Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

La visione del potere

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 agosto 2019

Il titolo l’ho preso dall’omonimo libro di Gaetano Mosca e Guglielmo Ferrero. E’ stato un punto di partenza per una mia riflessione sull’evoluzione delle istituzioni democratiche che la letteratura sociologica del XX secolo ci ha dato testimonianza lasciandoci intravedere la possibilità di una sua realizzazione. E’ stato un sogno dei nostri padri e ora che figli siamo mi rendo conto che è stata e continua ad essere un’impresa molto ardua. Da cosa possa dipendere questa mancata trasformazione della democrazia è difficile a sapersi. Per Pareto là dove si mettono in moto forze centripete vi fanno da contraltare forze centrifughe e disgregatrici. Può bastarci questa spiegazione? Da parte mia no. Credo che dipenda dal cattivo uso che abbiamo fatto delle novazioni messe in campo. Penso ai processi che ci hanno portato al mondo globalizzato, al libero commercio e ad uno sviluppo economico non più concepibile in ambiti nazionali.
A questo riguardo i cultori della materia ci hanno spiegato che il problema sta negli stessi principi della democrazia “in quanto devono essere totalmente ripensati e ricostruiti venendo a mancare i due contraenti del patto di dominio: non essendoci un popolo “transnazionale” e una classe politica o una espressione di rappresentanza sostanziale ed effettiva di realtà sociali che vadano al di là del mondo degli interessi.” Cosa s’intende dire con ciò? Che è relativamente facile creare accordi e istituzioni concernenti gli interessi economici mentre è molto difficile renderli compatibili. E i conflitti in atto nell’Unione europea lo stanno a dimostrare, e non solo. Vedasi la guerra dei dazi tra Usa e Cina. Noi da una parte abbiamo puntato ad un allargamento dei mercati liberalizzando il transito delle merci e potenziato le concentrazioni industriali e finanziarie per diffondere su larga scala l’economicismo come principio ideologico dominante dall’altra non siamo stati capaci di superare i confini degli stati nazionali e delle singole culture.
Ma abbiamo fatto di peggio. Ci siamo serviti della Banca Mondiale, del Fondo Monetario Internazionale, del Wto per trasformali per ciò che non dovrebbero essere ovvero in organismi politici. (Riccardo Alfonso)

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