Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

L’Italia viva di Renzi

Posted by fidest press agency su martedì, 17 settembre 2019

“E’ una questione tutta interna alla sinistra italiana e sarebbe opportuno e utile che venisse trattata da quell’area culturale. Ma un suggerimento lo do, non solo rivolto a Renzi ma a tutti: è necessario dismettere una certa dottrina pragmatista leninista della subordinazione dei mezzi al perseguimento dell’obiettivo ed entrare in maggiore sintonia con i precetti della democrazia”. È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia intervistato da Radio Radicale sulla scissione di Matteo Renzi.
“Non voglio dare lezioni – ha aggiunto – ma mi viene da pensare a Fdi che nasce da una scissione del Pdl. Una scissione che, però, non avvenne nel bel mezzo della legislatura. Per essere coerenti e fedeli, ci presentammo con il nostro simbolo e il nostro nome senza avere la possibilità di pubblicizzarli vista la velocità dei tempi con cui ci siamo organizzati dalla fine della legislatura (dicembre 2012) alle nuove elezioni (febbraio 2013). Abbiamo rischiato grosso. Ma non ho mai considerato corretto chiedere di voti per un partito e generarne un altro nel bel mezzo della legislatura. L’atto di Renzi mi lascia perplesso sul piano dell’etica politica. Ma rientra nel personaggio”. “Il sospetto è che una volta liberatosi della sinistra più oltranzista, – ha precisato Rampelli- Matteo Renzi aspiri a comporre un disegno neocentrista per attrarre anche Forza Italia. Bisogna capire cosa vorrà lasciare Berlusconi del suo passaggio in politica. La cifra oggettiva di Berlusconi fu la saldatura del popolarismo italiano con la destra storica, oggi sovranista o populista. La novità in Italia non fu quella di consentire alla destra di andare al governo, ma di consentire agli italiani di conquistare la democrazia dell’alternanza. Dal 1994 con la nascita di Forza Italia – ha concluso Rampelli – abbiamo avuto governi di centrodestra e governi centrosinistra, dopo 50 di governi monocolore”. (n.r. Non crediamo si tratti di una collocazione politica di destra, di centro o di sinistra. A nostro avviso è il frutto di uno smisurato desiderio di emergere considerato che il Pd era diventato per lui un abito troppo stretto. Ora, semmai, andrà in cerca di chi è disposto a sentire le sue “pifferate” e il governo è avvisato: lo “stai tranquillo” è incominciato. E sappiamo che già la prima mossa è stata compiuta con la telefonata a Conte.)

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