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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 15

Scuola: Accordo sui precari, la supplentite rimane

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 ottobre 2019

Era stato annunciato come il decreto salva-scuola. Invece, il testo appena approvato dai sindacati maggiori al ministero dell’Istruzione e che la settimana prossima il ministro Lorenzo Fioramonti porterà in Consiglio dei ministri, continua a mantenere le lacune di quello di inizio agosto e non risolverà molto, scalfendo appena il record nazionale di supplenze annuali e di ‘messe a disposizione’ che si raggiungerà nei prossimi giorni quando saranno assegnate tutte le cattedre vacanti. Invece di procedere alla trasformazione delle graduatorie di istituto in provinciali e fornire una risposta convincente alla lettera di costituzione in mora della Commissione europea, preludio ad una salatissima procedura d’infrazione, si è raggiunto uno sterile accordo che avrà come sicuro risultato quello di generare ulteriore contenzioso. “Qualora nei tavoli tecnici sulle misure da inserire nel disegno di Legge di Stabilità – annuncia Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – non saranno presenti le soluzioni prioritarie proposte dal nostro sindacato al ministro Fioramonti, siamo pronti ad avviare lo stato di agitazione per la proclamazione di uno sciopero generale e di una manifestazione nazionale durante il dibattito parlamentare. Riteniamo che i cinque punti dell’accordo Miur-sindacati, siano del tutto insoddisfacente per dare una risposta convincente al fenomeno in crescita del precariato: non basta qualche decina di migliaia di assunzioni, peraltro ad alto rischio discriminatorio, per dire che si è risolto tutto”. Con l’accordo raggiunto il 1° ottobre al Miur, anche in seguito all’intervento del premier Giuseppe Conte, trovano posto nel decreto legge (da presentare al primo consiglio dei Ministri utile e da convertire entro 60 giorni) i concorsi per la secondaria. Quello straordinario, per il cui accesso serviranno i requisiti già individuati dal decreto approvato ad agosto: tre anni di servizio nelle scuole secondarie statali negli ultimi otto anni (dal 2011/12 al 2018/19), in una classe di concorso non ad esaurimento (comprese tra quelle di cui al DPR 19/2016, come modificato dal DM 259/17); uno dei tre anni di servizio dovrà essere specifico, ossia prestato nella classe di concorso per la quale si partecipa alla procedura.
“La novità presentata dal ministro Fioramonti – riassume Orizzonte Scuola – consiste nella prova preselettiva computer based (c’era già nella versione di agosto) ma soprattutto nella prova di esame (la simulazione di una lezione) che il docente che avrà superato la preselettiva dovrà svolgere al termine dell’anno di prova, di fronte al Comitato di valutazione, a cui si aggiungerà un componente esterno. Anche tale esame avrà caratteristiche di selettività. Sarà richiesto ai docenti di acquisire durante l’anno di prova i 24 CFU in discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche”.

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