Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Il vocabolario di “guerra” degli italiani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 agosto 2019

In una disposizione del Ministero della Cultura Popolare del 25 maggio del 1940 si impartirono precise istruzioni sulla terminologia da usarsi nei riguardi dei nostri alleati vietando l’uso del termine “tedesco” per usare quello di “germanico”. Storicamente per noi italiani il termine “tedesco” aveva preso una connotazione tutt’altro che positiva, dai “tedeschi lurchi” di Dante alla “tedesca rabbia” di Petrarca e così via attraverso i secoli. Anche i titoli dei giornali si adeguarono: La battaglia di Francia fu dominata dalla “valanga d’acciaio tedesca” e prendono il sopravvento “l’offensiva germanica”, “il maglio germanico”, “la massa dei germanici vittoriosi”, ecc. Alla fine ci si accorse che fare indigestione di “germanesimo” stona alquanto quindi s’impose una rettifica e si dispose: d’ora in poi la parola “germanici” va usata nella proporzione del 70% rispetto al 30% di quella di “tedeschi”. Si scelse di chiamare la città russa Pietroburgo, in luogo di Pietrogrado, giacché la prima sapeva più di tedesco: “burg”. Ciò non impedì ai cronisti, durante le sfortunate vicende della campagna di Russia, di riportare la città al suo precedente nome di Leningrado e di Stalingrado. I velivoli divennero, riesumando una parola antica di D’Annunzio, “L’ala tricolore”. Poi si esaltarono gli “stuka” riduzione della parola tedesca (Stu(rzka(mpfflugzeuge)” ovvero “aeroplano da combattimento in picchiata”, i “Panzer” da “Panzer(wagen)”. Questa parola, per la cronaca, entrò nel lessico tedesco nel ‘500: si tratta della “panciera”, cioè la targa corazzata che protegge la pancia del guerriero. Poi in italiano la parola si …. smilitarizzò! Il “blitz” (blitzkrieg) divenne sinonimo di “guerra lampo” e i governi che si rifugiavano a Londra essendo i loro paesi invasi dai tedeschi furono irrisi come “governi-fantasma”.
Si fece poi uso e abuso d’espressioni quali: entusiasmo travolgente, mobilitazione totalitaria, vittoria folgorante, schieramento possente, avanzata irresistibile, folla oceanica, insopprimibile anelito, decisioni storiche, storico discorso, evento di portata storica ecc.
Resta abbastanza sintomatica la circostanza che dal 1943 nei bollettini di guerra scompaia la parola “nemici” per sostituirla con quella di “avversari”. (Riccardo Alfonso)

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