Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Archive for 1 settembre 2019

Terremoto di magnitudo Ml 4.1 (Mw 4.0) avvenuto questa notte

Posted by fidest press agency su domenica, 1 settembre 2019

terremoto 2019.pngIl 1 settembre 2019, alle ore 2:02 italiane vicino Norcia (PG), si è verificato nell’area della sequenza dell’Italia centrale iniziata il 24 agosto 2016 con l’evento di magnitudo Mw 6.0 avvenuto nei pressi di Amatrice e Accumoli (RI) e che si è gradualmente sviluppata interessando un’ampia fascia dell’appennino centrale lunga circa 60 km, estesa in direzione NNW-SSE, dalla provincia di Macerata, nelle Marche, alla provincia dell’Aquila, in Abruzzo.
In questi tre anni la sequenza sismica è stata caratterizzata da oltre 110800 eventi, 75 dei quali, incluso il terremoto odierno, hanno avuto una magnitudo maggiore o uguale a 4.0.
(fonte e copyright Osservatorio Nazionale Terremoti – INGV – dalla Foto: la stella bianca mostra localizzazione dell’evento Ml 4.1 (Mw 4.0) delle ore 02:02 del 1 settembre 2019. Sullo sfondo la sismicità dal 1985 al 2017 (M>=2.5) con il colore blu, in giallo la sismicità dal 1 gennaio 2018 ed in arancio le ultime 24 ore dall’evento)

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Primo settembre 1939 – Primo settembre 2019: 80 anni dalla 2° guerra mondiale

Posted by fidest press agency su domenica, 1 settembre 2019

E’ una ricorrenza che non si può dimenticare. Richiamandomi a quell’evento scrissi: Avevo sei anni non ancora compiuti quando all’alba del primo settembre, mentre con molta probabilità dormivo saporitamente raggomitolato sotto le lenzuola e con la testa infossata nel cuscino, i carri armati tedeschi varcarono la frontiera polacca e nello stesso momento le bombe tedesche caddero sulle città polacche e altri bimbi della mia età ebbero un risveglio del tutto diverso dal mio. In questo modo ebbe inizio la seconda guerra mondiale con l’attacco alla stazione radio di Gleiwitz da parte d’alcuni deportati vestiti d’uniformi polacche. Fu così inscenato l’incidente di frontiera ideato da Himmler per giustificare l’azione militare tedesca. I polacchi furono presi letteralmente alla sprovvista. L’invasione procedé come un rullo compressore annientando le deboli resistenze polacche e continuando la sua azione con rapidità. Diventò così evidente l’intenzione dei tedeschi di annettersi la Polonia che gli anglo-francesi non poterono fare altro, il 3 settembre alle quattro di mattina, d’ordinare all’ambasciatore inglese Devile Henderson di chiedere di essere ricevuto alle nove di mattina da Ribbentrop per consegnargli l’ultimatum del suo Paese per il ritiro immediato delle truppe d’invasione tedesche. Non riuscì a contattarlo tanto che l’ambasciatore britannico fu costretto a rimettere la nota diplomatica ad un funzionario di second’ordine e solo alle ore 11, ovvero dopo due ore. La Francia seguì a rimorchio. Tre ore dopo l’ambasciatore Henderson e quello francese Coulondre consegnarono alla Wilhelmmstrasse la dichiarazione di guerra. Iniziò in questo modo una delle più grandi tragedie di tutti i tempi tanto che a tutt’oggi si continua a discutere sulle sue cause profonde. La stessa leale partecipazione all’intesa della Francia e della Gran Bretagna non si può spiegare del tutto senza una valutazione rigorosa sul ruolo giocato dagli imperialismi dell’uno e dell’altro fronte conditi da egoismi geopolitici, avidità di materie prime, da ambizioni delle classi dirigenti e dai capitalismi scatenanti verso il profitto. Tutto questo stava accadendo sulla pelle della gente e non certo in sintonia con le attese profonde dei popoli per i quali la pace, e non la guerra, era il sentimento più intimo e naturale. Così non vissi quella data, ma lo accettai con indifferenza non cogliendo nemmeno la preoccupazione degli adulti della famiglia per un evento che avrebbe potuto, come lo fu, in effetti, allargarsi a macchia d’olio e finire con il riguardarci direttamente e nel modo più atroce. Cosa si poteva pretendere da un bambino non avvezzo, come quelli di oggi, a vedere l’inizio delle ostilità in diretta televisiva e che la stessa radio valeva solo per le fiabe che mandava in onda e per ascoltare le canzoni? La carta stampata, poi, rappresentava per me un interesse unicamente se riproduceva fumetti”. Così si aprirono le porte dell’inferno con un olocausto che in una manciata di anni fu pagato con 50 milioni di morti, distruzioni immani e altri milioni di feriti e con la più grave tragedia umana in Giappone con il lancio di due bombe atomiche sulla popolazione inerme. Ho cercato di ripercorrere quei momenti con i miei ricordi, con quelli dei miei cari, con mio padre che ebbe la ventura di combattere in entrambe le due guerre mondiali. Furono la sua e quella che la seguì due generazioni travolte dall’odio e dalla violenza, piegata nel dolore e nella umiliazione e che lasciano a noi l’amaro in bocca e lo stupore di quanto crudele possa essere l’essere umano contro i propri simili e che vorremmo del tutto cancellare dal nostro futuro per ritrovarci in pace e in serenità a goderci gli affetti più cari e a ritrovare negli occhi dei nostri figli e nipoti scenari diversi.

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2° guerra mondiale: Parliamo di un conflitto scatenato dai nazisti

Posted by fidest press agency su domenica, 1 settembre 2019

Non si tratta, in ogni caso, di una semplice elencazione, degli avvenimenti storici che, dall’inizio della guerra, ci hanno portato alla vittoria strepitosa degli eserciti tedesco e giapponese e poi, via via, al loro tracollo.
Ho voluto, semmai, cogliere alcuni aspetti, più indicativi, e che, a mio avviso, hanno caratterizzato meglio lo stato d’animo di chi ha vissuto quei tormentati momenti sia da protagonisti e sia da figli della gleba. Lo faccio, in primo luogo, sperando che tutto ciò non cada nell’oblio e che, dagli orrori di una guerra fratricida, le nuove generazioni possano rendersi conto di quanto fosse assurda e, soprattutto, aberrante la piega assunta dagli eventi, traendone una lezione da non dimenticare. Lo faccio perché il ricordo del passato ci possa insegnare qualcosa nel nostro vivere quotidiano e in quello che attenderà i nostri nipoti.
Resta, nel suo insieme, un messaggio che va accolto e ricondotto a futura memoria.
Sono stati sei anni di una lunga guerra nata per distruggere la libertà dell’uomo, per imporre l’autorità di un dittatore, per umiliare nel fisico e nelle tradizioni, civili e culturali, intere popolazioni e per trascinarle, privandole d’ogni dignità, in atroci luoghi di tortura, per martoriarle nel fisico e negli affetti più cari, trucidando i loro congiunti e amici, e per ridurre l’uomo ora a carnefice e ora a vittima. (Riccardo Alfonso)

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Premio letterario Antonio Fogazzaro: cerimonia di premiazione dei vincitori

Posted by fidest press agency su domenica, 1 settembre 2019

Grandola ed Uniti (CO) Sabato 14 settembre, ore 16.00 Villa Camozzi nella suggestiva cornice di Villa Camozzi di Grandola ed Uniti, saranno finalmente svelati i vincitori della dodicesima edizione del Premio Antonio Fogazzaro per i concorsi Racconto inedito, Poesia edita e Il Baule della memoria.Alla cerimonia di premiazione, condotta da Rossella Pretto, interverranno Maria Grazia Sassi consigliere della Provincia di Como, Gianfranco Zanfanti sindaco di Grandola ed Uniti, Angela Pagano commissario di Valsolda, Mario Abele Fumagalli presidente del BiM di Porlezza, il curatore del Premio Alberto Buscaglia e alcuni membri della giuria.Ideato per far emergere nuovi talenti letterari e promuovere la giovane poesia in lingua italiana e in dialetto, in questi anni il Premio Antonio Fogazzaro ha contribuito a ridestare l’attenzione sulla figura e l’opera di Antonio Fogazzaro e a riproporre la conoscenza dell’incantevole territorio della Valsolda, la terra natale della madre dello scrittore vicentino così affettuosamente descritta nei suoi romanzi maggiori.

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Miss Italia: con il solo Televoto penalizzate le concorrenti delle regioni più piccole

Posted by fidest press agency su domenica, 1 settembre 2019

Sarà lo strumento del televoto, distribuito in quattro fasi di selezione e una finale, a decidere quale concorrente, tra le 80 in gara, sarà la vincitrice di “Miss Italia 2019”, la cui serata finale andrà in onda venerdì 6 settembre su Raiuno. Un meccanismo che sta provocando un’alzata di scudi nelle regioni più piccole e meno abitate, le cui concorrenti rischiano di venire estromesse già nelle prime fasi di selezione proprio perché supportate da un bacino potenziale di consensi quantitativamente più povero.A manifestare perplessità sul meccanismo adottato ed ormai abbastanza oliato è “Forche Caudine”, la storica associazione di rappresentanza dei molisani sparsi per il mondo. Non a caso proprio le tre regioni con meno residenti, cioè Valle d’Aosta, Molise e Basilicata, sono quelle che non hanno mai avuto una vincitrice negli ottant’anni di storia della manifestazione. Mentre regioni più grandi – Sicilia, Lazio, Lombardia e Veneto – hanno dato i natali a ben 37 miss complessive sulle 80 totali.Gabriele Di Nucci, segretario del sodalizio che ha oltre trent’anni di storia, conta oltre duemila associati e ha sede centrale a Roma, parla con cognizione di causa, avendo lavorato in passato proprio per il popolare concorso della famiglia Mirigliani.
“Nelle ottanta edizioni del concorso sono proprio le regioni più piccole a mancare nel palmares, non certo per penuria di concorrenti, ma, specie negli ultimi decenni, per il discutibile meccanismo del televoto, che quest’anno muove 0,51 centesimi di euro per ogni voto espresso – spiega. “L’impostazione della manifestazione è fortemente territoriale, con le varie miss regionali che approdano alla selezione finale. Per questo una parte rilevante degli imponenti flussi di voti telefonici premia una candidata del proprio territorio. Spesso a livello locale si organizzano vere e proprie reti per sostenere una ‘bellezza’ locale ed ovviamente i numeri dei residenti fanno la differenza – racconta Di Nucci.
Il peso del televoto è sempre rilevante, in genere affiancato a quello di una giuria tecnica. L’invito a modificare il meccanismo, che l’associazione “Forche Caudine” rivolge ai promotori del concorso, è legato ad un articolo specifico del regolamento, dove è scritto che “produzione e Rai si riservano comunque la facoltà di modificare per insindacabili esigenze editoriali la modalità delle prove… variando il numero, la struttura, il meccanismo e le modalità di votazione e dandone idonea e preventiva comunicazione al pubblico”. Affiancare al televoto meccanismi compensativi potrebbe garantire pari opportunità a tutte le concorrenti. Molisane comprese.

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Scuola – Sostegno: in Gazzetta Ufficiale il decreto sull’inclusione

Posted by fidest press agency su domenica, 1 settembre 2019

Il decreto legislativo sull’inclusione scolastica è stato pubblicato in Gazzetta: si tratta delle modifiche al D.Lgs del 13 aprile 2017, n. 66, recante: Norme per la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera c), della legge 13 luglio 2015, n. 107 – contiene la nuova normativa sull’assegnazione delle ore di sostegno agli alunni disabili (da decidere anche d’intesa con le famiglie), con la redazione di un rinnovato Piano didattico individualizzato, che nelle intenzioni del legislatore dovrebbe guardare con maggiore attenzione alle caratteristiche del singolo studente. Sono molti, però, i punti mancanti nel decreto di riforma. Marcello Pacifico (Anief): Appena si tornerà in classe, purtroppo moltissimi genitori e insegnanti scopriranno che le ore assegnate agli alunni disabili sono meno rispetto a quelle indicate nel Pei. Per questo, il nostro sindacato si opporrà presso gli Usr e chiederà al Tar il commissariamento di quelli che non hanno fatto rispettare i diritti degli allievi più bisognosi di attenzione. Con l’adozione del decreto, già approvato in via definitiva dal Consiglio dei ministri e che entrerà in vigore dal 12 settembre prossimo, avranno una nuova conformazione le commissioni mediche per l’accertamento della condizione di disabilità ai fini dell’inclusione scolastica: con le nuove norme, “saranno – spiega Orizzonte Scuola – sempre presenti, oltre a un medico legale che presiede la Commissione, un medico specialista in pediatria o neuropsichiatria e un medico specializzato nella patologia dell’alunno. Anche i genitori e, dove possibile, se maggiorenni, gli stessi alunni con disabilità, potranno partecipare al processo di attribuzione delle misure di sostegno. Nascono i Gruppi per l’Inclusione Territoriale (GIT), formati su base provinciale, ovvero nuclei di docenti esperti che supporteranno le scuole nella redazione del Piano Educativo Individualizzato (PEI) e nell’uso dei sostegni previsti nel Piano per l’Inclusione”. Il problema, conclude la rivista specializzata, è che “mancano ancora i decreti attuativi”. E non è una mancanza da poco.

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Istruzione: Anno scolastico, si riparte tra novità blande e ricorsi legittimi

Posted by fidest press agency su domenica, 1 settembre 2019

Prima i docenti e poi gli studenti tornano in classe: troveranno qualche novità, tutt’altro che rilevante, in particolare sull’Alternanza Scuola Lavoro, sul patto di corresponsabilità, passando per l’educazione civica. Ma i mutamenti da fare erano altri. A iniziare dalle regole per gestire concorsi e carriere del personale. Anief ha deciso di rendere pubblici tre casi esemplari – riguardanti docenti precari che chiedono l’assunzione in ruolo, il personale Ata interessato a passare di livello e insegnanti che aspirano a diventare presidi – nei quali l’amministrazione scolastica ha emanato delle regole che danneggiano in modo inesorabile il loro futuro professionale.“Queste circostanze, perpetrate nel tempo, hanno svuotato del tutto la figura del docente, del personale Ata e anche dei dirigenti scolastici – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – arrivando man mano a perdere di vista l’importanza che queste professioni ricoprono all’interno di una comunità che vuole crescere, evolvendosi e migliorandosi a partire dalle nuove generazioni. Da settembre, proprio per questo, saremo nelle scuole con le assemblee sindacali da noi organizzate, ma allo stesso tempo portiamo avanti battaglie che possono ottenere giustizia ancora solo in tribunale. Proseguono a pieno regime, pertanto, tutte le attività dell’ufficio legale Anief a tutela dei propri iscritti”. Ancora pochi giorni e si parte: prima con il Collegio dei docenti, poi con le riunioni di dipartimento e i consigli di classe, infine con il ritorno degli studenti in classe e le lezioni vere e proprie. Ma cosa dobbiamo aspettarci per questo nuovo imminente anno scolastico? La rivista Tuttoscuola ha provato a riassumerle.

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Scuola: Record supplenti

Posted by fidest press agency su domenica, 1 settembre 2019

Nell’anno record di precari da assumere, quasi 200 mila, quali saranno le discipline più ricercate? Di quali docenti avranno bisogno i dirigenti scolastici? Una tendenza chiara proviene in questi giorni dalle cattedre andate deserte per le oltre 53 mila assunzioni a tempo indeterminato. Perché la carenza in determinate classi di concorso, emersa nelle varie graduatorie di merito, molto spesso si ripete anche nelle GaE. A quel punto, i dirigenti degli Uffici scolastici sono costretti a passare la “palla” direttamente alle scuole, dove si utilizzano le graduatorie d’istituto. Queste ultime, però, spesso non bastano a risolvere il problema, pur in presenza di un’alta mole di supplenti, perché le iscrizioni in seconda e terza fascia d’istituto si attuano su un numero limitato di istituti. Per cui, con questo sistema organizzativo, ci si ritrova non di rado con una concentrazione di aspiranti in alcune scuole (soprattutto quelle poste in zone centrali e più ambite) e un numero troppo ridotto, per coprire le esigenze, in altri istituti (in alta percentuale più “difficili”, posti in aree periferiche e a rischi vari).“La situazione – spiega Marcello Pacifico, presidente Anief – sta diventando davvero difficile, Perché non si ricorda, negli ultimi 50 anni, una carenza di docenti così vasta e generalizzata, a livello territoriale. Dalla fine degli anni Sessanta e i primi Settanta, quando gli istituti si fecero trovare impreparati al primo vero boom di alunni e di iscrizioni. Oggi, siamo riusciti nell’impresa di avere un numero impressionante di posti vacanti, uno su cinque, forse anche di più, pur avendo un esercito di docenti precari, molti dei quali pure già abilitati all’insegnamento. Il Miur, anziché procedere alla svelta al loro assorbimento, tramite GaE, doppio canale anche da graduatoria d’Istituto e prevedendo più elasticità negli spostamenti volontari di quelle derivanti dalle varie selezioni, ha puntato tutto su nuovi concorsi pubblici. Non volendo considerare che il tempo per bandirli e realizzarli, non c’era affatto. Ora, se ci troviamo in questa situazione assurda, almeno sapete a chi rivolgervi”. Ormai è assodato: tutto il mese di settembre, ma in molti casi anche quello di ottobre, sarà contrassegnato dalla difficile ricerca di docenti precari.

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Progetto di ricerca “Ibrahim”

Posted by fidest press agency su domenica, 1 settembre 2019

Roma 3 – 8 settembre 2019 Ambiente 1 MACRO Museo d’Arte Contemporanea Via Nizza 138 Manuel Canelles e Ivan Crico presentano, presso l’Ambiente #1 del MACRO, il progetto di ricerca “Ibrahim”. Interpretato da Ibrahim, giovane attore africano in fuga dalla guerra, che dopo una drammatica traversata del deserto e la reclusione in un campo di detenzione libico, approda con un gommone sulle nostre coste, il progetto restituisce forma e colore, attraverso una stratificazione di codici espressivi differenti (pittura, teatro/cinema, fotografia ecc.) ad una perduta opera di Géricault, L’uomo che guarda e contempla il mare, simbolo di odissee e naufragi anche esistenziali, di cui non sono pervenute testimonianze iconografiche, ma della quale rimane traccia solo in documentazioni scritte. I margini di interpretazione che i racconti offrono permettono di tradurre il perduto invisibile e dare la possibilità alla pittura di essere reinventata, ristabilendo un colloquio con la realtà contemporanea, con l’intento di problematizzare il concetto di scomparso, secondo l’assunto per cui ciò che è esistito è sempre, attraverso il filtro della memoria, anche inevitabilmente interpretato/reinterpretato. Lavorare su di un’opera di cui non sopravvivono documentazioni visive lascia margini di interpretazione estremamente ampi, quasi infiniti: l’opera scomparsa diventa un pretesto per lavorare su soggetti con cui mai ci si sarebbe confrontati, e, sopratutto, diventa il punto d’avvio per avviare un’indagine di cui è impossibile preventivamente ipotizzare gli sviluppi.

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10° Symposium EARNET

Posted by fidest press agency su domenica, 1 settembre 2019

Parma 6 e 7 settembre il Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell’Università di Parma ospiterà il 10° Symposium della European Auditing Research Network – EARNET. Professori e ricercatori altamente qualificati, insieme a professionisti specializzati nelle attività di revisione contabile e controllo provenienti da più di 50 Atenei esteri, presenteranno le loro ricerche per migliorare gli strumenti di misurazione e la qualità dei controlli, al fine di fornire informazioni affidabili agli operatori dei mercati finanziari.Il Symposium sarà preceduto il 5 settembre dal PhD Workshop, durante il quale una Faculty di 7 professori tra i più qualificati a livello internazionale sarà a disposizione di 15 dottorandi di ricerca per offrire suggerimenti volti a migliorare i loro progetti di tesi di dottorato.Uno dei momenti più qualificanti del Symposium sarà rappresentato dal Panel dedicato al mondo professionale: il 6 settembre alle 14 Ralf Bose, Chairman del Committee of European Auditing Oversight Bodies (CEAOB), membro dell’International Forum of Indipendent Audit Regolators (IFIAR), e Chairman di APAS (Organo di Controllo qualità dei revisori dei conti in Germania), Aasmund Eilifsen (docente della Norwegian School of Economics, capo del programma di ricerca “Digitalizzazione della revisione”) e Claudio Foglio (Central Mediterranean Internal Control Leader di Deloitte) discuteranno sul tema “Audit in a digitalized world – What’s new” (La revisione contabile in un mondo digitalizzato – Cosa cambiera?), moderati da Annette Kohler.L’evento è realizzato grazie al significativo coinvolgimento e riconoscimento delle attività di ricerca di Stefano Azzali, docente del Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali, e di tutto il Dipartimento, e con il supporto di Deloitte.

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Lavoro: la disoccupazione torna a crescere

Posted by fidest press agency su domenica, 1 settembre 2019

Nella situazione di incertezza che caratterizza l’attuale fase politica del Paese il calo della disoccupazione registrato dall’Istat non rappresenta certo un segnale rassicurante.
Nel dettaglio il tasso di disoccupazione sale al 9,9%, con un aumento del +0,1% rispetto al mese scorso, quando si cantava prematuramente vittoria per il tasso più basso dal 2012.
Anche la disoccupazione giovanile torna a crescere, salendo al 28,9%, con un aumento di 0,8 punti percentuali rispetto a luglio.Questi dati dimostrano come l’Italia stia attraversando un momento delicato e critico, che richiede la massima responsabilità da parte delle forze politiche e scelte coraggiose in direzione di un rilancio dell’economia.“È giunto il momento di stanziare gli investimenti necessari per la crescita, lo sviluppo tecnologico, la ricerca e la modernizzazione delle infrastrutture, che diano uno slancio decisivo all’economia.” – afferma Emilio Viafora, Presidente della Federconsumatori. – “Allo stesso tempo, soprattutto alla luce delle recenti tendenze registrate nel mercato del lavoro, si rende sempre più urgente un intervento per il taglio del cuneo fiscale, per creare nuova occupazione stabile e di qualità e gettare basi stabili per la ripresa economica.”

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Tumori della gola triplicati negli ultimi 10 anni

Posted by fidest press agency su domenica, 1 settembre 2019

Roma, 7° Congresso mondiale dell’International Academy of Oral Oncology (IAOO) in programma da oggi fino al 3 settembre. Ad aprire il Congresso Mondiale il professor Harald Zur Hausen, medico e professore Emerito tedesco, vincitore del Premio Nobel per la Medicina nel 2008 per aver scoperto la correlazione tra virus e tumori “Fino all’inizio di questo secolo, quasi il 20% dell’incidenza globale del tumore è stata legata a vari tipi di infezioni, tra cui virus, batteri e parassiti. Oggi esistono crescenti evidenze che questa percentuale sta aumentando. Attualmente stiamo calcolando che fino al 50% di tutti i tumori ha alcuni collegamenti con eventi infettivi” – afferma il Professor Harald Zur Hausen.
Il numero delle persone colpite da tumore alla gola continua a crescere in Italia e nel mondo e, nel prossimo decennio, è destinato ad aumentare in maniera esponenziale. Il principale responsabile è il Virus del Papilloma Umano (HPV), un’infezione molto diffusa, trasmessa prevalentemente per via sessuale e nella maggior parte dei casi asintomatica.
“Negli ultimi dieci anni i tumori orofaringei sono aumentati del 300%, soprattutto in relazione all’aumento di infezioni da Papilloma Virus responsabile, in Italia, del 40% dei casi, percentuale che sale all’85% negli Stati Uniti. Tuttavia ci aspettiamo un’ulteriore crescita di questi tumori legata al virus poiché la prevalenza è 18 volte superiore rispetto al passato” – spiega il Presidente del Congresso Giuseppe Spriano, responsabile Otorinolaringoiatria dell’IRCCS Humanitas e docente di Humanitas University.
Il virus del papilloma umano viene trasmesso alla bocca e alla gola attraverso il sesso orale e avere rapporti con più partner espone maggiormente alla possibilità di contrarlo. L’aumento dell’incidenza di questi tumori sta alla base dell’attuale disponibilità in Italia della vaccinazione anti-HPV che viene effettuata non solo per le femmine (già dal 2008), ma dall’anno scorso anche per i maschi a partire dagli 11 anni di età. “La vaccinazione oggi rappresenta l’arma di prevenzione più importante contro questi tumori, ma la copertura è ancora lontana da quella auspicata, soprattutto nei maschi che sono maggiormente colpiti dai tumori alla gola. La riduzione d’incidenza legata all’immunizzazione della vaccinazione richiederà comunque decenni e solo dopo il 2060 potremo assistere ad una diminuzione di questi tumori” afferma il professor Spriano.
I tumori della gola causati dall’HPV si presentano in soggetti più giovani rispetto ai casi di tumore da fumo. Fortunatamente oggi però la possibilità di guarigione è più alta. “In Humanitas il percorso terapeutico è frutto di un lavoro multidisciplinare, che vede coinvolti diversi specialisti – continua il prof. Spriano. Un altro argomento trattato al Congresso è quello dei tumori del cavo orale. Nello screening dei tumori del cavo orale, oggi, è possibile anticipare la diagnosi grazie anche ad una moderna tecnologica di cromoendoscopia digitale chiamata NBI (Narrow Band Imaging), già utilizzata in vari ambiti endoscopici, che permette di distinguere il tessuto sano da quello sospetto per localizzazione tumorale”.
In Italia si stima che vi siano ogni anno circa 6.500 nuovi casi di tumori del cavo orale e della faringe e poco meno, circa 5.500, di tumori della laringe; i tumori della tiroide sono meno frequenti, più numerosi nella donna, e sono circa 1.000-1.500 nuovi casi all’anno. La sopravvivenza globale è migliore rispetto a quella di tumori di altre sedi, generalmente più aggressivi, con una media di guarigioni che va dal 50-60% a quasi il 90% per i tumori tiroidei.

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La Cineteca Nazionale alla 76esima Mostra di Venezia

Posted by fidest press agency su domenica, 1 settembre 2019

Venezia Mercoledì 4 settembre e giovedì 5 settembre saranno i giorni del Centro Sperimentale di Cinematografia e della Cineteca Nazionale alla 76esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. (Proiezioni Mercoledì 4 settembre, Sala Casinò, ore 17.00 Giovedì 5 settembre, Sala Volpi, ore 14.00 replica). Nella sezione Venezia Classici passeranno infatti i due restauri curati dalla Cineteca Nazionale, due opere prime di due registi che sarebbero diventati entrambi maestri indiscussi del cinema italiano. Si parte il 4 settembre (Sala Casinò, ore 17) con “La commare secca”, film d’esordio di Bernardo Bertolucci tratto da un soggetto di Pier Paolo Pasolini (del quale Bertolucci era appena stato assistente sul set di “Accattone”) e sceneggiato da Sergio Citti. Si prosegue il 5 settembre (Sala Casinò, ore 17) con “Tiro al piccione”, esordio nella regia di Giuliano Montaldo presentato proprio alla Mostra nell’edizione del 1961. Il regista sarà presente alla proiezione.Si tratta di due debutti oggi pochissimo visti e quasi dimenticati, ma che non solo segnano l’ingresso nel nostro cinema di due grandi registi: servono a ribadire la ricchezza produttiva, narrativa e stilistica di un cinema che tra la fine degli anni ’50 e l’inizio degli anni ’60 è segnato da una travolgente creatività. Accanto ai capolavori di cineasti già consolidati (Fellini e Visconti in primis) e ai migliori titoli della commedia, in quegli anni uscirono film di giovani registi destinati a diventare grandi autori. Entrambi i film saranno presentati dal Presidente del Centro Sperimentale Felice Laudadio e dalla conservatrice della Cineteca Nazionale Daniela Currò. Per “La commare secca” sarà presente in sala una delle interpreti, Gabriella Giorgelli, allora giovanissima. Per “Tiro al piccione”, come detto, ci sarà Montaldo assieme alla moglie, nonché produttrice e collaboratrice imprescindibile, Vera Pescarolo Montaldo.

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76 °Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia

Posted by fidest press agency su domenica, 1 settembre 2019

Venezia 3 settembre alle ore 16.30 presso la sala Giardino e il 4 settembre alle ore 20.00 presso la sala Pasinetti proiezione del film “Beyond the Beach: The Hell and the Hope” il documentario sul lavoro di EMERGENCY, con il debutto alla regia del produttore inglese Graeme A. Scott e del direttore della fotografia americano Buddy Squires.
Beyond the Beach – The Hell and the Hope esplora la brutalità della guerra attraverso le voci dello staff di EMERGENCY, un gruppo appassionato di medici, infermieri, chirurghi e logisti che lavorano per garantire cure mediche alle vittime della guerra e della povertà.
I registi intrecciano due storie, apparentemente lontane e invece legate in modo indissolubile.Da un lato raccontano il fenomeno delle migrazioni che attraversano il Mediterraneo, mettendo in luce il ciclo della guerra dai feriti di guerra a Kabul ai campi profughi in Iraq fino alle imbarcazioni di salvataggio al largo delle coste libiche. Dall’altro, testimoniano l’impegno quotidiano dei medici e degli infermieri che hanno deciso di fare la propria parte contro l’indifferenza. Nel film assistiamo alle loro lacrime e ai loro sorrisi, ma anche alla frustrazione; scopriamo le difficoltà e lo stress emotivo che devono affrontare per portare a termine le loro missioni senza mai perdere la volontà di fare la differenza.

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I consumatori e il governo. Aspettative e realtà. Abolire in CNCU

Posted by fidest press agency su domenica, 1 settembre 2019

Cambiano i governi, consumatori e utenti osservano e, potendo, si organizzano per meglio consumare e meglio utilizzare. Un pensiero per tutte le stagioni, ovviamente. Nel caso della nostra Penisola ha alcune peculiarità che ricordiamo, valorizziamo e stimoliamo. Quindi: dovremmo aspettare, vedere, organizzarci e continuare a svolgere il nostro servizio in modo più o meno eclatante, rocambolesco… con tutti quegli exploit ed uscite che, talvolta, alcune associazioni ci hanno fatto credere – fame mediatica e di scoop dei media – essere la funzione di queste associazioni. Con una caratteristica che – governo che va e governo che viene – dovrebbe accomunare la presenza di queste associazioni per l’affermazione dei diritti da loro decantati: essere pagati dallo Stato e dall’Esecutivo per svolgere la loro funzione.
Certo, se consideriamo i consumatori e gli utenti nel loro significato letterale… in teoria non dovrebbero neanche esistere le loro associazioni visto che c’é lo Stato che paga e provvede, ma invece esistono, così come esistono le varie associazioni di cosiddetto volontariato che suppliscono alle carenze e assenze dello Stato.
Oltre questo ambito più o meno istituzionale c’è invece chi pensa di poter svolgere una funzione di stimolo, lobby e denuncia verso le istituzioni, e per questo hanno deciso di tenersi al di fuori di queste istituzioni, foss’anche per cercare di essere credibili anche a se stessi. Del resto, l’associazionismo in materia nasce in Paesi come Usa (e in un certo senso anche in Uk), dove lo Stato non si è mai sognato di rendere queste associazioni organiche a se stesso pagandole direttamente o indirettamente. Comunque: altri codici, altro diritto, altre pratiche, altra storia.
E’ questo uno dei motivi che ci spinge a farci promotori, verso il nascente governo, dell’abolizione del CNCU – Consiglio nazionale consumatori e utenti, istituito presso il ministero dello Sviluppo Economico per finanziare coloro che vi aderiscono ed incensarli di una certa credibilità perché marchiati col fuoco dello Stato. Sia chiaro, a noi Aduc (che ben ci guardiamo dal farne parte) non è un organismo la cui esistenza non ci fa dormire la notte, visto che siamo abituati a ben altri e maggiori sprechi di Stato, ma ci lascia perplessi il fatto che diverse aziende del mercato privato e pubblico abbiano in questo organismo un alibi per sentirsi “friendly” nei confronti dei diritti dei cittadini consumatori con, di fatto, aver solo trovato la scusa per far credere di risolvere i problemi che loro stessi creano ai consumatori e che non hanno quasi mai intenzione di risolvere.
Una abolizione che peroriamo con, come contraltare, un rafforzamento ed una semplificazione della possibilità di ricorso alle Autorità indipendenti (tipo Agcom, Agcm, Acf, Abf, Ivass, Privacy, Arera, etc). Ricorsi che già oggi sono possibili, ma ancora ammantanti di una sorta di “clandestinità” e burocrazia. Una richiesta che valorizziamo con l’affermazione di un principio: il cittadino deve poter ricorrere direttamente contro aziende pubbliche e private, se vuole facendosi aiutare da un’associazione, ma non che quest’ultima debba essere – di fatto, vista spesso la complessità di questi ricorsi – un canale obbligatorio. Inoltre, nelle leggi e nei vari processi legislativi, la presenza del CNCU come unico punto di riferimento significa che lo Stato si rivolge a chi lui stesso finanzia per chiedere pareri… conflitto di interessi grande come il monte Bianco.
Al momento partiamo con questa richiesta, auspicando che chi ci governa e ci rappresenta in Parlamento abbia contezza della opportunità di affrontare il rapporto con consumatori e utenti a partire dalla libertà reciproca delle parti in gioco. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Prezzi: Istat, inflazione ad agosto +0,5%

Posted by fidest press agency su domenica, 1 settembre 2019

Secondo i dati provvisori di agosto resi noti oggi dall’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) registra un aumento dello 0,5% su base annua, dal +0,4% di luglio.”Bene che l’inflazione sia rimasta bassa. Purtroppo, però, prosegue la stangata vacanze! Dopo i rincari intollerabili di luglio, non si arresta in agosto la corsa dei prezzi per chi è in ferie” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”La speculazione record riguarda in particolare il trasporto aerei passeggeri che, dopo che da giugno a luglio era aumentato del 4,4%, ora rincara addirittura del 31,7%, +33,8% i voli internazionali. Anche i pacchetti vacanza nazionali salgono del 12,9%, +8,2% la media tra pacchetti nazionali ed internazionali” aggiunge Dona. “Per una coppia con due figli, la famiglia tradizionale di una volta, l’inflazione a +0,5% significa avere una maggior spesa annua di 131 euro, ma ben 96 euro di questi se ne vanno per il solo carrello della spesa, ossia per gli acquisti quotidiani, che subiscono un rincaro dell’1%, ossia il doppio dell’inflazione complessiva” prosegue Dona.
“Per la coppia con 1 figlio, la tipologia di nucleo familiare ora più diffusa in Italia, il rialzo è di 119 euro su base annua, ma ben 84 euro per le sole compere di tutti i giorni, mentre per l’inesistente famiglia tipo, l’incremento dei prezzi si traduce in un aumento del costo della vita di 90 euro in più nei dodici mesi, 70 per il carrello della spesa. Per un pensionato con più di 65 anni, il rincaro annuo complessivo è pari a 39 euro, tenuto conto che risparmierà 35 euro per le comunicazioni. Peccato che per le spese obbligate del carrello spenderà 43 euro in più” conclude Dona.

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Il 27 settembre Fridays For Future ha lanciato uno Sciopero Globale per il Clima

Posted by fidest press agency su domenica, 1 settembre 2019

Raccogliamo la sfida? C’è un grido di allarme che sta circolando per tutto il pianeta, lanciato dal movimento Fridays For Future, che denuncia lo stato di emergenza nel quale è entrata la Terra a causa del cambiamento climatico in atto e delle previsioni drammatiche diffuse da tempo da tanta parte della comunità scientifica. Con la Dichiarazione di Losanna dei primi di agosto il movimento ha proposto uno Sciopero Globale per il Clima nella settimana dal 20 al 27 settembre (in Italia venerdì 27) ed ha invitato alla mobilitazione.Questo grido rimbalza dentro il nostro paese mentre siamo alle prese con la crisi di governo innescata da Salvini i primi di agosto. Apparentemente le questioni ambientali sono dentro i programmi di entrambe le forze, Pd e M5S, che stanno negoziando la formazione del nuovo esecutivo. Zingaretti ha inserito il tema tra i 5 punti imprescindibili e Di Maio lo ha riproposto tra i 10 paletti presentati dai grillini. E, soprattutto, l’economia greenè uno dei capisaldi del programma della nuova Presidente della Commissione europea Ursula Von der Leven.Le piazze piene di giovani che rispondono all’appello del movimento FFF hanno costretto a dare una riverniciatura di verde ai programmi di diversi partiti e istituzioni, e questo è senz’altro un piccolo ma importante risultato ottenuto dalla prime mobilitazioni. L’ecologismo e la salvaguardia del nostro ecosistema vengono letti come il possibile antidoto ideale e valoriale al nazionalismo xenofobo che si sta allargando in molti paesi, una sorta di rinascimento ideale dell’universalismo ed ugualitarismo che negli ultimi decenni sono stati costretti alla ritirata.Certo non può sfuggire il dato eclatante che solo alcune settimane fa il nostro Parlamento abbia votato a maggioranza schiacciante la mozione pro TAV, mostrando quanto sia forte in Italia il partito trasversale delle grandi opere, che ha una interpretazione assai preoccupante di economiagreen. Che poi è la stessa delle tecnocrazie europee. Secondo questa versione, il green è il campo sul quale convertire e concentrare gli investimenti economici dei prossimi anni, cercando di conciliare profitto e sviluppo con una riduzione dell’impatto ambientale. Verniciare di verde un sistema per lasciarne inalterata la sostanza.L’ipocrisia di governi e partiti che provano a presentarsi come radicali sostenitori dell’ambiente è un dato inevitabile, ma in questa fase segnala anche la difficoltà concreta nella quale si trovano i potenti a mantenere il consenso dentro un contesto nel quale aumentano sia le disuguaglianze sociali che le catastrofi naturali provocate dal peggioramento delle condizioni climatiche.Il grido lanciato da FFF e la proposta di sciopero globale obbligano il movimento dei lavoratori a scelte non semplici ma urgenti: la lotta alla precarietà, alla disoccupazione, ai bassi salari si può fare prescindendo da una battaglia generale per la salvaguardia dell’ambiente e della salute? Quando denunciamo l’aumento dei morti sul lavoro dovuto alla corsa sfrenata e cinica al massimo profitto, stiamo contestando una società in cui prevale esclusivamente l’interessa delle imprese private. Quando denunciamo l’impatto delle nuove tecnologie in termini di aumento delle malattie e dello stress sui lavoratori… Quando denunciamo il ritorno alla schiavitù in molti settori lavorativi, come l’agricoltura…Quando denunciamo la flessibilità selvaggia, la decontrattualizzazione, la perdita di ogni tutela… Il grido lanciato da FFF può dare una spinta al desiderio di cambiamento che c’è in chi è stanco di vivere di precarietà e di bassi salari e percepisce che intorno a sé le condizioni stanno cambiando, in peggio: per l’abbandono di interi territori, per l’incuria di infrastrutture e servizi, per le tante emergenze ecologiche che si accavallano martoriando zone e luoghi sempre meno protetti.Saldare i temi della salute e dell’ambiente a quelli del lavoro può rimettere in moto la società.

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3rd Christie’s Middle Eastern Art Sale in London

Posted by fidest press agency su domenica, 1 settembre 2019

Dubai / London – Christie’s third ‘Middle Eastern Modern & Contemporary Art’ auction to be held outside of Dubai will take place on 23 October and is included as part of the rich and traditional Islamic Art Week in London. Around ninety works of Middle Eastern art have been consigned from around the globe, including Los Angeles, New York, London, Dubai, Paris, Beirut, Buenos Aires, Milan, Perth and Casablanca, among others. The auction is mainly focused on modern Arab and Iranian works, with an emphasis on contemporary practice. Strong modern artists from the region include Louay Kayyali and Fateh Moudarres (Syrian), Manoucher Yektai (Iranian), Ismail Shammout (Palestinian), as well as strong selection of modern female artists, including Bibi Zogbé (Lebanense), Chaïbia Talal (Moroccan), Monir Shahroudy Farmanfarmaian (Iranian), Zeinab Abd El Hamid (Egyptian) and Tahia Halim (Egyptian). Contemporary artists include Farhad Moshiri, Ali Banisadr, Reza Derakshani and Hadieh Shafie (Iranian) and Marwan Sahmarani (Lebanese).“A diversity of mediums, subject matter, geographies, and sale estimates characterise Christie’s third Middle East art sale in London, providing a global platform for art and artists from this ever-evolving region,” said Hala Khayat, Christie’s Director and Head of Sale in the Middle East. “From masterworks by some of Iran, Egypt, and Syria’s most celebrated artists to contemporary pieces from emerging talents, there is something compelling for every collector.”A work by the late Monir Shahroudy Farmanfarmaian (1924-2019 – illustrated above), one of Iran’s most celebrated artists who passed away earlier this year, will highlight the auction. Executed in 2008, Untitled (Faravahar Wings, Zarathustra) is a beautiful and rare masterpiece inspired by the wings of Faravahar, one of the most common symbols of the ancient religion of Zoroastrianism. Kaleidoscopic in its magnificent form, the work depicts a series of triangular mirrors that reflects light in every direction, touching upon the concept of the fravashi, which is part of the human soul acting as a divine blessing and entirely good. Standing in front of the work, the viewer can admire the abstracted and simplified version of the Faravahar, as Farmanfarmaian has broken it down to its foundational essence (estimate: £240,000-400,000). The inclusion of Farmanfarmaian’s piece in the auction coincides with major exhibitions of her work this year at the Sharjah Art Foundation and the Museum of Contemporary Art, Chicago. In 2017 a dedicated museum to the artist opened in Tehran.

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Visions of Collecting: Royal and Aristocratic, An Important Private Collection

Posted by fidest press agency su domenica, 1 settembre 2019

London – On the 19 September, Christie’s will offer Visions of Collecting: Royal and Aristocratic, An Important Private Collection. Comprising 350 lots, this collection reflects a fascination with both Royal provenance – with objects from the British and other European Royal families – and Britain’s great country houses. The breadth of furniture, paintings, ceramics, sculpture, tapestries, silver, objects and works of art, lighting and soft furnishings, are united by their romantic and historic past, which have been skilfully and imaginatively woven into a kaleidoscopic vision, Royal and aristocratic, grand and exotic, ornamental and practical, to be enjoyed and treasured again. Leading the sale is Corso auf dem Monte Pincio, 1911 by Max Liebermann, which was owned by Paul Cassirer, the influential modern art dealer and publisher (estimate: £200,000-300,000). The Collection is expected to realise in excess of £2 million.Charles Cator, Deputy Chairman, Christie’s International: “There is always a vision behind any collection, a desire to create, to improve, to beautify. So it was with this intriguing and diverse group of works of art, assembled with an eclectic but immensely discerning eye over more than thirty years. If there is one theme that stands out, the leitmotif linking all these objects together, it is provenance. Where things come from, where they are going – these objects are on their journey just as we are. Their past life, who has owned and enjoyed them, the palaces and great houses they have adorned, is all part of their story and their appeal – the romance of objects.”

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