Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Archive for 2 ottobre 2019

Rome Maker Faire the European Edition 2019

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 ottobre 2019

La Regione Lazio, in collaborazione con Innova Camera, ha lanciato la Call “Aspettando Maker Faire” rivolta a makers, imprese, startup e studenti (degli istituti superiori, ITS e univirsità) in vista della prossima apertura , 18 ottobre 2019, di Rome Maker Faire the European Edition 2019. Attraverso la Call, la Regione Lazio ha voluto qualificare e promuovere la candidatura di nuovi progetti, prototipi e soluzioni sviluppate dall’anima innovativa regionale, per qualificare il palinsesto della propria presenza alla Maker Faire e stimolare lo sviluppo di nuove idee di business.
Hydrogreen consiste nella realizzazione di un sistema di coltivazione fuori suolo, in floating system. Nello specifico, è stata ideata e progettata una «vasca di coltivazione» contenuta in una serra da tavolo.Il sistema è inoltre munito di differenti sensori (un sensore PH, un sensore di conduttività elettrica e un sensore di temperatura) una centralina elettronica con software programmabile basata su tecnologia ARDUINO, e degli attuatori in grado di attivare la miscelazione e l’erogazione dei nutrienti.
L’applicazione, offre la possibilità di controllare in modo automatico l’erogazione delle sostanze correttive al fine di garantire le corrette proprietà chimico-fisiche della soluzione nutritiva in vasca, ed in questo modo garantire la crescita ottimale della coltura
Hydrogreen è tra i 21 progetti, selezionati tra i tanti progetti presentati nelle competizioni territoriali effettuate presso i 7 FabLab della Regione Lazio che parteciperanno alla competizione finale che si svolgerà durante la manifestazione Maker Faire Rome 2019.

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Malattia Emolitica del Feto e del Neonato nel mondo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 ottobre 2019

Centocinquantamila morti neonatali ogni anno sono ancora oggi causate da un’incompatibilità tra il gruppo sanguigno (Fattore Rh) della madre e quello del feto, assolutamente prevenibile e infatti quasi del tutto scomparsa nei Paesi sviluppati grazie a una profilassi messa a punto oltre mezzo secolo fa.Questa incompatibilità può generare nella donna Rh negativa la sensibilizzazione del suo sistema immunitario, con il grave rischio – in genere alla seconda gravidanza – di sviluppare la Malattia Emolitica del Feto e del Neonato (MEFN), una pato­logia che si presenta con ittero e grave anemia e risulta spesso fatale per il feto o il neo­nato. Una malattia che si previene con due semplici iniezioni di Immunoglobuline Anti-D durante la gestazione e dopo il parto.Sebbene questa profilassi sia sulla lista dei farmaci essenzia­li stilata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, moltissimi Paesi sono privi di flussi di approvvigionamento adeguati, di per­sonale medico sufficientemente pre­parato, dell’educazione medica, della formazione clinica e di altre risorse es­senziali per attuare questi protocolli.Questo spiega come mai meno della metà delle gestanti riceva la profilassi, in particolare nei Paesi a medio e basso reddito. Con un tributo umano importante: 300mila gravidanze colpite dalla Malattia Emolitica ogni anno.Uno studio internazionale in via di pubblicazione evidenzia il gap tra il numero di gestanti che necessiterebbero di profilassi e le gravidanze effettivamente trattate. Un tributo ancora più intollerabile se si considera la facilità con la quale si potrebbe evitare, ad un costo contenuto. Da queste considerazioni è nato, qualche anno fa, il nostro impegno per l’eradicazione della malattia a livello mondiale.

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Lombardia: garanzie per investimenti in Lombardia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 ottobre 2019

Una delegazione del M5S Lombardia ha incontrato Giancarlo Cancelleri, Viceministro delle Infrastrutture del governo Conte-bis. Al colloquio, il primo istituzionale con una delegazione regionale, hanno partecipato i consiglieri Massimo De Rosa, Nicola Di Marco e Simone Verni.Per i portavoce lombardi: “Era urgente ripristinare un dialogo e un’interlocuzione diretta con il MIT nell’interesse dei lombardi.L’obiettivo è realizzare le infrastrutture che servono davvero ai territori. Il dialogo riprende su fondamenta solide grazie al lavoro iniziato con l’ex Ministro Toninelli”. “Da parte del Viceministro”, aggiungono i Consiglieri, “c’è massima attenzione ai temi sottoposti. Al centro del dialogo sono state poste le infrastrutture ferroviarie, la manutenzione e il recupero del patrimonio infrastrutturale esistente e il rilancio delle opere utili all’imprenditoria locale. Innovazione e valorizzazione saranno le direttrici d’intervento principali”.
(fonte: http://www.lombardia5stelle.it)

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Leopolda: “Governo faccia luce su fondi da gruppo Toto”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 ottobre 2019

Interrogazione alla Camera: “Trasparenza su emendamento a manovra Gentiloni. 5 Stelle che dicono?” “Fare chiarezza sui rapporti della pubblica amministrazione con il gruppo Toto, alla luce dell’inchiesta della Procura di Firenze su fondi destinati alla Fondazione Open, cassaforte della Leopolda di Renzi, e al comitato per il ‘sì’ al referendum costituzionale del 2016”. A chiederla al governo in una interrogazione presentata alla Camera è il deputato di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli. “Le ipotesi degli inquirenti hanno anche un forte interesse politico – sottolinea Donzelli – come dimostrano le indagini su un emendamento alla manovra del maggio 2017, durante il governo guidato dall’attuale commissario europeo Paolo Gentiloni, con il quale si risolveva un contenzioso da 121 milioni tra il gruppo Toto e Anas. Vogliamo che venga fatta luce sui motivi che l’hanno ispirato”.”Ancora una volta – aggiunge Donzelli – esponenti del cosiddetto ‘giglio magico’ finiscono al centro di manovre su fondi di oscura provenienza, che vedono tirati in ballo l’avvocato Alberto Bianchi, di Renzi già avvocato personale e uomo di fiducia nominato nel Cda di Enel, e Patrizio Donnini, già comunicatore della stessa Leopolda, consulente del Ministro della Difesa Pinotti ed editore de ‘Il Reporter’, giornale fiorentino che lanciò l’ascesa di Renzi e che ha ricevuto cospicui finanziamenti dal Comune di Firenze. E i 5 Stelle, che ora sono al governo insieme al Pd e a Renzi – conclude Donzelli – non hanno niente da dire?”.

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“Le sfide alle democrazie nell’era della globalizzazione”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 ottobre 2019

Parma Giovedì 3 ottobre, alle ore 16 nell’Aula Magna dell’Università di Parma (Palazzo Centrale – via Università 12), si terrà l’incontro “Le sfide alle democrazie nell’era della globalizzazione” con Sabino Cassese, giudice emerito della Corte Costituzionale e Professore Ordinario di Diritto Amministrativo. L’incontro è organizzato dall’Università di Parma e patrocinato dal Comune e dal Circolo Culturale “Il Borgo”.Discuteranno con Sabino Cassese il prof. Antonio D’Aloia, Ordinario di Diritto Costituzionale all’Università di Parma, e il prof. Fulvio Cortese, Ordinario di Diritto Amministrativo all’Università di Trento. L’incontro sarà aperto dai saluti del prof. avv. Giuseppe Giulio Luciani, Presidente de “Il Borgo”, dell’avv. Simona Cocconcelli, Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Parma, e del prof. avv. Giorgio Pagliari, Ordinario di Diritto Amministrativo all’Università di Parma.
Organizzazione scientifica e moderazione dell’incontro da parte della prof.ssa Monica Cocconi, Associata di Diritto Amministrativo all’Università di Parma e Delegata del Rettore all’Anticorruzione e trasparenza.Durante l’incontro verrà presentato il libro di Sabino Cassese “La svolta – Dialoghi sulla politica che cambia” (ed. Il Mulino, Bologna).

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Cellule staminali per la cura di gravi patologie

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 ottobre 2019

A poco più di 30 anni dal primo trapianto di sangue cordonale, la sua efficacia nel trattamento di numerose patologie, di cui molte infantili, è dimostrata da un numero crescente di studi scientifici e clinici. Sono più di 40.000 i trapianti di sangue cordonale eseguiti. Risultati molto promettenti si sono raggiunti, per esempio, nel trattamento dell’autismo e delle paralisi cerebrali, gravi patologie neurologiche per le quali fino ad oggi non esistevano cure alternative efficaci. Due settimane fa alla conferenza Cord Blood Connect a Miami medici, ricercatori e banche del cordone ombelicale hanno discusso degli ultimi risultati raggiunti. Il messaggio che è emerso è chiaro e forte: ogni genitore dovrebbe considerare di donare o conservare il cordone ombelicale del proprio figlio alla nascita.Alla luce di queste importanti applicazioni terapeutiche, poter usufruire delle opportunità offerte dalla crioconservazione delle cellule staminali cordonali è cruciale. Purtroppo, ancora oggi in Italia il cordone ombelicale viene buttato via con gli scarti ospedalieri nel 95% dei casi. Ciò significa che meno di un genitore italiano su 10 prende in considerazione l’opportunità di conservare questo prezioso materiale biologico. Eppure, esiste una risoluzione firmata dal Parlamento Europeo già nel 2012 sulla donazione volontaria di tessuti e cellule che sancisce che i cittadini debbano essere informati di tutte le opzioni esistenti relative alla donazione del sangue cordonale alla nascita inclusa la conservazione in banche private o pubbliche, con un invito agli Stati membri a migliorare la tutela dei diritti dei genitori al consenso informato e alla libertà di scelta.
Il gruppo FamiCord – banca leader in Europa nella conservazione del cordone ombelicale e delle cellule staminali cordonali con esperienza pluridecennale – è impegnato in prima linea su questo fronte. “Siamo fermamente convinti dell’importanza di promuovere un maggiore accesso alla conservazione o alla donazione del sangue cordonale, alla luce delle crescenti evidenze scientifiche che ne attestano i potenziali benefici terapeutici per la salute della famiglia. Riteniamo che un’alleanza tra pubblico e privato sia essenziale per poter mettere al servizio dei genitori italiani che vogliono avvalersi di questa importante opzione le migliori soluzioni di crioconservazione.” – afferma Tomasz Baran, medico e membro del Consiglio di Amministrazione di FamiCord Group.Oggi la valenza di questa scelta e la sicurezza e affidabilità delle banche del cordone ombelicale sono però al centro di crescenti polemiche e speculazioni. “FamiCord ha avuto da Cryo-Save AG l’incarico di stoccare nei propri laboratori in Polonia, che rispettano i più elevati e rigorosi standard di qualità, circa 300mila campioni da tutta Europa, di cui alcune migliaia dall’Italia. Vogliamo quindi rassicurare queste famiglie che i loro campioni sono al sicuro. Sul nostro sito FamiCord.eu sono disponibili tutte le informazioni utili e un form attraverso il quale i genitori possono richiedere notizie specifiche del proprio campione” – spiega Tomasz Baran.L’invito a tutti coloro che hanno bisogno di avere informazioni sul proprio campione di cellule staminali cordonali è di compilare il form disponibile sul sito https://famicord.eu/contact-with-famicord. FamiCord contatterà tutti coloro che avranno compilato il form per fornirgli tutte le informazioni riguardanti il proprio campione.

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Fridays For Future

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 ottobre 2019

“Non vorrei che apparisse come una giornata celebrativa internazionale come avviene per altre tematiche. Il movimento che scende in piazza oggi è importante perché sottolinea una questione di cui dobbiamo prendere atto tutti: i cambiamenti climatici ormai sono evidenti e anche notizie come quella dello scioglimento dei ghiacciai, ma siamo di fronte ad una situazione che rischia di diventare irreversibile e compromettere il Pianeta e, quindi, abbiamo bisogno di agire subito. All’ONU quasi tutti i Paesi hanno preso impegni su questo fronte e questo significa cambiare i comportamenti e cambiare il modo di produrre. Si tratta anche di un’opportunità perché vuol dire innovare e, quindi, realizzare posti di lavoro nuovi per produrre in un altro modo e per risanare il nostro territorio e per cambiare le nostre abitazioni, il modo di riscaldare, le nostre auto che inquinano. Abbiamo bisogno di fare cose diverse da ciò che facciamo, efficientare, usare l’energia rinnovabile e questo implica lavoro”. Lo ha detto il senatore Franco Mirabelli, Vicepresidente del Gruppo PD al Senato e membro della Commissione Ambiente, intervenendo in Tv a 7Gold.
“La missione di Greta Thunberg non è quella di essere simpatica né quella di essere educata. Questa ragazza ha dato un pugno allo stomaco al mondo dicendo esattamente che la nostra generazione ha dilapidato le risorse e sta creando una situazione per cui si rischia che ci sia un’irreversibile perdita delle condizioni di vita del Pianeta e dunque si deve intervenire. – ha proseguito Mirabelli – C’è una generazione che chiede di avere diritto al futuro e dice che servono iniziative concrete e che ci sia la consapevolezza da parte dei potenti che il tema non può essere quello di lucrare il più possibile oggi ma di salvaguardare un Pianeta che va lasciato a disposizione delle prossime generazioni. Se i ghiacciai crollano, il Polo si scioglie e la foresta amazzonica brucia, non ci sono più le condizioni per la vita nel Pianeta. Noi dobbiamo avere una responsabilità e a questo ci richiamano i giovani”.“Queste cose vanno poi tradotte in azioni concrete. – ha concluso il senatore – C’è un tema che riguarda tutti gli edifici pubblici che sono dispersivi dal punto di vista del calore, richiedono molta energia per essere riscaldati e, quindi, sono fattori di inquinamento. Su questo bisogna intervenire. I bonus che sono stati fatti in questi anni per agevolare le ristrutturazioni edilizie volte all’efficientamento energetico e al riuso andavano in questa direzione e andranno implementati”.

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Produttori mondiali del marmo e leggera flessione sul mercato

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 ottobre 2019

Si mantiene positivo il grado di fiducia dei produttori mondiali di marmo, nonostante la leggera flessione sui mercati registrata nel 2018. In una scala da 1 a 9 infatti la soddisfazione si attesta su un punteggio di 6,6, dato che sale leggermente (6,8) nella previsione sul breve e lungo periodo. È quanto emerge dall’Industry Data, il termometro semestrale che a Marmomac, in corso a Veronafiere fino a domani, ha analizzato il sentiment di un campione internazionale di oltre 400 aziende, selezionate tra gli espositori della manifestazione. Nella geografia della fiducia, i produttori del settore con maggior soddisfazione sono quelli dell’America Latina (voto 7,3), seguiti da quelli nordamericani (7,2), mentre le imprese italiane si attestano su un voto più che sufficiente che diventa discreto (6,6) nel lungo periodo. Sul fronte dell’accessibilità ai mercati internazionali, Australia e Germania (7,6) sono i Paesi buyer più virtuosi in termini di correttezza, burocrazia e trasparenza, davanti a Regno Unito (7,3), Benelux (7) e Italia (6,9).
Tra le insufficienze, Arabia Saudita, Indonesia, Egitto, Brasile e Corea del Sud. Per il futuro il settore residenziale rimane il più promettente nel 42% dei casi, seguito dalle strutture ricettive (19%) e dalle infrastrutture pubbliche (17,2). Il dato cambia per l’Italia, con il residenziale (37,8%) che perde quota a vantaggio del turismo (24,8%). Il business del lusso è infine percepito come molto importante per le imprese latino-americane (8) e asiatiche (7,1).Marmomac rappresenta il più importante salone internazionale dedicato alla filiera del marmo, alle tecnologie di lavorazione, applicazioni di design e formazione. In questi giorni sono presenti in fiera 1.650 aziende da 61 Paesi, di cui il 64% estere, mentre sono attesi 68mila operatori e buyer da 150 nazioni.
Complessivamente, nel 2018 il valore dell’interscambio legato al settore lapideo ha superato i 18 miliardi di euro. Secondo il 30° Rapporto Marmo e Pietre nel Mondo di Carlo Montani, l’impiego pro-capite di marmo nel mondo è passato quest’anno a 266 metri quadrati ogni mille persone, segnando una crescita di oltre il 127% sui 117 metri quadrati del 2001. Per il centro studi di Confindustria Marmomacchine, in Italia il valore totale della produzione di materiali e tecnologie è stata pari a 4 miliardi di euro nel 2018, con una super-propensione all’export che vale il 73,2% del fatturato e un saldo commerciale attivo di oltre 2,6 miliardi di euro.

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Tumore: cresce la spesa per i farmaci

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 ottobre 2019

Barcellona. La spesa per i farmaci anticancro in Italia è aumentata di oltre 650 milioni di euro in un anno: era pari a 5 miliardi nel 2017, ha raggiunto i 5 miliardi e 659 milioni nel 2018. A fronte di un costante incremento delle uscite per la cura dei tumori, nel nostro Paese tutti i pazienti riescono ad accedere alle terapie migliori. In cinque anni (2013 – 2017) nel mondo sono stati commercializzati 54 nuovi trattamenti anticancro e l’Italia ha garantito (entro il 2018) la disponibilità a 35 di queste molecole innovative, collocandosi al quinto posto a livello internazionale dopo Stati Uniti (52), Germania (43), Regno Unito (41), Francia (37), e davanti a Canada (33), Spagna (30) e Giappone (29). Sulla sfida della sostenibilità dei sistemi sanitari si confrontano più di 24mila esperti al congresso della Società Europea di Oncologia Medica (ESMO, European Society for Medical Oncology), che si apre oggi a Barcellona. E la prevenzione, prima arma per combattere i tumori, diventa personalizzata.
“Circa il 40% delle neoplasie può essere evitato seguendo uno stile di vita sano (no al fumo, attività fisica costante e dieta corretta) – afferma Stefania Gori, Presidente nazionale AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) e Direttore dipartimento oncologico, IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria-Negrar -. In Italia il 34,5% dei cittadini è sedentario, il 31,6% è in sovrappeso, il 10,9% obeso e il 25,7% fuma. Per invertire la tendenza, serve maggiore consapevolezza anche da parte degli operatori sanitari: solo 1 fumatore su 2 ha ricevuto il consiglio di smettere di fumare, suggerimenti sull’attività fisica sono stati forniti solo al 30% dei cittadini e meno della metà delle persone in eccesso ponderale ha ottenuto dal proprio medico indicazioni per perdere peso. Sugli stili di vita è invece possibile definire programmi di prevenzione ‘personalizzata’, in relazione all’età e alle abitudini dei singoli. Inoltre, in alcuni tumori, oggi si stanno delineando percorsi di prevenzione ‘su misura’”. Nel 2019, in Italia, sono stimati 371mila nuovi casi di cancro. “Il 5-7% dei tumori della mammella e il 10-20% delle neoplasie dell’ovaio sono dovuti a una predisposizione ereditaria, riconducibile in particolare alle mutazioni dei geni BRCA1 e BRCA2 – continua la presidente Gori -. Questo significa che, nel nostro Paese, ogni anno circa 3.000 casi di carcinoma della mammella e circa 1.000 all’ovaio potrebbero essere evitati o individuati in fase molto precoce proprio adottando strategie mirate ed efficaci. È quindi fondamentale che il test BRCA venga eseguito nei familiari sani delle pazienti in cui è stata individuata una variante dei geni BRCA1/2 e che, in caso di positività, venga loro offerto gratuitamente il programma di prevenzione, eventualmente con l’introduzione di un codice di esenzione per malattie genetiche ereditarie. L’identificazione di una frazione di pazienti con carcinoma prostatico o pancreatico metastatico portatori di mutazione BRCA sta inoltre aprendo nuovi orizzonti anche per quanto riguarda la valutazione dei loro familiari sani: nel caso risultino portatori sani di mutazione BRCA, dovranno essere avviati a percorsi di prevenzione. È, quindi, un nuovo mondo in espansione per una prevenzione dei tumori”.
Anche per i forti fumatori si stanno delineando percorsi “su misura” per la prevenzione del cancro del polmone.
In Italia la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi raggiunge il 63% nelle donne e il 54% negli uomini. Circa 3 milioni e mezzo di persone vivono dopo la scoperta della malattia, cifra in costante crescita. “La malattia sta diventando sempre più cronica grazie a armi efficaci come l’immuno-oncologia e le terapie a bersaglio molecolare che si aggiungono a chirurgia, chemioterapia, ormonoterapia e radioterapia – sottolinea Giordano Beretta -. Evidenti i risultati in alcune delle neoplasie più frequenti: la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi raggiunge il 92% nel tumore della prostata, l’87% nella mammella, il 79% nella vescica e il 65% nel colon-retto”.
“Sul fronte dell’organizzazione – conclude la Presidente Gori -, la svolta è rappresentata dalla reale istituzione delle reti oncologiche regionali, attive solo in Piemonte e Valle D’Aosta, Veneto, Toscana, Umbria, Liguria, Provincia autonoma di Trento, Puglia e Campania oltre che in Lombardia ed Emilia-Romagna, pur se con configurazioni differenti. La concreta realizzazione di questi network consentirà di migliorare i livelli di appropriatezza, di estendere a tutti i cittadini i programmi di prevenzione e di risparmiare risorse da utilizzare per velocizzare l’accesso ai farmaci innovativi”.

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Carenza di medici all’interno del servizio sanitario nazionale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 ottobre 2019

“Prendiamo atto della proposta delle Regioni di assumere specializzandi per contrastare la carenza di medici all’interno del servizio sanitario nazionale. Ci troviamo di fronte ad una situazione d’emergenza che però non può essere tamponata solo attraverso provvedimenti eccezionali. E’ quindi necessario risolvere, quanto prima, il problema alla radice attraverso una profonda riorganizzazione del percorso formativo degli specialisti e medici di medicina generale”. E’ questo il commento del dott. Claudio Cricelli, Presidente Nazionale della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG), al documento in 16 punti presentato ieri dalla Conferenza Regioni (Proposte riguardanti la carenza di medici specialisti e la valorizzazione delle professioni sanitarie non dirigenziali). “Da oltre un ventennio assistiamo ad una mancata programmazione del numero dei nuovi professionisti in formazione nelle università italiane – aggiunge Cricelli -. Tuttavia solo negli ultimi tempi le autorità sanitarie hanno realmente preso coscienza di un deficit che può seriamente compromettere l’assistenza medica a milioni di cittadini italiani. Non c’è più tempo da perdere, bisogna trovare una soluzione stabile a questo grave problema”. Nel documento, stilato dalle Regioni, si propone anche una riorganizzazione del corso di formazione specifica in medicina generale. “Come Società Scientifica chiediamo al Ministro Speranza l’istituzione di una Commissione Nazionale per la Medicina Generale – aggiunge il Presidente SIMG -. Alla quale partecipino tutti i rappresentanti della MG italiana allo scopo di definire un’ampia riforma dei contenuti, modalità e forme del tirocinio in medicina generale. La nostra professione ha bisogno di un rinnovato e più moderno percorso di formazione per poter così rispondere alle nuove esigenze del servizio sanitario nazionale”.

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Rafforzare la cooperazione territoriale in Europa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 ottobre 2019

L’eliminazione degli ostacoli e la promozione della cooperazione territoriale tra gli Stati membri sono sinonimi di integrazione europea e solidarietà. Fin dalla sua creazione, avvenuta più di 60 anni fa, l’UE ha sostenuto queste iniziative intese ad approfondire la coesione territoriale, lottare contro le disuguaglianze regionali e aprire il mercato unico. Tuttavia, gli oneri amministrativi, la mancanza di investimenti e recenti eventi politici come la crisi migratoria hanno fatto sì che le opportunità offerte dalla cooperazione territoriale non siano ancora state pienamente realizzate. Con 150 milioni di persone, pari al 30 % della popolazione dell’UE, che vivono nelle regioni frontaliere interne, la cooperazione in settori quali lo sviluppo sostenibile, i trasporti, l’assistenza sanitaria e la cultura è essenziale per l’integrità del mercato unico e per l’integrazione europea. Proteggere, sostenere e investire nella cooperazione transfrontaliera non va a vantaggio solo delle comunità frontaliere, ma dell’Unione europea nel suo complesso. Con l’introduzione di politiche e programmi quali la cooperazione territoriale europea e i fondi regionali dell’UE (politica di coesione), l’UE sostiene la cooperazione transfrontaliera da oltre 30 anni.Le euroregioni e i gruppi europei di cooperazione territoriale (GECT) – che consentono a due o più regioni di Stati membri diversi di collaborare in ambiti di comune interesse economico, sociale, culturale e politico – hanno svolto un ruolo particolarmente importante nell’approfondimento dell’integrazione europea.Istituita nell’ottobre 2004, l’ euroregione Pirenei-Mediterraneo sostiene la cooperazione territoriale tra la Catalogna, le isole Baleari e l’Occitania, con l’obiettivo di essere un’euroregione innovativa e sostenibile e di recuperare un’identità politica e culturale condivisa. Ha inoltre contribuito al lancio di progetti come il pluripremiato ospedale di Cerdanya, situato sul confine franco-catalano dei Pirenei, il primo ospedale transfrontaliero in Europa.Per quanto i cittadini delle regioni transfrontaliere possano essere diversi in termini di lingua e di cultura, nella maggior parte dei casi devono affrontare gli stessi ostacoli allo sviluppo economico e sociale. Le differenze in termini di competenze, strutture e normative tra le regioni frontaliere hanno frenato molte opportunità di cooperazione. La Commissione europea ha segnalato che eliminare completamente gli oneri transfrontalieri farebbe aumentare il PIL dell’8 % e ha adottato misure importanti tese a ridurre la burocrazia. Tuttavia, le proposte di introdurre criteri relativi alla densità di popolazione nei territori di confine al momento di decidere in merito all’accesso ai fondi rischiano di ostacolare la cooperazione territoriale.L’UE sta mettendo a punto un nuovo meccanismo giuridico transfrontaliero europeo , che consentirà a due o più enti locali o regionali di firmare un accordo per avviare un rapporto di cooperazione transfrontaliera. Tale iniziativa ha il potenziale per promuovere progetti tra territori di confine, consentendo alle regioni di rispecchiare la legislazione nei rispettivi Stati membri. Ciò che è certo è che queste e altre misure a sostegno della cooperazione regionale, territoriale, transnazionale e transfrontaliera dovrebbero essere considerate una priorità per il nuovo Parlamento europeo e per la nuova Commissione europea. È inoltre evidente che una cooperazione transfrontaliera riuscita deve dare alle regioni la capacità di pianificare i programmi e di prendere decisioni in autonomia.Anche con il giusto livello di volontà politica e con la riduzione degli oneri amministrativi, per avere successo la cooperazione territoriale ha bisogno di investimenti. Nell’ambito dell’attuale bilancio dell’UE (2014-2020) saranno investiti nella cooperazione tra le regioni quasi 10 miliardi di EUR di fondi della politica di coesione, di cui 6,8 miliardi già impegnati per le regioni transfrontaliere. La riduzione proposta dei fondi di coesione destinati alla cooperazione territoriale dal 2,75 % al 2,5 % pregiudicherebbe gli sforzi volti a definire strategie di sviluppo economico e a promuovere la solidarietà europea.Con l’insediamento del nuovo Parlamento europeo e della nuova Commissione, l’Unione europea deve concentrare tutti i suoi sforzi per dimostrare la solidarietà europea e rafforzare l’integrazione. Se l’UE vuole contrastare il populismo e rispondere alle nuove sfide quali la globalizzazione, le disuguaglianze, la migrazione e i cambiamenti climatici, dobbiamo continuare a lavorare insieme per rafforzare la cooperazione territoriale e trasformare le nostre regioni nei motori della crescita sostenibile, a vantaggio di tutti i cittadini in ogni parte d’Europa.

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Risparmio: Fondo Obelisco

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 ottobre 2019

Nei giorni scorsi è stato firmato l’accordo tra Poste Italiane e le Associazioni dei Consumatori, per definire le iniziative a tutela dei risparmiatori in relazione agli investimenti sul Fondo Obelisco.Il Fondo d’investimento (patrimonio immobiliare suddiviso in quote) costituito dalla Investire S.G.R. e collocato da Poste Italiane S.p.A. aveva la finalità di gestire gli immobili del patrimonio per poi venderli alla scadenza dell’investimento, al fine di trarre profitto sia dalla gestione che dalla vendita, per poi distribuirne gli utili ai sottoscrittori. Sono stati 31.000 i soggetti aderenti per complessivi Euro 172.000.000 di investimento. Il valore della quota al momento della sottoscrizione era di Euro 2.500,00.Il Fondo di investimento ha registrato una perdita pari ad Euro 2.200,00 per quota rispetto ai 2.500,00 Euro investiti.Terminate le operazioni di liquidazione, per i risparmiatori che nel frattempo hanno ricevuto cedole per Euro 300,00, è risultato che questi non avessero diritto ad ulteriori somme dal Fondo.Poste Italiane, quale soggetto collocatore del Fondo, si è pertanto fatta carico della perdita, consentendo quantomeno ai consumatori di rientrare delle somme investite. L’accordo prevede che:
1. Ai soggetti appartenenti a fasce deboli (per età; ultraottantenni; stato di disoccupazione; residenza in comuni interessati da sisma; indigenza o malattia) Poste Italiane garantirà l’immediata integrale rifusione del capitale investito, in valuta attraverso un cosiddetto “Bonus Compensativo”. Una formula di chiusura ampia consentirà inoltre di sottoporre alla commissione di conciliazione casi non ricompresi in quelli indicati nell’accordo ma per i quali l’associato possa comunque considerarsi in condizioni di disagio.
2. Per tutti gli altri soggetti verrà proposta la sottoscrizione di una polizza ramo I vita, quinquennale, emessa da Poste Vita. Allo scadere dei 5 anni, a prescindere dal risultato operativo della polizza, il risparmiatore riceverà almeno la somma necessaria a raggiungere i 2.500,00 Euro, considerate le cedole già ricevute.Gli sportelli della Federconsumatori, presenti su tutto il territorio nazionale, sono s disposizione degli utenti coinvolti per l’assistenza necessaria e per la raccolta delle adesioni alla procedura di conciliazione, che sarà attiva da Ottobre 2019, che dovrebbe essere evasa entro Marzo 2020.

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Le malattie rare entrano nella dichiarazione Onu

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 ottobre 2019

È un momento storico per le malattie rare: per la prima volta l’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) ha incluso tali patologie in una dichiarazione politica, nello specifico quella sulla copertura sanitaria universale (UHC), adottata da tutti i 193 Stati membri, durante l’assemblea generale ONU in corso a New York. Questo risultato, è stato raggiunto grazie al lungo impegno di EURORDIS-Rare Diseases Europa, del Consiglio Internazionale delle Malattie Rare (RDI) e del comitato delle ONG per le malattie rare. E’ proprio Eurordis che rende noto sul suo sito che da questo momento in poi gli stati membri avranno il dovere di non lasciare indietro più nessun malato raro nell’ambito della copertura sanitaria universale.
“La speranza – commenta Ilaria Ciancaleoni Bartoli, direttore dell’Osservatorio Malattie Rare – è che a questo traguardo internazionale seguano almeno tre atti concreti nel nostro Paese: la definitiva approvazione e il finanziamento del nuovo Piano Nazionale delle Malattie Rare, l’adozione degli specifici provvedimenti che avrebbero dovuto fissare già da tempo le tariffe massime per le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale e protesica che andrebbero a completare l’applicazione dei Nuovi Lea (Livelli Essenziali di Assistenza) e, infine, l’ampliamento del panel delle malattie incluse nello screening neonatale obbligatorio, così che anche questo diritto sia ugualmente fruibile per tutti i neonati italiani al di là della regione di appartenenza. Ciascuno di questi atti andrebbe a garantire un pezzetto importante di assistenza sanitaria, eliminando disuguaglianze che non devono essere accettate in nessun paese membro dell’ONU e, di conseguenza, nemmeno in Italia. Rinnovo l’appello al neo Ministro Roberto Speranza – prosegue Ciancaleoni Bartoli – affinché si faccia carico del bisogno dei circa due milioni di malati rari del nostro paese”.
Nell’adottare la dichiarazione, gli stati membri delle Nazioni Unite si sono impegnati a realizzare gli interventi sanitari più efficaci e di forte impatto, scientificamente accreditati e che mettano al centro le persone, in particolare quelle svantaggiate dal punto di vista economico, sociale e che soffrono delle malattie più trascurate tra le quali le patologie rare. Inoltre, gli Stati devono fortificare la forza lavoro e le infrastrutture sanitarie e migliorare la capacità di governance. Su tutti questi punti, i Paesi membri riferiranno sui loro progressi all’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 2023.

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Patto per la Salute

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 ottobre 2019

“Nelle proposte del Ministero per il Patto per la Salute 2019-2021 bisogna riconoscere l’impegno per ridurre le diseguaglianze nei livelli assistenziali tra una Regione e l’altra, il tentativo di invertire la tendenza per quanto riguarda il finanziamento del Fondo sanitario, e l’impegno a risolvere questioni ormai non più ritardabili, come la carenza di medici specialisti e altri professionisti del SSN attraverso una maggiore flessibilità nelle assunzioni” dice il presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani, Andrea Mandelli. “Ed è altrettanto positiva la linea di riduzione dei ticket a carico dei cittadini: la spesa privata in Italia è molto alta e continua a crescere; un intervento è indispensabile. Come farmacisti” prosegue ” non possiamo che concordare sul potenziamento dell’assistenza sul territorio, nel quale si fa esplicito riferimento alla farmacia dei servizi, di cui si sta avviando proprio ora la sperimentazione in nove Regioni. Siamo certi che verrà dimostrata la sua enorme potenzialità come presidio sanitario polifunzionale, capace di contribuire sia alla presa in carico del paziente sul territorio sia alla politica di prevenzione, che è un altro degli elementi portanti del Patto per la Salute. E questo grazie alla professionalità del farmacista e al suo stretto rapporto con il paziente e con la comunità in cui opera quotidianamente. Nel testo” conclude il presidente della FOFI “si cita anche l’attuazione di una nuova governance della farmaceutica, e auspichiamo che si adottino misure tali da dare stabilità, anche economica, a tutto il comparto, che a oggi rappresenta una delle eccellenze del sistema salute italiano”.

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Il turismo non è in crisi di domanda, ma l’offerta talvolta traballa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 ottobre 2019

Dopo il fallimento della Thomas Cook britannica forse qualcuno e qualcosa cominceranno a far mente locale che di rendita è sempre più difficile campare. Questo vale per tutti gli attori dell’offerta, dalle agenzie ai vettori fino ai singoli servizi di alloggio e di mobilità.
E non è solo una questione dell’affermazione delle prenotazioni online che in tanti fanno direttamente a chi offre loro un volo o un albergo o un tour. Già di per sé la prenotazione online ha un costo minore rispetto a quella “tradizionale”: il banco dei vari offerenti è oggi non solo quello di un ufficio ma anche quello digitale che già in tanti, aziende o utenti, si sono resi conto della sua valenza. Ma nonostante questo le agenzie continuano ad esistere, alcune operando al di là del classico bancone, altre dietro il bancone virtuale. La Cook britannica sembra che abbia fatto crack proprio per non aver colto appieno questa situazione (vedremo, ché le realtà in questi contesti vengono sempre un po’ dopo).
Per chi oggi si appresta a fare un viaggio, il primo approccio è quasi sempre online. Da qui, poi, in molti usano i servizi di agenzie che sono anche online, altri invece saltano questa mediazione. La differenza? Dipende dalle conoscenze del singolo viaggiatore rispetto a dove vorrebbe andare e dalle capacità dei singoli offerenti di rendere interessanti le proprie offerte. Mentre per i viaggiatori molto dipende dai singoli interessi e dalle mode e dalla pubblicità, per chi offre c’è un elemento di base che deve caratterizzarli: professionalità; sia che ti venga offerto un volo o un albergo, sia che si tratti di una itinerario articolato o della costruzione dello stesso intorno ai desiderata del viaggiatore.
Ed è su questa professionalità che ci concentriamo. La sua accuratezza dovrebbe crescere in modo esponenziale rispetto all’articolazione delle domanda: una cosa è vendere un volo per Parigi o New York o Londra, magari con annesso albergo, altro è vendere un tour nei castelli della Loira o nel deserto australiano o nelle foreste del Congo o nelle Pampas argentine o nei luoghi “santi” di Israele. La tendenza di diverse agenzie è quella di “consigliare” pacchetti già confezionati, per cui la loro funzione si limita ad essere rivenditori di prodotti confezionati da altri tendenzialmente esperti in quello specifico territorio. Ma, per l’appunto, rivenditori. Ed è qui, secondo noi, il problema: i rivenditori di viaggi stanno subendo le stesse sorti dei rivenditori di pentole, o sei fortemente specializzato, e quindi va bene anche se stai dietro ad un bancone tradizionale, oppure devi darti da fare per affrontare la concorrenza degli “Amazon” del settore, con l’aggiunta di fornitori di, per esempio, alberghi e voli e trasporti, che operano anche direttamente col cliente.
Ovviamente noi, in questo ambito, non abbiamo le formule da indicare perché i vari mediatori siano all’altezza della situazione, ma proprio perché abbiamo l’occhio del consumatore e dell’utente siamo in grado di sostenere che i nostri occhi oggi sono molto attenti e selettivi. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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XXXV Convegno Nazionale dell’AIPAS

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 ottobre 2019

Assisi dal 7 al 10 ottobre presso la Domus Pacis di Santa Maria degli Angeli ad Assisi il XXXV Convegno Nazionale dell’AIPAS, l’associazione italiana per la pastorale sanitaria che chiama a raccolta religiosi, religiose di varie congregazioni e laici di istituti da tutta Italia per confrontarsi, valutare e rilanciare il loro operato per il bene di chi soffre.
Lo scopo di questo rinnovato incontro è riassunto nelle parole del Dr. Giovanni Cervellera, presidente Nazionale dell’AIPAS. “Tra le parole di cui il cristianesimo è sempre stato veicolo – afferma il presidente – ci sono: felicità e bellezza. Due termini che si richiamano e sembrano stridere se li pensiamo all’interno del mondo della salute attraversato dalla sofferenza. Proprio per questo è più urgente trovare modalità, atteggiamenti e comportamenti che alle persone fragili facciano ritrovare attimi di gioia ed estatici momenti di bellezza. Questo l’obiettivo principale del convegno”.La parola chiave del convegno è “La bellezza di essere cristiani” e “la rispettiva declinazione nei diversi volti che la pastorale della salute esprime”, sottolinea il presidente Cervellera che introdurrà i lavori.La felicità e la bellezza sono valori che pongono l’animo umano in positivo, un fattore che aiuta dal punto di vista terapeutico chi soffre, certamente forse non è facile riscontrarli in ambienti in cui la sofferenza è forte. Ma sono anche parole che riportano al passo del Vangelo di Matteo “ero malato e mi avete visitato”, un messaggio che Gesù ha affidato ai suoi Discepoli e il tempo ha tramandato fino ai ‘discepoli’ di oggi. Nelle opere di carità e nelle attività sociali si rivelano non solo parole e azioni di conforto, ma anche tutta la bellezza delle Sacre scritture.E Assisi, patria di san Francesco, che aveva il senso profondo della fraternità universale, non può che ospitare questo incontro che affronta aspetti impegnativi della pastorale sanitaria quanto mai necessaria per le ripercussioni della realtà socio-economica del nostro Paese sulla vita di moltissimi ammalati e delle loro famiglie.Al convegno parteciperanno suor Anna Nobili, Holydance, Fabio Ciardi, Docente di teologia spirituale, don Claudio Doglio, Biblista, P. Josè Carlos Bermejo, Mi Psicologo, D. Isidoro Mercuri Giovinazzo, Giovanni Corvino, Giuseppe Cassandro, Sr. Anna Tagliapietra, P. Adriano Moro, Laura Zorzella, Fr. Angelo Locont, Rosa Rendoni, Fr. Giovanni Grossele, Pinella Vallone, Fr. Giovanni Farimbella, P. Aldo Milazzo, Mons. Domenico Battaglia Vescovo di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata dei Goti, don Giorgio Lisci, Laura Gimenez, Parc Sanitari Sant Joan de Deu – Barcellona (Spagna), don Massimo Angelelli, Direttore Ufficio Nazionale per la Pastorale della salute della CEI Manifesto dell’A.I.Pa.S.

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Governo: Secondo i dati Istat a settembre la fiducia dei consumatori sale da 111,9 a 112,2

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 ottobre 2019

“Bene, effetto Governo Conte II. Come tradizione, con la nascita di un nuovo Esecutivo gli italiani confidano in un cambiamento e guardano con rinnovata speranza al futuro. E’ sempre successo. Il problema è mantenere questa fiducia e non tradirla. Inoltre, questa volta il rialzo è stato inferiore a quello dei precedenti Governi, appena 0,3 punti” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Il fatto che l’aumento della fiducia dipenda dal nuovo Governo è attestato dalla componente relativa alle attese sulla situazione economica dell’Italia che balza da -21,5 a -16,3, +5,2 punti” conclude Dona.
L’associazione di consumatori ricorda gli ultimi precedenti: nel giugno 2018, con il primo Governo Conte, salì da 113,8 a 116,3 (+2,5) punti, nel dicembre 2016, con il Governo Gentiloni, la fiducia salì da 107,7 a 110,6 (+2,9 punti percentuali), nel mese di marzo del 2014 (le rilevazioni sulla fiducia sono fatte nei primi 15 gg del mese, quindi pur avendo giurato in febbraio, il 22, l’effetto si ebbe a marzo), con il Governo Renzi, passò da 94,8 a 98,1 (+3,3 punti percentuali), nel mese di maggio 2013, con il Governo Letta, salì appena da 83,6 a 83,8, +0,2 punti, anche se poi, con scoppio ritardato, nel mese successivo ci fu un incremento record di 10 punti, nel mese di novembre 2011, con il Governo Monti, salì da 90,3 a 94,1 (+3,8),

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Test sui farmaci: «Attenti ai giudizi dettati da ignoranza o malafede»

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 ottobre 2019

«Il comparto italiano delle aziende produttrici di farmaci equivalenti guarda con grande attenzione e rispetto all’attività di controllo sui medicinali svolta dalle Agenzie Regolatorie Internazionali per garantire la massima sicurezza dei medicinali utilizzati dai cittadini. La richiesta dell’Agenzia Europea Ema di sottoporre a test precauzionali tutti i farmaci in commercio in Europa risponde esattamente a questa esigenza e dimostra che il sistema dei controlli è efficace».Enrique Hausermann, presidente Assogenerici, commenta così il dibattito scatenato in questi giorni dalla richiesta rivolta dall’Ema indistintamente a tutte le aziende produttrici di medicinali per uso umano commercializzati in Europa.
Come ben spiegato in questi giorni dall’Ema, dall’AIFA e da qualificati e indiscussi esponenti del mondo scientifico le nitrosamine sono sostanze naturalmente presenti in natura – anche nell’acqua e negli alimenti come carne e vegetali – e sono ritenute potenzialmente cancerogene se assunte in quantità elevatissime per un lungo periodo di tempo, cosa che non accade con l’assunzione delle terapie farmacologiche, anche per il trattamento continuativo nei pazienti cronici – ricorda Hausermann. – Su questa certezza – condivisa a livello internazionale – si è basata ad esempio la decisione dell’ente regolatorio statunitense, la FDA, di non invitare i pazienti a sospendere l’uso dei farmaci contenenti ranitidina.
«La scelta precauzionale dell’EMA di sospendere l’utilizzo di questo specifico principio attivo e di chiedere alle aziende di testare tutti i medicinali in commercio – prosegue il presidente Assogenerici – risponde al principio di massima precauzione e testimonia la qualità e il rigore del meccanismo dei controlli applicati a tutto il settore farmaceutico e condivisi a livello comunitario. Farmacovigilanza e attività di ispezione, verifica e analisi nel comparto farmaceutico sono in continua evoluzione: vengono ispezionati i siti produttivi, vengono seguiti test prima, durante e dopo la produzione. È proprio grazie al miglioramento continuo degli standard dei controlli che è stato possibile accendere i riflettori sul problema dei residui di nitrosamine, individuati durante una verifica di routine in stabilimenti in precedenza regolarmente autorizzati alla produzione dei principi attivi coinvolti».«Riteniamo che l’Agenzia europea dei medicinali (Ema) sia alleata delle aziende farmaceutiche nel garantire i massimi standard di qualità e sicurezza della produzione e metteremo in campo ogni sforzo attenendoci alle disposizioni dettate dall’Agenzia regolatoria», argomenta ancora Hauserman, che avverte: «Per questo ci auguriamo che l’argomento non venga sfruttato ad arte per gettare ombre sul settore o per scatenare falsi allarmi. Non possiamo accettare i commenti di chi allude ad un mercato italiano su cui si aggirano prodotti non sottoposti ad adeguati controlli o dotati di standard di qualità inferiori a quelli previsti dalla legge, tanto più che questi stessi farmaci subiscono tutti i controlli di legge per ottenere l’autorizzazione all’immissione in commercio».«Allusioni o velate insinuazioni sulla correttezza delle procedure utilizzate dai produttori – prosegue – gettano un’ombra offensiva anche sull’attività svolta dalle Agenzie regolatorie, a partire dall’Agenzia italiana del farmaco AIFA, che è invece perfettamente allineata all’EMA nell’attività di vigilanza controllo su efficacia, qualità e sicurezza dei prodotti in commercio che – vale la pena di ricordarlo – sono gli stessi in tutta Europa»
«Alla luce di quanto detto – conclude – le aziende degli equivalenti voglioni ribadire che le fake news circolate anche in questi giorni fanno più danni alla salute di qualsiasi potenziale impurezza, specie se portano alla sospensione delle terapie e invitano tutti i cittadini a documentarsi esclusivamente sui siti istituzionali competenti»

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Robotiquality Releases Industrial Automation Market Report 2019-2021

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 ottobre 2019

The outlook for Industrial Automation in the Midwestern United States, specifically Indiana, Ohio, Michigan, Wisconsin and Illinois, has been calculated and compiled by analysts at Indianapolis-based company Robotiquality whose comeuppance set the stage for Indianapolis’s up and coming presence in the field of Industrial Automation.In this report, analysts calculate Midwestern Industrial Automation markets will continue outpacing similar markets due to automation of factories. The use of these robotic systems will increase demand for mechatronic systems and additive manufacturing, and decrease price points for new businesses wishing to join the automation revolution.The report forecasts a 15% CAGR for the Midwestern Industrial Automation market through 2021, representing 32% of this industry’s growth in the domestic United States. The total market investment in the Midwest will exceed 12 billion dollars between 2019-2021.The report’s estimated CAGR gives a critical analysis for the Midwestern states and sets a new trend in expectations through 2021, analyzing sales and providing advice to reduce waste and increase efficiency. Industrial Automation in expected to experience exponential growth by 2021, catapulting Midwestern businesses into a new climate of unprecedented automation, streamlining efficiency and improving growth potential.
Robotiquality is a premier consulting firm for custom digital control systems, mechanical CAD, control electronics, mechanotronic systems, and additive manufacturing located in Indianapolis, Indiana. Please visit us at https://www.robotiquality.com

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