Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Il consenso che forma la volontà degli elettori

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 agosto 2019

Stando agli eventi di questi ultimi anni, in tema di affari di politica, si ha netta l’impressione che la democrazia stia perdendo significato. L’humus profondo è dato dall’atteggiamento del corpo elettorale nel suo insieme e dal modo come percepisce i segnali che provengono da fatti e circostanze della vita che in qualche modo riguardano la politica e il suo modo di porsi al cospetto di tali circostanze. A volte sono paure che sanno d’antico come quella delle immigrazioni, le scorrerie dei barbari e le violenze che si accompagnavano e sembrano riaffacciarsi crudamente da qualche fatto di cronaca nera che coinvolge uno straniero.
Questi stati d’animo hanno una loro valenza se alla fine esprimono un consenso o un dissenso in chiave elettorale. Gli esperti lo definiscono in vario modo come consenso interiorizzato, che si fonda sui valori, in consenso accordo, che si fonda sugli interessi, consenso conformità che nell’indifferenza accetta di seguire il comportamento della maggioranza e consenso di necessità che è condizionato dalla paura. In quest’ultimo caso noi ci troviamo nella stessa condizione di chi alle grida manzoniane dell’untore va a caccia delle “streghe”. Risveglia in noi un sentimento irrazionale incontrollato e incontrollabile che in chiave politica significa esprimere un consenso senza riserve per chi sa attizzare il fuoco da sotto la brace con l’aggiunta di un ciocco.
La domanda che ci giunge spontanea è come si può uscire da questo circolo vizioso se non altro per evitare una nuova forma di “cesarismo”? A mio avviso occorrono iniezioni di certezze a partire dal sistema giudiziario che oggi si vorrebbe, per essere credibile nella percezione popolare, in un iter processuale in tempi brevi e con pene certe e non edulcorate da condoni e prescrizioni. Certezze anche nelle piccole cose come il rispetto del codice della strada.
Vi è poi, non secondo a nessuno, un aspetto culturale per una maggiore consapevolezza della natura e delle condizioni storiche delle diverse culture contro ogni utopia che tende a voler costruire un “mondo unico” attraverso uno sviluppo economico imposto dal di fuori. (Riccardo Alfonso)

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