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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Scuola: Comitato di ds chiede la mobilità straordinaria

Posted by fidest press agency su domenica, 25 agosto 2019

Un gruppo di neo presidi scrive alle massime cariche istituzionali, sottolineando contraddizioni e iniquità delle immissioni in ruolo, fra obbligo – per la metà dei vincitori – di lavorare in un’altra regione, blocco triennale e centinaia di reggenze. Pacifico: “Una causa sacrosanta, una battaglia comune. Il nostro sindacato è al fianco dei ds appena nominati, li assistiamo dal punto di vista formativo e legale”Il recente concorso per dirigenti scolastici e la distribuzione dei neo ds nelle varie regioni italiane continuano a far notizia. Inevitabile, se si pensa che dei 2.900 posti a concorso saranno immessi in ruolo da settembre solo i primi 1.984 della graduatoria di merito, mentre in 916 dovranno attendere che lo stesso destino si compia nei due anni successivi. E se si pensa che soltanto la metà dei 1.984 vincitori ha ottenuto di lavorare nella regione di prima scelta.Per mettere in luce contraddizioni e ingiustizie di questa fase iniziale delle immissioni in ruolo si è appena costituito un gruppo, “Neo Dirigenti Scolastici per la Mobilità Straordinaria”, le cui osservazioni collettive, pubblicate da TuttoScuola, sono state inviate all’attenzione delle massime cariche istituzionali, il presidente della Repubblica Mattarella, il presidente del Consiglio Conte – dimissionario ma operativo per gli affari correnti – e il ministro dell’Istruzione Bussetti.Nella missiva si sottolineano i «giorni di profonda amarezza e angoscia» e i dubbi dei ds «costretti a scegliere tra ciò che si è tanto rincorso attraverso mesi di intenso studio e una drastica rinuncia. Nell’assegnazione dei vincitori, infatti, oltre la metà dei neo DS sono stati destinati a occupare sedi lontane dalla propria regione, sparse in tutto il territorio nazionale. La procedura selettiva appena espletata ha avuto inizio dunque con una situazione del tutto anomala in Campania, con zero posti a concorso, e con pochi posti messi a concorso in Sicilia e nel Lazio, a fronte di un numero cospicuo di candidati vincitori. Ne è risultata un’onda anomala di assegnazioni fuori regione». Un’amarezza che si aggrava, a fronte di oltre cinquecento reggenze conclamate. Non possiamo nascondere la sofferenza legata al dilemma se trasferirsi lontano dal proprio luogo di vita e di lavoro, lasciando a centinaia di chilometri figli, mogli, mariti e, in diversi casi, parenti con gravi disabilità, e l’essere tristemente depennati dalle graduatorie, rinunciando così all’occasione professionale, per cui tanti sacrifici sono stati affrontati nel corso degli ultimi anni».

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