Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

La libertà di stampa ed i giovani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 settembre 2019

Molto si discute in questi giorni sulla libertà di stampa e si insiste nel ritenerla un fatto culturale e di civiltà del diritto. In effetti parliamo di una libertà che in pratica si muove già da tempo con affanno. Le cause sono di varia natura e non tutte attribuibili ad una parte politica in luogo di un’altra, ma, semmai, all’intero sistema. Oggi dobbiamo chiederci se è possibile far conoscere la propria opinione agli altri senza subire pesanti condizionamenti. Il fatto è che esiste un editore. Questi è sollecitato da più interessi. Il primo è di natura economica e pensa di risolvere tale aspetto cercando sponsor non solo tra le aziende che cercano di farsi pubblicità per acquistare una loro notorietà, ma anche tra chi esercita un ruolo pubblico e vuole farsi conoscere sempre di più. Vi sono poi le proprie convinzioni personali e se si è un conservatore di formazione è difficile che possa orientare la sua testata fuori dai binari del suo modo di pensare. A questo punto si avvale di una redazione e di un direttore che riescano ad ottemperare alle sue aspettative editoriali. E qui parliamo sempre di testate giornalistiche e periodiche cosiddette indipendenti. E se consideriamo la circostanza che è nella nostra natura tendere a guarnire i fatti con i nostri commenti o illazioni, è facile presumere che anche un evento di cronaca nera può assumere contorni di natura politica se impostati in un certo modo. Ma è anche facile, volendolo intenzionalmente, mescolare un fallimento con una complicità politica o con un certo lassismo della magistratura o delle autorità di controllo. E questo, alla fine, torna bene se il tutto può essere richiamato in chiave demagogica per contestare l’operato dell’esecutivo di cui si avversa la parte politica. E’ difficile, a questo punto, essere certi di poter esercitare con obiettività un servizio informativo che si limiti ai fatti lasciando al lettore ogni giudizio di merito. Diventerebbe un lusso in quanto lascerebbe nell’indifferenza gli eventuali sponsor politici e gli stessi finanziatori commerciali che vedono meglio una testata che nei suoi servizi riesce a svegliare l’attenzione del lettore con piccoli e grandi scandali reali o costruiti a tavolino e a intravedervi connivenze di alto rango e coinvolgenti taluni poteri dello Stato. Eppure la libertà di stampa esiste e si può costruire giorno dopo giorno a dispetto dei soliti profeti di sventura. Diciamo che essa si fonda su un fatto culturale, si acquisisce attraverso i buoni maestri, si matura nelle nostre coscienze, si identifica nella buona lettura, nella volontà di rendere un servizio a noi stessi e ai nostri figli. (Riccardo Alfonso)

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