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In Nepal per osservare i cambiamenti climatici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 settembre 2019

Aeroporto Fiumicino di Roma – Domenica 22 Settembre. Poco prima, alle ore 10, tutto il team è disposto ad un briefing stampa dinanzi all’aeroporto, esattamente davanti al Terminal C, zona partenze. Sarà presente il Team multidisciplinare italiano in missione in Nepal per osservare i cambiamenti climatici. Al seguito ben 3 Guide Ambientali Escursionistiche dell’Aigae.
Percorreranno l’antica via dei mercanti, nella regione del Mustang. Incontreranno il restauratore italiano, Luigi Fieni, che da 20 anni sta dirigendo importanti lavori di restauro di affreschi in monasteri e templi di estrema importanza. Un cammino di 133 Km a piedi.
Grazie all’esperienza di Luigi Fieni si cercherà di capire come il Mustang stia cambiando in questi ultimi anni e quanto resta delle antiche tradizioni buddiste locali. Lo ha annunciato Stefania Gentili, Guida Ambientale Escursionistica che con Mauro Cappelletti, altra Guida Ambientale Escursionistica dell’Aigae, è caposquadra della spedizione in Nepal. Sarà un team tutto italiano e multidisciplinare, formato da ben 9 esperti in vari settori come: turismo sostenibile, speleologia, climatologia, geologia, scienze naturali, marketing e comunicazione.
Gentili precisa: “Osserveremo variazioni nella piovosità e nei periodi di siccità che obbligano le popolazioni della Valle del Mustang a spostare i propri villaggi in cerca di acqua. La spedizione si svolgerà esclusivamente a piedi. Escludendo i giorni di avvicinamento da Kathmandu e da Pokara. Percorreremo le terre del Lower e Upper Mustang in 12 giorni, da Kagbeni a Lo Manthang, passando per il Passo Ghar Gompa a 4300 m di altezza (punto più alto del percorso), per ridiscendere poi verso Chussang e Muktinat. Si tratta di ben 133 km e affronteremo un dislivello complessivo di 11.200 m. Con me ci saranno : Mauro Cappelletti, ideatore del progetto, Guida Ambientale Escursionistica dell’Aigae, specializzato in turismo responsabile e sostenibile, Federico Agostinelli, membro del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, Dario Gentili, antropologo, esperto in progetti sociali finalizzati al rafforzamento ed alla valorizzazione delle risorse di piccole realtà comunitarie, sia in Italia che nelle cooperazioni internazionali all’Estero, Giovanni Negro, pilota di parapendio, Laura Amori, esperta di musica indiana, di cultura orientale che ci aiuterà a comprendere molti degli aspetti culturali che incontreremo lungo il cammino a piedi, Paolo Rossi, geologo, Chiara Elisabetta Chiri, documentarista, laureata in Arti e Scienze dello Spettacolo, inoltre specializzata anche in fotografia, Valentina Miozzo, blogger di viaggio ed esperta in social media marketing. La motivazione che ci spinge, maturata grazie alle nostre competenze professionali, è un’urgenza umana prima che scientifica: essere testimoni dei cambiamenti in atto in luoghi ancora lontani dal turismo di massa, dove la sopravvivenza è una questione non solo biologica, ma anche storica e culturale”.
Il Mustang, l’antico Regno di Lo, un piccolo Tibet per cultura e religione, è racchiuso come in uno scrigno tra i confini del Nepal: una regione remota, solo in tempi recenti aperta agli stranieri, che da sempre è stata terra di confine e di passaggio. Le carovane del sale che scendevano a sud portando lana e salgemma dal Tibet, risalivano la valle dall’India e dal Nepal cariche di riso – ha proseguito Gentili, esperta in Scienze Naturali – e più a nord incrociavano la Via della Seta proveniente dall’estremo Oriente. Santi ed esploratori, mercanti e pellegrini, hanno percorso la lunga valle le cui alte pareti sono scavate dallo scorrere impetuoso del fiume Kali Gandaki.
“Attraverseremo a piedi il Mustang seguendo l’antico sentiero in quota già percorso da carovane di mercanti e lunghe file di pellegrini, evitando volontariamente la strada carrozzabile di fondovalle. Saremo in un “Punto Senza Tempo”, perché questo è quello che suscita l’immagine della suggestiva valle del Kali Gandaki: un luogo in cui gli antichi Gompa tibetani, gli isolati villaggi medievali – ha affermato Gentili – e gli alti passi ventosi fanno perdere ogni riferimento spaziale e temporale a chi attraversa questo luogo. Sembrerà di camminare in un piccolo antico Tibet, sopravvissuto con i suoi usi e costumi in una parte di territorio Nepalese. Come antichi viandanti e carovanieri, anche noi giungeremo dall’alto, dal passo Ghar Gompa a 4200 m di quota, alla città fortificata di Lo Manthang.

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