Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Beatrice conduce Dante in Paradiso, ossia verso la conquista della sua immortalità

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 agosto 2019

Qui si compie il destino di tutti gli esseri viventi, dal più piccolo al più grande, dal più saggio al più ignorante. Solo in questo modo possiamo giungere a un grado maggiormente elevato di consapevolezza e di compiutezza. Il genere umano, così procedendo, cammina, ma si può anche incedere senza procedere, si avanza, sotto certi aspetti, e si arretra sotto altri. La barbarie è una di tali cammini a ritroso.
L’uomo è condannato a un movimento continuo ma giunto al più alto livello la sua intenzione di volervi restare stabilmente lo spinge a compiere passi retrogradi. L’esempio dell’Eden in cui vissero Eva e Adamo lo sta dimostrando. Essi, per un eccesso di sicurezza, finirono con il perdere tutto, tranne l’amore.
E’ questo il filo d’Arianna, figlia del mitico re di Creta Minosse e di Pasifae che salva Teseo che si era avventurato nel labirinto per uccidere il Minotauro. E’ un filo d’amore. E’ quello che permette all’eroe di ritrovare la via del ritorno.
Sono storie simboliche, forse semplicemente spettacolari, ma tanto confacenti alla natura stessa dell’essere umano che si ritrova sempre con lo stesso ricorrente tema: quello del sentimento più puro che sprona all’azione, alla ricerca, alla bellezza e ci aiuta a capire la vita e ancor più la morte.
E’ tutto questo solo sentimento? Forse. Il sentimento, tuttavia, non inganna mai. Non coglie e non afferma che un rapporto, e questo non è un’apparenza ingannatrice. Esso non delude, per quanto primitivo può apparire.
E’ invincibile, universale e ci conduce sulle esistenze e le realtà e le annuncia con evidenza manifesta. Allora può servire di base a un giudizio assoluto e necessario. E’ la coscienza dell’esistente e delle esistenze.
L’attenzione che diamo a una cosa è sempre proporzionata all’interesse che essa c’ispira o alla forza di volontà che vi mettiamo. Quando questi due principi dell’attenzione si concentrano su un determinato oggetto, allora soltanto essa raggiunge il suo più alto grado di forza. In una passione, nulla ci sfugge di ciò che con essa ha rapporto, vicino o lontano che sia. I senza anima o gli uomini deboli di carattere, che, di fatto, non s’interessano di nulla, non sono suscettibili d’attenzione, o almeno di una valida attenzione. Per loro è necessario ritornare a vivere per assaporare ciò che hanno perso nelle vite precedenti. Sono i Teseo senza la loro Arianna. (Riccardo Alfonso)

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