Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Archive for 20 agosto 2019

Vasto incendio che sta devastando l’isola spagnola di Gran Canaria

Posted by fidest press agency su martedì, 20 agosto 2019

Il rogo, rende noto la Farnesina sul sito “viaggiaresicuri”, ha colpito la località di Valleseco e il parco naturale di Tamadaba, provincia di Las Palmas, isola spagnola di Gran Canaria.Gli ultimi aggiornamenti riportano che sono state finora evacuate circa 9.000 persone, tra Valleseco, Fontanales, Gáldar e Piletas y Troya, nella zona nord-occidentale dell’isola.Le autorità spagnole hanno dichiarato che potrebbero essere necessari alcuni giorni per controllare il rogo. Per questo il Ministero degli Affari Esteri raccomanda “la massima cautela, di mantenersi aggiornati attraverso i media sugli sviluppi della situazione, evitando le zone interessate dal rogo, e di seguire le indicazioni delle forze dell’ordine”, pur non emettendo formalmente uno sconsiglio.Il sito “viaggiaresicuri” segnala, inoltre, che l’aeroporto di Gran Canaria continua a funzionare regolarmente, così come le connessioni marittime.Non si registrano disagi, inoltre, nelle zone turistiche di San Agustin, Playa del Inglés (Maspalomas), Puerto Rico.A tutti i turisti che devono partire in queste ore per le Canarie consigliamo in ogni caso di contattare il Tour Operator o l’agenzia presso i quali hanno prenotato, oppure direttamente la struttura in cui devono soggiornare in caso abbiano prenotato autonomamente, per verificare che non esistano rischi ed eventualmente richiedere soluzioni alternative.Lo sportello della Federconsumatori SOS Turista rimane a disposizione di tutti i viaggiatori coinvolti, per informazioni, assistenza e consiglii, al numero 059 251108 o all’indirizzo email info@sosvacanze.it, dal lunedì al venerdì dalle 09:00 alle 13:00.

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Scuola Il ritorno dell’educazione civica passa al 2020?

Posted by fidest press agency su martedì, 20 agosto 2019

A leggere il primo comma dell’art. 2 della legge che istituisce l’educazione civica dalla scuola primaria in poi non vi sarebbero dubbi: il testo prevede che “a decorrere dal 1° settembre del primo anno scolastico successivo all’entrata in vigore della presente legge, nel primo e nel secondo ciclo di istruzione è istituito l’insegnamento trasversale dell’educazione civica”.
A questo punto, quindi, la nuova educazione civica, obbligatoria e con tanto di voto in decimi, entrerebbe in vigore non subito, ma nell’anno scolastico 2020/21. “Considerato che alcune norme di legge, per effetto dell’art. 2 comma 9, decadranno automaticamente soltanto nell’anno di avvio della nuova educazione civica, per il prossimo anno scolastico 2019-20 continueranno ad essere valutate le attività di “cittadinanza e costituzione” per gli alunni del primo e del secondo ciclo, compreso il colloquio dell’esame di maturità”, sottolinea Tuttoscuola, ricordando anche che “il posticipo di un anno per la nascita della nuova disciplina di studio consentirà al Ministro di varare con apposito decreto le linee guida di attuazione e permettere agli insegnati di organizzare l’insegnamento che, oltre ad essere ricco di contenuti, prevede la trasversalità degli interventi da parte dei docenti”.
Anief ribadisce che sono molti i punti su cui occorrerebbe fare chiarezza. Ad iniziare dalla formazione dei docenti incaricati dell’insegnamento dell’educazione civica: come ha sottolineato Il Sole 24 Ore, infatti, “per la loro formazione non vengono stanziati nuovi fondi ma saranno utilizzati 4 milioni di euro del fondo previsto dal Piano nazionale di formazione e per la realizzazione delle attività formative introdotto nel 2015 con la legge n. 107”. A parte il fatto che la somma stanziata appare insufficiente, non si ha ancora uno straccio di indicazione su come si attuerà tale formazione. Allo stesso modo, risultano troppo generiche le informazioni fornite alle scuole su chi effettivamente dovrà insegnare le 33 ore annue di educazione civica in tutte le classi a partire dalla primaria: non trattandosi di una disciplina aggiuntiva, le ore verranno inglobate all’interno di altre. Di fatto, per insegnare l’educazione civica si utilizzeranno uno o più docenti del consiglio di classe oppure del potenziamento, sperando che nella secondaria, dove i temi da affrontare resultano più tecnici e complessi, siano competenti nell’area giuridica.
Anief, ricevuta in audizione presso la Commissione Cultura della Camera lo scorso 12 marzo, aveva detto a chiare lettere quali erano i punti deboli e quelli da valorizzare, ma non è stata ascoltata: il sindacato chiese l’istituzione della disciplina come materia autonoma, quindi aggiuntiva alle attuali, con un minimo annuale di non meno di 33 ore per la scuola primaria e 66 ore per la secondaria. Per la scuola primaria e secondaria di primo grado, la disciplina doveva essere impartita dai docenti dell’area storico-geografica; per la scuola secondaria di secondo grado i docenti dovevano avere una preparazione specifica. Anief ha voluto estendere l’oggetto degli studi alle istituzioni europee: a livello europeo, ha ricordato il sindacato, esiste una Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 dicembre 2006 (2006/962/CE), relativa alle competenze chiave per l’apprendimento permanente, che delinea 8 competenze chiave, tra cui le Competenze sociali e civiche.

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Scuola: Tempo di assunzioni, graduatorie e punteggi sbagliati

Posted by fidest press agency su martedì, 20 agosto 2019

Dopo le diffide, il giovane sindacato intenzionato a presentare i ricorsi per permettere a chi lo merita di essere assunto, nonostante gli errori dell’amministrazione. Marcello Pacifico (Anief): “Li attiveremo presso ogni Tar regionale”È un agosto caldissimo per convocazioni e immissioni in ruolo, in ogni parte d’Italia, da Sud a Nord. Si tratta, però, di convocazioni, che avvengono anche su graduatorie sbagliate. «Stiamo parlando – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale di Anief, nel corso di un intervento radiofonico su Italia Stampa – delle graduatorie pubblicate dell’ultimo concorso straordinario per il personale della scuola secondaria, quindi media e superiore, ma anche per la scuola primaria, il concorso voluto con il decreto della scorsa estate».Ci sono, però, errori in serie davanti ai quali non si può restare indifferenti. E infatti Anief non ci sta. “Siamo dinanzi a graduatorie errate – sottolinea Pacifico – con punteggi sbagliati. Il sindacato, dopo le diffide, è intenzionato a ricorrere ai Tar regionali per dare a Cesare quel che è di Cesare, per permettere a chi lo merita, in base al punteggio che ha dimostrato, di essere assunto, nonostante gli errori commessi dall’amministrazione. I ricorsi sono attivi ai singoli Tar regionali”.

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Scuola: Sostegno, da settembre ogni alunno avrà un Progetto Individuale

Posted by fidest press agency su martedì, 20 agosto 2019

La novità è contenuta nelle disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 13 aprile 2017 sugli studenti con disabilità approvate in via definitiva dal Consiglio dei ministri nei giorni scorsi con il cosiddetto decreto Inclusione. Il Progetto Individuale costituisce uno degli strumenti per realizzare la piena integrazione delle persone con disabilità nell’ambito della vita familiare e sociale, nonché nei percorsi dell’istruzione scolastica o professionale e del lavoro: è redatto dal competente Ente locale d’intesa con la competente Azienda sanitaria locale sulla base del Profilo di funzionamento; inoltre, va realizzato su richiesta e con la collaborazione dei genitori o di chi ne esercita la responsabilità; le prestazioni, i servizi e le misure, in esso previste, sono definite anche con la partecipazione di un rappresentante dell’istituzione scolastica interessata. Intanto, però, quasi la metà delle cattedre di sostegno vanno a supplenza e nell’80% dei casi vengono affidate a supplenti nemmeno specializzati, con il paradosso che invece quelli specializzati e formati non vengono assunti. Marcello Pacifico (Anief): La decisione di introdurre un piano didattico plasmato sulle singole caratteristiche dell’alunno, in base al tipo di disabilità e di contesto, va considerato un passo in avanti. Tuttavia, si continua ad aggirare il problema numero uno, che impedisce di attuare per tantissimi studenti con disabilità un’azione formativa realmente efficace ai fini del loro apprendimento: quello della mancata presenza dal primo giorno di scuola del personale nell’impartire didattica speciale. Con il 40% degli organici dei docenti di sostegno in deroga, qualsiasi tentativo di migliorare l’offerta formativa, anche se mirata, è destinato a fallire in partenza.

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Scuola: Insegnanti tecnico-pratici utilizzati come tecnici di laboratorio

Posted by fidest press agency su martedì, 20 agosto 2019

Il personale Ata della scuola continua ad essere trattato come una componente di lavoratori di serie B. Nei giorni scorsi abbiamo assistito alla conferma delle assunzioni limitate, che non coprono nemmeno il turn over, con appena 7.759 immissioni in ruolo autorizzate, a fronte di 30 mila posti in organico complessivi e che vi sia bisogno di 80 mila amministrativi e ausiliari per far funzionare la scuola dell’autonomia visto anche che per questa categoria non è stato mai adottato alcun potenziamento. Ora il Miur fa anche sapere che per le immissioni in ruolo degli assistenti tecnici non potranno essere realizzate nelle scuole in cui vi sono ITP, gli insegnanti tecnico-pratici, in posizione di soprannumerarietà. Marcello Pacifico (Anief): Siamo all’assurdo, perché si preclude l’immissione in ruolo di una professionalità specifica, quale è quella dell’assistente tecnico addetto ai laboratori degli istituti scolastici, con la presenza di un’altra categoria. Gli Insegnanti tecnico-pratici, infatti, hanno dei compiti relativi al campo della docenza e non a quello dell’assistenza tecnica dei laboratori in cui operano. A meno che non si voglia demansionare il loro ruolo: allora lo si dica, lo si scriva anche nel contratto e lo si proponga ai sindacati. Siccome questo non è avvenuto, la copertura dei posti vacanti dei tecnici con gli Itp appare del tutto illegittima. Anief è pronta a raccogliere le adesioni dei docenti tecnico-pratici utilizzati come tecnici e degli assistenti non immessi in ruolo su posti vacanti su determinate scuole per la presenza di Itp soprannumerari.Il Miur, con una fredda comunicazione, la Nota 36462, ha fornito le istruzioni per le immissioni in ruolo 2019: all’interno di tale documento, l’amministrazione scolastica ha specificato “che, in ottemperanza all’articolo 4, comma 81, della legge 12.11.2011, n. 183, è preclusa l’immissione in ruolo di assistenti tecnici negli istituti di scuola secondaria di secondo grado ove sono presenti insegnati tecnico-pratici soprannumerari”. Il riferimento è alla norma, palesemente illegittima, che prevede “allo scopo di evitare duplicazioni di competenza tra aree e profili professionali, negli istituti di scuola secondaria di secondo grado ove sono presenti insegnanti tecnico-pratici in esubero”, di accantonare “un pari numero di posti di assistente tecnico”. In definitiva, nelle scuole secondarie di secondo grado, ove sono presenti ITP soprannumerari, non è possibile procedere all’immissione in ruolo di assistenti tecnici, sintetizza la rivista specializzata Orizzonte Scuola.

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Libertà e sicurezza: sono conciliabili?

Posted by fidest press agency su martedì, 20 agosto 2019

Sono due termini che alcuni ritengono conflittuali tra loro. Non è, infatti, infrequente il caso di chi è disposto a barattare la sua libertà per un po’ di sicurezza. Alla fine del percorso si corre il rischio che si violino anche i più elementari diritti della persona. D’altra parte la difesa della libertà significa porre dei limiti all’azione del governo. Per Angelo Panebianco la strada è “allora quella che passa attraverso una maggiore consapevolezza della natura e delle condizioni storiche delle diverse culture contro ogni utopia che tende a voler costruire un “mondo unico”. Si tratta di saper scegliere un percorso “virtuoso” per una politica che sviluppi la libertà dei cittadini nel momento stesso in cui ne garantisce la sicurezza”. E, manco a dirlo, tutto questo deve mettere in gioco un processo culturale volto a coinvolgere, necessariamente, la scuola a tutti i livelli e gradi di istruzione. Sono i prodromi di un insegnamento che parta dalla ferma convinzione, da instillare nelle nuove generazioni, che la democrazia non si difende e non si porta con le armi. E’ questa, e non altra, la nuova cultura del progresso per respingere tanto i fondamentalismi quanto le deviazioni totalitarie delle democrazie. Non dimentichiamo che la democrazia è critica e concorrenziale. E’ azione creativa rivolta al futuro. Si stimola e si rinforza anche quando si toccano i più elementari diritti degli individui e le condizioni della loro libertà perché se ne fa baluardo e se ne rende garante. (Riccardo Alfonso)

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Istruzione: Decreto scuola salva-precari

Posted by fidest press agency su martedì, 20 agosto 2019

La scuola ha bisogno di certezze e non può essere terreno di scontro o momento di propaganda elettorale. Chi ha governato ha avuto un anno di tempo per approvare un provvedimento urgente con poche cose semplici. Ma i giorni e i mesi sono passati invano. Ora bisognerebbe avere la decenza, almeno, di tacere dopo aver violato ripetutamente le norme europee sui contratti a termine, aver licenziato le maestre e aver aumentato il numero delle supplenze e delle cattedre in ruolo andate deserte.
Nella calura di Ferragosto, in piena crisi di Governo, si susseguono le dichiarazioni del senatore leghista Mario Pittoni sul testo salva-precari, approvato lo scorso 6 agosto dal Consiglio dei Ministri con la formula “salvo intese”: il parlamentare del Carroccio attribuisce al M5S la situazione di stallo, dimenticando che il suo leader ha fatto presentare una mozione di sfiducia al premier Conte che sarà discussa il 20 agosto. Per Anief, però, sarebbe più utile spiegare perché in un anno di legislatura quale presidente di Commissione non ha mai risposto alle richieste di audizione e cosa abbia fatto insieme al ministro dell’Istruzione Marco Bussetti per risolvere il problema del precariato. I numeri, infatti, sembrano parlare chiaro, specie nel Nord del Paese. In Veneto, ad esempio, d’estate, nuovi licenziamenti per le maestre con diploma magistrale, e in un alcune classi di concorso, l’80% dei posti andato a vuoto durante le convocazioni. Persino sui ricercatori universitari si discuterà in Corte di giustizia europea. E il prossimo anno scolastico sarà da record per le oltre 200 mila supplenze. Se ne è accorta anche la Commissione UE con una lettera che prelude a una multa salatissima che pagheranno tutti i contribuenti. Facile scaricare in questo clima di campagna elettorale sugli ex alleati di Governo del M5S che pure dovrebbe riflettere su cosa ha sbagliato e cosa non ha attuato delle vecchie battaglie politiche quando era opposizione. Ora ci dovrà essere un nuovo corso, che passa necessariamente per la stabilizzazione di tutti i precari storici.
Il senatore della Lega Maria Pittoni non perde occasione per puntare il dito contro il Movimento 5 Stelle, il quale, sostiene, avrebbe avanzato accuse “surreali”, definendo “sanatorie” e “marchette” le misure previste nel decreto salva precari. Il PAS, ha detto il senatore, prevede numerose prove selettive. Intanto, però, per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale è necessario il benestare di tutti i ministri. E con l’aria che tira in seno all’attuale Governo, con la prospettiva di sfiduciare a breve il premier Giuseppe Conte, è sempre più difficile che ciò avvenga. Secondo il sindacato Anief è giunto il momento di guardarsi in faccia, per approvare provvedimenti realmente utili alla scuola e a risolvere, in particolare, i problemi di organici e di copertura delle cattedre vacanti.

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Edipo: Il corpo tragico

Posted by fidest press agency su martedì, 20 agosto 2019

Costa nel comune di Framura, in provincia di La Spezia Venerdì 23 agosto ore 21.30 / Oratorio della Chiesa – Ingresso unico 5.00 euro Elsinor – Festival delle Colline Torinesi / TPE
Da Sofocle Con Michele Sinisi e Federico Biancalani Regia Michele Sinisi, collaborazione alla drammaturgia Francesco M. Asselta. Scene di Federico Biancalani. In questo nuovo spettacolo ispirato alla tragedia di Sofocle, il corpo diventa la scena con cui si racconta il dramma: Le parole, gli intrecci, il coro e gli altri sono arti, odori, posizioni e sguardi radicati e mappati sul fisico dell’attore.
Quando Edipo, re di Tebe, chiede all’oracolo come sconfiggere la pestilenza che devasta la sua città, questi rivela che la causa della sciagura è l’uccisione impunita del precedente re di Tebe, Laio, di cui Edipo ha preso il posto e sposato la vedova. E, saputo che questi erano rispettivamente suo padre e sua madre, si acceca.
Il peso della colpa, del senso profondo di questa, a volte è troppo grande da sopportare e si preferisce eliminare ogni tipo di sguardo col mondo che si è disegnato. Il corpo diventa la base su cui disegnare gli effetti di quella azione emotivamente incontenibile. Cavarsi gli occhi è un gesto la cui forza è generata dall’annullamento di qualsiasi piacere col mondo che s’è visto fino a quel momento. Questo è il fulcro della storia e in questo passaggio risiede l’azione che anima l’intera arcata di questo racconto, antico quanto l’uomo e la sua convivenza cogli altri. La ferocia del figlio Edipo che assassina il padre è paradigma di una scena universale: ogni figlio vuole liberarsi di suo padre e dei suoi genitori per realizzare il suo desiderio. Il necessario processo di umanizzazione della vita, che si fonda sul conflitto tra le generazioni, e l’esistenza di una Legge implica la tendenza alla sua violazione trasgressiva. Ma Edipo, che realizza la più estrema delle trasgressioni, porta anche su di sé le marche dei terribili crimini del parricidio e dell’incesto. Per questo al termine della tragedia si cava gli occhi con i fermagli dei capelli di sua moglie e madre Giocasta. A dimostrazione che la legge s’è iscritta sul suo corpo nella forma del senso di colpa per ciò che ha commesso. Il conflitto tra legge e desiderio quindi è direttamente connesso all’esperienza autentica del senso di colpa. Il senso della tragedia sta nell’esperienza profonda di aver trasgredito la legge perché travolti dall’insanabile desiderio. Il figlio che compie il delitto del padre e l’incesto con la madre vive il pentimento. La tragica lacerazione che affligge Edipo è lo specchio della divisione, e del conflitto interno, tra Legge e Desiderio, che in lui alberga fino alla violenza furiosa che rende impossibile ogni parola e che si compenserà colla reazione del proprio accecamento: non voler vedere il presente, frutto della propria azione. Una tragedia che si consuma sulla propria pelle come parte evidente e superficiale del corpo su cui si iscrivono i segni delle azioni che compongono la vita che genera tale processo. Il corpo di Edipo accoglie sul proprio piede l’inizio della propria esistenza colla rappresentazione del proprio nome e chiude questa esperienza con l’accecamento come
buio assoluto che annulla ogni possibilità di redenzione per le azioni commesse. Il dramma del tragico conflitto con il destino annunciato dal nome, tra legge e desiderio.
Michele Sinisi (1976) attore, e regista teatrale, Premio Della Critica 2016, finalista nel 2014 e nel 2008 e più volte segnalato per il premio Ubu. Ha lavorato con registi come Baracco (Hamlet), Binasco (Noccioline), Janezic (Zio Vanja), Muscato (Il Guaritore e La Rivincita), Ianniello (Canoe), Lorenzi (Platonov), Cruciani (La Palestra e PreAmleto), Bruni (I Reduci e Sette contro Tebe), Bia (Accadueò), Gonella (Sacco & Vanzetti) e Conte. Lavora su testi di drammaturgia contemporanea e su testi classici. Regista ed interprete di spettacoli come Caligola, I promessi sposi, Miseria&Nobiltà, Scene d’interni, Riccardo III, L’arte della commedia, Le scarpe, Sequestro all’italiana, Amleto, Konfine. Regista in La prima cena, Il sogno degli artigiani, Agamennone, Macbeth e Moby Dick. Anche autore oltre che interprete di spettacoli come Murgia – spettacolo Generazione Scenario 2003 – Li mari cunti, Ettore Carafa, Otello. Per il cinema è interprete in Thanks For Vasellina, Il bene mio, Il giorno più bello, 1993, Squadra antimafia, Francesco Padre (corto) di Altieri, Squadra antimafia7 (Fiction TV), L’attacchino (corto) di Laera, L’altra (corto) di Recchia e Il cielo della domenica (corto) di De Salvia, L’oro rosso (corto) e Anyway, Be (cortometraggio) di Fragnelli, La casa delle donne (Lungometraggio) regia Mongelli, Pesci o puttane (lungo) regia Fragnelli, BAAL (lungo) regia Cava. http://www.officinepapage.it

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Pubblicata online la guida The WineHunter Award 2019

Posted by fidest press agency su martedì, 20 agosto 2019

Ora è consultabile la prestigiosa guida alle eccellenze vitivinicole e culinarie selezionate dal WineHunter Helmuth Köcher. Per la categoria Wines sono 2.900 i vincitori degli Award Rosso e Gold, con circa 800 etichette in più degustate rispetto al 2018. Nelle categorie Culinaria, Aquavitae e Beerpassion su oltre 500 prodotti degustati sono 363 i premiati con gli Award Rosso e Gold. Inizia ora il conto alla rovescia per scoprire chi saranno i vincitori dell’ambito Award Platinum, ufficializzati ad ottobre in occasione della Milano Wine Week.
Merano, 16 agosto 2019 – La “caccia al miglior vino e prodotto gastronomico” del WineHunter Helmuth Köcher è terminata. Da oggi sono ufficiali i vincitori degli Award Rosso e Gold individuati dal fondatore di Merano WineFestival (8-12 novembre 2019) e dalle sue commissioni d’assaggio. Una selezione durata un intero anno, che si inserisce in un progetto di ricerca costante e mirata a individuare le eccellenze nel panorama vitivinicolo e gastronomico italiano. La guida, rinnovata anche nella veste grafica, è consultabile gratuitamente su award.winehunter.it Semplice e intuitiva è dotata di vari filtri per selezionare i prodotti in base alla categoria o al riconoscimento vinto.5.800 vini degustati, di cui 2.900 scelti per essere inseriti nella guida The WineHunter Award. A vincere l’Award Rosso (da 88 a 89,99 punti) 2.400 etichette, mentre l’Award Gold (da 90 a 94,99 punti) va a 500 etichette; di queste, 100 sono candidate alla vittoria dell’Award Platinum (da 95 a 100 punti) e rappresentano la TOP 100 selected by The WineHunter. Oltre ai vini, la guida presenta le eccellenze gastronomiche suddivise nelle categorie Culinaria, Aquavitae e Beerpassion. Anche in questo caso i prodotti si aggiudicano i riconoscimenti Award Rosso e Gold che per quest’anno vanno a 363 prodotti (203 premiati con l’Award Rosso e 160 con l’Award Gold), selezionati su oltre 500 campionature ricevute. Tra i vincitori del riconoscimento Gold, 30 sono stati selezionati per partecipare all’assegnazione dell’Award Platinum che consacrerà le 16 eccellenze di qualità superiore. La cerimonia di premiazione dedicata al Platinum Award per quanto riguarda il settore vino quest’anno si svolge in occasione della Milano Wine Week, durante la quale ci sarà anche uno degli eventi di Anteprima Merano WineFestival (11-12 ottobre). Il Platinum Award per i prodotti gastronomici sarà consegnato invece proprio a Merano, durante Merano WineFestival.“Al termine della selezione devo dire che sono molto fiero delle assegnazioni degli award per quest’anno. Vini selezionati per la particolarità che hanno e l’emozione che creano, che ci fanno scoprire e immergere tra le loro caratteristiche.” Queste le parole del WineHunter Helmuth Köcher dopo la chiusura delle assegnazioni 2019.

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L’uomo è condannato a un movimento continuo

Posted by fidest press agency su martedì, 20 agosto 2019

Ma giunto al più alto livello la sua intenzione di volervi restare stabilmente si inserisce un qualcosa che lo turba e lo spinge a compiere passi retrogradi. L’esempio dell’Eden in cui vissero Eva e Adamo lo ha dimostrato. Essi, per un eccesso di sicurezza, finirono con il perdere tutto, tranne l’amore.
E’ questo il filo d’Arianna, figlia del mitico re di Creta Minosse e di Pasifae che salva Teseo che si era avventurato nel labirinto per uccidere il Minotauro. E’ un filo d’amore. E’ quello che permette all’eroe di ritrovare la via del ritorno.
Sono storie simboliche, forse semplicemente spettacolari, ma tanto confacenti alla natura stessa dell’essere umano che si ritrova sempre con lo stesso ricorrente tema: quello del sentimento più puro che sprona all’azione, alla ricerca, alla bellezza e ci aiuta a capire la vita e ancor più la morte.
E’ tutto questo solo sentimento? Forse. Il sentimento, tuttavia, non inganna mai. Non coglie e non afferma che un rapporto, e questo non è un’apparenza ingannatrice. Esso non delude, per quanto primitivo può apparire.
E’ invincibile, universale e ci conduce sulle esistenze e le realtà e le annuncia con evidenza manifesta. Allora può servire di base a un giudizio assoluto e necessario. E’ la coscienza dell’esistente e delle esistenze.
L’attenzione che diamo a una cosa è sempre proporzionata all’interesse che essa c’ispira o alla forza di volontà che vi mettiamo. Quando questi due principi dell’attenzione si concentrano su un determinato oggetto, allora soltanto essa raggiunge il suo più alto grado di forza. In una passione, nulla ci sfugge di ciò che con essa ha rapporto, vicino o lontano che sia. I senza anima o gli uomini deboli di carattere, che, di fatto, non s’interessano di nulla, non sono suscettibili d’attenzione, o almeno di una valida attenzione. Per loro è necessario ritornare a vivere per assaporare ciò che hanno perso nelle vite precedenti. Sono i Teseo senza la loro Arianna. (Riccardo Alfonso)

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Quando Salvini fa “paura” invocando i “pieni poteri”

Posted by fidest press agency su martedì, 20 agosto 2019

In questo vociare della politica e dei politicanti un punto fermo in tutto ciò sembra esserci: il tempo delle ideologie non è tramontato. Giustamente Carlo Mongardini faceva osservare: “Sono cambiate le forme e le caratteristiche delle ideologie, oggi più sociali che politiche, che contribuiscono alla segmentazione della società e al sostegno dei cosiddetti poteri sociali.” In altri termini si ha l’impressione di trovarci a sostenere la contrapposizione di sistemi ideologici a fronte del declino di quelli democratici e il conseguente indebolirsi dei “sistemi di protezione” costituiti dalla cultura e dalla politica. Significa pure che siamo passati troppo in fretta da una cultura contadina con spazi significativi limitati nella vita quotidiana a quella della globalizzazione generando problemi, incertezze e timori che prima non esistevano. Per dirla con Freud la “pressione della realtà” sviluppa la diffusione dell’insicurezza e delle paure. E la politica, mancandole la presa ideologica, si impadronisce di questo stato d’animo popolare e facendovi emergere l’incompiutezza della stessa democrazia. E dalle sue stesse sfaccettature nascono altre tendenze come i fondamentalismi religiosi, nazionalistici, razziali, ecc. fondati sulla paura e sul terrore. La paura, per altro, è un vecchio strumento di governo che torna utile quando si indeboliscono i “principi di legittimità” che regolano i rapporti tra governanti e governati. E’ naturale, quindi, pensare, stando alle parole di Freud, che l’uomo moderno è sempre disposto a barattare la sua libertà con un po’ di sicurezza. E i “poteri” invocati da Salvini, nella fattispecie, si fondono proprio sull’idea che solo acquisendo più potere si possa garantire la sicurezza collettiva. Poca importa, a questo punto, che si violano anche i più elementari diritti della persona. E’ il fine che giustifica i mezzi. (Riccardo Alfonso)

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Banche centrali, banche e liquidità

Posted by fidest press agency su martedì, 20 agosto 2019

E’ in atto una nuova espansione monetaria. La Federal Reserve ha abbassato a fine luglio il tasso di sconto al 2,25%. Entro la fine dell’anno si prevedono nuovi ribassi. Molti temono che, a differenza del 2007 quando il tasso di sconto era del 5,25%, la Fed, in caso di una nuova crisi, potrebbe avere minori spazi di manovra. Il suo bilancio è cresciuto dai mille miliardi di dollari del 2007 ai 4.500 miliardi odierni. Il 55% dell’ammontare sarebbe costituito da asset backed security (abs), titoli spesso ad alto rischio.
La Banca centrale europea ha annunciato che a settembre si potrebbero attivare nuove forme di Quantitative easing . Dal 2005, soprattutto dopo la Grande Crisi del 2008, la Bce ha quintuplicato il suo bilancio comprando dalle varie banche titoli sia pubblici sia privati in loro possesso.
La domanda cruciale resta sempre la stessa: questa nuova liquidità arriverà veramente ai settori produttivi? Vi saranno prestiti e investimenti oppure, invece, acquisti di titoli del debito pubblico e altri più rischiosi, “parcheggiando”, di fatto, la nuova liquidità nel sistema bancario? E’ ben noto che tutte le grandi banche americane ed europee sono esposte a forti stress e a possibili instabilità, in particolare per la loro attività con i derivati finanziari anche di tipo speculativo. Al riguardo vi è una fortissima compenetrazione tra le banche americane e quelle europee. Ovviamente, se l’economia reale è in difficoltà, è inevitabile che il sistema bancario e gli stessi bilanci degli Stati ne soffrano.
Uno dei problemi più seri, come riporta anche la Barclays Bank inglese, è che a livello mondiale circa 12.000 miliardi di dollari di obbligazioni private e pubbliche hanno un tasso d’interesse negativo. Principalmente in Giappone e in Europa, dove il tasso d’interesse per il Bund decennale è sotto il – 0,5%. Circa la metà delle obbligazioni pubbliche europee, cioè 4.400 miliardi di euro, hanno un tasso negativo. Anche il 20% delle obbligazioni delle imprese private europee.
E’ una situazione del tutto inedita e foriera d’instabilità, tanto che molti investitori potrebbero essere tentati a cercare altri guadagni più remunerativi ma anche più rischiosi.
Negli Usa i problemi del sistema bancario incominciano a “intrecciarsi” con le crescenti difficoltà del sistema industriale. Difficoltà dovute non solo agli effetti della guerra dei dazi e dello scontro tecnologico con la Cina e con l’Europa. Se paragonati con il 2018, i profitti delle imprese produttrici di beni sono in caduta. In una forbice si va dal – 4% per i beni di consumo durevoli al -18% per i produttori di materiali. Il settore delle “imprese industriali” registra un meno 12% di profitto.
Si prevede che nel 2019 le imprese americane riacquisteranno sul mercato le loro azioni per circa 1.000 miliardi di dollari. Tale somma sembra superiore alla loro disponibilità di liquidità. Il che vuol dire che molte di queste operazioni di riacquisto saranno fatte attraverso nuovi indebitamenti.
In Europa le generali difficoltà del settore bancario sono ben evidenziate dalla situazione della Deutsche Bank, che nel secondo trimestre del 2019 ha registrato una perdita di ben 3,15 miliardi di euro, 2,94 dei quali solo nel cosiddetto settore investment.
Adesso, ma in ritardo, la DB vorrebbe abbandonare questo ramo di attività più rischioso. La decisione, però, è osteggiata dal fondo d’investimento statunitense Cerberus, che detiene il 3% delle azione e che, al contrario, vorrebbe che il settore derivati crescesse. Il portafoglio derivati di DB, al suo valore nozionale, è già di 48.000 miliardi di euro, il più alto al mondo. Per capire, 24 volte il debito pubblico tedesco,
Intanto DB vorrebbe cedere alla francese BNP Paribas 150 miliardi di attività legate agli hedge funds. La banca di Parigi, però, non sta molto meglio di quella tedesca. Il rapporto tra capitale sociale e debito di Deutsche Bank è del 36%, quello di BNP Paribas è del 41%.
Come sottolineato più volte su questo giornale, DB deve, inoltre, far fronte a gravi problemi legali negli Usa, dove la sua filiale potrebbe essere stata coinvolta in vaste operazioni di riciclaggio di denaro in Estonia. Il Dipartimento della Giustizia Usa indaga anche sul fatto che la Deutsche Bank, insieme alla Goldman Sachs americana, possano aver violato le leggi anti-riciclaggio per attività svolte per conto del fondo statale malese 1Malaysia Development Berhad. Dati e situazioni non rosei, preoccupanti, che ripropongono l’urgenza di riconsiderare le politiche dei dazi e di rivisitare le regole della finanza. (di Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista)

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Il linguaggio di Trump: fra parole e violenza

Posted by fidest press agency su martedì, 20 agosto 2019

By Domenico Maceri. La retorica divisiva del presidente Donald Trump è “direttamente responsabile” per la sparatoria a El Paso, Texas. Queste le parole di Alexandria Ocasio-Cortez, la parlamentare liberal di New York, mentre parlava a una veglia funebre tenutasi a Brooklyn per le vittime di El Paso e quelle di Dayton, Ohio. Corey Booker, senatore del New Jersey e candidato alla nomination democratica, ha fatto eco alle parole di Ocasio-Cortez, addossando anche lui la colpa a Trump poiché alimenta la paura e l’odio, invece di condannare la supremazia bianca. Julian Castro, però, ex sindaco di San Antonio e membro del cabinet dell’amministrazione di Barack Obama, ha detto che “l’unico direttamente responsabile” in questi sanguinosi episodi è l’individuo che ha sparato.Castro ha letteralmente ragione, ma il linguaggio incendiario di Trump si collega indirettamente (ma probabilmente anche direttamente) alle recenti stragi. Le informazioni finora venute a galla spiegherebbero la motivazione dell’individuo responsabile per la morte di 22 persone, additando a una matrice suprematista. Poche ora prima della tragedia, il killer avrebbe postato un manifesto in cui riprende il linguaggio anti-immigranti di Trump. Il manifesto, postato nello stesso sito di ultra destra usato dal killer responsabile per la morte di 50 musulmani in Nuova Zelanda, reitera “l’invasione” degli immigrati. Ci dice anche che lui si sente attaccato da questi stranieri e quindi vuole “difendere il suo Paese”. Accusa gli immigrati di volere rimpiazzare la razza bianca, idea anche caldeggiata dai suprematisti bianchi nelle vicende di Charlottesville del 2017 e parecchie altre stragi in cui giovani bianchi sono stati responsabili di sparatorie, causando la morte di decine di persone, in genere membri di gruppi minoritari.Il manifesto non si collega direttamente a Trump ma l’affinità con il linguaggio incendiario e pericoloso usato dall’inquilino della Casa Bianca deve essere valutata. Trump ha fatto uso di attacchi agli immigrati dall’inizio della sua campagna, avendola iniziata accusando i messicani di essere stupratori. In uno dei suoi tanti comizi il candidato Trump ha incoraggiato i suoi sostenitori a “prendere a botte” alcuni manifestanti, offrendo di pagare loro le eventuali spese legali. Un linguaggio retorico continuato nella sua presidenza come ci dimostra il più recente discorso a Panama City, in Florida. Parlando della situazione al confine col Messico, Trump si è riferito ai migranti dicendo che non “li lasceremo entrare”. Non si useranno armi da fuoco per fermarli anche se altri Paesi lo fanno, ha continuato il 45esimo presidente. “Come si fermano dunque?” ha domandato Trump al suo pubblico. La risposta immediata da alcuni sostenitori è stata di “spararli”.
Sarà coincidenza ma è proprio quello che ha fatto il killer della strage di El Paso. La scelta della città al confine col Messico non è stata casuale poiché l’80 percento della popolazione è formata da latinos, la maggior parte di origine messicana. Inoltre, 8 delle vittime della tragedia erano infatti cittadini messicani che avevano attraversato la frontiera per fare shopping a Walmart.Trump ha condannato, anche se debolmente, la strage di El Paso e anche quella di Dayton, Ohio, leggendo dal teleprompter che la “nostra nazione condanna il razzismo e la supremazia bianca”. Al di là del suo sbaglio “geografico” (ha detto che la strage era avvenuta a Toledo anziché di Dayton ), le parole del 45esimo presidente odoravano di falsità e incoerenza. Trump ha cercato di addossare la colpa delle stragi ai videogiochi e all’accesso di armi ai malati di mente. In ciò reitera il linguaggio della National Rifle Association (NRA) che le armi da fuoco non sono pericolose in sé ma i veri colpevoli sono le persone che premono il grilletto.I videogiochi e i malati di mente esistono anche in molti altri Paesi, i quali non subiscono queste stragi che in America sono divenute routine. La spiegazione dunque risiede nella disponibilità di armi da fuoco. Quando il linguaggio politico che demonizza alcuni gruppi etnici o razziali si fonde con il facile accesso ai fucili di assalto, si ottiene un clima letale.Trump però non è completamente responsabile per queste stragi, nemmeno quelle che si collegano almeno indirettamente alla sua retorica politica. Non ha nemmeno lui inventato l’idea degli immigrati come invasori che distruggono l’America. Patrick Buchanan, candidato presidenziale nel 1992 e 1996, ne aveva già parlato usando infatti la stessa espressione di “invasione illegale”. Trump l’ha definitivamente adottata e ampliata nella campagna elettorale e continuata durante la presidenza. In ciò lui ha ricevuto notevole sostegno dai media di destra, in particolar modo dalla Fox News. Già nel 2014, prima che Trump annunciasse la sua corsa alla presidenza, parecchi conduttori della rete di Rupert Murdoch, parlavano di immigrazione come “invasione”. Rush Limbaugh, il noto conduttore radiofonico conservatore, ha anche lui amplificato gli aspetti negativi degli immigrati, dicendo che si tratta di “un’invasione” che alla fine farà perdere l’identità all’America (vedi identità bianca). Ann Coulter, una delle star di Fox News, ha detto in un’occasione che bisognava “sparare questi invasori”.Un’analisi comprensiva del New York Times di questo linguaggio anti-immigranti promosso dai media di destra ha rilevato più di centinaia di esempi che si sovrappongono alle parole del manifesto del killer di El Paso. Trump ripete questo linguaggio e i media di destra lo riecheggiano, ottenendo un effetto cumulativo che non spiega fino in fondo queste stragi. Di certo però le alimenta, colorandole anche di legittimità con le parole incendiarie attualmente in auge nel linguaggio della Casa Bianca attuale.La scrittrice americana Toni Morrison, deceduta recentemente, nel suo discorso di accettazione del premio Nobel nel 1993, disse che “la lingua oppressiva va oltre la rappresentazione della violenza; è la violenza stessa”. Le parole vengono usate per tanti scopi dalle aziende per vendere prodotti e dai politici per convincere gli elettori e dunque contengono un forte peso. Trump dà l’impressione di non capire che le parole feriscono e a volte uccidono. In realtà lo capisce molto bene e continuerà a usare il suo solito linguaggio aggressivo perché lo considera la sua carta vincente.
Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California. Alcuni dei suoi articoli hanno vinto premi della National Association of Hispanic Publications.

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Al Meeting di Rimini: Sandra Sabattini, Solo Cose Belle

Posted by fidest press agency su martedì, 20 agosto 2019

Rimini. Trentacinque anni fa, il 2 maggio 1984, moriva in un incidente stradale Sandra Sabattini, una ragazza riminese appena 23enne. Affascinata già dall’età di 12 anni dal carisma di Don Oreste Benzi, ha dedicato la sua breve vita a poveri ed emarginati. Il 6 marzo 2018 Papa Francesco ha dichiarato Venerabile la giovane, che si avvia ora verso una probabile beatificazione.Proprio il Vescovo Francesco Lambiasi ha chiesto di allestire in città, durante l’annuale Meeting di Rimini, una mostra per far conoscere la figura di Sandra Sabattini ai 700.000 spettatori che ogni anno affollano la Fiera. La teologa Laila Lucci, autrice della biografia completa di Sandra, ne è la curatrice.La mostra dedicata alla Venerabile Sandra Sabattini sarà visitabile da domenica 18 a sabato 24 agosto nel Padiglione C3 della Fiera, in Via Emilia 155. Particolarmente significativa sarà la serata del 22 agosto, che nella Sala Neri alle ore 21 vedrà la proiezione del film Solo Cose Belle, alla presenza del regista Kristian Gianfreda. La commedia racconta il più conosciuto fra i frutti dell’operato di Don Benzi, così caro a Sandra: la vera casa famiglia, costituita da figure genitoriali autentiche impegnate per vocazione nell’accoglienza degli emarginati della società.

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Scuola: Precariato, ancora nessuna soluzione

Posted by fidest press agency su martedì, 20 agosto 2019

Anief lo aveva detto: i concorsi ordinari e straordinari non sono utili ai fini del superamento del problema del precariato. In Veneto, inoltre, il 70% dei posti è vacante e andrà dunque in supplenza, non dalle GaE, ma dalle graduatorie d’istituto a inizio anno, quando le scuole saranno già iniziate e si ripresenterà l’ennesimo balletto delle supplenze. Dunque, i ragazzi non avranno i docenti titolari l’11 settembre, quando inizieranno le lezioni, soprattutto per materie come matematica (A028) e italiano (A-12, A-22): i supplenti verranno chiamati dalla seconda e dalla terza fascia delle graduatorie d’istituto. Identico problema per il sostegno, poiché le graduatorie sono esaurite e gli alunni si vedranno affidare docenti non specializzati.Il precariato sembra destinato a non estinguersi: anche se quelli che giungono sono dati parziali, la maggior parte dei posti sembra essere vacante, quindi destinata a supplenti, mentre quasi tutte le GaE sono esaurite. In Veneto la situazione sembra molto seria: il contingente autorizzato è di 5.612. La graduatoria di merito del concorso 2016 è esaurita, tranne per qualche classe residuale; il 90% dei posti è stato assegnato alle province di Padova, Venezia, Verona e Treviso, mentre il 10% a Rovigo e Belluno. I numeri maggiori si ritrovano in lettere, con 712 posti autorizzati ma con gli aspiranti che sono 150 in meno, e in matematica, con 500 posti autorizzati e 127 a ruolo ad oggi. La situazione non va meglio per le lingue straniere per la scuola secondaria di primo e secondo grado (AB24, AB25, AD24, AD25, tutte esaurite), che andranno dunque a supplenza. E il sostegno? I problemi ci sono anche qui (ADMM, ADSS), con le graduatorie esaurite: il contingente autorizzato è di 458 per la secondaria di primo grado e 180 per la secondaria di secondo grado, per un totale di 638 posti, da conferire ai docenti della terza fascia d’istituto, non specializzati su sostegno. Dunque per la secondaria di primo e secondo grado, il sostegno, ancora una volta, sarà affidato a docenti non specializzati.Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, afferma che “il sindacato aveva previsto tale inghippo già in tempi non sospetti: i concorsi non risolvono alcun problema, bisogna estendere il doppio canale di reclutamento alle graduatorie d’istituto, riaprire le GaE, permettere a chi si è formato e specializzato di ricoprire il posto che gli compete. Se non si comprende ciò difficilmente la supplentite verrà superata”.

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Scuola: Le proposte di Anief al prossimo governo

Posted by fidest press agency su martedì, 20 agosto 2019

Il presidente nazionale dell’Anief, Marcello Pacifico: “Il nuovo esecutivo potrebbe fare tanto per la scuola, in particolare per adeguare l’organico di fatto a quello di diritto”
L’implosione del governo gialloverde mette a rischio alcuni provvedimenti relativi al comparto Istruzione. In particolare sono destinate a un nulla di fatto tutte le promesse relative all’accordo pre-elezioni europee dello scorso aprile fra il Ministero dell’Istruzione e le altre organizzazioni sindacali, a cominciare dagli aumenti di stipendio per il personale della scuola. Non tutto è perduto, però, nel senso che Anief rilancia le proprie proposte al prossimo esecutivo, di transizione, o di scopo nell’ambito di questa legislatura.Lo spiega nel dettaglio il presidente nazionale Anief Marcello Pacifico, in un intervento radiofonico a Italia Stampa: “Il prossimo esecutivo potrebbe fare alcune determinazioni, ad esempio per la riapertura delle GaE e il doppio canale di reclutamento, per consentire agli idonei dei vecchi concorsi di essere assunti nelle altre regioni e, in generale, per adeguare l’organico di fatto all’organico di diritto”

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Due mesi di paura e stenti nella provincia di Ituri, in RDC

Posted by fidest press agency su martedì, 20 agosto 2019

A due mesi dalle violenze che hanno costretto centinaia di migliaia di persone a fuggire dalle loro case nella provincia orientale di Ituri, nella Repubblica Democratica del Congo, un grave sottofinanziamento e la crescente insicurezza hanno reso un numero crescente di persone bisognose di assistenza umanitaria e hanno impedito il loro ritorno a casa.
Nelle ultime tre settimane di giugno soltanto, oltre 145.000 persone costrette a fuggire di recente hanno cercato sicurezza e assistenza nei campi per sfollati interni e rifugiati nella provincia di Ituri, mentre si stima che altre 215.000 persone siano fuggite in aree vicine. I numeri reali sono difficili da verificare, a causa delle difficoltà di accesso in alcuni luoghi e dell’ampia area da cui le persone sono fuggite. In migliaia hanno continuato a fuggire da allora, anche se con minore frequenza.A causa della continua violenza tra gruppi armati, molti hanno paura di fare ritorno a casa. Durante una recente missione nella città di Djugu per fornire assistenza, lo staff dell’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, ha trovato un villaggio vuoto dopo l’altro e innumerevoli case date alle fiamme e abbandonate.Le persone sono state costrette a trovare un rifugio ovunque ne avessero la possibilità. Alcune sono state accolte da altre famiglie. Molte sono state costrette a dormire all’aperto. Drodro, una città relativamente piccola, ha visto la sua popolazione triplicarsi in sole poche settimane, mentre le scuole locali e le chiese sono state trasformate in grandi, squallidi dormitori.Il nostro staff ha raccolto numerose testimonianze di persone che hanno perso i loro familiari. Alcune persone che avevano tentato di rientrare a casa per prendere cibo e beni di proprietà sono state uccise da gruppi armati come avvertimento agli altri di non tornare. E’ stata riscontrata una prevalente paura per il futuro.I bisogni più urgenti riguardano l’alloggio, l’acqua, i servizi igienici, le cure sanitarie e il cibo. A causa delle condizioni di sovraffollamento, le donne e le bambine sono ad alto rischio di violenza sessuale e di genere. Le scarse condizioni igieniche, dovute alla mancanza di acqua pulita e di latrine, aumentano il rischio della diffusione delle malattie.L’UNHCR sta fornendo assistenza nei campi per sfollati interni, dove sta costruendo capannoni collettivi di emergenza per le persone costrette a dormire all’aperto, e rifugi individuali per le famiglie più vulnerabili. Tuttavia, occorrono urgentemente dei rifugi nuovi per permettere di liberare le scuole prima che cominci il nuovo semestre all’inizio di settembre. Vengono forniti i beni domestici essenziali, ma il bisogno è di gran lunga superiore alle scorte attuali dell’UNHCR.I finanziamenti per questa crisi umanitaria rimangono ad un livello criticamente basso. L’UNHCR fa appello alla comunità internazionale di farsi avanti con ulteriori fondi e permettere alle organizzazioni umanitarie di fornire un’assistenza salvavita di base. Finora nel 2019 l’UNHCR ha ricevuto solo il 32% dei 150 milioni di dollari statunitensi richiesti per le sue operazioni.

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AM Best Places Credit Ratings of The Guarantee Company of North America

Posted by fidest press agency su martedì, 20 agosto 2019

AM Best has placed under review with positive implications the Financial Strength Rating of A (Excellent) and the Long-Term Issuer Credit Ratings of “a” of The Guarantee Company of North America (Toronto, Ontario, Canada) and its subsidiary, The Guarantee Company of North America USA (Southfield, MI), collectively referred to as the Guarantee Companies. These companies are wholly owned subsidiaries of Princeton Holdings Limited.
The Credit Rating (rating) actions follow the announcement that Intact Financial Corporation (Intact) has entered into an agreement to acquire the Guarantee Companies from Princeton Holdings Limited. The transaction is subject to customary closing conditions, including regulatory approvals in the United States and Canada, and is expected to close in the fourth quarter of 2019.The under review with positive implications status reflects the need for AM Best to further and fully assess the financial and operational impacts of the acquisition. In addition, the positive implications considers the successful track record that Intact has established with similar transactions in the past, and the benefits of operational synergies with Intact and its subsidiary companies. AM Best will continue to hold discussions with Intact and Guarantee Companies’ management and monitor the Guarantee Companies’ balance sheet strength, operating performance, business profile and enterprise risk management through the close of the transaction.

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Canadian Technology Company Uses UltiPro to Manage Global Workforce

Posted by fidest press agency su martedì, 20 agosto 2019

Ultimate Software, a leading global provider of human capital management (HCM) and employee experience solutions in the cloud, announced today that Pivot Technology Solutions, a full-service information technology provider, is using UltiPro to more effectively manage its human capital globally.Pivot is an industry-leading information technology services and solutions provider to many of the world’s most successful companies, including members of the Fortune 1000, as well as governments and educational institutions. The Toronto, Canada-based company has a significant presence in the United States, including in California, Georgia, and Texas, and employees in Ireland who oversee Pivot’s hardware-purchasing system for customers. The company launched UltiPro in 2012, and optimized its use of solution to facilitate the company’s global growth.“We are driving value on multiple levels by using UltiPro as our single source for employee data globally,” said Kim Larrimore, HRIS/payroll manager at Pivot. “Our Finance department has visibility into our entire enterprise, and we can create detailed financial reports related to global labor costs without having to merge separate data files. From an HR perspective, we have one system for all employee records, so we can quickly and accurately answer a question from an employee contacting us from anywhere in the world. In addition, we recently rolled out UltiPro Recruiting and UltiPro Onboarding worldwide so new hires are added electronically to the solution, regardless of location. For employees, everyone has the same people-centric, user-friendly experience—to access their HR information, view pay data, and manage benefits.” According to Larrimore, UltiPro’s unifying experience is especially critical for Pivot, not only because of the company’s international presence, but also because of the way workers are spread geographically within each country.

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Sheij Zakzaky regresa a su país al negársele tratamiento médico en la India

Posted by fidest press agency su martedì, 20 agosto 2019

El clérigo musulmán shií nigeriano Sheij Ibrahim al Zakzaky y su esposa regresarán a su país desde la India, donde viajaron con la vana esperanza de recibir tratamiento médico por las lesiones que habían recibido durante una brutal represión en su país.“Sheij Zakazky y Mallimah Zinat han declarado que regresarán a Nigeria en lugar de seguir siendo acosados y después de haberles sido negada la atención médica que requieren en la India”, informó el jueves la Comisión Islámica de Derechos Humanos (IHRC), con sede en Londres.La pareja dijo que Nueva Delhi les impidió contactar con su propio equipo médico, abogados, partidarios e incluso amigos a pedido del gobierno de Abuja.La casa del clérigo de 66 años, que es el líder del Movimiento Islámico en Nigeria (MIN), fue allanada en 2015 después de que el gobierno nigeriano alegara que sus partidarios habían bloqueado un convoy del ministro de Defensa del país. El movimiento rechazó categóricamente la acusación.Durante la redada, fue golpeado y perdió su ojo izquierdo. Su esposa sufrió heridas graves y tres de sus hijos y más de 300 de sus seguidores fueron asesinados.La pareja fue puesta bajo custodia después. Un tribunal nigeriano otorgó la fianza al clérigo musulmán la semana pasada para que pudiera volar a India para recibir tratamiento. Fueron escoltados al aeropuerto en medio de medidas de máxima seguridad.“Las acciones de las autoridades indias para facilitar el hostigamiento de la pareja a manos de los servicios de seguridad de Nigeria son extraordinarias”, agregó.Por su parte, fuentes del MIN dijeron que los agentes de seguridad nigerianos estaban coludiendo con agentes de seguridad extranjeros, que se cree que trabajan para el gobierno de EEUU.El MIN citó además a una fuente que dijo que antes de la llegada del jeque Zakzaky al Hospital Madenta de Nueva Delhi, funcionarios de la Embajada de EEUU en India habían “amenazado” a la gerencia del hospital para que no admitiera al clérigo. “Incluso cuando los médicos esperaban con entusiasmo recibir al Sheij para salvar su vida, agentes secretos estadounidenses amenazaron a los funcionarios del hospital para que no siguieran adelante con el tratamiento del Sheij en el hospital”, dijo el MIN. (by Libero.it)

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