Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 338

Il senso della giustizia nel rispetto delle regole

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 settembre 2019

Appare di frequente nell’immaginario degli adulti, solitamente adusi a guardare il fuscello che si infila nell’occhio del nostro vicino e a non rilevare il tronco che si abbatte su di loro, la figura di giovani trasgressivi che non accettano d’essere limitati nei loro comportamenti anche se a condizionarli possono esservi delle regole di vita comune da dover rispettare. Anzi. Vi appare ovvio contravvenirle. Questo modo di fare spinge i giovani, a volte, ad essere nel loro anticonformismo tremendamente conformisti. Si va in discoteca per ballare ma vi si associa lo spinello, l’abuso di alcolici e via di questo passo. E’ una sorta di sfida con se stessi che i più forti superano ed i più deboli soccombono. Da adulti non ci rendiamo conto che dobbiamo prendere atto che, rispetto al passato, vi sono problemi che ce li troviamo oramai di fronte, costruiti, definiti, attivi, come dimostra l’esempio dei minori che entrano in rapporto con la giustizia. Prima, come osserva giustamente Gaetano De Leo nel “Manuale di Psicologia giuridica” (edizioni Led) curato insieme al collega universitario Assunto Quadrio, ci si soffermava maggiormente ad analizzare quale fosse il problema, chi e come lo avesse definito come tale. Quali implicazioni concettuali, metodologiche, sociali politiche ci fossero alla base delle definizioni di quel problema, ecc.” L’impressione è che la situazione ci sia sfuggita di mano offrendo ai giovani non un rapporto positivo della società ma piuttosto le sue negatività e frustrazioni. Un esempio può valere per tutti. Non consideriamo una vita degna d’essere vissuta se ogni giorno, per una modesta paga, dobbiamo affrontare lavori faticosi e stressanti. Il modello che invece opponiamo ai giovani è quello di chi riesce nella vita a guadagnare molto e a lavorare poco. I primi sono la maggioranza ed i secondi una ristretta minoranza. Ed i primi sempre e comunque restano in questa contesa dei frustrati che finiscono con il riverberare il loro disagio sociale tra i più giovani e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti, purtroppo. (Riccardo Alfonso)

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