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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Il delitto Matteotti

Posted by fidest press agency su domenica, 8 settembre 2019

Sull’onda dell’esecrazione popolare, per il grave delitto commesso, le opposizioni avrebbero avuto, nel gennaio del 1925, la possibilità di rovesciare il fascismo. I liberali e i socialisti, purtroppo, non vollero unirsi e l’occasione fu persa. Una volta consolidato il suo potere, Mussolini ridusse il Parlamento a un palcoscenico simile a quello che divenne il Reichstag di Hitler e istituì al suo posto il Gran Consiglio del fascismo.
La sua funzione era di essere sempre pronto ad approvare le decisioni del Duce. Mussolini, da quel giorno, sino alla sua caduta nel luglio del 1943, non fu più minacciato dall’interno, allo stesso modo di Hitler dopo la notte dei lunghi coltelli del 1934, quando si sbarazzò dei massimi dirigenti della S.A.
All’interno dei loro rispettivi movimenti sia Mussolini sia Hitler incontrarono solo delle divergenze d’opinione. Tuttavia i loro seguaci erano uniti nel convincimento che il terrore era inevitabile e che esso fosse necessario per attirare nel movimento i giovani. Va anche detto, a questo punto, che Mussolini e Hitler non avrebbero mai conquistato il potere senza il prezioso aiuto delle loro forze paramilitari.
Tra i vari meriti Mussolini ebbe quello di aver fatto bonificare le paludi Pontine, di essere riuscito, a ottenere, nel 1929, una pax religiosa siglando un compromesso tra lo Stato e la Chiesa e persino a raggiungere, con la mafia, un certo successo con il prefetto Mori, sebbene più d’immagine che reale.
Circa i rapporti con il nazismo possiamo dire che nel 1933 Mussolini salutò l’avvento del nazismo con queste parole: “La vittoria di Hitler è anche la nostra vittoria”. In realtà Mussolini non aveva afferrato in pieno la natura del suo temuto alleato.
Non accettava, ad esempio, le teorie ariane, anche se vantava la superiorità ariana degli italiani, ma riteneva inopportuno combattere apertamente la comunità ebraica mondiale. Inoltre l’Italia e la Germania erano separate dalla questione dell’Austria tant’è che Mussolini più volte assicurò il cancelliere fascista austriaco Dollfuss che lo avrebbe protetto, anche militarmente, dalle mire espansionistiche tedesche.
Quando Dollfuss fu assassinato dai nazisti, Mussolini spedì delle truppe al passo del Brennero, ma fu una rappresentazione da teatrante ovvero molto fumo ma niente arrosto. D’altra parte l’Italia era ben lungi dal preoccupare Hitler. (Riccardo Alfonso)

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