Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

I giovani che decidono di mettersi in proprio in Italia sono sempre meno

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 settembre 2019

La causa è da ricercarsi principalmente nella paura di fallire e della macchinosa burocrazia italiana. Nonostante siano state introdotte nuove forme giuridiche che facilitano le nuove attività come l’SRL Semplificata e la Partita Iva in regime dei minimi, sempre meno giovani decidono di mettersi in proprio nonostante la voglia ci sia.
Non è il caso di Diego Granese classe 1990 e in proprio dal 2012, proprietario di diverse attività avviate da zero, startupper, blogger (https://www.granesediego.com) e consulente. Da circa un anno ha avviato assieme al suo socio il Dott. Driss El Fariaanche una società di consulenza internazionale che aiuta le imprese, la Landmark International(https://www.landmark-int.com).
Questa la sua testimonianza. “Quando mi sono messo in proprio non avevo nè fondi nè esperienze, ho dovuto imparare sul campo a soli 22 anni. La mia prima attività è stata nel settore del fitness e wellness. Avevamo rilevato una piccola attività di provincia, il mio allora socio mi mollò dopo 6 mesi con parecchi debiti da appianare e un’attività in startup da portare avanti. Avevo sostanzialmente due scelte: la prima era abbandonare tutto e tornare al mio lavoro da dipendente, la seconda rimboccarmi le maniche, lavorare 14/15 ore al giorno e portare a casa gli obiettivi che mi ero prefissato. Secondo voi quale ho scelto?
Dopo quell’esperienza ne sono susseguite molte altre, fatte di molte soddisfazioni e molti sacrifici. Essere imprenditori di successo è anche questo, continui tentativi fatti in maniera logica e calcolata e tanto allenamento mentale e decisionale. Chi vi vende le formule per il successo facile in 20 giorni, vi posso garantire che l’unico che si arricchirà sarà lui.
Durante questo lungo percorso, fatto di cambiamenti e adattamenti, ho imparato cos’è il problem solving e così ho deciso di mettere a disposizione di tutti quello che avevo imparato.
Ad oggi amministro molte società e sono socio di capitale in altrettante, sicuramente il mio percorso è stato difficile ma mi ha portato molte soddisfazioni, una di queste è stata fondare la Landmark International.
La mia società di consulenza si occupa di problem solving aziendale a 360°, aiutiamo le aziende in ogni processo e percorso, dallo sviluppo del brand, al management, passando dal marketing per finire alla consulenza assicurativa e di internazionalizzazione di impresa.
Quello che oggi posso consigliare ad un giovane che vuole mettersi in proprio è di studiare il mercato di riferimento e pianificare a dovere ogni aspetto della startup facendosi seguire da professionisti. Una volta che tutto è stato messo sulla carta (fondamentale è un business plan e un business project dettagliato) il mio consiglio è quello di buttarsi senza paure. Se abbiamo pianificato tutto a dovere avremo il controllo anche degli imprevisti e delle situazioni non positive che potrebbero crearsi.
Oggi più che mai è fondamentale eccellere nel proprio campo, trent’anni fa il mercato Italiano era alla sua massima ascesa, bastava essere dei bravi artigiani e commercianti per costruire aziende di successo. Oggi questo non è più possibile, anche il più bravo artigiano ha bisogno di uffici marketing, venditori, manager, controllo della qualità, consulenti per lo sviluppo e tanto altro. Per vincere il mercato di oggi bisogna essere i migliori, e fidatevi se vi dico che non è così difficile. Ogni giorno mi capita di fare da temporary manager presso aziende avviate e funzionanti con una storia anche di 100 anni, il problema di queste aziende è che non si sono mai innovate nei processi di gestione e manageriali, mantenendo solo la figura dei titolari come tutto fare. In pochissimo tempo con tecniche studiate e funzionali si riescono ad ottenere risultati incredibili in termini di crescita e risparmio aziendale.
Ad oggi in tutte le mie attività nulla è lasciato al caso, il management, il marketing, lo sviluppo, i conti finanziari, e le risorse umane sono attentamente studiate e adattate ai vari business. Un’altra cosa che ferma i giovani imprenditori sono i soldi, ho sentito tantissime volte la frase ‘non ho soldi’, questa affermazione non è assolutamente vera!
Oggi come non mai le possibilità di finanziamento sono infinite: possiamo utilizzare strumenti finanziari di banche o fondi, mettere il nostro progetto sul crowdfunding o trovare investitori privati (la scelta che utilizzo maggiormente). Tantissime persone hanno fondi mobilizzati che spesso investono in titoli finanziari con rendimenti bassissimi, se esponete un progetto valido, vi stupirete da quante persone sono disposte a finanziarvelo.
Un altro consiglio non meno importante è quello di lavorare sulla vostra immagine: sia personale che del vostro brand. Il mondo è estremamente interconnesso e dovete essere bravi a comunicare alle persone giuste i fantastici prodotti o servizi che offrite. Diversificate, investite i profitti e ricordatevi di non mollare mai, la scelta di diventare giovani imprenditori è difficile e prevede un lungo cammino, che però vi posso assicurare sarà pieno di soddisfazioni. Presto lancerò inoltre sul web una serie di infoprodotti e videocorsi che daranno dei reali contributi anche in maniera molto tecnica su tutto quello che c’è da sapere sul business, cercando di offrire prodotti e contenuti di altissimo livello e discostandomi molto da quello che oggi offre il mercato online.” (n.r. Di solito non pubblichiamo comunicati già rilanciati da altre agenzie stampa. Questa volta facciamo eccezione in quanto ci siamo imbattuti in un giovane che mostra d’essere in sintonia su quanto da tempo abbiamo scritto sul lavoro autonomo. Le attuali tecnologie ci offrono d’avere una serie di varabili per stimolare, in specie nel terziario, l’impegno di singoli collegabili in aree più vaste per un lavoro in comune. E ciò significa anche ridurre i costi d’avviamento e la gestione dei servizi offerti. Vorremmo, a questo punto, che si creasse una rete di attività collegate tra di loro che possano servire anche come supporto e stimolo a quanti si avviano ad intraprendere attività imprenditoriali. Cosa possiamo dire di più? Teniamoci in contatto poichè bisogna tenere ben da conto le tre regole sovrane: “fare, saper fare e far sapere”.)

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