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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Scuola: Il ministro Bussetti ha fallito su tutta la linea

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 agosto 2019

Con la fine del Governo gialloverde e le consultazioni dei leader politici da parte del Capo dello Stato, si chiude uno delle più buie gestioni dell’istruzione italiana, con il mondo della scuola che non a caso “saluta Bussetti senza rimpianti”: a spiegarne i motivi, con tanto di “numeri di un fallimento annunciato”, è la stampa specializzata, che descrive il personale scolastico “profondamente deluso dalla gestione del ministro leghista, tra progetti di autonomia differenziata e carenza di soluzioni concrete per l’annoso problema del precariato”. È notizia di queste ore che solo in Veneto ci sono quasi 8 mila cattedre destinate ai precari, di cui 2.284 di sostegno. Secondo il presidente Anief Marcello Pacifico, “il ministro leghista Marco Bussetti non ha attuato nemmeno una delle disposizioni prioritarie da noi presentate, peraltro oggettivamente attuabili senza oneri particolari, e ora si appresta ad abbandonare il palazzo di Viale Trastevere lasciando in eredità un numero inaudito di cattedre scoperte nel Paese con il record di precari, dei concorsi ordinari e straordinari in alto mare, i corsi abilitanti rivolti al personale che ha svolto almeno 36 mesi di servizio mai partiti, degli stipendi indegni. Secondo noi, nemmeno impegnandosi di buona lena, si sarebbe potuto fare peggio”. Il nuovo esecutivo è ancora tutto da definire, ma il toto-ministro dell’Istruzione è già partito. Come ha scritto il quotidiano ‘Italia Oggi’, il Movimento 5 Stelle, ora, aspirerà ad occupare la poltrona del dicastero di Viale Trastevere, raccogliendo una scomoda eredità. Ancora incerto il destino del decreto salvaprecari, si prospetta un inizio anno scolastico particolarmente difficile: potrebbero essere più di 30mila le cattedre che non verranno assegnate, su 53.627 autorizzate, si sfioreranno le 200 mila supplenze, oltre 50 mila di sostegno andranno in deroga, si ricorrerà massicciamente agli incarichi attraverso candidati che hanno semplicemente presentato la “messa a disposizione”, col paradosso che in altre province ci sono tanti precari storici anche abilitati che invece non ottengono alcuna supplenza.

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