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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Abbandono scolastico

Posted by fidest press agency su domenica, 15 settembre 2019

Un esercito di quasi 600mila ragazzi lascia la scuola. Parliamo del 14,5% dei giovani tra i 18 e i 24 anni, con in mano al più un diploma di licenza media, che nel 2018 ha abbandonato precocemente gli studi. Secondo Eurostat, nel Vecchio Continente peggio di noi fanno solo Romania, Malta e Spagna. Con la riapertura delle scuole, SOS Villaggi dei Bambini si appella al nuovo governo affinché riporti l’istruzione al centro dell’agenda politica.
Secondo il ministero dell’Istruzione, nel 2017 quasi 12mila alunni delle medie hanno interrotto gli studi. Sfiorano quota 100mila invece gli abbandoni tra gli studenti delle superiori. Particolarmente critica la situazione al Sud, con le isole fanalino di coda.
«Come realtà del Terzo Settore, lavoriamo ogni giorno affinché i bambini e ragazzi di cui ci prendiamo cura nei nostri Villaggi SOS abbiano un’istruzione adeguata. Al nuovo governo – e in particolare al neoministro dell’Istruzione – chiediamo di fare la propria parte riportando la scuola al centro dell’agenda politica», spiega Samantha Tedesco, Responsabile Programmi e Advocacy di SOS Villaggi dei Bambini.Grazie all’Organizzazione impegnata da settant’anni al fianco dei più vulnerabili, nel 2017 circa 180 fra bambini e ragazzi accolti da SOS Villaggi dei Bambini (dai 6 ai 17 anni) hanno frequentato la scuola. Di questi 160 hanno portato a termine il ciclo di studi conseguendo l’agognato titolo (licenza elementare o media, diploma superiore). Un risultato non banale se si considera il difficile percorso che i ragazzi hanno alle spalle e che spesso è causa di un basso rendimento scolastico.E per far sì che nessuno resti indietro, col nuovo anno scolastico sono in partenza progetti di sostegno allo studio, come nel Villaggio SOS di Vicenza, dove per i bambini con «Bisogni Educativi Speciali» (BES) l’organizzazione ha messo a punto un programma ad hoc, «Only the BESt».
«La scuola riveste un ruolo cruciale nella crescita dei bambini. Il loro futuro dipende in larga misura dall’accesso all’istruzione. Per questo dobbiamo impegnarci al massimo affinché il diritto allo studio sia davvero universale e non appannaggio di pochi», conclude Tedesco. (fonte: http://www.inc-comunicazione.it)

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