Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Il discorso di Conte al Senato

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 agosto 2019

Ho colto l’occasione offertami dai media per ascoltare integralmente il discorso tenuto dal presidente del consiglio Giuseppe Conte al Senato. Non vorrei essere irriguardoso ma devo sinceramente ammettere che mi ha annoiato. Troppo serioso, troppo notarile, poco comunicativo e alquanto allusivo che, per i non addetti ai lavoro, dice poco o nulla. Forse perché ho sempre apprezzato un’oratoria di tipo diverso, più passionale, più partecipata, più diretta tanto da coinvolgere emotivamente l’ascoltatore. Penso ai politici del passato da Almirante a Nenni da Andreotti a Fanfani. Vi era anche il tipo “professorale” espresso da Aldo Moro e da altri tant’è che furono stimati per la loro dottrina ma non pienamente compresi dal grosso pubblico. Ciò che forse il prof. Conte ha poco valutato è che l’ascoltatore alla fine non ha preferito seguirlo ma si è rifatto al commento del cronista televisivo di turno e degli opinionisti della carta stampata che non sempre offrono un’interpretazione autentica.
E qui entriamo in un aspetto che, per chi parla in pubblico e sa di poter avere una platea di milioni di persone, non deve essere sottovalutato. Lo sapevano bene gli oratori del taglio di Andreotti che si facevano ascoltare con le loro ironiche battute sugli avversari e che non avevano bisogno di parole taglienti per metterli alla gogna. E mi riferisco, soprattutto, all’ironia bonaria del genere di chi dice alla domestica che si è lasciata sfuggire di mano il vassoio pieno di tazze: “Ma brava, hai fatto un bel lavoro.” Ma la mia riflessione si fa ancora più amara se considero che in Italia non abbiamo un vero leader e che ci dobbiamo accontentare di “capi popolo” alla Masaniello capaci al massimo di sollevare emotivamente le piazze ma non di presentare un progetto di ampio respiro e proiettato nel futuro e al tempo stesso compreso e condiviso dal popolo. Sono i classici politici che evocano i problemi esistenti ma si guardano bene dal risolverli dalla radice. Vivono il presente ma non riescono ad andare oltre il proprio naso. Non scendo nei dettagli per non farla troppo lunga ma lascio al lettore riflettere sull’argomento. (Riccardo Alfonso)

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