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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Archive for 1 ottobre 2019

La stagione concertistica promossa dall’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”

Posted by fidest press agency su martedì, 1 ottobre 2019

E’ realizzata dall’Associazione Roma Sinfonietta con la direzione artistica del Maestro Luigi Lanzillotta – è una delle principali della capitale: sono oltre venti concerti dal 16 ottobre al 6 maggio, che si distinguono per la varietà e l’interesse delle proposte, spaziando dai classici ai contemporanei, dalla musica sacra alla canzone d’autore, dal teatro musicale ai canti tradizionali delle regioni italiane. Quel che resta costante è l’eccellenza degli artisti che salgono sul palco dell’Auditorium “E. Morricone” (Università di Roma “Tor Vergata”, Macroarea di Lettere e Filosofia, via Columbia 1).
Il primo appuntamento della stagione è veramente eccezionale: il due volte premio Oscar Ennio Morricone e il Presidente dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia Michele dall’Ongaro introdurranno personalmente all’ascolto delle loro musiche, che saranno eseguite dal direttore Gabriele Bonolis e dall’Orchestra Roma Sinfonietta, che con il Maestro Morricone possono vantare una speciale rapporto che dura da decenni. Con la partecipazione straordinaria di Pino Insegno, che reciterà il testo di Primo Levi che è alla base di Se questo è un uomo di Morricone, in cui interverrà anche il mezzosoprano Antonella Marotta. E con una serie di solisti di primo piano (Marco Serino al violino, Luca Pincini al violoncello, Andrea Di Mario alla tromba, Sandro Pippa ai timpani, Massimo Ceccarelli al contrabbasso). E, ancora, con tre giovani e promettenti cantanti (il soprano Michela Guarrera, il tenore Flaviano Bianchi, il baritono Massimiliano Mandozzi) per interpretare Bach Haus, l’intermezzo in un atto di Dall’Ongaro che ricrea ironicamente la vita nella casa del grande Johann Sebastian.
Una settimana dopo, il 23 ottobre, il secondo concerto presenta un capolavoro del teatro musicale del Novecento, il monodramma La voix humaine di Poulenc: ne sarà protagonista Lavinia Bini e verrà diretto da una delle migliori bacchette della nuova generazione, Francesco Lanzillotta, che ha già un ragguardevole curriculum internazionale. Oltre che direttore Lanzillotta è compositore e presenterà anche una sua creazione, Invenzioni rapsodiche.
Tra gli altri eccellenti interpreti italiani si possono citare per il pianoforte Andrea Bacchetti (11 dicembre) con un programma interamente dedicato a Bach e per il violino Vincenzo Bolognese, che dedica un concerto ad Astor Piazzolla (18 dicembre) e ritorna poi per il Concerto di Capodanno (1 gennaio, al Teatro Tor Bella Monaca), alternando le atmosfere della vecchia Vienna dei valzer di Strauss jr – tradizionali in questa occasione – alle atmosfere felliniane delle musiche da film di Nino Rota. E ancora l’oboista Luca Vignali, che con Armonie Quartet spazia da Mozart e Schubert alle trascrizioni di celebri arie operistiche (19 febbraio).
Ma si dà spazio anche alle nuove leve, che aspettiamo di vedere protagoniste della vita musicale itaiana e internazionale in un prossimo futuro. Ecco dunque il direttore d’orchestra Cosimo Bombardieri e il pianista Francesco Granata, che dedicano il loro concerto a Beethoven (27 novembre). Poi l’altra pianista Costanza Principe, che, nonostante la giovane età, ha già suonato in sale prestigiose d’Europa, America ed Asia (18 marzo).
Attenzione particolare viene riservata alla musica moderna e contemporanea. Il 4 marzo il direttore Zvonimir Hacko sul podio dell’Orchestra Roma Sinfonietta presenta il Novecento storico di Ghedini, Dallapiccola, Salviucci e Rieti, quattro importantissimi e interessanti compositori nati intorno all’anno 1900, che hanno messo l’Italia al passo con le avangurdie musicali europee del tempo: questo concerto sarà portato anche negli Usa all’Oregon Festival. Il 29 gennaio, in occasione dei suoi ottanta anni, si renderà un sentito e affettuoso omaggio a Marcello Panni, protagonista della vita musicale italiana ed europea dell’ultimo mezzo secolo, sia come compositore che come direttore d’orchestra e organizzatore: egli stesso dirigerà i suoi Pop Songs, accostandoli ai Folk Songs di Berio, ormai un classico del Novecento, che saranno cantati da Alda Caiello, interprete insostituibile della vocalità della musica moderna.
Facendo un salto all’indietro di qualche secolo, ecco due concerti dedicati al periodo barocco. Il 13 novembre Emanuele Buzi al mandolino barocco e l’Orchestra Barocca Musica Antiqua Latina diretta da Giordano Antonelli eseguono i Concerti per mandolino di Vivaldi. L’8 aprile si ascolteranno musiche sacre di scuola napoletana e veneziana, accostate a Bach, con l’Ensemble Roma Sinfonietta e le voci di Sabrina Cortese, Lucia Napoli e Roberto Abbondanza. Un altro concerto, l’11 marzo, è dedicato ai rapporti tra poesia e musica nel Settecento, ai tempi dell’Arcadia, col mezzosoprano Chiara Osella, il violinista Leonardo Spinedi e la pianista Silvia Lanzillotta e con l’intervento del grande italianista Giulio Ferroni.
La musica e i musicisti italiani sono uno dei pilastri della stagione, l’altro è la musica dei grandi classici europei. Oltre a Bach, Beethoven, Mozart e Schumann, presenti in vari concerti, due “grandi B” della musica tedesca, Beethoven e Brahms, sono protagonisti con I loro cpaolavori per violino e pianoforte del concerto del Duo Fiorini del 5 febbraio. Il 22 aprile Fabio Maestri dirige l’Orchestra Roma Sinfonietta nella Sinfonia n. 4 “La vita celestiale” di Mahler, in un’interessantissima riduzione per orchestra da camera commissionata da Schoenberg a Erwin Stein. Il 29 aprile l’Ars Trio si rivolge a Debussy e Ravel, i due maggiori compositori francesi tra Ottocento e Novecento
Ma non c’è solo la musica classica, perché tutto un settore della programmazione è dedicato alle altre musiche, per esempio la canzone d’autore, con il Gabriele Coen – Raffaella Siniscalchi Quartet che col concerto del 12 febbraio intitolato “Ho visto Nina volare” rende un omaggio a Fabrizio de André, mentre la grande canzone napoletana rivive con Peppe Servillo & Solis String Quartet in “Spassiunatamente” (25 marzo). In una stagione di concerti che ruota intorno alla musica classica potrebbe sembrare fuori luogo l’omaggio alla commedia italiana di Age e Scarpelli, ma le musiche per alcuni film di quell’indimenticabile coppia di sceneggiatori hanno le firme illustri di Trovaioli, Morricone, Bacalov e Rota: le eseguirà il 26 febbraio il Felix Piano Trio. La conclusione della stagione è riservata all’ormai consueto appuntamento annuale con le “Musiche dalle regioni d’Italia”, a cura di Giorgio Adamo, professore di etnomusicologia all’Università di Roma “Tor Vergata”: questa volta il focus è sulla Sicilia.
La stagione include anche due concerti fuori abbonamento (oltre a quello di Capodanno) al Teatro Tor Bella Monaca, in una zona non lontana da Tor Vergata ma considerata molto problematica: eppure gli spettatori accorrono numerosissimi, quando hanno la possibilità di assistere a concerti o ad altri eventi culturali. Il 23 gennaio il 432 Quartet presenta un programma intitolato “Temi d’amore”, in cui John Williams è accostato a Chopin, Debussy a Morricone e Respighi a Cole Porter. E il 26 marzo sarà replicato lo stesso concerto dedicato alla commedia all’italiana di Age e Scarpelli eseguito a Tor Vergata un mese prima.
Tutti i concerti all’università Roma “Tor Vergata” si svolgono il mercoledì alle ore 18,00.
Biglietti e abbonamenti: Abbonamento a 20 concerti € 140,00 – Ridotto personale universitario € 100,00 Ridotto Associazioni Culturali € 90,00
Tessera UNIMusica: ha il costo di € 12,00 ed è riservata agli studenti dell’Università di Roma “Tor Vergata”. Permette di partecipare a tutti i concerti in abbonamento fino ad esaurimento dei posti. Biglietti per i singoli concerti: intero € 12, ridotto € 8, studenti € 5. TEATRO TOR BELLA MONACA (concerti fuori abbonamento) Biglietti per i singoli concerti: €. 10,00 – ridotti €. 8,00 – studenti €. 5,00 Info: tel. 062010579

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Incontri di Musica Sacra e Contemporanea 2019

Posted by fidest press agency su martedì, 1 ottobre 2019

Roma 14 ottobre 2019 – ore 20.00 Conservatorio di Santa Cecilia, Sala Accademica Via dei Greci, 18. Concerto a ingresso gratuito. E’ un concerto di musica classica turca organizzata dall’IPRS (Istituto Psicoanalitico per le Ricerche Sociali), l’Ufficio Cultura e Informazioni dell’Ambasciata di Turchia a Roma. con opere selezionate che vanno dai compositori dell’era del Sultano agli artisti più talentuosi di ogni epoca a seguire. Risalente a secoli fa, la musica turca ha una tradizione profondamente radicata e fondata su un vasto territorio, capace di unire il passato al futuro grazie al talento di maestri esecutori, cantanti e compositori. Risuonando dalla scienza alle arti, quali medicina e arti marziali, e manifestandosi sempre in perfetta armonia con l’architettura e altri campi delle belle arti, la musica classica turca congiunge la raffinatezza estetica e multidimensionale al suo ruolo terapeutico.Il gruppo è composto da un quartetto strumentale del Ministero della Cultura e del Turismo della Repubblica di Turchia.Gli interpreti musicisti eseguiranno varie opere selezionate tra i classici della musica Turca, trasportando il pubblico in un viaggio nel mondo delle melodie mistiche e liriche. Iniziando da Abdülkadir Meragî, Tanburî Cemil Bey fino all’epoca Repubblicana, il concerto prevede una selezione delle opere dei seguenti compositori:
Abdülkadir Meragî Itrî Neyzen Salih Dede Tanburî Mustafa Çavuş Tatyos Efendi
I Sultani compositori: Selim III Sultan Abdülaziz Tanburî Cemil Bey Refik Fersan Şerif Muhittin Targan
I musicisti I musicisti e i relativi strumenti utilizzati che andranno ad eseguire le melodie sono:Murat Salim Tokaç (Tanbur)
Tanbur: finora conosciuto come lo strumento turco più antico, con una vasta gamma di maqām disponibili sulla sua struttura, il tanbur è sufficiente per rappresentare da solo l’espressione della musica turca.
Yasin Özçimi (Ney)Ney: considerato somigliante alla voce umana, il ney (flauto di canna) è uno dei principali strumenti utilizzati nella musica turca sufi (mistica) e in sessioni di terapia musicale.
Elif Canfeza Gündüz (Kemençe Classico)Kemenche classico: nel suo corpo piccolo e ricco di dettagli, il kemenche diffonde numerose melodie incantevoli, nascoste in passato nelle sagge mani del suo maestro.
Tuncay Tuncay (Kanun)Kānun: strumento antico con molte corde, suscita ispirazioni, desideri e passioni con gli splendidi battiti dei plettri.

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La formazione del nuovo governo in Israele si preannuncia complessa

Posted by fidest press agency su martedì, 1 ottobre 2019

Le elezioni israeliane si sono concluse da una settimana, con un risultato molto diverso da quello che era stato annunciato dai primi analisti. Non è vero che Netanyahu sia stato sconfitto, né che Gantz abbia vinto, almeno se si considerano i risultati nel loro senso politico, e non come una competizione sportiva. Likud e Bianco-azzurri sono sostanziale parità (32 a 33), i due blocchi politici anche (55 a 54), se si bada alle raccomandazioni fatte al Presidente Rivlin su chi debba formare il nuovo governo. E infatti Rivlin ha designato Netanyahu per il primo tentativo. Bisogna fare quattro osservazioni a proposito di questi blocchi. La prima è che ovviamente nessuno dei due gruppi raggiunge la maggioranza di 61 deputati né ha la possibilità di raccoglierla facilmente se i confini attuali fra le forze politiche reggono. La seconda è che fra coloro che raccomandano Gantz vi sono dieci deputati dei partiti arabi (senza i tre estremisti di Balad che si sono dissociati dalla posizione della lista unitaria araba). Questi dieci deputati sarebbero indispensabili alla maggioranza di Gantz anche se al suo blocco si unisse per esempio il movimento di Liberman, che si è astenuto dalla designazione del candidato primo ministro. Ma su temi fondamentali, come il rapporto con l’Autorità palestinese e Hamas essi dissentono dai partiti sionisti, per la semplice ragione che sono contrari allo Stato ebraico. Dunque in casi critici come un’operazione a Gaza farebbero mancare la maggioranza al governo. Il loro è un gioco tattico contro Netanyahu, non una possibilità reale di governo. E dunque Gantz resta molto lontano dalla maggioranza. La terza osservazione è che la crisi attuale non è dovuta a un mutamento dei rapporti di forza o dell’opinione dominante dell’elettorato fra destra e sinistra. Semplicemente un frammento di quel che era negli ultimi dieci anni il blocco di destra, quello di Liberman, ha deciso di giocare in proprio contro Netanyahu e contro i partiti religiosi, spacchettando i temi che insieme costituivano l’identità comune del centrodestra israeliano e giocando una politica tutta mirata ad accrescere il proprio potere negoziale. Non è Netanyahu che abbia perso, né questa né la scorsa votazione, è Liberman che per affermare la propria posizione impedisce la formazione di un governo. Blocca la sinistra, perché sui temi della sicurezza si dice incompatibile con i partiti arabi e blocca la destra, perché rifiuta di stare in un governo presieduto da Netanyahu (per ostilità personale) e comunque non vuol fare compromessi con i religiosi. La quarta è che la sola alternativa a questo schieramento per blocchi è un governo di unità nazionale, che però è bloccato dal fatto che i binco-azzurri si sono uniti sulla base del tentativo di eliminare politicamente Netanyahu, che resta solidamente il leader del Likud. Dunque o i bianchi-azzurro o una loro fazione rinuncia alla conventio ad escludendum di Netanyahu; o il Likud procede al parricidio del suo leader, o questo accordo non si può fare. Tutta questa situazione è dunque frutto della divisione dell’elettorato israeliano in “tribù” piuttosto piccole, spesso centrate su un leader e abbastanza litigiose: una divisione che il sistema elettorale proporzionale puro con una soglia bassa per l’ammissione alla rappresentanza non fa che esaltare.
E’ facile prevedere che in queste condizioni il tentativo di Netanyahu è destinato a fallire e probabilmente lo sarà anche quello successivo riservato a Gantz, se non altro per rappresaglia da parte del Likud. Potrà esserci forse un terzo tentativo estremo, in cui si accetti un’alternanza fra leader. Se anch’esso fallirà, si andrà di nuovo a elezioni. Sarà fastidioso e ci saranno lamentele, ma non si tratta di una situazione strana. I sistemi politici democratici in questo periodo risentono di una notevole instabilità e di un certo distacco fra rappresentanza ed elettorato, soprattutto perché vi è un distacco più generale fra ciò che i ceti intellettuali, i media e talvolta lo “stato profondo” (magistratura, servizi di sicurezza, organizzazioni economiche e internazionali) ritengono sia giusto e ciò che una frazione crescente della popolazione, spesso la maggioranza, sceglie. Si parla spesso di “populismo”, come se il problema fosse dalla parte delle forze politiche che raccolgono questo movimento collettivo, ma la questione riguarda innanzitutto gli elettori, che nutrono idee e desideri difformi da quelli dell’establishment, che di fronte a questa offensiva fa blocco e nega le elezioni, come in Italia e in Gran Bretagna, o si divide, si estremizza senza riesce a mettersi d’accordo come in Spagna (fra un paio di mesi di nuovo al voto per la quarta volta in un anno e mezzo), gli Stati Uniti o Israele.
Per quanto riguarda lo stato ebraico, l’economia sta bene, la sicurezza è presa in cura lucidamente dal governo uscente, oltre che dai servizi e dalle forze armate. Insomma lo stato non è paralizzato. E’ forse meglio rinviare la soluzione, chiedere all’elettorato di ripensare alle proprie divisioni e di dare un messaggio più chiaro sulla gerarchia delle scelte politiche, piuttosto che una soluzione pasticciata, che potrebbe portare alla paralisi vera o a un potere di veto da èparte di partiti antisistema come il blocco arabo.

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Prima edizione di Ortyx “Drama Festival”

Posted by fidest press agency su martedì, 1 ottobre 2019

Ortigia (Siracusa) domenica 6 a venerdì 11 ottobre e coinvolgerà il centro storico di Ortigia che sarà per cinque giorni il palcoscenico delle performance di un gruppo di giovani attori, ancora allievi dell’Accademia d’Arte del Dramma Antico o appena diplomati. Il cartellone di Ortyx Drama Festival prevede tre appuntamenti all’ex convento di San Francesco, sede della scuola di teatro dell’Inda, e sei eventi OFF che si terranno tra la Graziella, piazzetta dei Cavalieri di Malta, largo XXV luglio e tre locali che hanno deciso di mettere a disposizione i propri spazi.
Le tre proposte in scena all’ex convento di San Francesco, tutte alle 21, sono: Medea il 7 ottobre diretto da Giuseppe Coniglio, Riflessi, il 9 ottobre, una drammaturgia scritta da Salvatore Ventura e interpretata da Isabella Sciortino, Roberto Mulia e Gabriella Zito messa in scena al Milano Off Fringe Festival, e Próodos, con la regia di Davide Raffaello Lauro, che chiuderà la rassegna venerdì 11 ottobre. Nutrito anche il programma degli eventi OFF pensati per valorizzare alcuni spazi del centro storico attraverso vari linguaggi teatrali: il 6 ottobre alle 12 Audioricordi al largo XXV luglio con i versi scritti da Daniela Quaranta e Visita alla contessa Eva Pizzardini con Alessandro Mannini e Simona De Sarno, alle 20,30 al Moon di via Roma. Martedì 8 ottobre La stagione dell’Harmattan non è ancora finita alle 19 in piazzetta dei Cavalieri di Malta, un omaggio alla scrittrice nigeriana Chimamanda Ngozi Adichie pensato e diretto da Ornella Matranga; sempre martedì 8 ottobre, ma alle 21, L’ammore è Napule alla Jolanda Bottega Siciliana di via Vittorio Veneto; un viaggio nella bellezza di Napoli con Davide Raffaello Lauro. Due gli appuntamenti di giovedì 10 ottobre: alle 19 alla Graziella in via Paolo Sarpi, La rivolta del pane, genesi di una sommossa popolare: lettura di Alessio Iwasa; alle 21, al Sikarù di via Dione, Adesso ho due pensieri un breve monologo di Manfredi Gimigliano.
L’ingresso alle proposte di Ortyx Drama Festival è gratuito ma per gli appuntamenti all’ex convento di San Francesco è necessaria la prenotazione al numero +39 392 472 3063 o scrivendo alla pagina Facebook dell’evento: Ortyx Drama Festival.

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I protagonisti del premio “Aurora prize for awakening humanity” dal Papa

Posted by fidest press agency su martedì, 1 ottobre 2019

Roma mercoledì 2 ottobre 2019 dalle ore 13 alle 17,30 Palazzo Cardinal Cesi, Via della Conciliazione 51, i protagonisti del premio “Aurora prize for awakening humanity” in occasione del loro incontro con il santo Padre incontrano i rappresentanti della stampa. Sono: Il premio Aurora ha nel proprio comitato di designazione personalità di livello mondiale quali Shirin Ebadi, Oscar Arias, George Clooney, Elie Wiesel, Bernard Kouchner.Interverranno:
Marguerite Barankitse, prima vincitrice dell’Aurora Prize nel 2016. Marguerite Barankitse è la fondatrice dell’orfanotrofio Maison Shalom e dell’ospedale REMA in Burundi. In qualità di prima vincitrice in assoluto dell’Aurora Prize, Barankitse ha ricevuto la sovvenzione per la sua instancabile dedizione nell’aiutare gli altri di fronte alle avversità, salvando migliaia di bambini orfani durante gli anni della guerra civile in Burundi.
Tom Catena, vincitore dell’Aurora Prize nel 2017 Tom Catena è un chirurgo, veterano, missionario cattolico, filantropo riconosciuto a livello mondiale e Presidente dell’Aurora Humanitarian Initiative. Fondatore del Mother Mercy Hospital nelle montagne Nuba devastate dalla guerra in Sudan, Catena ha dedicato gli ultimi dieci anni a fornire assistenza medica come unico chirurgo attivo in modo permanente in una regione delle dimensioni dell’Austria.
Kyaw HIa Aung, vincitore dell’Aurora Prize nel 2018. Kyaw Hla Aung è un avvocato e attivista riconosciuto per la sua dedizione alla lotta per l’uguaglianza, l’istruzione e i diritti umani per il popolo rohingya in Myanmar, minacciato da persecuzioni, soprusi e oppressione ed incarcerato per 12 anni. Kyaw Hla Aung ha ricevuto l’Aurora Prize 2018 a nome dei sopravvissuti al genocidio armeno in segno di gratitudine per i loro salvatori, durante una cerimonia in Armenia.
Ruben Vardanyan, co-fondatore dell’Aurora Forum. Ruben Vardanyan è un imprenditore sociale armeno-russo, attivo nei settori dell’impact investing e della venture philanthropy. Insieme ai loro partner, Vardanyan e la sua famiglia hanno investito circa 600 milioni di dollari in progetti in Armenia, sviluppando un approccio commerciale che si basa sul coinvolgimento di finanziamenti misti per trovare soluzioni ai problemi sociali.
Noubar Afeyan, co-fondatore dell’Aurora Forum. Noubar Afeyan è il fondatore e CEO di Flagship Pioneering, un’impresa unica che realizza sistematicamente rivoluzionarie innovazioni nel campo delle scienze della vita che migliorano la salute umana e la sostenibilità. Durante i suoi 30 anni di carriera come inventore, imprenditore e CEO, Afeyan ha contribuito alla fondazione e partecipato allo sviluppo di oltre 40 startup di successo. Attualmente è docente presso la Harvard Business School ed è stato Senior Lecturer al MIT, dove ha tenuto corsi su tecnologia, imprenditorialità e innovazione dal 2000. Noubar ha ricevuto un premio Technology Pioneer 2012 dal Forum economico mondiale.

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Castelli: “In manovra provvedimenti importanti per gli enti locali”

Posted by fidest press agency su martedì, 1 ottobre 2019

“Torino è il primo Comune che, con la delibera di Giunta adottata in mattinata, ha avviato le procedure per la rinegoziazione dei mutui, con un risparmio di 32 milioni di euro in due anni e 64 milioni complessivi.Il lavoro che abbiamo fatto in questi mesi, e che stiamo continuando a fare, in sinergia con gli Enti Locali, porterà grandi benefici ai cittadini che, grazie anche a questo, potranno ottenere servizi di maggiore qualità.
Andiamo avanti, stiamo lavorando alla prossima manovra di bilancio che conterrà provvedimenti importanti per gli Enti Locali”. Così, in un post su Facebook, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Mårten Spångberg – 46 – Xing

Posted by fidest press agency su martedì, 1 ottobre 2019

Bologna Venerdi 4 ottobre alle 18.15 Xing presenta negli spazi aperti del Lungo Reno del Quartiere Barca 46, la nuova performance di Mårten Spångberg, coreografo immateriale e teorico della coreografia espansa, che inaugurerà la stagione autunnale di Xing. Matteo Castro, musicista e collettore della ricerca musicale più radicale, creerà per questa occasione uno spazio originale di percezione sonora. (prima italiana, produzione Xing).
“Come se esistessero cose astratte, come un rumore, un jpeg memorizzato su un disco rigido, la dea indù Parvati, o il nulla in una bottiglia mezzo vuota.” (M.S.)46 è una ricerca sull’esistenza della danza. Danzare significa qui essere danzati da una danza che ha una sua esistenza propria, concedendole una soggettività e una articolazione autonome. Avvicinarsi o prendersi cura di una tale danza richiede una nuova mentalità e l’apertura a possibili forme alterate di esperienza. Sintonizzando la propria ricerca coreografica con il realismo speculativo, Spangberg si è avvicinato in questi anni a un’idea di danza capace di eccedere la percezione antropocentrica della vita. Una foglia che cade o un corpo che danza, sono movimenti autonomi, circolano senza appartenere. Immerso assieme ai presenti in un luogo altro e liminale, Marten Spangberg esplora ed abita il confine crollato tra il sè e l’ambiente, cercando di aprire un’esperienza estetica in relazione al non-umano, o meglio, al non-ancora-umano, accennando a un nuovo paesaggio alieno, dominato dal non chiaro, il vago, l’indeterminato e l’imprevedibile.
Il materiale di 46 è stato sviluppato dai performer che hanno lavorato nelle creazioni più recenti di Mårten Spångberg, da The Internet a Culture. Grazie a Tamara Alegre, Simon Asencio, Sidney Barnes, Liza Baliasnaja, Linda Blomqvist, Renée Copraij, Emma Daniel, Christine De Smedt, Misha Downey, Mette Edvardsen, Hana Lee Erdman, Adriano Wilfert Jensen, Sandra Lolax, Mark Lorimer, Sarah Ludi, Moya Michael, Clinton Stringer, Louise Dahl, Rebecka Stillman, Hanna Strandberg, Else Tunemyr, Alexandra Tveit.

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Ritorno agli Uffizi della Tebaide di Beato Angelico

Posted by fidest press agency su martedì, 1 ottobre 2019

Firenze. La Tebaide di Beato Angelico, il dipinto degli Uffizi più apprezzato dai bambini secondo l’unanime osservazione degli educatori museali e gli assistenti in sala, torna in galleria dalla Spagna (dove al Museo del Prado a Madrid, era stato incluso nella grande mostra monografica dedicata proprio all’”angelico” pittore domenicano del Rinascimento), con una nuova collocazione “a misura di bimbo”. Da oggi l’opera, una grande tavola rettangolare che racconta con minuzia di particolari le vite dei Santi Padri nel deserto vicino a Tebe, è di nuovo visibile nella sala 7 al secondo piano del museo, insieme a dipinti di Masolino,
Masaccio e Gentile da Fabriano.
Ma c’è una novità: l’opera è infatti inserita in una teca costruita appositamente – con vetro antisfondamento e antiriflesso, praticamente invisibile – all’altezza di 65 centimetri da terra, in modo da essere agevolmente ammirata in tutti i dettagli anche dai più piccoli visitatori degli Uffizi. “Gli esperti del nostro dipartimento per l’Educazione ci hanno segnalato che la Tebaide è l’opera prediletta dai bimbi che entrano in Galleria – spiega il direttore Eike Schmidt – Tanti piccini, ogni giorno, si fermano ad osservarla affascinati, scoprendo le tante storie, i tanti personaggi, i molti animali raffigurati in questo capolavoro. Abbiamo dunque deciso di pensare a una collocazione che tenesse conto del punto di vista di questa speciale e importantissima categoria di osservatori, in maniera da stimolare ancora di più la loro interazione con l’arte e con questo dipinto in particolare, che in modo così evidente cattura la loro attenzione. Così, da oggi possiamo dire di essere il primo museo al mondo con un capolavoro a ‘misura di bambino’.”

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Spostare la produzione in Vietnam per evitare i dazi sulla Cina

Posted by fidest press agency su martedì, 1 ottobre 2019

La trade war tra USA e Cina sta portando sempre più imprese a spostare la produzione in altri paesi asiatici, primo fra tutti il Vietnam. Nei primi quattro mesi del 2019 questo paese ha attirato investimenti esteri per 14,59 miliardi di dollari, +81% rispetto allo stesso periodo del 2018 secondo la ForeignInvestment Agency. Protagoniste soprattutto imprese del settore manifatturiero e hi-tech, fra le quali una realtà fondata da un imprenditore italiano: la NiRoTech Ltd di Hong Kong, specialista in componentistica per la meccatronica, partner di numerose aziende del nostro Paese, ormai da un anno ha aperto una società ad Hanoi che conta già 9 dipendenti.«Qui abbiamo riprodotto il modello di supply chain che ha decretato il nostro successo – spiega Roberto Leone, imprenditore di origine bellunese co-fondatore e Managing Director di NiRoTech –. Ci basiamo cioè su un network di fornitori affidabili e controllati per essere il “braccio produttivo” per i nostri clienti italiani ed europei che richiedono prodotti elettronici finiti, gestendo produzione, qualità e spedizioni con mentalità “italiana”».A fare la differenza rispetto alla mera delocalizzazione c’è la presenza fisica di NiRoTech in Vietnam, la sua conoscenza delle dinamiche specifiche del Paese e lo stretto rapporto con i produttori locali, che garantisce gli alti standard che i clienti desiderano, ed evitando in più i problemi derivanti dalla guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina.Tutto facile, dunque? No, perché sul Vietnam ci sono alcuni miti da sfatare. E il primo è che sia sinonimo di low cost. «Non è così – spiega Roberto Leone – perché il costo del lavoro, pur essendo minore rispetto alla Cina, non è così basso da comportare un risparmio significativo. Il tessuto industriale ha grosse potenzialità e si sta orientando su produzioni di alto livello: c’è un mercato consolidato costituito dalle aziende hi-tech di Corea del Sud e Giappone, che ovviamente richiedono ai fornitori locali alti standard»Inoltre ci sono in Vietnam ci sono da considerare gli extra costi di logistica: «Occorre fare attenzione e pianificare bene gli investimenti – sottolinea Leone – perché il reperimento e la movimentazione delle merci in Vietnam possono rivelarsi molto laboriosi».
Insomma, partire da zero in Vietnam non è semplice. Bisogna sapere come muoversi e le realtà di successo sono frutto di molto lavoro. E la concorrenza ormai è alta: «Bisogna essere veloci perché ormai moltissimi produttori, anche cinesi, si spostano fuori dalla Cina –. Noi abbiamo il vantaggio di gestire acquisti e supply chain in modo centralizzato da Hong Kong, cosa che ci dà l’opportunità di essere rapidi e flessibili. La scelta del Vietnam è avvenuta molto tempo prima di questa “corsa” determinata dalla guerra dei dazi, e l’abbiamo fatta sulla base di una strategia di diversificazione». Che ora sta dando i suoi frutti, portando la società dell’imprenditore bellunese a diventare sempre di più, nella sua natura ibrida tra trader e manufacturer, un ponte tra Italia e Asia per i progetti di elettronica e meccatronica.

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I nuovi casi di tumore in Italia tendono a diminuire

Posted by fidest press agency su martedì, 1 ottobre 2019

Nel 2019 sono stimate 371mila diagnosi (196.000 uomini e 175.000 donne), erano 373mila nel 2018: 2.000 in meno in 12 mesi. Le cinque più frequenti sono quelle della mammella (53.500 casi nel 2019), colon-retto (49.000), polmone (42.500), prostata (37.000) e vescica (29.700). In calo, in particolare, le neoplasie del colon-retto, dello stomaco, del fegato e della prostata e, solo negli uomini, i carcinomi del polmone. Che continuano, invece, ad aumentare fra le donne (+2,2% annuo), per la preoccupante diffusione dell’abitudine al fumo di sigaretta fra le italiane. In crescita anche il tumore della mammella e, in entrambi i generi, quelli del pancreas, della tiroide e i melanomi (soprattutto al Sud). L’incidenza più alta si registra in Friuli Venezia Giulia (716 casi per 100.000 abitanti), la più bassa in Calabria (559 casi per 100.000 abitanti). Quasi 3 milioni e mezzo di italiani (3.460.025, il 5,3% dell’intera popolazione) vivono dopo la diagnosi di cancro, cifra in costante crescita (erano 2 milioni e 244 mila nel 2006, 2 milioni e 587mila nel 2010, circa 3 milioni nel 2015), grazie ad armi sempre più efficaci e alla maggiore adesione ai programmi di screening. In aumento anche la sopravvivenza: il 63% delle donne e il 54% degli uomini sono vivi a 5 anni dalla diagnosi. Almeno un paziente su quattro, pari a quasi un milione di persone, è tornato ad avere la stessa aspettativa di vita della popolazione generale e può considerarsi guarito.
È questo il censimento ufficiale, giunto alla nona edizione, che descrive l’universo cancro in tempo reale grazie al lavoro dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), dell’Associazione Italiana Registri Tumori (AIRTUM), di Fondazione AIOM, PASSI (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia), PASSI d’Argento e della Società Italiana di Anatomia Patologica e di Citologia Diagnostica (SIAPEC-IAP), raccolto nel volume “I numeri del cancro in Italia 2019”, presentato oggi all’Auditorium del Ministero della Salute in un convegno nazionale (disponibile nella versione per operatori e in quella per pazienti e cittadini).
Nel 2016 (ultimo anno disponibile), nel nostro Paese, sono stati 179.502 i decessi attribuibili al cancro (100.003 uomini e 79.499 donne). “I trend temporali – continua Stefania Gori – indicano che, nel periodo 2003-2014, anche la mortalità continua a diminuire in maniera significativa in entrambi i sessi, come risultato di più fattori, quali la prevenzione primaria, in particolare la lotta al tabagismo, la diffusione degli screening su base nazionale, i miglioramenti diagnostici, i progressi terapeutici (chirurgici, farmacologici, radioterapici) e l’applicazione sempre più su larga scala di una gestione multidisciplinare dei pazienti oncologici.
Uno studio ha stimato i rischi attribuibili di morte per tumore legati allo stile di vita (fumo, alcol, eccesso ponderale, dieta e inattività fisica) specifici per la popolazione italiana, evidenziando un rischio complessivo dal 37,9% al 43,8%, con una percentuale più alta negli uomini (46,7%) che nelle donne (26,8%).
“Il costante incremento delle persone che vivono dopo la diagnosi (nel 2019 circa 3 milioni e mezzo) richiede un’attenta valutazione dell’impatto sanitario e sociale in termini di programmazione del follow-up e della riabilitazione – conclude Fabrizio Nicolis, Presidente Fondazione AIOM -. I numeri e gli andamenti della patologia neoplastica, riportati in questo volume, possono diventare un riferimento in sanità pubblica per programmazioni future, che dovranno tener conto della necessità di investimenti importanti in termini di prevenzione primaria, per poter ridurre il rischio di ammalarsi di tumore. Il cancro è, infatti, la patologia cronica potenzialmente più prevenibile e, oggi, anche più curabile”.

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Il mercato degli integratori cavalca l’onda del benessere

Posted by fidest press agency su martedì, 1 ottobre 2019

“Al giorno d’oggi è fondamentale, e talvolta diventa un’esigenza, che alimentazione e stile di vita siano strettamente correlati tra loro. È dimostrato come una dieta varia ed equilibrata e un adeguato livello di attività fisica garantiscano una condizione di salute e benessere. È proprio qui che entrano in scena gli integratori alimentari, perché contribuiscono a migliorare lo stato nutrizionale e aiutano a mantenere una buona condizione fisica a tutte le età, stimolando le funzioni fisiologiche dell’organismo”. Parla la dott.ssa Camilla Pizzoni, Direttore Scientifico Laboratori Pool Pharma, azienda leader in Italia per lo studio e lo sviluppo di integratori alimentari, 100% made in Italy, venduti in oltre 9.000 Farmacie spalmate su tutto il territorio nazionale. “Tra gli integratori più amati e acquistati dai nostri consumatori, sempre più alle prese con vite frenetiche e sintomi psicosomatici, troviamo, al primo posto, i sali minerali e i multivitaminici come per esempio MG.K VIS, marchio icona di Pool Pharma. Al secondo posto, Kilocal, per la linea e a seguire Trio Digeracid, per la digestione. Ricerca e innovazione ci consentono di migliorare costantemente il contenuto dei prodotti per garantire sicurezza ed elevati standard qualitativi. Puntiamo da sempre su questo aspetto, specialmente oggi in un mercato molto competitivo, dove anche i big del food o dello sport producono integratori». Commenta Camilla Pizzoni, che è anche Direttore Tecnico dell’Osservatorio Pool Pharma. “Attraverso le scelte dei nostri clienti percepiamo il trend in forte crescita del concetto di auto medicazione. Assieme all’evoluzione della ricerca, nel nostro settore, è aumentata la conoscenza dei rimedi più utili a migliorare lo stile di vita e le abitudini alimentari. Gli italiani sono stati sempre attenti alla salute, si aggiunga il moltiplicarsi di formule e canali di vendita incluso l’e-commerce e poi la gdo. Per quanto ci riguarda abbiamo subito scelto le farmacie e in seguito anche le parafarmacie come canale prediletto. La competizione è altissima, per questo abbiamo deciso di investire sulla formazione diretta con i farmacisti che sono spesso i punti di riferimento riconosciuti dai consumatori per quanto riguarda la scelta dei prodotti. Il progetto di formazione a sostegno delle farmacie con cui collaboriamo si chiama ‘‘Farmacia 6 top’’ e consiste in un’operazione di affiancamento da parte di esperti sul punto vendita. Servono a coadiuvare la scelta del prodotto più adatto o semplicemente a fare formazione del personale per un paio d’ore al giorno sui temi degli integratori che non sono tutti uguali se pensiamo che solo i sali di magnesio hanno diverse formulazioni.
Pool Pharma, fondata da Giorgio Pizzoni, attuale presidente, fin dal 1990, è entrata in un mercato in costante crescita confermandosi in un comparto dinamico e vivace che comprende quello che continua a essere il principale canale distributivo: la Farmacia. Non è un caso che il claim sia da sempre “Da Pool Pharma in Farmacia”. In questi ultimi due anni il mercato ha registrato un aumento globale del +4% per un valore complessivo che supera i 3,2 mld di euro in Italia e conta 32 milioni di consumatori*. “Pool Pharma nasce con l’idea di aiutare gli italiani alla scelta e al consumo degli integratori alimentari offrendo prodotti utili alle esigenze nutrizionali e agli stili di vita dell’individuo”. – Conclude la dott.ssa Pizzoni. *(Fonte Federsalus dalla ricerca “Il valore sociale dell’integratore alimentare” realizzata dal Censis).

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Marco Lupis: «I cannibali di Mao»

Posted by fidest press agency su martedì, 1 ottobre 2019

LUPIS: «Mentre la Cina si appresta a festeggiare i 70 anni dalla fondazione della Repubblica Popolare Cinese – il prossimo martedì 1° ottobre – ovvero la nascita dell’attuale Cina moderna, un silenzio assordante si leva dalla comunità internazionale, che sembra avere del tutto “dimenticato” quanto essa rimanga la nazione più illiberale, meno democratica e più totalitaria del Mondo (con l’eccezione poco significativa della Corea del Nord). Una nazione, tra l’altro, fondata su decine di milioni – alcuni storici affermano, non senza ragione, che diano centinaia di milioni – di morti innocenti. Basti soltanto pensare a quelli causati dalla follia di Mao durante “il Grande Balzo in Avanti”, quando la sua folle corsa all’industrializzazione a ogni costo causò una carestia di tali dimensione da ridurre decine e decine di milioni di cinesi alla fame e alla morte per fame. Fino al verificarsi di quei terribili episodi di cannibalismo, ormai documentati dalla Storia.
Non si debba pensare che la Cina di oggi, quella che sembra una nazione moderna, ipertecnologica, tesa ad imporre ad ogni costo una sua nuova “governance” globale, sia in realtà radicalmente diversa da quella di quei tempi atroci, o che abbia mai inteso disconoscere e prendere le distanze dalle tragedie del maoismo. Al contrario, il presidente-a-vita Xi Jinping, nei suoi scritti ormai entrati a far parte della Costituzione, non rinnega quegli orrori, ma rivendica le scelte passate come quelle fondanti – e le uniche possibili – che hanno consentito alla Cina di diventare quella che è diventata oggi: l’unico esempio nella Storia di dittatura (globale) del danaro.
E siccome “pecunia non olet”, inutile aspettarsi che questo imminente anniversario, che Pechino intende celebrare in pompa magna con festeggiamenti epocali, possa diventare l’occasione per un serio ripensamento dei rapporti tra l’Occidente e la nuova Cina. Semmai, come ho scritto nel chiudere il mio nuovo libro “I Cannibali di Mao – la nuova Cina alla conquista del Mondo”: una cosa sembra certa e cioè che – a meno di inediti e ad oggi assolutamente imprevedibili sconvolgimenti geopolitici globali –, presto o tardi, verremo anche noi «assimilati» e diventeremo tutti «comunisti» cinesi.».
Come mai la Cina, fino a ieri produttore di mercanzia a basso costo, oggi domina il mercato high-tech mondiale, si impone come attore globale, assume il controllo economico e finanziario di intere nazioni ed è in grado di “richiamare all’ordine” persino gli Stati Uniti d’America? In questo libro Marco Lupis ci spiega l’origine del nuovo potere globale cinese, quali sono le sue radici e dove ci sta portando. (Edizione: http://www.rubbettinoeditore.it)

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Personale di Alessandra Maxaculi

Posted by fidest press agency su martedì, 1 ottobre 2019

Roma giovedì 3 Ottobre 2019, ore 18 (Fino al 10 ottobre 2019 Orari: 11-19 orario continuato) Micro Arti Visive – Spazio Porta Mazzini Viale Mazzini 1 riaprono i battenti con una grande interprete Alessandra Maxaculi, artista italo greca sanguigna e innovativa, che si dedica parallelamente anche alla scultura, nonostante prediliga l’incisione con un particolare interesse per il chiaroscuro e le ombre. Il pensiero di fondo che guida la mano dell’artista è infatti la monocromia, il netto contrasto tra bianco e nero apre il campo ad una interessante ricerca stilistica, con l’impiego di un solo colore, tra fascinose figure monocrome e fini tratteggi. Una vasta produzione incisoria, legittimata da numerosi riconoscimenti dalla Biennale di Incisione di Acqui Terme, a diverse mostre in Italia e all’estero.“L’incisione consente un segno molto netto con un risultato dove il contrasto bianco e nero è molto definito – spiega Alessandra Maxaculi – Le immagini delle mie opere nascono spontaneamente, ritratti e volti emergono dalle ombre con grande naturalezza”.L’artista ha trovato nell’incisione la più naturale modalità di espressione.
Tra i temi ricorrenti vi sono ritratti di donne di epoche imprecisate, sicuramente legate al passato, che rimandano ad una femminilità arcaica e figure di animali mitologici frutto del profondo legame che l’artista conserva con la Grecia, terra di provenienza del padre. “Il tempo e lo spazio delle mie opere è indefinito, nebuloso e primordiale”, continua Maxaculi.
Alessandra Maxaculi passa giornate intere nel suo studio, lontana dalla mondanità e immersa nella lettura e nello studio dei testi dei grandi del passato, pensatori, filosofi e nella scoperta e nella ricerca delle tradizioni del mondo con una spiccata passione per l’Oriente e per l’Antica Grecia.

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Mostra del cinema iberoamericano

Posted by fidest press agency su martedì, 1 ottobre 2019

Roma giovedì 3 a domenica 6 ottobre alla Casa del Cinema, Largo Marcello Mastroianni 1 (Villa Borghese), l’ottava edizione di SCOPRIR, mostra del cinema iberoamericano di Roma, a cura di Gianfranco Zicarelli, José Cantos e Laura Cid. Organizzata dall’Instituto Cervantes, in collaborazione con le ambasciate in Italia di Cile, Colombia, Costa Rica, Ecuador, Guatemala, Honduras, Messico, Nicaragua, Portogallo, Perú, Repubblica Dominicana, Uruguay e l’Istituto Italolatinoamericano, la rassegna quest’anno allarga i suoi confini raggiungendo per la prima volta anche Napoli (15-19 ottobre) e Palermo (8 ottobre – 6 novembre). Un’edizione itinerante che coinvolgerà tre città italiane in un percorso audiovisivo alla scoperta delle produzioni più recenti che hanno saputo raccontare la gran varietà culturale e artistica dell’America Latina e della Penisola Iberica.Alla rassegna romana saranno presentate 22 opere in lingua originale con sottotitoli in Italiano, in rappresentanza di 13 paesi, suddivise in tre sezioni. Accanto a quella ufficiale alla Sala Deluxe, infatti, ci saranno altre 2 sezioni specifiche, tutte al femminile: ZonaZine Documental dedicata ai documentari diretti da donne, presentati nell’edizione 2018 del Festival de Málaga – Cine en Español e Óperas Primeras, realizzata in collaborazione con la Fundación SGAE e dedicata ai lavori di registe spagnole.
Tra gli ospiti di SCOPRIR 2019, la regista e cineasta galiziana Diana Toucedo (col suo “Trinta lumes” è stata applaudita al festival di Berlino), il regista e attore guatemalteco Rodolfo Espinosa, la regista e produttrice uruguayana Marcela Matta, il produttore e regista honduregno Alejandro Irías e il regista ecuadoriano José María Avilés.Tra prime assolute, incontri con gli autori, proiezioni inedite e momenti di approfondimento, Roma diventa per 4 giorni la dimora delle culture cinematografiche iberoamericane, offrendo al pubblico una visione ampia e originale di una scena in costante crescita. Capace di offrire nell’ultimo quinquennio novità tra le più interessanti in termini di tematiche, tecniche narrative e scelte stilistiche. http://www.roma.cervantes.es

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Flaminio Boni presenterà i libri Recensioni Teatrali – Vol. III e IV

Posted by fidest press agency su martedì, 1 ottobre 2019

Roma Domenica 13 ottobre 2019 alle ore 21.00 ingresso libero Flaminio Boni presenterà i libri Recensioni Teatrali – Vol. III e IV al Teatro Trastevere via Jacopa de’Settesoli 3 all’interno di un evento creato ad hoc.
Flaminio Boni, conosciuto ed apprezzato critico teatrale, opera come ufficio stampa su Roma per Teatri e Compagnie teatrali. I suoi volumi costituiscono una sorta di annuario in cui sono raccolte le migliori recensioni teatrali delle stagioni 2015/2016, 2016/2017 e 2017/2018. Questa sarà anche l’occasione per presentare in anteprima il suo quarto volume con gli spettacoli della stagione 2018/2019. Happy Hour con l’autore si propone di avvicinare appassionati di teatro e addetti ai lavori tramite un piacevole incontro tra una chiacchiera e un bicchiere di vino.
Flaminio Boni, principalmente attivo in territorio romano, ma con frequenti incursioni in giro per l’Italia, soprattutto a Milano, è particolarmente apprezzato e stimato per la sensibilità, l’intelligenza e il senso critico animato dalla passione per il teatro di cui è attento osservatore. Il suo sguardo sul teatro è scrupoloso e riesce a cogliere le diverse sfumature di ogni spettacolo, sapendo metterne in risalto non soli i punti deboli, ma anche quelli di forza grazie alla sua capacità di saper guardare e ascoltare. Nato come un omaggio al Teatro, il libro è divenuto un ottimo manuale a cui fare riferimento quando si cercano informazioni su di uno spettacolo, offrendo anche interessanti spunti di riflessione. Un libro per chi ama il Teatro e uno strumento di valutazione e confronto per gli addetti ai lavori.Flaminio Boni, laureato in Lettere e Filosofia, ha all’attivo la pubblicazione di un saggio, articoli e recensioni su varie riviste specializzate: inoltre è titolare del sito http://www.flaminioboni.it

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La Serbia a piccoli passi verso l’Ue

Posted by fidest press agency su martedì, 1 ottobre 2019

Dall’Adriatico insanguinato dalle Guerre nei Balcani a una stretta di mano dal grande valore: quello della speranza in un futuro di pace all’interno dell’Unione Europea. Ancona, capoluogo marchigiano in prima fila all’epoca del conflitto con il ponte aereo umanitario dall’aeroporto di Falconara, e Šabac, piccolo centro nella Serbia a confine con la Bosnia ed Erzegovina, stanno per firmare un Patto di Amicizia con la speranza possa diventare viatico per l’ingresso della prima municipalità serba all’interno del Forum delle Città Adriatico Ioniche. Sarebbe il primo storico ingresso di una realtà serba nei 20 anni di vita del Forum, nato nell’ambito della Strategia dell’Unione Europea per la Regione Adriatico-ionica (Eusair) con l’obiettivo di favorire creare un luogo di dialogo interculturale e mediazione politica e favorire lo sviluppo di una pacifica comunità adriatica e ionica aperta all’Europa.
L’associazione, al pari dell’analogo Forum delle Camere di Commercio di questa macroregione, annovera al suo interno oltre l’Italia (comuni di Friuli, Veneto, Marche, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata) anche Albania, Bosnia ed Erzegovina, Croazia, Grecia, Montenegro, e Slovenia. Impensabile fino a qualche anno fa l’ingresso di un comune serbo. Troppo viva ancora la memoria di un decennio di conflitto che ha messo a ferro e fuoco l’area. Un passo alla volta. Anche in prospettiva dell’ingresso della Serbia nell’Unione Europea, con i negoziati di adesione avviati nel 2014.

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La School of Management del Politecnico di Milano sempre tra le migliori del mondo

Posted by fidest press agency su martedì, 1 ottobre 2019

Milano Maggiori probabilità di accedere al mondo del lavoro, ritorno sull’investimento e rapporto qualità-prezzo ottimi, grande attenzione alle diversità. Sono questi i “plus” che ancora una volta posizionano la School of Management del Politecnico di Milano tra le migliori del mondo. A sancirlo è il QS World University Rankings by Program 2020, la classifica internazionale dei master, che vede eccellere la Scuola con i master specialistici in Management, Business Analytics, Finance e Marketing e l’MBA Full Time. L’edizione 2020 appena rilasciata ha analizzato quasi 700 corsi di oltre 400 Business School e Università distribuite in più di 50 Paesi.
La School of Management del Politecnico di Milano si colloca sempre nella parte alta dei rankings. La prestazione migliore a livello globale è di nuovo quella dell’International Master in Project Management (iMPM), che ha ottenuto valutazioni superiori alla media in “Value for money”, o rapporto qualità-prezzo, “Employability”, cioè le chance che i suoi studenti hanno di accedere al mercato del lavoro e “Thought Leadership”.
Molto buona anche la performance dell’MBA Full Time, che nel ranking dedicato ai Global MBA si è classificato al 33simo posto tra i programmi europei presi in esame, risultando assai competitivo per “Employability” e “Diversity”, ossia la percentuale di donne e di stranieri sia tra gli studenti che all’interno della faculty.
“La nostra reputazione nel mondo e in Europa si mantiene salda – commenta Andrea Sianesi, Dean di MIP Politecnico di Milano – dimostrando la correttezza delle scelte che abbiamo operato, prime fra tutte il processo di internazionalizzazione e la grande attenzione alla ‘diversity’ in ogni sua forma”.
La School of Management del Politecnico di Milano – che è composta dal Dipartimento di Ingegneria Gestionale e dal MIP, la Business School dell’Ateneo milanese – è presente nelle classifiche anche con i Master in Business Analytics (BABD), in Finance (MIFRIM) e in Marketing (IM4).

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Cantor Global Healthcare Conference

Posted by fidest press agency su martedì, 1 ottobre 2019

Xencor, Inc. (NASDAQ: XNCR), a clinical-stage biopharmaceutical company developing engineered monoclonal antibodies for the treatment of cancer, autoimmune disease, asthma and allergic diseases, today announced that company management will present at the 2019 Cantor Global Healthcare Conference on Thursday, October 3, 2019 at 8:55 a.m. ET in New York.
A live webcast will be available under “Events & Presentations” in the Investors section of the Company’s website located at http://www.xencor.com. A replay of the event will be posted on the Xencor website approximately one hour after the live event and will be available for 30 days following the presentation.Xencor is a clinical-stage biopharmaceutical company developing engineered monoclonal antibodies for the treatment of cancer, autoimmune diseases, asthma and allergic diseases. Currently, 14 candidates engineered with Xencor’s XmAb® technology are in clinical development internally and with partners. Xencor’s XmAb antibody engineering technology enables small changes to the structure of monoclonal antibodies resulting in new mechanisms of therapeutic action. For more information, please visit http://www.xencor.com.

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Impossible Foods Wins UN Global Climate Action Award in “Planetary Health” Category

Posted by fidest press agency su martedì, 1 ottobre 2019

Impossible Foods, of the famously delicious ImpossibleTM Burger, today was announced as a recipient of the 2019 United Nations Global Climate Action Award. The awards are given to just 15 organizations around the world, and are intended to shine a light on some of the most practical examples of what people across the globe are doing to combat climate change.The announcement of the award winners comes shortly after the UN Climate Summit in New York and Impossible Foods’ worldwide debut in grocery stores in both New York and Southern California. Creating a more sustainable food system is core to the international architecture of progress on climate change. Impossible Foods is adding a powerful tool for climate action.Dietary shifts have long been recognized as a necessary component of climate strategy yet one of the most difficult strategies for member states to implement. The Impossible Burger is made from plants, yet tastes, smells, looks, and cooks, just like ground beef from an animal–and so it is a climate tool that can be deployed at a global scale while requiring no behavior change or compromise. Each pound of Impossible Burger substituted for beef from a cow spares about 30 pounds of carbon equivalents and nearly 300 less square feet of land–land that could be used for carbon capture by trees and grasslands.The 2019 United Nations Global Climate Action Awards are part of the wider effort to mobilize action and ambition as national governments work toward implementing the goals of the Paris Agreement and the Sustainable Development Goals. Impossible Foods won its award in the “Planetary Health” category, which recognizes novel solutions that balance the need for human health and a healthy planet.
Impossible Foods’ mission is to transform the global food system to support the planet and growing human population. The company’s goal is to replace animals as a food production technology by 2035, and provide consumers with meat, fish, and dairy foods that are good for both people and the planet. Already, Impossible Foods has made significant progress towards its goals — as outlined in its 2019 Impact Report. The 2019 Lighthouse Activities were selected by an international Advisory Panel as part of the UN Climate Change’s Momentum for Change initiative, which is implemented with the support of The Rockefeller Foundation, and operates in partnership with the World Economic Forum, donors supporting the implementation of the UNFCCC’s Gender Action Plan and Climate Neutral Now.

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8th Annual Research Conference

Posted by fidest press agency su martedì, 1 ottobre 2019

OptionMetrics, an options database and analytics provider for international institutional investors and academic researchers, is announcing Dean Curnutt, Founder and CEO of Macro Risk Advisors, will keynote its 8th Annual Research Conference (ORC2019), Monday, October 28, at Fordham University, New York City. To provide perspective on the current market, Curnutt will provide a retrospective look at some of the largest blow-ups in the derivatives market, what happened, and why, in his talk, “Steroids, Credit Growth and the Derivatives Blow Up Hall of Fame.”Under Curnutt’s leadership, Macro Risk Advisors has become the highest ranked boutique in the Tabb Group Survey of Option Research providers and offers in-depth global market risk analysis and transaction execution services. Curnutt formerly was managing director and head of equity sales-trading at Banc of America Securities. A recognized expert on risk and cross-asset volatility, he frequently appears on Bloomberg TV to share his views on markets and has delivered keynote presentations at the CBOE Risk Management Conference. Curnutt was named a “Rising Star of Hedge Funds” by Institutional Investor. He is an adjunct professor of finance and a member of the Board of Governors at St. John’s University.

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