Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Archive for 6 ottobre 2019

Governo: Serracchiani, Renzi sia più composto in maggioranza

Posted by fidest press agency su domenica, 6 ottobre 2019

Mi auguro che i prossimi giorni ci offrano un Renzi più composto nel suo stare in maggioranza: non basta dire ‘voglio che duri’ e poi prendere a botte il proprio Governo per distinguersi. Matteo sa bene che questo equilibrio è delicato e che a sparare sul quartier generale si rischia grosso”. Lo afferma Debora Serracchiani, vicepresidente dell’Assemblea nazionale del Pd, commentando le dichiarazioni dell’ex premier in merito alla durata del Governo Conte.
“Questo è un Governo che si è formato su un accordo politico – ricorda Serracchiani – fatto prima della scissione e che Renzi poi ha detto di condividere. Alle parole seguano i fatti concreti, perché – precisa – l’alternativa a questa maggioranza di salvezza nazionale sono le urne e poi l’ignoto”.

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Europarlamento: Presidente Sassoli incontra Macron, Merkel, Johnson

Posted by fidest press agency su domenica, 6 ottobre 2019

Il Presidente Sassoli incontra Macron, Merkel, Johnson. Bilancio, Brexit e sfide globali al centro dei colloqui.Nel suo primo tour europeo, il presidente dell’Eurocamera, David Sassoli, incontrerà Lunedì 7 Ottobre all’Eliseo il Presidente della Repubblica Francese Emmanuel Macron. Il giorno 8 Ottobre il viaggio proseguirà per Berlino per incontrare la Cancelliera tedesca Angela Merkel e si concluderà con un incontro a Londra con il Primo Ministro Britannico Boris Johnson .
A Parigi, la mattina di lunedì il presidente Sassoli visiterà il Restos du cœur (organizzazione caritativa), a mezzogiorno si dirigerà all’Assemblea nazionale dove incontrerà il Presidente, Richard Ferrand. L’incontro con Emmanuel Macron si svolgerà all’Eliseo ed è previsto per le 15:30.
Martedì il Presidente Sassoli sarà a Berlino, dove incontrerà la Cancelliera Angela Merkel alle 11:00 e a seguire, al Bundestag, il Presidente Wolfang Schaubel.
Il pomeriggio di martedì alle 17:15 (ora UK) incontrerà il Primo Ministro Boris Johnson al numero 10 di Downing Street.
Al centro dei colloqui le questioni che riguardano l’apertura dei negoziati sul bilancio pluriennale dell’Unione europea, sul quale il Parlamento europeo ha un ruolo molto importante, la Brexit e le più importanti sfide che l’Europa deve affrontare in questo momento.

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Parlamento europeo: Audizioni dei commissari designati e riunioni delle Commissioni

Posted by fidest press agency su domenica, 6 ottobre 2019

Bruxelles 7 – 13 ottobre 2019. Audizioni dei commissari designati. Lunedì e martedì, i deputati continueranno le audizioni pubbliche dei commissari designati nelle commissioni parlamentari, per verificare se un candidato è qualificato sia per essere membro del Collegio dei commissari, sia per svolgere i compiti assegnati. Gli eurodeputati valuteranno inoltre la loro capacità e disponibilità a rispondere alle preoccupazioni dei cittadini e ad attuare il programma che il presidente eletto Ursula von der Leyen ha presentato Al Parlamento europeo a luglio. Tra quelli da ascoltare vi sono i tre vicepresidenti designati esecutivi e l’alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza. Il programma dettagliato delle audizioni è disponibile qui.
Vertice UE. Mercoledì i deputati discuteranno del vertice UE del 17/18 ottobre, il cui ordine del giorno comprende il bilancio a lungo termine dell’UE, la Brexit e il seguito del vertice dell’azione per il clima delle Nazioni Unite.
Quadro finanziario pluriennale (MFF). I deputati discuteranno e voteranno una risoluzione sul bilancio a lungo termine dell’UE per il 2021-2027 e la riforma delle risorse di bilancio dell’UE. Nel progetto di risoluzione, i deputati desiderano che il nuovo MFF preveda più risorse per l’azione per il clima, per riflettere il Green Deal europeo promesso dal presidente eletto della Commissione von der Leyen (mercoledì e giovedì).
Investimenti sostenibili. Le misure volte a rendere gli investimenti dell’UE più rispettosi dell’ambiente saranno discusse con Werner Hoyer, presidente della Banca europea per gli investimenti (giovedì).
Interferenza elettorale straniera in Europa. I deputati voteranno una risoluzione sull’interferenza elettorale e sulla disinformazione elettorale straniera nei processi democratici nazionali ed europei, poiché minacciano la stabilità dei sistemi politici negli Stati membri e la coesione dell’UE (giovedì).
Premio Sakharov 2019. Le Commissioni per gli Affari esteri (AFET) e Sviluppo (DEVE), insieme alla Sottocommissione per i Diritti umani (DROI), voteranno per selezionare i tre finalisti del Premio Sakharov 2019 per la libertà di pensiero. Il vincitore finale sarà scelto dalla Conferenza dei presidenti il ​​24 ottobre e annunciato in Aula dal presidente Sassoli immediatamente dopo.
Lunedì il presidente del Parlamento europeo David Sassoli sarà a Parigi per incontrare il presidente della Repubblica di Francia Emmanuel Macron e il presidente dell’Assemblea nazionale Richard Ferrand, oltre a visitare un “Resto du Coeur”.
Martedì il presidente Sassoli sarà prima a Berlino per incontrare il cancelliere tedesco Angela Merkel e il presidente del Bundestag Wolfgang Schäuble, e poi a Londra per incontrare il primo ministro britannico Boris Johnson.

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Dazi Usa: Subito un fondo di solidarietà dall’U.E.

Posted by fidest press agency su domenica, 6 ottobre 2019

L’eurodeputata della Lega, Anna Cinzia Bonfrisco, chiede una risposta immediata a livello Comunitario per far fronte agli effetti della sentenza della WTO sulle imprese europee e in particolare italiane. “Occorre attivare subito un fondo di solidarietà per le aziende che non hanno alcuna colpa nella disputa sugli aiuti ad Airbus e Boeing e verranno pesantemente danneggiate dai dazi” afferma Bonfrisco. “Prodotti agroalimentari e in particolare del settore caseario, non hanno nulla a che fare con il settore aerospaziale e la disputa che ha originato la guerra commerciale tra USA e Unione europea – conclude la deputata del gruppo al Parlamento europeo Identità e Democrazia -. L’Unione europea deve agire subito per tutelare queste imprese”.

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Forte Secur Group presenta a Dubai il progetto per la la sicurezza a Expo 2020

Posted by fidest press agency su domenica, 6 ottobre 2019

“Dubai sarà sede dell’Expo 2020, un’occasione perfetta per applicare le nostre metodologie su vasta scala, come abbiamo fatto per le Olimpiadi Invernali di Torino 2006. Il nostro progetto per l’esposizione mondiale del 2020 si basa su una formazione ad hoc degli addetti che si occuperanno di security e controllo accessi; i corsi sono specificatamente studiati per trovare applicazione nei contesti più complessi e potenzialmente problematici, in cui si prevedono importanti flussi umani da gestire. In questi eventi di massa le tempistiche del controllo accessi devono essere ridotte al minimo garantendo costantemente un altissimo livello di sicurezza.”Salvatore Forte, fondatore di Forte Secur Group, ( https://www.fortesecurgroup.com) spiega così il progetto realizzato per l’Expo.
Forte Secur Group è tra i principali player in Italia ad occuparsi a 360 gradi della corporate security per le più importanti aziende italiane, alcune delle quali lavorano in settori strategici per l’interesse nazionale. Forte Secur Group è leader nel comparto dell’aviation security: da 15 anni infatti, grazie all’expertise del fondatore Salvatore Forte, Auditor ed Istruttore Certificato Enac, ha una business unit Aviation che si occupa di consulenza, formazione e servizi di sicurezza aeroportuale.
Il progetto è stato anche presentato negli ultimi giorni alle istituzioni locali e in occasione di AVSEC Global, la quarta edizione del simposio mondiale incentrato sull’aviation security, che si è tenuta a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti.
Sempre in tema di aviation security, Forte Secur Group è anche il punto di riferimento in Italia per la formazione, grazie ad un’Academy strutturata con quattro Istruttori Certificati dall’Enac, che nel solo 2018 ha formato e certificato più di duemila e quattrocento dipendenti di società aeroportuali e aeree. Con un fatturato aggregato di oltre 8 milioni, 170 dipendenti, quartieri generali a Treviso e Milano e un risultato operativo raddoppiato nel triennio 2016-2018, Forte Secur Group è ormai un punto di riferimento nel panorama dei provider innovativi nella corporate security.

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Risorse idriche e sostenibilità ambientale

Posted by fidest press agency su domenica, 6 ottobre 2019

“Serve un nuovo paradigma di cultura ambientale, perché l’acqua, in agricoltura, non solo si usa e non si consuma, ma viene restituita per l’80% all’habitat attraverso l’evapotraspirazione e l’infiltrazione nel sottosuolo; l’acqua, inoltre, non solo disseta, ma è indispensabile per produrre cibo; la sua gestione crea occupazione ed assicura servizi ecosistemici come il contrasto alla risalita del cuneo salino ed alla desertificazione. Per questo, è quanto mai necessario un confronto fra tutti gli stakeholders perché, nel rispetto delle priorità di legge, si cerchi la migliore integrazione fra i tanti interessi, che ormai gravano sulla risorsa idrica.” L’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue torna così a sollecitare, attraverso le parole del suo Presidente, Francesco Vincenzi, intervenuto al Forum sulle risorse idriche promosso da Legambiente a Roma, una “strategia comune per l’acqua”, indicando a modello il protocollo sottoscritto da ANBI con Terna per l’uso anche idroelettrico degli invasi a scopo irriguo.“Il confronto deve essere globale – conclude il Presidente di ANBI – perché sulla disponibilità idrica di qualità, non solo si gioca il futuro dell’agroalimentare italiano, oggi pesantemente minacciato dalla politica statunitense sui dazi, ma la stessa sostenibilità sociale del Pianeta, perché è proprio la mancanza di acqua una delle principali cause delle migrazioni.” In Italia, sono attualmente 3.300.000 gli ettari serviti da irrigazione, dove si produce l’82% del “made in Italy” agroalimentare, che vale 267 miliardi di euro e dà lavoro ad oltre 1.300.000 di persone.

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Diceva Paracelso che i pazienti dovrebbero essere i libri del medico

Posted by fidest press agency su domenica, 6 ottobre 2019

E nel terzo millennio i medici hanno imparato a leggerli. Merito di quella che viene chiamata ‘medicina di precisione’ e che oggi entra di diritto anche nei reparti di reumatologia. Le malattie gastro-reumatologiche colpiscono circa un milione di persone in Italia hanno indotto la SIGR a credere nel progetto di creare un Registro Nazionale Spondiloartriti Enteropatiche.
Si tratta di un ambizioso e complesso progetto, che ha visto finora la partecipazione attiva di 16 Centri di gastroenterologia e reumatologia sul territorio nazionale” sottolinea il Dottor Andrea Picchianti Diamanti, ricercatore universitario al Dipartimento di Medicina Clinica e Molecolare, “Sapienza” Università di Roma – permette ndo di ottenere quella che è, ad oggi, la più ampia casistica italiana di pazienti affetti da Spondiliti Anchilosanti enteropatiche”. La raccolta dei dati avviene tramite una piattaforma online dedicata di semplice utilizzo, in cui ogni centro ha inserito le principali caratteristiche cliniche di ogni singolo paziente tra cui: la tipologia di SpA enteropatica, la severità della malattia, la diagnostica per immagini (risonanza magnetica, ecografia articolare, radiografia), le comorbidità e il regime terapeutico. I preziosi dati epidemiologici scaturiti da questa popolazione potranno ampliare la conoscenza delle Spondiloartriti (Spa) enteropatiche nella speranza di migliorarne il percorso diagnostico/terapeutico attraverso la gestione multidisciplinare di questi pazienti e favorire l’approccio di ‘patient profiling’”.Ad oggi, l’incidenza di spondiloartriti e artrite reumatoide si attesta intorno allo 0,5% della popolazione e per le malattie infiammatorie croniche intestinali intorno allo 0,3%-0,5%.Sono patologie infiammatorie che possono interessare le articolazioni e la colonna vertebrale, frequentemente associate alle malattie infiammatorie croniche intestinali (M.I.C.I.),come colite ulcerosa o il Morbo di Crohn e la sovrapposizione di queste due patologie nello stesso paziente viene appunto definita SpA enteropatica. “Si tratta di malattie croniche di forte impatto sociale che colpiscono spesso persone giovani in piena età lavorativa con costi diretti e indiretti rilevanti e una alta quota di disabilità” specifica il Professor Bruno Laganà, Presidente della SIGR. “In ambito sanitario si sta affermando un concetto di medicina cucito sulle differenze individuali, che tiene conto della variabilità genetica, dell’ambiente, delle caratteristiche del microbioma e dello stile di vita delle singole persone. Il minuzioso processo di individuazione di terapie e cure in modo così personalizzato prende il nome di ‘medicina di precisione’. Motivata dall’esplosione dei dati legati agli studi di biologia molecolare, che hanno evidenziato la forte variabilità tra individui, la medicina di precisione è destinata all’ampliamento della tassonomia delle patologie, perché tiene conto delle singole peculiarità”. Il primo articolo presente nella banca dati NCBI che cita la medicina di precisione risale al 1952, ma l’interesse è esploso negli anni 2000 , precisamente nel 2014, quando si è registrato un aumento del 66% delle pubblicazioni scientifiche inerenti all’argomento. In una ricerca su Arthritis & Rheumatology Richard Pope e Deborah Winter, autori di spicco della Nord-Ovest University hanno sottolineato: “Abbiamo tanti diversi farmaci biologici, ma c’è nessuna motivazione per usare un farmaco anzichè un altro”, ha detto Perlman. “Sprechiamo 2,5 miliardi di dollari l’anno in una terapia inefficace e i pazienti passano attraverso 12 settimane di terapia a cui non rispondono”.Nella medicina “personalizzata” si cerca di riconoscere e colpire specifici bersagli molecolari mentre la ricerca medica e farmacologica si concentra su bio- marcatori in grado di prevedere la risposta terapeutica in sottogruppi di pazienti con specifici profili genetici.Questo approccio promette di migliorare l’efficacia e la sicurezza dei nuovi trattamenti limitandone gli effetti collaterali e risparmiando ai pazienti l’esposizione a farmaci che hanno scarse probabilità di successo.

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Incidenti con autocarri sempre più frequenti

Posted by fidest press agency su domenica, 6 ottobre 2019

Con un incidente ogni 103 camion circolanti la Liguria è la regione dove avvengono più casi che coinvolgono autocarri e motrici*, seguita da Emilia-Romagna (1/159) e Lombardia (1/173). Sono i principiali risultati di un’analisi di DAS, compagnia di Generali Italia specializzata nella tutela legale, che, per rispondere alle esigenzie di aziende e professionisti, ha lanciato la soluzione ‘DAS alla guida Business’. Il nuovo prodotto tutela il parco auto e i veicoli commerciali da tutte le controversie legali che possono sorgere, in Italia o all’estero, a seguito di sinistri o problemi legati alla guida, alla compravendita o alla riparazione del veicolo.I camion sono stati i protagonisti di incidenti con elevata frequenza anche sulle strade di Toscana (1 sinistro ogni 173 autocarri), Lazio (1/192) e Marche (1/199). La frequenza di incidenti con questi veicoli, ha rilevato DAS, è stata di un sinistro ogni 255 autocarri in Veneto, mentre il fenomeno è più contenuto in Campania, dove i camion sono stati coinvolti in un incidente ogni 435 autocarri immatricolati nella regione e, a seguire, in Sicilia (1/465), Sardegna (1/531), Calabria (1/562). Basilicata (1/653), Molise (1/707) e Valle d’Aosta (1/1478)
In termini assoluti Lombardia (4.254), Emilia-Romagna (2.625), Lazio (1.981), Veneto (1.943) e Toscana (1.806) sono le regioni dove si sono verificati più incidenti che hanno visto coinvolti autocarri e motrici, mentre i territori dove il fenomeno non ha assunto particolare rilevanza sono Calabria (312) , Sardegna (293), Basilicata (87), Molise (53) e Valle d’Aosta (34).
Proseguendo la lettura dei risultati dell’analisi di DAS, si nota che tra le province italiane Genova è quella con la più alta densità di sinistri con camion (1 incidente ogni 84 autocarri immatricolati). A seguire Milano (1/108), Imperia (1/114), Bologna (1/124) e Savona (1/131). La frequenza di incidenti si riduce progressivamente a Nuoro e Vibo Valentia (1/749), Reggio Calabria (1/769), Potenza (1/820), Agrigento (1/1130) e Aosta (1/1478).Per fornire un’adeguata assistenza a professionisti e piccoli imprenditori, DAS ha ideato la soluzione “DAS alla guida business”, un prodotto modulare che a partire da 43 euro fornisce assistenza e tutela legale in tutte le controversie relative alla proprietà, guida e circolazione stradale dei veicoli aziendali, rimborsando le spese legali, peritali, investigative e processuali necessarie per far valere i propri diritti. Con il pacchetto base si beneficia dell’assistenza per i procedimenti penali a seguito di un incidente stradale e per le richieste di risarcimento dei danni al veicolo e alle persone se l’incidente è provocato da terzi. È incluso anche il servizio di consulenza legale telefonica “ConsulDAS” che consente di ottenere un primo parere legale nell’ambito delle materie in copertura.

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Istat: consumi sempre al palo

Posted by fidest press agency su domenica, 6 ottobre 2019

I dati Istat resi noti oggi, nel secondo trimestre del 2019, il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è aumentato dello 0,9% rispetto al trimestre precedente, sia in termini nominali che in termini reali.”E’ solo un effetto ottico. La crescita del potere d’acquisto dipende solo dal rallentamento dei prezzi. Purtroppo il dato significativo e preoccupante è che i consumi finali sono sempre al palo: salgono di un misero +0,1% sul trimestre precedente” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Il rialzo del reddito disponibile, insomma, è troppo basso per indurre le famiglie a tornare spendere e, quindi, si traduce solo in un aumento della propensione al risparmio. Gli italiani hanno paura del futuro” conclude Dona.

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Transizione energetica in Sardegna

Posted by fidest press agency su domenica, 6 ottobre 2019

Dopo le dichiarazioni del Premier Giuseppe Conte in occasione della sua visita in Sardegna, aumentano le preoccupazioni delle organizzazioni sindacali sugli effetti di una transizione energetica non attentamente gestita.La Flaei Cisl, Federazione dei Lavoratori delle Aziende Elettriche, conferma che la decarbonizzazione dell’economia sia un obiettivo da perseguire, per preservare ambiente e territorio per le future generazioni. Ma questo processo non deve provocare ulteriori danni economici e sociali, soprattutto in realtà già duramente provate dalla crisi economica come appunto la Sardegna.“Noi valutiamo positivamente l’accelerazione della transizione dall’uso di carbone ad altre fonti energetiche per la produzione di elettricità dove ciò è possibile” dichiara il Segretario Generale della Flaei Cisl Salvatore Mancuso. “siamo infatti favorevoli e sosteniamo i progetti di trasformazione delle centrali a Carbone in impianti a gas metano, come si sta prospettando, anche in tempi rapidi, nelle centrali presenti nel continente italiano”.“Le dichiarazioni del Premier Conte ci preoccupano molto”, afferma Mario Marras, Segretario Generale della Flaei Cisl Sardegna. “mettere contemporaneamente in discussione l’arrivo del gas metano tramite dorsale e rigassificatori ed il rinvio motivato dell’uscita dal carbone nelle due centrali della Sardegna (Portoscuso e Fiumesanto) metterebbe immediatamente a rischio il tessuto produttivo industriale dell’intera regione, azzerando le possibilità di ripresa delle produzioni”. Eurallumina, Sider Alloys (ex Alcoa) come il tessuto industriale di Porto Torres sono strettamente connessi alla possibilità di avere energia elettrica e vapore a prezzi convenienti, con continuità e sicurezza di approvvigionamento. Se già da oggi non si prevede un percorso certo con tempi adeguati per la transizione energetica garantendo la sicurezza del sistema elettrico e le forniture al sistema industriale, si corre il serio rischio del tracollo immediato di buona parte del settore industriale Sardo.“La Flaei sollecita”, ribadiscono Salvatore Mancuso e Mario Marras “la convocazione presso il Ministero dello Sviluppo del nuovo incontro del tavolo Sardegna per proseguire il confronto sul processo di decarbonizzazione ed il conseguente aggiornamento del PNIEC (Piano Nazionale Integrato Energia e Clima) in base alle esigenze prioritarie di sviluppo della Regione Sardegna”.La Flaei Cisl, insieme a tutti gli altri soggetti sindacali, imprenditoriali e istituzionali, farà valere gli interessi della Sardegna e dei lavoratori del settore. La transizione energetica, che la Flaei vuole, non può essere causa di crisi, ma deve essere occasione di sviluppo e benessere.

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Pa: Fp Cgil e Comitato Idonei a Dadone, ripristinare meccanismo scorrimento graduatorie

Posted by fidest press agency su domenica, 6 ottobre 2019

“La dichiarazione del Ministro della Pubblica Amministrazione, Fabiana Dadone, sulla volontà di prorogare le graduatorie di concorso scadute il 30 settembre scorso, che abbiamo registrato con soddisfazione visto il diretto impegno da noi assunto nei confronti di questa tematica, porta inevitabilmente con se la necessità di intervenire per ripristinare il meccanismo di scorrimento anche per le graduatorie approvate successivamente al 1° gennaio 2019″. È quanto affermano in una nota congiunta Fp Cgil e il Comitato nazionale XXVII Ottobre, nato a difesa degli idonei ai concorsi pubblici.”Ricordiamo, infatti, che l’articolo 1, comma 362, dell’ultima legge di Bilancio ha bloccato la possibilità di utilizzare le graduatorie oltre i posti messi a bando. Tale ultima questione, già portata all’attenzione del Ministro, dovrà trovare soluzione nel medesimo atto normativo di proroga o, in alternativa, all’interno della prossima legge di Bilancio. A tal proposito, confermiamo il nostro impegno a voler tutelare i diritti di tutti coloro che sono coinvolti in questa vicenda e a vigilare affinché si trovi la giusta soluzione”, concludono Fp Cgil e il Comitato XXVII Ottobre.

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Dirigenti scolastici: Udir sul caso: “Mancano Dsga, si corra ai ripari”

Posted by fidest press agency su domenica, 6 ottobre 2019

Il sindacato dei ds in difesa dei Dirigenti Scolastici di tutta Italia che in questi giorni si trovano alle prese con la mancanza del Direttore dei Servizi Generali ed Amministrativi. È basilare un intervento urgente: “Non è permesso nessun tipo di lassismo. Impossibile avviare in modo corretto le attività di segreteria e contabili”. Un intervento urgente, ma risolutivo delle criticità in cui versano le tantissime istituzioni scolastiche di tutta Italia e con un aggravio particolare in Sicilia. Intervento in assenza del quale «si metteranno in atto tutte le misure per garantire la sicurezza dei dirigenti» Lo chiede, in una lettera aperta all’Assessorato regionale all’Istruzione e al Miur, il sindacato dei ds UDIR, sottolineando come «la mancanza della figura del DSGA comporti l’impossibilità da parte delle scuole di avviare le attività di segreteria e contabili in modo corretto». A fianco dei ds c’è il giovane sindacato che, fin dalla sua fondazione, ha difeso i diritti dei dirigenti scolastici. La mancata sostituzione dei DSGA presso le varie istituzioni scolastiche siciliane e non solo, causata dalla difficile situazione politica e da una serie di evidenti errori amministrativi, necessita di un pronto e immediato intervento. Sapendo del problema dovuto alla carenza di DSGA e ai pensionamenti imminenti appare assurdo che il Miur abbia avviato il concorso solo nel maggio 2019, tuttora in itinere, e in cui non sono stati svolti a ora nemmeno gli scritti. Ancora più paradossale che lo stesso Miur non abbia fatto un concorso interno e riservato per coloro che già svolgevano il ruolo con l’incarico annuale, attività che avrebbe grandemente ridotto l’attuale catastrofe. E ora, nonostante errori di cui qualcuno dovrebbe rispondere, il Miur e gli uffici regionali cercano di scrollarsi di dosso le responsabilità di questa tragedia. Udir non ci sta e ha prontamente scritto, stigmatizzando questo fatto, chiedendo un intervento immediato e risolutivo. “La tempistica della quotidianità scolastica – si legge nella missiva – non permette nessun tipo di lassismo, anche in considerazione della particolare situazione amministrativa in cui incorre attualmente l’USR. Non è ipotizzabile che i dirigenti scolatici si facciano carico di responsabilità che esorbitano dalla funzione, così come non è ammissibile che i predetti vengano onerati di compiti in realtà spettanti ad altri soggetti”. Pertanto, appare evidente come la mancanza della figura del Dsga comporti l’impossibilità da parte delle scuole di avviare le attività di segreteria e contabili in modo corretto.

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Scuola: Rilancio del Sud, si parte da scuola e tempo pieno. Anief: “I soldi dove sono?

Posted by fidest press agency su domenica, 6 ottobre 2019

Finalmente si comincia a parlare concretamente di rilancio delle regioni meridionali: è scritto in diversi passaggi della Nota di aggiornamento del Documento di Economia e Finanza 2019. E lo ha fatto Giuseppe Provenzano, ministro per il Sud e la coesione territoriale, annunciando il piano per il Mezzogiorno che il Governo M5S-PD si appresta a varare partendo dalla Legge di Bilancio 2020: si partirà “proprio dalla scuola, con investimenti sugli asili nido”. Su come si riuscirà a realizzare tutto questo, però, ancora non è chiaro. Soprattutto perché anche nella Nadef 2019 la spesa per l’Istruzione è prevista in riduzione. Certo, si fa spesso riferimento ai finanziamenti europei, i quali però non possono bastare. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Il problema è che occorrerebbero somme dieci volte maggiori rispetto a quelle stanziate con l’ultima Legge di Bilancio. Ad esempio, il completamento del tempo pieno, a questi ritmi ultra lenti, si realizzerà in tutti gli istituti non prima del 2060. Per non parlare della difficoltà oggettiva di attuare l’uscita posticipata dove le mense scolastiche scarseggiano e si avrebbero comunque difficoltà ad introdurle rispettando le norme su igiene, sicurezza e altro”.
Il rilancio del Sud passa per l’Istruzione pubblica nazionale. È scritto, a chiare lettere, nella Nota di aggiornamento del Documento di Economia e Finanza 2019, approvato dal Consiglio dei Ministri il 30 settembre scorso. Però sull’effettiva realizzazione dell’obiettivo permangono forti dubbi. “Per superare il divario economico e sociale esistente tra Nord e Sud – si legge nella Nota del Mef -, occorre prevedere un piano straordinario di investimenti per il Mezzogiorno, unitamente alla promozione del coordinamento di tutti gli strumenti normativi esistenti. Lo sviluppo del Sud e la coesione territoriale rappresentano, infatti, priorità strategiche del Governo, al fine di attivare il potenziale di crescita inespresso, rafforzando il capitale fisico, umano, sociale e naturale. L’obiettivo è rendere più attrattivi il Sud e le aree interne, offrendo nuove opportunità occupazionali in particolare a giovani e donne”.
Le previsioni del Def indicano che sulle “infrastrutture, l’obiettivo è creare un sistema moderno, integrato e sicuro che tenga conto dei connessi impatti sociali ed ambientali e che migliori drasticamente il potenziale produttivo del Sud e sostenga la ripresa delle zone terremotate”. Pertanto, “lo sviluppo del Sud e la coesione territoriale rappresentano priorità strategiche del Governo, da realizzare attraverso l’attuazione di un piano strutturale che rilanci gli investimenti e gli interventi in grado di attivare il potenziale di crescita inespresso, rafforzando il capitale fisico, umano, sociale e naturale. L’obiettivo è rendere più attrattivi il Sud e le Aree interne, offrendo nuove opportunità occupazionali in particolare a giovani e donne”.
Nel testo si parla quindi di “attuazione del Green New Deal al Sud e nelle aree interne”. Inoltre, per i giovani del Sud e delle Aree interne saranno perseguite azioni specifiche per ridurre il fenomeno dell’emigrazione, potenziando gli strumenti di incentivo all’imprenditorialità giovanile e all’innovazione. C’è anche spazio per una pericolosa apertura verso la regionalizzazione: “Si procederà lungo il processo di autonomia differenziata, salvaguardando il principio di coesione nazionale e di solidarietà. Saranno definiti i livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali. Ciò eviterà di aggravare il divario tra il Nord e il Sud del Paese”. A livello di scuola, cosa significherà tutto questo? Quali sono i finanziamenti previsti? Per gli istituti del Meridione, scrive Orizzonte Scuola, sarebbero in arrivo “15 miliardi di euro, un piano mirato per fermare l’emigrazione dei giovani dal Mezzogiorno al Nord o all’estero. Scuole aperte tutto il giorno e investimenti per gli asili nido, così che si pensi non solo ai bambini ma anche ai genitori dando spazio al potenziale delle donne. Provenzano punta quindi sulla scuola, sconfiggendo la povertà educativa e rendendola un luogo di emancipazione e non di diseguaglianze sociali”.

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L’accordo sul decreto salva-precari non piace solo all’Anief

Posted by fidest press agency su domenica, 6 ottobre 2019

Non piace anche ad altre organizzazioni del settore scolastico. Come quelle che difendono gli operatori e i discenti delle scuole paritarie, ora uscite allo scoperto: “A non fare esattamente i salti di gioia – riporta Tuttoscuola – sono la FIDAE, la CdO Opere Educative, la CNOS Scuola, la CIOFS scuola, la FAES che fanno presente in un comunicato unitario che “a differenza di quanto previsto nell’analoga intesa stipulata l’11 giugno scorso, il nuovo accordo esclude i docenti ‘precari’ che insegnano nelle paritarie dalla partecipazione alle procedure riservate di abilitazione”. “È una esclusione particolarmente grave – commentano congiuntamente -, dato che l’esigenza è stata esplicitamente posta più volte e non se ne comprendono le ragioni. Siccome il sistema ordinario (“concorso pubblico” con valore anche abilitante previsto dalla legge 145/2018) non viene avviato, perché le OOSS vogliono che parta prima la procedura riservata ai precari, chiediamo che a tale procedura possano partecipare anche i docenti non abilitati che insegnano nelle paritarie”. Eppure, fanno notare le associazioni, “la norma vigente (legge 62/2000) obbliga le scuole paritarie ad utilizzare docenti abilitati, ma lo Stato, cui spetta il dovere/diritto di abilitare i docenti, non avvia i percorsi che possano permettere ai giovani laureati di conseguire l’abilitazione all’insegnamento nella scuola secondaria”. “Chiediamo pertanto che il Miur attivi al più presto i percorsi abilitanti ordinari e che Governo e Parlamento, nell’approvare le regole dei percorsi riservati (visto che occorre un Decreto Legge e che per la Costituzione lo stesso deve essere approvato dal Consiglio dei Ministri e convertito dal Parlamento), prevedano l’accesso alle medesime anche ai docenti che lavorano nelle 2.200 scuole secondarie paritarie”, concludono le associazioni. Anief ritiene legittime le richieste delle associazioni che difendono i diritti di chi opera nel settore scolastico. Prima di tutto perché se per legge, dal 2000, il sistema nazionale pubblico statale comprende anche la scuola paritaria, il servizio svolto all’interno di questi istituti non può essere da meno rispetto a quello portato avanti nelle scuole di Stato. Il riferimento normativo è la Legge n. 26, del 10 marzo 2000, dalla quale si evince che il sistema nazionale di istruzione, fermo restando quanto previsto dall’articolo 33, comma 2 della Costituzione, è costituito dalle scuole statali e dalle scuole paritarie private e degli enti locali. Ma anche i percorsi IEPF previsti dalle Regioni e finanziati dallo Stato sono inseriti nel sistema integrato nazionale di istruzione, come ricorda l’ultimo decreto legislativo sugli istituti professionali. In secondo luogo, continua il sindacato, i docenti delle scuole paritarie svolgono lo stesso lavoro dei colleghi che operano negli istituti statali: producendo anche titoli di studio analoghi, qual è la logica che nega l’equiparazione in toto dell’insegnamento svolto nelle due tipologie di scuole? Inoltre, vale la pena ricordare che il servizio svolto dalle scuole paritarie, a partire dalla scuola dell’infanzia, permette allo Stato di “alleggerirsi” di un carico formativo importante: poiché i docenti che vi operano, pur non accedendo da concorso, devono comunque essere in possesso di titoli di studio adeguati e necessariamente portare avanti l’insegnamento come avviene nelle statali, quale giudice potrebbe rimanere indifferente alla decisione di considerare diverso il servizio lavorativo svolto in quegli istituti e quindi di impedire ai docenti precari di partecipare ai corsi abilitanti e ai concorsi riservati? “Ai tavoli del Ministero dell’Istruzione – spiega Marcello Pacifico, presidente Anief – sembra che nessuno si curi di questo problema. Ma sarebbe bene tornare sui propri passi. Perché se quanto trapela dall’accordo siglato il 1° ottobre al Miur con i sindacati maggiori dovesse corrispondere al vero, con eliminazione dai corsi e dai concorsi straordinari dei docenti delle paritarie e dei percorsi IePF, è chiaro che si innescherà un contenzioso non poco indifferente. Speriamo che il Governo ci ascolti per non dare sempre l’ultima parola alla magistratura”.

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Scuola: Il ministro Fioramonti chiede 3 miliardi in più ma Gualtieri e Conte gliene levano altri due nella NADEF

Posted by fidest press agency su domenica, 6 ottobre 2019

Per Il Sole 24 Ore, da aprile ad oggi scompaiono altri 1,8 miliardi. Nel testo si ribadisce la necessità, però, di combattere classi affollate, bullismo e dispersione specialmente al SUD, valorizzare economicamente il ruolo dei docenti, potenziare l’edilizia scolastica, garantire la gratuità degli asili nido. Marcello Pacifico (Anief) si chiede, “con quali risorse? Sembra che il testo non tenga conto della tabella che in dieci anni ha ridotto di mezzo punto la spesa per l’istruzione e la ricerca. Confermati aumenti contrattuali per 10 euro lordi al mese, rispetto a quelli a due cifre promessi ai sindacati firmatari quando ci lasciarono scioperare da soli”. Stipendi europei solo a parole, tra i 6 e 9 euro di aumenti fino al 2020 per il pubblico impiego: lo dice la Nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanze inviato dal Governo al Parlamento in vista dell’elaborazione della legge di bilancio prossima.
Nella NADEF è scritto che “nel triennio 2020-2022 la spesa per redditi aumenta in media dello 0,6 per cento”: un incremento modesto che assicurerà alle casse dello Stato la riduzione di spesa per i redditi della pubblica amministrazione, rispetto al PIL, dal 9,7% del 2019 al 9,2% nel 2022. Approfittando della denatalità, altro che lotta alle classi pollaio, l’anno prossimo la spesa per la Scuola rispetto al Pil scenderà al 3,4% (nel 2010 era al 3,9%), fino a toccare il fondo nel 2035, quando si collocherà al 3,0%. Ad incidere sulle uscite minori per l’erario saranno anche i costi per gli stipendi del personale, che quindi si ridurrà di numero a seguito della formazione di meno classi. Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri e il premier Giuseppe Conte hanno promesso di non tagliare fondi alla Scuola, ma i conti non tornano perché i mancati tagli nascondono mancati investimenti. Anzi, nel corso degli anni, la spesa per l’Istruzione in Italia si ridimensionerà e anche di molto. C’è scritto, nero su bianco, nella Nota di aggiornamento del Documento di Economia e Finanza 2019, approvata dal Consiglio dei Ministri il 30 settembre. A pagina 41, nel paragrafo dedicato ai “Dati di consuntivo e previsioni a legislazione vigente”, leggiamo che “nel triennio 2020-2022 la spesa per redditi aumenta in media dello 0,6 per cento. L’incidenza sul PIL risulta pertanto in calo, dal 9,7 del 2019 al 9,2 per cento del PIL nel 2022, confermando sostanzialmente le proiezioni del DEF”. In termini pratici, l’incremento stipendiale previsto dal ministero dell’Economia è addirittura più basso dell’attuale indennità di vacanza contrattuale (0,7%) come già previsto nella legge di bilancio n. 145 del 30 dicembre 2018. Quindi, si programma un aumento che non riesce a tenere il passo nemmeno del costo della vita perché non recupera il GAP del 10% registrato tra inflazione e aumenti contrattuali disposti per il triennio 2018-2020. Per comprendere la modesta portata dell’incremento, è bene evidenziare che lo 0,6% di uno stipendio pari a 1.500 euro netti, quindi di un docente a metà carriera, corrisponde a 9 euro. Per un assistente tecnico e amministrativo che percepisce attorno ai 1.200 euro, l’aumento in busta paga per i prossimi tre anni sarà di appena 7 euro. Che scendono a 6 euro nel caso dei collaboratori scolastici ad inizio carriera o supplenti, già pagati meno di tutti nella pubblica amministrazione. La scuola, di cui tanto si parla, non sembra subire alcun trattamento di favore: viene collocata nel “calderone” della “Spesa pubblica Age-related”, le cui previsioni riguardano anche pensioni, sanità, LTC (area socio-assistenziale), ed ammortizzatori sociali. Nella fattispecie, per l’Istruzione la parabola discendente è già iniziata: si è passati, infatti, dal 3,9% di spesa rispetto al Pil del 2010, al 3,6% del 2015. L’anno prossimo, nel 2020, la Nota del Def 2019 prevede un ulteriore ridimensionamento (al 3,4%), rispetto al 3,1% previsto nel DEF, 1,8 miliardi in meno, che progressivamente proseguirà nei successivi lustri, sino a toccare il punto più basso nel 2035, quando la spesa raggiungerà appena il 3% netto, per poi risalire ma mai raggiungere i livelli di dieci anni fa, già comunque, un punto in meno rispetto ai Paesi Ocde.

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“Reclutare i docenti specializzati e specializzarne altri”

Posted by fidest press agency su domenica, 6 ottobre 2019

Le federazioni FISH e FAND hanno abbandonato, in segno di protesta, il tavolo convocato all’Osservatorio sull’inclusione scolastica. Il presidente dell’Anief Marcello Pacifico: «La situazione è grave, bisogna subito adeguare l’organico di fatto a quello di diritto» L’inclusione scolastica sembra essere una chimera, un’espressione priva di significato. La drammatica situazione del sostegno è sotto gli occhi di tutti. Nell’ultimo quadriennio i posti in deroga sono raddoppiati, toccando quota 80 mila, mentre dal 2017 gli organici di diritto sono immutati, circa 100 mila, sebbene i rapporti Istat certifichino un aumento a livello nazionale di oltre 10 mila nuovi iscritti l’anno. A nulla è servita l’ultima riforma del sostegno, pubblicata a fine agosto in Gazzetta Ufficiale.Un nuovo campanello d’allarme arriva da una decisione che deve fare riflettere. Le federazioni FISH e FAND hanno abbandonato, per protesta, il tavolo convocato all’Osservatorio sull’inclusione scolastica. Avevano ricevuto vaghe rassicurazioni, ma non intravedono soluzioni concrete. «Ci auguriamo – osservano i presidenti della Federazione tra le Associazioni Nazionali delle persone con Disabilità e della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap – che, di fronte alla gravità della situazione che coinvolge migliaia di studenti con disabilità, il ministro da questo gesto sappia cogliere la necessità e l’urgenza di un intervento politico che segni la reale discontinuità con il passato e sia disponibile al confronto diretto sul punto».

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Dieselgate e danno ambientale

Posted by fidest press agency su domenica, 6 ottobre 2019

Mentre negli Stati Uniti nei giorni scorsi si è proceduto all’ennesimo arresto di un dirigente FCA coinvolto nella vicenda del dieselgate, mentre in Germania le procure hanno posto sotto accusa i vertici Volkswagen e comminato alla Daimler una sanzione di 870 milioni di Euro, in Italia, i procedimenti relativi a tale vicenda, proseguono con grande lentezza e con esiti alquanto insoddisfacenti.Al di là dei tempi, estremamente lunghi, per l’incidente probatorio e per la fissazione dell’udienza preliminare, quello che ci preoccupa maggiormente è il capo di imputazione prospettato: la frode in commercio.Un reato che espone l’azienda ad un’ipotesi di sanzioni prevista dal DLgs231/2001 che ammonterebbero sino ad un massimo di 750.000 euro, cifra del tutto irrisoria se confrontata a quanto avvenuto in altri paesi.Emerge, inoltre, come sia stato del tutto marginalizzato quello che a nostro avviso è l’elemento principale del processo e che va valutato con nuovi occhi alla luce dei cambiamenti climatici che hanno destato allarme in tutto il mondo: il danno all’ambiente.Promuovere come ecologiche auto inquinanti non danneggia solo i cittadini, ingannati nell’acquisto e danneggiati nel consumo di carburanti, ma crea un vero e proprio vulnus all’ambiente e alla salute pubblica. Per questo la Federconsumatori, che si costituirà parte civile nel processo, chiederà che venga inserito fra i capi di imputazione anche quello per disastro ambientale.

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Bollette luce e gas: con l’IVA al 5%?

Posted by fidest press agency su domenica, 6 ottobre 2019

Il taglio dell’IVA sulle bollette luce e gas è una delle misure allo studio del Governo; ma quanto risparmierebbero gli italiani se venisse confermata? Facile.it ha preso in esame la spesa media di una famiglia italiana* scoprendo che, a fronte di un costo complessivo annuo di circa 1.614 euro a famiglia, il risparmio stimato potrebbe essere compreso tra i 26 e i 144 euro l’anno.
Considerando il consumo medio di una famiglia italiana, secondo l’analisi di Facile.it la spesa media annuale sostenuta per l’energia elettrica è pari a 572 euro, dei quali 52 euro dovuti per l’IVA al 10%.Qualora l’imposta venisse ridotta al 5%, il risparmio complessivo sarebbe pari a circa 26 euro l’anno, vale a dire poco più di 2 euro al mese, e la spesa finale per la famiglia tipo scenderebbe a 546 euro.
Il risparmio sulla bolletta del gas potrebbe variare a seconda di come il Governo intenderà applicare la riduzione dell’aliquota. È bene sapere che sulla bolletta del gas grava un’IVA differente a seconda dei consumi: per i primi 480 smc di gas, l’IVA applicata è pari al 10% mentre per i consumi superiori a questa soglia, l’aliquota sale a 22%.
Secondo l’analisi di Facile.it, considerando il consumo medio di una famiglia italiana, la spesa annuale sostenuta per il gas è pari a 1.042 euro.Se la riduzione riguarderà solo l’aliquota del 10%, i benefici sulle tasche dei consumatori sarebbero estremamente ridotti; ogni famiglia risparmierebbe circa 13 euro l’anno, poco più di un caffè al mese, e il costo complessivo della bolletta scenderebbe a 1.029 euro. Ben più alto, invece, sarebbe il risparmio per i cittadini qualora il taglio dell’IVA riguardasse anche l’aliquota al 22%. In questo caso, gli italiani potrebbero risparmiare circa 118 euro l’anno e la bolletta del gas si ridurrebbe fino ad arrivare a 924 euro.

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Hearing of Vice President-designate Margaritis Schinas

Posted by fidest press agency su domenica, 6 ottobre 2019

The Civil Liberties and Culture and Education committees quizzed Margaritis Schinas, Greek Vice President-designate for the Protecting our European way of life portfolio. Political groups’ coordinators from both committees will meet later this evening to assess the performance of Vice President-designate Schinas.
During his introductory speech, Mr Schinas explained that his priorities would be to make European society fair and more inclusive, deliver a new pact on asylum and migration and complete the Security Union. He defended the title assigned to him by President-elect von der Leyen, underlining that “populists should feel threatened by our values”.
MEPs of several groups criticised the title and requested that it be dropped, to avoid fuelling extremist views and the idea of “us versus them”. Members also questioned him on migration and asylum policy. Mr Schinas replied that “Europe will always be a land of asylum”, but those who do not have the right to stay will have to go back. He commended the work of NGOs and advocated for legal migration channels.
Mr Schinas committed to make the European Education Area a reality and to modernise the education system. He defended the creation a European Child guarantee, to ensure the necessary care to all children.
MEPs asked the Vice President-designate about measures to guarantee that young Europeans can acquire the necessary knowledge and skills for a changing society and the digital era, and demanded concrete actions in the field of education to contribute to inclusion and integration, especially for migrants.
Based on the committees’ recommendations, the Conference of Presidents will decide on 17 October if Parliament has received sufficient information to declare the hearing process closed. If so, the plenary will vote on whether or not to elect the Commission as a whole on 23 October, in Strasbourg.

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ChrysCapital-backed Infogain Acquires Silicus Technologies

Posted by fidest press agency su domenica, 6 ottobre 2019

Infogain, a Silicon Valley based global leader in software platform engineering services and solutions, today announced its acquisition of Silicus Technologies (Silicus), a Houston-headquartered Microsoft (NASDAQ: MSFT) Gold Partner and Microsoft Azure Expert MSP.Silicus, a Microsoft Azure-focused cloud transformation services company, enables enterprises to drive business differentiation at scale through cloud-enabled innovation and modernization across apps, IoT, data, AI and infrastructure solutions. Silicus has over 500 employees across Houston, Texas and Pune, India. The company provides services to over a dozen billion-dollar companies based in the US.“Silicus has been on a tremendous growth trajectory and we are very proud of the company we’ve built. This is a great time for us to join Infogain to achieve even greater success. We share a similar culture of innovation as well as the experience and expertise required to deliver the best digital solutions for our clients,” said Sumant Ahuja, Chief Executive Officer of Silicus.Ayan Mukerji, President and Chief Operating Officer, Infogain, added, “We are excited to work with Silicus’ leadership team and employees. We will continue to focus on creating client value and delivering excellence. With Infogain’s expanded Microsoft Azure and IoT capabilities, our clients will further reduce their time to market and improve their market advantage.”

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