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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Archive for 7 ottobre 2019

Palab a Palermo reopening stagione 2019-2020

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 ottobre 2019

Palermo Il 12 ottobre alle 19,30 riapre il locale di piazzetta del Fondaco (dietro la questura e a pochi metri da Ballarò), da sempre all’avanguardia, simbolo della movida del centro storico del capoluogo siciliano. E’ il locale più alla moda del centro storico con la sala show, il ristorante-pizzeria, l’area bimbi e lo show musicale di intrattenimento dei Lei tra noi. Uno spazio rimodulato e una ricca stagione di eventi, esaltando anzitutto la bellezza della sicilianità e della palermitanità. A dare il via alle danze di una ricca stagione di eventi sarà l’apertura della nuova area show, dove potersi godere la serata bevendo e ballando a suon di musica. I clienti potranno cenare nel ristorante-pizzeria, l’area privata per chi vuole organizzare feste e l’area bimbi.Seguirà il concerto dei Lei tra noi con Claudio Fiscelli. Un piano, una batteria, due voci, tre amici. Senza schemi, senza scalette. Una serata con solo due protagonisti: il pubblico e la voglia di divertirsi. Con Maria Ilenia Castello (voce), Vincenzo Castello (batteria), Corrado Nitto (tastiera e voce). A concludere la serata il dj set per ballare fino a notte.Insomma, una riapertura con i fiocchi che non si ferma qui. Ricco è infatti il calendario di eventi che Palab farà via via partire e che prevedono, oltre ai concerti, appuntamenti teatrali e di danza. Per chi volesse, il Palab è aperto da mercoledì al sabato dalle 17,30 a tarda sera, la domenica da ora di pranzo.

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European Business Awards 2019: premiata Tecno per l’Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 ottobre 2019

Gli European Business Awards 2019 premiano Tecno (www.tecnosrl.it) come Campione Nazionale. Tecno, Esco certificata dal 2005, specializzata in servizi di efficientamento energetico e per la sostenibilità ambientale, è stata selezionata come migliore azienda italiana 2019 nella categoria “The Customer and Market Engagement Award” e rappresenterà il nostro Paese nella finalissima del concorso, in programma in Polonia a Varsavia il 3 e 4 dicembre. Al premio si sono candidate oltre 120 mila aziende provenienti da 33 paesi.Tecno è stata tra le prime imprese a promuovere in Italia il servizio di Control Energy Management, conta oggi oltre 2800 aziende clienti in tutti i settori produttivi. Fondata nel 1999, è leader nei servizi alle imprese per il risparmio energetico e la sostenibilità ambientale in chiave di Industria 4.0. Con sedi in Italia, a Milano, Bologna e Napoli, e all’estero, a Berlino e Parigi, Tecno è un punto di riferimento anche nei processi digitali applicati a tutti i tipi di prodotti al servizio delle aziende. La digitalizzazione dei processi produttivi, infatti, rende possibile ai clienti migliorare ed efficientare la produttività e risparmiare tempo e risorse. A maggio Deloitte ha premiato per il secondo anno consecutivo Tecno tra le Best Managed Companies italiane. Tecno è anche in Elite (https://www.elite-network.com/), il programma internazionale nato in Borsa Italiana nel 2012 in collaborazione con Confindustria e dedicato alle aziende più ambiziose, con un modello di business solido ed una chiara strategia di crescita ed è un’azienda fortemente impegnata nel mecenatismo. Sostiene, tra l’altro, Rivelazioni – Finance for Fine Arts, il progetto promosso da Borsa Italiana finalizzato al reperimento di risorse per il restauro e la digitalizzazione di opere d’arte provenienti dai più importanti musei italiani, riportate a una migliore leggibilità e restituite in modo permanente alla fruizione collettiva. EBA, gli European Business Awards, sono una delle più prestigiose competizioni aziendali al mondo, giunta alla dodicesima edizione e il cui scopo principale è sostenere lo sviluppo di una Comunità imprenditoriale più forte e di maggior successo in tutta Europa. Tecno era stata selezionata, nel luglio scorso, insieme 2.753 realtà internazionali, di cui 198 italiane Ones to Watch. Aziende ‘da guardare’, imprese modello, eccellenze assolute perché ricche dei valori fondamentali su cui si basano le nomine EBA: innovazione, successo ed etica.
Una selezione dura e rigorosa, quella che conduce prima ad essere annoverate tra le Ones to Watch, poi al titolo di Campione Nazionale. Una selezione affidata ad una giuria indipendente di alto profilo, composta da leader aziendali, politici e accademici.

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Due icone del surrealismo per la prima volta a confronto

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 ottobre 2019

Bruxelles 11 novembre 2019. La mostra “DalÍ & Magritte” sarà aperta dal martedì al venerdì dalle 10:00 alle 17:00 e nei weekend dalle 11:00 alle 18:00.Parallelamente, BELVUE ospita fino a gennaio 2020 “Dotremont and the surrealist”, una mostra che racconta la storia travagliata e anche poco conosciuta del movimento surrealista a Bruxelles, attraverso le opere, le fotografie, i film di Dotremont e di altri artisti del periodo.
Il Museo Magritte di Bruxelles celebra il suo decimo anniversario con la mostra evento “Dalí & Magritte”, che aprirà al pubblico dall’11 novembre al 9 febbraio 2020.Curata in prima persona da Michel Draguet, direttore generale dei Musei Reali delle Belle Arti del Belgio, l’esposizione sarà allestita presso la sede del Museo delle Belle Arti di Bruxelles adiacente al Museo Magritte, e sarà dedicata all’analisi e all’approfondimento delle similitudini e delle reciproche influenze nelle opere dei due artisti. Rivolta agli appassionati di arte, la mostra è perfetta anche per curiosi e famiglie: oltre a stimolare il pensiero laterale degli adulti, le opere surrealiste hanno infatti il pregio di entusiasmare anche i bambini, con i loro colori e la loro creatività. La rassegna raccoglie più di 80 pezzi tra dipinti, fotografie, sculture, filmati e disegni provenienti da oltre 40 musei, gallerie e collezioni private di tutto il mondo: Italia compresa. Alla realizzazione, hanno infatti partecipato la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia, il Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto e il Museo del Territorio Biellese di Biella.Dalí e Magritte si sono incontrati a Parigi nella primavera del 1929, quando l’artista spagnolo irruppe nella Ville Lumière per unirsi al gruppo dei surrealisti di Montparnasse. Magritte si era trasferito in città due anni prima con la moglie Georgette, anch’egli affascinato dalla corrente surrealista parigina, e ci sarebbe rimasto fino al 1930, prima di tornare a Bruxelles. Nell’agosto del 1929 Dalí invitò il pittore belga nella sua casa di Cadaquès insieme ad altri artisti del calibro di Eluard, Mirò e Bunuel, dando vita ad uno dei momenti più importanti della storia del movimento.Nonostante le loro forti personalità li avrebbero inevitabilmente portati ad allontanarsi di lì a poco, Dalí e Magritte hanno condiviso la critica alla razionalità cosciente insita nel movimento surrealista, abbinata alla ricerca delle potenzialità espressive dell’inconscio. Magritte, in particolare, illustra gli oggetti reali decontestualizzandoli, deformandone le dimensioni per creare atmosfere ambigue e inquietanti, come quelle dei sogni, al punto da essere spesso definito “le saboteur tranquille”, per la sua capacità di insinuare dubbi sul reale attraverso la rappresentazione del reale stesso. Dalí trae ispirazione dal suo inconscio, secondo l’approccio “paranoico-critico”, termine da lui stesso coniato per descrivere il suo metodo finalizzato a “rendere tangibilmente creative le mie idee più ossessivamente pericolose”. L’attesissima mostra vede il coinvolgimento, oltre ai Musei Reali delle Belle Arti del Belgio, del celebre Museo Dalí di St. Petersburg (Florida), della Gala-Salvador Dalí Foundation e della Magritte Foundation e rappresenta l’evento di punta per celebrare il X anniversario del Museo Magritte, inaugurato nel 1989. Situato in Place Royale, custodisce la più grande collezione al mondo dedicata all’artista: dipinti, disegni, sculture, oggetti, poster pubblicitari, spartiti musicali, fotografie e filmati, compresa la più ampia raccolta del periodo “vache”. In totale, 234 opere distribuite in uno spazio di 2.500 m² su cinque piani. Aperto 7 giorni su 7, in 10 anni di attività ha ospitato più di tre milioni di visitatori, 65% dei quali provenienti dall’estero, ricevendo 8 riconoscimenti, quasi uno all’anno, tra premi e nomination.I festeggiamenti veri e propri del decennale avranno luogo domenica 24 novembre, giorno in cui si potrà accedere al museo gratuitamente, partecipando a visite guidate e workshop. Sempre nella stessa data, il museo ospiterà performance artistiche di grande suggestione, a cominciare da ECHO, uno spettacolo di son et lumière dedicato all’opera di Magritte. In programma anche conferenze, dibattiti e l’esibizione della Compagnie du Reverbère, un gruppo di attori del Royal Conservatory.

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THE CIRCLE è food, spirits & music a Merano WineFestival 2019

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 ottobre 2019

Merano. Da sabato 9 a lunedì 11 Novembre, dalle 9 alle 23, torna THE CIRCLE, lo spazio che Merano WineFestival dedica al racconto e al confronto. Cultura con un taglio pop, grazie alla presenza di Tinto il noto conduttore di Decanter su Rai Radio2. Accompagnare i visitatori in un viaggio alla scoperta di territori e distretti dell’eccellenza italiana, questo ciò che si propone di fare lo spazio THE CIRCLE, che per il secondo anno ritorna in Piazza della Rena durante Merano WineFestival. Si parlerà di vino e di cibo, ma non solo, e lo si farà con un approccio non convenzionale, per coinvolgere il pubblico oltre ogni tecnicismo.Un articolato racconto che condurrà alla scoperta di territori di importante tradizione enogastronomica sotto la guida di narratori d’eccezione come Annette Lizotte, wine curator di THE CIRCLE, e Margo Schachter, food curator dello spazio; ad affiancarle il noto conduttore radiofonico e televisivo Tinto (Nicola Prudente) che col suo stile semplice e divertente saprà cogliere sfumature inaspettate e intriganti dei singoli territori. Tra il meglio che l’Italia può vantare si parlerà di Monferrato, terra di Barbera e altri vitigni autoctoni sintetizzati in tredici Denominazioni di origine, ma anche di Prosecco al quale sarà dedicato l’aperitivo ‘social’ del festival con Join the Prosecco Time! in abbinamento alla cucina dello chef Roberto Ottone. Si parlerà dei magnifici territori vitivinicoli pugliesi, dal nord al sud, con il Movimento Turismo del Vino della regione Puglia, ma anche di Famiglie Storiche che dalla Valpolicella arriveranno con un bagaglio di dieci annate in verticale, accompagnate dallo chef Luca Nicolis dell’Antica Bottega del Vino di Verona. In rappresentanza dei Colli Orientali del Friuli Annalisa Zorzettig che nel tempo di un light lunch dialogherà con l’agronomo della sua terra, della sua vita e dei vini Myò, che l’hanno portata all’apice della produzione enologica nazionale. Ogni giorno lo spazio THE CIRCLE offre un ricco programma di eventi che parte alle ore 9,00 con Good Morning Merano!, un ricco Breakfast per i visitatori con le tisane Pompadour, i panettoni e le marmellate artigianali di Foodie Sapori di Casa Miorelli, i croissant della linea Bio di Fraccaro Spumadoro, in attesa dell’apertura della manifestazione alle ore 10,00. A seguire, wine e food tasting che si susseguiranno in area BISTRØ insieme a presentazioni di piccole produzioni di qualità che vanno dai formaggi piemontesi Marenchino, dall’olio marchigiano dell’azienda Montecappone al tonno rosso e la colatura di alici Cetara di Armatore, dall’aceto balsamico di Giuseppe Giusti agli insaccati fatti con le migliori carni della Val Nerina. Nella Lounge presente anche Maurizio Di Maggio per “In viaggio con Di Maggio”. L’amato speaker di RMC, radio partner ufficiale di Merano Wine Festival, ogni giorno trasmette in diretta da THE CIRCLE interviste e curiosità dalla manifestazione più glamour per wine&food lovers. Oltre a lui Wine Tv, il canale tematico nato per dar voce al mondo del vino.“La seconda edizione di THE CIRCLE ha come parole chiave ‘innovazione’ e ‘provocazione’’”, queste le parole di Manuela Popolizio, curatrice dell’evento con Laura Mottura, “perché cibo e vino non parlano solo il linguaggio della tradizione ma sanno anche stupire in format inediti, come le lezioni di pairing fuori orario che seguiranno il breakfast, l’unusual pairing dei light lunch e dei light dinner, o l’extreme pairing con soluzioni estreme ad abbinamenti estremi.”

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Scuola: Diplomati magistrale. Anief chiede al Ministro Fioramonti una soluzione politica definitiva

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 ottobre 2019

Si prenda una decisione nel tavolo tecnico presso l’Ufficio di Gabinetto che deve essere convocato subito e dove il giovane sindacato intende approfondire i punti illustrati nel documento “salva-scuola” per garantire la continuità didattica, confermare i ruoli e non lasciare le cattedre scoperte. Pacifico: quanto previsto dal Decreto Dignità è soltanto una misura tampone, bisogna evitare che 40 mila insegnanti, da anni nelle nostre scuole, siano licenziati
Sui diplomati magistrale della scuola dell’infanzia e primaria entro l’a. s. 2001-2002 inserite nelle GaE, l’intesa tra Miur e sindacati maggiori prevede l’apertura di un tavolo specifico per affrontare il problema del licenziamento dovuto alle sentenze definitive che saranno emanate durante il corso dell’anno e che riguardano migliaia di supplenti, oltre che maestre già assunte sub iudice, dopo le pronunce dell’Adunanza plenaria. Anief ne ha chiesto l’attivazione immediata e si dichiara pronta a partecipare per spiegare quali soluzioni urgenti adottare per non lasciare le cattedre scoperte.Nell’intesa Miur-sindacati, stipulata il 1° ottobre scorso, scrive Orizzonte Scuola, è prevista l’attivazione di appositi tavoli tematici relativi a: diplomati magistrali, semplificazione amministrativa per le scuole, personale docente e ata, rinnovo CCNL e legge di bilancio. La problematica più urgente, com’è noto, riguarda i diplomati magistrali che vengono licenziati (con risoluzione del contratto a tempo indeterminato se assunti in ruolo o del contratto a tempo determinato se supplenti) o lo saranno nel corso dell’anno scolastico, in seguito alle sentenze negative che si conformano a quanto stabilito dai due pronunciamenti dell’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato. Anief sta chiedendo di partecipare a tutti questi tavoli, nonostante sia stata esclusa dall’intesa e abbia annunciato lo stato di agitazione del personale docente e ata.La delegazione del giovane sindacato intende approfondire i punti già illustrati dal presidente Pacifico al ministro Fioramonti durante il primo incontro ufficiale con delle richieste per risolvere definitivamente il problema:
confermare i contratti in essere stipulati durante l’anno scolastico, in attesa delle sentenze di merito, e prevedere un nuovo concorso riservato anche per la scuola primaria e dell’infanzia, come già previsto dal Decreto “Dignità”;
riaprire annualmente le Graduatorie a Esaurimento, e comunque estendere il doppio canale di reclutamento, in caso di loro esaurimento, alle attuali graduatorie di istituto, trasformate in provinciali, ri-aperte anche al personale neo-laureato in Scienze della Formazione primaria, annualmente;
confermare nei ruoli i docenti che sono stati assunti con riserva e hanno superato l’anno di prova, anche in caso di licenziamento già avvenuto.

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Giuseppe Uncini: The Conquest of Shadows

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 ottobre 2019

Milano 18 ottobre dalle 18.00 alle 21.00 e finoa al 21 dicembre 2019 Fondazione Marconi Via Tadino 15. Fondazione Marconi ha il piacere di presentare la mostra Giuseppe Uncini. La conquista dell’ombra dedicata al lavoro dell’artista marchigiano tra il 1968 e il 1977. Questo progetto espositivo in collaborazione con l’Archivio Uncini, a distanza di quattro anni dalla mostra del 2015 incentrata sul disegno, mira oggi a documentare l’evoluzione della lunga e approfondita indagine dell’artista sul tema delle ombre.Punto di partenza è la mostra, intitolata appunto “Ombre”, che ha luogo nel 1976 allo Studio Marconi e per la quale l’artista realizza Grande parete Studio Marconi MT 6, espressamente progettata per la galleria milanese.Quest’opera rientra nel periodo in cui Uncini decide di spostare la sua attenzione dalla “costruzione di oggetti” alla “costruzione dell’ombra”, dalla forma reale dell’oggetto costruito, alla sua forma virtuale. In questa nuova ottica egli trasforma ciò che è da sempre percepito come ambiguo e labile in un elemento sostanziale dell’opera, qualcosa di stabile, visibilmente e tattilmente concreto. Luce e ombra vengono così poste allo stesso livello di valore e considerate “materie” alla stessa stregua, permettendo una nuova e inedita lettura dell’opera. Questa scoperta, motivo dominante della sua ricerca fino agli anni Ottanta, lo porta anche a riflettere sulle antinomie luce-ombra, pieno-vuoto, presenza-assenza. È dunque lo spazio a farsi materia dell’atto costruttivo dell’artista e non esiste più distinzione tra il fare pittura e il fare scultura.
La mostra presenta un nucleo di opere, comprese tra il 1968 e il 1977, con l’obiettivo di fornire un excursus completo sulla produzione creativa di Uncini in questo arco temporale. Verranno così passate in rassegna tutte le principali declinazioni di quell’assidua necessità dell’artista di indagare la dimensione virtuale della proiezione dei volumi: dalle prime Sedia con ombra e Finestra con ombra (1968), alle Colonne con ombra (1969), Ombra di un cubo sospeso (1973), Muro con ombra T.23 (1976). A questi si aggiungono alcuni significativi lavori provenienti dal fondo dell’Archivio Uncini: Mattoni con ombra n. 12 (1969), Parete interrotta (1971), Ombra di due parallelepipedi T.1 (1972), Ombra di un parallelepipedo M.29 e Ombra di tre quadrati M.30 (1975).
Farà seguito alla mostra un volume sul tema delle ombre, a cura di Bruno Corà, e in collaborazione con l’Archivio Uncini.

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Difesa: Polo mantenimento di Piacenza

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 ottobre 2019

”Le assunzioni annunciate dal sottosegretario alla Difesa Giulio Calvisi per il Polo di Mantenimento Pesante Nord di Piacenza, sono un piccolo passo avanti anche se non consentiranno di superare quelle criticità ammesse dallo stesso Ministero. Ora, occorre lavorare per incrementare il numero degli assunti perché diversamente rischiamo di perdere un patrimonio umano di conoscenze e capacità tecniche, sia tra il personale militare che tra quello civile, e di doverci affidare totalmente all’industria militare privata”. Lo dichiara il vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera Tommaso Foti commentando la risposta del sottosegretario alla Difesa Giulio Calvisi che oggi in commissione Difesa ha risposto ad una interrogazione di Fratelli d’Italia a firma Tommaso Foti, Salvatore Deidda e Wanda Ferro. I parlamentari di FDI hanno inoltre annunciato che saranno prossimamente a Piacenza ?per visitare il Polo di Mantenimento e sono gli autori di una proposta di legge di modifica della legge 244 che, nei fatti, limita inopinatamente la possibilità di ulteriori assunzioni.

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Politica: Fine del sovranismo ma restano i problemi di sempre

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 ottobre 2019

Ci risiamo: governo nuovo, manovra vecchia. Il Conte2 si accinge a fare la legge di bilancio senza disporre di una vera politica economica, esattamente come è capitato – chi più, chi meno – a tutti i governi degli ultimi anni. Almeno così si evince dalla Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza, ma anche dalla povertà del dibattito interno all’esecutivo e alla maggioranza (opposizione, non pervenuta). Si indica la crescita come obiettivo fondamentale, ma non si sostanzia la finalità con scelte conseguenti, mentre all’impegnativo contenimento della spesa pubblica corrente, e soprattutto ad una sua rivisitazione a favore degli investimenti, si preferisce imboccare la strada più facile: condire “elettoralmente” la manovra con micro azioni distributive di risorse che non ci sono, tipo far scendere l’Iva al 4% su pannolini ed assorbenti. Lo stesso mantra “l’Iva non aumenta, l’abbiamo neutralizzata” appare più figlio di questa esigenza populista – poter affermare di “non aver messo le mani in tasca agli italiani” e auspicare che questo si traduca in maggiori consumi, e pazienza se non è successo né con gli 80 euro di Renzi né con il reddito di cittadinanza di Di Maio – piuttosto che di una strategia di medio termine finalizzata a far uscire dalle secche della stagnazione il nostro sistema economico.E anche dal lato delle coperture finanziarie, il film cui stiamo cominciando ad assistere somiglia maledettamente a quelli già andati in onda. Per stessa ammissione del ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri – uomo dabbene e competente – per finanziare la completa sterilizzazione delle clausole di salvaguardia e per coprire le misure previste, al netto della flessibilità che ci concederà l’Europa, servono 14 miliardi. Anche ammesso, ma non (ancora) concesso, che alla fine la cifra sia questa e non di più, se si pensa di coprirla, come si è detto, con un recupero di evasione fiscale pari a oltre 7 miliardi, corriamo il rischio che il deficit non si fermi al 2,2% programmato e che il debito, contrariamente a quanto previsto, non arretri di qualche decimo di punto dal tetto del 136% cui è prossimo. Anche perché è difficile che la crescita del pil nominale (pil+inflazione) riesca a raggiungere i livelli previsti nel nuovo Def. Quanto all’evasione, non è detto che non si possa e non si debba aggredirla. Anzi, grazie alla fatturazione elettronica si può fare di più e meglio che nel passato. Ma un governo serio non pone questa voce a coperture di spese – o, in questo caso, per la sterilizzazione dell’Iva – prima di aver incassato le tasse evase, ma indica la destinazione di quanto sarà effettivamente ricavato lasciando in bianco il suo ammontare in fase di costruzione del bilancio.Insomma, così come è stata impostata, la manovra non solo non produce un miglioramento della finanza pubblica, ma neppure se lo pone come obiettivo: non si tagliano le spese improduttive, si peggiora l’indebitamento netto strutturale, non si prevedono misure di aggressione dello stock di debito. O meglio, si butta la palla avanti e – come sempre – si rinvia verso la fine del periodo triennale di vigenza dei documenti programmatici le scelte virtuose. In questo caso, il 2021 sarà passibile e il 2022 discreto. Chi vivrà, vedrà.Per il momento, l’unica copertura che il governo è riuscito a reperire è implicita: le minori spese per interessi sul debito grazie alla diminuzione, che si spera strutturale, dello spread. Oggi vale 4-5 miliardi l’anno, ma se l’intero ammontare di debito pubblico sarà nel tempo rifinanziato incorporando la riduzione di circa 100 punti base dei tassi – erano all’1,8% quando Salvini ha aperto la crisi, ora viaggiano intorno allo 0,8% – si potrà arrivare fino a 25 miliardi. Si tratta del bonus che il governo incamera, via mercati, dalla scelta politica di evitare ogni contrasto con l’Europa. Cosa che appare tanto più significativa in quanto contrasta con la condizione, esattamente opposta, creata dal governo precedente. Ed è, questa, la vera nota rilevante della politica del Conte2: via non solo ogni riferimento polemico con Bruxelles e Francoforte, ma cancellazione completa dalla propria linea dell’orizzonte di qualsiasi scetticismo sull’euro e sull’eurosistema e di qualsiasi accenno ad una anche solo remota possibilità di Italexit. Naturalmente, questo cambiamento di rotta ha suscitato soddisfazione in chi nei mesi scorsi aveva espresso grande preoccupazione per l’ostentazione sovranista del Conte1. Anche noi, facendo parte di quella schiatta di critici, ci uniamo al plauso. Ma non fino al punto di considerarci soddisfatti della manovra e della politica economica giallorossa per il solo fatto che essa incorpora l’opzione europeista. Far pace con la Commissione Ue e con le due maggiori cancellerie europee è cosa buona e giusta, ma non assicura di per sé la stesura di una buona legge di bilancio, se da questa non esce una stilla in più di benzina da mettere nel motore della nostra economia ferma, come pure se non pratica alcun risanamento finanziario.Insomma, la tanto sbandierata svolta nella cura dell’economia italiana malata, non c’è. Così come non c’è stata con i governi precedenti, altrimenti i nostri malanni non sarebbero diventati cronici come invece sono. Continuiamo a traccheggiare, finendo sempre per lasciare ai fattori esogeni – la flessibilità europea, la politica monetaria della Bce, la congiuntura internazionale – la preminenza. Ieri dipendeva tutto dall’Europa matrigna che non ci consentiva di fare i nostri interessi, oggi dipende tutto da quanto possono fruttare i buoni rapporti con sorella Europa. Di nostro non ci mettiamo niente. Non in termini di diagnosi, che l’analisi sulle reali condizioni del nostro sistema economico latita. E tantomeno in termini di terapia, viste le premesse e considerata la vocazione della politica e della classe dirigente nel suo insieme a non prendersi responsabilità. Così diventa pura narrazione modaiola anche l’approccio “green” a “l’ultimo grido” che il governo si è voluto dare, con il rischio che tra “slim tax” e “gretinate” varie si perda l’occasione di affrontare seriamente un argomento serio.
Ci siamo lasciati alle spalle le grida manzoniane, l’inutile surriscaldamento degli animi, la politica fatta tra il balcone grillino dove si annuncia nientemeno che la povertà è stata sconfitta e la spiaggia salviniana del Papeete dove si rivendicano i pieni poteri. Bene. Benissimo. Ma non basta. C’è un paese sprofondato nel declino da rimettere in piedi, proprio mentre il mondo affronta cambiamenti talmente epocali – la trasformazione digitale della società e delle imprese, gli scenari che apre l’applicazione su larga scala dell’intelligenza artificiale – che sottrarsene significherebbe perdere le posizioni faticosamente conquistate, come il secondo posto in Europa nella manifattura, e consegnarsi ad una stagione di emarginazione. Ed è palpabile lo iato che separa la qualità di chi dovrebbe governare processi così complessi dal livello delle decisioni che avremmo la necessità e l’urgenza di assumere. Aver abbandonato l’illusoria tentazione sovranista è certamente un passo nella giusta direzione, anche se è più importante per quello da cui ci consente di scampare che per quello che ci consente di fare. Ed è il motivo per il quale abbiamo saluto con favore la caduta del Conte1 e la nascita del Conte2. Ma non basta. Il momento richiede intelligenza, lungimiranza, visione e soprattutto coraggio politico. E per disporre di questi ingredienti è evidente che occorre andare oltre. Appena possibile. (Enrico Cisnetto direttore TerzaRepubblica)

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Aton Informatica e New Incentric: la sinergia per il futuro della mobilità

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 ottobre 2019

Il concetto di mobilità è in un periodo di transizione e rapida evoluzione con i motori a combustione che lasciano gradualmente il passo all’elettrico. Solo ad aprile del 2019 sono stati più di mille i veicoli elettrici immatricolati in Italia, circa 6.000 le immatricolazioni nei primi 7 mesi dell’anno, con una crescita del 113% rispetto allo stesso periodo del 2018 e una stima che va dai 2,5 ai 7 milioni di veicoli in circolazione sulle strade nazionali nel 2030 (dati School of Management del Politecnico di Milano). Il comune sguardo verso il futuro della mobilità ha spinto Aton Informatica e New Incentric ad unire le proprie competenze verso un’idea condivisa delle tecnologie a supporto di questo mercato in espansione, con soluzioni e servizi molto innovativi, rispetto all’attuale mercato, dedicati alle imprese e alla pubblica amministrazione ma con un occhio attento ed interessato, anche ai cittadini.Una sinergia completa che unisce le tecnologie sviluppate da New Incentric, relative alla mobilità elettrica e alle infrastrutture di ricarica – anche attraverso il “battery swap” – con le competenze negli ambiti di Cybersecurity, IoT, Blockchain e GDPR di Aton Informatica, che curerà in particolare tutto il firmware e lo sviluppo software dei sistemi.L’obiettivo è offrire una sistema integrato sicuro, sostenibile e applicabile alla mobilità urbana del cittadino, a scopo commerciale e turistico in linea con le esigenze più integrate della società e del mercato.“Lo sviluppo dei software e quindi l’evoluzione tecnologica è la nostra missione – spiega Fulvio Duse, Direttore Generale del Gruppo Aton – Questa partnership con New Incentric consolida le nostre competenze in un mercato in tumultuosa crescita che abbraccia ambiti sensibili per il presente e il futuro della società: l’economia, la sostenibilità e la mobilità elettrica”.
“La mobilità elettrica sostenibile va affrontata considerando non solo le caratteristiche dei veicoli, ma coniugando le stesse a innovazioni strutturali, servizi, connettività e sicurezza degli utenti – sottolinea Massimo Pagetti, New Incentric – generando delle piattaforme integrate personalizzabili alla crescente domanda del mercato. La stretta collaborazione con il Gruppo Aton, grazie alle sue competenze ed esperienze progettuali, completa e arricchisce il nostro Team di Professionisti integrando gli obiettivi congiuntamente condivisi”. http://www.atoninformatica.it

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Quarta edizione del Turin Islamic Economic Forum

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 ottobre 2019

Torino. Lunedì 14 ottobre, alle ore 12, a Palazzo Birago, in via Carlo Alberto 16, nella sede della Camera di commercio di Torino, la Sindaca Chiara APPENDINO, il Presidente dell’ente camerale Vincenzo ILOTTE, il Rettore dell’Università di Torino Stefano GEUNA, il responsabile dell’Osservatorio sulla Finanza Islamica dell’Università di Torino Paolo Pietro BIANCONE e il Managing Partner di Assaif Alberto BRUGNONI illustreranno alla stampa i dettagli del Forum che vedrà impegnati nel confronto di fine mese rappresentanti delle istituzioni, imprenditori, ricercatori universitari ed esperti del mondo finanziario internazionale. La conferenza verrà trasmessa in streaming sul canale Instagram del #TurinTIEF19 http://www.instagram.com/turintief. Intitolato “Creating a Holistic Environment for the Islamic Economy/Creare un ambiente olistico per l’economia islamica”, il TIEF 2019 propone tra i temi oggetto degli incontri: fintech, blockchain e intelligenza artificiale (tecnologie potenzialmente dirompenti che hanno dimostrato di essere, nella loro essenza, compatibili con la finanza islamica), nuove politiche urbane, politiche di ‘Social Impact’ ed economia creativa islamica. Il Forum ospiterà due tavole rotonde del Global Islamic Economy Summit (GIES) – l’evento mondiale organizzato dal governo di Dubai attraverso il Dubai Islamic Economy Development Center (DIEDC) – e un’intervista esclusiva a Massimo Lapucci, Direttore Generale OGR.
Sono anche previste due sessioni dedicate a iniziative specifiche. La prima, al progetto di cooperazione italo-palestinese New Urban Resources (NUR) Energia rinnovabile per Betlemme, co-finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione Internazionale. La seconda, dedicata all’Hub Middle East, un nuovo focus geografico di ARTISSIMA 2019 in collaborazione con la Fondazione Torino Musei, che intende offrire una ricognizione sul collezionismo, le istituzioni e gli artisti attivi in un’area centrale per gli sviluppi della società contemporanea.

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Eredità Garzanti: Testamento solidale

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 ottobre 2019

Un generoso lascito di 90 milioni di euro da destinare alle associazioni che si occupano di anziani nella città di Milano. È quanto è emerso dalla lettura del testamento dell’editore Livio Garzanti, scomparso nel febbraio del 2015 all’età di 93 anni dopo una vita alla guida della casa editrice di famiglia, fondata dal padre Aldo nel 1938.
“È una buona notizia quella appresa sul testamento solidale di Livio Garzanti – commenta Rossano Bartoli portavoce del Comitato Testamento Solidale e presidente della Lega del Filo d’Oro. – Oltre 5 milioni di italiani associano all’idea di fare un testamento solidale quella di fare qualcosa di grande nella vita per lasciare un segno della propria generosità anche quando non ci saranno più. Per questo abbiamo lanciato una nuova Campagna informativa che vuole diffondere un messaggio semplice: non è mai troppo tardi per fare progetti, per pensare in grande, per decidere di inserire un lascito nelle ultime volontà. Ovviamente ognuno può lasciare in base alle proprie possibilità, non è necessario disporre di grandi patrimoni. Anche poco, può fare tanto per chi ne ha più bisogno”.Come emerso dall’ultima indagine GfK Italia per il Comitato Testamento Solidale di cui fanno parte 22 Organizzazioni non profit quando si è grandi e si riflette sul domani e se c’è ancora tempo per fare “qualcosa di grande” nella vita, nell’ordine delle priorità dopo la famiglia (in testa al podio, scelta dal 60% degli intervistati), per gli italiani ci sono le buone cause e la solidarietà verso le persone in condizioni di bisogno (scelte da 8,4 milioni di italiani) ancor prima della realizzazione professionale (confermata da meno di 6 milioni di nostri connazionali).In particolare, tra le buone azioni, i gesti concreti in cui questo si traduce sono il volontariato (opzione scelta dal 42% del campione intervistato ovvero 14,6 milioni di italiani over 40), la donazione del sangue (dal 37% degli intervistati ovvero da 12,7 milioni di italiani over 40) o con il sostegno ad una buona causa con un testamento solidale (gesto di solidarietà in cui si riconoscono oltre 5,6 milioni di italiani, ovvero il 16% del campione intervistato).
Nel corso dell’ultimo anno è aumentato il numero degli italiani che conosce il lascito solidale passando dal 57 al 57,7% ovvero 14,7 milioni di connazionali con un incremento che, seppur minimo, è comunque di segno positivo. Restano stabili gli italiani che si dichiarano orientati ad inserire un lascito nelle ultime volontà, a quota 2.8 milioni di persone, di cui circa 900 mila connazionali hanno già predisposto un testamento solidale e 1,9 milioni dichiara che lo prenderà certamente in considerazione. Accedendo al sito http://www.testamentosolidale.org è possibile avere un’esaustiva panoramica sui progetti e le iniziative realizzati dalle associazioni non profit e scaricare la guida ai lasciti solidali che dà indicazioni dettagliati su come fare un lascito solidale.

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FANUC investe in Europa

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 ottobre 2019

Fanuc, leader nell’automazione industriale, conferma e rafforza anche in Europa il suo impegno volto a rispondere alle crescenti esigenze dei clienti, attraverso un ancora maggiore supporto e assistenza. Il Gruppo, specialista nei controlli CNC, robot e macchine intelligenti, ha infatti investito circa 100 milioni di euro negli ultimi tre anni con l’obiettivo di espandere le proprie filiali europee, e prevede di investirne ulteriori 100 nei prossimi tre anni. Questo percorso prevede nuove strutture ed ulteriori espansioni in oltre dieci località europee.Negli scorsi mesi l’azienda giapponese ha inaugurato due impianti altamente sofisticati: il primo, nella regione del Rodano-Alpi, in Francia, e il secondo proprio in Italia, a Lainate in provincia di Milano. Sono inoltre attualmente in costruzione nuovi impianti a Malmö e a Mosca. Tra le varie località europee che vedranno un’espansione, troviamo Stoccarda, Parigi, Barcellona, Breslavia, Malines, Coventry, nonché uffici in Austria, Slovacchia e Repubblica Ceca. L’attuazione dei progetti è iniziata nel 2014 e richiederà circa altri quattro anni per essere completata. Per il 2022, 25 su un totale di 36 uffici europei saranno ampliati o rinnovati.FANUC è il maggiore fornitore al mondo di controlli CNC, azionamenti e robot industriali e massimo specialista per macchine utensili intelligenti. Tra i principali punti di forza che può vantare l’azienda vi sono i controlli e servo-azionamenti CNC, nonché intere macchine sviluppate e prodotte nelle fabbriche FANUC presso la casa madre in Giappone. L’azienda dispone anche di un magazzino a Contern, in Lussemburgo, dove vi sono oltre 4.000 robot e molti altri prodotti FANUC prontamente disponibili per i propri clienti. Inoltre, in questo magazzino ma anche in tutte le filiali europee, sono conservati pezzi di ricambio per un valore di 100 milioni di euro, garantendo così una disponibilità dei ricambi superiore al 99,9%.
Ulteriori investimenti sono previsti anche nell’ambito delle risorse umane. Negli ultimi 3 anni FANUC ha aumentato del 27% il proprio personale in Europa, raggiungendo così i 1.600 dipendenti, di cui oltre due terzi sono tecnici o addetti all’assistenza tecnica. In Italia, ad esempio, sì è passati da 117 dipendenti nel 2016 ai 140 attuali, con una previsione di incremento di un ulteriore 15% nel 2020.Anche grazie a queste professionalità, FANUC si impegna nell’implementare il suo principio “Service First” su tutta la linea, garantendo il massimo ciclo di attività dei propri prodotti utilizzati presso le fabbriche dei clienti. Oltre al supporto tecnico e ai servizi, un altro obiettivo dell’espansione di FANUC riguarda i propri centri di formazione. Infatti, tra le priorità dell’azienda vi è quella è di fornire ulteriore formazione ai clienti, che FANUC estenderà presso i nuovi impianti che dispongono di spazi e attrezzature aggiuntivi. È questo, ad esempio, uno dei fattori che hanno guidato lo sviluppo di FANUC Italia, che negli oltre 13.000 metri quadrati della nuova sede di Lainate, ha previsto un Training Center con numerose aule didattiche completamente attrezzate e aperte a tutti quei professionisti, clienti e non, che intendano approfondire le possibilità abilitate dall’Industry 4.0. Al contempo è stata creato un Technical Center che permette ai clienti di testare le soluzioni e lavorare sulla prototipazione a stretto contatto con il personale FANUC.“Siamo veramente orgogliosi che il più importante investimento europeo di FANUC, ben 25 milioni di euro, abbia riguardato proprio l’Italia”, ha dichiarato Marco Ghirardello, Managing Director FANUC Italia. “Un impegno del nostro Gruppo che ha riconosciuto in tal modo gli importanti risultati dalla filiale italiana, la seconda a livello continentale in termini di fatturato e personale”.In generale, il numero di filiali europee è in crescita: all’inizio di aprile, FANUC ha aperto una filiale in Serbia per supportare i clienti in loco. Ciò significa che oltre alla sede europea di Echternach, in Lussemburgo, si possono attualmente contare 26 filiali.“La manifattura italiana è viva e vitale, con migliaia di PMI che stanno imboccando ora la strada della digitalizzazione”, commenta Marco Ghirardello. “Dopo un 2018 da record – con la produzione di macchine utensili, robot e automazione che ha segnato un incremento dell’11% rispetto all’anno precedente – stiamo effettivamente assistendo a un rallentamento degli ordini in alcuni ambiti. Ciò è principalmente dovuto a fenomeni congiunturali che caratterizzano lo scenario internazionale e che si riflettono inevitabilmente sul mercato italiano. Se però analizziamo in maniera più approfondita i dati, notiamo come la contrazione riguardi le macchine utensili e non, ad esempio, i robot. In leggera ripresa invece, perlomeno a livello italiano, il settore automotive, per il quale ci si aspettano picchi importanti entro il 2022”.

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Europa: un sondaggio per indagare quanto gli uomini conoscano la prostata

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 ottobre 2019

Nello specifico per fare il punto su conoscenza e prevenzione della ipertrofia prostatica benigna, una patologia molto diffusa dopo i 50 anni ma spesso sottovalutata. In Italia AURO.it, l’Associazione Urologi italiani, da sempre impegnata a favore della prevenzione e cura delle patologie urologiche, ha aderito alla campagna e divulgato il questionario.
Cosa è emerso dalle risposte? Interessante notare innanzitutto una differenza sostanziale tra i risultati del sondaggio diffuso da EAU nel Regno Unito, Germania e Francia, e quelli del sondaggio AURO.it tra gli italiani.Nel campione estero solo un uomo over 50 su quattro ha risposto correttamente alla domanda sulla funzione principale della prostata. Nel campione italiano invece questo dato è sensibilmente più alto, perché ben il 60% ha risposto in maniera corretta, dimostrando di saperne molto di più degli omologhi stranieri.Altro dato confortante è che in presenza di possibili sintomi della malattia, gli italiani si rivolgerebbero per il 60% all’urologo, riconoscendo dunque l’importanza di rivolgersi ad uno specialista. Il 30% chiederebbe informazioni al medico curante e solo il 10% cercherebbe risposte sul web al fantomatico “Dottor Google” che tanti problemi sta causando sia nel rapporto medico-paziente ma soprattutto nella corretta interpretazione delle informazioni in ambito medico.Un dato generale e comune sia in Italia che all’estero è invece la sottovalutazione dell’ipertrofia prostatica benigna, che per oltre il 60% viene considerata come un “normale segno di invecchiamento” sopra i 40 anni.In effetti, pur essendo estremamente frequente la comparsa, col passare degli anni di vita, di sintomi legati alla ipertrofia prostatica (debolezza del flusso di urina alla minzione, necessità di risvegli notturni per mingere, urgenza minzionale, …) è sbagliato da parte dei Pazienti pensare ai disturbi prostatici come a qualcosa che rientri nella “normalità” e che pertanto possa essere trascurata.Grazie a quanto suggerito dal sondaggio dobbiamo quindi prendere l’impegno di dare una “corretta” informazione su quali sintomi rilevare e sul fatto che anticipando una visita urologica al momento dell’esordio della malattia possiamo evitare o rallentarne la progressione con l’obbiettivo di migliorare la qualità di vita e di evitare, attraverso terapie mediche e suggerimenti sulla dieta ed attività fisica, un possibile trattamento chirurgico.Un altro impegno che nasce da quanto espresso dai Pazienti nel sondaggio AURO.it è quello di dare sempre più peso, durante le visite, all’informazione da parte del Medico sulla possibilità dei diversi trattamenti possibili, in modo da mettere il Paziente nella possibilità di essere più coinvolto e poter prendere una decisione informata sull’opzione terapeutica, in accordo con lo specialista.Confrontarsi con le esigenze dei Pazienti attraverso un questionario di facile lettura ed interpretazione si è dimostrato uno strumento efficace ed utile sia per i Pazienti, che in tal modo vengono resi partecipi della volontà di dare una qualità sempre più alta all’assistenza medica, che agli Urologi che possono indirizzare nella maniera migliore la propria pratica clinica.

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Nuova sala operatoria ibrida di Fondazione Poliambulanza

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 ottobre 2019

blocco operatorio bresciaBrescia. Unica in Italia per dimensioni complessive, ben 124 mq, e per tecnologie all’avanguardia, la nuova sala operatoria ibrida di Fondazione Poliambulanza è funzionale per l’interventistica cardiovascolare tradizionale e per quella mininvasiva. La sala operatoria si inserisce all’interno del nuovo blocco cardiovascolare che viene inaugurato oggi nell’ospedale bresciano.
Punta di diamante del nuovo distretto, è dotata di un robot angiografico di ultima generazione in grado di acquisire immagini tomografiche tridimensionali che consentono al medico di “navigare” nel cuore e nei vasi sanguigni come un perfetto “Tom Tom”.Una tecnologia all’avanguardia che si avvale di un accurato lavoro di pianificazione che inizia con la TAC del paziente. Il medico importa le immagini acquisite in un software di navigazione che simula il percorso endovascolare in 3 dimensioni. In sala operatoria l’angiografo fonde le immagini precedentemente elaborate con quelle live, orientando l’operatore nei vari passaggi e riducendo al massimo il margine di errore. Una vera e propria rivoluzione che trasforma ciò che fino a pochi anni fa era fantascienza in realtà. Ma se la sala ibrida è il valore aggiunto del nuovo blocco cardiovascolare è l’intero progetto che si rivela ambizioso. Poliambulanza concentra in un unico distretto complanare tutte le specialità chirurgiche e interventistiche del dipartimento cardiovascolare e crea così un ambiente unitario aperto alla multidisciplinarietà.
Del blocco fanno parte, oltre alla sala ibrida, altre 5 sale dedicate alla cardiochirurgia, alla chirurgia vascolare, all’elettrofisiologia e all’emodinamica e un’area di 3 sale operatorie per la chirurgia a bassa complessità.
“La tecnologia aerospaziale ha influenzato la medicina in molti settori, tra cui l’area cardiovascolare – chiarisce Walter Gomarasca, Direttore Sanitario di Fondazione Poliambulanza –. Innovazioni che oggi permettono di trattare ad esempio la stenosi aortica, una riduzione della capacità di apertura della valvola aortica, sia con tecniche tradizionali che con approcci mininvasivi, cioè per via percutanea senza aprire il torace. L’approccio operatorio più adeguato viene deciso in funzione delle caratteristiche del paziente ed è frutto di una valutazione multidisciplinare in cui convergono le competenze di chirurghi, cardiologi interventisti, anestesisti, radiologi, geriatri e cardiologi clinici”. La valutazione multidisciplinare del paziente, prassi consolidata in Poliambulanza, si avvale nell’ambito cardiovascolare di tre team: coronary-team, valve-team e aortic-team. La vicinanza e l’ampiezza dei nuovi ambienti favoriscono un confronto continuo fra gli specialisti dei vari team, sia in fase di pianificazione che durante gli interventi. La prossimità con il Pronto Soccorso favorisce inoltre la gestione immediata delle emergenze cardiovascolari.
“Il nuovo blocco operatorio – afferma Alessandro Triboldi, Direttore Generale di Fondazione Poliambulanza – è un’ulteriore garanzia di qualità per il nostro Istituto che vanta risultati clinici di rilievo nazionale”.
Prima in Italia, secondo i dati Agenas, nel trattamento della cardiopatia ischemica e del bypass coronarico, tra i primi 4 ospedali italiani e prima in Lombardia per gli interventi di sostituzione e riparazione delle valvole, nel 2018 Poliambulanza ha registrato circa 3.500 interventi nell’area cardiovascolare.
“Con il supporto delle nuove avanzate tecnologie e di medici sempre più specializzati – conclude Triboldi – ci prepariamo ad affrontare le nuove sfide in vista del nostro obiettivo più importante: la salute del paziente. Ringraziamo perciò Fondazione Alessandra Bono che con la sua donazione ha contribuito ad allestire il nuovo blocco operatorio cardiovascolare, permettendoci di curare, con modalità sempre più appropriate ed al passo coi tempi, le malattie cardiovascolari, prima causa di morte nel nostro Paese”.
“La Fondazione Alessandra Bono Onlus – spiega il Cavalier Valerio Bono, che insieme alla moglie ha dato vita alla Fondazione in memoria della figlia – nasce per promuovere e sostenere la ricerca medica affinché i malati mantengano viva la speranza e possano trovare conforto nel sapere che c’è qualcuno che sta combattendo al loro fianco. Un progetto come quello realizzato e inaugurato oggi in Poliambulanza – sottolinea il Cavalier Bono – è un traguardo che ci rende particolarmente felici, perché un progetto così significativo dal punto di vista scientifico, e con immediato beneficio per tanti pazienti, si realizza nel territorio di Brescia, in una struttura di eccellenza”. (blocco operatorio brescia copyright poliambulanza brescia)

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Caso Priebke, lo Stato chiede il rimborso delle spese processuali a Pacifici e Vecellio

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 ottobre 2019

Il caso Priebke continua a far parlare di sé. Condannato all’ergastolo per l’eccidio delle Fosse Ardeatine, il nazista è tornato a occupare le prime pagine dei giornali anche dopo la sua morte avvenuta l’11 ottobre 2013.Nel 1996 Erich Priebke querelò il futuro presidente della Comunità Ebraica di Roma Riccardo Pacifici e il giornalista del Tg2 Valter Vecellio con l’accusa di essere i mandanti del suo sequestro di persona.I due sono stati assolti in tutti i gradi di giudizio.C’è un però. Secondo la legge italiana, infatti, se una delle due parti risulta essere nullatenente, le spese processuali sono a carico dell’altra parte, anche se vincitrice.Il caso ha voluto che il boia nazista Erich Priebke sia risultato nullatenente e quindi lo Stato italiano ha chiesto che le spese per il processo sia pagate da Pacifici e Vecellio, che ha commentato così l’accaduto:“È una vicenda assurda e kafkiana, resa ancora più odiosa nel caso specifico: un criminale nazista si dichiara vittima di un reato giudicato inesistente, si riconosce che due cittadini sono stati ingiustamente chiamati in giudizio e si sono dovuti difendere per qualcosa che non hanno fatto; per beffa e oltraggio, uno Stato che non ha saputo farsi rimborsare chiede loro di pagare al posto del condannato”.In merito a questa grottesca vicenda, la presidente della Comunità ebraica di Roma, Ruth Dureghello, ha scritto una lettera alla Federazione Nazionale della Stampa Italiana, in cui si legge:“Voglio far giungere al dott. Vecellio la solidarietà e la vicinanza della Comunità EBRAICA di Roma in questa assurda vicenda che lo vede condannato al pagamento delle spese processuali insieme a Riccardo Pacifici nel procedimento contro il criminale nazista Erik Priebke. Un epilogo assurdo ed inaccettabile di un processo che ha aggiunto infinita sofferenza al dramma patito dalla Comunità ebraica e dalla città di Roma e che ha visto impegnata la società civile per far condannare il responsabile dell’eccidio delle Fosse Ardeatine. Sono stati anni difficilissimi in cui, a partire da Giulia Spizzichino che lo ha rintracciato in Sud America, agli avvocati che ci hanno accompagnato in quel processo, si è cercato di rendere giustizia per le oltre 335 vittime di quel massacro assurdo e spietato. Giustizia è quello che abbiamo sempre chiesto, non certo per vendetta, ma per restituire dignità alla memoria di quegli uomini e delle loro famiglie. Oggi questa vicenda assume ancora una volta dei contorni assurdi, con un’ennesima beffa che si aggiunge al danno di non aver visto il carnefice scontare realmente la pena dovuta. Mi auguro sinceramente che le istruzioni le autorità sappiano comprendere quanto gravi possono essere gli effetti e le ricadute di questa stortura giudiziaria e riportare nei giusti canali il messaggio che la memoria di una società democratica e civile deve diffondere. Per questa ragione ci siamo offerti di pagare noi le spese, affinché diventi ancora più evidente l’assurdità di questa decisione”.
Può vigere in Italia una legge che in questo caso “protegge” un boia nazista? Come si può far questo quando lo stesso Erich Priebke non ha mostrato alcune pentimento per le barbarie commesse?Nel suo testamento, infatti, l’ex ufficiale delle Schutzstaffeln scrisse:“La fedeltà al proprio passato è qualche cosa che a che fare con le nostre convinzioni si tratta del mio modo di vedere il mondo, i miei ideali e ha a che fare con il senso dell’amor proprio e dell’onore”.Ma non solo, perché Priebke sostenne anche: “Nei campi le camere a gas non si sono mai trovate, salvo quella costruita a guerra finita dagli americani a Dachau”.

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Migranti. Fazzolari (FdI): governo rimpatria badanti ucraine e si tiene mafia nigeriana

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 ottobre 2019

“Vergognosa pagliacciata dei ministri Di Maio e Bonafede sui rimpatri. Oggi questi scienziati prestati alla politica hanno annunciato un decreto ministeriale con cui si stabiliscono 13 ‘Paesi sicuri’ per i quali saranno negate in automatico le richieste di asilo, in modo, in teoria, da accelerare i rimpatri dei clandestini. Tra questi Stati figura l’Ucraina, dove è in corso una guerra civile che ha fatto negli ultimi anni più di 14mila morti e 28mila mutilati, ma in compenso non figurano gli Stati principali di provenienza dei clandestini finti profughi come Nigeria, Pakistan, Bangladesh, Costa d’Avorio, nei quali non è in corso alcuna guerra. Il risultato di avere degli incompetenti al governo? L’Italia dedicherà tempo e risorse per rimpatriare le badanti ucraine, anche se provengono da zone di guerra, si terrà i componenti della mafia nigeriana e continuerà a pagare senza alcun motivo vitto e alloggio a pakistani, bengalesi e clandestini vari sedicenti richiedenti asilo. Altro che 13 ‘Paesi sicuri’, gli Stati sicuri dove rimpatriare i clandestini sono la quasi totalità dei 200 Stati esistenti al mondo, con pochissime eccezioni, che sicuramente non riguardano gli Stati incomprensibilmente dimenticati dal governo rosso giallo”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Giovanbattista Fazzolari, responsabile del programma di FdI.

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La cybersecurity è una questione di priorità

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 ottobre 2019

I cybercriminali sono al passo con i tempi e continuano ad aggiornare i metodi e le strategie di attacco da utilizzare per i loro scopi malevoli; per questo motivo, le aziende devono informarsi costantemente sulle minacce che hanno maggiori probabilità di colpire i singoli network e le risorse connesse. Secondo l’ultimo Threat Landscape Report di Fortinet, i criminali informatici non solo utilizzano metodologie d’attacco sempre nuove e diversificate (anche nel caso di attacchi più datati), ma stanno anche cambiando le strategie per oscurare la loro presenza ed eludere il rilevamento.I cybercriminali stanno sfruttando vari fattori come ad esempio la velocità, l’espansione della superficie di attacco e la complessità dell’attuale panorama delle minacce informatiche per identificare e sfruttare i punti deboli nei network. Di conseguenza, le imprese devono trovare una modalità per conciliare la propria strategia di sicurezza integrata con la necessità di rimanere al passo con le forme di attacco emergenti. Questo modus operandi consente loro di stabilire le priorità nell’attuazione di difese specifiche e di rafforzare le principali pratiche di cybersecurity.
Il ransomware rappresenta l’esempio perfetto dell’evoluzione di una minaccia: proprio quando sembrava che stesse per essere sostituito dal cryptomining, è ritornato in auge e si è preso una rivincita. La prima prova di tutto ciò è stata un’ondata di attacchi molto sofisticati e mirati avvenuti all’inizio dell’anno. LockerGoga, ad esempio, ha utilizzato la deep reconnaissance per identificare gli obiettivi primari ed eludere efficacemente le soluzioni di sicurezza che avrebbero potuto intralciarlo. RobinHood (noto anche come RobbinHood), e varianti ransomware simili come Ryuk, sono cresciuti utilizzando questa strategia prendendo di mira alcuni comuni specifici negli Stati Uniti.Questi nuovi tool hanno ampliato le normali funzionalità del ransomware: per fare un esempio, RobbinHood è in grado di disabilitare i servizi Windows che prevengono la codifica dei dati e la capacità dei sistemi di disconnettersi dai drive condivisi, garantendo la massima esposizione alla crittografia dei dati dannosi. Ryuk, invece, utilizza tattiche di evasione avanzate, inclusa la distruzione della sua chiave e l’eliminazione di shadow copy su un sistema infetto, per fare in modo che chi si occupa della sicurezza noti la sua presenza solo quando è troppo tardi. Proprio di recente è emerso un ransomware chiamato Sodinokibi (aka Sodin) che sfrutta una vulnerabilità critica scoperta di recente che permette l’esecuzione di codice arbitrario da remoto. L’impatto di questo exploit potrebbe essere devastante perché consente che un sistema possa essere infettato senza che la vittima abbia fatto qualcosa per innescare il virus.
Un altro tema critico di cui i team di sicurezza devono occuparsi è quella legato al crescente numero di tecniche sviluppate dai cybercriminali per non farsi scoprire. Nell’ultimo trimestre sono state introdotte diverse nuove strategie di evasione e per eludere il rilevamento. Per fare un esempio, AndroMut è un downloader che è salito alla ribalta di recente. È noto per il download di malware come FlawedAmmyy RAT. Tuttavia, il motivo per cui ha raggiunto la notorietà è legato al fatto che include non solo il rilevamento sandbox, che sta diventando piuttosto comune, ma anche uno strumento simulatore della verifica. In aggiunta, nell’ultimo trimestre sono stati rilevati almeno altri due downloader – un nuovo tool chiamato Brushaloader e una nuova versione di JasperLoader – che utilizzano meccanismi simili di evasione, tra cui funzionalità di verifica della posizione e sleep timer per l’esecuzione ritardata.Ultimamente gli attacchi ransomware ad hoc sono sostituiti da exploit estremamente mirati che combinano il riconoscimento con la disabilitazione di strumenti e servizi per la sicurezza e tecniche d’evasione avanzate. I risultati possono essere devastanti. Dare priorità a questi attacchi, che appaiono nel radar dei Threat Report può non essere sufficiente per identificare e rispondere nel modo adeguato a minacce che sono pensate proprio per evitare di essere individuate.Per affrontare i rischi cui le aziende possono essere sottoposte e ridurne i possibili effetti, è fondamentale che chi si occupa di sicurezza monitori la threat intelligence da diverse fonti. In questo modo sarà possibile dare priorità ai rischi associati all’ambiente di rete in cui opera ogni singola realtà.

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EU-wide coalition looks to Commissioner-designate Ferreira to defend cohesion policy and the partnership principle

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 ottobre 2019

Elisa Ferreira received the backing as the EU’s next Commissioner for Cohesion and Reforms on 3 October following a hearing by the European Parliament’s Committee for Regional Development (REGI). The Cohesion Alliance – an EU-wide alliance calling for a stronger cohesion policy after 2020 – welcomes the commitments the Portuguese Commissioner-designate took to protect cohesion policy after 2020 and demanded more attention be given to the crucial role of regions and cities in shaping and delivering EU priorities. Cohesion policy – EU’s main investment tool mobilising to deliver inclusive and sustainable growth by involving local stakeholders – is under threat because of budget cuts demanded by some Member States, as well as ongoing attempts to centralise governance that would jeopardise the involvement of regional and local governments.
The #CohesionAlliance partners therefore welcomed the Commissioner-designate’s willingness to “campaign for the highest possible financial framework” after 2020, “protect cohesion policy” and ensure “reforms and cohesion reinforce each other”, with reforms “fitting the principle of cohesion”. Her support for place-based development strategies and tools has been highly appreciated, particularly with regards to delivering EU’s objectives on climate action. In this perspective, a new place-based Just Transition Fund can play an important role in providing additional support for regions particularly challenged by the green transition (e.g. coal regions). But the new instrument should not lead to further cuts of the cohesion policy budget.
Concerns remain about the freezing of cohesion funds as a sanction to enforce fiscal discipline and the full respect of the partnership principle in the definition and implementation of investment plans 2021-2027. In order to secure the involvement of local and regional governments, the Alliance calls on the incoming Commissioner to reject any form of centralisation of the policy’s governance and functioning and ensure new provisions do not weaken its capacity to adapt to local needs.
With regards to the funding of 2021-2027 programmes, the Alliance has urged EU institutions to maintain at least one-third of the future EU budget for cohesion policy, a position shared by the European Parliament. But after the European Commission proposed a 10% cut to cohesion policy allocations, an increasing number of Member States are demanding deeper cuts to the Multiannual Financial Framework 2021-2027, which set annual expenditure ceilings for all EU policies.
The #CohesionAlliance will continue to call on Member States and EU institutions to ensure Europe’s citizens can rely on a impactful cohesion policy after 2020 that is capable of reducing disparities, supporting the clean energy transition locally, and boosting the digitalisation of all EU’s local communities. This call will be reiterated on 7 October by over 600 politicians and 8000 policy practitioners who will kick off in Brussels the European Week of Regions and Cities 2019.

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Hexnode Announces Zero-day Support for the New macOS Catalina

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 ottobre 2019

Hexnode, the global Unified Endpoint Management solution, has announced zero-day support for the latest macOS – macOS 10.15 Catalina. The year 2019 has been Apple’s year since it announced the new OSes and devices in the WWDC’19 event. The series of OS releases and device releases have marked the highlight of the past few months for Apple fans all around the world. Apple has already released iOS 13, iPadOS, watchOS 6, and tvOS 13, and today, it’s the day for the official release of macOS 10.15. Apple has managed to include some amazing new features in Catalina, which makes it more flexible for cross-platform performance. The best example is the feature called “Sidecar”, which enables Mac users to add an iPad as a second screen to the mac. Also, Catalina enables authentication with Apple Watch. Along with new features, a lot of existing features have been enhanced. Apps such as Photos, Notes, Reminders, Safari, etc. have undergone significant modifications. The security features also had their share of the makeover. The most noticeable security aspect is the addition of Activation lock to macOS, which was available only in iOS till now. Like Google Play Protect, from Catalina onwards, apps are checked for security issues before installing them, decreasing app vulnerabilities. Apps from now on will need permission to access files in the devices. The Find My feature, now a consolidation of Find My iPhone and Find My Friends, can track Macs even while offline. iTunes has said bye-bye and been replaced by three new apps – Apple Music, Apple TV, Apple Podcasts.

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Engineering Technology Award of Distinction from University of Cincinnati

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 ottobre 2019

Steve Kuhn, a founding member of Sevan Multi-Site Solutions and Executive Vice President, was presented with the 2019 Engineering Technology Award of Distinction of the College of Engineering and Applied Sciences from the University of Cincinnati.
Along with the Executive Vice President role, Kuhn is also currently a member of Sevan’s Board of Directors. In his roles, he focuses on advancing Sevan’s Business Partner relationships. He also works to support the Co-Op student and University recruiting efforts and is assuming leadership of the Sevan Charitable Foundation. He graduated from the University of Cincinnati with a Bachelor of Science in Construction Management.Kuhn’s family—including his wife, three sons and two daughters in law – joined him for the awards ceremony. Sevan team members also celebrated Steve’s accomplishment by cheering him on. Sevan attendees included President and CEO Jim Evans, Chief Operations Officer Tom Glatz, Vice President of People Solutions Chris Galazka, Senior Vice President of Operations Roy Blessing, Senior People Relations Coordinator Morgan Ehemann, Project Executive Randy Barnhill, Project Engineer Cris Groh, and current Co-Op students Chandler Berlinger and Greta Antonetz.The Engineering Technology Award of Distinction recognizes an individual who has not only made significant contributions in their professional field but also has a proven personal commitment to the mission and vision of the programs in what was formerly the College of Applied ScienceTo learn more about the awards, visit the University of Cincinnati’s College of Engineering and Applied Science website.In October 2018, Sevan was named one of the 100 Best Medium Workplaces by Great Place to Work® and FORTUNE, ranking #29 on the list. Sevan has been recognized as an Employee Rated Great Place to Work for six consecutive years. Sevan is ranked #713 on the Inc. 5000 list of the nation’s fastest-growing private companies. Sevan is a 500-person project management firm that delivers design, construction, facility assessment and data analytics services in North America and Europe. Sevan is headquartered in Downers Grove, Illinois and recently opened an international office in London.

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