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Il cerchio infernale delle cinque graduatorie vigenti e le pene dei precari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 settembre 2019

La prima graduatoria è quella di merito del concorso ordinario, voluta dal ministro Letizia Moratti in vigore dal 2001 al 2012 (chi era in questa prima graduatoria poteva inserirsi anche nelle ex graduatorie permanenti), poi sostituita da una nuova lista voluta dal ministro Francesco Profumo dal 2012 al 2017 (senza idonei, rectius con idonei grazie al Tar su ricorso Anief), quindi da un’altra nuova attuata dal ministro Stefania Giannini dal 2017 al 2018, prorogata al 2019 (prima con il solo 10% degli idonei, poi aperta a tutti gli idonei dopo un ricorso al Tar presentato da Anief e un ripensamento del legislatore). C’è chi ha vinto un concorso e non ha trovato il posto e chi è stato riconosciuto idoneo ma non può insegnare dalle graduatorie ad esaurimento, né da quelle di istituto se non si era già inserito.
La seconda graduatoria è quella regionale di merito ad esaurimento per la scuola secondaria, pensata dal ministro Valeria Fedeli, in vigore dal 2018, con fasce progressive decrescenti di riserva di posti annuali per l’immissione in ruolo, che nel suo primo anno inserisce i candidati al terzo anno del FIT, nel suo secondo anno vede cancellato il FIT dal ministro uscente Marco Bussetti. In migliaia non entreranno di ruolo prima di trent’anni, per alcune graduatorie e classi di concorso. Anch’essi non si possono inserire nelle graduatorie ad esaurimento né in quelle di istituto se non erano già inseriti.
La terza graduatoria, in risposta a una sentenza dell’Adunanza Plenaria, pensata dal ministro Bussetti è quella del concorso riservato al personale della scuola dell’infanzia e della primaria con due anni di servizio in possesso del diploma magistrale o della laurea in scienze della formazione primaria. In alcune regioni del Sud, qualcuno morirà prima di avere il ruolo. Molti di essi erano nelle graduatorie ad esaurimento; da qui, pian piano, vengono depennati, altri sono licenziati dai ruoli ottenuti con riserva, altri ancora sono inseriti nella seconda fascia delle graduatorie di istituto.
La quarta graduatoria è ad esaurimento, ex permanente tra il 2002 e il 2006, articolata in tre fasce, aperta dapprima annualmente al personale abilitato, poi ogni due anni, quindi dal 2011 ogni tre e poi dal 2014 dopo cinque anni; serviva nello spirito originario a bilanciare con un doppio canale di reclutamento l’abuso dei contratti a termini e a conferire gli incarichi annuali. Riaperte ai precari nel 2008 e nel 2012, grazie a un intervento normativo richiesto dall’Anief, sono chiuse dal 2012 a tutto il nuovo personale abilitato a eccezione di 2 mila maestre dell’infanzia e della primaria che grazie alle sentenze del Consiglio di Stato su ricorsi patrocinati dall’Anief entrano nei ruoli.
La quinta graduatoria è quella d’istituto, anch’essa articolata in altre tre fasce, da cui i dirigenti attingono soltanto per le supplenze, ma non sono provinciali; i precari indicano una decina di scuole per la primaria e venti per la secondaria e se sono fortunati sono chiamati per scorrimento, in caso contrario devono sperare nelle singole ‘messe a disposizione’, le cosiddette MaD, che hanno inviato in tutto il territorio nazionale senza limite e senza graduatoria.

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