Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Sentirsi uguali ed esserlo

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 agosto 2019

Allorchè parliamo di democrazia dobbiamo anche chiederci quali sono i suoi contenuti distintivi e come misura i suoi successi e le sue sconfitte. A mio avviso è l’uguaglianza delle condizioni, in quanto sono alla base della libertà e della dignità della persona. E ancora per assicurarne il benessere, la crescita economica, la capacità di dare senso alla propria vita e la pienezza delle loro cittadinanza contro i rischi sempre in agguato di nuove sudditanze. E’ un cammino della società che non è solo insito nella vita politica ma si connatura nella società civile facendo nascere sentimenti ed usanze virtuose. E’ una virtù che identifico in un rapporto tra le persone più franco, solidale, partecipato al cospetto degli eventi della vita e in tutte le sue sfaccettature.
Esserlo modificando il proverbio pessimistico, derivato dall’Asinaria di Plauto “homo homini lupus” in “homo homini amicus” e creandone, ovviamente, l’identikit nella fattispecie pratica, nella vita quotidiana.
Il primo passo, a mio avviso, è quello di ridurre la diseguaglianza sociale accrescendo il sistema della tutela attraverso l’assicurazione dei diritti sociali oltre che di quelli politici ed individuali. Segue il rapporto tra utilitarismo e giustizia. Come dice John Rawls, lo stesso senso comune ci spinge a credere che “ogni membro della società possieda una inviolabilità fondata sulla giustizia o, come asseriscono alcuni, sul diritto naturale nel quale il benessere di qualsiasi altro individuo non può prevalere.” E’ un agire che deve assicurare la capacità di dare espressività concreta della dignità della persona altrimenti l’idea viene lasciata necessariamente astratta.
In tutto questo si connatura la società civile che non è semplicemente un qualcosa di residuale rispetto alla politica ma rappresenta, di per sé, una realtà ricca, articolata, differenziata che comprenda, tra l’altro, mondi vitali come la famiglia, insieme a organizzazioni legate a interessi come l’impresa. Il fine ultimo è nella sua logica conclusione: “Contribuire a rafforzare istituzioni indebolite dagli imponenti cambiamenti in atto, assicurare al lavoro, nelle sue nuove forme, una nuova legittimazione, la capacità di essere criterio di cittadinanza contro i rischi di precarietà se non di povertà di fasce crescenti di popolazione, reintrodurre tensione morale nella vita politica così come in quella economica.” (Riccardo Alfonso)

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