Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Italian Teacher Survey

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 settembre 2019

Durante l’estate Cambridge University Press Italia in collaborazione con il Gruppo Editoriale Il Capitello ha realizzato l’Italian Teacher Survey, una ricerca che ha permesso ad oltre 1300 docenti italiani di raccontare la loro esperienza quotidiana, le ragioni che li hanno spinti ad insegnare, le sfide che devono affrontare, la percezione del mondo che li circonda. Gli spunti di riflessione offerti dalla ricerca sono molteplici, innanzitutto l’insegnamento è più una vocazione che una professione: il 97% si dice appassionato della materia che insegna, il 94% ama lavorare con gli studenti, l’85% è orgoglioso di essere un docente. Non manca però una significativa minoranza (10%) per cui insegnare è solamente un lavoro e non una passione e un 19% che dice di essere diventanto un docente “quasi per caso”.Quasi 3 intervistati su 5 fanno il docente da oltre 20 anni, tuttavia non sembrano aver perso la passione per la proria professione: il 27% è “molto soddisfatto” del suo lavoro a cui si somma un altro 50% che si dice “soddisfatto”. I dati raccolti mostrano però come non manchino le difficoltà, il 41% dei docenti dice di essersi sentito spesso stressato nel corso della sua vita lavorativa e solo il 2% dichiara di non aver mai avuto dei momenti di stress. Vi sono dei segmenti particolarmente colpiti come, ad esempio, gli insegnanti under 35, spesso precari o probabilmente meno sicuri nella gestione della classe, o tra chi ha un cattivo rapporto con i propri studenti.Di che cosa avvertono maggiormente il bisogno? “Maggior rispetto”, “riconoscimento”, “tempo” sono le parole più utilizzate. Per quanto riguarda i primi due aspetti, si sentono generalmente apprezzati (78%) in famiglia e dagli amici ma la percentuale cala significativamente se pensano agli italiani in generale (24%) o al governo (5%). Per quanto riguarda invece il terzo aspetto, il tempo, agli intervistati sembra non bastare mai, tra compiti da correggere, lezioni da preparare, lavori amministrativi, burocrazia. In particolare, vorrebbero dedicare più tempo alla propria formazione e all’aggiornamento professionale (41%), alle lezioni in aula (34%) o per valutare in classe i propri studenti (26%), mentre sarebbero felici di poterne dedicare meno alle attività amministrative, alle riunioni interne, a correggere a casa compiti e verifiche.Insegnare significa innanzitutto ispirare e formare le prossime generazioni. Ricerche come questa permettono a chi lavora nel settore di trovare modi e forme per supportare gli insegnanti nel ruolo educativo e formativo in base alle loro reali priorità. (By Simone Martino)

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