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Archive for 19 settembre 2019

Le elezioni israeliane

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 settembre 2019

elezioni israeleBy Ugo Volli. Sono le seconde in sei mesi, dopo che i risultati di quelle di Aprile non avevano permesso la formazione di un governo – si sono concluse in maniera sostanzialmente analoga alle precedenti. Non vi sono dunque vincitori. I due grandi partiti sono alla pari (32-32). Bibi Netanyahu non è riuscito a ottenere una maggioranza senza Lieberman, che non vuole parteciparvi benché si proclami nazionalista, in odio a lui e in opposizione ai religiosi.
Ma neppure Gantz ha una maggioranza, perché non è possibile sommare ai seggi veri del centrosinistra (43), che sono nettamente meno di quelli del centrodestra (54), quelli della lista araba (12), che è infeudata ai movimenti palestinisti e perfino legata ai terroristi di Hamas. Né tantomeno è possibile unire questi a quelli di Lieberman (9), come servirebbe per avere la maggioranza. I partiti arabi sono sempre rimasti fuori dalle maggioranze di governo in Israele, per loro scelta dato che sono contrari allo stato ebraico, e per tacito accordo fra gli altri partiti che li hanno sempre considerati antisistema. Furono però inclusi e anche determinanti nell’approvazione dei trattati di Oslo, coi risultati negativi che si sono visti. Dato che un’operazione militare a Gaza e una guerra con Hezbollah sono possibilità molto concrete per il prossimo futuro, è chiaro che non potrebbero né vorrebbero partecipare a un governo che le sostenesse. Ipotizzare un blocco di centrosinistra con loro è peggio che un errore, un rischio gravissimo per il paese.Un governo di unità nazionale con l’unione dei due grandi gruppi e magari l’appoggio di Lieberman non è possibile allo stato, perché il Likud lo farebbe solo con la presidenza di Netanyahu e il raggruppamento di Gantz si è unito sulla base dal progetto di rimuoverlo, come vuol fare anche Lieberman.A questo punto, dopo la liturgia delle consultazioni, i risultati possibili sono solo tre. La prima è di tornare ancora alle elezioni. A nessuno piace, ma non è uno scandalo, la Spagna ha appena convocato le quarte elezioni in due anni. Certo che Israele ha di fronte sfide molto più gravi della Spagna, ma ormai vive in regime di governo prorogato da quasi un anno e non vi è stato vuoto di potere o paralisi per questo.La seconda opzione è che Gantz riesca a fare un governo di sinistra con gli arabi, magari solo in appoggio esterno; sarebbe un governo molto debole e pericoloso per Israele, continuamente sotto il ricatto di gruppi politici ostili allo stato ebraico. La terza ipotesi è che vi sia un cambiamento interno ai grandi partiti, che i bianco-azzurri, che sono una federazione di quattro gruppi, si dividano e qualcuno vada a destra, il che appare piuttosto improbabile, dato che vorrebbe dire sconfessare tutto il progetto politico di quest’ultimo anno e piegarsi a Netanyahu.Oppure potrebbe accadere che il Likud sconfessi Netanyahu, in cambio per esempio della posizione di premier per qualche suo membro e che si formi un governo di centro, che lasci all’opposizione arabi, estrema sinistra, destra e religiosi. Anche quest’ultimo sarebbe un risultato che comporta un danno per Israele, che si troverebbe a fare a meno del suo leader più prestigioso, il solo che tratti da pari a pari con Putin e Trump. Ma ci sarebbe comunque un governo capace di reggere.Nessuno può dire quale di questa soluzioni prevarrà, anche perché oltre ai seggi alla Knesset bisogna tener conto di due fattori, entrambi contrari a Netanyahu: il ruolo importante del presidente della repubblica Rivlin, che è sì del Likud, ma personalmente nemico di Netanyahu, e l’azione del sistema giudiziario che l’ha preso di mira e potrebbe arrivare fra un mese a un’incriminazione e fra un anno a un processo.Bisognerà attendere dunque la consultazioni di Rivlin, l’assegnazione dell’incarico al politico più indicato dai partiti (che potrebbe essere Gantz se gli arabi lo indicheranno, Netanyahu altrimenti), probabilmente entro fine mese, quando inizia il ciclo delle feste ebraiche; poi sei settimane a sua disposizione per tentare di costituire una maggioranza, presumibilmente fino a metà novembre; se non ci riuscirà ci saranno altre sei settimane, più o meno fino ai primi giorni del 2020, per un secondo candidato scelto da Rivlin (ragionevolmente l’altro fra Gantz e Netanyahu che non era stato designato al primo turno). Se anch’esso fallisse, si tornerebbe alle elezioni, verso aprile. Quella israeliana insomma è una democrazia piena di freni e di problemi, come in tutte le società avanzate. Ma una democrazia sana, libera, partecipata, trasparente. Non potrebbe esserci maggiore differenza rispetto all’opacità, alla violenza e all’autocrazia di tutte le società che la circondano in Medio Oriente. (fonte con foto copyright: https://www.progettodreyfus.com/elezioni-israele-2019-3/)

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Salina Jazz Festival

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 settembre 2019

Isola di Salina Venerdì 20 settembre ore 21.30 Palazzo Marchetti Si apre il sipario nella splendida cornice naturale dell’isola di Salina della terza edizione del “Salina Jazz Festival” che nasce dalla collaborazione più che ventennale tra Clara Rametta, sindaco di Malfa e fondatrice dell’Associazione Didime 90 e Giuseppe Urso, che ne firma la direzione artistica oltre ad essere coordinatore e docente dei corsi Jazz al Conservatorio Alessandro Scarlatti di Palermo. Il primo appuntamento della kermesse è in programma, ad ingresso libero, con il gruppo “Giuseppe Urso Trio feat. Gianni Gebbia“, per una tre giorni ricca di musica e sound da vivere con l’interazione tra alcune tra le migliori espressioni del jazz siciliano ed artisti internazionali, che saliranno su palco del prestigioso Palazzo Marchetti, utilizzato proprio per eventi culturali di spessore dell’isola. Il gruppo “Giuseppe Urso Trio” è composto dallo stesso Giuseppe Urso alla batteria, accompagnato da Valerio Rizzo al piano e Stefano India al contrabasso e basso elettrico, entrambi talentuosi ex allievi del Conservatorio di Palermo Alessandro Scarlatti che hanno già alle spalle, nonostante la giovane età, una carriera segnata da importanti collaborazioni. Giuseppe Urso Trio ha la stessa età della Palermo Jazz Orchestra del Conservatorio di Palermo fondata dal Maestro Urso due anni fa, ed ha all’attivo il disco Shapes per la Da Vinci Publishing di Osaka che ha ricevuto ampi consensi da parte della stampa specializzata italiana e internazionale. Esso racchiude nuove composizioni originali e rielaborazioni per una ricerca continua senza mai perdere la comunicazione con il pubblico e privilegiando l’aspetto dell’interplay e della eterogeneità nelle atmosfere proposte. Il gruppo vanta anche l’originale progetto musicale, Live in Mondello Beach, che vede protagonisti gli strumenti immersi nella spiaggia di Mondello in una calda giornata primaverile, durante il venerdì santo. Il Trio stabile ama esibirsi in contesti naturali di particolare bellezza e per ciò propone una sonorità ritrovata dal proprio animo, il cui intento è quello di coniugare tinte forti dei colori della nostra terra assieme all’interpretazione musicale derivata dalla freschezza dei due giovani artisti con l’esperienza del Maestro. La novità assoluta risiede nel fatto che, con l’esibizione dal vivo dell’ensemble palermitano, ha realizzato tre video. Il primo dei tre, reinterpreta con un concept e arrangiamento di Urso, il famoso brano musicale “Everybody Wants to Rule the World” del gruppo new wave e pop rock inglese Tears for Fears, e valorizza la felice riuscita di una registrazione in mezzo alla natura, in una armonia interiore ritrovata a contatto con un mondo che ci appartiene perché rappresenta il nostro vissuto, un esperimento di notevole portata mai realizzato prima d’ora nella nostra Sicilia. Mentre il secondo video che si intitola Etude n.2, vuole essere una rivisitazione del celebre brano di Philip Glass ed è sempre un concept del Maestro Urso. Chi lo vede e ne ascolta le note si inebria, si immerge totalmente nelle onde del mare per diventarne un tutt’uno. La musica che sposa la natura e che fa volare in una dimensione orchestrale ed ancestrale. L’ultimo ideo “White” è una composizione di Giuseppe Urso già registrata nel cd Shapes e rappresenta un omaggio alla cultura hip hop e neo soul, con armonie e clusters contemporanei ma ancora una volta di fruibilità melodica nonostante la complessità. Il Festival di Salina, che intende unire le armonie e le bellezze naturali della nostra terra ed in particolare di una delle più belle isole assieme alla musica jazz, prosegue con altri due appuntamenti: il 21 con il gruppo “2 of Us” e chiudere il 22 con la figura internazionale del Festival, la cantante “Joyce Elaine Yuille Quartet”. Dopo numerose apparizioni di importante caratura, tra le quali il palco nel tempio del jazz del Blue Note a Milano, Joyce Elaine Yuille sarà dunque special guest del Salina Jazz Festival. Entertainer di altissimo livello, l’artista d’oltreoceano ha calcato il palco con alcune tra le più famose artiste internazionali, quali Gloria Gaynor, Donna Summer e Randy Crawford, solo per citarne alcune. (by Rosanna Minafò)

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“Festival della famiglia”

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 settembre 2019

Perugia – Dal 22 al 29 settembre a Perugia si svolgerà il “Festival della famiglia”, evento organizzato dall’amministrazione comunale sul tema della famiglia con eventi, attività, feste e convention che, secondo gli organizzatori, dovrebbe tenere alta l’attenzione sul tema e sviluppare un ambiente cittadino a misura di essa. Peccato che per l’amministrazione comunale la famiglia, rigorosamente al singolare, di cui parla l’assessore alle politiche sociali Edi Cicchi, è una sola: monolitica, eterosessuale, tradizionale e immutata nel tempo. Per le famiglie al plurale, per le famiglie arcobaleno (le famiglie composte da genitori omosessuali), nel festival del Comune non c’è spazio. Né un evento, un dibattito, né la presenza o il coinvolgimento di un’associazione a riguardo. Non c’è spazio per le famiglie composte da persone dello stesso sesso ed i loro figli, per le famiglie monoparentali o per tutti gli altri modelli familiari che convivono ogni giorno nella società reale e che sono ormai pienamente riconosciuti dalla comunità scientifica, ma che gli estremisti leghisti, ora al governo della città, si rifiutano di riconoscere.
«Apprendiamo con tristezza che la settimana di eventi organizzata dal Comune di Perugia sul tema della famiglia esclude dal suo programma ogni riferimento alle famiglie arcobaleno – commentano Stefano Bucaioni, presidente di Omphalos e Giuseppe Barbieri, referente di Famiglia Arcobaleno Umbria – Il precedente Ministro della Famiglia, il leghista Fontana, ci aveva abituato all’oltranzismo del suo partito: fu il primo a sostenere che le famiglie arcobaleno non esistono e a concedere il patrocinio al Congresso della Famiglia di Verona, adunata di fondamentalisti religiosi, malvisti dalla stessa Chiesa. Ritrovare queste posizioni nella nostra città ci riempie di tristezza. Eravamo abituati ad una realtà aperta, tollerante e inclusiva, che festeggiava e valorizzava le differenze e i tanti modelli di famiglia. Ci ritroviamo in una città dove o sei bianco, eterosessuale, sposato in chiesa, possibilmente con più di 3 figli, oppure sei escluso da qualsiasi politica di welfare o interesse pubblico.»
Da anni ormai la comunità scientifica ha certificato il cambiamento in atto nella società con lo sviluppo di differenti modelli familiari, tutti validi e da tutelare. Peccato che nel programma del Festival della Famiglia del Comune di Perugia di tutto questo non ci sia traccia. La valorizzazione dei differenti modelli familiari e la tutela delle famiglie arcobaleno sono al centro dell’azione di Omphalos e di Famiglie Arcobaleno Umbria e le associazioni vogliono denunciare il tentativo dell’amministrazione comunale di appiattire la definizione di famiglia e si appella alle associazioni e ai soggetti che hanno scelto di partecipare al Festival, affinché sia data voce e rappresentanza anche a chi il Comune ha scelto di relegare nell’invisibilità.

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Primo festival italiano dedicato al Service Design

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 settembre 2019

Milano Sabato 5 Ottobre 2019 – h. 15.00 – 18.30 Brera Design Days Fondazione Giangiacomo Feltrinelli Viale Pasubio 5. “The new green (city) deal. Regenerative urban development” è il titolo di questo nuovo appuntamento. Relatori e professionisti provenienti da tutto il mondo discuteranno del capitale naturale, inteso come leva strategica per generare nuove prospettive nel campo dei servizi per le città ecosostenibili aprendo nuove visioni rispetto alla costruzione di centri urbani e metropoli sempre più green e attenti all’impatto ambientale.
Come comunicare e promuovere iniziative concrete per far fronte alla sfida urgente che il cambiamento climatico impone? Come policy maker, manager, designer, cittadini possono contribuire a ri-progettare processi, prodotti e servizi per le metropoli? La creazione di un nuovo modello di città sostenibile in risposta al cambiamento climatico sarà il filo conduttore del dibattito per immaginare una città che sia resiliente e rigenerativa. E saranno proprio resilienza ed economia circolare i temi al centro della discussione da cui emergeranno visioni, approcci e case study in grado di delineare le nuove traiettorie progettuali sul tema.

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Governo: Bellanova e le idee chiare

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 settembre 2019

Ha iniziato il suo mandato di ministra sommersa da truci critiche sul suo abbigliamento e il titolo di studio, alle quali ha risposto in modo esemplare: mi vesto come mi sento e i galloni me li sono conquistati sul campo. E’ la ministra alle Politiche Agricole, Teresa Bellanova.
Finalmente una ministra che non prende in giro gli elettori e che dice pane al pane e vino al vino. Sull’accordo della Ue con il Canada, il Ceta, la ministra Bellanova ha dichiarato: “Dobbiamo lavorare perché si arrivi alla ratifica del Ceta, l’accordo di libero scambio tra Ue e Canada, con l’obiettivo di dare competitività al Sistema Italia.”
Da ricordare che nei primi 5 mesi di quest’anno le esportazioni italiane verso il Canada sono aumentate del 12,6%, nonostante le contorsioni sull’argomento di leghisti e penta stellati.
Anche sugli OGM, gli organismi geneticamente modificati, la ministra Bellanova apre con: “Sugli OGM voglio aprire un confronto rapidamente anche con le parti imprenditoriali, è un tema delicato che non va affrontato in modo azzardato.” Da ricordare che da 50 anni mangiamo pasta derivata da grano geneticamente modificato e che, nel nostro Paese, l’87% dei mangimi composti per animali è OGM, ma nessuno ne parla.
Sulla Xylella, il batterio che sta distruggendo gli ulivi, la ministra Bellanova ha dichiarato: «Vi stupiremo, ma non ci scontreremo. Dobbiamo chiudere una pagina e dobbiamo riaprire con molta determinazione la pagina di rigenerazione del paesaggio salentino, di investimenti nelle aziende, di ripresa delle attività produttive. Sono questioni irrinunciabili.” Auguriamo buon lavoro alla ministra Bellanova. Ne avrà bisogno. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Mostra-mercato florovivaistica “La Conserva della Neve”

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 settembre 2019

Roma dal 20 al 22 settembre nella nuova, eccezionale location del Museo Orto Botanico di Roma, che si trova all’ interno dei Giardini di Palazzo Corsini alla Lungara. Arriveranno oltre 100 espositori da tutto il mondo, si terranno presentazioni di libri e verranno organizzati minicorsi di assaggio e giochi con lo scopo di far conoscere a bambini e adulti il mondo dell’olio. Le segnalo, in particolare, il progetto Mediterranea, vivaio che riqualifica professionalmente un gruppo di rifugiati e richiedenti asilo, che proporrà, in collaborazione con il Clivo Bistrot, centrifughe fresche con frutta e ortaggi di propria produzione, tè marocchino alla menta e un aperitivo mediterraneo con le erbe aromatiche. Anche quest’anno ci sarà il Garden Tutor, che aiuterà il pubblico a curare le malattie delle piante. Da non perdere, inoltre, i workshop sulla potatura degli alberi ornamentali, da frutto e olivi.

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“Absentia” mostra personale di Claudio Magrassi

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 settembre 2019

Roma Giovedì 3 Ottobre ore 19.00 Via delle Fosse di Castello 2, (Castel Sant’Angelo/ San Pietro) Durata mostra: dal 3 ottobre al 31 dicembre Orari: dal Martedì al Sabato 10.00 – 13.00 16.00 – 19.00
ABSENTIA è la mostra personale di Claudio Magrassi che, con una sorta di alchimia artistica riesce, quasi magicamente, ad immergere l’osservatore in un mondo sospeso tra il reale ed un apparente immaginifico dalle dimensioni cosmiche dove “tutto è e non è allo stesso tempo” perché, come dice l’artista stesso, “l’Absentia non è una vera e propria assenza ma deve esser concepita come una continua presenza.”
Ogni opera si presenta quasi come la prima di una scena teatrale nella quale tutti i protagonisti ed i simboli presenti cercano, pur nella loro disarmante diversità, un significante posizionamento. L’artista, infatti, riesce con grande maestria a comporre un puzzle dal respiro contenutistico non comune e che, grazie anche ad un eccellente uso dei colori e delle tecniche pittoriche, riesce ad immergere l’osservatore in quel “mondo altro” così da renderlo, inconsapevolmente, quasi regista, esso stesso, della scena.
I tanti corpi ed i tanti simboli sono immersi in una amalgama di colori volutamente stesi in una scala dalle tinte sì cupe ma capaci, proprio per questo, di trasformare i punti luce sapientemente posizionati in vere e proprie vie di fuga verso “il mondo altro”. I protagonisti delle scene, figure simboliche sovente pietrificate in un immobilismo grondante dolore sembrano, infatti, quasi spiccare il volo verso una dimensione mistica, intrisa di spiritualità e, per questo, liberatoria e salvifica. Una spiritualità resa volutamente e magistralmente dall’artista ad esempio in STIGMA, una delle opere in esposizione, che gronda sacralità pur in una scena ambientata in una grande metropoli. Se sullo sfondo, infatti, si intravedono grattacieli in fiamme, il primo piano è volutamente riservato ad una sorta di rito sacro che vede protagonisti un Cristo in jeans ed un nano travestito da pagliaccio.
Le scene, dunque, offrono all’osservatore una poliedrica lettura ancorate, però, ad un unicum: un percorso di sofferenza umana che trova nella dimensione spirituale il vero riscatto. Da qui il senso profondo e non casuale della presenza, quasi costante nelle opere, di “guardiani”, “tatuaggi” e “simboli religiosi”. I guardiani sono figure che, pur costrette in una apparente rigidità che sembra incutere timore, vogliono essere portatori di luce che, come sostiene l’artista, “…hanno combattuto, si sono feriti e rialzati dalle battaglie della loro esistenza”. Da qui il significato dei tatuaggi in quanto i guardiani “…esteti di una bellezza controtendenza, vantano esporre le loro ferite con la fierezza di medaglie al valore, sotto la forma di messaggi tatuati sul corpo, scanalature di passaggio dall’esterno all’interno dell’anima.” E, proprio qui, è il significato profondo dell’inserimento dei simboli religiosi; essi vogliono esorcizzare il dolore per trasferirlo e trasformarlo in un una dimensione tutta spirituale, in un’area incontaminata.
La vita, dura e sferzante, dirotta sovente l’esistenza verso percorsi faticosi e, talvolta, incomprensibili; ma proprio la speranza è la capacità di trasformare il dolore in un’opportunità trasferendolo in “un’area incontaminata che stimola la creazione di qualcosa di nuovo”. La sofferenza, infatti, che rende apparentemente fragili, può immergere l’individuo in uno stato di “absentia”, vera anticamera a quella dimensione spirituale alla quale tendenzialmente e da sempre aspira. Questo, dunque, il vero e profondo messaggio che questo artista vuole trasmetterci attraverso una pittura densa e altamente lirica. (Maria Laura Perilli curatrice della mostra)

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Cous Cous Fest: 8 paesi partecipanti

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 settembre 2019

San Vito Lo capo (Trapani) si svolgerà dal 20 al 29 settembre 2019 il Cous Cous Fest, il Festival internazionale dell’integrazione culturale, alla 22\esima edizione. Una festa di sapori e civiltà che promuove un confronto tra paesi dell’area euro-mediterranea e non solo, prendendo spunto dal cous cous, piatto “giramondo” simbolo di meticciato e contaminazione. Il Cous Cous Fest è coprodotto dall’agenzia di comunicazione Feedback in collaborazione con il Comune di San Vito Lo Capo e con il sostegno dei main sponsor Bia CousCous, Conad ed Electrolux Professional. Campionato italiano Bia CousCous, sei chef in corsa. In gara anche un messinese.
Il primo fine settimana della rassegna è dedicato al Campionato italiano Bia CousCous. Sono sei gli chef, provenienti da tutta Italia e preselezionati sul web, che si sfideranno venerdì 20 e sabato 21 settembre a colpi di cous cous. In palio il titolo di “Miglior chef italiano” e la possibilità di entrare a far parte della squadra “azzurra” che gareggerà al Campionato del mondo di cous cous. A sfidarsi saranno Salvatore Denaro, messinese, che lavora al ristorante Le Pietre volte a Capo Vaticano, vicino Tropea, Massimiliano Poli, milanese che lavora a Parigi. In gara anche due pasticcere: Laura Bonoli da Bologna e Carlotta Ricciardelli da Roma; e ancora Lucia Tellone, dalla provincia dell’Aquila, executive chef al ristorante Fubi’S a Pietrasanta (Lucca) e Marco Parenzan chef trevigiano che lavora al ristorante Equoreum, a San Biagio di Callalta (Tv). A giudicare gli chef saranno due giurie: una tecnica, presieduta dal giornalista Carlo Ottaviano, firma del Messaggero e una popolare formata dai visitatori della rassegna. Le sfide saranno condotte dal giornalista Roberto Giacobbo e dalla siciliana Sarah Castellana, volto di Quelli che il Calcio e Rai Sport. Maggiori informazioni sul sito http://www.couscousfest.it

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“Alchimie sonore” con cinque flauti

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 settembre 2019

Roma venerdì 20 settembre 2019 alle 20.00 nella Biblioteca Ennio Flaiano (via Monte Ruggero 39 si terranno gli incontri musicali gratuiti nelle biblioteche di Roma, organizzati dalla IUC – Istituzione Universitaria dei Concerti in collaborazione con Biblioteche di Roma. Ne sarà protagonista “Alchimie sonore”, un gruppo formato da cinque giovani flautisti: non è un caso che siano cinque, infatti normalmente si dice flauto, ma si dovrebbe più esattamente dire flauti, perché sono appunto cinque i tipi di flauto di uso corrente, dall’acuto ottavino al grave flauto contralto in sol. In realtà il loro repertorio è composto prevalentemente da quartetti per fluati, quindi nel corso del concerto i cinque strumentisti si alternano nell’esecuzione dei vari brani. Questi cinque flautisti sono Francesca Duca, Alessandro Pace, Alessandra Prozzo, Giulia Prozzo e Davide Stanzione. Si sono incontrati nella classe del Maestro Francesco Baldi al Conservatorio Santa Cecilia di Roma e hanno deciso di dar vita a un gruppo così raro come un quintetto di flauti sulla base dell’amore per il loro strumento e dell’entusiasmo giovanile, che gli hanno permesso di superare ogni ostacolo. Non si sono infatti lasciati scoraggiare dal fatto che il repertorio per un simile gruppo sia piuttosto limitato e hanno dato vita a un progetto di collaborazione con un gruppo di giovani compositori, ai quali commissionano nuove composizioni per ensemble di flauti: i brani che ne scaturiscono sono dunque frutto di un lavoro in stretta simbiosi tra compositori ed interpreti. L’idea ha avuto successo, tanto che ad oggi quattro delle composizioni scritte per Alchimie Sonore sono state premiate in concorsi nazionali ed internazionali. Inoltre tutte le musiche scritte per il gruppo sono state registrate e saranno pubblicate prossimamente nel primo cd di “Alchimie sonore”.
Il primo brano in programma è però del primo Ottocento, il Grand Quartet op. 103 di Friedrich Kulhau, compositore danese del primo Ottocento, uno dei pochi brani dell’epoca classica per questo ensemble. Poi “Alchimie sonore” eseguirà cinque brani per quattro flauti di giovani compositori, romani di nascita o d’adozione, che hanno voluto ricreare con la musica le atmosfere di cinque diversi luoghi di Roma. Queste musiche fondono vari linguaggi musicali, dalla classica, al jazz, al rock con elementi e tecniche prese anche dalle avanguardie o dalla musica per film. L’idea di combinare stili e linguaggi musicali differenti ha ispirato anche il nome dell’ensemble, che vuole rievocare le teorie alchemiche. Il nome dell’ensemble indica proprio l’intenzione di trasferire in ambito musicale il concetto alchemico di fusione di diversi elementi, sperimentando sonorità sempre diverse. Questa eterogeneità stilistica fa sì che i concerti di “Alchimie sonore” siano accolti favorevolmente da un pubblico vasto ed eterogeneo.Ognuno di questi cinque brani contemporanei intende ricreare musicalmente il fascino di un particolare luogo di Roma.

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Inflazione: Rincari per le famiglie

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 settembre 2019

L’Istat ad Agosto rivede l’inflazione al ribasso: il tasso si attesta allo 0,4%, lo stesso livello di luglio. Rivisitazione in discesa, rispetto alla stima iniziale del +1%, anche per i prezzi relativi al carrello della spesa, che sale del +0,7% su base annua, segnando comunque un’accelerata rispetto al +0,6% di luglio.Tale andamento si traduce, per le famiglie, in un aumento generalizzato dei costi, in termini annui, di +118,40 Euro.Solo nel settore alimentare, invece, gli aumenti ammonteranno a +39,20 Euro. Costi senza dubbio onerosi, che si aggiungono a quelli “di routine” in questa stagione, che vede il sommarsi del rientro tra i banchi di scuola e scadenze tariffarie e fiscali. Secondo quanto calcolato dall’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, tra Settembre e Novembre, tra libri, zaini, bollette, TARI e riscaldamento le famiglie dovranno far fronte ad una stangata autunnale di 1.845,19 Euro.È evidente che, di fronte a una situazione simile, che mette a dura prova i bilanci familiari, è di primaria importanza avviare ogni misura necessaria per scongiurare l’aumento dell’IVA dal prossimo anno. Le conseguenze di tale incremento sarebbero disastrose per l’intera economia e per le famiglie, che si troverebbero a far fronte ad un rincaro, a regime, di 831,27 Euro annui.Alla luce di questi dati è sempre più evidente la necessità di un’azione concreta e incisiva da parte del nuovo Governo che, oltre al taglio del cuneo fiscale, dovrebbe disporre investimenti per la crescita, lo sviluppo, la ricerca e la modernizzazione delle infrastrutture. Operazioni fondamentali per dare un nuovo slancio all’intero sistema economico e restituire fiducia alle famiglie.

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Sanità Pubblica: in 10 anni un saccheggio da 37 miliardi

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 settembre 2019

«Nell’ultimo decennio – afferma Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – tutti i Governi hanno contribuito a sgretolare il Servizio Sanitario Nazionale (SSN), la maestosa opera pubblica costruita per tutelare la salute delle persone. Con il nuovo Esecutivo a breve impegnato nell’aggiornamento del Documento di Economia e Finanza 2019 e, soprattutto, nella stesura della Legge di Bilancio, la Fondazione GIMBE pubblica un report sul definanziamento 2010-2019 del SSN al fine di stimare, al di là dei proclami, la reale entità delle risorse necessarie a rilanciare la sanità pubblica».Il finanziamento pubblico è stato decurtato di oltre € 37 miliardi, di cui circa € 25 miliardi nel 2010-2015 per tagli conseguenti a varie manovre finanziarie ed oltre € 12 miliardi nel 2015-2019, quando alla sanità sono state destinate meno risorse di quelle programmate per esigenze di finanza pubblica.
In termini assoluti il finanziamento pubblico in 10 anni è aumentato di € 8,8 miliardi, crescendo in media dello 0,9% annuo, tasso inferiore a quello dell’inflazione media annua (1,07%).
Il DEF 2019 ha ridotto progressivamente il rapporto spesa sanitaria/PIL dal 6,6% nel 2019-2020 al 6,5% nel 2021 e al 6,4% nel 2022.
L’aumento del fabbisogno sanitario nazionale per gli anni 2020 (+€ 2 miliardi) e 2021 (+€ 1,5 miliardi) è subordinato alla stipula tra Governo e Regioni del Patto per la Salute 2019-2021, tuttora al palo.
I dati OCSE aggiornati al luglio 2019 dimostrano che l’Italia si attesta sotto la media OCSE, sia per la spesa sanitaria totale ($3.428 vs $ 3.980), sia per quella pubblica ($ 2.545 vs $ 3.038), precedendo solo i paesi dell’Europa orientale oltre a Spagna, Portogallo e Grecia. Nel periodo 2009-2018 l’incremento percentuale della spesa sanitaria pubblica si è attestato al 10%, rispetto a una media OCSE del 37%.
Tra i paesi del G7 le differenze assolute sulla spesa pubblica sono ormai incolmabili: ad esempio, se nel 2009 la Germania investiva “solo” $ 1.167 (+50,6%) in più dell’Italia ($ 3.473 vs $ 2.306), nel 2018 la differenza è di $ 2.511 (+97,7%), ovvero $ 5.056 vs $ 2.545. La Fondazione GIMBE lancia dunque un appello al nuovo Governo chiedendo di:
Prendere reale consapevolezza che il rilancio della sanità pubblica richiede volontà politica, investimenti rilevanti, un programma di azioni a medio-lungo termine e innovazioni di rottura.
Definire un piano di rifinanziamento del SSN che, nonostante le criticità della finanza pubblica, dovrebbe già trovare riscontri oggettivi sia nella Nota di Aggiornamento del DEF 2019, sia nella prossima Legge di Bilancio.
Mettere in campo in maniera tempestiva e integrata tutte le azioni per aumentare il ritorno in termini di salute (value for money) delle risorse investite in sanità: dalla ridefinizione del perimetro dei LEA secondo principi di efficacia e costo-efficacia all’integrazione della spesa sanitaria con la spesa sociale di interesse sanitario; dalla revisione delle detrazioni/deduzioni per spese sanitarie e contributi versati a fondi sanitari integrativi, al disinvestimento da sprechi e inefficienze. Il Report GIMBE “Il definanziamento 2010-2019 del Servizio Sanitario Nazionale” è disponibile a: http://www.gimbe.org/definanziamento-SSN.

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MilanOff Fringe Festival

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 settembre 2019

Milano. 20 settembre 2019 presso la Fabbrica del Vapore-Village OFF (via Procaccini 4) prenderà il via la terza edizione del MilanOff Fringe Festival, che ospiterà due importanti iniziative promosse dal Comitato MI’mpegno e dall’Associazione Greco in Movimento in collaborazione con Milano Vapore.
Alle ore 18 si terrà lo spettacolo teatrale “Coralmente” organizzato dall’Associazione culturale Greco in Movimento e “Le Ragazze di San Vittore”. Sarà un importante momento di riflessione sul carcere e sul percorso rieducativo che i detenuti possono compiere già dentro le “mura”.L’arte e il teatro diventano una forma di riscatto e di crescita personale. “Solo nel buio più profondo è possibile trovare il coraggio di voler uscire, consumare, vivere. Solo nel buio più profondo riusciamo a conoscere noi stessi, a capire che in noi vive una forza indescrivibile, un’energia assoluta, rara. In noi vive la luce. Una luce abbagliante, che ci rende pregiati, unici”.Al termine dello spettacolo, alle ore 19, si terrà un dibattito per parlare di “Dipendenze affettive e recupero sociale” con Giovanna Di Rosa, Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Milano, Giacinto Siciliano, Direttore del Carcere di San Vittore, Paola Boccardi, Vice Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Milano, Carmelo Ferraro, Portavoce del Comitato MI’mpegno. E’ previsto il saluto di Giampaolo Berni Ferretti, Presidente dell’Associazione Milano Vapore.”Capite che esiste uno spazio piccolissimo di vuoto, una distanza di soli pochi centimetri, quella che passa dalla testa al cuore, ma che racchiude un’infinità di tesori e segreti preziosi da tempo nascosti all’interno di ognuno di noi, ma che può diventare una voragine se voi non lavorate insieme, perché rare sono le persone che usano la mente, poche coloro che usano il cuore e uniche coloro che usano entrambi.” L’ingresso è gratuito fino alle ore 19.30.

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Dirigenti scolastici: Decurtazione assegno ad personam

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 settembre 2019

Mef e Miur hanno messo in azione la decurtazione: come già sappiamo, ad agosto sono stati corrisposti gli aumenti contrattuali, nonché gli arretrati maturati, dato che gli aumenti hanno decorrenze che vanno dal 1° dicembre 2016 al 1° dicembre 2019, come riportato in un approfondimento dell’esperto Udir Pietro Perziani, dirigente scolastico in quiescenza. Ma non è così, almeno per DS ed ex presidi incaricati che godono dell’assegno ad personam.Infatti, controllando alcuni cedolini, risulta che l’assegno è stato decurtato di 150 euro al mese per alcuni, per altri no. Non c’è alcuna ragione che giustifichi questa decurtazione, visto che sull’argomento il contratto è molto chiaro; all’art.39, comma 6, il CCNL 2016/2018 testualmente stabilisce: “restano confermati la retribuzione individuale di anzianità nonché gli eventuali assegni ad personam, ove acquisiti o spettanti, nella misura in godimento di ciascun dirigente.” Udir comunica che ha predisposto una diffida per i soci; possono usufruirne coloro che hanno subito la decurtazione.

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Scuola: assunzioni con un algoritmo “impazzito”

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 settembre 2019

A sostenerlo è stata la sezione terza bis del Tar laziale, esprimendosi sul ricorso presentato da due insegnanti pugliesi immessi in ruolo nel 2016 in provincia di Milano, “invece che presso gli ambiti 0012 o 0011 della Regione Puglia” dove erano inseriti nelle graduatorie dei precari e dove operavano come supplenti”. Secondo i giudici, nel 2016, sulla base delle indicazioni previste dalla Buona Scuola approvata l’anno prima, l’assegnazione delle sedi di immissione in ruolo dei docenti ricorrenti, e per estensione di migliaia di insegnanti assunti quell’anno attraverso il sistema dell’algoritmo secretato, è avvenuta “ostando alla deleteria prospettiva orwelliana di dismissione delle redini della funzione istruttoria e di abdicazione a quella provvedimentale, il presidio costituito dal baluardo dei valori costituzionali scolpiti negli artt. 3, 24, 97 della Costituzione oltre che all’art. 6 della Convezione europea dei diritti dell’uomo”.
L’Anief aveva ragione: l’assegnazione automatica alle sedi, tramite un meccanismo automatico secretato, non ha garantito i diritti dei precari immessi in ruolo a centinaia di chilometri, peraltro in presenza di posti vicino casa. Il piano straordinario di assunzioni di 85 mila docenti del 2015/16 fu attuato dal Governo Renzi in modo così maldestro e improvvisato da calpestare più articoli della Costituzione italiana e anche la Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Ora lo dicono pure i giudici.

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Italian Teacher Survey

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 settembre 2019

Durante l’estate Cambridge University Press Italia in collaborazione con il Gruppo Editoriale Il Capitello ha realizzato l’Italian Teacher Survey, una ricerca che ha permesso ad oltre 1300 docenti italiani di raccontare la loro esperienza quotidiana, le ragioni che li hanno spinti ad insegnare, le sfide che devono affrontare, la percezione del mondo che li circonda. Gli spunti di riflessione offerti dalla ricerca sono molteplici, innanzitutto l’insegnamento è più una vocazione che una professione: il 97% si dice appassionato della materia che insegna, il 94% ama lavorare con gli studenti, l’85% è orgoglioso di essere un docente. Non manca però una significativa minoranza (10%) per cui insegnare è solamente un lavoro e non una passione e un 19% che dice di essere diventanto un docente “quasi per caso”.Quasi 3 intervistati su 5 fanno il docente da oltre 20 anni, tuttavia non sembrano aver perso la passione per la proria professione: il 27% è “molto soddisfatto” del suo lavoro a cui si somma un altro 50% che si dice “soddisfatto”. I dati raccolti mostrano però come non manchino le difficoltà, il 41% dei docenti dice di essersi sentito spesso stressato nel corso della sua vita lavorativa e solo il 2% dichiara di non aver mai avuto dei momenti di stress. Vi sono dei segmenti particolarmente colpiti come, ad esempio, gli insegnanti under 35, spesso precari o probabilmente meno sicuri nella gestione della classe, o tra chi ha un cattivo rapporto con i propri studenti.Di che cosa avvertono maggiormente il bisogno? “Maggior rispetto”, “riconoscimento”, “tempo” sono le parole più utilizzate. Per quanto riguarda i primi due aspetti, si sentono generalmente apprezzati (78%) in famiglia e dagli amici ma la percentuale cala significativamente se pensano agli italiani in generale (24%) o al governo (5%). Per quanto riguarda invece il terzo aspetto, il tempo, agli intervistati sembra non bastare mai, tra compiti da correggere, lezioni da preparare, lavori amministrativi, burocrazia. In particolare, vorrebbero dedicare più tempo alla propria formazione e all’aggiornamento professionale (41%), alle lezioni in aula (34%) o per valutare in classe i propri studenti (26%), mentre sarebbero felici di poterne dedicare meno alle attività amministrative, alle riunioni interne, a correggere a casa compiti e verifiche.Insegnare significa innanzitutto ispirare e formare le prossime generazioni. Ricerche come questa permettono a chi lavora nel settore di trovare modi e forme per supportare gli insegnanti nel ruolo educativo e formativo in base alle loro reali priorità. (By Simone Martino)

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Le vacanze “ingrassano?”

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 settembre 2019

(AJ-Com.Net) In base ad un sondaggio realizzato dall’Università Popolare “Stefano Benemeglio” delle Discipline Analogiche (www.upda.it), unica istituzione professionalizzante che oggi forma gli «analogisti» in Italia, su un campione di 1.000 uomini e 1.000 donne di età compresa tra i 18 ed i 65 anni, il 32% è ingrassato proprio nei mesi delle vacanze estive.«D’estate siamo tutti maggiormente esposti a prendere peso, lasciandoci andare ai piaceri della tavola, concedendoci molti sfizi e rinunciando perfino allo sport ed alle attività fisiche che invece pratichiamo abitualmente in altri periodi dell’anno» puntualizza la dottoressa Samuela Stano, presidente dell’Università Popolare “Stefano Benemeglio” delle Discipline Analogiche (UPDA).
È così che ci ritroviamo ad avere in Italia il 40% della popolazione in sovrappeso e il 10% di obesi (proiezione 2019 dell’Università Popolare “Stefano Benemeglio” delle Discipline Analogiche su dati dell’Istituto Superiore di Sanità).A dichiarare poi di seguire una dieta durante tutto l’anno è appena il 9% del campione e durante le ferie, subito dopo la “prova costume”, c’è il maggior tasso di abbandono (65%).Paradossalmente, ad ingrassare è anche chi ha dichiarato di non avere mangiato di più e perfino chi, nel campione intervistato dall’UPDA, ha sostenuto di continuare a fare attività fisica, non riuscendo a perdere peso nonostante l’impegno.Come è possibile? «Spesso è una questione di metabolismo. Spesso basterebbero poche sedute specifiche che consentirebbero non solo di perdere peso ma anche di mantenere i risultati nel tempo e di superare i possibili disturbi connessi» risponde lo psicologo Stefano Benemeglio (www.stefanobenemeglio.com), padre delle Discipline Analogiche.Quando non si riesce proprio a dimagrire -sostengono gli esperti dell’UPDA- è all’inconscio che si deve guardare. L’obiettivo è quello di trovare la causa, che poi è un malessere che spesso ci portiamo dietro da anni a causa di eventi accaduti nella nostra vita, che ci inducono -tra l’altro- ad avere un comportamento alimentare sbagliato.«Spesso è proprio la sofferenza accumulata che porta a compensare con qualcosa che ci può far piacere come il cibo. In questo caso, l’analogista può intervenire facendo sì che la persona possa consumare quelle sofferenze e farle regredire, così come la rabbia, le paure, i sensi di colpa» spiega la dottoressa Samuela Stano.
Ed è per questo che sempre più italiani per dimagrire si affidano agli «analogisti», i nuovi operatori del benessere, formati nelle discipline analogiche, il cui obiettivo primario è quello di migliorare la qualità della vita delle persone, lavorando sui meccanismi che regolano l’inconscio e l’emotività dell’individuo. L’intervento dell’analogista avviene attraverso quello strumento straordinario che è il linguaggio emotivo non verbale, ossia la capacità di comunicare con la parte emotiva di noi stessi o dei nostri interlocutori. L’analogista è in grado di parlare con il nostro inconscio come se fosse una persona presente, perché l’inconscio risponde attraverso segnali non verbali che permettono di risalire alla causa effettiva del problema.Info: http://www.aj-com.net

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Imprese, oggi in azienda fino a 5 generazioni

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 settembre 2019

Milano, 16 settembre 2019 – Da una parte, l’aumento dell’età pensionistica, che ha portato le persone a restare in azienda più anni di quanto avveniva in passato. Dall’altra parte, seppur meno marcata, l’entrata anticipata di tanti giovani nel mondo del lavoro, dettata dalla necessità di creare un reddito il prima possibile in risposta della crisi economica degli ultimi anni.Questi due fattori insieme hanno portato, per la prima volta, al coesistere in azienda non tre, non quattro, ma ben cinque generazioni diverse.Non si tratta di puri dati statistici che non hanno effetti concreti sulla gestione o sull’operatività delle imprese, ma una realtà concreta che tante aziende si trovano a gestire. Una realtà con estremi talmente distanti, tanto da poter spaventare le Risorse Umane.
Ci sono infatti i veterani, ovvero i lavoratori over 60, tendenzialmente fedeli a un datore di lavoro per lunghissimo tempo, portati alla comunicazione faccia a faccia e di stampo formale. Ci sono poi i baby boomers, contraddistinti da una forte etica del lavoro, e i lavoratori della Generazione X, che compongono la più grande fetta della popolazione lavorativa e che per primi si sono avvicinati alle nuove tecnologie.All’estremo opposto, ci sono i Millennials e giovanissimi della Generazione Z, nativi digitali che hanno abbandonato l’ideale del posto fisso, iperconnessi e portati alla comunicazione costante online.Il primo compito, per le aziende, è quello di comprendere quali sono le differenti esigenze dei propri dipendenti di generazioni diverse. E questo deve essere fatto sia per ottimizzare la produttività, sia per poter poi sfruttare queste conoscenze per attirare nuovi talenti.
«Un’azienda che non dedica tempo e risorse per capire i diversi modi di collaborare, di comunicare e di lavorare dei propri collaboratori, perde una grossa opportunità» spiega Carola Adami, amministratore delegato della società di head hunting Adami & Associati «e rischia allo stesso tempo non solo di allontanare nuove preziose risorse in grado di accompagnare lo sviluppo del business, ma anche di perdere i talenti già presenti in azienda. L’ambiente di lavoro è infatti uno dei fattori fondamentali in base ai quali un dipendente decide se restare in azienda o se cercare lavoro altrove».Rispondere alle preferenze di un 2 o 3 generazioni di collaboratori non è particolarmente complicato: è quello che le migliori aziende hanno sempre fatto.Oggi, invece, le stesse aziende si trovano a misurarsi con le esigenze di ben 5 generazioni, ognuna delle quali ha delle priorità differenti.Fino a qualche anno fa erano pochissime, per esempio, i reparti HR che mettevano al centro dei propri sforzi i valori della sostenibilità ambientale. Oggi, invece, le cose devono cambiare, in quanto – con l’inserimento di risorse delle nuove generazioni – la sostenibilità ambientale è un valore importante da considerare per il 61% dei lavoratori.A rivelarlo è stato uno studio HP, con l’Amministratore Delegato di HP Italy Tino Canegrati a sottolineare che «per i dipendenti di oggi e di domani la responsabilità sociale è diventato un must, la cui importanza è solo destinata ad aumentare».Si sommano priorità differenti, e insieme a esse entrano in azienda anche nuove opportunità di comunicazione, di condivisione e di collaborazione, rivoluzionando dall’interno il modo di lavorare.«La presenza contemporanea di generazioni tanto diverse, sommata alla forte rivoluzione tecnologica in corso, può spaventare i reparti HR di qualsiasi azienda. Eppure proprio grazie alle nuove tecnologie è possibile sfruttare al massimo le risorse multigenerazionali presenti in azienda, valorizzando al massimo il potenziale di ogni singolo collaboratore» spiega Adami, aggiungendo che «in una fase di cambiamento come quella che stiamo vivendo in questi ultimi anni, poter contare su un’ampia gamma di punti di vista è senza ombra di dubbio un vantaggio competitivo».

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L’Adagio Aparthotels Rome Vatican si fa più grande

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 settembre 2019

Per far fronte alle elevate richieste da parte delle imprese, in particolare per quanto riguarda i congressi, all’edificio esistente è stata aggiunta una seconda struttura con 14 nuovi Appartamenti Superior, dal design moderno e dotati di servizi all’avanguardia, per soggiorni all’insegna del comfort.Una struttura di design in ogni sua sfaccettatura. Sulla facciata del nuovo edificio infatti, si può ammirare il maestoso murales “Wrapped” realizzato dall’artista Tellas, a cura di Marcello Smarrelli, mentre il design di questi nuovi appartamenti è stato progettato dall’architetto Massimo Marinozzi, che ha disegnato sia l’edificio che la nuova hall dell’hotel, proprio per dare uno stile omogeneo a tutti gli ambienti. L’interno delle stanze sono personalizzate con le foto di Andrea Lo Giudice e ritraggono busti di sculture romane, rivisitati in chiave contemporanea; per la testata del letto invece, si è privilegiato un pattern geometrico, ad opera della decoratrice Ilaria Nattino. Tutti gli appartamenti sono dotati di Wifi ad alta velocità, Google Chromecast, bluetooth speaker e Macchine del caffè Nespresso.Ulteriore importante novità è l’implementazione del nuovo concept “The Circle”: dopo mesi di ricerca approfondita, “The Circle” viene lanciato progressivamente in tutti gli Aparthotel Adagio. L’obiettivo di questo nuovo concept è ridefinire gli spazi dell’aparthotel in base ai desideri e all’utilizzo del cliente, offrendo uno stile moderno e flessibile, disponibile in diversi momenti della giornata.

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Andrea Catarci presenta il libro “Generazione di rimessa”

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 settembre 2019

EUROMA2 (Roma) 20 settembre alle ore 17.00 Via Cristoforo Colombo, angolo Viale dell’Oceano Pacifico ospita Andrea Catarci per la presentazione del suo nuovo libro “Generazione di rimessa”, edito da Derive Approdi. Insieme all’autore saranno presenti Andrea Santoro, già Presidente del Municipio Roma IX e la giornalista Viola Giannoli, che farà da moderatrice dell’incontro letterario.
Euroma2, con questa iniziativa, in linea con la propria filosofia di diffusione di valori sociali, culturali, educativi, vuole offrire ai propri Clienti ed a tutti coloro che avranno piacere di essere presenti, un momento di approfondimento letterario ed una pausa di riflessione all’insegna della cultura ed allo stesso tempo della rilassatezza. La presentazione del libro sarà in particolare l’occasione per meglio conoscere un’epoca, quella degli anni ’80, spesso affrontata con superficialità e in modo sbrigativo.Attivista, scrittore, nonché ex Presidente del Municipio VIII di Roma, Andrea Catarci in questo secondo libro, dopo “Resistere è anche un destino. Storie familiari nel Novecento romano”, pubblicato nel 2017, ripercorre, parlando in prima persona, le vicende della Sua Famiglia, partendo da un piccolo paese a nord di Roma e dagli anni protetti fra le mura domestiche, sino al progressivo contatto con il mondo esterno, agli anni della vita nella metropoli romana, ai primi lavori, alle esperienze sentimentali, dall’intesa forte in gruppi giovanili e squadre di calcio, fino alla diffusione delle droghe, per giungere all’evento che ha lasciato traccia nelle cronache di quegli anni: la battaglia di Montalto di Castro del 9 dicembre 1986, quando nelle campagne del Viterbese i Comitati antinucleari tentarono il blocco della costruzione della centrale. Una battaglia campale, così definita dallo stesso autore, impressionante per un ragazzo di diciassette anni, ma che è la dimostrazione che quella generazione di rimessa ha saputo ottenere una vittoria storica. Un anno più tardi infatti, complice sicuramente anche il clima creatosi dopo Chernobyl, la centrale venne chiusa.Il libro offre uno spunto di riflessione su un preciso periodo storico; l’Autore attinge ai ricordi per raccontare gli anni Ottanta, spesso considerati come gli anni di una generazione individualista, gli huppies, che hanno fatto del consumismo la loro bandiera, l’epoca della Milano da bere, del disimpegno e dello spreco, del benessere individuale ad ogni costo. Catarci, attraverso una ricostruzione vivida ed una narrazione diretta, riscatta i giovani di allora riconoscendone la combattività e determinazione ed individuandoli come una “Generazione di rimessa”, capace di prese di posizioni forti rispetto alle tendenze dell’epoca.

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Autoscuole e IVA a ritroso

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 settembre 2019

Il caso non è molto noto, ma è tipico della burocrazia e se portato alle conseguenze logiche, sarà esplosivo. Stiamo parlando dell’IVA non pagata dalle autoscuole dal 1972, non per loro evasione/negligenza, ma per responsabilità del Fisco italiano, che sembra non avere intenzione di farsene carico visto che richiede alle autoscuole di versare il 22% di IVA per gli ultimi cinque anni (per gli anni prima il pagamento è prescritto)… e le autoscuole potranno fare altrettanto nei confronti dei loro clienti di questi ultimi cinque anni.
Il tutto parte da un’autoscuola tedesca, a cui era stata negata l’esenzione dell’IVA come avviene in Italia e Spagna. A questo punto si è rivolta alla Corte di Giustizia europea che, lo scorso marzo, ha detto che aveva torto e che tutte le autoscuole europee devono pagare questa imposta. L’Agenzia delle Entrate si è subito mossa, con provvedimento retroattivo, ed ha chiesto gli arretrati per gli ultimi cinque anni, a partire quindi dal 2014.
Le autoscuole, ovviamente, sono in agitazione ed hanno previsto già diverse iniziative.
La questione però non riguarda solo le autoscuole, ma anche tutti coloro che in questi anni hanno usufruito dei loro servizi. A cui, sempre entro i cinque anni di prescrizione, le autoscuole potrebbero intimare di pagare il dovuto a colmare l’imposta. E sarebbe una cosa giusta, da parte delle autoscuole. Ma sorge un problema pratico. Ogni autoscuola dovrebbe chiedere ad ogni suo cliente che ha questi requisiti, di versare il dovuto. La richiesta in sé ha comunque un costo, e siccome è molto probabile che ad una semplice richiesta per posta ordinaria saranno in pochi ad ottemperare (anche perché alcuni indirizzi non saranno più validi, e per rintracciarli all’anagrafe ci sono da sostenere ulteriori costi), le autoscuole dovranno sostenere nuovi costi dovendo procedere con una diffida tramite raccomandata A/R… a cui non è detto che tutti ottempereranno, per cui, non si può escludere che le autoscuole debbano attivare le procedure giudiziarie del caso.
Insomma: un macello! Da una parte per le autoscuole (che devono pagare e spendere per recuperare il recuperabile), dall’altra gli utenti/clienti di queste autoscuole che si vedono richiedere questa imposta. Entrambi i soggetti (autoscuole e loro clienti) solo “salvati” in parte grazie alla prescrizione quinquennale… che se fosse tutto applicato dal 1972… fantafisco… ma è bene ricordarlo! Fortuna per quelli prima del 2014! Se si lascia il tutto così come sta procedendo, il “macello” è triplo:
1 – economico per autoscuole e utenti;
2 – economico per il Fisco, che dovrà spendere non poco per recuperare il dovuto… e non è detto che alla fine 2+2 faccia 4, cioè che ci sia un tornaconto economico per lo Stato;
3 – politico, visto che tutti i soggetti coinvolti si sentiranno presi in giro a dover pagare per colpe non loro e, cosa abituale purtroppo, la loro fiducia nello Stato diminuirà ancora e non si sentiranno incivili e asociali quando, alla prima occasione e possibilità, potranno fregare il Fisco.
Allo stato dei fatti, quindi, le soluzioni burocratiche non ci sono, se non quelle di cercar di far pagare chi di dovere, visto che dal punto di vista normativo la vicenda è ineccepibile.
Esiste a nostro avviso solo la soluzione politica. Un provvedimento legislativo che faccia piazza pulita del trascorso, una valutazione sull’imposta così come previsto nelle norme del 1972 e, nel caso, cambiare queste norme oppure prendere atto che dal giorno xx (del futuro e non del passato) questa IVA è dovuta. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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