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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 137

Evasione fiscale, USB: per batterla abolire l’Iva sui beni di prima necessità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 ottobre 2019

In mancanza di proposte concrete e strutturate non possiamo non rilevare una certa schizofrenia che da sempre accompagna il tema della lotta all’evasione fiscale: dalle “manette agli evasori” al “Fisco amico”, dall’innalzamento del tetto per l’uso del contante alla lotta contro il contante. E proprio mentre il governo rivolge tutta la sua attenzione (giustamente) verso chi non emette scontrini o ricevute, uno studio della CGIA di Mestre registra, invece, che l’entità dell’evasione delle grandi aziende è superiore di ben 16 volte a quella delle piccole aziende! E qui entrano in campo tutti quei provvedimenti normativi che, nel corso degli anni, hanno tanto allargato le maglie della legge da consentire al mondo delle grandi imprese e alle banche di conseguire indebiti vantaggi di imposta, pur tenendo formalmente un comportamento “legale”.Quello che manca, oramai da decenni a questa parte, è una seria riflessione sul nostro sistema fiscale e sulla sua funzione sociale: perché dovrebbe essere esattamente questa riflessione a orientare le politiche fiscali.L’USB è convinta da sempre che l’attività sindacale debba coniugare le sacrosante rivendicazioni salariali con la difesa della funzione sociale che, anche all’interno del settore fiscale, i lavoratori sono chiamati a svolgere.
In altre parole non si può fare una seria lotta all’evasione in presenza di una contrazione degli organici e di politiche retributive che, lungi dal riconoscere le professionalità, hanno sistematicamente mortificato i lavoratori.Allo stesso tempo occorre mettere al centro del dibattito il tema della lotta alle diseguaglianze perché è sotto gli occhi di tutti la trasformazione del Fisco da strumento di giustizia sociale attraverso il principio di progressività dell’imposta, a strumento che ha acuito ed approfondito le diseguaglianze sociali.E allora è a livello sistemico che bisogna intervenire non limitandosi ad interventi spot che magari recuperano qualche risorsa qua e là ma riproducono l’insopportabile iniquità fiscale che caratterizza il nostro sistema.La bussola deve essere l’articolo 53 della Costituzione poiché è all’interno di questo ragionamento che si deve collocare la politica fiscale.Occorre tornare ad un sistema fiscale allineato con la nostra Costituzione, a partire da una vera riforma dell’Irpef, e relegando le imposte indirette, in particolare l’IVA il cui peso negli anni si è notevolmente accresciuto, a una funzione marginale: è nota a tutti, infatti, la natura regressiva di tale imposta che grava nella stessa maniera sui redditi più bassi così come su quegli più alti.L’USB ha, quindi, da tempo individuato proposte concrete volte proprio a riallineare il nostro sistema fiscale al dettato costituzionale.

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