Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Il Governo è cambiato, e allora cambino anche le politiche

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 settembre 2019

Oggi presentiamo l’ennesima storia di disperazione che evidenzia le contraddizioni più evidenti del nostro Paese. A denunciare è Maria Rondine, commessa Coop:”Buongiorno Francesco sono Maria, ti volevo far sapere cosa mi è successo. Ieri mio zio 88enne si sente male, chiamiamo il 118, vengono lo visitano ma ci dicono che è meglio non portarlo al pronto soccorso perché sono pieni e aspetterebbe per delle ore su una barella. Ci consigliano di chiamare un centro analisi per fargli fare le analisi a domicilio. Io ieri dalle 17 chiamo tutti i centri analisi a pagamento per chiedere questo servizio. Ebbene o sono già chiusi o chi è aperto mi dice che la domenica non fanno questo servizio!!! Passo la notte in bianco vicino a mio zio perché per me è un padre e stamattina alle sei sono già in viaggio per andare a lavorare, perché la pizza e le rosette oggi non devono mancare.«Storie come quella di Maria sono all’ordine del giorno – dichiara Francesco Iacovone, del Cobas nazionale – e ci raccontano di una sanità allo sbando, di veri e propri calvari nei Pronto Soccorso dei nostri nosocomi e di una carenza di organico strutturale e pericolosa per le nostre vite. Mentre la possibilità di fare shopping sembra essere l’unico “servizio” che non ci deve mai mancare. Sulla pelle di chi quel servizio per nulla essenziale lo presidia senza sosta.»«Lunedì il nuovo Governo chiederà la fiducia in Parlamento – prosegue il rappresentante sindacale – e noi vogliamo sapere come intende affrontare questa questione, che è stata snobbata nonostante le promesse dal passato Governo giallo verde. Ci aspettiamo dai nuovi Ministri Speranza e Catalfo una vera e propria inversione di rotta, che ci garantisca i servizi davvero essenziali e di pubblica utilità e riconsegni ai lavoratori del commercio una porzione di vita per curare i propri affetti e vivere una vita dignitosa ».«Noi certo non smetteremo di lottare, qualsiasi sia il colore del Governo, perché un paese che non riparte dal welfare e dal lavoro ha già perso.» – conclude Iacovone.

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