Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Democrazia: un involucro svuotato di sostanza e nella sostanza

Posted by fidest press agency su martedì, 13 agosto 2019

E’ un tema che sta mettendo in discussione già da alcuni anni, a questa parte, la stessa vita politica dei paesi occidentali. Era stato già evidenziato nell’ambito delle “Lezioni Norberto Bobbio” da Giovanni Sartori mettendo a confronto la democrazia in termini ideali, di idee e di opinioni con la situazione reale. Sartori, al riguardo, espresse il timore che la democrazia stia correndo il rischio di diventare “un guscio, un involucro, svuotato di sostanza e nella sostanza”.
Ma vi è anche un qualcosa di più da argomentare assistendo di continuo ad una sorta di asservimento della democrazia agli interessi partigiani, delle varie consorterie e dei poteri cosiddetti “forti”. Si avverte, per altro, sostenuta la distorsione di quelle regole primarie e fondamentali che stabiliscono chi è autorizzato a prendere le decisioni collettive vincolanti e con quali procedure. Una democrazia che non sembra avere validi strumenti di difesa nei confronti di chi strumentalmente, da grande pifferaio, limita il dibattito politico dalla piazza alla televisione e alla carta stampata ad un effetto epidermico e non riflessivo del suo ragionare. La stessa globalizzazione dei mercati e della libera circolazione delle merci, nata per un fine onorevole, non è più in grado di assicurare quel controllo e quella regolazione dei processi economici che possono garantire libertà ed eguaglianza. In altri termini la democrazia sta negando se stessa. Non punta più al bene comune, alla guida morale, al rispetto del limite degli interessi economici che non può essere affidato alla semplice negoziazione dei poteri sociali, cioè alla governance di forze economiche nazionali e internazionali.
Sono orami in molti a chiedersi dove è finita la democrazia come definizione delle condizioni di libertà, pluralismo e promozione dell’agire creativo in una molteplicità di campi?
Il prezzo più alto lo sta pagando quella cospicua fetta di umanità che dovrebbe fondare i suoi principi conduttori nella salvaguardi di due diritti inalienabili: alla vita e al vivere. Che senso ha, infatti, far rispettare il diritto alla vita se poi non si permette a questa stessa vita di vivere? (Riccardo Alfonso direttore Centri studi politici e sociali della Fidest)

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