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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Una riflessione sulla crisi di governo in Italia e il voto degli italiani

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 agosto 2019

Tutti i Presidenti della Repubblica hanno sempre avuto chiaro che il ricorso alle urne prima della conclusione della legislatura quinquennale rappresenta un rischio per la democrazia. Se infatti dalle elezioni dovessero riprodursi rapporti di forza di poco differenti da quelli precedenti, ed ogni maggioranza fosse ancora traballante, che cosa dovrebbe fare un Presidente? ad indire una elezione dopo l’altra, esporrebbe il sistema democratico al gravissimo rischio dell’avvitamento. Ebbene, nel caso attualmente in corso la situazione appare del tutto lontana da un simile rischio. E’ vero che abbiamo votato appena 15 mesi fa, ma oggi sta accadendo quello che nella storia della Repubblica non se era mai verificato. Da eventuali nuove elezioni non ci aspetteremmo solo qualche aggiustamento, qualche percento in più o in meno per questo o quel partito. Quello che si prospetta è un vero e proprio terremoto politico: un gigantesco ribaltamento di forza quale mai si è verificato nella storia della Repubblica italiana. Quello che era il primo partito italiano, i 5 Stelle, col 33% dei parlamentari, tracrollerebbe al terzo posto, col 17%, letteralmente dimezzando i propri eletti. Tutt’al contrario, quello che era il terzo partito italiano, la Lega, che aveva il 17% dei parlamentari, diventerebbe il primo partito, andando a più che raddoppiare i propri consensi, con punte che sfiorano il 40%.
Attenzione, pur di fronte ad un terremoto elettorale di queste dimensioni, del tutto nuovo ed inusitato, il Presidente della Repubblica ha comunque il dovere di cautelarsi di fronte alla possibilità che il sisma abbia breve durata, per cui dovrebbe indire ulteriori elezioni per aggiornare il parlamento alle volatilità delle simpatie politiche degli italiani. E’ vero, questa possibilità è reale, ma è un rischio di tipo diverso dal precedente. Pur comprendendo il Presidente della Repubblica nel caso in cui individuasse comunque una maggioranza nel Parlamento, restiamo però convinti che il primario dovere del Massimo Responsabile della Repubblica sia quella di assicurare una politica ed un connesso parlamento che rappresenti il sentire politico della maggioranza del paese. In assenza di rischi di avvitamenti, il Presidente non dovrebbe temere di nominare un governo tecnico per la gestione delle nuove elezioni.
L’accusa mossa dal Vicepresidente del Consiglio Di Maio all’altro Vicepresidente Salvini di aver tradito, di essere stato sleale, risulta del tutto insensibile ed irriguardosa verso il sistema democratico. Il giovane Di Maio non si è ancora reso conto del terremoto politico che sta vivendo l’Italia. In quale altro Paese, quale altro politico, di fronte ad una esplosione di consensi e ad un ribaltamento dei rapporti di forza politici tanto clamorosi non avrebbe chiesto, legittimamente e costituzionalmente, di andare alle urne, di aggiornare il Parlamento al nuovo sentire politico degli italiani?
Ho sin dall’inizio provato simpatia per il prof. Conte, che assicurava una professionalità dirittuale che certo i due vicepresidenti non potevano vantare. Ho seguito ed apprezzato il suo lavoro silenzioso e risolutivo, per cui sono rimasto molto male quando ho ascoltato i suoi due interventi finali in cui ha abbandonato ogni diplomazia, persino ogni savoir fair politico e si è scagliato contro il vicepresidente Salvini con ogni argomento possibile, persino con strafalcioni costituzionali. E arrivato a dichiarare “ho io il coraggio che non ha Salvini…”. Evidentemente come il Di Maio anche il Conte non si è accorto di quello che è successo nel Paese. Detto quanto sopra riguardo alla logicità costituzionale e politica dell’operato di Salvini, accusare un capopartito di aver agito per “interesse personale”, di “interesse di parte” significa aver una idea di partito francamente preoccupante, come se un partito non fosse lo strumento per concorrere alla determinazione della politica nazionale che la Costituzione proclama. Trattare un partito come una proprietà personale, e come un corpo estraneo agli interessi nazionali è sconcertante. Se così si esprime un esperto di diritto, che ne capiscono gli altri parlamentari? Sconcertante, veramente sconcertante … Senza dire che se c’è una parte che si è mossa per difendere discutibili interessi di partito, questo è il 5 Stelle, dato che si è furiosamente preoccupato di difendere un Parlamento ormai obsoleto nei suoi fondamentali rapporti di forza. Perché il trasparente e corretto presidente del Consiglio si preoccupa in modo tanto furioso di mantenere un Parlamento che non rappresenta più il Paese? È questo il livello della sua sensibilità democratica? Che gli dispiaccia l’interruzione, capiamo, ma che distorca, come ha fatto, il corso delle cose fa preoccupare. Ormai anche i più ostinati benpensanti dovrebbero aver capito il gioco. Glielo ha persino spiattellato la ideologizzata capitana tedesca della Sea Watch dichiarando dopo la sua scarcerazione: “ho concluso la mia missione..abbattere il muro” italiano. Conclusione? Sì, ci interessa salvare naufraghi, ma poi li strumentalizziamo per fare politica… La nuova vicenda della Open Arms ripete in tutto e per tutto la strumentalizzazione di poveri disgraziati fatta dalla Sea Watch. Salvano naufraghi e poi li “scagliano” contro l’Italia. E’ vero? Ecco la prova: se le due navi avessero portato subito i salvati in porti sicuri ed aperti, non avrebbero ridotto allo stremo i naufraghi, esigendo poi ipocritamente il loro sbarco in Italia… Quando la Spagna ha dichiarato disponibilità ad inviare una nave militare per trasbordare i salvati dalla Open Arms e portarli in Spagna, è spuntato il pubblico ministero di Agrigento, che ha fatto sbarcare tutti in Italia, col risultato che l’equipaggio ha intonato “bella ciao”. Il mondo cambia ad una velocità supersonica, i comunismi hanno dichiarato bancarotta, ma è rimasto solo il nordcoreano, i fascismi sono lontano di un secolo, e noi pensiamo di risolvere i problemi cantando “bella ciao”? (By Fausto Carratù Associazione “Popolo Sovrano”)

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