Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Infiammazione cronica: La madre delle altre malattie?

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 settembre 2019

E’ l’ormai lontano 2004 quando sulla copertina del Time appare il titolo: ‘The secret killer’, il killer segreto. Si riferisce all’infiammazione cronica considerata responsabile di causare un’ampia gamma di malattie: malattie cardiovascolari, aterosclerosi, cancro, demenza e depressione a livello cerebrale, epatite nel caso del fegato, sarcopenia quando ad essere interessati sono i muscoli. E se era assodato che l’invecchiamento fosse un fattore di rischio per molte malattie, oggi è valido anche l’assunto contrario, ossia che le malattie che hanno alla base un processo infiammatorio cronico accelerano l’invecchiamento di organi e tessuti. La concordanza tra questi due eventi è stato chiamato ‘inflammaging’ dall’italiano Claudio Franceschi dell’Università di Bologna che ha per prima coniato il termine.
Il centro del problema risiederebbe nel nostro sistema immunitario: produce citochine pro- infiammatorie i cui livelli rimangono costanti in età avanzata determinando un aumento dei valori basali dell’infiammazione, l’inflammaging, appunto. Allo stesso tempo anche il nostro sistema immunitario invecchia con gli anni e diventa meno efficiente: “ma non è un fenomeno negativo in assoluto” spiega Orlandoni.Una analisi filogenetica sul microbiota di un gruppo di italiani tra i 22 e i 109 anni ha dimostrato che con il passare degli anni diminuiscono sia la diversità batterica che la quantità.” Ecco perché molte ricerche stanno indagando cosa accade nell’organismo dei centenari in buona salute, ricerche che hanno rivelato un dato inaspettato: il sistema immunitario cambia, ma non necessariamente in senso negativo. Nei centenari il profilo del microbioma intestinale (che agisce come centrale operativa del sistema di difesa) è caratterizzato da un aumento dei Protobacteria che correlano con un aumento di citochine pro-infiammatorie n-6 e n-8 (interleuchine). E nei soggetti estremamente longevi di età superiore a 105 anni sono emerse specie sub-dominanti come Akkermansia, Bifidobacterium e Christensenellancee. Una diversità inaspettata che potrebbe conferire un qualche tipo di protezione.
“La nutrizione ha un ruolo centrale nell’attività della risposta immunitaria. Un semplice pasto infatti induce una risposta adattiva chiamata infiammazione post prandiale” spiega il Professor Maurizio Muscaritoli, Presidente SINuC. “E l’eccesso di nutrienti attiva uno stato infiammatorio in vari organi tra cui grasso, fegato, pancreas, muscoli e cervello, il che non fa altro che aumentare la velocità della loro usura e quindi dell’invecchiamento dell’individuo”. Nello stesso tempo sembra che anche il microbiota di modifichi con l’età in maniera peculiare: difficoltà di masticazione, alterazioni del gusto, riduzione dell’appetito e della peristalsi, disturbi del transito determinano cambiamenti alimentari tipici. Minor consumo di frutta e verdura, dieta povera di fibre inducono una riorganizzazione del microbiota in senso negativo, quella condizione chiamata ‘disbiosi’. Questa innesca un loop pro-infiammatorio, un circolo vizioso di immunosenescenza e infiammazione. “Nel trattamento della disbiosi si sta affermando l’uso di probiotici, microrganismi vivi che conferiscono un beneficio per la salute dell’ospite. Lactobacillum plantarum, ad esempio, ha mostrato effetti sulla riduzione dell’infiammazione con un rapporto positivo a favore delle citochine anti-infiammatorie. Mentre il Lactob. Buchneri aumenta la biodisponibilità di alcuni preziosi micronutrienti e il Bifidus animalis ha mostrato un effetto antiossidante di contrasto all’azione dei radicali liberi. Quello che ancora non è noto è la composizione di probiotici da usare, la frequenza e il dosaggio utile ad ottenere questa protezione. Ma comprendere i meccanismi alla base del decadimento legato all’età allo scopo di ridurne gli effetti è una delle sfide più attuali.
La disbiosi non viene considerata una vera e propria malattia, almeno dalla medicina ufficiale; per contro, tra i fautori degli approcci alternativi alla salute umana, si registra un’ossessiva attenzione nei suoi confronti, dato che viene spesso chiamata in causa come elemento scatenante di svariati disturbi e patologie.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: