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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Si inaugura a Venezia una scuola per curare il dolore cronico

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 settembre 2019

Il dolore cronico è considerato ormai come una malattia vera e propria che comporta grave disabilità e richiede competenze specifiche: per questo, la scuola è destinata a medici specialisti. Le lezioni si svolgeranno presso l’Ospedale San Raffaele Arcangelo Fatebenefratelli nascono sotto l’egida della Società europea del dolore (EFIC), che ispira altri corsi universitari in Europa (Klagenfurt, Cracovia e Maribor-Liverpool). A Venezia ci si occuperà di dolore neuropatico (sciatalgie, diabete, ictus e lesioni spinali, ecc.). L’iniziativa è promossa e coordinata dal professor Roberto Casale, neurologo con una lunga esperienza alla guida di diverse unità operative ospedaliere e nella ricerca. Oggi opera con Opusmedica, che è un network di ricerca.
Il dolore neuropatico cronico. «Il dolore neuropatico cronico – precisa Casale – è un dolore che viene generato da una lesione come traumi (un incidente, un taglio, ecc), compressioni (tutte le cosidette sindromi compressive come il tunnel carpale, l’ernia del disco, il neuroma di Morton del piede eco…) e malattie del sistema nervoso come le polineuropatie (diabete, insufficienza renale, intossicazioni, ecc) o malattie ancora più severe come quelle riscontrate nell’emiplegia e nella paraplegia. Tra questi dolori da lesione del sistema nervoso centrale c’è il dolore nel Parkinson, nell’emiplegico e nel paraplegico. Infine, perché assai difficili da diagnosticare correttamente, i vanno ricordati dolori nel demente». Il più moderno concetto di terapia si basa sulla definizione di dolore cronico come una patologia che ha meccanismi differenti da quelli del dolore acuto. «Non è detto quindi che un farmaco che funzioni per il mal di denti funzioni in un dolore cronico come nella neuropatia diabetica – osserva lo specialista -. Si utilizzano quindi farmaci che a volte possono confondere il paziente poiché si usano oltre agli antinfiammatori e agli oppiati anche antidepressivi o antiepilettici anche se il paziente non è ne depresso ne ha problemi di epilessia.La scelta del farmaco è quindi delicata e ci si deve affidare solo ad esperti di medicina del dolore». La riabilitazione. In questo scenario terapeutico non deve mancare la riabilitazione «poiché non basta togliere, anche parzialmente, il dolore se poi il paziente non riesce ad andare a fare la spesa o a comprare il giornale per la disabilità conseguente al dolore. Ne consegue che la terapia del dolore deve prevedere una presa in carico globale del paziente nel più moderno concetto di un approccio bio-psico-sociale, che tenga conto quindi della componente biologica, del substrato psicologico in cui si trova un paziente con dolore cronico e le sue condizioni sociali» conclude Casale, ricordando in tal modo anche perché la scuola ha scelto l’Ospedale Fatebenefratelli di Venezia come propria sede.

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