Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Archive for 1 agosto 2019

Chi difende le forze dell’ordine?

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 agosto 2019

by Agostino Spataro. Domanda affatto retorica, ma molto pertinente in questa fase critica in cui si susseguono manifestazioni violente, organizzate contro la polizia ed altre forze di sicurezza.E’ successo a Roma, a Catania, in diversi comuni della cintura napoletana dove, fra montagne d’immondizie e tifoserie facinorose, si consuma il dramma di generazioni inquiete, con poche speranze d’inserimento in un mondo sempre più escludente sul quale si allungano le ombre di un clamoroso crac finanziario internazionale che potrebbe sfociare in una devastante crisi sociale e politica… Tuttavia, prima di censurare, anche dal pulpito, il comportamento dei poliziotti bisognerebbe quantomeno attendere gli esiti delle inchieste in corso e considerare gli obblighi cui essi devono adempiere in casi simili. Perché se si salta questo ragionevole passaggio c’è il rischio di prestare il fianco a strumentalizzazioni interessate a creare confusione intorno a questa terribile disgrazia, fino a mettere in discussione l’affidabilità e il ruolo delle forze dell’ordine.Nei casi citati non si è trattato dei classici scontri di piazza tra polizia e manifestanti e nemmeno di chiassose azioni di disturbo, come quelle che solitamente avvengono nei vicoli, per coprire la latitanza o favorire la fuga di qualche scippatore, ma di qualcosa di più inquietante che si configura come una tendenza mirata a scardinare il rapporto di fiducia fra forze dell’ordine e società che in uno Stato democratico è una conquista di civiltà.Scontri violenti, irrazionali che hanno provocato arresti e denuncie e lasciato sul terreno morti e feriti. Com’è successo a Catania dove è caduto il povero ispettore Filippo Raciti, un padre di famiglia, la cui morte è rivendicata dai facinorosi e addirittura indicata come modello da riservare ad altri poliziotti. In alcuni casi le indagini, in corso o concluse, evidenziano inoltre come dietro tali rivolte ci siano capi delle tifoserie più estreme sovente operanti in combutta con pregiudicati comuni o camorristi e – come sta emergendo nel caso di Napoli – persino con dirigenti politici di maggioranza e d’opposizione. Insomma, intorno a questo fenomeno, sempre più complesso ed allarmante, si potrebbero coagulare forze ed interessi illeciti, anche fra loro diversi, che vogliono le mani libere per continuare a devastare i territori e a condizionare la politica e l’economia. Specie in città “difficili” come Palermo e Napoli, ma anche a Roma e a Verona, non bisogna sottovalutare questo fenomeno, ma considerarlo con serietà e responsabilità, evitando errori che certo non aiutano ad uscire dal guado…Il nostro vuol essere soltanto un invito alla necessaria prudenza, senza per questo sorvolare sugli errori, i nervosismi in cui sono incappate le forze dell’ordine o dimenticare i fatti gravissimi, altrettanto inquietanti, come quelli verificatisi a Genova, durante il G8, che sfociarono in una sorta di “macelleria messicana” come la definì un alto funzionario di Ps.
Oggi, però, in questi casi, è la polizia ad essere sotto accusa ingiustamente e sostanzialmente isolata all’interno del contesto sociale in cui opera.
A parte le difese “d’ufficio”, si nota, infatti, uno strano imbarazzo a prendere posizione. Non servono solidarietà formali (che pure non guastano), ma provvedimenti concreti che comincino a rimuovere le cause del grave disagio sociale e salvaguardino il ruolo e il carattere democratico dei vari corpi di polizia. Insomma, bisogna ridare alle forze dell’ordine motivazioni appropriate che ne esaltino la missione e ne migliorino le condizioni di vita e di lavoro.
Così perdurando le cose, cosa ci si aspetta dagli agenti? Che si voltino dall’altra parte o si limitino a fare gli “impiegati della sicurezza” o da eterna scorta ad una pletora di governanti e politici? Sarebbe il disastro.Generalmente, le lamentele nei loro confronti sono di segno opposto e reclamano, semmai, il ripristino dell’autorità (non il vecchio autoritarismo) della Stato democratico, di diritto.
Obiettivi non certo facili da conseguire. Soprattutto in Sicilia e in molte zone ad elevato indice di criminalità dove le forze dell’ordine devono far fronte, oltre ad una certa ostilità ambientale, a vistose carenze di mezzi e di direttive politiche appropriate.Senza dimenticare, infine, che trattasi di gente nostra, di siciliani e meridionali che rischiano la vita per poco più di mille euro al mese.
Giovani uomini e donne del meridione che rappresentano il lato A della nostra tragedia sociale ed umana, arruolati per contrastare il lato B ossia quella parte che, per bisogno o per vocazione, vive nell’illegalità o in zone contigue.
Agostino Spataro, giornalista, è stato parlamentare del PCI membro della Commissione Difesa della Camera dei Deputati.

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Più di 6 milioni di italiani over 50 sono colpiti da ipertrofia prostatica benigna

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 agosto 2019

federanziani1Roma. L’allarme è stato lanciato dagli specialisti in una conferenza stampa al Senato, organizzata da Fondazione PRO (Prevenzione e Ricerca in Oncologia) in collaborazione con Senior Italia FederAnziani, con l’intervento di Pierpaolo Sileri, Presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato. Il 50% degli uomini di età compresa fra 51 e 60 anni, il 70% dei 61-70enni, per arrivare al picco del 90% negli ottantenni. Necessità di alzarsi più volte durante la notte per urinare, urgenza di vuotare la vescica in modo frequente anche durante il giorno e getto di urina che diventa sempre più debole con una sensazione di mancato svuotamento sono i sintomi più frequenti. Segni che, però, più del 50% degli uomini ignora, declassandoli a semplici fastidi legati all’età, evitando di andare dal medico per curarsi e, spesso, ricorrendo al “fai da te”. Rimedi che possono determinare diagnosi tardive. La malattia non deve essere banalizzata e va trattata sotto il controllo del medico, che dispone di terapie efficaci come l’estratto esanico di Serenoa repens, farmaco che agisce come potente anti infiammatorio e che può migliorare la qualità di vita dei pazienti.
“L’ipertrofia prostatica benigna è una malattia caratterizzata dall’ingrossamento della ghiandola prostatica che comprime il canale uretrale, causandone una parziale ostruzione e interferendo con la capacità di urinare – afferma il prof. Vincenzo Mirone, Presidente di Fondazione PRO e Direttore della Scuola di Specializzazione in Urologia dell’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’ -. I sintomi determinano un forte impatto sulla qualità di vita delle persone, fino a costringerle a scegliere solo luoghi che abbiano la disponibilità di un bagno nelle vicinanze. Anche la vita familiare ne risente, i continui risvegli notturni influiscono sull’equilibrio della coppia e, nella maggior parte dei casi, sono proprio le compagne o mogli a ‘spronare’ gli uomini a recarsi dal medico per affrontare i sintomi con cure adeguate, che devono essere prescritte dal clinico”. “Nella prima fase della malattia, più del 75% degli uomini non si cura o ricorre al ‘fai da te’, soprattutto a integratori – spiega il prof. Mirone -. Un federanzianierrore grave. Solo il medico è in grado di trattare l’ipertrofia prostatica benigna che, se trascurata, può progredire fino a causare ritenzione urinaria con l’impossibilità di vuotare la vescica. La vittima di una prostata che cresce è proprio la vescica. Quest’organo è costituito da tessuto muscolare, che può aumentare il proprio volume per vincere la resistenza che la prostata oppone allo svuotamento. Il rischio è di ‘sfiancare’ completamente la vescica e di far soffrire i reni”.
“L’ipertrofia prostatica benigna è la patologia cronica più frequente negli over 50 dopo l’ipertensione arteriosa – sottolinea il dott. Antonio Magi, Segretario Generale SUMAI Assoprof (Sindacato Unico Medicina Ambulatoriale Italiana e Professionalità dell’Area Sanitaria) -. La visita urologica, seguita da una ecografia endocavitaria, rappresenta ancora un tabù a cui gli uomini italiani preferiscono non sottoporsi se non necessaria. Va recuperato il rapporto con il clinico, con lo specialista, facendo capire ai cittadini che la malattia può essere affrontata con successo, se individuata in tempo. Per questo, è importante che tutti gli uomini over 50 si sottopongano a una visita specialistica una volta all’anno. I sintomi sono spesso comuni a quelli causati dal tumore della prostata: soltanto il medico può provvedere ai necessari approfondimenti per arrivare a una diagnosi certa. Preoccupa anche la scarsa aderenza alle terapie. Solo il 22,4% dei pazienti segue le cure in modo corretto. L’adesione più elevata è stata osservata negli uomini tra i 55 e i 64 anni (23,2%), mentre diminuisce fino al 21,9% fra i 45-54enni”.
Le cause principali della malattia sono l’invecchiamento e i cambiamenti ormonali che si verificano nell’età adulta. “I sintomi sono provocati in 3 casi su 4 dalla presenza di un’infiammazione cronica della prostata, che gioca un ruolo fondamentale nello sviluppo e nella progressione della patologia – continua il prof. Mirone -. Diverse ricerche scientifiche, condotte sia in vitro che in vivo, hanno dimostrato che un farmaco, l’estratto esanico di Serenoa repens, agisce con un effetto anti infiammatorio. Proprio basandosi sui dati di efficacia, l’ente regolatorio europeo (European Medicines Agency, EMA) ha redatto nel 2015 un report indicando l’estratto esanico come l’unico estratto di Serenoa repens supportato da sufficienti evidenze in grado di sostenerne un ampio utilizzo nell’ipertrofia prostatica benigna come farmaco di riconosciuta efficacia e sicurezza”. Uno studio, condotto nel 2018 su circa 100 pazienti, ha evidenziato, attraverso biopsie eseguite prima e al termine federanziani2di 6 mesi di terapia, una netta diminuzione dello stato infiammatorio. “Il farmaco è ben tollerato – sottolinea il prof. Mirone – e può essere utilizzato in associazione alle altre terapie disponibili come gli alfa litici e gli inibitori della 5-alfareduttasi che, però, non sono in grado di esercitare alcuna azione anti infiammatoria. Inoltre, recenti acquisizioni hanno evidenziato che l’estratto esanico di Serenoa repens è utile anche nel favorire l’efficacia degli altri trattamenti. Infatti la presenza di uno stato infiammatorio cronico di alto grado limita la risposta terapeutica degli alfa litici e degli inibitori della 5-alfareduttasi”. L’estratto esanico di Serenoa repens è un farmaco che deve essere prescritto dal medico. Va distinto dagli integratori (ve ne sono più di 200 in commercio) che contengono lo stesso principio attivo, ricavato da una pianta dell’America Sud orientale (Serenoa repens). Nonostante i dosaggi appaiano uguali o sovrapponibili, per ottenere la stessa azione di una capsula del farmaco, possono servire fino a 200 compresse di un integratore. Inoltre, per lo stesso integratore la composizione del principio attivo varia in modo considerevole a seconda del lotto di produzione. Questa disuguaglianza genera una diversità di azione fra due capsule dello stesso integratore fino a 10 volte. “L’ipertrofia prostatica benigna colpisce una percentuale significativa di over 65, ma troppi ricorrono al ‘fai da te’ – conclude Roberto Messina, Presidente Senior Italia FederAnziani -. È importante sensibilizzare tutti i cittadini, in particolare gli anziani, sulle terapie efficaci a disposizione, invitandoli a rivolgersi subito al medico di fronte ai primi sintomi. La continuità e la fiducia nel rapporto medico-paziente sono essenziali per affrontare una malattia cronica come l’ipertrofia prostatica benigna”.

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Incollati allo smartphone anche d’estate: è allarme vista

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 agosto 2019

Il cellulare non è pericoloso solo quando si usa impropriamente, ad esempio mentre si guida. D’estate, aumenta il tempo in cui ci isoliamo dal mondo per informarci, chattare, prenotare un ristorante e troppe ore con gli occhi fissi sullo schermo dello smartphone fanno male. Lo ricorda Pasquale Troiano, primario di oculistica dell’Ospedale Sacra Famiglia Fatebenefratelli di Erba (Como). «Pensate che lo diceva già nel 1703 Bernardino Ramazzini – spiega – quando, nel De Morbis Artificum Diatriba (Trattato sulle Malattie dei Lavoratori), decise di inserire un capitolo denominato Lepturgorum morbis, che si occupava delle manifestazioni oculari presenti nei soggetti che lavoravano su cose piccole (orafi, miniaturisti, ecc). In questo capitolo sono perfettamente descritti tutti i problemi oculari che derivano dall’impegno visivo prolungato per vicino e soprattutto, già allora, egli poneva un forte accento sul fatto che questi soggetti erano destinati a divenire miopi!». Queste informazioni potrebbero già bastare per indurci a ridurre il nostro impegno visivo per vicino senza attendere la strutturazione dell’Ergoftalmologia (oftalmologia del lavoro), quella branca dell’oculistica che dagli anni 80 del secolo scorso ha codificato il concetto di “astenopia occupazionale”, quella condizione di affaticamento oculare che è collegata all’impegno visivo per vicino. «L’ergoftalmologia ha individuato un rapporto tra le capacità visive del soggetto e il tipo di impegno visivo richiesto. Se l’impegno visivo richiesto eccede le capacità visive del soggetto l’affaticamento oculare compare in breve tempo, è più sintomatico ed è più frequente. È come se si chiedesse a un soggetto che pesa 50 chili di trasportare dei gravi che ne pesano 100, forse riuscirà a farlo una volta …» osserva Troiano. L’uso di strumenti optoelettronici sempre più piccoli richiede una maggiore necessità accomodativa: «se il soggetto ha un apparato visivo sano e perfettamente normale sul piano della motilità oculare e sul piano rifrattivo, non avrà alcun problema. Se, invece, il soggetto ha alterazioni dell’apparato visivo o della motilità oculare o della rifrazione che non sono stati individuati e corretti, allora ci saranno enormi problemi di affaticamento oculare. Pertanto, la raccomandazione fondamentale è eseguire una visita medica oculistica e una visita ortottica che potranno verificare le condizioni anatomiche e funzionali dell’apparato visivo e correggere eventuali alterazioni mettendo così il sistema visivo nella sua migliore condizione operativa» spiega l’esperto. Aggiungendo, per l’estate, che «è sempre opportuno cercare di non prolungare l’osservazione per vicino facendo delle pause che non possono essere “smetto di usare il computer e uso il cellulare o viceversa”; la pausa deve prevedere la messa a riposo del sistema accomodativo (che essendo un sistema basato su muscoli è inevitabilmente destinato all’affaticamento) mediante lo spostamento della nostra osservazione a distanze superiori almeno a 3 metri (ancora meglio 6) come ad esempio guardare fuori da una finestra». L’astenopia è una sindrome caratterizzata da sintomi variegati che non si presentano sempre allo stesso modo in tutti i soggetti, tuttavia la irritabilità degli occhi e la cefalea sono tra i più frequenti. Come tutte le condizioni di affaticamento i sintomi, seppur fastidiosi, si risolvono con il riposo. Ben più grave, invece, è l’uso prolungato di smartphone nei bambini e negli adolescenti poiché è responsabile della miopizzazione dell’occhio che è una modifica irreversibile e progressiva della vista. Negli ultimi 10 anni si sta assistendo a una vera e propria epidemia di miopia la cui causa principale e l’enorme aumento dell’impegno visivo prolungato per vicino.

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In aumento le frodi dovute a scambio e clonazioni di Sim card

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 agosto 2019

Si parte per le vacanze. Si chiude la porta a doppia mandata per evitare che i ladri entrino in casa. Eppure, molto spesso, la chiave che i delinquenti usano per arrivare ai nostri soldi è proprio nelle nostre tasche. Si tratta dello smartphone, strumento irrinunciabile anche quando siamo in vacanza. Può capitare mentre proviamo a caricare l’ultimo selfie fatto in spiaggia o a telefonare ai parenti rimasti in città. Il cellulare, improvvisamente, si scollega da internet e non ci consente di fare chiamate. Subito immaginiamo che il problema sia dovuto all’operatore telefonico, invece la situazione potrebbe essere molto più grave.
Si chiamano “Sim Swap Fraud” e se il nome può sembrare ostico, la situazione è molto più chiara se pensiamo ad un imprenditore che, ad Alassio, sul mar Ligure, lo scorso ottobre, si è visto sottrarre 20 mila euro dal conto corrente dalla sera alla mattina, proprio a causa di questo tipo di truffa. «Il fenomeno “sim swap fraud” è iniziato negli Stati Uniti e già dal 2015 si è avuta notizia dei primi casi in Italia – spiega Alessandro Rossetti, della Business Unit Digital Trust di Soft Strategy -. Un tipo di reato che si sta verificando sempre più spesso anche nel nostro Paese. Ricordo in particolare una frode informatica ai danni di una banca on line ai cui clienti, residenti in varie parti d’Italia, erano stati sottratti 300 mila euro».Ma come funziona questa truffa? Una volta individuata la vittima l’hacker procede all’acquisizione dei suoi dati e delle credenziali di accesso al servizio di home banking tramite la clonazione della scheda telefonica. In poco tempo l’utente riscontra il blackout della propria linea a seguito dell’annullamento della funzionalità. Dall’altra parte l’hacker, una volta sostituita la sim card della vittima, è in grado di avere accesso al conto e utilizzarlo per tutte le funzioni consentite. E questo anche perché «il numero di telefono è quasi sempre utilizzato come secondo fattore nel processo di autenticazione in due fasi – aggiunge Francesco Faenzi, direttore della Business Unit della Digital Trust di Soft Strategy – specialmente ora che le banche stanno abbandonando il vecchio sistema delle chiavette dispositive». «La raccolta illecita di dati personali e password può essere fatta in molti modi- prosegue Rossetti – a partire dal cosiddetto “web scraping” dei social network. Si raccoglie una grandissima quantità di dati personali pubblici tramite la diffusione di software malevolo negli store dei vari produttori di telefoni o tramite reti WiFi libere preparate ad hoc». Rossetti raccomanda di prestare sempre particolare attenzione a ciò che decidiamo di diffondere online e di installare sui nostri smartphone, esaminandone attentamente le condizioni d’uso, i dati ai quali si presta il consenso ad accedere e le relative licenze d’uso. Se anche gli operatori telefonici cercano di tutelarsi nei confronti di queste truffe, a volte questi sforzi non bastano. «L’operatore telefonico deve certamente avere un protocollo rigoroso sulla consegna di copie delle schede già rilasciate ai propri clienti – avverte ancora Rossetti -. La richiesta di un documento d’identità, però, non basta. Soprattutto se si può disporre di un rivenditore telefonico che sia complice dei truffatori». Come è puntualmente accaduto nel caso dell’imprenditore di Alassio.Per intervenire concretamente sul rischio Francesco Faenzi ritiene che la conferma dell’identità dovrebbe passare attraverso sistemi più incisivi come l’utilizzo dei dati biometrici o di token fisici. Raccomanda inoltre di curare particolarmente la sicurezza delle proprie password conservandole mediante l’utilizzo di appositi password manager o dispositivi di sicurezza a due fattori come le chiavi di sicurezza hardware. E nel caso in cui il telefono non riesca a connettersi per più di pochi minuti… contattare subito la propria banca.

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Franco Cardinali: Inquietudine necessaria

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 agosto 2019

Lecco fino al 1 settembre 2019 Orari mar-ven 9.30-19 sab-dom 10-19 lunedì chiuso Ingresso € 2,00 Palazzo delle Paure Piazza XX Settembre 22 Franco Cardinali. Inquietudine necessaria a cura di Raffaella Resch. Per tutta l’estate a Lecco è possibile ammirare l’importante antologica “Franco Cardinali. Inquietudine necessaria”, a cura di Raffaella Resch, presso il Palazzo delle Paure fino al 1 settembre 2019.Il percorso espositivo segue uno sviluppo cronologico e tematico, che illustra fasi diverse tra loro, cambiamenti decisi, intuizioni ardite e un segno sempre preciso e netto, dalla fortissima personalità. Come puntualizza la curatrice, le opere a cavallo degli anni ’50 e ’60, come l’olio su tela Saint Hilaire del 1955, che rivelano inizialmente influenze picassiane e modiglianesche, «sono condizionate dalla ricerca di una figurazione originale, con risultati che fanno emergere sembianze da bassorilievo, da statuaria paleocristiana, subito abbandonata in favore di uno studio più attento alla materia. La sperimentazione sembra ancora ibridare la tela con la tridimensionalità della scultura, ma sposta in maniera irreversibile il fulcro della rappresentazione: l’opera non è più un oggetto posto a simularne un altro, bensì diviene protagonista».In corrispondenza a questo processo materico si assiste ad una semplificazione delle immagini che tende fortemente all’astrattismo e richiama un simbolismo privato dell’artista come cerchi, onde sinusoidali, croci; sono significativi in proposito Fossile lunaire del 1967, Trames liguriennes del 1968 e Segnale propiziatorio del 1977, oltre ai lavori ispirati al mondo naturale, composto da ambienti e animali che vanno a creare bestiari curiosi e inquietanti, come fossero fossili impressi sulla tela, e rivelano un’insoddisfazione personale e artistica che si evince dal tratteggio profondo, dai paesaggi inquieti e dall’increspamento delle superfici. Anche la dimensione delle tele aumenta, così come il loro peso: sono come “nuovi dolmen” di un tempio che Cardinali sta dedicando alla sua arte inquieta, che sembra pretendere una redenzione o un sacrificio.Organizzata dal Comune di Lecco – Sistema Museale Urbano Lecchese, dalla Camera di Commercio di Como-Lecco e dall’Associazione Culturale Franco Cardinali, l’antologica mette in luce la poetica di un artista le cui opere appartengono ad importanti istituzioni pubbliche e collezioni private in Italia, Europa e Stati Uniti.
La rassegna gode del patrocinio del Comune di Chiusi della Verna e del Club per l’UNESCO di Aquileia. Arricchisce l’esposizione un esaustivo catalogo in edizione italiana e inglese pubblicato da Scalpendi Editore, con tutte le opere in mostra oltre a una ricca selezione della produzione dell’artista, con introduzione e testo critico di Raffaella Resch e una testimonianza dell’amico Benito Boschetto.

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Fazzini in crescita

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 agosto 2019

Il mercato continua a scegliere Fazzini per l’eccellenza che rappresenta, in termini di selezione della materia prima, di creatività, di innovazione e di servizio ai clienti.Queste caratteristiche sono anche quelle che ha evidenziato Cerved, la società di informazione del credito che ogni anno compila una ricerca su diversi settori industriali e merceologici, nell’assegnare a Fazzini il riconoscimento Company to Watch che ne attesta il ruolo di leader nel segmento di riferimento.
Per studiare gli oltre 200 casi del settore della biancheria per la casa, Cerved ha valutato il ruolo di leadership, il modello di business, il potenziale di crescita, l’attuazione di strategie innovative. Nell’analisi di questi parametri, Fazzini si è distinta per una performance di vendita superiore alla media e per il buon livello di ricavi raggiunto.Nello specifico, è stata considerata meritevole per la capacità di rispondere alle esigenze del mercato con prodotti di qualità e di elevato valore estetico, per la ricca gamma d’offerta e la distribuzione estesa e capillare in grado di soddisfare un’ampia clientela, per la presenza a fiere di rilievo, sponsorizzazioni e investimenti nella comunicazione.Come sostiene Cerved, questi fattori di successo trainano la crescita di Fazzini anche nell’ottica di una probabile ripresa dei mercati esteri, dove si concentrano le maggiori opportunità di sviluppo per le aziende più innovative. Infatti, nei prossimi anni, è prevedibile che la Cina e i paesi asiatici incrementino la domanda di prodotti tessili di fascia alta.
Fondata nel 1976 a Cardano al Campo, nel distretto tessile lombardo, Fazzini rappresenta un modello d’impresa d’avanguardia che coniuga la tradizione manifatturiera di qualità del made in Italy e l’innovazione tecnologica e produttiva. Tali caratteristiche le hanno anche permesso di diventare il partner ideale per le aziende del lusso come La Perla, che ha firmato con l’azienda un contratto in esclusiva mondiale per la produzione e la distribuzione di La Perla Home Collection by Fazzini.

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Anac: i concessionari autostradali non fanno investimenti sulla rete

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 agosto 2019

Anac (Autorità nazionale anticorruzione) ha approvato i risultati dell’indagine conoscitiva (avviata dopo il crollo del ponte Morandi di Genova) sui concessionari autostradali che hanno realizzato una percentuale di investimenti inferiore al 90% di quelli previsti. L’Anac si è basata sulla relazione del Mit relativa all'”attività nel settore autostradale” del 2016. Il documento dell’Anac ha verificato che 13 dei 19 concessionari interpellati avevano realizzato investimenti per una percentuale inferiore al 90% di quelli programmati ed altre 6 hanno effettuato investimenti inferiori al 90% relativamente a taluni singoli interventi.L’Autorità inoltre ha verificato scarsa attuazione delle norme sui controlli da effettuare sui manufatti e suggerisce verifiche periodiche sulle opere d’arte e di prevedere “l’obbligo, se necessario, di intervenire tempestivamente per riportare in sicurezza le opere medesime”.È strabiliante la lettura della tabella dalla quale emergono concessionarie che rispetto all’impegno di spesa previsto nel Pef (Piano economico finanziario) hanno investito solo l’1 o il 2 o il 3%. Basti vedere che Autostrade per l’Italia si ferma al 2,3% dei 10 miliardi e 600 milioni previsti…

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Consip: nel I semestre 2019 acquisti delle PA per oltre 6,1 miliardi di euro

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 agosto 2019

È di oltre 6,1 miliardi di euro il valore degli acquisti, effettuati nel primo semestre 2019, tramite gli strumenti di acquisto e gli strumenti di negoziazione messi a disposizione da Consip, la società controllata al 100% dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Il risultato segna un incremento del +21% rispetto allo stesso periodo del 2018.Un’offerta ampia e differenziata che fa segnare, al 30 giugno 2019, sempre più utilizzatori:
· Le pubbliche amministrazioni, con quasi 90mila “centri di spesa” abilitati al sistema, hanno concluso nei primi sei mesi dell’anno oltre 325mila ordini d’acquisto attraverso almeno una delle 92 iniziative attive.
· I fornitori aggiudicatari di gare o abilitati agli strumenti Consip, sono oltre 120mila (di cui il 99% Micro, Piccole e Medie Imprese). Di questi più del 40% ha concluso almeno un contratto dall’inizio dell’anno. Per quanto riguarda gli strumenti di acquisto (convenzioni e accordi quadro), nel corso dei primi sei mesi del 2019, il valore degli acquisti è stato di circa 2,1 miliardi di euro (+17% rispetto allo stesso periodo del 2018), a fronte di circa 45.000 ordini.Per quanto riguarda, invece, gli strumenti di negoziazione, nello stesso periodo:
· il Mercato elettronico della Pubblica Amministrazione (Mepa) ha fatto segnare un valore degli acquisti pari a 2,1 miliardi di euro (+26% rispetto al I semestre 2018), a fronte di oltre 280mila contratti conclusi
· il Sistema dinamico d’acquisto della PA (Sdapa) ha registrato un valore degli acquisti di 1,9 miliardi di euro, mentre le gare bandite (appalti specifici) sono state 200 (+30% rispetto allo stesso periodo del 2018).
Dal punto di vista operativo, nel corso dei primi sei mesi del 2019, sono state pubblicate 13 gare che vedono Consip come stazione appaltante (per complessivi 98 lotti) – per un valore bandito di circa 5,3 miliardi di euro – e ne sono state aggiudicate 15 (per complessivi 52 lotti). Quest’ultimo dato conferma la grande attenzione riservata, anche dopo l’azione già sostenuta nel 2018, alla conclusione delle procedure avviate negli anni precedenti.Tra le pubblicazioni più rilevanti: energia elettrica, gas naturale, telefonia mobile e alcune gare in ambito sanitario come mammografi, stent coronarici, pacemaker e defibrillatori, service dialisi.
Tra le aggiudicazioni/attivazioni più rilevanti: posta elettronica, tecnologie server, illuminazione pubblica e alcune iniziative in ambito sanitario come stent vascolari, angiografi e tomografi.In notevole crescita anche le gare in modalità application service provider, per le quali Consip fornisce ad altre PA la piattaforma di negoziazione. Nei primi sei mesi del 2019 sono state bandite 582 gare (contro le 124 dell’intero 2018), per un valore bandito di oltre 3,3 miliardi di euro.

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Economisti a confronto: faccia a faccia tra Scacciavillani e Cottarelli

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 agosto 2019

Un’occasione offerta dagli Immoderati, sito di informazione politica ed economica, che ha messo di fronte il molisano Fabio Scacciavillani, a capo del Fondo sovrano dell’Oman e il lombardo Carlo Cottarelli, direttore dell’Osservatorio sui conti pubblici italiani.Scacciavillani, nato a Campobasso ma cresciuto a Frosolone (Isernia), dopo la laurea in economia e commercio alla Luiss di Roma e il Ph.D a Chicago, ha lavorato al Fondo monetario internazionale a Washington, alla Banca centrale europea a Francoforte e a Goldman Sachs a Londra, per poi trasferirsi nella Penisola araba (in Qatar alla Gulf organization for industrial consulting, negli Emirati Arabi Uniti come direttore della ricerca macroeconomica e statistica al Centro finanziario internazionale di Dubai e infine a Muscat, in Oman).Cottarelli, nato a Cremona, dopo la laurea in scienze economiche e bancarie a Siena e il master in economia presso la London School of Economics, ha lavorato in Banca d’Italia ed Eni, approdando poi al Fondo monetario internazionale. Nel 2013 è stato nominato dal governo Letta commissario straordinario per la revisione della spesa pubblica e dal 2017 è direttore dell’Osservatorio sui conti pubblici italiani dell’Università Cattolica di Milano.Cosa emerge dall’incontro tra i due economisti? Scacciavillani, nelle vesti di intervistatore, ha posizioni critiche sull’attuale esecutivo, ricordando in particolare le promesse disattese sulla mole di privatizzazioni per 18 miliardi di euro nel 2019. Cottarelli concorda, avvertendo che “vendere alla Cassa depositi e prestiti, che fa parte del settore pubblico, è un’operazione puramente contabile”.L’economista molisano provoca ricordando gli atteggiamento un po’ “guasconi” dell’esecutivo gialloverde sui temi economici. Il direttore dell’Osservatorio sui conti pubblici italiani, pur ammettendo le difficoltà nel fare previsioni sulla prossima manovra autunnale, si spinge a dire che Salvini voglia calcare la mano sul deficit, “ma pure arrivando al 2,9, si recuperano 13-14 miliardi”, ben poca cosa rispetto “ad una cifra tra i 35 e i 40 miliardi, risultato dei 23 miliardi per evitare l’aumento dell’Iva, più due miliardi di spese cosiddette ‘indifferibili’ ed altri 10-15 miliardi per la flat tax”.Cottarelli, pungolato da Scacciavillani, va nel dettaglio: “Pur scalando i miliardi della recente ‘manovrina’ per rimettere a posto i conti del 2019, beneficiando dei tassi d’interesse più bassi e della flebile spending review, restano da trovare una trentina di miliardi, una cifra enorme”. Secondo l’economista, quindi, si farà una flat tax non oltre i cinque miliardi e si spingerà in su il deficit, ma occorrerà valutare le reazioni della Commissione europea e dei mercati.La videointervista, di circa un quarto d’ora, si conclude con una linea saldamente comune tra i due economisti: la riduzione del debito dovrebbe costituire la vera priorità. “E’ l’unica strada per non trovarsi in balia dei mercati finanziari”.

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Il Gruppo Lutech ha completato l’acquisizione del 100% del capitale sociale di Mediana

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 agosto 2019

E’ una realtà con sede a Padova specializzata nello sviluppo e commercializzazione di soluzioni focalizzate sui processi core business del settore Energy&Utilities, in particolare quello del customer engagement e billing per i clienti finali.“Con l’ingresso di Mediana nel Gruppo Lutech – evidenzia Tullio Pirovano, CEO del Gruppo Lutech – aggiungiamo un altro tassello alla nostra offerta LutechProducts, arricchendola con prodotti proprietari che attestano il nostro orientamento verso piattaforme innovative e cloud-based. In particolare, questa operazione va a sostegno, in maniera complementare, della suite di prodotti dedicati al settore energetico, a conferma del percorso iniziato lo scorso anno con Sinergetica”.“Dopo l’acquisizione di Sinergetica – evidenzia Massimiliano Mazza, Energy&Utilities Industry Leader del Gruppo Lutech – l’ingresso di Mediana rafforza il nostro posizionamento sul mercato Energy&Utilities; in particolare la comune piattaforma tecnologica e la cooperazione funzionale tra Sinergetica e Mediana ci consentono di proporre agli operatori di questo mercato una delle più ampie e complete offerte sui loro processi core”.

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Scuola: Il concorso ordinario infanzia e primaria slitta in autunno

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 agosto 2019

Lo slittamento, qualunque sia il motivo, non fa altro che avvalorare la tesi portata avanti da Anief: i concorsi, ordinari e riservati, come da prassi, procedono con una lentezza tale che non possono di certo fronteggiare l’emergenza delle quasi 200 mila supplenze, di cui in gran parte vacanti. Marcello Pacifico (Anief): “Tutti questi problemi organizzativi sul reclutamento, sommati alla lentezza cronica della loro attuazione, all’esclusione illegittima dalle prove di alcune tipologie di candidati e ad errori organizzativi-valutativi, dovrebbero fare aprire gli occhi all’amministrazione scolastica. Perché questo modo di procedere sta portando ad assegnare una cattedra su quattro a supplenze, anche a precari con la sola messa a disposizione, e tutto il sistema scuola a dei livelli sempre più bassi”. L’affidabilità del ministero dell’Istruzione si dimostra sempre più scarsa: a poche ore di distanza dal taglio di 5 mila immissioni in ruolo, deciso dal Mef senza che il Miur avesse nulla da eccepire, giunge l’ancora più inaspettata notizia del rinvio in autunno del bando di concorso ordinario infanzia e primaria per 16.959 posti, dopo che ancora ieri il ministro dell’Istruzione lo dava per imminente. Tra le possibili motivazioni del rinvio, probabilmente ad ottobre, spiega la rivista Orizzonte Scuola, c’è quella che il concorso straordinario bis, riservato ai docenti con diploma magistrale conseguito entro a.s. 2001/02 e laureati in Scienze della formazione primaria con un anno di servizio nella scuola statale, paritaria o nelle sezioni primavera, “acquisterebbe valore se bandito prima o comunque contemporaneamente all’ordinario”. Tra l’altro, lo stesso concorso ordinario per docenti del primo ciclo di studi, alla luce del testo contenuto nel decreto pubblicato, si conferma pure discriminante rispetto a diversi lavoratori precari, ingiustamente esclusi: la più evidente di tali estromissioni è quella degli educatori, tanto è vero che per la selezione riservata i giudici non hanno avuto dubbi ad ammetterli alle prove. Inoltre, dal decreto risultano altre circostanze impugnabili, come la mancata valutazione del servizio tra i titoli, il calcolo errato degli ammessi agli scritti dopo l’eventuale preselettiva e il limite del 10% degli idonei già impugnato negli altri bandi.

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Scuola: nuova Mappatura dei progetti didattici del Campidoglio

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 agosto 2019

L’Assessorato alla Persona, Scuola e Comunità solidale, l’XI Commissione Capitolina Scuola e il Dipartimento Servizi Educativi e Scolastici hanno collaborato anche quest’anno alla stesura di una Mappa dei progetti per l’anno scolastico 2019-2020. Il processo di raccolta e selezione delle proposte si è appena concluso e ora la nuova Mappatura, ricca di 84 progetti, sarà diffusa presso scuole ed insegnanti.
Istituzioni, associazioni, enti e le altre realtà indicate nell’avviso pubblicato a fine maggio, erano state invitate ad inviare entro il 5 giugno una o più proposte didattico-formative per integrare l’attività didattica delle scuole. Destinatari gli studenti di ogni ordine e grado con famiglie e docenti.L’anno scolastico 2018-2019 ha registrato un aumento nel numero di progetti proposti, 78 nelle aree tematiche Diritti, Ambiente, Arte e Cultura, Intercultura, Stili di vita, Storia e Memoria. All’esito positivo delle attività progettuali (con una più ampia offerta tematica e la partecipazione di più di 61.000 studentesse e studenti rispetto ai 48.000 dell’anno scolastico precedente), l’Amministrazione ha voluto attuare una nuova ricognizione per individuare le realtà aggregative e le iniziative attive sul territorio.Quest’anno si darà maggior spazio alle aree tematiche scientifiche e ad un’area innovativa, “Roma la mia città”. I ragazzi potranno approfondire temi e formazione individuale attraverso laboratori e altre forme di apprendimento esperienziale. Ad ottobre si svolgerà un Open Day per promuovere l’incontro tra studenti, famiglie, docenti e proponenti.“Lo scopo è “aprire” la scuola, renderla parte integrante della vita della comunità intera” sottolinea l’Assessora alla Persona, Scuola e Comunità solidale Laura Baldassarre. “I ragazzi avranno la possibilità di esprimere le loro potenzialità, creare, condividere, confrontarsi, essere coinvolti in una città che vogliamo sempre più inclusiva e partecipativa”.

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Orientamento scolastico, c’è tempo fino al 28 agosto per le domande

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 agosto 2019

La Città metropolitana ha approvato un’integrazione all’avviso per la programmazione delle azioni di orientamento scolastico rivolte a adolescenti e giovani tra gli 11 e i 22 anni e alle loro famiglie per il triennio 2019-2022.Le integrazioni sono mirate a garantire una più efficace copertura ed una migliore gestione del sistema di rete territoriale: in conseguenza di questo provvedimento, i termini per la presentazione della domanda da parti dei soggetti proponenti sono ridefiniti alle ore 12 del 28 agosto 2019.Gli interventi dovranno essere erogati da soggetti accreditati in Regione Piemonte e si inquadrano nelle attività di Obiettivo Orientamento Piemonte, sistema regionale di orientamento; le attività saranno organizzate presso le sedi dei soggetti attuatori, gli sportelli all’interno dei Centri per l’impiego, le scuole, gli enti locali nell’ambito della rete territoriale che aderirà alle iniziative di Obiettivo Orientamento Piemonte.Il territorio di Città metropolitana, suddiviso in base ai 13 bacini di Centro per l’Impiego, affiderà le azioni ad un unico raggruppamento di soggetti accreditati composto da un soggetto capofila e massimo 13 altri soggetti.

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Scuola: Docenti precari, dopo cinque anni arrivano le nuove GaE

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 agosto 2019

La pubblicazione imminente delle graduatorie provinciali ad esaurimento è tardiva e non risolutiva: sono infatti oltre 17 mila i nuovi ricorrenti al Tar con il giovane sindacato, dopo la lettera di costituzione in mora della Commissione Europea per il reiterato abuso di precariato prodotto nel nostro Paese. Sono supplenti di vecchia data che chiedono risarcimenti adeguati al tribunale del lavoro, per via della mancata assunzione in ruolo che negli altri Paesi europei sarebbe scattata in modo automatico con il superamento dei 36 mesi di supplenze. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: Bisogna assolutamente evitare che si ripeta il blocco quinquennale delle GaE e permetterne l’inclusione contestuale di tutti i 150 mila abilitati all’insegnamento, senza i quali sono saltate 65 mila immissioni in ruolo negli ultimi anni. Senza dimenticare che 7 mila maestri della scuola dell’infanzia e primaria saranno tra non molto licenziati, pur dopo avere superato l’anno di prova, dando il la in questo modo all’avvio di un’altra battaglia legale. Ma non si dica che è colpa nostra. Mentre il Miur si fa attendere più del dovuto per la pubblicazione del decreto di assunzione di 58.627 nuovi docenti, di cui 44.075 su posti comuni e 14.552 posti su sostegno, gli uffici scolastici provinciali lavorano a ritmo serrato per concludere le operazioni di pubblicazione delle GaE aggiornate: è un’operazione fondamentale, perché, scrive oggi Orizzonte Scuola, “alle graduatorie ad esaurimento è destinato il 50% dei posti vacanti e disponibili, mentre l’altro 50% va ai concorsi”.

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Il Rabbino Capo di Roma Riccardo Di Segni in visita agli Uffizi

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 agosto 2019

Tappa principale del tour nel museo, è stata la mostra “Tutti i colori dell’Italia ebraica”, rassegna accolta nell’aula Magliabechiana al piano terra della Galleria che racconta la storia degli ebrei italiani da una prospettiva inedita, quella dell’arte del tessuto, attraverso 140 opere tra arazzi, merletti, abiti, stoffe e addobbi. A guidare il Rabbino tra i tesori dell’esposizione è stato lo stesso direttore Eike Schmidt, insieme ad una delle due curatrici della mostra, Dora Liscia Bemporad; una curiosità, Schmidt e Di Segni si sono soffermati ad osservare ai raggi ultravioletti, con un’apposita strumentazione, un cartiglio istoriato del 18esimo secolo, per scoprire se, sotto le iscrizioni vi fossero altre scritte, diverse, poi cancellate. L’esame ha dato risposta affermativa: e così Schmidt ha annunciato che l’opera, al termine della mostra, sarà sottoposta ad ulteriori analisi all’Opificio delle Pietre Dure.

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Per l’Italia choc fiscale e investimenti pubblici

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 agosto 2019

«La proposta economica di Fratelli d’Italia è molto simile a quella di Donald Trump: choc fiscale e investimenti pubblici. Tagliare le tasse alle imprese è per noi il primo passo e la nostra proposta di partenza è la tassa piatta al 15% sui redditi incrementali. Una flat tax che si può fare immediatamente e che può dare respiro alle aziende, far emergere il sommerso e far capire che quando produci e cresci lo Stato ti è vicino. Poi c’è la nostra proposta storica per inentivare il lavoro che possiamo riassumere in “più assumi e meno paghi”. FdI ha studiato un sistema di tassazione per le aziende mirato a incentivare il lavoro e che tiene conto della quantità di manodopera in rapporto al fatturato. Non ci interessa molto aiutare aziende che hanno fatturati da capogiro ma pochissima manodopera e non ci interessa molto la web tax al 3%: a noi interessa aiutare quelle aziende che hanno un’alta percentuale di lavoratori in rapporto a quello che guadagnano». Lo ha detto intervistata da Radio 24 il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Sanità: “Nuovo contratto dei medici è una truffa grillina”

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 agosto 2019

“Il rinnovo del contratto per i medici è un truffa. Il ministro della Salute Giulia Grillo non dice che in realtà hanno firmato un pre-accordo senza l’ok di alcune sigle sindacali importanti quali CIMO, ANPO, FIALS.”Il pre-contratto riorganizza si la carriera del medico, ma ne stoppa la crescita con limitazioni quantitative eccessive degli incarichi dirigenziali più elevati, siano essi manageriali o professionali, inibendo la necessaria osmosi tra i due percorsi di sviluppo e lasciando il direttore generale libero di assegnare gli incarichi di maggior contenuto professionale senza aver preventivamente fissato le regole” – spiega Rescigno: “Il vero schiaffo alla professionalità e’ che il nuovo contratto non fissa le regole che i direttori generali devono seguire per garantire l’affidamento degli incarichi secondo metodi assolutamente meritocratici. Questo non fa altro che alimentare il clientelismo politico in sanità” – conclude il dirigente Fdi.

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La Francia continua ad impossessarsi di acque territoriali italiane

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 agosto 2019

La questione riguarda gli accordi di Caen firmati di soppiatto il 21 marzo 2015 dal Governo Gentiloni con i quali di fatto regaliamo parte dei nostri mari più pescosi alla Francia, accordi che, per fortuna, necessitano della ratifica del nostro Parlamento per diventare effettivi, cosa mai avvenuta. Ma la Francia ci prova lo stesso. Dopo il tentativo del 2018 sventato grazie alla denuncia di Fratelli d’Italia, la Francia ci riprova e ripresenta i confini marittimi “casualmente” sbagliati, nei quali ingloba parte delle nostre acque territoriali in quelle francesi. Ora basta! Fratelli d’Italia chiede al Governo italiano di protestare formalmente con la Francia di Macron e di ritirarsi definitivamente dai pessimi accordi di Caen». Lo scrive su facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Sandro Gozi: L’uomo delle due patrie

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 agosto 2019

“Che cosa deve Emmanuel Macron a Sandro Gozi che fino a ieri era il Sottosegretario di Stato con delega agli Affari europei per il governo italiano e doveva quindi difendere i nostri interessi nazionali e oggi è con lo stesso incarico nel governo francese a fare la stessa cosa per la Francia? Fratelli d’Italia ha depositato una interrogazione perché vuole conoscere tutti quei dossier che coinvolgevano anche la Francia e del quale Gozi si è occupato quando era sottosegretario di Stato per il governo italiano. Insomma, vogliamo vedere se l’Italia è stata adeguatamente difesa nei suoi interessi da questo patriota”. Lo ha detto intervistata da Radio 24 il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.
A questo riguardo non tutti in casa PD condividono l’iniziativa di Gozi: ““Gozi con Macron? Io non lo avrei fatto”. Lo afferma Monica Cirinnà, senatrice Pd, a Ma cos’è quest’estate su Radio 24 di Elisabetta Fiorito, parlando di Sandro Gozi, ex sottosegretario con delega agli Affari europei, che è entrato nella squadra del governo francese di Emmanuel Macron. “Ognuno risponde delle sue azioni”, conclude la senatrice a Radio 24.

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Autonomia: Cgil Cisl Uil, forte preoccupazione effetti su Beni Culturali

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 agosto 2019

Bonisoli preservi unitarietà del Mibac, no a deregolamentazione. “Fortissima preoccupazione per l’impatto dell’autonomia differenziata sulle attività oggi di competenza del Ministero per i Beni e le attività Culturali, bisogna preservare l’unitarietà del dicastero”. Ad affermarlo sono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Pa, in vista, fanno sapere, dell’annunciato vertice ristretto del Governo e delle regioni interessate con il Ministro Bonisoli avente come tema l’autonomia differenziata in materia di tutela, gestione e promozione dei beni culturali.Per i sindacati, l’autonomia differenziata sulle attività di competenza del Ministero “metterebbe in seria discussione il principio di unicità della gestione statale della tutela dei beni culturali, producendo uno strappo gravissimo, un precedente difficilmente giustificabile che apre un fase di deregolamentazione in un settore fondamentale per la crescita civile, sociale ed economica del nostro paese”.
Per queste ragioni, Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Pa, “nel condividere l’appello lanciato nei giorni scorsi dal Comitato per la Bellezza, auspicano che il Ministro Bonisoli sappia resistere al tentativo di sottrazione alla titolarità del Mibac di territori strategici per la gestione del nostro patrimonio culturale. In caso contrario si valuteranno tutte le iniziative conseguenti di mobilitazione e di protesta”, concludono.

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