italiano quattrocentesco, l’iconografia dell’area mediterranea (pesci, animali fantastici, gufi e uccelli) e le terrecotte delle culture preispaniche che saranno esposte in un fertile e inedito dialogo con le ceramiche di Picasso. E una se sezione speciale verrà dedicata al rapporto tra Picasso e Faenza. Diversi sono i pezzi di Picasso che il Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza possiede grazie al tramite di Tullio Mazzotti di Albisola, di Gio Ponti e dei coniugi Ramié i quali furono sollecitati a richiedere alcuni manufatti al Maestro per un’esposizione a Faenza e, soprattutto, per la ricostruzione delle Collezioni d’arte ceramica moderna andate distrutte nell’ingente bombardamento alleato del maggio 1944. Merito dell’allora direttore Gaetano Ballardini, nonché fondatore del Museo faentino, che contattò Picasso a Madoura con una lettera commovente e davvero toccante. Fu così che arrivò nel 1950 il primo piatto ovale raffigurante la Colomba della Pace, memento contro ogni guerra, espressamente dedicata al Museo di Faenza e al tragico destino della sua Collezione e della sua struttura. Seguirono altri piatti nel 1951 con teste di fauno e vasi dal sapore arcaico e archeologico e il grande vaso “Le quattro stagioni” (1951), graffito e dipinto, con la raffigurazione pittorica e morfologica di quattro figure femminili, le cui forme sinuose vengono sostanziate dalla curvatura accesa del vaso.
La mostra sarà integrata con l’esposizione di documenti e fotografie, mai esposti, ed appartenenti all’archivio storico del MIC. Completerà il ricco apparato didattico e fotografico un video storico di Luciano Emmer del 1954 (Picasso a Vallauris).
La mostra fa parte di «Picasso – Méditerranée»: un’iniziativa del Musée national Picasso-Paris.
“Picasso-Mediterraneo” è un evento internazionale che si svolge dalla primavera del 2017 alla fine del 2019. Più di sessanta istituzioni hanno immaginato una serie di mostre sull’opera “ostinatamente mediterranea” di Pablo Picasso. Su iniziativa del Musèe National Picasso-Paris, questo percorso nel lavoro dell’artista e nei luoghi che l’hanno ispirato presenta una nuova esperienza culturale dedicata a rinsaldare i legami da entrambi le parti del Mediterraneo. Con il supporto eccezionale di Musée Picasso Paris.

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Deles Academy e Poli.Design Milano per un nuovo corso di alta formazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 luglio 2019

Deles Academy, il polo formativo di Deles Group, azienda che opera da 50 anni nel settore dell’imballaggio, supply chain, automazione del fine linea, il 17 settembre alle ore 11.00 apre le porte della storica sede di Uboldo a istituzioni e autorità per presentare la nuova struttura, la mission formativa e un nuovo corso di alta formazione, realizzato in collaborazione con il Poli.Design, ente formativo del Politecnico di Milano, pensato per coniugare le esigenze del mondo delle imprese, la proposta formativa accademica e la richiesta di specializzazione dei giovani nell’ambito del design applicato all’imballaggio. A partire da Novembre, Deles Academy ospiterà la prima edizione del corso “ Packaging Engineering & Design”, dedicato a tutti professionisti e ai ragazzi che vogliono approfondire i temi della progettazione e gestione di un imballaggio. Dal 2017 l’azienda propone corsi di alta formazione pensati per valorizzare il capitale umano delle imprese e contribuire al loro sviluppo.
In occasione della presentazione, sarà organizzata una tavola rotonda alla quale prenderanno parte figure di spicco del mondo accademico e industriale, che vedrà l’autorevole presenza dell’ex Presidente del Consiglio dei Ministri, On. Romano Prodi.
La tavola rotonda verterà sul tema “Dalla sinergia tra impresa e università nasce la formazione d’eccellenza”, un confronto sull’unione tra impresa e università, volta a costruire un modello di stretta collaborazione e contaminazione tra le 2 realtà, offrendo competenze specialistiche ai nuovi professionisti del settore e aiutando i giovani a comprendere meglio le dinamiche aziendali.

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Droghe e mercato 2019

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 luglio 2019

Quando si pensa allo spaccio e all’acquisto di droghe illegali, l’immagine è quella del più o meno bieco spacciatore all’angolo di una strada, un po’ dismesso e nel buio, che scambia la merce col timoroso acquirente che si guarda intorno per controllare che nessuno sia testimone e magari pronto alla fuga. Non solo. Poi ci sono quelli “più moderni” che acquistano online (non proprio nel dark web…) e che, ben dissimulata e anonimicizzata, la merce gli arriva a casa. Ma per meglio capire cosa sia oggi la vendita di droghe illegali, degna di una qualche fiction cinematografica, c’è quella smantellata dall’alba di oggi dalla Polizia di Palermo. “H24 Evolution”. E’ il nome dell’operazione che a partire dal quartiere della Zisa del capoluogo siciliano ha provveduto a questo smantellamento di una azienda criminale che, con servizio di centralino 24 ore su 24, era in grado di soddisfare con consegna a domicilio le domande che gli arrivano da ogni parte della città, e se qualche “rider” ad ore un po’ proibitive (4 di mattino) si rifiutava di farlo, veniva redarguito se non proprio allontanato dal servizio; stesso rischio per chi aveva livelli di produzione considerati al di sotto della soglia minima aziendale. L’operazione di polizia ha portato a 16 arresti. Questo è quanto ottenuto dalla Polizia dopo indagini che hanno richiesto tempo. Ci viene anche da immaginare che, visto che i sequestri di droghe illegali aumentano e aumentano anche i consumatori, questi sequestri di spacciatori organizzati rappresentano solo una piccola parte del mercato del settore. Quanto finisce nelle manette delle autorità è solo la punta di un iceberg… neanche destinato a liquefarsi visto che l’effetto riscaldamento climatico (maggiore attenzione e successi delle forze di polizia) in questo ambito ha un effetto contrario rispetto ai monoliti del Polo Nord.
Non è difficile immaginare che a questi artigiani con il call center H24 ce ne siano altri con app digitali e, magari, con ampi poteri di distribuzione al dettaglio rispetto ad una città di medie dimensioni come Palermo.
Alcune leggi base dell’economia di mercato (legale o meno che sia) sono valide in entrambe le direzioni; cioé: la domanda fa il mercato, il mercato fa la domanda. Non si sa dove finisce uno e inizia l’altro, e viceversa. Ma nel mercato legale ci sono alcune regole che impediscono che un attore possa fare male all’altro, nonchè che gli attori non facciano male a consumatori e utenti. Nel nostro mercato illegale non è invece così. Ecco alcune domande e risposte tipiche: la troppa droga in circolazione fa male e quindi – secondo i sostenitori dell’attuale regime proibizionista – è colpa di chi non impedisce che queste quantità circolino: più polizia e più pene sono necessari. Oppure la tanta droga che circola è colpa di coloro che, consumatori di queste sostanze per svariate ragioni più o meno personali, fanno alzare la domanda, e quindi – sempre secondo i fautori dell’attuale regime proibizionista – è colpa di genitori, scuola, informazione, costumi troppo permissivi: non dobbiamo essere permissivi.
Ma in regime proibizionista risposte come queste, e anche più in generale, non esistono e non hanno senso. Né per chi offre né per chi consuma. E lo stesso non valgono per chi governa e amministra. Si potrà solo continuare ad essere in un continuo sbattersi in faccia ognuno le proprie presunte responsabilità. In questo regime mancano quelli che culturalmente vengono chiamati “paletti”, ché il regime proibizionista ha senso di esistere proprio perché i “paletti” non ci sono. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Numero molisani a Roma

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 luglio 2019

Roma Se il numero dei residenti nel Molise continua a calare – presto potrebbe scendere sotto la soglia psicologica delle 300mila unità (e molti di loro, in realtà vivono al di fuori della regione, conservando la residenza soprattutto per ragioni fiscali) – a Roma, tradizionale approdo per molti molisani, il calo è ancora più sostenuto. Motivo? I più sono arrivati nella Capitale negli anni Cinquanta e Sessanta come giovani lavoratori. Oggi di quella stagione ne restano pochi e molto anziani. Scomparsi questi ultimi testimoni, la comunità molisana a Roma si assottiglierà molto, includendo ormai solo le prime o le seconde generazioni con legami molto più blandi verso la terra d’origine.I numeri parlano chiaro: se alla fine degli anni Settanta, Roma accoglieva circa 30mila molisani, oggi ne sono rimasti poco più di 10mila.“E’ come un fiume senza più affluenti – spiegano dall’associazione “Forche Caudine”, lo storico circolo dei molisani a Roma. “Un tempo dai paesi arrivavano studenti e lavoratori. Oggi ne arrivano pochissimi, sia perché molti di quei paesi hanno esaurito la popolazione sia perché gli studenti che non rimangono in Molise preferiscono gli atenei del Nord rispetto alle tradizionali mete di Roma e di Napoli”.L’associazione porta un esempio significativo. “E’ emblematico quanto sta succedendo da qualche anno nei paesi dell’entroterra, lì dove sono avvenute le grandi partenze. In alcuni di quei piccoli borghi, soprattutto in provincia di Isernia, si sono moltiplicati i cartelli ‘vendesi’ per le abitazioni. Ci sono paesi dell’alto Molise dove le case in vendita hanno superato quota cento. E ben pochi le acquistano. Le nuove generazioni sono orientate a liberarsi di immobili che costano molto in termini di tasse, manutenzione e servizi. Complice anche l’affievolirsi dei legami affettivi, che proprio per i costi non voluti fa percepire il paese molisano ormai come una zavorra”.
L’associazione denuncia, quindi, soprattutto un’attenuazione di quei legami emotivi che hanno alimentato a lungo “i rientri”.“Certo, da tempo ormai è cambiato anche il modo di vivere le ferie, distribuite nel corso dell’anno e non più concentrate nel periodo estivo, quando i ragazzini si mandavano dai nonni in paese già con la chiusura delle scuole – continuano da “Forche Caudine” con una certa malinconia. “Ma, indubbiamente, è stato fatto poco per mantenere vivo un orgoglio per le origini che passasse da una generazione all’altra: il vulnus è soprattutto qui, è sempre più difficile giustificare un rientro in paesi dove gli affetti sono purtroppo scemati”.Il rischio concreto è che la comunità molisana a Roma, un tempo particolarmente nutrita, si assottigli ancora di più. Una perdita anche culturale, viste le tante storie umane e imprenditoriali che hanno caratterizzato l’esodo dal Molise verso la Capitale.

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Ipertrofia prostatica benigna

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 luglio 2019

Roma mercoledì 31 luglio alle 11.30 al Senato (Biblioteca del Senato della Repubblica “Giovanni Spadolini”, Sala degli Atti parlamentari, Piazza della Minerva 38) conferenza stampa organizzata dalla  Fondazione PRO (Prevenzione e Ricerca in Oncologia) in cui Interverranno Vincenzo Mirone (Presidente Fondazione PRO e Direttore Urologia Università Federico II di Napoli), Antonio Magi (Segretario Generale SUMAI, Sindacato Unico Medicina Ambulatoriale Italiana e Professionalità dell’Area Sanitaria), Pierpaolo Sileri (Presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato) e Roberto Messina (Presidente Senior Italia FederAnziani). L’ipertrofia prostatica benigna colpisce milioni di italiani dopo i 40 anni. Necessità di urinare spesso, anche durante la notte e con urgenza, getto dell’urina che diventa debole, sottile e intermittente, difficoltà a vuotare la vescica. Sono questi i principali sintomi di una malattia sottostimata, ma in forte aumento. Inoltre ancora troppi uomini ricorrono a rimedi “fai da te”. Se trascurata, l’ipertrofia prostatica benigna può portare a gravi conseguenze come la ritenzione urinaria, che implica l’incapacità di vuotare completamente la vescica, e a gravi patologie renali. Oggi sono disponibili armi efficaci per tenere sotto controllo l’infiammazione che è all’origine della maggioranza dei casi.

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Tumori: parere positivo del CHMP per larotrectinib

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 luglio 2019

Il Comitato per i medicinali per uso umano (CHMP) dell’Agenzia Europea del Farmaco ha raccomandato l’autorizzazione di commercializzazione per larotrectinib, sviluppato da Bayer, in Europa. L’indicazione raccomandata è per il trattamento di pazienti adulti e pediatrici con tumori solidi caratterizzati da una fusione genica del recettore della tirosin chinasi neurotrofica (NTRK), localmente avanzati, metastatici o quando la resezione chirurgica comporterebbe morbilità grave, e che non abbiano altre opzioni terapeutiche soddisfacenti. La decisione finale della Commissione Europea sull’autorizzazione alla commercializzazione è attesa nei prossimi mesi. Larotrectinib, primo nella classe degli inibitori orali di TRK, specificamente sviluppato per trattare tumori che hanno una fusione genica di NTRK, sarà il primo trattamento a ricevere un’indicazione tumore-agnostica nell’Unione Europea. Larotrectinib è già approvato negli Stati Uniti, in Brasile e in Canada.
Il tumore con fusione genica TRK è raro nel complesso, colpisce non più di poche migliaia di pazienti in tutta Europa ogni anno. Interessa sia bambini che adulti e si manifesta con frequenza variabile. Negli studi clinici, è stato esaminato in 29 diverse istologie di tumori solidi, inclusi quelli del polmone, della tiroide, nel melanoma, nei tumori gastrointestinali stromali, nel tumore del colon, nei sarcomi dei tessuti molli, tumori delle ghiandole salivari e nel fibrosarcoma infantile. Larotrectinib è un inibitore TRK orale altamente selettivo che ha come target le proteine TRK che favoriscono la diffusione e la crescita del tumore, indipendentemente dall’organo di origine. Larotrectinib ha mostrato efficacia in tumori primari del sistema nervoso centrale, così come in pazienti con metastasi cerebrali, in età e istologie tumorali diverse.
L’esame chiave per identificare quei pazienti che più di altri potrebbero beneficiare dal trattamento con larotrectinib è un test di alta qualità per NTRK. Solo test specifici possono identificare le fusioni geniche NTRK o le proteine di fusione TRK. L’immunoistochimica (IHC) è uno strumento utile per lo screening; tuttavia, l’IHC rileva sia l’espressione di proteina TRK ‘wild-type’ che quella di fusione, quindi i risultati positivi devono essere confermati da un test di sequenziamento di prossima generazione (NGS). I pazienti eleggibili al trattamento con larotrectinib dovrebbero quindi essere selezionati sulla base della presenza di una fusione genica NTRK nella loro massa tumorale.
Un tumore con fusione NTRK si riscontra quando un gene di NTRK si fonde con un altro gene non correlato, generando una proteina TRK alterata. La proteina alterata, o proteina di fusione TRK, diventa costitutivamente attiva o sovraespressa e determina una segnalazione a cascata. Queste proteine di fusione TRK agiscono come fattori oncogenici che favoriscono la proliferazione e la sopravvivenza cellulare, dando luogo a tumori con fusione TRK, indipendentemente dalla loro origine nell’organismo. I tumori con fusione NTRK non si limitano a determinati istotipi e possono interessare qualsiasi sede dell’organismo. Si manifestano nello scenario di diversi tumori solidi in pazienti adulti e pediatrici caratterizzati da una frequenza variabile, inclusi tumori del polmone, tumori della tiroide, tumori gastrointestinali (del colon, colangiocarcinoma, del pancreas e dell’appendice), sarcomi, tumori del SNC (glioma e glioblastoma), tumori delle ghiandole salivari (carcinoma secretorio simil mammario) e tumori pediatrici (fibrosarcoma infantile e sarcoma dei tessuti molli).

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Archiviata con successo la prima edizione della Festa italo brasiliana

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 luglio 2019

Si conclude con successo la prima edizione della festa italo brasiliana. E’ palpabile la soddisfazione degli organizzatori e del team Proloco guidato dal presidente Rocco Ingianna. Altrettanto compiaciuti gli amministratori comunali. La manifestazione, ripartita in due momenti differenti, una prima parte di carattere convegnistico, una seconda marcatamente ludica e godereccia, è trascorsa sull’onda dell’entusiasmo e della partecipazione. Un tripudio di suoni e luci ispirati da un lato al sentimento di appartenenza alle proprie radici, dall’altro alle rinvigorite relazioni che intercorrono tra la comunità locale e i concittadini residenti in Brasile, particolarmente nella città di Porto Alegre, dove vivono circa ventimila moranesi.
Un brioso duetto tra il giornalista Pino Rimolo e una rappresentante del rinomato gruppo di supporter Proloco, Rosaria Della Corte, ha fatto filo conduttore e da sfondo all’intera serata. Fissato lo start alle 21.30, si è proceduto con un focus
rievocativo sul gemellaggio Morano Porto Alegre, di cui quest’anno ricorre il trentasettesimo anniversario. Ne hanno accennato, con i caratteri del talk show, il vicesindaco Pasquale Maradei e il geom. Tommaso D’Agostino, ex amministratore di lungo corso e membro dell’esecutivo che il 15 gennaio 1982 sottoscrisse l’atto ufficiale
dell’affratellamento tra la comunità moranese e quella portoalegrense. Ma c’è stato modo di allargare la riflessione al fenomeno migratorio e alle controverse problematiche di gestione dei flussi. Ne ha parlato con lodevole sintesi il consigliere Mario Donadio, che ha tracciato un quadro della complessa situazione europea. Hanno portato un valido contributo il consigliere Salvatore Siliveri e l’assessore Sonia Cozza, entrambi impegnati in nuovi progetti di sviluppo.A questa prima sessione dove costume e cultura si sono vicendevolmente contaminati, è seguita un’ampia emozionante
panoramica di videosaluti inviati dai moranesi di Porto Alegre e trasmessi su schermo soprelevato.L’esibizione di piccoli ballerini della scuola di danza Revolution Dance, l’ottima animazione del Dj Giovy, gli intrattenimenti musicali della pianista/fisarmonicista Francesca Di Mare, di Luigi Percoco e di Ivan Lo Tufo hanno arricchito l’evento.

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L’Italia abusa di contratti a termine nel Pubblico Impiego

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 luglio 2019

La Commissione Europea giovedì 25 luglio ha inviato all’Italia l’avviso di costituzione e messa in mora per abuso dei contratti a termine, anche con riferimento alla retribuzione di anzianità. L’Italia ha ora 60 giorni per rispondere alle osservazioni, tra le quali c’è la sollecitazione ad applicare la direttiva europea 1999/70/Ce (i lavoratori a termine godono degli stessi diritti e benefici dei loro colleghi a tempo indeterminato) a tutti i comparti della Pubblica Amministrazione, dopodiché la procedura d’infrazione passerà alla seconda fase.La legge di stabilizzazione cosiddetta Madia nasceva proprio per evitare l’azione comunitaria ma i provvedimenti presi non sono stati sufficienti. Le università non ne hanno beneficiato ed enti pubblici di ricerca come CNR, CREA, INFN, INGV e INAF, pur disponendo di fondi e strumenti normativi, vogliono applicare solo in parte l’articolo 20 Dlgs 75/2017.Troppo poco incisiva appare l’azione dei ministri Marco Bussetti e Giulia Bongiorno verso questi enti inadempienti, anzi proprio in questi giorni la Direzione Generale del Dipartimento per la Formazione e per la ricerca del MIUR ha inoltrato una richiesta agli enti vigilati che sta procurando forte allarme tra i precari e che rischia di fermare l’intero processo delle stabilizzazioni.Il MIUR richiamando la Sentenza del Consiglio di Stato del 15 luglio scorso che dà ragione all’INFN per le proprie procedure selettive, chiede agli enti di avviare nuove procedure selettive riservate a una specifica categoria di precari già stabilizzati che nel frattempo potrebbero essere licenziati.Secondo Claudio Argentini di USB PI Ricerca la sentenza non entra nell’azione amministrativa operata dagli enti e lo stesso MIUR starebbe strumentalizzando la vicenda solo per bloccare le stabilizzazioni. Anche USB PI Ricerca è tra i soggetti che hanno segnalato alla Commissione Europea gli abusi e ora la soluzione è in capo al Presidente del Consiglio Conte che con le istituzioni coinvolte deve prevedere norme specifiche volte a fermare la procedura di infrazione europea.Per USB la via maestra è quella di proseguire con la stabilizzazione dei precari che nella ricerca rafforzerebbero le funzioni che da anni essi assolvono spesso con contratti sottopagati. (fonte: Unione Sindacale di Base – Pubblico Impiego – Ricerca)
p.santonastaso@usb.it, comunicatistampa@usb.it, comunicatistampalazio@usb.it,

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L’Unione Europea ha consentito a Khaled Barakat di parlare al Parlamento europeo

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 luglio 2019

Un episodio sorprendente visto che lo scrittore palestinese appartiene al Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (Fplp), che la stessa Unione Europea ritiene essere gruppo terroristico (così come Stati Uniti, Israele, Australia, Canada e Giappone).
Barakat, anche membro della ong pro-BDS Samidoun, è stato invitato del neo-eletto eurodeputato spagnolo Manu Pineda, attivista BDS che ha un curriculum tutt’altro che immacolato:nel 2012 si fece immortale in una foto con il capo di Hamas Ismail Haniyeh;
2013 pubblicò su Facebook una foto che lo ritraeva insieme a terroristi del Fplp con armi e volto coperto;nel 2015 commemorò sul proprio account Instagram l’ex segretario generale del Fplp, Abu Ali Mustafa, accusato d’essere la mente di numerosi di attentati in Israele.In un incontro, datato 2016, in Sudafrica e riportato da media palestinesi, Barakat affermò che l’obiettivo della ong pro-BDS Samidoun era:“Rovesciare il progetto del movimento sionista e costruire una Palestina su tutto il territorio nazionale”.Khaled Barakat ha parlato al Parlamento europeo il 10 luglio scorso. Poco più di due settimane prima (22 giugno) è stato fermato mentre andava a tenere un discorso sull’attacco americano ai diritti dei palestinesi a Berlino.È stato portato in una stazione di polizia, dove gli è stato consegnato un documento di otto pagine che gli proibiva di prendere parte a qualsiasi tipo di attività politica fino al 31 luglio, inclusi incontri, eventi e riunioni. Documento che elencava molti discorsi pronunciati da Barakat a Berlino e lo avvertiva che i suoi interventi avrebbero potuto causare tensioni fra ebrei, palestinesi e arabi presenti a Berlino.
Khaled Barakat è stato invitato da Manu Pineda, membro del Parlamento europeo in rappresentanza di Izquierda Unida (Sinistra unita) dello stato spagnolo. Era accompagnato da Charlotte Kates, coordinatrice internazionale della rete di solidarietà dei prigionieri palestinesi di Samidoun e Mohammed Khatib, coordinatore europeo di Samidoun.Tutto normale?

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Scuola: Assunzioni docenti vincitori di concorso

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 luglio 2019

Con il decreto che disciplinerà i corsi Pas e il concorso straordinario per i precari con tre anni di servizio, si vogliono anche salvare migliaia di candidati risultati competenti per salire in cattedra ma che a distanza di tempo rischiano di decadere dalla graduatoria. Marcello Pacifico, presidente Anief, invita a ripercorrere la strada delle graduatorie nazionali affinché possono essere a domanda reclutati vincitori e idonei dei concorsi ordinari e straordinari su tutte le regioni dove ci sono i posti vacanti. Inoltre, chiediamo agli Uffici Scolastici regionali di pubblicare tutte le graduatorie dei nuovi concorsi riservati della primaria e infanzia entro il 30 luglio per non pregiudicare il diritto all’assunzione e alla continuità didattica.
Ancora un proroga per salvare i vincitori e idonei del concorso a cattedra del 2016: la decisione ufficiale, scrive oggi Orizzonte Scuola, è prevista dal decreto che disciplinerà il PAS e il concorso straordinario per i precari con 3 anni di servizio. “Le graduatorie del concorso del 2016, in alcune Regioni del Sud, presentano ancora numerosi aspiranti che attendono il ruolo, ragion per cui già con la legge di bilancio 2018 si è interventi per prorogarle. Le graduatorie del concorso 2016, come leggiamo nel comma 113 della legge 107/2015, hanno validità triennale a decorrere dall’anno scolastico successivo a quello di approvazione delle stesse e perdono efficacia con la pubblicazione delle graduatorie del concorso successivo e comunque alla scadenza del predetto triennio”. Si tratta di provvedimento bis, perché già con la legge n. 205/2017 (legge di bilancio 2018) erano state prorogato le graduatorie di merito del concorso 2016, bandito ai sensi della legge 107/2015, per un ulteriore anno oltre il previsto triennio. Questo era il testo approvato: “Le graduatorie del concorso di cui all’articolo 1, comma 114, della legge 13 luglio 2015, n. 107, conservano la loro validità per un ulteriore anno, successivo al triennio di cui all’articolo 400, comma 01, secondo periodo, del testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado, di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297”. Il decreto che dovrà essere approvato prevede ora un’ulteriore proroga di un anno: questo significa che le graduatorie di merito del concorso 2016 avranno una validità quinquennale e non più triennale, come previsto dalla norma. La decisione che sta prendendo la maggioranza politica appare condivisibile. Perché c’è il concreto rischio che i vincitori e idonei dei concorsi del 2016 si ritrovino senza stabilizzazione: è di qualche giorno fa la stima che a Palermo ci sono ben “400 vincitori che attendono l’agognato posto fisso che di questo passo, ammesso che le graduatorie non scadano prima, dovranno attendere una quindicina d’anni prima di essere soddisfatti tutti”. Ed in questa situazione si trovano anche altre diverse migliaia di candidati sparsi per la Penisola: solo nella regione Campania, ad esempio, sono oltre mille i vincitori di concorso rimasti al palo, mai assunti, e che ora senza proroga delle graduatorie rischiano di decadere.

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Regionalizzazione: il governatore Fontana vuole “incatenare” i docenti in Lombardia

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 luglio 2019

Il presidente della Regione Lombardia torna a parlare di reclutamento docenti e della necessità di tenerli fermi nella stessa regione per un lungo periodo. Replica del presidente nazionale del giovane sindacato Marcello Pacifico: “Bisogna rispettare il nostro dettato costituzionale. È compito della Repubblica rimuovere ogni ostacolo nella parità sostanziale dei cittadini lavoratori di fronte alla legge. Finché la Lombardia farà parte dell’Italia non ci potranno essere ostacoli alla mobilità tra una regione all’altra o alla ricerca di lavoro tra la Sicilia e la Lombardia”. L’Anief l’aveva detto: la partita sulla regionalizzazione della scuola non è archiviata, malgrado il M5S sostenga e auspichi il contrario. Continuano incessanti, anche dopo l’accordo del 19 luglio che avrebbe escluso l’istruzione pubblica dall’entrata in vigore dell’autonomia differenziata, le esternazioni dei ministri e governatori leghisti per chiedere di includere il settore scolastico nella norma che il Consiglio dei ministri si appresta ad approvare con la mediazione del premier Giuseppe Conte.Sono delle ultime ore le dichiarazioni del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, intervenuto nella trasmissione “In Onda” su La7, dove ha parlato di reclutamento docenti. Al riguardo, il governatore ha affermato: “Io voglio insegnanti assunti in Lombardia e che rimangano qui ad insegnare, senza balletto di supplenti e senza che il docente di ruolo se ne vada a fine anno, una Regione deve poter avere dei docenti che siano stabilizzati”. L’obbligo di permanenza – indicata dal governatore della Lombardia – sarebbe già di fatto inserito nell’accordo su cui il CdM si sta confrontando in questi giorni ed obbligherebbe i docenti neo assunti a permanere nella regione scelta sino a sette anni, più che raddoppiando in questo modo il triennio oggi previsto per legge. Una eventualità, questa, che l’Anief ha già detto di volere contrastare in tutte le sedi, sino alla Corte Costituzionale, sia perché si sovrasterebbero le prerogative del contratto nazionale sulla mobilità, in vigore fino all’anno 2022, sia perché si ostacolerebbe la libera circolazione dei lavoratori nel territorio nazionale ed europeo.

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Scuola: In alto mare l’accordo di Palazzo Chigi

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 luglio 2019

Svelato il grande inganno che fece fallire lo sciopero generale proclamato a ridosso delle elezioni europee. Ora alcuni sindacati maggiori corrono ai ripari e propongono una inutile detassazione dei futuri aumenti, in assenza di risorse aggiuntive inserite nel DEF e nella manovra di assestamento all’esame del Parlamento. Sono passati 100 giorni dall’accordo del 24 aprile siglato dal premier Conte, dal ministro Bussetti e dai segretari dei sindacati rappresentativi della scuola immortalati in una storica foto, quando si brindava ad aumenti a tre cifre, si apriva ai concorsi riservati per i precari, si rassicurava sulla regionalizzazione e ci si volgeva a stipendi europei. Anief, peraltro non invitata perché non chiamata rappresentativa, denunciò subito l’inganno. Ora dopo tre mesi la verità: non ci sono soldi, né aumenti e i concorsi sono bloccati. Marcello Pacifico (Anief): Lunedì chiederemo al Presidente del Consiglio di onorare i suoi impegni. Bisogna stabilizzare tutti i precari con 36 mesi, riaprire le GaE, assumere tutti gli idonei dei concorsi, utilizzare i fondi dei tagli per dare 200 euro di aumento mensili e chiudere ogni ipotesi di passaggio del personale dallo Stato alle Regioni per salvare l’autonomia delle scuole. In questo lasso di tempo, nessun punto dell’accordo primaverile sembra rispettato. Il bando dell’ennesimo concorso straordinario è bloccato dal Mef, la Commissione Ue ci ha inviato una lettera di reclamo che si trasformerà in pochi mesi in una procedura d’infrazione, di aumenti non c’è traccia nei documenti di finanza, per l’autonomia i Governatori della Lega sono sulle barricate con il loro leader Salvini in prima fila. E ora i sindacati maggiori fanno nuove proposte difficili da praticare. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Anziché percorrere strade impervie e soggette a vincoli, nella scuola basterebbe introdurre nella voce tabellare degli stipendi tutti i risparmi di spesa già destinati dalla legge alla carriera degli insegnanti. In questo modo, si potrebbero garantire almeno 200 euro di aumento. Allora sì che si valorizzerebbe al massimo il ruolo professionale del docente, predisponendo pure il passaggio di livello funzionale degli Ata, previsto per legge ma mai adottato. Sono tutte questioni che presto porremmo all’attenzione dell’amministrazione scolastica, nel corso della contrattazione nazionale dopo che finalmente l’Aran, qualche giorno fa, ha stabilito che il nostro sindacato ha pieno diritto a sedersi a quei tavoli”.

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