Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Historia magistra vitae

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 agosto 2019

La locuzione latina, è tratta da una frase più ampia nell’opera “De Oratore” di Cicerone. È una descrizione che Cicerone dà della storia, affermandone la fondamentale importanza per la sua funzione ammaestratrice. Oggi dopo oltre 2000 anni da quelle parole mi chiedo se ha ancora senso conservare e coltivare la memoria del passato rinfrescandola, di tanto in tanto, dopo gli studi fatti da studente. Ricordo che avevo in uggia quei passi della storia che il maestro prima e il professore poi mi imponevano di imparare a memoria dai nomi dei sette re di Roma agli imperatori del sacro romano impero alle guerre d’indipendenza che hanno costellato tutto il XIX secolo. Eppure oggi sono riconoscente della loro insistenza se non altro perché mi hanno offerto più di un’occasione per un approfondimento e una riflessione di merito. Oggi la mia libreria composta da oltre 3500 volumi almeno un centinaio di essi parla di storia. In questo lungo percorso che ci avvicina all’uomo antico, al suo affanno evolutivo, alla sua ricerca del vero significato della vita, ai suoi conflitti spirituali che sovente si confondevano con un amaro primato della forza in luogo della ragione e della tolleranza e ancora più dell’amore per il prossimo e la stessa natura, ho imparato una cosa che ritengo fondamentale: a convivere con le idee altrui, a cercare di comprenderle anche se non le condivido. Ho imparato ad essere paziente nel ricercare senza clamori e intolleranze di alcun genere a speculare sulle ragioni della diversità perché ritenevo che il mio essere nel giusto non potevo considerarlo assoluto ma suscettibile di un continuo esame critico, e confidavo che gli altri, che non la pensavano come me, facessero altrettanto. Questo modo di procedere ha finito con il dare un senso al mio presente e a guardare negli occhi dei giovani quella speranza per un futuro migliore a dispetto dei loro padri e nonni, per la loro incapacità di trasmetterla concretamente. (Riccardo Alfonso)

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