Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Come cambiare il nostro modus vivendi in Italia e nel mondo?

Posted by fidest press agency su martedì, 13 agosto 2019

A volte si ha la netta sensazione che gli italiani siano un popolo senza regole. Soprattutto nelle grandi città e in particolare quelle da Firenze in giù diventa una regola parcheggiare in seconda fila, sostare dove è proibito, passare con il rosso e sentirsi affrancato dal rischio di pagare una multa se si percorre una strada in senso vietato o si viaggia nella corsia riservata ai bus e ai taxi. E’ una prima e più visibile immagine di una tendenza che tocca molti altri aspetti della vita in comune. L’altra più vistosa e inquietante è quella della sistematica dissacrazione delle istituzioni dal parlamento alle amministrazioni locali, dalla giustizia dei tribunali alla Consulta e non esclude l’inquilino del Quirinale. I più critici non si fanno scrupolo di fare di tutta l’erba un mazzo sentenziando che siamo un popolo di corrotti, corruttori e corruttibili. Ma è anche un modo di soppesare con la bilancia, mal tarata, i comportamenti dei media e degli stessi lettori o ascoltatori che siano. Ci rifacciamo, nello specifico, al fatto più recente di un vice brigadiere dei carabinieri che è stato ucciso con ben undici coltellate da un giovane americano e già la sua difesa ritiene d’avere le carte in regola per farlo scarcerare e forse persino rimpatriarlo solo perché si è riusciti ad imbastire una campagna di dubbi e di sospetti in seguito a una foto dove un suo compagno di ventura e complice veniva ripreso all’interno di una stazione dei carabinieri seduto, ammanettato e bendato. Il fatto che sia morto un servitore dello stato ucciso con una violenza inaudita con un pugnale, si dice di quelli in dotazione ai marines, sembra voler poco contare agli occhi di una certa opinione pubblica pronta a impietosirsi sulla persona sbagliata se la messinscena viene ben orchestrata da taluni organi di stampa adusi all’arte della disinformazione e della mistificazione. E nel mondo le notizie che quotidianamente ci pervengono sono ancora più inquietanti. Pensiamo alle manifestazioni di piazza con feriti, scontri, arresti e quanto altro ad Hong Kong, a Mosca, alla guerra civile in Siria che dura da sei anni e da quella più recente in Libia innescata da ambizioni personali e lotte tribali. Negli Usa, poi, gli odi razziali suscitano di continuo sparatorie ed uccisioni. E a tutte queste violenze si aggiungono, sia pure sotto traccia, altre numerose ma non meno drammatiche dove le prime vittime sono spesso donne, bambini e anziani. Ma ciò che mi addolora, maggiormente, è il cinismo di alcuni giovani, sovente minorenni, che non trovano di meglio, per scacciare la noia, di prendersela con le persone più deboli: anziani e handicappati con calci, spintoni e parolacce. E a volte ci scappa anche il morto o delle invalidità permanenti. (Riccardo Alfonso direttore Centri studi politici e sociali della Fidest)

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