Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Archive for 28 agosto 2019

La “Divina Commedia” della NoGravity Dance Company a Trapani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 agosto 2019

Giovedì 29 agosto, ore 21.30, al Teatro Giuseppe Di Stefano, arriva la NoGravity Dance Company. Dalla trilogia di Dante, in scena “Divina Commedia, dall’Inferno al Paradiso”, uno spettacolo mozzafiato in cui i danzatori sfidano le leggi gravitazionali in straordinarie immagini che sorgono dal buio. Un’esperienza in cui tutto appare come in sogno, dalla portentosa porta degli inferi, architettura di corpi in mutazione perpetua, alle circonvoluzioni sussultorie dei dannati che si scuotono nell’aria, alle leggere e suadenti poesie visive del paradiso, simbolo di bellezza e armonia. Il teatro dell’incredibile per antonomasia vi invita ad un viaggio dell’anima. Lo spettacolo è organizzato dall’Ente Luglio Musicale in collaborazione con la NoGravity Dance Company. Creazione e regia di Emiliano Pellisari Coreografia di Mariana Porceddu Cast 6 danzatori acrobati Musiche world, ethnotech, classical. Sarà possibile acquistare i biglietti al Botteghino dell’Ente Luglio Musicale Trapanese, sito in Viale Regina Margherita, 1 (all’interno della Villa Margherita), dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle 16.30 alle 19.30), o un’ora prima dell’inizio dello spettacolo oppure online sul sito http://www.lugliomusicale.it. Costo biglietti: € 15,00

Posted in Cronaca/News, Mostre - Spettacoli/Exhibitions – Theatre | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Nomina Presidente dell’Istituto Nazionale di Urbanistica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 agosto 2019

Camerino Il prof. Michele Talia, docente della Scuola di Architettura e Design “E. Vittoria” dell’Università di Camerino, è stato nominato Presidente dell’Istituto Nazionale di Urbanistica (INU), il più importante e prestigioso centro studi di edilizia, di pianificazione territoriale e urbanistica e di protezione dell’ambiente. Il prof. Talia è professore ordinario di Urbanistica ed è referente del curriculum di Urbanistica del Dottorato di Ricerca in Architettura e Design. In precedenza ha svolto attività di ricerca presso il Centre for Environmental Studies di Londra e il Dipartimento di Pianificazione dell’Università di Roma La Sapienza. Iscrittosi all’Inu subito dopo la laurea, è stato Presidente dell’Inu Lazio dal 1997 al 2006 e membro della Giunta Esecutiva dell’Istituto dal 2007 al 2011. L’attività svolta in campo urbanistico come ricercatore e docente ha riguardato una pluralità di tematiche generali e di questioni specifiche, che spaziano dalle trasformazioni delle metropoli europee alla evoluzione degli strumenti della pianificazione strategica, e dalle prospettive di applicazione della rigenerazione urbana allo studio dei fenomeni socio – economici e spaziali associati all’aumento della polarizzazione della ricchezza. Membro del Comitato Scientifico di Urbanistica, è autore o coautore di numerose monografie – tra cui La metropoli e il piano (1990), La pianificazione del territorio (2003), Fondamenti di governo del territorio (2009) e La rigenerazione urbana alla prova (2015) – e ha pubblicato oltre 200 saggi ed articoli in volumi e riviste scientifiche italiane e straniere. “Sono estremamente soddisfatto – ha dichiarato il prof. Talia – per questo nomina, che rappresenta non soltanto una gratificazione personale, ma anche un importante riconoscimento per l’intera comunità universitaria. Si tratta di una carica importante ed impegnativa e nel corso del mandato è mia intenzione avviare una serie di attività ed iniziative volte a riportare l’urbanistica al centro delle principali sfide che il Paese sarà chiamato ad affrontare nei prossimi anni”.“Questa nomina – ha sottolineato il Rettore Unicam Claudio Pettinari – unitamente a quella del prof. Favia di poco tempo fa, ci riempie di orgoglio perché rappresenta anche un importante riconoscimento della qualità e dell’eccellenza della ricerca e dei ricercatori del nostro Ateneo”.

Posted in Università/University | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

“Sicilia Doc Night”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 agosto 2019

Venezia Villa degli Autori, Lungomare Guglielmo Marconi, 56 giovedì 5 settembre, ore 21:30 si terrà una serata con il corso di Cinema Documentario della Sede Sicilia del Centro Sperimentale di Cinematografia diretto da Costanza Quatriglio. “Sicilia Doc Night” segna l’inizio di una collaborazione tra il corso triennale di Regia del Documentario della Scuola Nazionale di Cinema, diretto a Palermo da Costanza Quatriglio, la Sicilia Film Commission e le Giornate degli Autori.
Dalle 21.30 si alterneranno proiezioni e testimonianze di allievi, ex allievi, registi e professionisti del cinema che lavorano ogni giorno affinché la Scuola sia un luogo di sperimentazione di linguaggi e approcci differenti, di sguardi plurali sul mondo e sulla contemporaneità. Saranno presentati i trailer dei film di diploma degli allievi Silvia Miola, Andrea Vallero e Camilla Iannetti e le esercitazioni di secondo e primo anno di corso, degli allievi Filippo Foscarini e Beatrice Perego, ed infine la Ginko Film, società di produzione fondata dagli ex allievi del CSC di Palermo Chiara Andrich, Andrea Mura e Giovanni Pellegrini. Hanno assicurato la loro presenza il Presidente del CSC Felice Laudadio, il Direttore Generale Marcello Foti, il Preside della Scuola Nazionale di Cinema Adriano De Santis, l’Assessore al Turismo Sport e Spettacolo della Regione Siciliana Manlio Messina, il Dirigente Generale del Dipartimento Turismo Sport e Spettacolo della Regione Siciliana Lucia Di Fatta, il Direttore della Sicilia Film Commission Alessandro Rais, il Direttore della Sede Sicilia del CSC Ivan Scinardo e alcuni dei docenti.La Sede Sicilia del CSC – Scuola Nazionale di Cinema è sostenuta dalla Regione Siciliana, Assessorato al Turismo, Sport e Spettacolo, Sicilia Film Commission, nell’ambito del programma Sensi Contemporanei.Con il sostegno del Comune di Palermo.
Il bando per partecipare alle selezioni per il corso triennale di Regia del Documentario della Scuola Nazionale di Cinema scade il primo ottobre 2019.
Per conoscere il programma e i docenti del corso:
http://www.fondazionecsc.it/news.jsp?ID_NEWS=3636&areaNews=158&GTemplate=sc_home.jsp

Posted in Cronaca/News, Mostre - Spettacoli/Exhibitions – Theatre | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Perchè odiare Colombo?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 agosto 2019

Nell’agosto del 2017 ci siamo trovati di fronte alla storica decisione del Comune di Los Angeles di abolire il Columbus Day perché, secondo loro, “celebra il genocidio delle popolazioni native commesso dal navigatore genovese”, oggi siamo di fronte ad una risoluzione della National Education Association (NEA) che propone di sostituire il Coumbus Day con l’Indigenous People’s Day, per celebrare i nativi americani. Si tratta dell’ennesimo attacco alla memoria di Colombo e dell’Italian cultural heritage, un attacco che parte da lontano, dal 1992 a Berkeley, in California, e pian piano sta conquistando varie città americane e quattro Stati, che hanno messo in soffitta i festeggiamenti in onore dell’uomo che scoprì l’America per celebrare gli indiani americani che ivi vivevano al suo arrivo. Si tratta di una rimozione culturale che non possiamo accettare, di un revisionismo storico che viene negato dai fatti proprio perché la scoperta dell’America da parte di Colombo ha cambiato il corso della storia. Tuttavia, alcuni gruppi liberals hanno abbracciato la teoria che dipinge Colombo come un sanguinario che maltrattò la popolazione indigena e mira a dare spazio agli indigeni nella vita culturale americana. Non è attraverso la rimozione del Columbus Day che si valorizzano le diversità, pertanto si può benissimo individuare un altro giorno per celebrare l’Indigenous people’s Day, così come afferma l’“Italian American ONE VOICE Coalition” (IAOVC) che ha lo scopo di tutelare il patrimonio culturale italiano negli Stati Uniti e combattere i pregiudizi e le discriminazioni contro gli italoamericani. Siamo tutti chiamati a difendere la nostra eredità culturale e la figura di Cristoforo Colombo quale simbolo della nostra Comunità in America, convinti che tra 50 anni, probabilmente, il revisionismo storico nei confronti di Cristoforo Colombo avrà perso la sua ragion d’essere. La verità sarà manifesta a tutti e l’odio che si sta riversando verso la figura di Colombo svanirà di fronte alla forza della ragione. Negli ultimi anni, l’America è stata scossa da polemiche sui simboli della sua storia e nella lotta tra suprematisti bianchi e attivisti dei diritti civili si è venuta a toccare anche la figura di Colombo che ha un significato che va ben oltre i conflitti interni americani. Colombo, come ho scritto nella mozione che ho presentato in Parlamento per difendere il Columbus Day, “è simbolo di relazione tra l’Italia e gli Usa e una rimozione di questa figura dalla memoria storica del popolo americano certamente non va incontro ai propositi di buona collaborazione e ai sentimenti di forte amicizia che i due Paesi nutrono reciprocamente”. Lo spirito di intrapresa che animava Colombo e che anima ancora molti italiani che decidono di lasciare la madrepatria e i luoghi di origine nella speranza di un futuro migliore da costruire con le proprie mani e impegnando le proprie energie migliori, accomuna la cultura italiana e quella americana. Questo spirito è più forte di ogni formalismo o di volontà di rimozione. Occorre ritornare a ciò che ci accomuna e creare occasioni per rafforzare l’identità e i valori comuni.Convinta della necessità di mantenere vivo il Columbus Day, per difendere il quale, mi sono battuta costantemente durante il mio mandato parlamentare, invito gli italiani sensibili alla celebrazione della Giornata di Colombo a supportare l’iniziativa della Italian American ONE VOICE Coalition che si oppone alla risoluzione anti Colombo della National Education Association (NEA).
Il nome di Colombo è sinonimo di operosità e soprattutto di conoscenza, quella conoscenza dalla quale non possono prescindere le società moderne. Fcciamo in modo che il Giorno di Colombo resti a testimoniare che lo spirito di avventura e la sete di conoscenza possono aiutare ancora l’America ed il mondo a cercare quel “punto oltre” che porta allo sviluppo e ad un futuro migliore!”

Posted in Estero/world news, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Scuola: Parte la caccia al supplente

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 agosto 2019

Nell’a.s. 2018/19 oltre 10 mila cattedre vacanti furono conferite, come supplenza annuale, ad aspiranti senza alcuna esperienza pregressa: i dirigenti scolastici, d’altro canto, non possono fare diversamente, quando tutte le graduatorie risultano esaurite, e procedere con quella che qualcuno ha ribattezzato come un ritorno alla “chiamata diretta”, perché si tratta di procedure attuate senza regole definite e legate alle singole necessità delle scuole. Ma perché nel Paese con più precari al mondo e con tanti supplenti abilitati all’insegnamento e già selezionati, si ricorre agli aspiranti neofiti?Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Pur di lasciare chiuse a doppia mandata le GaE e di non dare possibilità di spostare, a domanda, i vincitori dei concorsi 2016 e 2018 nelle regioni con i vuoti da coprire, e di non attuare una graduatoria nazionale da cui attingere all’occorrenza, si butta il bambino con l’acqua sporca. Si è arrivati a creare una situazione di posti vacanti, privi di titolare, che non ha precedenti nella scuola italiana. Con l’aggravante che la maggioranza di queste cattedre libere verranno assegnate a supplenti alle prime armi. L’assurdo, quindi, è che il Miur scarica sui presidi i risultati deficitari frutto della sua mala-gestione: è una situazione grave, che si ripercuoterà negativamente sull’offerta formativa”.A pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico entra nel vivo la caccia al supplente. Sarà una vera impresa, perché si tratterà di sistemare almeno la metà delle 53.627 nomine a tempo indeterminato andate deserte, i circa 20 mila posti liberatisi a seguito dell’anticipo pensionistico Quota 100, i 50 mila e oltre posti in deroga su sostegno, decine di migliaia di cattedre nascoste in organico di fatti e altri quasi 20 mila posti liberi su disciplina comune nemmeno richiesti per le immissioni in ruoli. L’esercito di posti vacanti e disponibili da coprire, visto che si potrebbe a sfiorare quota 200 mila, per come è male organizzato il sistema di copertura previsto dal Miur, porterà al paradosso di lasciare a casa tanti docenti precari abilitati all’insegnamento; mentre affiderà decine di migliaia di cattedre ad aspiranti neo-laureati o senza esperienza alcuna.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Scuola: Diplomati magistrale, ci risiamo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 agosto 2019

Se salta il decreto salva-precari, addio anche alla piccola “ciambella di salvataggio” che lo scorso mese di luglio il governo aveva predisposto per i 50 mila docenti con diploma magistrale rimasti intrappolati a seguito della doppia sentenza negativa della plenaria del Consiglio di Stato: per evitare il danno del licenziamento connesso a quello dell’abbandono della scuola dove sono in servizio si era infatti predisposta la proroga bis della conferma dei contratti sottoscritti a inizio anno scolastico, per scongiurare anche un danno alle scuole, alla didattica e agli alunni del primo ciclo scolastico, che in corso d’anno si sarebbero ritrovati senza il loro maestro. E parallelamente un altro concorso riservato. Solo che si trattava di palliativi, non di soluzioni.Marcello Pacifico, presidente Anief: “Non si comprende per quale motivo lo Stato continui a voler tenere distanti le situazioni di fatto dalle ragioni del diritto, mantenendo vive mega-vertenze nei tribunali d’Italia e d’Europa. Perché non servono più soluzioni transitorie o prese di posizione assunte solo per salvare la faccia o lavarsi le mani. Questi docenti, che non sono più ragazzi poiché diplomati fino al lontano 2002, vanno immessi nei ruoli dello Stato, a partire da chi ha svolto oltre 36 mesi di supplenze. Come arrivare a ciò lo abbiamo indicato: vanno confermati prima di tutto gli oltre 7 mila docenti già assunti, ma nei ruoli e non sulla supplenza. Gli altri vanno stabilizzati, trovando un canale che li affranchi dalla seconda fascia d’istituto. Non può essere di certo l’ennesimo concorso, l’ennesima procedura riservata, che produrrà l’ennesima graduatoria, con la stragrande maggioranza di maestri precari che si ritroveranno ancora una volta costretti a farsi valutare, graduare e poi a rimanere in perenne attesa. È un film visto. A questo punto spetta all’esecutivo che verrà voltare pagina e dire basta a una delle ingiustizie più cruente della scuola pubblica italiana”.Stanno ancora una volta vivendo giorni di ansia i tanti maestri con diploma magistrale rimasti “appesi” alle decisioni del governo di turno. “Si tratta di docenti assunti in ruolo con riserva da GaE (a partire dal 1° settembre 2019 ma anche precedentemente), che sono in attesa della sentenza definitiva di merito – scrive oggi Orizzonte Scuola. Sentenza che – sulla base di quanto sentenziato dalla Cassazione – verosimilmente sarà negativa, rendendo quindi nulla l’assunzione con riserva”.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

La Val di Pejo dedica una settimana ai suoi agricoltori

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 agosto 2019

Peio (TN) Mercati contadini, fattorie didattiche, gare tradizionali, sfilate di mucche fra le vie del borgo, pranzi e cene a tema, visite guidate. Chi vive nei centri urbani sottovaluta troppo spesso quanto sia cruciale l’apporto del mondo contadino per mantenere vivi i territori montani ed evitarne, oltre allo spopolamento, anche la perdita di biodiversità, dei saperi tradizionali e il dissesto idrogeologico. E quanto dalla vitalità nei campi delle aree montane dipenda anche la produzione di molte delle materie prime che finiscono nelle nostre tavole.Per questo, il Comune di Peio in collaborazione con il Consorzio Turistico Pejo 3000 e l’Azienda per il Turismo della Val di Sole, Peio e Rabbi ha deciso di organizzare anche quest’anno dall’8 al 15 settembre prossimi la Festa dell’Agricoltura, inserita nel più ampio Cheese FestiVal di Sole.Il programma che comporrà l’edizione 2019 è davvero fitto: oltre 30 appuntamenti in 7 giorni. “A fare da filo conduttore – spiega Angelo Dalpez, sindaco di Peio – è la volontà di celebrare, nelle forme più diverse, i tradizionali mestieri di montagna. Vogliamo riuscire a trasmettere ai nostri ospiti la cultura e i valori delle nostre genti, attraverso colori, sapori e profumi”.Ogni giorno sono ad esempio previste escursioni fra le malghe alla scoperta sia dei saperi che i contadini si tramandano da generazioni per costruire il corretto rapporto tra uomo e natura, sia dei segreti dell’attività agricola montana: dalla mungitura degli animali alle proprietà delle erbe di alta quota.Due saranno poi gli appuntamenti assolutamente da non perdere. Entrambi nel borgo di Cogolo, nel pomeriggio del 15 settembre: alle 14.30 si terrà la tradizionale Desmalgada. Un appuntamento quasi sacro per le comunità locali perché celebra il ritorno nelle stalle delle mucche, al termine dell’estate. Gli animali vengono quindi fatti sfilare lungo le strade del paese, agghindati a festa con corone di fiori e foglie, accompagnati dalle musiche dal Corpo Bandistico della Val di Pejo.Al termine della sfilata, verrà dato il via al Palio delle Frazioni: appuntamento da non perdere perché permette di scoprire, sotto forma di gioco, la tradizionale vita nelle valli alpine. Nel palio, i concorrenti sfideranno le loro abilità nello svolgere gli antichi mestieri montani: sfalcio dei prati, corsa con i sacchi, segagione e pelatura dei tronchi, palo della cuccagna, tiro alla fune, mungitura delle vacche.Il programma completo della Festa dell’Agricoltura è disponibile sul sito http://www.visitvaldipejo.it/

Posted in Viaggia/travel | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Il futuro dell’assistenza è nelle micro-équipe tra medico e infermiere di famiglia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 agosto 2019

Il futuro del Servizio sanitario nazionale e quello di un’assistenza a misura di cittadino, è nella multi-professionalità: ogni figura, ogni professionista della salute in questo gioca un ruolo essenziale e importantissimo perché il castello della salute sia stabile e indistruttibile e abbia come suo apice gli assistiti e il loro assoluto benessere.
In questo ogni professionista è una carta importante, senza la quale il castello inesorabilmente crolla.
Il vero male sta nella mancanza di una educazione sanitaria tale da far capire alle persone che si devono affidare con fiducia a chi è formato per assisterli, senza autodiagnosi e ‘assistenza fai-da-te’, per evitare pericolosi errori che portano a diagnosi ritardate, a un’assistenza spesso incompleta e a un ricorso improprio al pronto soccorso. Si dovrebbe quindi dare più spazio a educazione sanitaria e prevenzione e in questo ormai da anni gli infermieri sono in prima linea e offrono la loro professionalità e la loro vicinanza continua con i cittadini”.
“Poi, seconda evidenza importantissima – ricorda la presidente FNOPI – su cui la nostra Federazione ha puntato con forza negli ultimi mesi, è la realizzazione omogenea su tutto il territorio nazionale dell’infermiere di famiglia e comunità, presente oggi sia nelle bozze del Patto per la Salute in discussione con le Regioni e che deve essere portato al più presto al termine, sia anche in alcuni disegni di legge presentati in Parlamento che non si devono perdere nelle pieghe della crisi. L’infermiere di famiglia è un vero e proprio welfare manager dove il medico di famiglia è il clinical manager dei pazienti perché dopo la giusta diagnosi e la scelta della migliore terapia il paziente ha assoluta necessità di essere seguito, guidato e aiutato nei suoi bisogni di salute con un approccio proattivo e trasversale, prerogative queste della professione infermieristica”.
“L’infermiere di famiglia a fianco al medico di famiglia – spiega – realizza con questo vere e proprie micro-équipe sul territorio che sono davvero a fianco del paziente, ciascuno con il suo ruolo nel rispetto delle singole professionalità”.
“Ora le azioni da compiere con urgenza – conclude Mangiacavalli – sono quella di sistematizzare sia l’attività del medico di famiglia, come sta avvenendo nella revisione della convenzione nazionale, sia l’istituzione dell’infermiere di famiglia, che nelle Regioni benchmark ha già dimostrato, come anche illustrato ampiamente a Rimini proprio dalle stesse Regioni, la sua importanza e la sua efficacia, ottenendo risultati eccellenti in un nuovo modello di assistenza che per la mutata epidemiologia della popolazione, sempre più anziana e caratterizzata da patologie croniche, tutti sanno essere quello del futuro”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

In Amazzonia incendi e deforestazione vanno di pari passo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 agosto 2019

Quest’anno il 75 per cento dei focolai si è verificato in aree che nel 2017 erano coperte dalle foreste e che successivamente sono state deforestate o degradate per lasciare spazio a pascoli o aree agricole. Negli stati di Rondônia e Pará, ad esempio, gli incendi mostrano chiaramente l’avanzata dell’agricoltura industriale nella foresta, spesso per far spazio a pascoli per il bestiame e colture, soia in particolare, destinate alla mangimistica.
Dei 6.295 focolai registrati tra 16 e il 22 agosto, il 19 per cento si è verificato in aree naturali protette, il 6 per cento delle quali appartengono a diversi Popoli Indigeni.
“Le fiamme che stanno consumando l’Amazzonia non sono un problema solo per il Brasile, ma per l’intero Pianeta. Con l’aumentare degli incendi, infatti, aumentano anche le emissioni di gas serra, favorendo ulteriormente l’innalzamento della temperatura globale e, conseguentemente, il verificarsi di eventi meteorologici estremi che rappresentano un grave pericolo per la fauna selvatica e la vita di migliaia di persone. Agire per porre fine alla deforestazione dell’Amazzonia deve essere un obiettivo globale e un obbligo per chi guida il Paese” dichiara Marcio Astrini, di Greenpeace Brasile. “Gli incendi che stanno devastando l’Amazzonia stanno distruggendo l’immagine del Brasile a livello internazionale. Perfino il settore agroindustriale ha ammesso che le politiche anti ambientaliste del governo possono causare danni economici. Nel frattempo, Bolsonaro non ha annunciato alcuna misura concreta per combattere la deforestazione”. La distruzione delle foreste è una delle principali cause del cambiamento climatico e della massiccia estinzione delle specie a cui stiamo assistendo, oltre ad essere spesso associata alla violazione dei diritti umani. Come è stato ribadito a inizio mese dall’IPCC (Gruppo Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici), proteggere le foreste è fondamentale per affrontare la crisi climatica che stiamo attraversando.

Posted in Estero/world news | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Rientro scuole: Come spendere meno e meglio per libri e materiali vari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 agosto 2019

Si avvicina il rientro a scuola e, per chi non avesse ancora provveduto, soprattutto per i libri, ci sono buone possibilità di risparmiare qualcosa: basta informarsi.
Per i libri, le percentuali di sconto rispetto ai prezzi di copertina, con l’acquisto complessivo, possono arrivare anche al 20/30.
Quindi, prima di procedere all’ordine occorre fare un giro di confronto sui tre luoghi in cui abitualmente vengono acquistati i libri: librerie, shopping online, grande distribuzione (supermercati).
Librerie. E’ più raro trovare chi pratica degli sconti, visti i margini risicati di guadagno degli esercenti. Ma alcune preferiscono ridurre al lumicino questi margini perché comunque, quantità e fidelizzazione del cliente, in qualche modo fa loro tornare i conti. Specialmente la fidelizzazione per l’acquisto dei materiali scolastici che non siano libri, materiali che possono essere scelti tra ampie opzioni di qualità e prezzi che talvolta è difficile trovare in altri luoghi.
Shopping Online. Innegabilmente rimane il metodo più economico per i libri, oltre alla possibile praticità (la consegna a domicilio, ma attenzione che quando i corrieri non trovano in casa nessuno, per andare a ritirare questa merce spesso bisogna mettere in conto un trasferimento in estrema periferia urbana dove, abitualmente, questi corrieri hanno la loro sede). Con questa forma di acquisto occorre fare attenzione alle date di consegna che, per alcuni testi possono essere anche molto il là, magari anche a dopo che la scuola è iniziata; quindi va valutato se queste date corrispondono ai propri interessi, considerando che non è detto che una data oltre l’apertura della scuola possa essere di per sé negativa, dipende dalla materia a cui si riferisce il testo e da quando le lezioni di questa materia cominceranno realmente. Per gli altri materiali, l’economicità va attentamente valutata rispetto ad esigenze di qualità e varietà.Grande distribuzione (supermercati). A metà tra quanto accade in libreria e l’online, con l’aggiunta positiva (tipica della grande distribuzione) che i prezzi possono essere simili, se non inferiori, all’acquisto online. Occorre quindi fare attenzione ai tempi di consegna, nonché ai luoghi della stessa consegna – talvolta questi centri commerciali fanno consegne a domicilio (da valutare, ovviamente, anche rispetto alla propria presenza in casa negli orari di consegna). Un piccolo problema di scelta limitata può esserci, tranne casi particolari di centri commerciali ad hoc, per la scelta dei materiali non-libri.
Un consiglio in generale sui materiali non-libri. I ragazzi sono molto volatili e seguono le mode. Per cui, per esempio, anche se magari comprare tutti i quaderni (e non solo) necessari per l’anno scolastico in un’unica soluzione presenta innegabilmente un risparmio (tempo e, talvolta, anche denaro), può succedere di ritrovarsi poi a fine anno con dei materiali che “avanzano” e che difficilmente i ragazzi mostreranno intenzione di usare, riusare o riciclare: perché, nel corso dell’anno scolastico, è stata scoperta o è sopraggiunta una moda che se non hanno quello specifico quaderno o penna, si sentono “male”, cioè emarginati rispetto ai loro compagni e al cosiddetto trend. L’eventuale costo aggiuntivo di un quaderno o di una penna rispetto a quello iniziale, è poco significativo rispetto a ritrovarsi con oggetti messi nell’angolo e, sostanzialmente, buttati. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Monitor dei Mercati Emergenti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 agosto 2019

A cura di Nikolay Markov, Senior Economist di Pictet Asset Management. I Paesi dell’Europa centrale stanno resistendo alla debolezza dell’eurozona mostrando robusti tassi di crescita. Qual è il motivo e in che modo gli investitori possono trarne beneficio? Le economie dei Paesi dell’Europa centro-orientale sono riuscite a generare tassi di crescita sorprendentemente robusti e sembrano essersi disallineati dal rallentamento dell’eurozona. La loro resilienza può essere attribuita a un’incoraggiante domanda interna, trainata dal credito al consumo. Per quanto ancora potrà durare il boom e in che modo possono beneficiarne gli investitori? Gli aspetti da considerare sono tre.
1. Mercato del lavoro solido. Condizioni del mercato del lavoro molto solide con tassi di disoccupazione a livelli minimi record e una forte crescita dell’occupazione che stanno alimentando la spesa al consumo (si vedano le Fig.2 e Fig.3 sotto riportate). Ciò si è tradotto in una forte crescita dei salari nominali in tutti quanti i Paesi CEE4: dal 7,1% della Repubblica Ceca al 21,6% della Romania – in forte contrasto con il 2,4% dell’eurozona.
2. Dai salari all’inflazione dei prezzi al consumo. Anche la seconda parte del canale di trasmissione, dai salari all’inflazione dei prezzi al consumo, si è materializzata nei Paesi CEE4, diversamente da quanto successo nell’eurozona. Entrambi i tassi di inflazione primaria e core sono saliti (si veda il grafico sotto riportato).
3. Banche centrali. Con maggiori pressioni inflazionistiche, si prevede che le banche centrali metteranno in campo ulteriori misure per contenere l’inflazione. Tuttavia, finora questo è stato il tassello mancante del puzzle, ad eccezione della Repubblica Ceca e, entro certi limiti, della Romania. L’esempio più preoccupante è la Romania, in cui l’inflazione è salita oltre la fascia obiettivo (si veda la Fig.7 sopra riportata, a destra), dopo che la banca centrale ha avviato il percorso di normalizzazione della politica monetaria lo scorso anno, ma ha poi fermato il programma di restringimento monetario.Gli investitori nelle economie dei Paesi CEE4 dovranno presto fare attenzione alla normalizzazione della politica monetaria, giustificata da condizioni interne positive che si trasmettono a una risalita dell’inflazione core. L’eurozona avrebbe desiderato di trovarsi in questa condizione, mentre si trova all’estremità opposta dello spettro. Ciononostante, gli investitori devono anche prestare attenzione ad alcune economie a rischio, per via dell’aumento dei debiti delle partite correnti, di finanze pubbliche in deterioramento e di un debito pubblico in crescita. Questo è in particolare il caso di Romania e Ungheria.La crescita trainata dai salari dei Paesi CEE4 li ha ampiamente immunizzati nei confronti del rallentamento dell’eurozona. Riteniamo che ciò offra opportunità di investimento, soprattutto sul fronte azionario.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Le curiosità sullo spazio più digitate in rete

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 agosto 2019

Lo spazio è da sempre uno degli argomenti in grado di suscitare enorme interesse, nonché moltissimi interrogativi. Ad oggi, l’uomo conosce solo una piccola parte dell’universo, che si pensa sia in continua espansione e composto da una moltitudine di galassie. Sono in molti, dunque, scienziati e comuni cittadini, ad interrogarsi su cosa ci sia lassù e sulla possibilità di altre forme di vita. Alcuni affermano di aver visto degli alieni o che vivano tra di noi. Ma quali sono le curiosità più diffuse? SEMrush, piattaforma SaaS per la gestione della visibilità online, ha svolto una ricerca per individuare quali siano le ricerche online più frequenti fatte dagli italiani riguardo l’universo e la vita oltre il nostro pianeta. Queste sono le risposte alle 10 curiosità sullo spazio più digitate in rete dagli italiani.
Cosa mangiano gli astronauti nello spazio? L’assenza di gravità provoca anche assenza di fame. Creare dei pasti sani, nutrienti e gustosi è, in realtà, una cosa abbastanza complicata. Per questo, il cibo degli astronauti è creato da ingegneri alimentari degli Space Food System Laboratories della NASA, rispettando rigidi parametri, che sono continuamente all’opera per individuare soluzioni innovative per migliorare l’alimentazione delle persone in orbita. Tutto il cibo che va nello spazio con gli astronauti deve, ovviamente, essere già cucinato e pronto per essere consumato.
Cosa fa una donna incinta nello spazio? Al momento nessuno è stato nello spazio mentre si trovava in stato interessante. Esiste una startup olandese che vorrebbe inviare in orbita terrestre una donna incinta in procinto di partorire per far nascere il primo bambino nello spazio in condizioni mediche speciali.
Come si dorme nello spazio? Il passaggio dalla notte al giorno è un argomento poco interessante per gli astronauti, che in un giorno vivono 16 albe e tramonti. In media, ogni astronauta dorme circa 6 ore al giorno, in zone chiamate Tranquillity, con un sacco a pelo ancorato al muro.
Come si fa pipì nello spazio? Gli astronauti usano una specie di tubo che la aspira e la invia in una macchina che provvede a riciclarla in acqua potabile.
Quanti anni abbiamo per salvare il pianeta? Secondo l’ultimo rapporto dell’Ipcc, abbiamo solamente 12 anni per salvare il pianeta. La situazione di oggi ci potrebbe portare in un futuro in cui la temperatura media globale aumenterà di 1,5° C entro il 2040. Se si vorrà evitare tale aumento è necessario diminuire le emissioni di gas ad effetto serra, incrementare la quota di rinnovabili nel mix energetico globale, abbandonare il carbone e aumentare la superficie forestale globale.
Che pianeta sei? Tanti adorano i test, scoprire che pianeta sei è anche un ottimo momento per rilassarsi e scoprire qualcosa in più dei pianeti del nostro sistema solare.
Quando la luna è buona per i funghi? Si dice che “A settembre pioggia e luna son dei funghi la fortuna”, ma è vero che la luna influisce sulla crescita dei funghi? Purtroppo, non c’è un’argomentazione scientifica che mostri una correlazione fra le fasi lunari e la comparsa dei funghi.
Quando arriveranno gli alieni sulla terra? Arthur Clarke, autore del libro 2001: Odissea nello spazio diceva: «Esistono due possibilità, o siamo soli nell’Universo o non lo siamo. Entrambe sono ugualmente terrificanti». Visto che noi non sappiamo se esiste o meno la vita o, per meglio dire, altre forme di vita oltre alla nostra, non possiamo essere sicuri dell’arrivo degli alieni sulla Terra oppure se, come sostengono alcuni, siano già tra di noi.
Cosa vogliono gli alieni dagli esseri umani? La risposta segue la domanda precedente: non siamo sicuri di essere soli, né abbiamo la certezza della presenza di alieni nelle altre galassie, per questo è impossibile sapere cosa vogliano esattamente.
Chi sono i rettiliani in Italia? I rettiliani sulla Terra è uno degli argomenti più discussi di oggi. Ci sono anche delle teorie e delle regole su come individuare eventuali esseri di questa specie infiltrati tra di noi. Secondo le query, coloro che sono maggiormente sospettati di essere rettiliani sulla Terra sono la Regina Elisabetta (1300), Justin Bieber (1200), Barack Obama (720) e George W. Bush (380). In Italia, non sono ancora state individuate delle persone sospettate di essere dei rettiliani.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

L’uso prolungato del cellulare può generare disturbi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 agosto 2019

Dati recenti stimano in numero di 5 le ore al giorno di utilizzo (netta prevalenza come strumento di navigazione in rete e subito dopo come messaggistica) dello smartphone. «Questo uso intensifica – spiega Giovanni Battista Tura, responsabile di Psichiatria dell’Irccs Fatebenefratelli di Brescia – l’accelerazione fra intenzione e azione, fra richiesta e soddisfacimento della stessa. Positivo, tutto ciò, per alcuni versi, negativo se non ci consente più di filtrare, attendere, decidere, procrastinare, rimandare, sostanzialmente “pensare”. E poi, la pretesa che i nostri interlocutori siano sempre disponibili, “on line”; la pretesa – di fatto – che i nostri tempi siano i loro. Ancora, la velleità che attraverso sintetiche chat si dirimano questioni fondamentali, a volte centrali del nostro esistere e delle nostre relazioni. Pensiamo poi a quanto questo strumento, sempre ovviamente in un uso disequilibrato fino al patologico, consenta di mettere in scambio solo una porzione filtrata, virtuale e non onnicomprensiva di noi, con il rischio di false identità non realmente rappresentative di noi. Ricordiamo però che questo è quello che riceviamo anche dai nostri interlocutori, generando quindi relazioni parziali e artificiose. Ovviamente questi possono diventare i presupposti per percorsi di sofferenza psichica di diversa natura: se l’artificiale sostituisce il reale, quando poi il reale ti interpella con le sue istanze complete, se non sei allenato, scappi, vai in ansia, ti deprimi. Un circolo vizioso, in cui causa ed effetto si mescolano, in cui determinanti e risultato si confondono». Questo discorso diviene primario per gli adolescenti «perché si sommano due variabili che diventano fattori di moltiplicazione: da un lato l’elevata fruizione di questo strumento tipico della fascia adolescenziale, dall’altro il delicato e fragile percorso di identificazione e di adultizzazione in corso, in cui ogni variabile in campo ha un valore specifico elevato, e più queste variabili sono disequilibranti, innaturali edecontestualizzate con il fisiologico crescere, più sono a rischio di generare malessere e reali disturbi», conclude Tura.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Gli ebrei le vittime ideali del furore antisemita

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 agosto 2019

Il nuovo nazionalismo, secondo Maurras, aveva bisogno di un nemico interno visibile e l’antisemitismo in Germania, più dell’anticomunismo, rappresentava l’agnello sacrificale ideale. Hitler n’era conscio anche perché avrebbe potuto rendere un favore ai grossi interessi industriali e manovrieri della classe dirigente tedesca la quale mal digeriva l’accesso alle leve di comando, finanziarie, economiche e politiche degli ebrei.
La domanda, a questo riguardo, che spunta naturale è il chiedermi perché questi poteri occulti, che reggevano le sorti del mondo economico tedesco, avevano pensato ad Hitler? Un pittore mancato, un fallito negli studi, un semplice caporale nell’esercito imperiale tedesco, durante la prima guerra mondiale, un fannullone che non aveva mai voluto esercitare un mestiere regolare, come poteva diventare un capo capace d’imporsi come dittatore?
Eppure aveva straordinarie attitudini. Era un oratore trascinatore e agitatore di folle, un regista d’enormi e accuratissime messe in scena, un abile stratega politico e diplomatico e persino un “genio militare” almeno fino alla campagna di Russia. Il suo irrazionalismo, spinto fino alla follia, e l’astuzia freddamente coltivata, costituivano la miscela che lo rendeva organicamente grande. Tuttavia non sarebbe mai giunto al potere senza l’appoggio interessato delle classi dominanti. Vinse la sua battaglia elettorale con 14 milioni di voti, pari al 37% del suffragio complessivo e il suo partito divenne maggioranza grazie alla divisione degli altri.
Oltre alla classe dominante aveva dalla sua i ceti medi proletarizzati dall’inflazione, i sette milioni di disoccupati della grande crisi economica e, sul piano internazionale, poteva contare sull’anticomunismo delle classi dominanti, le divergenze correnti tra le democrazie, il neo-pacifismo e l’anacronismo della divisione del vecchio continente in stati nazionali. Su questo vuoto egli riuscì ad inserirsi e a diventare la lunga mano di un atroce destino per tutta l’umanità.
In Hitler riecheggiava la voglia di riscatto da parte di quella classe borghese e della nobiltà industriale che uscirono malconce dalla prima guerra mondiale. In lui vi era la consapevolezza d’essere l’unico uomo capace di restituire all’Europa il suo primato nel mondo. Così si formarono le coscienze verso quell’avventura bellica che ha segnato per sempre uno dei momenti più tristi per tutta l’umanità. Il tutto incominciò in una maniera quasi irreale. (Riccardo Alfonso)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

La guerra nata in sordina e nuove strategie militari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 agosto 2019

Dal 1° settembre del 1939 al 10 giugno del 1940 trascorsero ben 284 giorni di “non belligeranza”, non solo per l’Italia, se escludiamo l’attacco tedesco alla Norvegia avvenuto solo il 9 aprile del 1940 e la guerra russo-finlandese scoppiata il 30 novembre del 1939.Fu proprio all’alba del 10 giugno del 1940 che si comprese appieno cosa avrebbe significato scatenare una guerra mondiale con tecniche militari innovative e con l’uso strategico d’armi e di mezzi ancora poco digeriti dagli stati maggiori militari francesi e britannici. Pensiamo alla mobilità delle truppe, all’uso massiccio di carri armati e degli aerei. Fu la data che scatenò un volume di fuoco senza precedenti e con ritmi impressionanti. L’offensiva, a occidente iniziò, infatti, con una guerra lampo che portò le truppe della Wehrmacht, in poco tempo, a sfilare con i suoi carriaggi per le vie di Parigi e a prendersi beffa della linea Maginot aggirandola. Cosa ci insegna tutto questo? Senza dubbio che i nostri padri disponevano di una visione statica della società dove la tradizione impediva la nascita di un pensiero nuovo che non riguardava di certo solo la logica delle strategie militari ma interessava il mondo della cultura e ancora di più la consapevolezza che i tempi stavano mutando. (Riccardo Alfonso)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Come hanno vissuto gli italiani alla vigilia della seconda guerra mondiale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 agosto 2019

In quei giorni di quiete, che precedettero la bufera, gli italiani li spesero in interminabili discussioni tra gli anglofili Ciano e Badoglio e i tedescofili Graziani e Farinacci e con l’aperto appoggio del giornale fascista della Capitale “Il Tevere”, denominato significativamente “l’oro del Reno”.
Già l’Italia, a ben considerare, si era sottratta all’abbraccio Germanico con l’invasione della Polonia, nel settembre del 1939, venendo meno al “patto d’acciaio” il cui testo dell’accordo non ammetteva dubbi in questo senso. Prolungare tale indecisione avrebbe finito con il causare una rappresaglia militare da parte dei tedeschi.
Si era usciti dalla prima imbarazzante situazione inventando il concetto di “non belligeranza”, da sostituire a quello di neutralità, per evitare, com’era già accaduto nel 1914, l’accusa di tradimento. Nel frattempo Mussolini, con una lettera inviata a Hitler, si disse disposto a entrare in guerra anche subito “se la Germania gli avesse inviato immediatamente le forniture militari e le materie prime di cui l’Italia aveva bisogno”. Si trattava di una dotazione in pratica impossibile da ottenere. Si chiedevano sei milioni di tonnellate d’acciaio, due milioni di petrolio, un milione di rame, sette milioni di tonnellate di legno ed ancora gomma, zinco, tungsteno, zirconio, titanio, piombo e nichelio per un totale complessivo di 17 milioni di tonnellate. Una fornitura che Hitler non poteva onorare per “ragioni tecniche”, ma nello stesso tempo mostrò di condividere, almeno temporaneamente, la non belligeranza italiana. In tutto questo periodo non mancarono delle “punzecchiature” da parte tedesca.
A Dresda, durante un pranzo in onore degli italiani, un’esponente nazista se ne uscì con il dire: “La Germania più ancora dei nemici, deve guardarsi dagli amici che la tradiscono”. In un’altra occasione il vicesindaco tedesco di Praga, Pfitzner, annunciò che nello “spazio vitale” della Germania figuravano Trieste e tutta la valle Padana. Poi si aggiunse la questione dell’Alto Adige dove la popolazione appariva propensa ad entrare a far parte del Terzo Reich. In tal senso i tedeschi si preparavano a compiervi un vero plebiscito. Intanto la non belligeranza dell’Italia si stava trasformando in un grosso affare. Dalla Francia giungevano commesse per l’industria italiana, le quotazioni in borsa salivano alle stelle e i transatlantici viaggiavano “pieni come uova” e a prezzi raddoppiati. Nel frattempo crebbe anche il partito “interventista”.
Il Re continuava a ripetere: “Gli assenti hanno sempre torto e, probabilmente, pensava alla poderosa macchina da guerra allestita dai tedeschi e alla sua capacità di imporre una pace durevole in Europa con una vittoriosa “guerra-lampo”. Lo stesso Re colse la prima occasione per consegnare al maresciallo Goering il Collare dell’Annunziata, la decorazione sabauda che autorizzava, chi la portava, a considerarsi cugino del sovrano. (Riccardo Alfonso)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

L’entrata in guerra dell’Italia vista dagli storici e dai memorialisti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 agosto 2019

L’Italia partecipa, come c’è dato di capire, a una guerra di dimensioni continentali quasi per gioco o per puro capriccio e per calcolo: la possibilità di sedersi da vincitore al tavolo della pace senza sparare un solo colpo di cannone. Su questa difficile alleanza di Paesi e d’uomini furono scritti numerosi libri o interi capitoli d’opere illustri. Penso al diario di Ciano il cui resoconto si rifà agli anni 1937/1943 (editore Rizzoli), alle memorie del Maresciallo Alexander (1940/45 – editore Garzanti) e a quelle di Winston Churchill (editore Mondadori) e alle attente analisi degli storici Jeans Petersen, Basil H. Liddel Hart, Alan John P. Taylor, Elisabeth Wiskemann, Grigore Gafencu e alle rievocazioni settoriali d’Ugoberto Alfassio Grimaldi, di Gherardo Bozzetti, di Silvio Bertoldi, d’Antonio Bragadin e di Mario Cervi e a queste elencazioni dovrei aggiungere molti altri autori e opere che, per ragioni di spazio, non cito.
In tutto questo fiume di scritti e di rievocazioni frammisti a passione e a un misurato equilibrio tipico dello storico, si analizzano fatti e circostanze, sentimenti e calcoli che hanno attraversato la mente degli uomini nel bene e nel male.
Un insieme d’accurati e dettagliati resoconti nell’intento di darci una spiegazione logica, anche cercando di cogliere le reazioni a “caldo”, forse irrazionali, contraddittorie e inspiegabili, dei comportamenti dei protagonisti, dei comprimari e della stessa opinione pubblica in senso lato.
Tutti costoro venivano a volte sospinti verso una condotta autolesionista di cui erano coscienti pur accettandone, diremmo fatalisticamente, le conseguenze. Proprio su quest’aspetto si cerca oggi di pervenire a un chiarimento per intendere cosa può averci sospinti verso la più grande tragedia di tutti i tempi. In effetti, i momenti della storia che contrassegnarono quel tempo non erano impregnati solo dall’idea di conquista e di dominio, ma anche dal desiderio di forgiare un popolo, una razza, di renderla ad esempio luminosa per gli altri, per coloro che per ragioni geografiche e di natali ne erano estranei e potevano esserne solo degli stupiti osservatori.
Posso quindi soffermarmi all’idea del fascismo che si stava maturando nelle nostre coscienze partendo da particolari a volte insignificanti prima di cedere il passo al crepitio delle armi. Mi riferisco a una ben diversa guerra combattuta in Italia. S’incominciò con l’obbligo di dare il “voi” in luogo dell’odiato “lei” e si continuò a farlo per molte altre cose. Ricordo, ad esempio, che il mio primo libro alle elementari era corredato da tantissime fotografie di figli della lupa e di balilla. C’erano il re, il duce, il Papa e molte frasi elogiative sul fascismo e sui personaggi della storia che diventavano “tanti guerrieri che brandivano l’acciaio”. (Riccardo Alfonso)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Gli italiani cosa pensavano dell’interventismo militare dei fascisti?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 agosto 2019

Secondo il parere di Guido Leto, capo dell’OVRA, la polizia segreta italiana, il paese nel 1939 era quasi unanimemente contrario a un’avventura bellica, ma non così nella primavera del ‘40 quando l’opinione pubblica fu presa da un ossessionante timore di arrivare tardi nel dividere la torta della spartizione europea. Dall’esitazione si passò, poi, alla fretta tanto che lo stesso Hitler scrisse a Mussolini pregandolo di spostare la dichiarazione di guerra già prevista per il 31 maggio 1940.
Su tale circostanza vale la pena soffermarsi. Il periodo indicato dall’inconsapevole Mussolini non si conciliava con quello della nuova offensiva segreta che i tedeschi stavano per scatenare contro il tentennante esercito francese perciò era necessario uno slittamento senza, per altro, rivelarne le ragioni. Se poi scartiamo il cinque, il sei e l’otto giugno per il solo fatto che furono i tedeschi a proporre tali giorni, non restavano che il 7, il 9 ed il 10. La prima data fu esclusa perché cadeva di Venerdì, il nove perché era domenica e, quindi, restava solo il 10. A dire il vero il numero preferito da Mussolini era l’undici martedì, ma come si sa “né di Venere né di Marte non si sposa né si parte” e… tanto meno si fa la guerra! Ma tra il 10 e l’undici subentrò una furbesca soluzione: il primo giorno bastava limitarsi alla dichiarazione di entrare in guerra e il successivo per dare inizio alle ostilità. Taluni propendono nel credere che la scelta del 10 giugno, derivasse dal fatto che il giorno prima terminava il giro d’Italia con la nascita di una nuova stella nazionale: Fausto Coppi.
Per un bartaliano, come Mussolini, era un evento tristissimo che si aggiungeva a quello della domenica precedente con la conquista dello scudetto di calcio dell’Ambrosiana-Inter. Osserva Arturo Colombo: “Mussolini, parlando proprio il 10 giugno dal balcone di Palazzo Venezia, l’aveva definita, con perentoria sicumera, “l’ora delle decisioni irrevocabili”. In realtà ha ragione Gaetano Salvemini, quando afferma che l’intervento italiano in guerra appare come “il risultato dei capricci, delle incongruenze, delle incapacità e delle manie pubblicitarie e buffonesche di un uomo”. Persino i tedeschi se ne stupirono e lo stesso ammiraglio Canaris, capo dei servizi segreti germanici, sguinzagliò i suoi uomini a Roma per capire il vero motivo che aveva indotto gli italiani a una siffatta rapida iniziativa.
Quando gli assicurarono che nella pentola italiana non bolliva nessun secondo fine scosse la testa incredulo e sbottò: “si vede che gli italiani sanno custodire i loro segreti meglio dei tedeschi”. Così veniamo ad un’amara considerazione. (Riccardo Alfonso)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Il vocabolario di “guerra” degli italiani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 agosto 2019

In una disposizione del Ministero della Cultura Popolare del 25 maggio del 1940 si impartirono precise istruzioni sulla terminologia da usarsi nei riguardi dei nostri alleati vietando l’uso del termine “tedesco” per usare quello di “germanico”. Storicamente per noi italiani il termine “tedesco” aveva preso una connotazione tutt’altro che positiva, dai “tedeschi lurchi” di Dante alla “tedesca rabbia” di Petrarca e così via attraverso i secoli. Anche i titoli dei giornali si adeguarono: La battaglia di Francia fu dominata dalla “valanga d’acciaio tedesca” e prendono il sopravvento “l’offensiva germanica”, “il maglio germanico”, “la massa dei germanici vittoriosi”, ecc. Alla fine ci si accorse che fare indigestione di “germanesimo” stona alquanto quindi s’impose una rettifica e si dispose: d’ora in poi la parola “germanici” va usata nella proporzione del 70% rispetto al 30% di quella di “tedeschi”. Si scelse di chiamare la città russa Pietroburgo, in luogo di Pietrogrado, giacché la prima sapeva più di tedesco: “burg”. Ciò non impedì ai cronisti, durante le sfortunate vicende della campagna di Russia, di riportare la città al suo precedente nome di Leningrado e di Stalingrado. I velivoli divennero, riesumando una parola antica di D’Annunzio, “L’ala tricolore”. Poi si esaltarono gli “stuka” riduzione della parola tedesca (Stu(rzka(mpfflugzeuge)” ovvero “aeroplano da combattimento in picchiata”, i “Panzer” da “Panzer(wagen)”. Questa parola, per la cronaca, entrò nel lessico tedesco nel ‘500: si tratta della “panciera”, cioè la targa corazzata che protegge la pancia del guerriero. Poi in italiano la parola si …. smilitarizzò! Il “blitz” (blitzkrieg) divenne sinonimo di “guerra lampo” e i governi che si rifugiavano a Londra essendo i loro paesi invasi dai tedeschi furono irrisi come “governi-fantasma”.
Si fece poi uso e abuso d’espressioni quali: entusiasmo travolgente, mobilitazione totalitaria, vittoria folgorante, schieramento possente, avanzata irresistibile, folla oceanica, insopprimibile anelito, decisioni storiche, storico discorso, evento di portata storica ecc.
Resta abbastanza sintomatica la circostanza che dal 1943 nei bollettini di guerra scompaia la parola “nemici” per sostituirla con quella di “avversari”. (Riccardo Alfonso)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

La vita degli italiani durante la seconda guerra mondiale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 agosto 2019

Nel 1940, scrive Giulia Borghese in un suo servizio sul Corriere della Sera dell’otto giugno del 1980, una famiglia milanese di sette persone (padre, madre, nonna e tre bambini) di cui il più grande faceva la prima elementare, e la donna di servizio fissa, per campare spendeva in un mese (quello di maggio per la precisione) £.4136,45 di cui 1367,20 per il vitto e 1689,65 per la casa.
Il salario della donna era di 160 lire, la luce e il gas costavano 213 lire, 21 il chilo la fesa di vitello, 24 il burro, 11,80 l’olio, cinque lire l’etto il caffè, 360 la fattura di un abito da uomo, un paletot di mezza stagione ne costava 700, ci volevano 200 lire per un paio di pantaloni di flanella, 65 per una dozzina di fazzoletti di lino, 35 per la tintura di un tailleur e sempre 35 per la pulitura delle volpi bianche. Una gardenia costava 3,60, le pantofole dei bambini sette lire, due il sapone, 12,50 una dozzina d’uova, 7,25 un chilo di zucchero, tre lire un biberon e una peretta di gomma. Intanto se gli uomini rispondevano all’appello della mobilitazione generale e si recavano al fronte, dopo un breve addestramento, spettava invece alle donne rimaste a casa a rimboccarsi le maniche per affrontare la vita con questa nuova emergenza che si chiamava guerra. Cominciava così per le italiane una nuova vita di coraggioso arrangiarsi. Venne persino utile – scrive la Borghese – quella pubblicazione rurale che era “L’agenda della massaia rurale”. Da essa s’insegnava come trasformare un angolo di giardino in pollaio, come si poteva essere econome nei mangimi, come si allevavano i pulcini, fra bottiglie di acqua calda e cuscini di piume e poi come si uccidevano i polli, si allevavano i conigli e si conservavano le pelli.
Come si economizzava sul combustibile, come si preparava il sapone, con la potassa caustica e il grasso non salato, come infine si seminava l’orto di guerra piantando cavoli e indivia al posto della petunia e aglio e pomodori al posto della verbena e delle dalie”
Ci s’ingegnava, persino, nel fare la marmellata con i petali di rosa e come si conservavano le uova per l’inverno. E ciò che non si sapeva, o non si riusciva ad apprendere, s’inventava.
Si scuoteva forte la panna dentro una bottiglia per formare, dopo un po’, meravigliose palline di burro e si mettevano i sali tamerici di Montecatini a bollire, in un bacile di rame ben stagnato, per formare degli splendenti cristalli di sale.
Le ultime vacanze la famiglia milanese sfollata le faceva ai bagni “Ro-Ro” di Fiumetto, mentre la mamma ricordava l’ultima gita all’estero, nel luglio del 1939, a Ginevra.
L’orizzonte si restringeva al paese, alla famiglia, all’orticello di guerra, dove si cercava di far crescere persino il tabacco. Un’operaia scrisse: “Mentre i nostri fratelli soldati combattono da prodi noi lavoriamo in silenzio come voi volete (al Duce) per la Patria e la Vittoria”. (Riccardo Alfonso)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »