Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Archive for 10 settembre 2019

Con il “si” del Senato il governo ottiene pieni poteri

Posted by fidest press agency su martedì, 10 settembre 2019

Con 169 si il governo passa in Senato. I no sono stati 133 e 5 astenuti. “E’ stato un voto sofferto e ricco d’incognite. A differenza della camera dei deputati le opposizioni avrebbero potuto, con una manciata di voti, ribaltare la situazione. Gianmarco Corbetta sul social dichiara: “Abbiamo appena approvato in Senato la fiducia al nuovo Governo! Da oggi si riparte a lavorare per i temi per cui ci siamo sempre battuti: legalità, lotta alle diseguaglianze, tutela dell’ambiente e uno sviluppo inclusivo, partecipato, solidale”.

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Milano Green Forum: il cittadino e l’ambiente

Posted by fidest press agency su martedì, 10 settembre 2019

Milano. dal 12 al 14 settembre MiCo Milano Congressi – Ingresso Via Gattamelata 5, patrocinato dalla Commissione europea, il Milano Green Forum si svolgerà con numerosi stand fieristici che creeranno un vero e proprio percorso stimolante, tra esperienze virtuali, lezioni, innovazioni e prodotti. Durante la fiera verranno inoltre affrontate diverse aree tematiche, tra cui sanità, rifiuti, economia circolare, cibo, energia, clima e molte altre, con il coinvolgimento di molteplici attori, sia nazionali che europei.

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Mostra: “ab – l’Essenza dell’Assenza”

Posted by fidest press agency su martedì, 10 settembre 2019

Milano Mercoledì 25 settembre 2019 Gaggenau DesignElementi HUB Corso Magenta 2 – cortile interno, Milano Ore 18.30 Terza mostra del ciclo IN-MATERIAL a cura di Sabino Maria Frassà che conferma la collaborazione con cramun e l’impegno di Gaggenau a favore dell’arte contemporanea.

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Terza edizione del concorso giornalistico nazionale “Comunicare la gratuità”

Posted by fidest press agency su martedì, 10 settembre 2019

Firenze. Il 7 dicembre si terrà la Cerimonia di premiazione nel corso della manifestazione “All’origine della gratuità”. Un premio alla storia che racconta meglio il lato più altruista e generoso della società. Dopo il successo di partecipazione della scorsa edizione, con il raddoppio degli iscritti, torna “Comunicare la gratuità”, il concorso giornalistico nazionale dedicato alle buone notizie, quelle che spesso non vediamo nelle prime pagine dei giornali, ma che meritano di essere raccontate. Protagoniste sono i gesti di solidarietà, le azioni fatte per aiutare l’altro o per rendere migliore la comunità in cui si vive.
Il concorso nazionale vuole promuovere e valorizzare il lavoro dei giornalisti impegnati a raccontare l’attualità. E’ sostenuto da Cesvot e promosso dall’associazione di volontariato Vol.To.NET. La premiazione è in programma il prossimo 7 dicembre a Firenze, a Palazzo Vecchio, in occasione della nuova edizione della manifestazione “All’Origine della Gratuità”, organizzata da Vol.To.NET insieme alla Venerabile Arciconfraternita della Misericordia di Firenze e la Compagnia delle Opere Sociali, con la collaborazione di Cesvot e il sostegno della Fondazione CR Firenze. “All’origine della gratuità” è un appuntamento atteso per tutto il Terzo Settore, un’occasione per raccontare il mondo del volontariato e dare il giusto spazio ai suoi protagonisti, per confrontarsi e raccogliere le testimonianze di chi ogni giorno lavora per offrire un aiuto all’altro.
Al vincitore andrà un premio in denaro di mille euro (al lordo di oneri fiscali). Possono partecipare i giornalisti, senza limiti di età, che abbiano pubblicato o trasmesso articoli o servizi che comunichino al meglio la gratuità, sia a mezzo stampa, web, radio o tv, nel periodo compreso tra il 1 novembre 2018 e il 1 novembre 2019. I lavori, uno per ogni giornalista, dovranno essere consegnati entro e non oltre il 4 novembre 2019, pena esclusione dal concorso. Gli elaborati dovranno essere inviati via mail all’indirizzo comunicarelagratuita@gmail.com,

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Primo studio su NOAC nella trombosi venosa cerebrale

Posted by fidest press agency su martedì, 10 settembre 2019

Ingelheim, Germania. Boehringer Ingelheim ha annunciato oggi la pubblicazione dei risultati dell’analisi primaria di RE-SPECT CVT, primo studio controllato, randomizzato, esplorativo, prospettico con un anticoagulante orale diretto, dabigatran etexilato, in pazienti con trombosi ai seni venosi durali e/o vene cerebrali. Lo studio ha analizzato sicurezza ed efficacia di dabigatran etexilato rispetto a warfarin, con aggiustamento di dosaggio in pazienti con CVT.I risultati forniscono conoscenze sul ruolo dell’anticoagulazione in pazienti con CVT di grado lieve-moderato. Nello studio non ci sono state recidive di eventi di tromboembolismo venoso (TEV) in nessuno dei gruppi in trattamento.[1] I risultati indicano, inoltre, basse percentuali di emorragia e sviluppo di emorragia maggiore in due pazienti nel braccio warfarin (3,3%) e in un paziente nel braccio dabigatran (1,7%). In questo studio non ci sono stati casi di mortalità in nessuno dei bracci terapeutici. “La trombosi venosa cerebrale (CVT) colpisce in prevalenza soggetti giovani e di sesso femminile, e può comportare mortalità e disabilità. I pazienti che sopravvivono alla fase acuta della CVT possono andare incontro a recidive. Per prevenirle, lo standard terapeutico prevede l’impiego di antagonisti della vitamina K, come il warfarin che, tuttavia, presentano limitazioni in termini di sicurezza, dosaggio, inattivazione e preferenze dei pazienti – ha dichiarato il Professor José M. Ferro, Direttore del Dipartimento di Neuroscienze e Salute Mentale dell’Ospedale Santa Maria di Lisbona, e Presidente dello Steering Committee di RE-SPECT CVT. RE-SPECT CVT è il maggior studio randomizzato condotto ad oggi in pazienti con CVT, con 120 pazienti arruolati. Lo studio ha dimostrato che il rischio di recidiva di TEV in pazienti con CVT di grado da lieve a moderato, in terapia anticoagulante con dabigatran per sei mesi è basso e associato a pochi eventi di emorragia clinicamente rilevante o maggiore”.
Importante sottolineare che dabigatran etexilato non è approvato per il trattamento di questa condizione clinica. Pertanto, il suo potenziale utilizzo in questa specifica popolazione di pazienti è da considerarsi off-label.

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Governo. Xylella: La Corte di Giustizia europea condanna l’Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 10 settembre 2019

Roma. Un deserto. E’ quello che si vede attraversando il Salento (Puglia), e si stringe il cuore. Un deserto dove prima crescevano rigogliosi gli ulivi.
La causa è la Xylella.La Xylella Fastidiosa (subsp. Pauca), è un batterio, che vive e si riproduce all’interno dei vasi linfatici degli ulivi e che, ostruendoli, ne provoca il disseccamento.
Per evitare il diffondersi dell’infezione, le normative prevedono l’abbattimento degli alberi infetti e di quelli vicini. Una misura drastica, purtroppo, ma necessaria.Sull’abbattimento degli ulivi si è creato un vasto movimento di opposizione, formata da associazioni, partiti e istituzioni, contrari alla eradicazione degli ulivi infetti. In primis il presidente della Puglia, Michele Emiliano (PD) ed esponenti politici del M5S che, nel proprio blog pugliese, titolavano: Xylella fastidiosa, una gigantesca truffa. Una deputata pentastellata aveva organizzato una conferenza stampa dal titolo “Xylella: un’emergenza democratica. Illegittimità e incostituzionalità dei provvedimentì”. Beppe Grillo dal suo blog titolava: La bufalite da Xylella.
La Corte di Giustizia europea ha condannato l’Italia per non aver adottato le misure di prevenzione stabilite dalla Commissione europea.Si poteva intervenire 6 anni fa, contenendo il diffondersi del contagio. Ora occorre intervenire in maniera più drastica: i fondi europei e nazionali ci sono per impedire che 60 milioni di ulivi, patrimonio agricolo italiano, siano messi in pericolo.Quando al metodo scientifico si sostituiscono credenze e superstizioni, quando si crede che ci sia stato qualcuno, non si sa chi, che ha diffuso l’infezione, quando si crede che zappettando il terreno e potando gli ulivi si risolva il problema, dobbiamo chiederci come sia possibile che, in pieno XXI secolo, molti possano negare l’evidenza dei fatti e qualche politico possa cavalcare una protesta antiscientifica.E’ il metodo scientifico che porta alla conoscenza della realtà. Purtroppo, nel nostro Paese, sembra che Galileo sia ancora uno sconosciuto.

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Settima stagione del Teatro degli Audaci

Posted by fidest press agency su martedì, 10 settembre 2019

Roma 12 settembre 2019 Conferenza stampa ore 19:00 – Via Giuseppe De Santis 29 “il teatro appartiene a coloro che credono nella bellezza di sogni” questa lo slogan che annuncia la fantastica stagione 2019/2010 del Teatro degli Audaci che vedrà salire sul suo palcoscenico artisti di un certo calibro quali Barbara De Rossi, Rodolfo Laganà, Massimo Wertmuller, Natalie Caldonazzo, Nadia Rinaldi, Milena Miconi, Martufello, Franco Oppini, Andrea Rivera, Attilio Fontana e tanti altri, ma infine, anche se non di minore importanza, il direttore artistico di questo ormai famoso stabile, nonché l’attore che cavalcherà la scena con importanti pièce de théâtre di un certo spessore artistico e culturale Flavio De Paola.
Sarà proprio lui a recidere il nastro di questa strepitosa stagione.
Aprirà il sipario sabato 5 ottobre Barbara De Rossi con lo spettacolo “Diario di Adamo ed Eva” di Mark Twain, con Barbara De Rossi e Francesco Branchetti, per la regia di Francesco Branchetti. Mark Twain, attingendo al mito della Creazione narra come siano andate le cose tra l’uomo e la donna in chiave ironica e umoristica ma anche fiabesca e romantica e come possa essere nata l’attrazione tra i due sessi. Sarà un anno ricco di sorprese che vedrà salire sul palcoscenico diversi volti del mondo dello spettacolo dal 10 al 20 ottobre cavalcherà le scene Natalie Caldonazzo con la commedia “Parlami d’amore” con Francesco Branchetti anche in questo caso attore e regista.
Inoltre, dopo lo strepitoso successo dello scorso anno, Flavio De Paola riproporrà dal 31 ottobre al 3 novembre “I geni della biro”, commedia ambientata a New York negli anni sessanta. I due protagonisti diversi in tutto e per tutto, che si limitano a dividere un appartamento e si scontrano con i problemi di convivenza quotidiana. Con Flavio De Paola, Gianluca delle Fontane e Giulia Di Turi.
Dal 14 novembre al 1 dicembre, invece, irromperà sul palcoscenico del Teatro degli Audaci Rodolfo Laganà con il suo spettacolo “Amici per la pelle” interpretato da Rodolfo Laganà e Massimiliano Wertmuller per la regia di Stefano Reali. All’alba del 5 giugno del 1944, Tazio e Otello, due cinquantenni imboscatisi per tutto il periodo dell’occupazione nazista, rimangono intrappolati sulle mine che i tedeschi in fuga hanno disseminato sul ponte di ferro sull’Aniene. I due amici non possono muoversi, altrimenti saltano per aria insieme a tutto il ponte. In questa costrizione all’immobilità, i due confliggono in un crescendo tragicomico di accuse reciproche.
Anche quest’anno il direttore artistico Flavio De Paola trascorrerà, insieme al suo affezionatissimo pubblico, il capodanno 2019 con uno spettacolo “a sorpresa”, come sempre per concludere in bellezza un anno ricco di emozioni!A grande richiesta dal 1 al 15 marzo 2020 torna “Nocevento” tratto dall’omonimo racconto di Alessandro Baricco, per la regia di Pablo Maximo Taddei con Flavio De Paola, diventato ormai un “must” per questo stabile! La strepitosa stagione del Teatro degli Audaci non finisce di certo qui, ma continua con gli spettacoli di Andrea Rivera “Nosense di me”, di Claudio Insegno “L’Imbianchino” con Manuela Villa, Martufello e Nadia Rinaldi e tanti altri! Ma per non dare ulteriori anticipazioni vi invitiamo a scoprirle personalmente partecipando alla conferenza stampa che si terrà il 12 settembre al Teatro degli Audaci insieme agli attori, dove, inoltre, si potrà degustare un gustosissimo buffet e brindare ad un anno da trascorrere insieme all’insegna della risata e del buon umore!

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L’Europa e i programmi di difesa planeraria

Posted by fidest press agency su martedì, 10 settembre 2019

Roma 13 settembre 2019 ore 18,30 Aula Ottagona – Terme di Diocleziano, Museo Nazionale Romano.
Durante l’evento gli esperti che lavorano su un’imminente missione spaziale congiunta progettata per deviare e analizzare gli asteroidi si incontreranno nella “Sala ottagonale” delle Terme di Diocleziano a Roma per ascoltare gli ultimi progressi della missione DART della NASA, LICIA CubeSat in Italia e la missione Hera dell’ESA.Conosciute collettivamente come AIDA, queste missioni sono progettate per funzionare con la deflessione della coppia di asteroidi in orbita tra Terra e Marte attraverso un impatto di un veicolo spaziale. Un secondo veicolo spaziale esaminerà il luogo dell’incidente e fornirà il massimo dei dati possibili sull’effetto di questa collisione. In occasione di questo convegno, nella giornata del 13 settembre, Luca de Dominicis, Presidente e Fondatore dell’Accademia Italiana Videogiochi, terrà un talk dedicato a Come la cultura pop dei videogiochi ha colto e interpretato i dinosauri, lo space impact e tutto quello che riguarda lo spazio in generale”. pagina ufficiale dell’evento: http://m.esa.int/ita/ESA_in_your_country/Italy/Un_incontro_aperto_al_pubblico_per_conoscere_l_impegno_dell_Europa_nei_programmi_di_difesa_planetaria

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È uscito il nuovo bando per il servizio civile

Posted by fidest press agency su martedì, 10 settembre 2019

Scadenza il 10 Ottobre. Con la Comunità Papa Giovanni 62 posti all’estero e 164 in Italia. È stato pubblicato oggi il bando del servizio civile universale per selezionare ragazze e ragazzi che intendono svolgere attività di solidarietà e cooperazione: tutela dei diritti sociali, servizi alla persona, salvaguardia e tutela del patrimonio ambientale e culturale. Anche all’estero. C’è tempo fino alle ore 14 di giovedì 10 ottobre per candidarsi.Possono presentare domanda giovani italiani e stranieri con regolare permesso di soggiorno, di età compresa tra 18 e 28 anni, senza precedenti penali. Il servizio civile con la Comunità Papa Giovanni XXIII dura 12 mesi e impegna 25 ore settimanali. I giovani ricevono un contributo spese di 439,50 euro mensili. Nei progetti all’estero viene aggiunta una diaria giornaliera che va dai 13 ai 15 euro a seconda del Paese di destinazione.Tra le varie realtà dove è possibile svolgere il servizio c’è la Comunità Papa Giovanni XXIII che ha storicamente contribuito all’approvazione delle leggi per il servizio civile in Italia e all’estero. Quest’anno sono 164 in Italia e 62 all’estero i posti disponibili presso la Comunità diffusa in tutta Italia ed in 42 Paesi del mondo. Superare la malnutrizione in Zambia, offrire un tetto e un pasto a chi vive in strada in Kenya e Bolivia così come in Albania, integrare i disabili in Bangladesh e Sri Lanka, contribuire alla rimozione delle cause che creano ingiustizia a Ginevra presso le Nazioni Unite. Si tratta di vere esperienze di vita in case di accoglienza, centri diurni, case famiglia.Un’importante novità di quest’anno è la modalità di presentazione delle candidature: la domanda sarà indirizzata direttamente all’ente che realizza il progetto prescelto esclusivamente attraverso la piattaforma DOL raggiungibile tramite PC, tablet e smartphone. Per accedere ai servizi occorre possedere lo SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale. Sul sito dell’Agenzia per l’Italia Digitale sono disponibili tutte le informazioni su cosa è SPID, quali servizi offre e come si richiede.

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Scuola: Supplenze, i presidi costretti ad assumere gli studenti universitari

Posted by fidest press agency su martedì, 10 settembre 2019

Il reclutamento dei docenti precari è così male organizzato che pur in presenza di una mole altissima di precari storici, non tutti sotto contratto, i dirigenti scolastici per coprire le tante cattedre vuote si stanno rivolgendo agli studenti non ancora laureati che hanno prodotto una semplice domandina alle scuole con il sistema, nemmeno previsto dalla legge, della “messa a disposizione”.La modalità, denunciata prima di tutti dall’Anief, sta prendendo largo, dopo che si è allungata la lista delle regioni, come Veneto, Lombardia e Piemonte, ma anche del Sud, come Sardegna, Abruzzo e la Sicilia, con sempre più graduatorie ad esaurimento e di merito prive di candidati: a mancare all’appello, sono soprattutto docenti di sostegno, italiano, matematica e discipline tecniche alle superiori.Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Se la politica avesse dato retta all’Anief e all’Unione europea, non saremmo ridotti in questo stato. Sarebbe bastato prevedere dei canali di accesso ai ruoli attraverso graduatorie di istituto provinciali per tutti i docenti e laureati ivi inseriti, scorrendo, le graduatorie di merito esistenti, senza licenziare il personale assunto con riserva. È un paradosso, nel Paese del mondo col più grande numero di aspiranti insegnanti, nelle scuole si deve tamponare con la chiamata diretta dei laureandi: peggio di così non si poteva fare. Speriamo che il ministro Fioramonti ci ascolti” Se in un Paese moderno, come l’Italia, decine e decine di migliaia di supplenze della scuola pubblica vengono affidate ai presidi, c’è qualcosa che non quadra: perché i poveri dirigenti scolastici, prima tentano di reperire i supplenti con le graduatorie d’istituto di seconda e terza fascia. Sempre più spesso, però, si rendono conto che queste liste non bastano.

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Scuola: Diplomati magistrale, per Azzolina lo storia è chiusa

Posted by fidest press agency su martedì, 10 settembre 2019

Improvvida dichiarazione del deputato pentastellato Lucia Azzolina sulla drammatica vicenda che riguarda tantissimi diplomati magistrale. Azzolina liquida la vicenda con poche parole, in un’intervista ripresa dal giornale specializzato Orizzonte Scuola: “La questione ha ricevuto già indicazioni stringenti dai pronunciamenti, definitivi, del Consiglio di Stato, della Corte di Cassazione e da un intervento politico contingente, quasi un anno fa”. Passo e chiudo, ma con molti però. Parole che vanno decisamente stigmatizzate, visto che non tengono conto di una vasta platea di docenti, cuore pulsante della scuola italiana. “Per Anief invece – ribadisce il presidente nazionale del giovane sindacato, Marcello Pacifico – la storia deve ancora cominciare. È una vergogna e chi sta nella scuola o è avvocato lo sa. C’erano state diverse sentenze passate in giudicato. Chi non sa capire la scuola, chieda giustizia o almeno taccia per buon senso. La Plenaria che ha confermato l’esclusione dei diplomati magistrale dalle Graduatorie a Esaurimento? La vergogna di uno Stato di diritto, chi li difende dovrebbe ripassare un po’ di giurisprudenza elementare”.

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Scuola: Fioramonti sposa la linea Udir

Posted by fidest press agency su martedì, 10 settembre 2019

«Chiederò di abrogare la legge che impone le impronte digitali all’ingresso per i presidi». È uno dei primi obiettivi dichiarati del nuovo ministro dell’Istruzione. Pacifico (Udir): «Voltiamo pagina, quel provvedimento è inutile e pesa sulle casse statali. Ma ci sono anche altre priorità»No alle impronte digitali, si cambia direzione rispetto a quella che era un’assurdità, un provvedimento offensivo per la professionalità dei ds. Un’ottima dichiarazione di intenti da parte di Lorenzio Fioramonti, titolare del Miur nel nuovo governo guidato da Giuseppe Conte. Il quarantaduenne ministro pentastellato, oltre ad aver sottolineato come priorità a cui pensare «l’insicurezza di troppi edifici scolastici», intervistato dal quotidiano La Repubblica, ha dichiarato la sua totale contrarietà alla legge che impone le impronte digitali per i presidi. «Chiederò di abrogarla al secondo Consiglio dei ministri», ha dichiarato Fioramonti.Udir, giovane sindacato dei dirigenti scolastici, plaude al nuovo corso, avendo combattuto a lungo l’introduzione di una legge, che inizialmente era un emendamento inserito nel ddl Concretrezza sui controlli biometrici dei dipendenti pubblici, e aveva tra i più convinti promotori l’ex ministro della P.A., la leghista Giulia Bongiorno. Il provvedimento, colmo di limiti evidenti, non teneva per nulla conto della peculiarità del lavoro dei presidi, tanto più quando svolgono le proprie attività su più sedi, o all’esterno dell’edificio, o nei rapporti con il territorio.Udir plaude alla svolta annunciata dal neo ministro. Tanto più che il provvedimento in vigore era stato criticato dall’Aran, l’agenzia che agisce a tutela dell’amministrazione e bocciato dal Garante della Privacy, Antonello Soro. «La legge è inutile, costosa – sottolinea Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir – e oltretutto, colpendo la loro sfera personale, fa passare i lavoratori del comparto Istruzione, a partire dai ds, come delinquenti. Colpire nel mucchio una categoria, in un comparto dove l’assenteismo non esiste, è soltanto offensivo. Con la scuola dell’autonomia, i dirigenti hanno anche visto triplicare gli incarichi e aumentare le competenze. I soldi che si risparmieranno potranno essere investiti meglio, magari per la formazione del personale o per la stabilizzazione dei precari».

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400 milioni di risparmi per gli enti locali

Posted by fidest press agency su martedì, 10 settembre 2019

“E’ in corso di pubblicazione il Decreto Ministeriale, attuativo dei commi 961, 962, 963 e 964 dell’art. 1 della Legge di “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021”, che definisce le modalità attraverso le quali giungere alla rinegoziazione dei mutui concessi da Cassa depositi e prestiti S.p.A. a comuni, province e città metropolitane e trasferiti al Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Un’operazione che materialmente sarà avviata nei prossimi giorni e che porterà, se i tassi sui titoli di stato dovessero essere quelli attuali, ad un risparmi aggregato di 35 milioni di euro nei primi 5 anni e di 400 milioni sul totale della vita dei mutui.
Sono molto contenta di questo risultato, perché si tratta di un provvedimento, cui abbiamo lavorato in questi mesi, che libera risorse importanti per gli enti locali, a beneficio dei cittadini e dei servizi che vanno loro resi”. Così, in un post su Facebook, Laura Castelli.

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Università, il numero chiuso a Medicina torna in discussione. Il punto della situazione

Posted by fidest press agency su martedì, 10 settembre 2019

Università, il numero chiuso a Medicina torna in discussione. Il punto della situazioneA difendere i limiti imposti dal 1999 rettori come Eugenio Gaudio della Sapienza di Roma (“l’esigenza si è posta negli anni ’70 e ’80, quando gli studenti si iscrivevano ma non potevano seguire le lezioni e andare in corsia. O si adeguano spazi, strutture e docenti per 68mila iscritti o è impossibile farne a meno”). A criticarli docenti ed osservatori di esperienza. Come Francesco Carelli del direttivo di Euract, l’associazione degli insegnanti europei di Medicina generale: «La selezione spetta all’ateneo, non a un test. E’ molto importante che 3 candidati su 4 manifestino “passione” per la medicina, al punto da ripresentarsi al test. Significa che vedono in sé un’attitudine (maturata nella formazione undergraduate da studenti) a una disciplina sanitaria non esauribile dal semplice test. Sono pronti a mettere in gioco la propria capacità di interagire con i pazienti e dunque a mettersi alla prova anche in altre professioni sanitarie. Molti candidati di Medicina tentano il test per diventare infermieri o tecnici. Sarebbe ora di riflettere su un capovolgimento di prospettiva e di far sì che le gli atenei accolgano tutti gli aspiranti medici trattandoli come potenziale forza lavoro del servizio sanitario nazionale che solo una successiva selezione dirà come indirizzare».Iron Man, Spider Man, Wonder Woman indossano il camice bianco nel flash mob indetto da Consulcesi: il test di medicina, primo evento della ripresa della stagione didattica, si colora più del primo, imminente, giorno di scuola. Con i successivi, inevitabili ricorsi di chi ha visto cellulari e tablet spuntare in aula, o altri episodi degni di segnalazione: a Roma si parla di studenti con documenti falsificati, c’è polemica sulla domanda sul Museo Tussaud per la cultura generale e su una seconda su Leonardo quando l’indicazione è che si sarebbe parlato del Novecento. Il malcontento sul “numero chiuso” in piazza prevale. Aver aumentato di 1800 i posti disponibili tra Medicina e Odontoiatria, fino a 11000, non pare essere servito, visto che sono aumentati i candidati, anche di un 5% localmente (ma a Pavia ci sono stati 200 iscritti in meno di un anno fa). A difendere i limiti imposti dal 1999 rettori come Eugenio Gaudio della Sapienza di Roma (“l’esigenza si è posta negli anni ’70 e ’80, quando gli studenti si iscrivevano ma non potevano seguire le lezioni e andare in corsia. O si adeguano spazi, strutture e docenti per 68mila iscritti o è impossibile farne a meno”). A criticarli docenti ed osservatori di esperienza. Come Francesco Carelli del direttivo di Euract, l’associazione degli insegnanti europei di Medicina generale: «La selezione spetta all’ateneo, non a un test. E’ molto importante che 3 candidati su 4 manifestino “passione” per la medicina, al punto da ripresentarsi al test. Significa che vedono in sé un’attitudine (maturata nella formazione undergraduate da studenti) a una disciplina sanitaria non esauribile dal semplice test. Sono pronti a mettere in gioco la propria capacità di interagire con i pazienti e dunque a mettersi alla prova anche in altre professioni sanitarie. Molti candidati di Medicina tentano il test per diventare infermieri o tecnici. Sarebbe ora di riflettere su un capovolgimento di prospettiva e di far sì che le gli atenei accolgano tutti gli aspiranti medici trattandoli come potenziale forza lavoro del servizio sanitario nazionale che solo una successiva selezione dirà come indirizzare».
Non la pensa così Angelo Mastrillo segretario della Conferenza nazionale dei corsi di laurea delle professioni sanitarie. «E’ naturale ed apprezzabile che i giovani manifestino per l’inclusione e per il diritto allo studio. Ma è altrettanto importante che alla fine degli studi abbiano serie chance di lavoro. Al momento, in Italia non mancano medici neolaureati – siamo nella media Ocse – ma specialisti. Un conto è che solo un aspirante medico su sei veda premiata la sua aspirazione a studiare, un altro che solo un medico su tre riesca a specializzarsi e a lavorare nel servizio sanitario nazionale. Gli anni scorsi si presentavano al test d’accesso alla specialità 18 mila neolaureati aventi titolo per 6 mila posti. Formalizzando una disillusione: lo stato dà il diritto di diventare medico ma al momento di pagare il contratto specializzandi non ha i soldi per tutti quelli che ha formato. Quest’anno il governo uscente e le regioni, meritoriamente, hanno aggiunto 2 mila posti nelle scuole di specialità, ma esclusioni pari a 1000 medici l’anno moltiplicate per decine d’anni non si possono colmare. E del resto un conto è chiedere agli atenei di allargare i corsi di specialità a un 10-20% di medici in più, un conto è salire a un 40-50%. Crollerebbe la qualità didattica e ci sarebbero problemi sul tirocinio pratico, già contenuto in termini di ore».
Quanto all’ipotesi secondo cui la vocazione a fare il medico accomunerebbe le professioni sanitarie rendendo attuale la rimozione del numero chiuso, Mastrillo è realista. «Credo che gli aspiranti medici non sarebbero felici di sapere che se tra loro ce la fa uno su sei, tra i colleghi in lizza per entrare ai corsi per fisioterapisti entra uno su 13-14, 2 mila contro 28 mila candidati, e al test per gli infermieri si presentano in 22 mila per 15 mila posti. C’è selezione ovunque, ma in alcun casi le domande sono inferiori ai posti, come per gli assistenti sanitari, sette chance ogni 10 posti disponibili, e gli audiometristi (8 candidati ogni 10 posti). Per inciso, è quasi stabile il numero di candidature per le professioni sanitarie, 75 mila proprio come lo scorso anno. Il fabbisogno è nel complesso inferiore, e nei ragionamenti prevale, logicamente, la necessità di offrire nei corsi universitari una didattica di qualità». (Mauro Miserendino fonte Doctor33)

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Acidosi Tubulare Renale

Posted by fidest press agency su martedì, 10 settembre 2019

Padova 21 e 22 settembre 2019, presso la sala eventi Civitas Vitae del Centro Congressi di Via Tobolino 51 prima occasione d’incontro in Italia tra medici, ricercatori e persone con acidosi tubulare renale distale. Sabato 21 settembre si svolgerà un convegno realizzato con la collaborazione di medici del reparto di Nefrologia pediatrica dell’Ospedale Meyer di Firenze; dell’unità di nefrologa pediatrica dell’Ospedale Maggiore Policlinico Milano; del centro di Pediatria dell’Ospedale Policlinico di Sant’Orsola di Bologna e il reparto di Nefrologia pediatrica dell’Azienda Ospedaliera dell’Università di Padova. A concedere il patrocinio all’iniziativa sono stati: il Comune di Padova; la Società Italiana di Nefrologia Pediatrica; la Rete Italiana per le malattie renali in età pediatrica, il Lions Club Distretto 108 Ta3. Tra i sostenitori, la scuola italiana di sci ‘Scie di Passione’. L’Osservatorio Malattie rare è media partner dell’incontro.
Tommaso, padre di un bambino affetto da questa malattia rarissima, ereditaria e cronica, ha voluto fortemente promuovere un incontro, un’occasione di condivisione significativa per i genitori e i pazienti, sia bambini che adulti. Effettivamente, si tratta di un’occasione unica dove, in sinergia con gli organizzatori dell’evento, le famiglie possano finalmente partecipare numerose all’incontro di sabato 21, dalle ore 9.30 in poi e confrontarsi tra loro e con la ricerca scientifica oggi al lavoro. Avere chiarimenti, informazioni e visione futura sulla patologia è auspicio e ambizione dell’evento.
L’acidosi tubulare renale distale è una patologia difficile da diagnosticare e che affligge, in Italia, circa cinque persone su un milione, portando con sè diminuzione dei normali valori del bicarbonato e del potassio ematico. Riferimenti dell’iniziativa sono: il gruppo Facebook ATR acidosi tubulare distale renale, con la collaborazione della associazione Il sogno di Stefano e AMaRTI (Associazione Malattie Renali della Toscana per l’Infanzia) di Firenze.

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In campo oncologico: successo dei Molecular Tumor Board

Posted by fidest press agency su martedì, 10 settembre 2019

Siamo in una fase storica dell’oncologia: sta emergendo il “modello mutazionale” che consente di trattare i pazienti con farmaci capaci di intervenire sulla alterazione di specifici geni presenti nelle cellule tumorali. Finora è stato il modello istologico a orientare i trattamenti, ma le nuove terapie, per lo più farmaci a bersaglio molecolare, si rivelano sempre più efficaci. Strumenti e metodi innovativi (sequenziamento del genoma, approcci bioinformatici, intelligenza artificiale, biobanche, ecc.) consentono di studiare migliaia di alterazioni dei geni presenti in un tumore o in un singolo paziente e di ottenere la profilazione genomica tramite biopsia solida e liquida, nonché di verificare l’efficacia di alcuni farmaci anche al di fuori delle indicazioni terapeutiche standard.
L’FDA, l’ente regolatorio statunitense, ha infatti autorizzato di recente 3 nuovi farmaci (Pembrolizumab, Larotrectinib e Entrectinib) per il trattamento dei tumori in pazienti affetti da una neoplasia caratterizzata da specifiche mutazioni, indipendentemente dall’età, dal sesso e dalla localizzazione del tumore.
I Molecular Tumor Board (MTB), gruppi interdisciplinari che integrano le competenze oncologiche, ematologiche, della biologia molecolare, delle anatomie patologiche e delle farmacie ospedaliere, sono stati istituiti un anno fa presso l’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena (IRE) – IFO e il Polo Oncologico della Sapienza (POS), per fornire a medici e pazienti gli strumenti per gestire situazioni complesse e particolari attraverso un accesso omogeneo, equo, governato e sostenibile, alle nuove modalità terapeutiche in oncologia.
Il Regina Elena dal 2017 effettua di routine, a circa 1000 pazienti/anno, la profilazione molecolare NGS (Next Generation Sequencing) al fine di identificare mutazioni geniche predittive delle risposte terapeutiche. Con l’istituzione del Molecular Tumor Board (MTB) l’IRE-IFO ha ottenuto risultati interessanti: negli ultimi 12 mesi ha studiato casi clinici molto complessi di pazienti in cura presso l’IFO o inviati da altre istituzioni sanitarie e ha offerto una opportunità terapeutica innovativa e aggiuntiva a pazienti che erano ancora in buone condizioni generali, nonostante la malattia neoplastica fosse in stato avanzato. Dall’analisi di almeno 40 casi clinici, si è riusciti a proporre una terapia non convenzionale (off label) in 11 casi. La risposta clinica nella maggioranza dei pazienti trattati è stata entusiasmante, in alcuni si è registrata la remissione completa. Sono stati trattati e osservati soggetti che non avevano altra opzione terapeutica praticabile e avrebbero avuto una evoluzione rapida e fatale, ma, come in un caso di carcinoma del polmone a stadio avanzato, si è osservato quello che in letteratura si chiama Lazarus’ resurrection. Il successo del MTB IRE-IFO testimonia che la strada è giusta, va perseguita, e se possibile ampliata.
L’esperienza del Polo Oncologico della Sapienza (Policlinico Umberto I e Ospedale Sant’Andrea) basata su piattaforme Foundation One e Nanostring ha consentito, dal dicembre 2018 a oggi, la valutazione della espressione genica su un totale di 89 pazienti con caratteristiche cliniche analoghe a quelle utilizzate nello studio dell’IFO-IRCCS. I report mutazionali dei 75 campioni valutati sono stati decisivi per l’individuazione di target molecolari e la scelta del trattamento mirato in oltre il 40% dei casi (67 relativi a pazienti affetti da neoplasia del polmone in fase metastatica, 1 relativo a melanoma metastatico, 1 relativo a carcinoma squamocellulare dell’ano metastatico e 6 relativi a neoplasia del colon).
Inoltre, dalla collaborazione tra Sapienza Università di Roma, Fondazione Ricerca e Salute (ReS) e Cineca, parte la realizzazione, configurazione e gestione di un sistema informatico (piattaforma mutazionale) per assicurare la discussione collegiale dei casi clinici di particolare complessità, sulla base della profilazione genomica, costituendo un supporto digitale e un data base di fondamentale rilevanza per il confronto tra esperti. La piattaforma agevolerà l’analisi ’epidemiologica, la classificazione delle mutazioni e le attività della ricerca oncologica. L’utilizzazione di queste informazioni consentirà di mettere a disposizione della ricerca e delle autorità regolatorie informazioni di straordinaria importanza, raccolte in modo omogeneo e prospettico nella vita reale e non solo nell’ambito di studi clinici.

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La situazione delle autostrade in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 10 settembre 2019

Lo dichiara il Segretario Nazionale di Codici Ivano Giacomelli e precisa: “risulta penalizzata dalla mancanza di investimenti e di lavori per la manutenzione promessi dai concessionari. Nonostante il giro d’affari sui guadagni provenienti dalle autostrade sia molto alto, le spese per gli investimenti e la manutenzione stradale registrano una flessione. C’è voluta una tragedia, quella del crollo del Ponte Morandi, per pubblicare integralmente le convezioni autostradali, per anni una richiesta vana. Non è possibile attendere un altro incidente, un altro dramma come quello che ha colpito Genova e scosso profondamente l’Italia, per cambiare, una volta per tutte, la gestione di questo settore, tanto delicato quanto cruciale per il Paese. L’Associazione Codici rinnova quindi la richiesta di un controllo attento della situazione, per garantire la sicurezza dei cittadini. In questa ottica auspichiamo un incremento del personale preposto e degli strumenti in dotazione delle autorità, così da creare le condizioni necessarie per un’efficace attività di vigilanza che faccia emergere un quadro chiaro dei lavori svolti e del costo delle opere, effettuate e programmate. Per quanto riguarda quest’ultimo aspetto, è importante che i controlli si soffermino anche sui tipi di investimenti, così da evitare quelli poco utili o difficili da realizzare, messi in cantiere solo per ottenere una proroga della concessione. Riteniamo inoltre necessaria una verifica delle concessioni. Un’operazione indispensabile per fare luce su tanti aspetti che al momento risultano poco chiari a causa dell’incertezza sull’affidamento. Le procedure per le nuove concessioni sono lunghe, spesso scattano dopo la scadenza e questo è a vantaggio delle concessionarie e a danno dei consumatori, costretti a fare i conti con servizi scadenti, oltre che pericolosi. Al riguardo riteniamo doveroso accelerare l’iter, affinché le nuove concessioni vengano attivate prima della scadenza di quelle vecchie. Il tempo degli avvisi e dei moniti è scaduto. La mancata apertura al mercato ha già creato tanti danni, tra tariffe pazze e investimenti fantasma. È il momento di sanzionare chi non rispetta le regole, con interventi tempestivi e rigorosi. Non ci riferiamo soltanto alle società, ma anche a quei funzionari pubblici che non hanno vigilato in maniera corretta sul comportamento del concessionario. Queste, a nostro avviso, sono le vie da seguire per voltare finalmente pagina. Un cambio di rotta radicale, tenendo sempre bene a mente la figura del cittadino. Lo diciamo da tempo e lo ribadiamo oggi – conclude il Segretario Nazionale di Codici Ivano Giacomelli – ogni cittadino che usufruisce delle autostrade è a tutti gli effetti un consumatore e dunque come tale deve essere tutelato”.

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Social senza eccessi

Posted by fidest press agency su martedì, 10 settembre 2019

Le aziende del Sana, Salone internazionale del biologico e del naturale che inizia a Bologna, leader nel settore dell’alimentazione biologica, della cosmesi bio e di tutto ciò che riguarda uno stile di vita ecologico, sano e responsabile, hanno una discreta presenza sui principali social network (Facebook, Instagram e Twitter). Secondo i dati del monitoraggio “Business digital monitor” realizzato dall’agenzia di comunicazione di Klaus Davi & Co., oltre il 30% del campione è veramente attivo e soprattutto interattivo sulle piattaforme. Un significativo 15% raggiunge livelli di assoluta eccellenza nella presenza digitale. Un 20 % del campione dispone di profili social con un medio tasso di interazione. Monitorando un periodo di tre mesi da maggio a luglio su Instagram un campione di oltre 60 aziende, tra le aziende in testa per attività c’è il Pastificio Felicetti con 61 post, al secondo la Bios Line con 49, segue Bia SpA con 43 e Asiago Food SpA con 35, al quinto posto invece Erbenobili Spagyric Lab con 27 post. Passando ai like, al primo posto si piazza l’azienda Granarolo che ne accumula 29.640, al secondo posto il Pastificio Felicetti con 10.895, terzo è Asiago Food con 6.886. Per quanto riguarda i commenti, a guidare la classifica c’è il Pastificio Felicetti con 346 commenti; nettamente in testa per le visualizzazioni l’azienda Guna SpA con 53.490, segue BIA SpA (37.118), al terzo posto Asiago Food con 911. Poche le aziende del Sana che scommettono invece su Twitter: tra queste ci sono il Pastificio Felicetti con 66 post, segue Bia SpA con 14 e al terzo posto la Macinazione Lendinara con 2. Come Like troviamo ai primi posti sempre il Pastificio Felicetti con 136, al secondo e ultimo posto troviamo Bia SpA con 11 Like. Spostandoci su Facebook, l’azienda più attiva è Despar Italia con 93 post, segue Pam Panorama SpA con 69, al terzo posto Promopharma SpA con 44, al quarto Bios Line SpA con 40, quinto posto Dicaf SpA 36. Per i like in testa è Pam Panorama SpA con 44.480, segue Despar Italia con 37.774 e Granarolo con 23.354. Nei commenti prima in classifica è Despar Italia 7.991, seconda Pam Panorama con 4.088 e terza Granarolo SpA 1.386. L’agenzia Klaus Davi & Co. ha anche chiesto a 400 consumatrici quale fosse il canale di informazione più attendibile per informarsi sul settore. Al primo posto si piazzano giornali e periodici con il 18%, segue la televisione con il 17%, poi la radio e internet entrambi con il 15%. Sul piano, invece, del consumo dei mezzi di comunicazione, la televisione continua ad occupare il primo posto con due ore al giorno di media. Segue Internet con un’ora; la radio con 25 minuti e in coda giornali e periodici con 20 minuti di media. Secondo Klaus Davi le consumatrici sanno che i giornali sono più attendibili ma passano più tempo davanti alla tv e su Internet. Dal punto di vista della comunicazione è un dato di cui tenere conto per pianificare le attività.

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Infanzia in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 10 settembre 2019

Le disuguaglianze tra i bambini, per quanto riguarda l’acquisizione di capacità e competenze, si formano già nei primissimi anni di vita, ben prima dell’ingresso a scuola. Non si tratta, tuttavia, di disuguaglianze inevitabili: frequentare l’asilo nido, così come trascorrere del tempo di qualità con i propri genitori, si dimostra un fattore determinante in grado di ridurre il gap. Eppure, in Italia, solo 1 bambino su 10 può accedere a un asilo nido pubblico, con picchi negativi che si registrano in regioni come Calabria e Campania, dove la copertura è pressoché assente e, rispettivamente, solo il 2,6% e il 3,6% dei bambini frequenta un nido pubblico. Uno scenario in cui le ripercussioni negative riguardano soprattutto i minori provenienti da famiglie economicamente svantaggiate e che hanno dunque maggiori difficoltà nell’accedere alla rete degli asili privati non convenzionati. È quanto emerge dal rapporto “Il miglior inizio – Disuguaglianze e opportunità nei primi anni di vita” diffuso da Save the Children – l’Organizzazione internazionale che da 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro – in concomitanza con l’inizio dell’anno scolastico nel nostro Paese. Il rapporto contiene i risultati di una indagine pilota condotta tra marzo e giugno 2019 in 10 città e province italiane – Brindisi, Macerata, Milano, Napoli, Palermo, Prato, Reggio Emilia, Roma, Salerno e Trieste – realizzata in collaborazione con il Centro per la Salute del Bambino, che ha anche fornito una supervisione scientifica insieme all’Istituto degli Innocenti e all’Università di Macerata.L’indagine, di carattere esplorativo, ha coinvolto direttamente 653 bambini di età compresa tra 3 anni e mezzo e 4 anni e mezzo, ai quali, nell’ambito di incontri individuali a scuola con educatori appositamente formati, sono stati sottoposti i quesiti dello strumento IDELA (International Development and Early Learning Assessment), sviluppato da Save the Children International nel 2014 e utilizzato in più di 40 Paesi al mondo, che opera una valutazione su quattro aree di sviluppo: fisico-motorio, linguistico, matematico e socio-emozionale. La valutazione, in particolare, avviene attraverso compiti e giochi, quali ad esempio identificare una lettera o un numero o fare dei raffronti e delle misurazioni. Sono stati inoltre analizzati 627 questionari compilati dai genitori dei bambini coinvolti.
“L’indagine pilota svolta da Save the Children mostra come diseguaglianze educative che possono avere sui bambini un impatto di lunga durata si manifestino molto prima dell’accesso alla scuola dell’obbligo. La povertà educativa va dunque combattuta a partire dai primi anni di vita, attraverso solide politiche di sostegno alla prima infanzia e alla genitorialità, oggi assolutamente carenti nel nostro Paese, evitando che siano proprio i bambini delle famiglie più svantaggiate a rimanere esclusi dalle opportunità educative di qualità”, ha proseguito Raffaela Milano.

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Una terapia mirata per il tumore al pancreas

Posted by fidest press agency su martedì, 10 settembre 2019

Il carcinoma del pancreas è una delle neoplasie a prognosi più severa e tra le più aggressive con un tasso di sopravvivenza a 5 anni dell’ 8% . Lo studio dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena (IRE) pubblicato oggi su Cancer Research ha identificato, a livello preclinico, una nuova terapia mirata per un sottogruppo di pazienti affetti da tumore del pancreas con marcata dipendenza dall’oncogene K-RAS. Il lavoro, condotto dal gruppo di ricerca guidato da Luca Cardone, team leader dell’Unità di Immunologia e immunoterapia IRE, ha mostrato che, la decitabina, un farmaco già in uso clinico per altre neoplasie, ha una potente azione antitumorale mirata per i tumori del pancreas con specifiche caratteristiche. I pazienti selezionati con screening molecolare ne potrebbero beneficiare grazie ad un approccio di “riposizionamento” di farmaci, cioè nuove indicazioni terapeutiche per farmaci conosciuti, altrimenti detto “Drug repurposing”.
Il tumore del pancreas ha un tasso di mortalità in aumento rispetto ad altri tumori che hanno un trend stabile o in miglioramento. Non è possibile fare diagnosi precoce, è aggressivo e, tra le terapie, l’opzione chirurgica non sempre è praticabile, mentre i chemioterapici disponibili offrono risposte terapeutiche limitate. Molti i fattori di rischio associati a questa neoplasia, come ad esempio il fumo ma, tra le cause genetiche, l’oncogene K-RAS ha un ruolo chiave nella formazione e progressione del tumore pancreatico.Attraverso un approccio multidisciplinare, con l’utilizzo di modelli sperimentali e calcoli biocomputazionali, i ricercatori hanno quindi dimostrato che i tumori pancreatici con alta dipendenza molecolare per K-RAS hanno un’alta sensibilità al trattamento con la decitabina, mentre tumori indipendenti da K-RAS sono quasi cento volte meno sensibili o completamente resistenti. Il farmaco si è dimostrato anche capace di arrestare la progressione metastatica della malattia in modelli sperimentali di tumori pancreatici K-RAS dipendenti. Infine hanno anche compreso il meccanismo molecolare alla base della vulnerabilità selettiva dei tumori con tale dipendenza.
Da una stima effettuata su database di tumori pancreatici disponibili, si calcola che una percentuale che va dal 30% fino al 50% dei casi di tumori pancreatici ha una dipendenza molecolare da K-RAS che può, pertanto, potenzialmente rispondere al trattamento farmacologico con la decitabina.Grazie a questo studio preclinico, si potranno ora avviare studi clinici con la decitabina, come singolo trattamento o in combinazione, individuando e selezionando i pazienti con alta probabilità di risposta per confermare l’efficacia del trattamento.

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